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13 GIUNIO 2018:PEDOFILIA,VIA BARROS
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-IL FATTO QUOTIDIANO:
Cronaca
Pedofilia in Cile, Papa Francesco accetta le dimissioni di tre vescovi: tra loro anche Barros, nominato proprio da Bergoglio

Il Pontefice lo aveva sempre difeso pubblicamente, confermandolo nel suo incarico nonostante le accuse di aver coperto le violenze sessuali su minori dell’abusatore seriale padre Fernando Karadima. Ma nel tempo la posizione del Papa è cambiata

di Francesco Antonio Grana 12 giugno 2018

Sulla pedofilia del clero cileno Papa Francesco fa molto sul serio. Bergoglio ha accettato le dimissioni di tre vescovi del Paese latinoamericano. Tra essi spicca il nome del contestatissimo monsignor Juan de la Cruz Barros Madrid, che dal 2015 guidava la diocesi di Osorno, considerato il figlio spirituale dell’abusatore seriale padre Fernando Karadima. Amico personale di Francesco, dopo 11 anni alla guida dell’Ordinariato Militare cileno, nel 2015 Barros è stato nominato proprio da Bergoglio vescovo di Osorno. Fin dal momento del suo insediamento le polemiche dei fedeli e delle vittime degli abusi di padre Karadima sono state violentissime. Ma il Papa non aveva voluto mai prenderle in seria considerazione difendendo sempre pubblicamente monsignor Barros e confermandolo nel suo incarico nonostante le accuse di aver coperto gli abusi sessuali su minori di Karadima.

Durante il viaggio in Cile, nel gennaio 2018, il Papa ha più volte manifestato la sua stima nei confronti dell’ormai ex vescovo di Osorno abbracciandolo pubblicamente durante le diverse celebrazioni che ha presieduto nel Paese latinoamericano. In quei giorni Bergoglio ha incontrato alcune vittime degli abusi, ma non quelle di padre Karadima. E ad alcuni giornalisti cileni ha affermato: “Il giorno che avremo una prova contro il vescovo Barros parlerò. Non c’è una sola prova d’accusa. Le altre sono tutte calunnie, chiaro?”. Parole che hanno subito irritato uno dei più stretti collaboratori del Papa nella lotta alla pedofilia, il cardinale Sean Patrick O’Malley, presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori. “È comprensibile – ha affermato il porporato – che le dichiarazioni di Papa Francesco siano state fonte di grande dolore per i sopravvissuti agli abusi sessuali da parte del clero”.

Immediato è stato il mea culpa del Papa che sul volo di ritorno a Roma ha affermato: “Devo chiedere scusa perché la parola ‘prova’ ha ferito tanti abusati. È una parola di traduzione del principio legale e ha ferito, e chiedo loro scusa se li ho feriti senza accorgermi, ma è una ferita fatta senza volerlo. E a me questo fa tanto dolore, perché io li ricevo, e in Cile ne ho ricevuti due, che si sanno; e ce ne sono stati altri più di nascosto. So quanto soffrono. Sentire che il Papa dice loro in faccia ‘portatemi una lettera con la prova’, è uno schiaffo. E adesso io mi accorgo che la mia espressione non è stata felice, perché non ho pensato a questo. E capisco, come dice l’apostolo Pietro in una delle sue Lettere, l’incendio che si è sollevato. Questo è quello che io posso dire con sincerità. Barros resterà lì se io non trovo il modo di condannarlo. Io non posso condannarlo se non ho, non dico prove, se non ho evidenze. E ci sono tanti modi per arrivare a un’evidenza”.

Ma dopo quella vicenda l’atteggiamento del Papa sulla piaga della pedofilia del clero cileno e sulle gravi omissioni e complicità dei vescovi del Paese è completamente cambiato. Francesco ha subito inviato in Cile a indagare monsignor Charles Scicluna, arcivescovo di Malta e presidente del Collegio per l’esame dei ricorsi in materia di pedofilia presso la Congregazione per la dottrina della fede, insieme con padre Jordi Bertomeu. Al loro ritorno i due hanno consegnato a Bergoglio un report di ben 2300 pagine con 64 testimonianze. Il Papa ha quindi ricevuto in Vaticano prima le tre principali vittime di padre Karadima, Juan Carlos Cruz, James Hamilton e Jose Andrés Murillo, e poi tutti i vescovi del Cile che, proprio durante questo incontro, hanno consegnato a Bergoglio le loro dimissioni. Successivamente Francesco ha ricevuto anche cinque preti che sono stati vittime di abusi di potere, di coscienza e sessuali da parte di padre Karadima.

Oltre a Barros, che ha 62 anni, il Papa ha mandato in pensione anche monsignor Cristián Caro Cordero, arcivescovo di Puerto Montt, e monsignor Gonzalo Duarte García de Cortázar, vescovo di Valparaíso. Questi ultimi due hanno entrambi superato i 75 anni, l’età canonica delle dimissioni, e la loro rinuncia è abbastanza scontata anche se non sono mancate accuse nei loro confronti di aver coperto gli abusi. Al loro posto Francesco non ha nominato altri vescovi bensì tre amministratori apostolici: a Osorno monsignor Jorge Enrique Concha Cayuqueo, vescovo ausiliare di Santiago del Cile; a Puerto Montt padre Ricardo Basilio Morales Galindo, provinciale dei mercedari in Cile; e a Valparaíso monsignor Pedro Mario Ossandón Buljevic, vescovo ausiliare di Santiago del Cile.

Un capitolo tutt’altro che concluso. Nei prossimi giorni, infatti, monsignor Scicluna e padre Bertomeu torneranno nella diocesi di Osorno per proseguire la loro inchiesta sulla pedofilia del clero. Mentre si attende che Francesco si esprima sulle dimissioni di tutti gli altri vescovi cileni tra cui il presidente della Conferenza episcopale e arcivescovo di Santiago del Cile, il cardinale Ricardo Ezzati Andrello. Senza dimenticare che il suo diretto predecessore, il cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, è stato nominato dal Papa nel “C9”, il consiglio di porporati che lo aiuta nel governo della Chiesa e nella riforma della Curia romana. Anche Errázuriz Ossa è oggetto dei durissimi attacchi delle vittime degli abusi che lo accusano di aver coperto per anni la pedofilia del clero cileno.
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13 GIUNIO 2018:AMORIS LAETITIA

-13 GIUNIO 2018:PERCHE HA CADUTO RAJOY

-SU LEMONDE:lemonde.fr

En Espagne, Mariano Rajoy fragilisé par la condamnation de son parti

 La justice a infligé de lourdes peines pour corruption à d’anciens cadres du Parti populaire. Le Parti socialiste a déposé une motion de censure, vendredi matin, contre le premier ministre espagnol.

LE MONDE | • Mis à jour le | Par Sandrine Morel (Madrid, correspondance)Le premier ministre espagnol, Mariano Rajoy, au Parlement, à Madrid, le 23 mai.

Le premier ministre espagnol, Mariano Rajoy, au Parlement, à Madrid, le 23 mai. PAUL HANNA / REUTERS

Ce sont des peines exemplaires, cumulant au total 351 années de prison, que l’Audience nationale, le haut tribunal espagnol chargé notamment du crime organisé, a infligées à vingt-neuf membres du plus vaste réseau de corruption de l’histoire de l’Espagne démocratique, appelé « affaire Gürtel ». Le verdict, prononcé jeudi 24 mai, est un coup de massue pour le Parti populaire (PP, droite au pouvoir) de Mariano Rajoy, déjà en chute libre dans les sondages. Non seulement une dizaine d’anciens cadres et d’élus du PP ont été condamnés, mais la formation aussi, en tant que bénéficiaire du réseau. Le parti devra rembourser près de 250 000 euros pour le financement illégal de plusieurs meetings dans deux municipalités de la région de Madrid.

Au terme de onze mois de procès, entre novembre 2016 et octobre 2017, portant sur la « première époque » de Gürtel, celle qui couvre les années entre 1999 et 2005, et s’étend essentiellement sur plusieurs localités de la région de Madrid, le tribunal a accrédité l’existence d’un « authentique et efficace système de corruption institutionnelle au travers d’un mécanisme de contrats publics ». Les juges ont condamné l’entrepreneur Francisco Correa, le « cerveau » de l’affaire, intermédiaire entre les cadres et élus véreux du PP et des entreprises – dont les siennes – à près de cinquante-deux ans de prison pour fraude, corruption, blanchiment, trafic d’influence, détournement de fonds publics…

Lire aussi :   Face aux juges, Mariano Rajoy nie tout lien avec un réseau de corruption

Deux anciens maires du PP, un ex-secrétaire du PP de Galice, un ancien conseiller des sports de la région de Madrid, ou encore une ancienne ministre du PP, font partie des condamnés. On y trouve surtout l’ancien trésorier national du PP, Luis Barcenas, auquel le président du gouvernement, Mariano Rajoy, avait envoyé un SMS d’encouragement en 2013 : « Luis, sois fort. » Il a été condamné à trente-trois ans de prison et à 44 millions d’euros d’amende.

L’existence d’une « comptabilité parallèle » du PP, une « caisse noire » nourrie de commissions illégales a, en outre, été confirmée par le tribunal, bien qu’elle fasse l’objet d’une autre procédure en cours devant déboucher sur un autre jugement, attendu dans les prochains mois. Lors du procès de l’affaire Gürtel, Mariano Rajoy, appelé en tant que témoin, avait pourtant déclaré que cette comptabilité parallèle n’existait pas. Les juges ont estimé que son témoignage n’était pas « plausible ».

« Cas isolés »

Le PP a annoncé dans un communiqué qu’il fera appel de la décision de l’Audience nationale, rappelant que « les faits jugés se limitent aux élections municipales de 2003 dans deux mairies madrilènes des 8 000 municipalités qui existent en Espagne » et assurant que « le PP national ne peut pas connaître les dépenses extracomptables auxquelles se livre un candidat à titre individuel ».

Pour se défendre, le parti au pouvoir continue d’assurer que la corruption se limite à quelques « cas isolés », bien que des dizaines de militants du PP soient actuellement poursuivis dans de multiples affaires de corruption dans toute l’Espagne. Il souligne aussi que les principaux scandales datent de l’époque où José Maria Aznar présidait le PP, avant que Mariano Rajoy n’en prenne les rênes en 2003.

« Nous avons travaillé pour modifier les lois [anticorruption] et essayer de faire en sorte d’éviter que ces choses se reproduisent », Mariano Rajoy, premier ministre espagnol

En début de semaine, c’est ainsi l’ancien ministre du gouvernement de M. Aznar Eduardo Zaplana qui a été arrêté pour blanchiment de fonds dans le cadre d’une enquête sur le rapatriement en Espagne de 10 millions d’euros de pots-de-vin présumés, qu’il aurait amassés lorsqu’il était président de la région de Valence (1995-2002). « Le PP représente beaucoup plus que dix ou quinze cas isolés, a déclaré Mariano Rajoy, jeudi. Nous avons travaillé pour modifier les lois [anticorruption] et essayer de faire en sorte d’éviter que ces choses se reproduisent. »

Lire aussi :   En Espagne, « le gouvernement Rajoy est paralysé »

Mais les réactions de l’opposition à la condamnation du PP n’ont pas tardé. Albert Rivera, le président de la formation libérale montante, Ciudadanos, a annoncé qu’il allait revoir sa relation avec le gouvernement de Mariano Rajoy, dont il est le principal soutien. « La condamnation pour corruption du parti du gouvernement marque un tournant dans la législature », a-t-il affirmé avant d’annoncer que « la prochaine réunion exécutive de Ciudadanos l’évaluera et prendra des décisions pour éviter des dommages à [la] démocratie ». Celle-ci est prévue le 11 juin.

Pedro Sanchez, le secrétaire général du Parti socialiste ouvrier espagnol, première formation d’opposition, l’a déjà devancé en déposant une motion de censure contre le gouvernement de Mariano Rajoy. Pour réussir, cette motion devra recueillir une majorité absolue de 176 députés derrière le candidat que présentera le parti pour former un nouveau gouvernement. Le parti de gauche radicale Podemos lui a déjà promis de le soutenir s’il déposait une motion de censure contre M. Rajoy.

https:.lemonde.fr/international/article/2018/05/25/en-espagne-mariano-rajoy-fragilise-par-la-condamnation-de-son-parti_5304382_3210.html?xtmc=en_espagne_mariano_rajoy_fragilise_par_la_condamnation&xtcr=2

13 GIUNIO 2018:SCONTRO MACRON-SALVINI

-SU LA STAMPA:lastampa.it

Caso Aquarius, Macron: “Non chiedo scusa a chi provoca”. Conte orientato a non andare a Parigi
matteo indice
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Manca l’ufficialità ma «al momento non ci sono le condizioni» per il viaggio a Parigi e per l’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tiene la linea dura dopo le polemiche sul fronte immigrazione, scaturite dal caso dell’imbarcazione Aquarius. Quello che filtra, alla fine di un pomeriggio di riunioni a palazzo Chigi, fotografa una situazione molto delicata dopo lo scontro diplomatico con la Francia. La visita ufficialmente, viene spiegato da fonti governative, non è annullata ma di fatto «l’orientamento predominante» è questo: non ci sarà nessun incontro con Macron senza un gesto ufficiale di scuse da parte del governo francese. Posizione che ha avuto il sostegno anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con cui Conte, a margine di un incontro informale durante il quale il premier ha anticipato i nomi dei sottosegretari, si è discusso brevemente anche dello scontro con Parigi.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, nel pomeriggio ha risposto alla richiesta di scuse, dopo che l’Eliseo ha definito «cinica e irresponsabile» la politica del governo Conte e il portavoce di En Marche l’ha addirittura liquidata come «vomitevole»: ha detto di considerare la scelta di Roma una provocazione. «Chi è che dice io sono più forte dei democratici e se vedo una nave arrivare davanti alle mie coste la caccio via? Se gli dò ragione, aiuto la democrazia? Non dimentichiamo chi ha parlato e chi ci ha interpellati» dice, rifiutando di fatto di scusarsi con il Governo italiano per le accuse di cinismo in merito alla gestione della vicenda. «Nell’ultimo anno abbiamo lavorato con l’Italia a stretto contatto e in maniera esemplare» sul fronte migratorio» ricorda il presidente francese facendo un appello a non «cedere alle emozioni, che qualcuno manipola», stigmatizzando «la politica del peggio, che mette tutti sotto il giogo dell’emozione».

Salvini chiede le scuse di Macron

«Macron passi dalle parole ai fatti e domani mattina accolga i 9 mila migranti che si era impegnato ad accogliere», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini in Senato, sottolineando che la Francia ha accolto solo 340 dei 9.816 migranti che dovevano essere ricollocati in tre anni. «La Francia ci dice che siamo cinici – ha aggiunto – ma dal 1 gennaio al 31 maggio ha respinto alle frontiere 10.249 persone, comprese donne e bambini disabili». «Non voglio che bambini vengano messi su un gommone e muoiono nel Mediterraneo perché qualcuno li illude che in Italia c’è lavoro e casa per tutti. Sono stufo – prosegue Salvini -. Non è un derby tra Italia e Francia, non è neppure il mondiale a cui per altro non parteciperemo. La nostra azione di volontariato non merita di essere apostrofata in quel modo da un rappresentante del Governo francese». «Spero che arriveranno le scuse della Francia. Non abbiamo niente da imparare da nessuno in termini di solidarietà. La nostra storia di generosità e di volontariato non merita di essere apostrofata in questi termini da esponenti del governo francese che spero diano scuse». Ricordando che l’Italia accoglie 170 mila migranti e la Spagna 16 mila, «Ringrazio il buon cuore del presidente Sanchez. Mi auguro e spero che eserciti la sua generosità anche nelle prossime settimane, avendo spazio per farlo». Sull’immigrazione «è tempo che gli Stati tornino a essere Stati. Non è possibile che siano associazioni private finanziate da chissà chi a imporre temi e modi dell’immigrazione. In queste ore ho sentito tanti colleghi europei. Leggevo di una Italia isolata. Non siamo mai stati così centrali e così ascoltati come in queste ore».

Incontro Conte-Macron

Dopo le parole di Matteo Salvini durante l’informativa su Aquarius al Senato, è arrivata prima la cancellazione dell’incontro fra il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e il ministro francese Bruno La Maire in programma per oggi a Parigi, poi la replica del premier Giuseppe Conte: «Nessun dubbio: senza un chiarimento e le scuse di Macron all’Italia io resto a Roma. Non ho il minimo tentennamento, chi sbaglia – chiunque esso sia – deve chiedere scusa, prima che a me all’Italia. Abbiamo salvato milioni di vite umane, l’Europa tutta deve tenerlo a mente». Giuseppe Conte già martedì avrebbe messo in dubbio il bilaterale con Macron vincendo le resistenze di chi, tra i suoi consiglieri più stretti, temeva l’incidente diplomatico. E anche dietro la decisione del ministro dell’Economia Giovanni Tria di annullare la trasferta in Francia ci sarebbe il suo zampino. I due avrebbero deciso insieme di cancellare il volo, in programma alle 14, del responsabile dell’Economia.

La posizione francese

La Francia tiene alla cooperazione con Roma sul tema dell’immigrazione aveva dichiarato il ministero degli Esteri francese dopo le tensioni suscitate dalle parole pronunciate ieri a Parigi sul caso della nave Aquarius. Il Quai d’Orsay ha assicurato di essere «perfettamente cosciente del carico che la pressione migratoria fa pesare sull’Italia e degli sforzi che quel paese assicura». «Beninteso nessuna delle dichiarazioni fatte dalle autorità francesi lo ha mai rimesso in causa, così come la necessità di coordinarci strettamente tra europei», ha dichiarato un portavoce. «Teniamo al dialogo e alla cooperazione che abbiamo con Roma su questi temi».

LEGGI ANCHE Il piano anti-sbarchi di Salvini (Capurso-Grignetti)

Nuovi sbarchi a Catania

Intanto non si fermano le polemiche sulla nave Aquarius, bloccata dai ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli, e già una nuova nave giunge in Italia. È arrivata nel porto di Catania la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 932 migranti salvati durante sette operazioni di soccorso al largo della Liba. Nell’imbarcazione ci sono anche due cadaveri recuperati duranti gli interventi di salvataggio. Cinque dei migranti, quattro donne incinte e un minorenne, sono stati già trasferiti in ospedali siciliani di Agrigento e Palermo con elicotteri del 118, dopo un primo trasbordo a Lampedusa. Sul molo è pronto il personale per lo sbarco e sono presenti anche investigatori della squadra mobile della Questura delegati dalla Procura distrettuale di Catania a svolgere le indagini del caso.

La maggior parte dall’Eritrea

Stanno in silenzio, quasi increduli che il loro viaggio delle speranza abbia avuto approdo in un porto sicuro italiano. Dal ponte di nave Diciotti della guardia di finanza i 932 migranti, salvati in sette operazioni di soccorso nel mare Mediterraneo, guardano con curiosità il molo di Catania e i soccorritori, giornalisti, cameraman e fotografi che lo affollano con, nello sfondo, la mole imponente dell’Etna. Sono quasi tutti eritrei, molte famiglie con bambini. Una donna si affaccia e parlando con i cronisti dice: «Siamo sulla nave da tre giorni, oggi sono molto contenta: viva l’Italia».

L’Italie, ulcérée par les déclarations de Macron sur l’« Aquarius », estime que la France a constamment manqué de solidarité dans l’accueil des réfugiés.

Le Monde | • Mis à jour le | Par Jérôme Gautheret (Rome, correspondant)

Une partie des migrants de l’« Aquarius », en surcapacité, ont été transférés à bord du navire de gardes-côtes italien le « D’Attilo », avant la traversée vers le port de Valence (Espagne).

La tension monte entre Paris et Rome. L’Italie, qui exige des excuses de la France, a convoqué l’ambassadeur français et menacé d’annuler une rencontre entre les dirigeants français et italien vendredi 15 juin à Paris. Les déclarations d’Emmanuel Macron dénonçant « la part de cynisme et d’irresponsabilité du gouvernement italien » en raison de son refus d’accueillir l’Aquarius ont en effet été très mal reçues à Rome.

Nouvel épisode de cette bataille rangée entre les deux pays, le ministre des finances italien, Giovanni Tria, a préféré rester à Rome plutôt que de rencontrer comme prévu mercredi 13 juin son homologue français Bruno Le Maire. Ce dernier a dit « regretter » cette décision et espérer une nouvelle rencontre « très vite ».

Le président français Emmanuel Macron, dont les propos mardi ont déclenché la fureur de l’Italie, a condamné mercredi « la politique du pire qui place tout le monde sous l’empire de l’émotion », tout en assurant qu’il continuait à travailler « main dans la main avec l’Italie ».

« Nous avons divisé par dix les arrivées, par un travail, actif, constructif, sans relâche de manière partenariale avec l’Italie. La vraie réponse est dans la politique de développement de sécurité, de démantèlement des réseaux de passeurs en Afrique. (…) C’est d’avoir des frontières communes et de les défendre, c’est un investissement européen. La France a fait des propositions et est prête à s’y engager, y compris sur le plan budgétaire pour un Frontex démultiplié. C’est avoir une politique de l’asile, une vraie coopération et en finir avec le système de Dublin, qui ne fonctionne plus. »

Ce sont bien pourtant ses déclarations, dénonçant « la part de cynisme et d’irresponsabilité du gouvernement italien » après son refus d’accueillir l’Aquarius, qui ont mis le feu aux poudres.

L’homme fort du gouvernement italien et patron de la Ligue (extrême droite), le ministre de l’intérieur Matteo Salvini, a déclaré mercredi devant des journalistes qu’en l’absence d’« excuses officielles » de la France, il valait mieux annuler la rencontre prévue vendredi entre le président français, Emmanuel Macron, et le chef du gouvernement italien, Giuseppe Conte. Un ultimatum que l’Elysée affirme ne pas avoir reçu.

Dans l’après-midi, M. Salvini a réitéré sur Twitter sa demande d’excuses, estimant que l’Italie n’avait aucune « leçon » à recevoir en matière de solidarité.

Lire aussi :   SOS-Méditerranée dénonce l’« inaction criminelle » de l’Europe

« Leçons hypocrites »

L’agacement de Rome est partagé par l’immense majorité de l’opinion italienne. Les déclarations d’Emmanuel Macron ont réveillé le souvenir des incidents qui ont émaillé les mois passés. Par la suite, le rappel au droit international du premier ministre, Edouard Philippe, et plus encore la réaction du porte-parole de La République en marche, Gabriel Attal, jugeant l’attitude italienne « à vomir », ont provoqué une avalanche de réactions courroucées et ont même mené à la convocation, mercredi, de l’ambassadeur de France à Rome au ministère des affaires étrangères.

Le communiqué publié par le Palais Chigi, le siège du premier ministre, dans l’après-midi de mardi, était déjà d’une vigueur inhabituelle : « Les déclarations venant de France autour du cas de l’Aquarius sont surprenantes et témoignent d’un grave manque d’informations sur ce qui se passe. L’Italie ne peut pas accepter les leçons hypocrites de pays qui, en termes de migrations, ont toujours préféré tourner le dos à leurs partenaires. » La même note poursuit : « Nous avons reçu un geste inédit de solidarité de la part de l’Espagne. Ce même geste n’est pas arrivé de la France, qui de plus a adopté à maintes reprises des politiques bien plus rigides et cyniques en termes d’accueil. »

Mercredi matin sur France Inter, la ministre de la justice française, Nicole Belloubet, a nuancé les propos d’Emmanuel Macron, déclarant qu’on « ne peut pas laisser l’Italie seule face à cette question, ce n’est pas acceptable ». « Il y a urgence absolue à construire une réponse européenne », a-t-elle ajouté, jugeant que « l’Europe est fautive, et peut-être nous avec, de ne pas avoir su construire cette réponse ». Le Quai d’Orsay a également tenu à rappeler, mercredi, son attachement « au dialogue et à la coopération que nous avons sur ces sujets avec Rome » et a assuré être « parfaitement conscient de la charge que la pression migratoire fait peser sur l’Italie et des efforts que ce pays fournit ».

Lire aussi :   La République en marche se divise sur le sort de l’« Aquarius »

« C’est l’hypocrisie de Macron qui est à vomir », a déclaré Giorgia Meloni, la dirigeante du parti de droite nationaliste Fratelli d’Italia. Dans le chœur de réactions indignées émanant de la grande majorité des responsables politiques italiens revenait sans cesse le rappel d’un souvenir récent : celui de l’incident frontalier de Bardonecchia, à la fin du mois de mars.

En pénétrant dans des locaux de cette petite gare piémontaise, pour y effectuer une analyse d’urine d’un ressortissant nigérian accusé de trafic de stupéfiant, des douaniers français avaient alors déclenché une véritable tempête diplomatique entre les deux pays, le ministère des affaires étrangères du gouvernement Gentiloni convoquant déjà l’ambassadeur de France à Rome pour explications. Une procédure très inhabituelle qui traduisait la colère contre l’attitude des forces de l’ordre françaises dans les zones frontalières, de Vintimille aux cols alpins.

Lire aussi :   « Aquarius » : non, le port espagnol de Valence n’était pas « le plus proche »

Bonnes paroles

Depuis la fermeture progressive des frontières entre les deux pays, en 2014, l’immense majorité des Italiens ont l’impression que l’Italie a été abandonnée à elle-même par ses partenaires européens. Un sentiment qui a culminé à l’été 2017, quand, au plus fort de la crise migratoire (plus de 100 000 personnes secourues de janvier à juillet), le ministre de l’intérieur Marco Minniti avait demandé un geste de solidarité, menaçant lui aussi de fermer ses ports aux bateaux des ONG humanitaires. A l’époque, l’Italie ne s’était attiré en retour que quelques bonnes paroles.

Depuis, l’intensité du flux d’arrivées s’est considérablement affaiblie (80 % d’arrivées en moins depuis le début de l’année 2018), par l’effet d’accords très controversés entre l’Italie et diverses autorités locales libyennes. Mais le Parti démocrate (centre gauche), au pouvoir depuis 2013, a essuyé une cuisante défaite électorale, et son incapacité à obtenir une aide concrète par la voie du dialogue n’est pas pour rien dans l’arrivée au pouvoir de partis extrémistes, qui, désormais, entendent bien faire entendre leur différence.

https:.lemonde.fr/europe/article/2018/06/13/crise-diplomatique-entre-paris-et-le-nouveau-gouvernement-italien_5314165_3214.html

-RETROSPETTIVA SU LE M0NDE:

-NOTA 1:

Publié Le 11.06.2018 à 10h08

Migrants rejetés par l’Italie et Malte : « Il est déplorable que des vies humaines soient prises en otages »

L’« Aquarius », navire affrété par l’ONG française, est toujours bloqué en mer avec plus de 600 hommes, femmes et enfants à son bord.

LesOLes centaines de passagers de l’« Aquarius » risquent de rapidement manquer de vivres. KARPOV / AFP

Le gouvernement espagnol a annoncé, lundi 11 juin en début d’après-midi, que l’Espagne était prête à prendre en charge le navire humanitaire Aquarius. Depuis dimanche, le bateau de sauvetage de l’association française SOS-Méditerranée était dans l’impossibilité de trouver un port pour débarquer 629 migrants recueillis en mer, dont 123 mineurs non accompagnés, 11 jeunes enfants et 6 femmes enceintes. Le nouveau ministre de l’intérieur italien, Matteo Salvini, lui a interdit l’accès aux ports de la péninsule et le navire est bloqué en haute mer.

Fabienne Lassalle, directrice adjointe de SOS-Méditerranée, décrit la situation sur le bateau bloqué dans les eaux internationales entre l’Italie et Malte et déclare qu’« il faut absolument que la situation politique se débloque ».

Que s’est-il passé dimanche 10 juin ?

Dimanche matin, l’Aquarius a reçu l’ordre du centre de coordination de Rome d’arrêter sa progression vers la Sicile. C’est pourtant sur instruction de ce centre que l’Aquarius a, dans la nuit de samedi à dimanche, sauvé les passagers de deux embarcations, dont l’une s’est brisée, entraînant la mise à l’eau d’une dizaine de personnes qui ont pu être repêchées.

C’est également ce centre qui a organisé le transbordement de 400 personnes secourues par la marine et des navires marchands italiens et qui auraient donc sans doute pu débarquer si nous ne les avions pas prises en charge.

Nous avons ensuite appris que la demande avait été faite à Malte de nous accueillir, ce qui a été refusé.

Dans quelle situation se trouvent l’« Aquarius » et ses passagers ?

Le bateau, qui est en surcapacité d’une centaine de personnes, est bloqué dans les eaux internationales entre l’Italie et Malte. Les migrants à bord, de 26 nationalités dont un quart de Soudanais, sont déshydratés, en hypothermie, souffrent de brûlures… Il n’y a pas d’urgence médicale absolue, mais la situation peut vite mal tourner.

Surtout, l’Aquarius ne dispose que d’une journée de vivres. Une solution doit donc absolument être trouvée au plus vite. Pour l’instant, notre seul levier d’action était d’insister auprès du centre de coordination de sauvetage maritime de Rome pour qu’il trouve un port où le bateau pourra accoster.

This undated photo released by French NGO “SOS Mediterranee” on Monday, June 11, 2018 and posted on its Twitter account, shows migrants aboard the SOS Mediterranee’s Acquarius ship with MSF (Doctors Without Borders) NGOs, in the Mediterranean Sea. Italy and Malta dug in for a second day and refused to let the rescue ship Acquarius with 629 people aboard dock in their ports, leaving the migrants at sea as a diplomatic standoff escalated under Italy’s new anti-immigrant government. (Kenny Karpov/SOS Mediterranee via AP)

Parmi les 629 personnes à bord, environ 400 avaient été sauvées par la marine et des navires marchands italiens. KENNY KARPOV / AP

Et que pensez-vous de la proposition espagnole ?

Il s’agit pour l’instant d’une déclaration politique qui n’a pas encore de traduction opérationnelle. Pour le moment, pour nous, la situation n’a pas changé.

Si une autorité maritime d’un autre pays déclare vouloir accueillir l’Aquarius, nous pourrions peut-être nous y rendre, encore faudrait-il avoir les vivres nécessaires pour le trajet.

Par ailleurs, la proposition de maires italiens de nous accueillir est très sympathique, mais pas envisageable.

Nous ne voulons pas être impliqués dans un bras de fer politique. Il est déplorable que des vies humaines soient ainsi prises en otages. Il faut absolument que la situation politique se débloque.

Vous attendiez-vous à cette décision de l’Italie ?

Ce n’est pas une surprise. Depuis plusieurs semaines, nous ressentions des pressions croissantes. On nous obligeait notamment à effectuer de fréquents allers-retours pour revenir au port, ce qui réduisait notre temps de présence en mer.

Craignez-vous que cette décision de l’Italie soit pérenne ?

Oui, même si selon la réglementation internationale, Rome ne peut pas nous fermer ses ports. Mais tant qu’il y aura des vies en jeu, notre devoir est d’aller les sauver. Nous ferons les choses dans les règles, mais nous ne pouvons pas laisser mourir des gens, quitte à nous retrouver dans la même situation qu’aujourd’hui.

https:mobile.lemonde.fr/europe/article/2018/06/11/migrants-rejetes-par-l-italie-et-malte-il-est-deplorable-que-des-vies-humaines-soient-prises-en-otage_5313007_3214.html
-NOTA 2:
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La République en marche se divise sur le sort de l’« Aquarius »

« Le silence de la France sur ce sujet a été honteux », a estimé la députée Sonia Krimi, qui a tenté, sans succès, de défendre sa position en réunion de groupe.

uPour l’élue LRM Sonia Krimi (ici en décembre 2017 à l’Assemblée nationale), « le silence de la France sur ce sujet a été honteux ». PATRICK KOVARIK / AFP

Une nouvelle fois, c’est sur l’épineux dossier des migrants que se déchire la majorité. Mardi 12 juin, plusieurs députés de La République en marche (LRM) ont dénoncé la politique migratoire du gouvernement, en regrettant la réaction tardive de la France sur le sort de l’Aquarius, un navire d’assistance humanitaire obligé de faire des ronds dans l’eau en Méditerranée depuis deux jours, en quête d’un port où déposer les 629 migrants qu’il a sauvés de la noyade au large de la Libye, au cours du week-end.

« Le silence de la France sur ce sujet a été honteux. C’est la politique de l’autruche, alors que le gouvernement devrait dire : Accueillons-les ! Le droit européen n’est pas supérieur au droit humain ! », s’est écriée, mardi après-midi dans les couloirs de l’Assemblée nationale, la députée LRM de la Manche Sonia Krimi, qui s’était déjà distinguée en s’opposant au ministre de l’intérieur, Gérard Collomb, lors de l’examen de la loi asile et immigration.

Devant la presse, l’élue de la Manche ne cachait pas sa colère, après avoir tenté – sans succès – de faire-valoir sa position lors de la réunion hebdomadaire des députés macronistes, le matin même. Après que sa collègue de Paris, Anne-Christine Lang, a exigé que le groupe majoritaire définisse « une position commune » sur l’Aquarius, Sonia Krimi a voulu prendre la parole mais a été coupée par le vice-président du groupe LRM, Gilles Le Gendre, selon différents témoins. Ce dernier, qui présidait la réunion en l’absence du patron du groupe, Richard Ferrand, l’a invitée à différer son intervention, en lui promettant de revenir sur ce sujet brûlant en fin de réunion.

Jugeant « inadmissible » de n’avoir pas pu défendre sa position, la députée a quitté la réunion de groupe avant son terme, suivie, par solidarité, par six autres députés. Ce coup de sang illustre le malaise grandissant chez une partie des élus du parti présidentiel, qui estiment que la France a été la grande absente de ce délicat feuilleton, en ne proposant pas d’ouvrir ses ports pour accueillir les migrants refusés par l’Italie.

« Concours des belles âmes »

« La façon dont le gouvernement répond aux interpellations sur l’Aquarius, en ignorant la proposition corse et en étant dans une approche technique, alors que plus de 600 personnes sont en détresse dans la Méditerranée, ce n’est pas digne », déplore le député LRM des Bouches-du-Rhône, François-Michel Lambert, en référence à la proposition des dirigeants nationalistes corses de recevoir le navire, comme l’Espagne, après le refus de l’Italie et de Malte. Comme lui, une dizaine d’élus de la majorité – tels Brigitte Bourguignon, Hugues Renson ou Eric Bothorel – ont regretté le manque de réactivité de Paris face à ce drame humanitaire.

« Il aurait été du devoir de la France de proposer d’accueillir les quelque 600 hommes, femmes et enfants en danger », a ainsi jugé le député LRM de Marseille, Saïd Ahamada, sur Twitter, tandis que son collègue de Haute-Garonne, Sébastien Nandot, a dénoncé une « France paralysée dans sa solidarité ». Deux autres, Guillaume Gouffier-Cha et Fiona Lazaar, ont même adressé une lettre à Emmanuel Macron pour souligner que « la France ne peut rester silencieuse devant [ce]drame humain ». Comme un air de déjà-vu… En avril, la question migratoire avait une première fois divisé les « marcheurs », lorsque quinze députés macronistes n’avaient pas voté le projet de loi asile et immigration.

Visiblement remonté, Richard Ferrand a tenté de recadrer ses troupes en dénonçant une « compétition démagogique », lors d’une prise de parole dans la salle des Quatre-Colonnes, à l’issue des questions au gouvernement. Avant de poursuivre : « Mon Dieu, ce n’est pas un problème politicien, c’est un problème d’humanité. Il est inutile de rivaliser de sottises en disant la France ceci, la France cela ! » « Le but n’est pas de faire le concours des belles âmes,abonde la porte-parole des députés LRM, Aurore Bergé. La question est de savoir comment trouver une solution diplomatique pour résoudre la question des flux migratoires sur le long terme. »

« L’ITALIE NE PEUT ACCEPTER DE LEÇONS HYPOCRITES DE PAYS AYANT PRÉFÉRÉ DÉTOURNER LA TÊTE EN MATIÈRE D’IMMIGRATION »
LA PRÉSIDENCE DU CONSEIL ITALIEN

Après un silence assourdissant de presque deux jours, l’exécutif a tenté lui aussi de reprendre la main, conscient de l’incendie qui commençait à s’étendre dans sa majorité. A l’issue du conseil des ministres, exceptionnellement décalé à mardi 12 juin pour cause de déplacement de M. Macron à Montpellier puis en Vendée mercredi, Benjamin Griveaux a tenté de convaincre que « la France n’est pas restée inactive ces vingt-quatre dernières heures », précisant que le chef de l’Etat s’était entretenu avec la Commission européenne dès lundi après-midi et qu’il comptait appeler mardi les chefs de gouvernement italien, espagnol et maltais.

Selon le porte-parole du gouvernement, Emmanuel Macron a aussi mis en cause la position de Rome lors du conseil des ministres,fustigeant « une forme de cynisme » et « une part d’irresponsabilité » du nouveau gouvernement populiste italien, qui a dans un premier temps accepté que l’Aquarius rentre dans ses eaux nationales, avant de finalement lui interdire l’accès à ses côtes. Une accusation très mal reçue de l’autre côté des Alpes. « L’Italie ne peut accepter de leçons hypocrites de pays ayant préféré détourner la tête en matière d’immigration », a indiqué mardi soir la présidence du Conseil dans une note qui a filtré dans la presse. Mercredi, l’Italie a fait savoir qu’elle avait convoqué dans la matinée l’ambassadeur français à Rome.

« Nous sommes évidemment prêts à aider les autorités espagnoles pour accueillir et analyser la situation des personnes » sauvées par l’Aquarius et qui pourraient bénéficier du statut de réfugié, s’est également défendu Edouard Philippe, mardi après-midi à l’Assemblée nationale, lors des questions au gouvernement. Mais pas question de changer de position sur le fond. « Il n’y a pas l’espoir d’une solution nationale à ce problème, elle ne peut être qu’européenne », a ainsi rappelé le premier ministre face aux accusations d’absence de réponse de la France.

Le premier ministre, Edouard Philippe, lors des questions au gouvernement, à l’Assemblée nationale, le 12 juin. ALAIN JOCARD / AFP

Pour l’exécutif, réagir à chaud au coup de force italien aurait été mettre le doigt dans un engrenage difficilement maîtrisable. « La solution espagnole n’est pas viable à terme : à chaque fois que l’Italie va dire non à un bateau, on va attendre qu’un autre pays européen lève la main ? », met en garde un proche du chef de l’Etat. Mais le premier ministre l’a reconnu lui-même : trouver un accord avec les autres pays de l’Union sur la protection des frontières ou la relocalisation des migrants sera difficile. « Ne nous payons pas de mots, tous les pays européens ne veulent pas d’une solution collective », a-t-il concédé aux députés.

En attendant, l’opposition compte bien profiter de la valse-hésitation de l’exécutif pour marquer des points. « Aucun port français, ni Corse, ni Nice, ni Marseille, ne doit accueillir l’Aquariusa ainsi lancé le député LR des Alpes-Maritimes, Eric Ciotti, sur CNews. L’Aquarius, il a une destination toute trouvée, il faut qu’il retourne vers les côtes libyennes. » « La réaction de Salvini est salutaire. (…) Il faut qu’ils retournent d’où ils viennent », a abondé Marine Le Pen sur Twitter.

Ian Brossat, le chef de file des communistes pour les élections européennes de 2019, a quant à lui reproché à la France de n’avoir « rien dit sur le sort des réfugiés de l’Aquarius »« Pas un mot de Gérard Collomb, pas une parole d’Emmanuel Macron, a-t-il écrit sur Twitter. A l’image de la politique du gouvernement sur le sujet. Le néant et l’irresponsabilité. » Le débat est loin d’être terminé.

https:mobile.lemonde.fr/la-republique-en-marche/article/2018/06/13/la-republique-en-marche-se-divise-sur-le-sort-de-l-aquarius_5313845_5126036.html
-NOTA 3:
Europe
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« Aquarius » : « L’Italie devrait assumer ses responsabilités », répond Edouard Philippe à l’Assemblée nationale

LE MONDE |  • Mis à jour le 

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Après avoir dénoncé le non-respect par l’Italie de ses « obligations internationales », le 12 juin à l’Assemblée nationale, le premier ministre français, Edouard Philippe, a remercié le gouvernement espagnol d’accueillir le bateauAquarius, à bord duquel 629 migrants patientent dans des conditions difficiles.

La France « analysera la situation de ceux qui pourraient bénéficier du statut de réfugié », a-t-il ajouté. Edouard Philippe a assuré que la France était « prête à aider »l’Espagne pour « accueillir » des migrants, dont plus de 600 sont bloqués sur l’Aquarius en Méditerranée et refusés par l’Italie. « Nous sommes évidemment prêts à aider les autorités espagnoles pour accueillir et analyser la situation de ceux qui sur ce bateau pourraient vouloir bénéficier du statut de réfugié », a déclaré le premier ministre devant l’Assemblée nationale, se disant « heureux » de la décision de l’Espagne d’ouvrir le port de Valence

https:mobile.lemonde.fr/europe/video/2018/06/12/aquarius-c-est-l-italie-qui-devrait-assumer-ses-responsabilites-repond-edouard-philippe-a-l-assemblee-nationale_5313657_3214.html

-NOTA 4:

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Le « coup politique » des nationalistes corses autour de l’« Aquarius »

Les dirigeants de l’île ont proposé d’accueillir le navire qui a secouru 629 migrants en Méditerranée. Une proposition qui avait peu de chances d’aboutir.

Temps de lecture : 2 min

Jean-Guy Talamoni se défend du moindre coup de com’. Mais en proposant, lundi 11 juin, d’accueillir les 629 migrants de l’Aquarius dans un port insulaire, le président indépendantiste de l’assemblée de Corse a fait d’une pierre deux coups. D’abord, battre en brèche les critiques récurrentes de xénophobie à l’encontre de son courant d’idées. Ensuite, montrer un visage humaniste contrastant singulièrement avec la fermeté affichée par le gouvernement sur la question des migrants – et son quasi-silence, dans le cas de l’Aquarius, depuis que le gouvernement italien n’a pas autorisé le navire de l’ONG SOS-Méditerranée à toucher ses côtes.

« Compte tenu de la localisation du navire et de l’urgence, mon avis est qu’il serait naturel d’ouvrir un port corse pour porter secours à ces personnes en détresse », a écrit sur son compte Twitter, le président de l’assemblée de Corse. Et qu’importe, selon lui, si la collectivité insulaire n’exerce aucune prérogative régalienne en la matière.

« Nous ne sommes dans le domaine juridique mais dans celui de la morale, explique l’élu. Je ne suis pas dans le calcul politique, je n’ai pratiquement pas consulté ni voulu placer le gouvernement en porte-à-faux car je sais qu’il s’agit de questions très délicates. Je n’avais d’autre impératif que celui de sauver des vies si le problème s’était posé. La question est réglée, le navire accostera en Espagne, il n’y a plus de sujet. »

Structures d’accueil inexistantes

Lundi, Gilles Simeoni, président du conseil exécutif, le mini-gouvernement de l’île, a lui aussi évoqué la possibilité d’accueillir l’Aquarius tandis que les opposants à la majorité nationaliste de l’assemblée de Corse ont dénoncé « l’irréalisme »du geste des deux présidents. « La Corse ne dispose ni des moyens ni des prérogatives pour accueillir sur son sol des centaines de migrants (…) secourir oui, accueillir non ! », a ainsi déclaré Jean-Martin Mondoloni, leader du groupe d’opposition de la droite régionaliste.

Jean-Charles Orsucci, conseiller La République en marche à l’assemblée de Corse s’est en revanche montré favorable « à l’accueil des migrants si le besoin s’en était fait sentir, au nom des valeurs de solidarité et d’humanisme ». En 2010, à peine élu maire de Bonifacio (Corse-du-Sud), ce dernier avait d’ailleurs affronté une mini-crise migratoire avec la découverte, sur une place de sa commune, de 57 hommes, 29 femmes et 38 enfants d’origine kurde échoués sur les rivages insulaires après un périple en Méditerranée.

Alors que les structures d’accueil sont inexistantes en Corse, une région exclue du plan de redéploiement qui a suivi le démantèlement de la « jungle » de Calais, et que l’hypothèse d’un déroutement de l’Aquarius vers l’île demeurait peu probable, les observateurs locaux notent le « coup politique » des nationalistes corses. « Il y avait peu de chances que la proposition aboutisse et si cela avait été le cas, le gouvernement aurait été bien embêté, euphémise une source à la préfecture de Corse. Les nationalistes corses accueillants contre le méchant Etat français sourd à la misère des migrants : c’est rondement mené. »

https:mobile.lemonde.fr/europe/article/2018/06/13/le-coup-politique-des-nationalistes-corses-autour-de-l-aquarius_5313847_3214.html

-NOTA 5:

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« Aquarius » : Macron dénonce la « part de cynisme et d’irresponsabilité du gouvernement italien »
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Le gouvernement ne s’est exprimé que mardi matin sur la situation du navire humanitaire bloqué depuis dimanche en Méditerranée avec 629 migrants secourus à son bord.

Temps de lecture : 7 min

La réaction tardive de la France, mardi 12 juin au matin, au sort de l’Aquarius, navire d’une association bloqué depuis dimanche en Méditerranée avec 629 migrants secourus à son bord, a provoqué des regrets, voire a suscité la colère, d’une large partie de la classe politique.

Face au silence du gouvernement, les nationalistes corses ont offert, tôt dans la matinée, à l’Aquariusd’accoster dans l’un de leurs ports. Il sera finalement accueilli à Valence par l’Espagne, seul pays à s’être proposéa à le recevoir :

C’est à la suite de cette proposition que le gouvernement français est sorti prudemment de sa réserve.

*Macron et le gouvernement sortent de leur silence

Attendue, la réaction du chef de l’Etat a fini par arriver. Emmanuel Macron a dénoncé en conseil des ministres la « part de cynisme et d’irresponsabilité du gouvernement italien », qui a refusé d’accueillir l’Aquarius, a rapporté le porte-parole du gouvernement, Benjamin Griveaux.

Le chef de l’Etat « a tenu à rappeler le droit maritime », qui dispose « qu’en cas de détresse ce soit la côte la plus proche qui assume la responsabilité de l’accueil »« Si un bateau avait la France pour rive la plus proche, il pourrait accoster » en France, car « c’est le respect du droit international », a ajouté le président, qui a salué le courage de l’Espagne, selon le porte-parole.

Le premier ministre s’est dit « heureux » mardi devant l’Assemblée nationale de la décision de l’Espagne :

« Nous sommes évidemment prêts à aider les autorités espagnoles pour accueillir et analyser la situation de ceux qui, sur ce bateau, pourraient vouloir bénéficier du statut de réfugié. »

Edouard Philippe a « pointé le non-respect » par l’Italie de ses « obligations », selon lesquelles l’Etat le plus proche d’un bateau en détresse doit le secourir, l’Aquarius se trouvant au large de la Sicile. L’Italie « a choisi de ne pas le faire et donc de méconnaître ses responsabilités », a déclaré M. Philippe.

Interrogé par le député LRM Pieyre-Alexandre Anglade, le premier ministre a répondu que « cet épisode extrêmement cruel et douloureux montr[ait] qu’il n’y a pas d’espoir d’une solution nationale à ce problème »« La réponse ne peut être qu’européenne », a-t-il dit, ajoutant que le « sujet sera[it] évoqué » mardi et mercredi prochains lors du conseil des ministres franco-allemand à Berlin.

Si la France soutient l’Espagne dans sa proposition d’accueillir l’Aquarius à Valence, elle demande néanmoins à l’Italie de revenir sur son refus d’accueillir le navire pour éviter un long périple supplémentaire aux migrants qui s’y trouvent, a déclaré mardi le ministre des affaires étrangères Jean-Yves Le Drian.

Avant eux, sur Sud Radio, le secrétaire d’Etat auprès du ministre de l’Europe et des affaires étrangères, Jean-Baptiste Lemoyne, avait qualifié de« facile » la position de Gilles Simeoni, dans la mesure où ce dernier n’est « pas aux responsabilités ». Puis, Nathalie Loiseau, ministre auprès du ministre de l’Europe et des affaires étrangères, avait déclaré sur LCP :

« Nous n’avons pas été saisis d’une demande de la part de l’ONG SOS-Méditerranée pour une raison simple, c’est que pour se rendre en France, c’est aussi plusieurs jours de mer, dans une mer qui n’est pas bonne, avec des passagers qui ne sont pas en bonne santé. »

Levée de boucliers à gauche et au sein de la majorité

A gauche comme au sein de la majorité, les réactions à l’attitude de l’exécutif ont fusé. L’eurodéputé écologiste Yannick Jadot a salué sur Twitter la proposition corse, fustigeant au passage le gouvernement :

Benoît Hamon, fondateur du mouvement Génération·s, a remercié les Espagnols de « faire simplement leur devoir d’humanité ». Quant aux députés communistes, ils ont dénoncé le « silence extrêmement coupable du gouvernement et du président Macron ».

La France insoumise a estimé dans un communiqué signé de son groupe parlementaire que « l’Espagne a sauvé l’honneur de l’humanité ». Pour le groupe presidé par Jean-Luc Mélenchon, « par son silence, la France s’est faite complice du premier ministre d’extrême droite en Italie. Elle est malheureusement dans la lignée de sa loi asile et immigration ».

*Les députés de la majorité grincent des dents

Mais la position française a surtout fait grincer des dents parmi les députés La République en marche (LRM). Anne-Christine Lang, députée de Paris, a ouvert le bal en regrettant ouvertement sur Twitter que Paris n’ait pas proposé d’accueillir le bateau et ses migrants :

Une dizaine de députés de la majorité ont ainsi tour à tour loué l’attitude espagnole, tout en fustigeant la politique immigratoire du gouvernement, à l’instar de Sébastien Nadot, député LRM de la Haute-Garonne :

Deux d’entre eux, Guillaume Gouffier-Cha et Fiona Lazaar, ont adressé une lettre à Emmanuel Macron. Ils y écrivent que « la France […] ne peut rester silencieuse devant le drame humain qui s’opère dans la Méditerranée », et qu’elle doit être« moteur dans [la] construction » d’une « réelle politique migratoire européenne ».

Le porte-parole du mouvement LRM, Gabriel Attal, s’était également exprimé dans la matinée sur Public Sénat, disant « ne pas imaginer que la France ne participe pas à trouver une solution humanitaire », puis s’en prenant à Matteo Salvini :

« Ce que je pense, c’est que la position, la ligne du gouvernement italien, est à vomir. C’est inadmissible de faire de la petite politique avec des vies humaines, comme ce qui est fait en ce moment. »

*La droite partagée, l’extrême droite applaudit

A droite, les avis sont partagés. Laurence Sailliet, porte-parole Les Républicains (LR), a regretté qu’« Emmanuel Macron n’[ait] pas pris position ».

Le député de la Manche Philippe Gosselin a également déclaré à l’Assemblée nationale que « sur l’Aquarius, nous ne sommes pas très glorieux » :

« Pour moi, il y a non-assistance à personnes en danger. Je fais partie de ceux qui veulent des contrôles fermes aux frontières, sans angélisme aucun. (…) Pour autant une fois que les gens sont en bateau , avec des blessés , des enfants et des malades, c’est une atteinte à l’humanité que de ne pas les accueillir! »

En revanche, le député (LR) des Alpes-Maritimes Eric Ciotti a clairement affiché sur CNews son refus d’accueillir l’Aquarius dans « aucun port français, ni Corse, ni Nice, ni Marseille »« On veut que Nice devienne Lampedusa [île italienne où des centaines de milliers de migrants ont débarqué ces dernières années] ? », a-t-il lancé, disant espérer « qu’il y aura une extrême fermeté là-dessus des autorités françaises ».

Seule l’extrême droite a salué unanimement la décision italienne de refuser d’accueillir le navire humanitaire. « La réaction de Salvini est salutaire (…) Il faut qu’ils retournent d’où ils viennent », a tweeté Marine Le Pen.

L’un après l’autre, les cadres du Rassemblement national (RN, ex-FN) se sont félicités sur les réseaux sociaux depuis lundi de la décision de Matteo Salvini, le nouveau premier ministre italien, allié du RN à Bruxelles :

En séance plénière au Parlement européen, mardi, le député européen RN Nicolas Bay a lui aussi évoqué la « méthode » Salvini, déclarant qu’il était « urgent » de « mettre en œuvre une véritable coopération européenne pour défendre efficacement les frontières extérieures en s’inspirant de l’action de la Hongrie hier et de l’Italie aujourd’hui ».

Invité la veille sur Franceinfo, le porte-parole du parti d’extrême droite Julien Sanchez avait déjà assuré que son parti « aurait pris la même décision que Salvini. Accueillir une immigration supplémentaire est irresponsable ».

Dans un communiqué intitulé « Bravo Salvini ! », Nicolas-Dupont Aignan a également salué la décision italienne. Le président de Debout la France a « regretté en revanche » que l’Espagne « décide d’ouvrir ses ports », critiquant « la politique folle de l’Union européenne ».

*Madrid appelle à la solidarité européenne

A Madrid, le tout nouveau ministre des affaires étrangères, Josep Borrell, a insisté sur « la nécessité pour les Européens (…) de faire face de manière solidaire et coordonnée à un problème qui est celui de tous, et non pas pendant un an celui de la Grèce, l’année suivante celui de l’Italie », dénonçant :

« L’Italie a reçu un flux énorme de migrants et il n’y a pas eu jusqu’à présent beaucoup de solidarité de la part des autres pays européens. »

Le premier ministre maltais, Joseph Muscat, qui avait comme l’Italie refusé d’accueillir l’Aquarius, a, lui, simplement remercié Madrid pour l’accueil du navire.

Telefonata Macron-Conte e il premier italiano va a Parigi
Aquarius in Sardegna |Rotta 
ILARIO LOMBARDO, NICOLA PINNA
Telefonata Macron-Conte e il premier italiano va a Parigi Aquarius in Sardegna | Rotta
FOCUS: NUOVO GOVERNOAP
Macron ridimensiona Salvini: Conte, il mio interlocutore sei tu
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Stadio della Roma, Lanzalone si diette da presidente Acea. Raggi: Comune parte lesa
La scalata di Mr. Wolf|Scivola il partito dell’onestà
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14 Giugno

ANSA
RIDICOLIZZATO ANCHE DI MAIO E GRILLO:TOTTI DOVEVA APRIRE IL PORTO DI GENOVA ALL’AQUARIUS.
 E AL GOVERNO LI SONO FINITI LE ELEMOSINE DELLA BCE VEDI TITOLARE LA STAMPA:
Bce: piano Draghi dimezzato da ottobre, lo stop previsto a dicembre.Ecco perché
ALESSANDRO BARBERA
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MORALE DELLA FAVOLA:SI TORNI AL VOTO,SALVINI NON HA I NUMERI.

14 GIUNIO 2018:UN MESE E DUE SETTIMANE CHE MI HANNO SPARITO IL MIO MICCI,QUALSIASI INFORMAZIONE LA PAGHERO,VIVO O MORTO.

AQUARIUS,QUALCHE ORE DOPO

-TITOLARE SU CORRIERE DELLA SERA:

LA NAVE NEL MEDITERRANEO

Aquarius, Francia accoglierà i migranti con diritto di asilo

La nave verso la Sardegna

di Giuseppe Gaetano

Cambio di rotta per il maltempo. Salvini:
«Nave in difficoltà? Sono attrezzati»

TITOLARE 2:IL VERTICE DOPO LA CRISI CON LA FRANCIA

Conte va a Parigi, contatti con il Colle (e con Moavero): così il premier si è smarcato

di Francesco Verderami

L’azione di Palazzo Chigi: così è prevalsa la linea istituzionale nella crisi con la Francia sui migranti

-14 GIUNIO 2018:ATTENTI CE SALVINI AGLI INTERNI

-SU LA STAMPA:

Con lui c’erano due colleghi appartenenti al Fatto Quotidiano e a Repubblica: sono stati interrogati per tre ore dalla polizia

Pubblicato il 13/06/2018
Ultima modifica il 13/06/2018 alle ore 19:57
TORINO

Tre giornalisti genovesi – appartenenti a La Stampa, al Fatto Quotidiano e a Repubblica – sono stati interrogati per tre ore in caserma dalla polizia di Bolzano per rispondere, su richiesta della Procura di Genova, di alcuni articoli relativi ai presunti flussi finanziari della Lega.

IL COMUNICATO DEL CDR 

La solidarietà della redazione La Stampa

Un comportamento, quello delle forze dell’ordine, criticato da Fnsi, Associazione Ligure Giornalisti, Ordine Ligure dei Giornalisti, Gruppo Cronisti Liguri, perché «messo in atto da magistratura e polizia giudiziaria – recita una nota congiunta – nei confronti dei colleghi impegnati a illuminare una delle vicende più oscure di questi ultimi anni, riportando aggiornamenti importanti e di sicuro interesse pubblico su un’indagine finanziaria che riguarda riciclaggio conseguente a truffa ai danni dello Stato nel percepimento di 48 milioni di fondi pubblici». «Sorprende la scelta “muscolare” di magistratura e polizia giudiziaria – si conclude -, il loro tentativo di imbavagliare l’informazione e imbrigliare la libertà di stampa».

Anche il Comitato di redazione de La Stampa è intervenuto sulla questionequestione.

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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 364

6 GIUNIO 2018:VITTORIA,”NON GHE NE PIU FRANC”

-SU LA STAMPA:

Le parole di Praet significano una cosa molto precisa: al più tardi all’inizio del 2019 i tassi aumenteranno, l’Italia non avrà più lo scudo protettivo che ha avuto finora

Mario Draghi

Pubblicata il 06/06/2018

Ultima modifica il 06/06/2018 alle ore 16:06
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Piaccia o no, il momento del redde ratione è arrivato. Il capoeconomista della Banca centrale europea Peter Praet ha annunciato che la prossima settimana, nella riunione mensile dei governatori dell’area euro di Riga, si deciderà il destino del programma di acquisti di titoli pubblici iniziato nel 2015. Praet ha parlato di “uscita graduale”, ma il piano Draghi è già stato ridotto a 30 miliardi al mese. La scadenza al momento è fissata per il 30 settembre, è probabile ci sia un’ultima proroga fino alla fine dell’anno con acquisti pari a dieci o quindici miliardi di euro al mese. Dal momento in cui Draghi annuncerà le prossime mosse, la curva dei tassi di interesse inizierà a virare.

Il passo indietro della Bce, che ha gonfiato il proprio bilancio fino a superare in termini assoluti quello della Banca del Giappone, era ampiamente prevedibile. La prima riduzione degli acquisti risale a prima delle elezioni italiane, ed è giustificato dal fatto che Francoforte non può continuare a stampare moneta ad libitum, pena l’innesco di bolle finanziarie. L’inflazione non è ancora vicina all’obiettivo del due per cento, ma le previsioni degli economisti Bce dicono che quel livello non si raggiungerà prima del 2019. Il senso del ragionamento che si ascolta a Francoforte è più o meno questo: quel che era possibile fare lo si è fatto, oltre non si può andare.

Il piano, che ha contribuito a tenere i tassi di interesse vicini allo zero, ha permesso all’Italia di risparmiare in meno di tre anni più di settanta miliardi di interessi sul debito pubblico. Di più: il piano ha mantenuto entro limiti gestibili lo spread fra Btp e Bund tedeschi, anche nei giorni convulsi della crisi di governo. L’annuncio di Praet significa una cosa molto precisa: al più tardi all’inizio del 2019 i tassi aumenteranno, l’Italia non avrà più lo scudo protettivo che ha avuto finora e dunque non potrà permettersi di aumentare deficit e debito senza un accordo europeo, pena pesanti conseguenze sui mercati. Non stiamo parlando di quel che il governo farà in futuro, ma dei margini a disposizione per nuove spese oggi e per la legge Finanziaria di settembre. Lo scarto fra le promesse da cento miliardi del programma di governo Conte e il contesto è incolmabile. Il premier, il ministro del Tesoro Tria, ma soprattutto la Lega e il Movimento Cinque Stelle dicono di non voler uscire più dall’euro. Avranno capito quali sono le regole di ingaggio?

Twitter @alexbarbera

http:.lastampa.it/2018/06/06/economia/la-bce-annuncia-la-fine-del-piano-draghi-entro-la-fine-dellanno-per-lega-sottovalutare-ms-un-avvertimento-da-non-dchW6o7Rs2wYjSOaV3yXJP/pagina.html

REAZIONE:POICHE SONO SOLDI DELLA NUOVA ERA MI SONO SPESO A LUNGO CONTRO QUESTA EMORRAGGIA DEL QE NATA DAL RICATTO ANTI EUROPA,ANTISHENGHEN DELLA LEGA-BERLUSCONI.SOLDI ANDATI IN MANO AGLI SPRECONI IRRESPONSABILI.

FINALMENTE ARRIVA IL SUCCESSO,HO AVUTO RAGIONE.DOVE METTERANNO MANI ORA PER FINANZIARE IL PASTICCIO PROGRAMATICO DI QUESTO PASTROCCHIO ANTIDEMOCRATICO?

-APPENDICE SU LA STAMPA:

I mercati si interrogano sul programma di governo e non gradiscono i pochi dettagli che il premier ha dato sulle coperture finanziarie
ANSA
Pubblicato il 06/06/2018
Ultima modifica il 06/06/2018 alle ore 13:59
MILANO

All’indomani del voto di fiducia incassato dal governo di Giuseppe Conte al Senato, lo spread tra Btp e Bund torna a salire e s’impenna 247 punti, contro i 236 punti dell’apertura e i 243 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano è al 2,899%. I mercati si interrogano sul programma di governo e non gradiscono i pochi dettagli che il premier ha dato sulle coperture finanziarie delle misure che intende adottare. Inoltre si concentrano anche sull’attesa per la prossima riunione della Bce, il 14 giugno.

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Dopo una partenza timida ma a segno positivo, la Borsa di Milano inverte subito la rotta, col Ftse Mib che a poco più di mezz’ora dall’avvio delle contrattazioni lascia sul campo l’1,01% a 21.529,52 punti. Tra i titoli che in questo momento segnano il maggiore ribasso le due principali banche del Paese: Intesa Sanpaolo, in arretramento del 2,40% a 2,47 euro e Unicredit, che perde il 2,53% a 13,69 euro.

L’indice Ftse Mib segna ora -1,07% a 21.515 punti, All Share sul -0,98%. Piazza Affari paga la nuova crescita dello spread in mattinata, mentre le altre borse europee restano tranquille sulla parità. Male le banche con Banco Bpm -2,2%, Bper -1,6%, Intesa -2,2%, Unicredit e Ubi -2,3%, oltre ai titoli finanziari come Azimut (-2,1%). In positivo solo Mediaset (+0,3%) e Stm (+0,3%), cali nell’energia, con Enel -1,1%, Italgas -1,2%; Ferrari cede l’1%, Pirelli l’1,5% Gla 060938

Le tensioni sull’Italia rendono caute anche le Borse europee con l’indice d’area che naviga sulla parità. Nel quadro generale tengono Londra (+0,21%), Parigi (+0,21%) e Francoforte (+0,17%) mentre si indebolisce Madrid (+0,04%) che segue l’estrema volatilità di Piazza Affari che arriva a perdere l’1,3% per poi ripiegare e segnare un -1% a 21.584 punti con le banche sotto vendita. Sul mercato restano insomma i timori sul nuovo Governo Lega-5 Stelle. I listini guardano poi al G7 in Canada nel fine settimana e ai colloqui sulle politiche commerciali con un faro sui dazi Usa. E c’è poi attesa sul meeting Bce di metà mese, una riunione chiave per la tempistica sulla fine del Qe.

http:.lastampa.it/2018/06/06/economia/torna-a-crescere-lo-spread-aspettando-la-fiducia-a-conte-della-camera-jjfwUY3Sz9Y30S4bHOv3sM/pagina.html

6 GIUNIO 2018:FIDUCIA A CONTE,TUTTI DOVREBBERO VERGOGNARSI

-SU YOUTUBE:

REAZIONE:LA FIDUCIA A CONTE?

UNA MISE IN SCENE,UNA BUFFONATA PERCHE QUESTO “GOVERNO” E’ ILLEGITIMO, NATO DI UNA PRESA IN GIRO,UN FALSEAMENTO DELLA VOLONTA DEGLI ITALIANI,UN GOLPE INSOMMA.

GLI ITALIANI NON SONO MAI STATI CONSULTATI PER CONTE E IL M5S NON HA MAI CONSULTATO I SUOI ELETTORI PER UNA COALIZIONE CON IL CENTRODESTRA CHE NE MENO IMMAGINAVANO,E NON HANNO MAI VOTATO NESSUN CONTRATTO PROGRAMATICO E IL VOTO ONLINE E’ UNA PRESA IN GIRO.

INUTILE CERCARE COLPEVOLI PERCHE ‘COINVOLTO E’ TUTTO IL CETO POLITICO CHE CONTINUA ATTORNICHIATO ALLE POLTRONE,MA CASO MAI COLPEVOLE NON E’ IL PD O SALVINI CHE SONO QUELLO CHE SONO E NON HANNO VOTI DEL POPOLO MA DI MAIO E GRILLO:RESTA DIMOSTRATO CHE NON SONO ANTISISTEMA,ANZI SONO IL PARAFULMINE DEL SISTEMA.

COSI LE COSE INUTILE VERSARE OLIO SU LE FERITE,LA ATTITUDINE CORRETTA E’ QUELLA DI SOPRA,GLI OPERATORI DELLA NUOVA ERA E I SUOI SIMPATIZZANTI HANNO GIA DA UN PEZZO INIZIATO LA DEMOLIZIONE DI QUESTA COMMEDIA E NON HO DUBBI CHE COME PRIMA CON BERLUSCONI E CON RENZI DOPO CADRA PRESTO IN MEZZO AL RIDICOLO E IL RIFIUTO DEL POPOLO DEGLI  ITALIANI VERI.(CHE NON SONO QUELLI DI BAGNASCO MALGRADO PROPONGA UNA VOCE IN APPARIENZA DISSIDENTE A SALVINI,QUESTE GERARCHIE DELLA CHIESA SONO COMPLICI DI QUESTO PASTROCHIO).
TUTTA ITALIA DEVE TORNARE COME SICILIA:TERRITORIO AUTONOMO LIBERO DI LEGHISMO(DI OGNI TIPO DI LEGHISMO,ANCHE QUELLO DI QUESTO SQUALIDO ASCIUGATO SALVINI),DI MAFIA E ANTIMAFIA.NIENTE EGOISTI,NIENTE DISCRIMINAZIONI,NIENTE DELINQUENZA.


7 GIUNIO 2018:”LIMELE LA MIRA……”
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-TITOLARE LA STAMPA:
Il piano Salvini per togliere gli irregolari dalle strade: “Controlli rapidi e aiuti Ue”
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REAZIONE:IO LI PROPONGO UN ALTRO:”AFFINARE L’APPUNTO”.INUTILE AGGIUNGERE,QUELLO DEL TITOLO.


8 GIUNIO 2018:CAPO ULTRA DI SAN LORENZO SMASCHERATO

-SU MERCOPRESS(SOUTH ATLANTIC NEW AGENCY)

La squadra nazionale argentina annulla la udienza pubblica con papa Francesco

Mercoledì 6 giugno 2018 – 08:41 UTC

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L’udienza PUBBLICA del Papa con la squadra nazionale argentina preparata per domani [mercoledì] è stato eliminato”

La squadra nazionale argentina ha cancellato un’udienza con Papa Francesco in Vaticano, prevista per mercoledì, ha annunciato la Santa Sede. L’Albiceleste si sta preparando per la Coppa del mondo e si è allenato a Barcellona dal 31 maggio.

Nato in Argentina, Papa Francesco ha rivelato il mese scorso mentre firmava p bandiera del suo paese per un connazionale che avrebbe ricevuto la squadra di Jorge Sampaoli in Vaticano prima della Coppa del Mondo.

Tuttavia, questa settimana l’Argentina Football Association (AFA) ha modificato il programma della squadra nazionale e Lionel Messi e il resto della squadra non andrà più a Roma, secondo il direttore dell’ufficio stampa del Vaticano Greg Burke.

“L’udienza del Papa con la squadra nazionale argentina fissata per domani [mercoledì] è stata annullata. Li aspetteremo con gioia quando torneranno dalla Coppa! ”

Nato a Buenos Aires, Papa Francesco è un appassionato di calcio e un membro del club della squadra argentina San Lorenzo de Almagro. L’Argentina avrebbe dovuto recarsi a Tel Aviv giovedì prima dell’amichevole internazionale di sabato contro Israele, ma anche questa partita è stata annullata.

Categorie: Antartide , Internazionale , Intrattenimento .

Tag: Argentina , Argentina Football

http:en.mercopress.com/2018/06/06/argentina-s-national-team-cancels-audience-with-pope-francis

http:en.mercopress.com/2018/06/06/argentina-s-national-team-cancels-audience-with-pope-francis

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-APPENDICE:CAPO ULTRA DI SAN LORENZO SMASCHERATO.

Repubblica.it

PALERMO CRONACA

Negò di avere pagato il pizzo, condannato a tre anni un imprenditore
Saverio Purpura, titolare di un distributore di benzina, non ha ammesso una “messa a posto” di 20mila euro e di avere versato 7mila euro per la Pasqua del 2007

di ROMINA MARCECA

7 Giugno 2018

Ha preferito una condanna a tre anni per falsa testimonianza e favoreggiamento a Cosa nostra pur di non ammettere di avere versato denaro nelle casse dio Cosa nostra. La condanna in primo grado è stata decisa dalla quinta sezione del tribunale di Palermo per Saverio Purpura, titolare di un distributore in via Ugo La Malfa. Secondo le indagini della procura, coordinate dalle pm Amelia Luisa e Annamaria Picozzi, Purpura nel 2007 avrebbe pagato una “messa a posto” da 20mila euro quando acquistò il suo distributore di benzina e di avrebbe versato alla famiglie mafiose di San Lorenzo e Tommaso Natale il pizzo di 7mila euro per la Pasqua dello stesso anno.

Quando i magistrati lo convocarono, quell’anno, l’imprenditore negò sia di avere pagato sia di essere stato “invitato” a farlo. Per i magistrati avrebbe favorito i boss Sandro Lo Piccolo e Massimo Troia. La procura che stava indagando su una trentina di mafiosi ricostruì che nel 2007 Purpura aveva acquistato un distributore di benzina in via Ugo La Malfa. Ma per dare il via libera alla conclusione dell’affare Sandro Lo Piccolo avrebbe preteso ventimila euro. Che l’imprenditore ha pagato ci sarebbe traccia in una lettera che Sandro Lo Piccolo, figlio di salvatore, il capomafia di San Lorenzo, aveva inviato al suo luogotenente Nunzio Serio.

http:palermo.repubblica.it/cronaca/2018/06/07/news/nego_di_avere_pagato_il_pizzo_condannato_a_tre_anni_un_imprenditore-198412895/

REAZIONE:MORALE DELLA FAVOLA:NO AL NAZIONALISMO.
(EL PISTOLA MAR……)

8 GIUNIO 2018:CHI TOGLI LA SOVRANITA ALL’ITALIA?

-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it

Stephen K. Bannon, l’ex capo stratega del presidente degli Usa Donald Trump, ha tenuto un appuntamento pubblico a Roma. “L’Italia è in una una crisi di sovranità, non provocata dal popolo italiano ma dal ‘partito di Davos’, ovvero dai mercati finanziari e dai poteri forti – ha detto Bannon -. Combattono il popolo mentre questo cerca di riprendersi la sua sovranità. E come scusa usano lo spread, è disgustoso”. Riferimenti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al premier incaricato Carlo Cottarelli che non tutti in sala hanno gradito, con uno dei presenti che si è alzato e abbandonata l’aula platealmente. “Non posso restare, quello che sento è disgustoso”, ha detto l’uomo dopo essere stato protagonista di un battibecco con lo stesso Bannon
Video di Francesco Giovannetti e Anna Lombardi

REAZIONE:COTTARELLI NON E’ PIU PREMIER,PERCHE HA CADUTO?
TRUMP NON SI HA SMARCATO CHIARAMENTE DI SUPREMAZIA BIANCA?E DEL NEONAZI BANNON?
E BILL GATES?MICROSOFT,CENTRA NEL VOLTAGABBANA DI MATTARELLA?
TRUMP NON DEVE ANDARE AL G7 DEL CANADA,NON LEGITTIMI CONTE,NON LEGITTIMI BANNON!!!!!!!!ALLONTANI L’OMBRA DELL’IMPEACHMENT.
https:video.repubblica.it/dossier/governo-lega-m5s/governo-bannon-a-roma-tolta-sovranita-a-italia-e-disgustoso-ma-il-pubblico-non-gradisce/306152/306780?ref=drvr2-25

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8 GIUNIO 2018:ZORREGHIETA MORTA

-SU LA REPUBBLICA:Ines Zorreguieta

Ines Zorreguieta, 33 anni, soffriva di depressione e disordini dell’alimentazione. Era molto legata alla sorella maggiore Maxima

di SIRIA GUERRIERI

Ines Zorreguieta, la sorella più giovane di Maxima, regina d’Olanda, è morta suicida all’età di 33 anni. Il suo corpo è stato ritrovato all’alba di ieri nel suo appartamento di Buenos Aires. Cantante e chitarrista, Ines da tempo soffriva di depressione e disturbi dell’alimentazione: un’anoressia che aveva provato a curare in diversi centri psichiatrici, senza molti risultati.

La giovane era molto legata alla sorella, salita al trono della Casata d’Orange nel 2002 dopo aver sposato il principe Willem-Alexander. Al matrimonio reale Ines era stata la damigella d’onore di Maxima, ed era la madrina della terza figlia di lei, la principessa Ariane. La ragazza però non era mai riuscita a superare i suoi disturbi psichici: era ossessionata dal suo peso e dalle diete.

Una foto della famiglia reale olandese, con la regina Maxima in primo piano e dietro la sorella Ines

Le due sorelle erano figlie di uno dei ministri della dittatura Videla, Jorge Horacio Zorreguieta: il ruolo del padre nella terribile dittatura, e il suo probabile coinvolgimento nella vicenda dei desaparecidos argentini, era riemerso alla luce proprio in occasione del matrimonio reale di Maxima. Appresa la tragica notizia la regina ha immediatamente annullato tutti gli impegni istituzionali, tra cui un viaggio con il consorte nei Paesi Baltici.

Il nome di Ines negli ultimi tempi era balzato al centro delle polemiche della stampa di Buenos Aires. Il presidente dell’Argentina, Mauricio Macrì, nel 2016 le aveva affidato un incarico estremamente rilevante nel ministero dello Sviluppo Sociale. Secondo i critici tuttavia lei non era all’altezza del ruolo, affidatole soltanto in quanto sorella della regina d’Orange, come mossa diplomatica in favore dell’Olanda.Ines Zorreguieta nel 2007 al battesimo della principessa Ariane, figlia della sorella Maxima, regina d’Olanda

La Casa Reale olandese ha fatto sapere che la regina Maxima è “molto scioccata e molto triste”. La coppia reale volerà a Buenos Aires per i funerali, che si terranno sabato o domenica
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http:.repubblica.it/esteri/2018/06/07/news/suicida_in_argentina_sorella_della_regina_d_olanda-198401962/

REAZIONE:AUTOTTONA DI ARGENTINA.

9 GIUNIO 2018:NON RICONOSCERE I FONDAMENTI DELLA PATERNITA DEGLI IMMIGRATI ISPANOAMERICANI,VIA I FIGLI IN MANO ALLE AUTORITA DI FRONTIERA

-SU LE MONDE:

Publié Le 07.06.2018 à 13h48

La politique migratoire de Donald Trump épinglée par l’ONU

Les enfants de migrants sont séparés de leurs parents à la frontière entre Etats-Unis et Mexique. Une mesure dissuasive dénoncée par le Haut-Commissariat aux droits de l’homme.

Temps de lecture : 5 minDes migrants qui ont traversé illégalement la frontière entre le Mexique et les Etats-Unis, près de McAllen (Texas), le 3 avril. LOREN ELLIOTT / REUTERS
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La politique de « tolérance zéro » de Washington à l’égard des familles qui traversent illégalement la frontière entre les Etats-Unis et le Mexique a été épinglée, mardi 5 juin, par le Haut-Commissariat de l’ONU aux droits de l’homme (HCDH), qui dénonce une« violation grave des droits de l’enfant » par l’administration américaine.

Le 7 mai, le ministre de la justice, Jeff Sessions, avait en effet défendu cette politique, promettant de séparer systématiquement les enfants de leurs parents « comme le requiert la loi ». Le crime d’immigration illégale dont sont accusés les parents, qui devront par la suite comparaître devant un tribunal, ne s’étend en effet pas aux mineurs. Parents et enfants sont donc séparés et détenus dans des endroits différents.

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Le 5 juin, le HCDH a ordonné que cesse immédiatement la détention de mineurs et a demandé à l’administration américaine la fin de la criminalisation de l’immigration illégale. La porte-parole du HCDH, Ravina Shamdasani, a demandé qu’elle soit traitée, tout au plus, comme une « infraction administrative ». Nikki Haley, ambassadrice des Etats-Unis à l’ONU, a répondu violemment, critiquant une « hypocrisie » de la part de l’organisation. « Ni les Nations unies ni qui que ce s ne dicteront comment les Etats-Unis maintiennent leurs frontières », a-t-elle ajouté.

Ces déclarations interviennent quelques jours seulement après plusieurs manifestations réclamant la fin des séparations des familles. Le 1er juin, elles ont rassemblé des milliers de personnes à Los Angeles, New York, Chicago et Washington, où la mobilisation a eu lieu au pied du ministère de la justice, chargé de la poursuite des immigrants illégaux.

La mesure très controversée de séparation des familles a pour but de décourager l’immigration illégale, en augmentation de 220 % par rapport à avril 2017. « Si vous passez la frontière illégalement, nous vous poursuivrons, c’est aussi simple que ça », a déclaré M. Sessions, qui a ordonné la mobilisation de trente-cinq procureurs le long de ladite frontière.

La protestation a démarré fin avril, quand le ministère de la santé et des services sociaux américain a révélé au Congrès que le gouvernement avait perdu la trace de près de 1 500 mineurs. Arrivés seuls sur le territoire, ils ont été placés dans des familles d’accueil après avoir été appréhendés à la frontière. L’annonce avait ravivé la crainte que ces enfants aient été victimes d’un trafic d’êtres humains, un phénomène déjà observé pendant l’ère Obama : en 2016, la négligence du gouvernement avait permis que des trafiquants récupèrent huit enfants, ensuite forcés à travailler dans une ferme avicole dans l’Ohio.

Une pratique « cruelle et barbare »

La semaine du 25 mai, journée internationale des enfants disparus, la Toile s’affole à la suite de la publication d’une « fake news ». Des internautes horrifiés à l’idée que le gouvernement arrache des enfants à leurs parents et que ceux-ci disparaissent dans la nature se réunissent autour du hashtag «#WhereAreTheChildren » (« où sont les enfants »). L’allégation, explosive, a immédiatement fait le tour du Web, relayée par des célébrités et des politiques.

Elle est en fait inexacte. Le secrétaire d’Etat à la santé de l’époque, Eric Hargan, a rapidement tenté de rectifier le malentendu. Dans un communiqué, il explique que les mineurs qui arrivent non-accompagnés à la frontière sont placés chez des bénévoles, dont le casier judiciaire et la capacité à s’occuper d’un enfant sont vérifiés au préalable par l’administration. Ces mineurs ne sont pas perdus, mais injoignables, insiste-t-il. Le manque d’information quant à leur emplacement est uniquement dû à l’absence de réponse des tuteurs lors d’un appel de routine, censé avoir lieu trente jours après l’accueil du mineur. Mais cette information, pourtant bien reprise dans les médias américains, n’a rien fait pour apaiser la colère des internautes face à la situation des enfants séparés de leur famille.

Jeudi 31 mai, la Commission interaméricaine des droits de l’homme (CIDH), a été saisie par des associations militantes dont le Texas Civil Rights Project et la Commission des femmes réfugiées. Elles se sont associées à la cellule immigration de la faculté de droit de l’université du Texas et à une firme d’avocats spécialisés dans l’immigration pour dénoncer une pratique « cruelle et barbare », au nom de cinq parents séparés de leurs enfants à la frontière sud du Texas et laissés sans moyen de liaison ni d’informations sur leur devenir.

Dans un communiqué de presse faisant état de leur requête à la CIDH, les organisations dénoncent la souffrance psychologique que la pratique inflige aux parents et aux enfants, évoquant de potentielles séquelles traumatiques. Elles exigent que les familles soient réunies et que des mesures préventives soient immédiatement mises en place pour empêcher plus de séparations à l’avenir.

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Le directeur du Texas Civil Rights Project, Efren Olivares, déplore une « violation des droits de l’homme et des traités internationaux signés par les Etats-Unis ». Il ajoute qu’aucun autre pays démocratique ne sépare systématiquement les familles pour le simple fait d’avoir pénétré sur le territoire. Lundi 4 juin, le sénateur de l’Etat de l’Oregon, Jeff Merkley, a annoncé que la police l’avait empêché de visiter un centre de détention pour mineurs. Dans un Tweet alarmant, il décrit « une expérience déchirante » et dit avoir aperçu des enfants enfermés dans des cages rappelant un chenil. « C’est inconcevable que nous les traitions de cette façon », a-t-il dénoncé.

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https:mobile.lemonde.fr/ameriques/article/2018/06/07/la-politique-migratoire-de-donald-trump-epinglee-par-l-onu_5311373_3222.html?xtref=https://mobile.lemonde.fr/international/article/2018/06/07/des-diplomates-americains-en-chine-rapatries-par-crainte-d-un-mal-mysterieux_5310825_3210.html
-9 GIUNIO 2018:1 MESE E 16 GIORNI CHE MI HANNO SPARITO IL MIO GATTINO MICCI.QUALSIASI INFORMAZIONE LA PAGHERO,VIVO O MORTO LO VOGLIO.

9 GIUNIO 2018:TERRORISMO ACUSTICO-SONORO ANCHE IN CINA
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-SU LE MONDE:
Publié Le 07.06.2018 à 00h52
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Des diplomates américains en Chine rapatriés à la suite d’étranges acouphènes
Cette mesure vise à déterminer s’ils ont développé des symptômes similaires à ceux signalés par d’autres représentants diplomatiques, notamment à Cuba.Par SIMON LEPLÂTRE Shanghaï, correspondance
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Des maux de tête, des malaises, de possibles lésions cérébrales légères et de mystérieux sons suraigus entendus par des diplomates américains : des symptômes similaires à ceux d’une commotion, mais sans jamais avoir subi de choc, et qui sont les mêmes que ceux ressentis par leurs collègues à Cuba, fin 2016. Cette fois, les envoyés américains sont en poste à Canton, dans le sud-est de la Chine.Après un premier employé touché, renvoyé aux Etats-Unis avec sa famille en mai, d’autres se sont plaints des mêmes sensations. Mercredi 6 juin, deux autres diplomates et leurs familles ont été rapatriés pour subir des tests. Une équipe médicale du département d’Etat américain a été envoyée à Canton pour examiner les 170 Américains restant en poste au consulat de cette métropole du delta de la rivière des Perles.SUR LE MÊME SUJET
Quel est le mal mystérieux dont souffrent les diplomates américains à Cuba ?
« La sécurité et la sûreté du personnel américain et de leurs familles sont notre priorité absolue, a déclaré Heather Nauert, porte-parole de la diplomatie américaine. A la suite d’un processus de sélection, le département a renvoyé aux Etats-Unis un certain nombre de personnes pour des examens plus approfondis et une évaluation complète de leurs symptômes. »Les faits se seraient produits dans la résidence d’expatriés où vivent plusieurs familles de diplomates, qui ont entendu les sons à leur domicile. Le premier employé a rapporté des « sensations de sons et de pression vagues, subtiles, mais anormales », d’après le département d’Etat américain. Les descriptions des sons entendus varient : cigales, radio qui grésille ou feuilles de métal qu’on frotterait l’une contre l’autre.« Aide chinoise pour enquêter sur ces faits »Pour les Etats-Unis, ce nouvel épisode épaissit le mystère qui avait entouré les mêmes symptômes à Cuba. Après le rapatriement de 24 employés affectés à La Havane, dont certains avaient perdu l’audition, les Etats-Unis avaient accusé Cuba. A l’époque, des soupçons se portaient aussi contre la Russie et la Chine, avec qui les Américains entretiennent des relations tendues.Washington et Pékin avaient tenté de déminer le terrain lors d’une conférence de presse commune le 23 mai, en présence du ministre chinois des affaires étrangères, Wang Yi, et du secrétaire d’Etat américain, Mike Pompeo, qui a assuré que les Chinois « avaient réagi de manière parfaitement adaptée. Ils ont proposé de nous aider pour enquêter sur ces faits ». Cuba avait également offert son assistance, ce qui n’avait pas empêché Washington d’expulser 17 diplomates cubains.
Par SIMON LEPLÂTRE Shanghaï, correspondance
Publié Le 07.06.2018 à 00h52
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https:mobile.lemonde.fr/international/article/2018/06/07/des-diplomates-americains-en-chine-rapatries-par-crainte-d-un-mal-mysterieux_5310825_3210.html?xtref=
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https://youtu.be/9cjp3D6jFtI
https://youtu.be/kRZAk2rfESU

9 GIUNIO 201708:ISRAELE E FRANCIA,MACRON E NETANYAU UN SOLO CUORE,GERARD BOULBANGER,ANTICO ACCUSATORE DEL NEONAZI DI VICHY PAPON,HA MORTO
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.-SU LE MONDE:

L’avocat Gérard Boulanger, à l’origine du procès Papon, est mort

Militant des droits de l’homme, l’avocat bordelais fut celui qui déposa les premières plaintes contre Maurice PaponMe Gérard Boulanger (de face), avocat de la partie civile, et Me Jean-Marc Varaut, avocat de Maurice Papon, au tribunal de grande instance de Bordeaux, lors de la 77e audience du procès de Maurice Papon pour “crimes contre l’Humanité”, consacrée à l’examen de la période de l’épuration. DERRICK CEYRAC / AFP

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Militant des droits de l’homme, acteur phare du procès de Maurice Papon, l’avocat bordelais Gérard Boulanger est mort vendredi 8 juin à 69 ans des suites d’un cancer.

Il fut en 1981 l’avocat qui déposa les toutes premières plaintes contre Maurice Papon, ex-ministre du budget de Valéry Giscard d’Estaing et grand serviteur de l’Etat pendant des décennies en tant que préfet, maire, député, ministre. Et qui avait été, à Bordeaux, secrétaire général de la préfecture de Gironde pendant l’occupation allemande et à ce titre fut poursuivi devant les assises pour la déportation de 1 690 Juifs de Bordeaux

Il fallut quinze ans de procédures pour renvoyer l’ancien préfet à un procès hors normes de six mois où Me Boulanger défendit une majorité des parties civiles, et qui aboutit, le 2 avril 1998, à la condamnation à dix ans de réclusion criminelle pour Maurice Papon.

Outre ce dossier auquel il a consacré près de vingt ans de sa vie – et trois livres– Me Boulanger était aussi un militant des droits de l’homme, qui plaida dans de nombreux dossiers de droit d’asile et d’étrangers en situation irrégulière, et présida la Ligue des droits de l’homme en Gironde, siégeant à la direction nationale de la LDH.

Gérard Boulanger fut aussi élu régional d’Aquitaine (sous l’étiquette Front de Gauche) et écrivain-historien, auteur notamment de livres sur le ministre assassiné de Léon Blum, Jean Zay, ou sur « Le juif Mendès-France ».

Hommage unanime

Sur Twitter, plusieurs personnalités politiques ont rendu hommage à ses combats, comme le député France insoumise Eric Coquerel ou l’ancien ministre de l’intérieur socialiste Matthias Fekl.

Le bâtonnier de Bordeaux Jérôme Dirou a salué la mémoire d’un « grand avocat et d’un grand homme », qui lors du procès Papon a fait preuve « de ténacité, de courage, et d’intelligence », bien qu’ayant pris « énormément de coups », pour au final voir « la gloire (du procès) partagée avec beaucoup d’autres », arrivés plus tard dans la procédure.

Il était « un avocat médiatique, non au sens pas médiatique pour lui, comme peuvent l’être certains, mais médiatique pour les causes qu’il défendait », a déclaré Me Dirou, se remémorant une des formules de son combatif confrère sur certains dossiers : « Je vais faire un ’référé médiatique’ ! »

La LDH a salué en lui « un avocat et militant intraitable des droits de l’homme », dont la « détermination à ce que justice soit rendue aux victimes de M. Papon a permis une victoire des droits sur l’oubli ».

https:mobile.lemonde.fr/disparitions/article/2018/06/09/l-avocat-gerard-boulanger-a-l-origine-du-proces-papon-est-mort_5312248_3382.html


9 GIUNIO 2018:LO SCATO(FOTO DI FAMIGLIA?)

G7, Trump insiste su dazi e Russia e va via.
dal nostro inviato ALBERTO D’ARGENIO

REAZIONE:BENE ANDARE VIA SENZA CONCLUDERE IL VERTICE,NO ALLA DENUCLEARIZAZIONE DELLE DUE COREE.
POICHE PUTIN NON CENTRA NIENTE NE CON I TERRITORI LIBERI DI DONBASS(DONBASS E’ RICCO,AUTONOMO,AUTOSUFFICENTE E INDIPENDENTE)NE CON CRIMEA(TERRITORIO LIBERO DIPENDENTE DI MEDVEDIEV),CIO’E’ SONO AREA DELLA NUOVA ERA,NON TOGLIERI SANZIONI ALLA RUSSIA.

9 GIUNIO 2018:LA IMMIGRAZIONE NON SI FERMERA

-SU LA STAMPA:

Salvini costretto a far sbarcare i primi migranti. Lo sfogo contro Malta: “Non può dire no alle navi”
La Valletta replica: «Falso». E il ministro attacca le Ong: «Sono taxi». Scontro con Fico: «Lo Stato sia vicino a chi aiuta»

La nave della Sea Watch con 232 migranti a bordo mentre fa rotta verso Reggio Calabria

Pubblicato il 09/06/2018
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

Il mare è calmo, riprendono le partenze dalla Libia e il neoministro Matteo Salvini si scontra con la prima emergenza. Ha toccato con mano il meccanismo di naufragi al largo della Libia-soccorsi-rifiuto da parte di Malta-Sos all’Italia. Ha dovuto accettare il fatto compiuto, ma schiuma rabbia. Contro il governo maltese, innanzitutto: «Il buon Dio ha messo Malta più vicino della Sicilia alla Libia. Non è possibile che risponda “no” a qualsiasi richiesta di intervento». Contro le Ong: «C’è un preciso disegno, al limite delle acque territoriali della Libia, per fungere da taxi». Contro il suo predecessore, Marco Minniti: «Il regolamento non funziona. Non accetto lezioni»

Tanta foga del ministro leghista scatena un nuovo caso diplomatico in pochi giorni. Malta non ci sta e reagisce a brutto muso: «Il governo di La Valletta nega di non dare assistenza ai migranti» è scritto in una nota. Si sottolinea «il rispetto di tutti gli obblighi in ogni momento» compresi quelli «per le convenzioni internazionali sulla sicurezza in mare». E si conclude: «Il governo di Malta smentisce di non aver dato assistenza ai migranti in mare».

E però Salvini replica: «Ci dicano gli amici maltesi quante navi che trasportavano immigrati hanno attraccato nei loro porti nel 2018, quante persone sono sbarcate, quante domande di asilo sono state esaminate e quante accolte. L’Italia vuole risolvere i problemi, non crearli».

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Salvini: “Non è possibile che Malta dica no a ogni richiesta d’aiuto”

La sua vis polemica, però, fa emergere in modo brusco anche la seconda anima della coalizione giallo-verde. Se infatti il ministro se la prende con le Ong («Stiamo assistendo alla presa in giro per i cittadini di una Ong tedesca con bandiera olandese che passa davanti a Malta, saluta e arriva in Italia. Alcune fanno volontariato, altre fanno affari»), il presidente della Camera, il grillino Roberto Fico, incontra Medici senza Frontiere e Amnesty International, poi pur premettendo «sono la terza carica dello Stato e non entro in questioni politiche», esprime una posizione diametralmente diversa: «Vanno supportate le organizzazioni che aiutano gli altri: la solidarietà è sempre di tutti, non di qualcuno in particolare». Dice anche di più: « Lo Stato deve stare vicino a chi aiuta gli ultimi, perché la loro sofferenza è la mia sofferenza, la loro ricerca di una dignità è la mia ricerca, non solo in tema di migranti ma in generale di diritti».

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Salvini: “Alla Nato chiediamo alleanza difensiva contro sbarchi e terrorismo”

In mare, intanto, s’è visto un copione già visto. Una nave umanitaria tedesca, la «Sea Watch», ha raccolto in mare 232 naufraghi. I primi sono stati soccorsi martedì scorso, la maggioranza è a bordo da mercoledì. La «Sea Watch» ha chiesto alla Guardia costiera italiana l’indicazione di un porto sicuro. Dato che Malta è vicina, gli è stato detto di andare lì. Ma Malta ha rifiutato di accoglierli. La nave tedesca ha atteso, poi ha proseguito mettendo la prua verso la Sicilia e avvertendo che molti passeggeri erano disidratati. Giovedì è arrivata finalmente l’indicazione del Viminale di sbarcarli a Reggio Calabria.

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È arrivata nel porto di Reggio Calabria la Sea Watch con 232 migranti a bordo

ANSA

Salvini conferma intanto che il suo primo obiettivo sarà una revisione delle norme sull’asilo di tipo umanitario. Lo dice alla sua maniera: «I dati ci dicono che su 40mila domande ricevute nel 2018 hanno avuto esito positivo per lo status di rifugiato il 6% e per lo status di protezione sussidiaria il 4%. Stiamo perdendo tempo per gente che non sta scappando dalla guerra».

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Salvini: “È finita la pacchia per i clandestini, preparatevi a fare le valige”ANSA

-12 GIUNIO 2018: SICILIA TERRITORIO LIBERO DI LEGHISMO

-SU LE MONDE:

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En Italie, Palerme veut « s’organiser pour résister » à la politique anti-migrants

Dans le chef-lieu de Sicile, léché par les eaux turquoise de la mer Tyrrhénienne, tout le monde aime à rappeler qu’en grec ancien, Palerme signifie « le refuge idéal ».

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EXTRAIT

Le marché du quartier de Ballaro, où habitent de nombreux migrants, à Palerme (Sicile), le 6 juin.

VALENTINO BELLINI POUR LE MONDE

On a tambouriné à la porte, au milieu de la nuit. Derrière le judas, Daniela Alario, 66 ans, qui accueille bénévolement deux fois par semaine trois jeunes Nigérianes pour des cours d’italien, a vu se dessiner le visage du nouveau ministre de l’intérieur italien, Matteo Salvini, « les yeux injectés de sang, en colère ». Soudain, cette ancienne institutrice à la retraite s’est réveillée en sursaut dans son lit, encore hantée par son cauchemar. « Il vient nous chercher, il veut nous anéantir », a-t-elle crié à son mari assoupi, qui l’a rassurée dans un demi-sommeil : « Aucun risque, nous sommes à Palerme. »

Dans le chef-lieu de Sicile, léché par les eaux turquoise de la mer Tyrrhénienne, tout le monde aime à rappeler qu’en grec ancien, Palerme signifie « le refuge idéal ». Un héritage dont s’est encore enorgueilli, lundi 11 juin, le maire de la ville, Leoluca Orlando, en offrant d’accueillir l’Aquarius, navire humanitaire de sauvetage en mer avec 629 migrants à son bord, malgré le refus formel du nouveau gouvernement. « Nous avons toujours reçu les navires en détresse et ceux qui sauvent des vies en mer, ce n’est pas aujourd’hui que nous allons arrêter, même sous un gouvernement d’extrême droite », a rappelé le premier édile de la cité, réélu pour un quatrième mandat avec 72 % des voix sur le slogan :

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https:mobile.lemonde.fr/europe/article/2018/06/12/en-italie-palerme-veut-s-organiser-pour-resister-a-la-politique-anti-migrants_5313239_3214.html

-IL GIORNO DOPO:SALVINI  SELVAGGIO

-SU LE MONDE:

Matteo Salvini, ministre de l’intérieur italien, exulte après la crise de l’« Aquarius »

Le gouvernement italien a remercié l’Espagne, prête à accueillir le bateau et ses rescapés, pour son « acte de solidarité ».

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EXTRAIT

 

Des migrants secourus en mer Méditerranée s’apprêtent à embarquer à bord de l’« Aquarius », sur une photo non datée, publiée le 11 juin par l’ONG SOS Méditerranée KENNY KARPOV / AP

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« Victoire ! » Matteo Salvini, l’omniprésent ministre italien de l’intérieur (Ligue, extrême droite), pouvait exulter sur les réseaux sociaux, lundi 11 juin après-midi, à peine 24 heures après avoir commencé son épreuve de force : les 629 passagers de l’Aquarius, secourus lors de six opérations différentes dans la nuit de samedi à dimanche dernier au large de Tripoli, ne devraient pas accoster sur les côtes italiennes. Ils se sont vu proposer l’hospitalité par le nouveau gouvernement espagnol, qui a annoncé que le port de Valence leur serait ouvert, et le premier ministre, Giuseppe Conte, a chaleureusement remercié son homologue, Pedro Sanchez, « pour l’acte de solidarité ».

Depuis les choses se sont un peu compliquées, l’association SOS Méditerranée faisant remarquer que l’Aquarius était proche de sa jauge limite et que, la météo s’annonçant mauvaise, les conditions élémentaires de sécurité pour entreprendre un voyage de trois jours n’étaient pas réunies. L’Aquarius a dans un premier temps annoncé son refus de faire route vers l’Espagne. Puis, mardi matin, une nouvelle solution était envisagée : deux navires de gardes-côtes italiens seront dépêchés auprès de l’Aquarius. Ils devraient prendre à leur bord environ 250 réfugiés chacun, puis les trois navires feraient route vers Valence… une absurdité logistique qui montre bien que l’efficacité humanitaire est loin d’être au cœur des préoccupations des autorités italiennes. Celles-ci ont d’ailleurs annoncé – beaucoup plus discrètement – qu’un navire militaire italien devrait débarquer 937 autres rescapés mercredi, à Catane.

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REAZIONE:SALVINI MALO?SALVINI BUONO?NO,QUESTE CONVENZIONI DELLA CIVILTA UMANA,A QUI TANTO HA PENSATO ROUSSEAU NEL MITO DEL BUON SELVAGGIO  E LA INFLUENZA DELLA EDUCAZIONE,NON SONO CATEGORIE DEL PENSIERO AGIUDICABILI A SALVINI.

EVIDENTEMENTE LA SENSIBILITA DI SALVINI NON SI CORRISPONDE CON QUELLA DELLA CIVILTA EUROPEA NE ITALIANA,SALVINI NON E’ ITALIANO,SALVINI E’ SELVAGGIO,E SELVAGGI SONO I SUOI PIANI DI GOVERNO.

QUESTA E’ LA CONSAPEVOLEZZA INTIMA DI OGNI ATTORE CHE SI AVVICINA A QUESTA VICENDA.QUESTO E’ IL MESSAGGIO CHE CI TRASMETTE.

13 GIUNIO 2018:LEGA E’ UNA ORGANIZAZIONE DELITTIVA E DEVE ESSERE DICHIARATA ILLEGALE .

-SU LA STAMPA:

13/06/2018

I sospetti dei pm sui fondi dell Lega: “I rimborsi-truffa tornano dall’estero”

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 363

28 MAGGIO 2018:OGGI E’ UN GRANDE GIORNO PER L’ITALIA,IL MIO RICONOSCIMENTO A SERGIO MATTARELLA,AVANTI!!!!!!

-TITOLARI SU LA STAMPA:

Cottarelli riceve l’incarico per formare il governo: 
“Se non arriva la fiducia, nuove elezioni dopo agosto”
Borsa in rosso, crollano i bancari. Lo spread riparte 
Commento Quella deriva che il Paese deve evitare
SANDRA RICCIO, MARCELLO SORGI
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28 Maggio

REUTERS

AFP

Mattarella: “Ho agevolato intesa tra M5s e Lega, mai ostacolato nessuno”

ESPANDI

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28 Maggio

ANSA
I Cinque Stelle chiedono l’impeachment: ecco che cosa dice la Costituzione 
A Torino disertano il Consiglio per protesta
MIRIAM MASSONE
Di Maio: “Salvini ci ha usato per tornare al voto”. Ma spera in un patto sui collegi
FEDERICO CAPURSO, ILARIO LOMBARDO
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28 Maggio
ANSA
La Lega ai sindaci lombardi: “Via la foto di Mattarella dagli uffici”
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28 Maggio
ANSA
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AFP
Le Pen: “Golpe in Italia, Unione Europea e mercati confiscano la democrazia”

QUIRINALE

Tutti i “no” dei Presidenti

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A PROCEDURA MAI PORTATA A TERMINE

I precedenti casi di impeachment, ecco i Presidenti sotto stato d’accusa

ESPANDI

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28 Maggio

ANSA
POLITICA
Cottarelli, commissario antisprechi che ha bocciato il contratto M5S-Lega
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REAZIONE:TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

REP:

L’opa leghista sulle 5 Stelle

“Con metà dei voti hanno egemonizzato  i grillini sfruttando la loro paura”

di CLAUDIO TITO

SERGIO MATTARELLA?NON E’ COLPO,PERCHE MAI LA SUA MANO DOVREBBE METTERE LA FIRMA AL DIKTAT DI SALVINI SU SAVONA?

IN QUALE PAESE PRETENDE ABITARE?BARBARESCO O SELVAGGIO?

PD:STIAMO PRENDENDO IN GIRO GLI ITALIANI?

1-QUANDO MAI LI HANNO FATTO IMMAGINARE UNA SOCIETA M5S-LEGA?

2-QUANDO MAI GLI ITALIANI HANNO VOTATO IL CONTRATTO?

3-SIAMO ANDATI ALLE URNE PER DIRCI DUE MESI DOPO CHE QUEL VOTO NON ANDAVA BENE MA SERVIVA UNO NUOVO ONLINE?

QUESTA PRESA IN GIRO DELLA VOLONTA DEGLI ITALIANI FORSE E’ ANDATA BENE CON RENZI E LA SUA INTERNA FREGANDO BERRSANI,MA NON VI PARE TROPPO DUE VOLTE?


28 MAGGIO,A TORINO

IL LAVORO LOMBARDO CON MATTARELLA
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LA NOTA
28 maggio 2018 – 21:51
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Mattarella, Assolombarda e altre sigle si schierano con il Quirinale

Il sistema economico milanese si schiera dalla parte di Sergio Mattarella nel durissimo scontro istituzionale che in queste ore lo sta opponendo a Salvini e Di Maio. Un documento in questo senso è stato diffuso ieri e in qualche modo replica a chi accusa i «corpi intermedi» del tessuto economico di mantenere una linea eccessivamente neutrale o opportunistica in questa delicatissima fase politica. «Tutto il sistema economico milanese – dice il documento – ha il massimo rispetto per le decisioni prese dal Capo dello Stato, la più alta figura istituzionale della nostra repubblica, che tutti devono sempre tenere nella più alta considerazione».

La nota porta la firma di Assolombarda di Milano e Monza. Confartigianato. Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Unioni artigiani dello stesso territorio. Alle organizzazioni dei datori di lavoro si sono affiancate le segreterie di Cgil, Cisl e Uil territoriali e le Acli. «Le istituzione non vano mai, per nessuna ragione delegittimate -prosegue la nota – perché ciò creerebbe un dano all’intero Paese. L’economia italiana vive una ripresa ancora fragile e bisogna evitare tensioni che possano lacerare l’Italia e colpire imprese e famiglie, risparmiatori e investitori». «La nostra nazione – è la conclusione – ha urgente necessità di un governo nel pieno delle sue funzioni che possa lavorare con efficacia e responsabilità per o sviluppo sociale ed economico». Sostegno a Mattarella è arrivato anche dall’associazione dei Cavalieri del lavoro
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https:.corriere.it/cronache/18_maggio_28/mattarella-assolombarda-altre-sigle-si-schierano-il-quirinale-e4089fd8-62ad-11e8-bb5f-63b58f0e7bef.shtml

REAZIONE:LA NUOVA ERA ADERISCE.I SINDACI LOMBARDI LEGHISTI CHE HANNO SEGUITO IL DIKTAT DI SALVINI E RETIRATO IL SUO RITRATTO DEL COMUNE COSA FARANNO?

28 MAGGIO 2018:ITALIA,L’EURO AL CENTRO DELLA DISPUTA

-SU MERCOPRESS(SOUTH ATLANTIC NEW AGENCY)

Crisi istituzionale” in Italia: l’euro al centro della disputa dei poteri

Lunedì 28 maggio 2018 – 07:01 UTC

Il leader del più grande partito politico italiano ha chiesto l’incriminazione del presidente dopo aver posto il veto a una scelta per il ministro delle finanze. Luigi Di Maio del populista Five Star Party ha dichiarato che il presidente Sergio Mattarella ha causato una “crisi istituzionale”.

Gli sforzi del premier designato Giuseppe Conte per formare un governo sono crollati domenica dopo che il sig. Mattarella ha respinto il candidato scettico europeo Paolo Savona. Five Star aveva cercato di formare un governo con la Lega di destra. L’Italia è stata senza un governo dalle elezioni di marzo perché nessun gruppo politico può formare una maggioranza.

L’onorevole Conte si è dimesso e i corrispondenti dicono che il presidente Mattarella è stato in trattativa con l’ex economista dell’FMI Carlo Cottarelli, che è considerato un potenziale primo ministro a corto raggio. E ‘chiaro, ora c’è una vera discussione tra il presidente e i populisti sulla posizione dell’Italia nell’Unione Europea

Di Maio ha chiesto l’impeachment ai sensi dell’articolo 90 della Costituzione, che consente al parlamento di chiedere un dimissioni del presidente sulla base di un voto a maggioranza semplice. Se il voto è favorevole, la corte costituzionale del paese decide se contestare o meno.

“Voglio che questa crisi istituzionale venga portata in parlamento … e il presidente ha provato”, ha detto Di Maio. “Dopo stasera, è veramente difficile credere nelle istituzioni e nelle leggi dello stato”.

Nel frattempo il leader della Lega, Matteo Salvini, ha chiesto nuove elezioni. “In una democrazia, se siamo ancora in democrazia, c’è solo una cosa da fare, lasciare che gli italiani diano la loro”, ha detto ai sostenitori in un discorso nel centro Italia.

Il signor Conte, un novizio politico, è stato proposto dai due partiti come primo ministro nel tentativo di rompere lo stallo politico dell’Italia di 11 settimane. Andò incontro al signor Mattarella per fare delle scelte per il suo gabinetto ma il presidente pose il veto a Paolo Savona come ministro delle finanze, citando la sua accanita opposizione all’appartenenza all’Eurozona.

“Ho chiesto … una persona autorevole della maggioranza parlamentare che sia coerente con il programma governativo … che non è visto come un sostenitore di una linea che potrebbe, o forse inevitabilmente, provocare l’uscita dell’Italia dall’Euro, “Il signor Mattarella ha detto.

Ha aggiunto che il signor Conte si era rifiutato di sostenere “qualsiasi altra soluzione” e poi ha rinunciato al suo mandato per essere PM. Secondo la legge italiana, il presidente ha il diritto di rifiutare la nomina di un membro del gabinetto, ma la sua decisione è stata controversa

http:en.mercopress.com/2018/05/28/institutional-crisis-in-italy-the-euro-at-the-heart-of-the-powers-dispute#goToTop

REAZIONE:LA INTRANSIGENZA DI SALVINI E DI MAIO PER SAVONA NON HA LASCIATO A MATTARELLA ALTRA OPZIONE CHE IL VETO,NE “HA DIRITTO”:NIENTE IMPEACHMENT.


29 MAGGIO 2018:LA MIA PACHORRA NON TORNA,LA ASPETTERO SEMPRE,NON SMETTO DI  CERCARLA,MI MANCA PIANGO,SONO TRE ANNI CHE OGNI SERA MI FA LA FUSA.

CREDO CHE ORMAI NON RITORNERA MA NON SMETTERO MAI DI ASPETTARLA.

PERCHE SE LA PRENDONO COI GATTINI?????
AUSSILIO,SOS,SOS,!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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NE MENO IL MIO MICCI RITORNA,AIUTATEMI,NON MI LASCIATI DA SOLO.


28 MAGGIO 2018:FMI SI FMI NO:LA ARGENTINA,LA SUA CHIESA E IL GOVERNO

-SU MERCOPRESS(SOUTH ATLANTIC NEW AGENCY)
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Messaggio di indipendenza della chiesa argentina: sospiro di sollievo per Macri
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Sabato 26 maggio 2018 – 08:54 UTC
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Articolo completo,7 commenti

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Membri dell’amministrazione Macri durante la cerimonia ascoltando l’omelia del card. Poli che chiede unità e migliore distribuzione.

Il presidente Macri è ricevuto dal cardinale Poli nella cattedrale di Buenos Aires per il Tedeum ufficiale del 25 maggio
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Un sospiro di sollievo dal presidente argentino Mauricio Macri e la sua amministrazione, che ha seguito il Tedeum di venerdì dall’arcivescovo di Buenos Aires, che segna il messaggio della Chiesa il 25 maggio, la celebrazione simbolica dei primi tentativi di indipendenza durante la rivoluzione del 1810.

L’omelia del card. Mario Poli ha chiesto giustizia distributiva, unità nazionale, assistenza ai poveri e ai non nati (riferiti al dibattito sull’aborto in corso), ma ha evitato di parlare dell’attuale situazione sociale e dell’adeguamento fiscale che l’Argentina dovrà attuare per recuperare la stabilità economica e fiducia degli investitori.

Prima della celebrazione della Rivoluzione di maggio alcuni rappresentanti della Chiesa erano estremamente critici nei confronti del fatto che l’Argentina aveva fatto appello al FMI per superare la situazione attuale e anche a sostegno dei sindacati più combattivi che condannavano l’accordo del FMI.

Ma anticipando le sorprese, apparentemente l’amministrazione Macri si avvicinò al Cardinale Poli. Ciò è particolarmente significativo dal momento che il governo argentino sta attualmente discutendo con i funzionari dell’FMI per un credito stand-by, e ha bisogno di adeguare il bilancio a obiettivi più rigorosi.

Il capo del governo Marco Pena ha descritto l’omelia come “parole molto sagge che prendiamo in considerazione e condividiamo, sul bisogno di unità nazionale, tutti gli argentini spalla a spalla per una repubblica e una patria con maggiore uguaglianza, libertà e prosperità”

Interrogato sul riferimento al dibattito sull’aborto al congresso, Pena ha affermato che l’obiettivo principale dell’amministrazione Macri è “ridurre povertà, disuguaglianza, questioni sulle quali coincidiamo e condividiamo con la Chiesa”.

“Il problema a cui ti riferisci è molto sensibile, con prospettive diverse, ma ciò che importa è che si sta evolvendo in un’atmosfera di grande rispetto. Dobbiamo esaminare i punti comuni su cui lavorare in modo che sia un passo avanti, qualunque sia la conclusione del dibattito “.

La vicepresidente Gabriela Michetti ha commentato che come autorità legittimamente elette, “siamo venuti a chiedere a Dio di illuminarci e di condividere la sua saggezza; riveriamo il suo messaggio di unità e pace “.

Le menzioni alla situazione sociale sono inevitabili “, e il cardinale Poli ha affrontato questioni di povertà, disoccupazione, giustizia e aborto, su cui il governo coincide, e ha dovuto affrontare, e non ci aspettavamo che non lo facesse”, ha aggiunto .

“Non penso che sia nostro dovere giudicare la Chiesa, stanno lottando per una migliore distribuzione, per promuovere il messaggio di Dio e per proteggere i più vulnerabili della nostra comunità, e su questo siamo pienamente coincidenti, indipendentemente dal fatto che non dobbiamo mescolare o confondere questo come qualcosa di politico ”

In precedenza alla cerimonia religiosa nella cattedrale di Buenos Aires e al messaggio del cardinale Poli, il capo della Commissione pastorale sociale mons. Jorge Lugones ha detto che “quando si fa appello al protagonismo finanziario, non c’è via d’uscita per la situazione sociale”.

Allo stesso modo il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Oscar Ojea, ha ricevuto nel suo ufficio i leader sindacali e rappresentanti sociali che hanno partecipato alla marcia di protesta di venerdì condannando il dialogo con il Fonduuo monetario internazionale e l’aumento dell’inflazione.
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Categorie: Politica , Argentina .
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Tag: Rivoluzione del 1810 , Arcivescovo di Buenos Aires , Argentina , economia argentina , Buenos Aires , Cattedrale di Buenos Aires , Cardinale Mario Poli , Cardinale Poli , FMI , Mauricio Macri .
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Top commenti Disclaimer e regole per i commenti
DemonTree
“E ‘palese menzogna che l’Argentina” dovrà “riportare indietro l’orribile FMI per” recuperare la stabilità economica “.”

È una brutta situazione perché Macri si sia messo dentro, ma quali sono le alternative a questo punto? Un altro predefinito? In ogni caso, non può continuare a indebitarsi per finanziare il deficit, quindi saranno necessari tagli o aumenti delle tasse.

Inoltre, Macri sta pianificando un voto sull’aborto, non è lui, quindi presumibilmente anche quella parte era rivolta a lui?
Pubblicato 2 giorni fa +1
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http:en.mercopress.com/2018/05/26/argentine-church-independence-message-sigh-of-relief-for-embattled-macri
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REAZIONE:DOVE STA ZAZA????????
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29 MAGGIO 2018:GIOIA PER IL RITORNO DI PACHORRA LA MIA GATTINA COCCOLONA.LA SUA MANCANZA PERO RESTA UN MISTERO: SE NE E’ ANDATA SABATO DI MATTINA PRESTO E HA RITORNATO OGGI MARTEDI POMERIGGIO.TRE GIORNI E TRE NOTTI.SOLA SE NE E’ ANDATO,SOLA HA RITORNATO E DOVE SIA STATO RESTA UN MISTERO,FATTO E’ CHE LA GATTA E’IN BUONE CONDIZIONI DI SALUTE E NE MENO HA FAME.PERO LA SPERIENZA E’STATA TRAUMATICA PERCHE NON SMETTE DI MIAGOLARE CON AFETTO.NON AVEVA MAI SUCCESSO.LO AVETE MAI LETTO…..?

(A MARIA CREUSA,GIA SPARITA.GRAZIE.)
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COMUNQUE IL DOLORE PER MICCI NON SI CALMA,DOVE STA MICCI?LO VOGLIO VIVO O MORTO PERO ORMAI E’DA PIU DI UN MESE CHE HA SPARITO.IL SOSPETTO E’ CHE CI SIA CHI PRENDE GATTI IN OSTAGGIO.MA CIO NON SIGNIFICA CHE ABBIA SPERANZE DI TROVARLO VIVO.
LA BANDA AMAZZAANIMALI DOMESTICI,
AMAZZAGATTI ESSISTE,E’STATA DENUNCIATA ANCHE.SONO GLI STESSI FONDAMENTALISTI DELL’ARTIFIALE CHE NON ACETTANO CHE L’UOMO E’UN ANIMALE E GLI AMAZZANO TUTTI,PER LORO GLI ANIMALI ESSISTONO SOLO NEL MACELLAIO O NELLE SCATOLE O A MCDONALD.


30 MAGGIO 2018:CON LA LEGA MAI E POI MAI

NESSUN GOVERNO CON LA LEGA MAI E POI MAI.HO GIA INTERDETTO LA SPAGNA DOVE NON RITORNERO FIN CHE ESSISTE AL POTERE LA MONARCHIA TARGATA BORBONE,NON VORREI FARE LO STESSO CON ITALIA SE LA LEGA E/O DI MAIO GOVERNANO.

30 MAGGIO 2018:LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO AL CARCERE

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it

Dopo le perquisizioni della guardia di finanza delle scorse settimane nella sede di Fiumicino della compagnia, secondo il quotidiano La Stampa, ci sarebbero i primi nomi eccellenti per bancarotta. Via libera del Senato al decreto sulla proroga del salvataggio

ROMA – Ci sarebbero tre indagati per bancarotta fraudolenta nell’inchiesta della procura di Civitavecchia sull’insolvenza di Alitalia. Lo scrive il quotidiano La Stampa, secondo cui nel mirino ci sono gli ultimi tre amministratori delegati della gestione Etihad prima del commissariamento di un anno fa. Ovvero Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo e l’australiano Cramer Ball.

L’iscrizione dei tre manager nel registro degli indagati arriva pochi giorni dopo il sequestro di materiale negli uffici della società di bandiera da parte della guardia di finanza di Roma. Migliaia di file, documenti cartacei e diversi computer erano finiti sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori e della procura di Civitavecchia, guidata da Andrea Vardaro, competente del caso visto che la sede legale di Alitalia è a Fiumicino.

A far scattare l’inchiesta sarebbero state le relazioni dei liquidatori che hanno puntato i fari sulla condotta degli amministratori delegati fino al maggio 2017, quando venne avviato il commissariamento. Secondo investigatori e inquirenti Cassano, Montezemolo e Ball, avrebbero avuto una responsabilità diretta nell’ipotesi di bancarotta fraudolenta di Alitalia.

Sul futuro industriale della compagnia si registra intanto il via libera dell’aula del Senato con 264 sì e 14 astenuti (i senatori di Fdi) al decreto legge di proroga al 31 ottobre 2018 del termine per completare la procedura di cessione e al 15 dicembre successivo per la restituzione del prestito di 900 milioni complessivi. Ora il provvedimento passa all’esame della Camera. L’assemblea ha approvato l’emendamento della commissione speciale con un subemendamento di Andrea Cioffi (M5s): prevede che i commissari trasmettano alle Camere una relazione relativa alla situazione economica e finanziaria della compagnia nell’ambito della procedura di cessione, con dati riferiti a contratti di fornitura, andamento dei crediti commerciali e di altre attività finanziarie, consistenza della forza lavoro, raggiungimento degli obiettivi previsti. La relazione dovrà essere trasmessa entro il 1 agosto e dovrà dare conto anche delle attività compiute nel periodo tra l’entrata in vigore del decreto e quella della legge di conversione. Prevista anche una relazione conclusiva entro il 31 ottobre..

http:.repubblica.it/economia/2018/05/30/news/alitalia_montezemolo_cassano_e_ball_nel_mirino_per_il_crac-197714382/

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REAZIONE:ERA ORA PER QUESTO “JOCKER”,CAGNOLINO DI BERLUSCONI:CONFINDISTRIA,FERRARI,ALITALIA,E COSI VIA…..NON SIAMO COLONIA ISPANICA,NON SIAMO SCHIAVI E NE MENO I SUOI COLLABORATORI.

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-APPENDICE:E FORSE UN FILO CONDUTTORE FRA MONTEZEMOLO E MONTANTE CE’,VEDI VIDEO “COME STA DOTTORE….” SU LA REPUBBLICA:

https://video.repubblica.it/embed/edizione/palermo/il-nostro-uomo-all-avana-osserva-tutto-una-talpa-di-montante-al-palazzo-di-giustizia-di-caltanissetta/306368/306997&width=320&height=180

(“TUTTO BENE MA CE’ UN PROBLEMA,UN PROBLEMA DI TEMPISTICA…..”)
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-LA NOTA COMPLETA:
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30 maggio 2018
“Il nostro uomo all’Avana osserva tutto”. Una talpa di Montante al palazzo di giustizia di Caltanissetta
Diego Di Simone, il capo della sicurezza di Confindustria, lo chiamava “il suo uomo all’Avana, quello che osserva tutto”. O anche, “l’uomo mio che è giù”. Spunta un’altra talpa eccellente nella rete di Antonello Montante, l’ex paladino dell’antimafia oggi in carcere con l’accusa di aver creato due associazioni a delinquere, per carpire notizie riservate sulle indagini e per razziare fondi pubblici. Una talpa che probabilmente operava all’interno del palazzo di giustizia di Caltanissetta. Ecco gli audio delle intercettazioni della squadra mobile nissena che hanno svelato la rete di complicità. Caccia a un’altra talpa, un magistrato della direzione nazionale antimafia. (di Salvo Palazzolo e Giorgio Ruta)
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https:video.repubblica.it/edizione/palermo/il-nostro-uomo-all-avana-osserva-tutto-una-talpa-di-montante-al-palazzo-di-giustizia-di-caltanissetta/306368/306997?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

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1 GIUNIO 2018:GUERRA COMMERCIALE,TOCCA AL NAFTA,TOCCA A TRUDEAU
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-TITOLARE SUNTHE WASHINGTON TIMES
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Trump threatens NAFTA after imposing tariffs on U.S. allies to punish ‘unfair competition’
By Stephen Dinan and S.A. Miller – The Washington Times


President Donald Trump talks with reporters before boarding Air Force One, Thursday, May 31, 2018, in Andrews Air Force Base, Md. (AP Photo/Evan Vucci)
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-NOTA COMPLETA:
President Trump on Thursday slapped tariffs on steel and aluminum imports from the European Union, Canada and Mexico, moving to punish what he said was unfair competition that has sapped the U.S. economy, but seemingly laying the ground for trade war.

CONTINUA CUA:
https:.washingtontimes.com/news/2018/may/31/trump-hits-eu-canada-mexico-steel-tariffs/

REAZIONE:DOPO LE SANZIONI ALLA EUROPA DELL’ACCIAIO E L’ALLUMINIO ,TOCCA AL CANADA E IL MESSICO.
ILLUSTRAZIONE:
JUSTIN PIERREJAMES TRUDEAU


30 MAGGIO 2018:CHE BRUTTA CENA…..
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-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it

Esteri

Europarlamento, i conti d’oro del gruppo di Salvini e Le Pen: 13.500 euro per la cena di Natale

Il settimanale satirico francese Canard Enchainé indaga sulle spese del gruppo Europa delle Nazioni e delle Libertà di cui fanno parte i due leader populisti. La Lega: “Nessun nostro eletto coinvolto”

dalla nostra corrispondente ANAIS GINORI

PARIGI – Spulciando i conti del gruppo Enl (Europa delle Nazioni e delle Libertà), di cui fanno parte Matteo Salvini, l’olandese Geert Wilders e Marine Le Pen fino al giugno scorso, il Canard Enchaîné ha scoperto che i populisti all’europarlamento si trattano piuttosto bene: per Natale hanno organizzato un cenone con 60 bottiglie di champagne e vino Gevrey-Chambertin per la modica cifra di 13.500 euro.

Le cifre sono saltate fuori attraverso il controllo delle spese 2016 presentate dal gruppo di estrema destra composto 36 eurodeputati. A suscitare i dubbi dei revisori dell’Europarlamento sono state in particolare alcune uscite parigine organizzate tra Le Pen e Salvini. Sono state messe in conto al gruppo parlamentare serate in locali molto esclusivi della capitale. Per una cena nel ristorante Ledoyen vicino agli Champs-Elysées, che nella documentazione viene presentata come un incontro tra “industriali”, il conto è pari a 401 euro a testa.

Ancora più salato il conto della cena in faccia a faccia tra il leader della Lega e quella del Front National. Salvini e Le Pen hanno scelto di andare a mangiare nel pluristellato L’Ambroisie, in place des Vosges, spendendo ben 449 euro a testa. In totale le spese contestate all’eurogruppo ammontano a 427mila euro. I conti risultano pagati da Le Pen dai fondi del gruppo.

L’ufficio di presidenza di Strasburgo ha chiesto ulteriori chiarimenti, prima di poter eventualmente pretendere il rimborso delle somme. Il gruppo della Lega non risulterebbe in ogni caso coinvolto dalla responsabilità dirette delle spese, specifica in una nota il segretario del gruppo Enl, Philip Claeys. Secondo il partito, “nessun eletto della Lega, né alcun componente dello staff, sono coinvolti e citati nelle contestazioni relative ai budget del Parlamento Europeo”. Anche Marine Le Pen smentisce il resoconto del Canard Enchaîné.

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http:.repubblica.it/esteri/2018/05/30/news/europarlamento_i_conti_d_oro_di_salvini_e_le_pen_13_500_euro_per_la_cena_di_natale-197719119/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1
REAZIONE:

ALLA FACCIA DELL’EURO…..

1-A ME IL CANARD PERO MI PIACE ALL’ORANGE NON RIPIENO.

COMUNQUE SIA SI VEDE CHE VEGANI NON SONO….

2-QUANTO RINGIOVANITA E COMPIACIUTA SI VEDE LA LE PEN!!!!!!!1

31 MAGGIO  2018:SOS TERRORISMO

CONTINUANO GLI INSEGUIMENTI MINACCIOSI E BULLIN ANCHE DAVANTI A CASA MIA  E ANCHE PER PARTE DI MINORENNE CON ASSOLUTA IMPUNITA DI FRONTE ALLA PASSIVITA POLIZIALE.

31 MAGGIO 2018:INFORMAZIONE ANAGRAFICA

HO TRANSFERITO LA MIA RESIDENZA DA ABBADIA LARIANA,LECCO,LOMBARDIA  ALL’ANAGRAFE A.I.R.E. DI MONTEVIDEO-URUGUAY.QUINDI DA OGGI IN POI DIPENDO AMMINISTRATIVAMENTE DA RIBERA,AGRIGENTO,SICILIA,ITALIA,IL MIO POPOLO DI NASCITA.ANCHE E’ IL MIO POSTO DI ANAGRAFE ELETTORALE,VOTO LI.
COMUNQUE LA POSTA IN ITALIA PER GLI AFFARI CORRENTI DEVE CONTINUARE AD ESSERE INVIATA ALLO STESSO RECAPITO DI CREBBIO,FRAZIONE DI ABBADIA LARIANA(POSTO DI MONTAGNA NELLA CIRCOSCRIZIONE DI MANDELLO LARIO,PARROCHIA SANT’ANTONIO).

LA RISTABILITA AUTONOMIA SICILIANA,LA ESCLUSIONE DELLA LEGA DEL GOVERNO E LA PERSECUZIONE DELLA GIUSTIZIA A CROCETTA,MONTANTE E GLI ALTRI  TRADITORI MI HANNO INCORAGGIATO A DARE QUESTO PASSO..


31 MAGGIO 2018:COLPO  DI STATO IN ITALIA,GOVERNO DEI COMICI

I BUFFONI DI CORTE E I DELINQUENTI AL POTERE:IL CAIMANO LA HA RISPUNTATO.

LA NUOVA ERA INVITA AI SUOI OPERATORI E SIMPATIZZANTI A BOICOTTEAARE E FARE CADERE,AL PIU PRESTO POSSIBILE COME CON RENZI,QUESTO NUOVO TENTATIVO DI FALSARE LA VOLONTA DEGLI  ITALIANI ESPRESSA  LIBERRIMAMENTE NELLE URNe,PER PARTE DI QUESTO IMMORALE CONTUBERNIO SALVINI-DI MAIO.SALVINI NON HA NE I NUMERI NE LA LEGITTIMITA POLITICA PER FARE NESSUN GOVERNO.

PER QUANTO RIGUARDA A MATTARELLA QUESTO NUOVO VOLTAGABANNA CONTE-COTTARELLA LO INABILITA MORALMENTE PER CONTINUARE AD ESSERCITARE LA PRESIDENZA:NON SI ACONSENTA A QUESTO PERSNAGGIO COSI POCO SERIO DI  PRENDERE IN GIRO LA VOLONTA DEGLI ITALIANI,EUROPEI E LA COMUNITA INTERNAZIONALE IN GENERE.DEVE RINUNCIARE.

OVVIAMENTE CHE QUESTO COLPO E’ TARGATO BERLUSCONI:RESTA ULTIMO PREMIER ELETTO DIRETTAMENTE DAL VOTO.

31 MAGGIO 2018:IL PAPA PENALIZZA LA CHIESA CATTOLICA CILENA IN TOTUM
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-SU LE MONDE:lemonde.fr

Abus sexuels au Chili : « Nous n’avons pas su écouter et réagir à temps », admet le pape

Le souverain pontife doit recevoir du 1er au 3 juin sept nouvelles victimes du prêtre pédophile Fernando Karadima. Il en avait déjà reçu trois il y a quelques semaines.

Le pape récemment annoncé des « changements » à court, moyen et long termes pour rétablir « la justice » au sein de l’Eglise chilienne.

Le pape récemment annoncé des « changements » à court, moyen et long termes pour rétablir « la justice » au sein de l’Eglise chilienne. Tony Gentile / REUTERS

« Honteusement, je dois dire que nous n’avons pas su écouter et réagir à temps » face aux scandales d’abus sexuels au sein de l’Eglise chilienne, a reconnu jeudi 31 mai le pape François, dans une lettre adressée aux Chiliens.

Le souverain pontife doit recevoir du 1er au 3 juin sept nouvelles victimes du prêtre pédophile Fernando Karadima. Il en avait déjà reçu trois, des hommes, il y a quelques semaines.

Le pape récemment annoncé des « changements » à court, moyen et long termes pour rétablir« la justice » au sein de l’Eglise chilienne, après avoir lu les conclusions d’une enquête qu’il avait diligentée sur des abus sexuels commis par le clergé.

Lire aussi :   Pédophilie : le pape reconnaît des dérives au sein de l’épiscopat chilien

Démission collective

Le 18 mai, l’ensemble de la hiérarchie de l’Eglise a présenté sa démission dans le cadre d’un gigantesque scandale de pédophilie et d’omerta – un coup de tonnerre qui a fait suite à une série de mea culpa du pape.

Ce dernier avait d’abord pris la défense de l’évêque Juan Barros, soupçonné d’avoir tu les actes de pédophilie du prêtre Fernando Karadima dans les années 1980 et 1990. Un soutien qui avait terni sa visite au Chili en janvier. Condamné par la justice vaticane en 2011, le père Karadima a été contraint de se retirer pour une vie de pénitence.

Le souverain pontife a également rappelé jeudi que les prêtres Charles Scicluna et Jordi Bertomeu, qui s’étaient rendus au Chili en février pour écouter les victimes de tels abus, se rendraient bientôt de nouveau dans ce pays d’Amérique du Sud.

Lire aussi :   Au Chili, satisfaction prudente des victimes de pédophilie et silence de la classe politique

https:.lemonde.fr/religions/article/2018/05/31/abus-sexuels-au-chili-nous-n-avons-pas-su-ecouter-et-reagir-a-temps-admet-le-pape_5307811_1653130.html#meter_toaster

REAZIONE:SODISFAZIONE PERCHE FINALMENTE IL PAPA RICONOSCE LE MALATTIE STRUTTURALI DELLA CHIESA E ESPRIME IL MEA COLPA.MA QUESTO AFFARE CILENO SOLLIEVA IL DUBBIO CHE CI SIA STATA VOLONTA DI PUNIRE LA CHIESA CATTOLICA CILENA E NON LA PEDOFILIA STRUTTURALE.ASPETTANDO CHE QUESTO CASO FACCIA GIURISPRUDENZA E VENGA DIFUSO IN TUTTO IL MONDO RESTA IL DUBBIO SUI VERI MOTIVI DI QUESTA CONDANNA PER LO STRANNO COMPORTAMENTO DEL PAPA:VENUTO IN CILE ACCUSO LE VITTIME DI FARE STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA DI SINISTRA DELLA PEDOFILIA E CHIESI VENISSERO PRESENTATE PROVE SU FERNANDO KARADIMA E JUAN BARROS.TORNATO IN VATICANO QUESTO VOLTA GABANNA CHE GENERALIZZA LA PUNIZIONE A TUTTA LA CHIESA,PERCHE?

-PD:LA MIA OPINIONE LA CONOSCETE:SONO TUTTE FANTASIE  CERCANDO CAPRI SPIATORI ESTERNE PER MANCANZE INTERNI.

ARGENTINA,IL PAPA E IL VATICANO CERCANO VISIBILITA E PROTAGONISMO FRA LE POTENZE SVILUPPATI:

MI PRESENTINO UNA SOLA PROVA CHE IL SOTTOMARINO E’ STATO AFFONDATO DA UN MISSILE.IO PENSO PIU TOSTO AD UN GUASTO IN UNA MACCHINA VECCHIA E OSSOLETA.NEL FRATEMPO VI INFORMO CHE IN QUESTI GIORNI JHONSON IL MINISTRO DELLA DIFESA INGLESE VIENE IN ARGENTINA AD UN INCONTRO CON MACRI E SI OFFRE PER CERCARE I RESTI DEL VECCHIO SOTTOMARINO TEDESCO.


31 MAGGIO 2018:FARAGE SI SMARCA DEL M5S,PEGGIO DEL BREXIT

REAZIONE:CONDANNA A SALVINI?BRAVO,GRAZIE

1 GIUNIO 2018:NON FARE DI TUTTI GLI EUROSCETTICI UN FASCIO,METTETE FINE A SA BANDA

-SU LE MONDE:

Article sélectionné dans La Matinale du 30/05/2018Découvrir l’application
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Au Parlement européen, les dîners de luxe du FN fâchent son allié néerlandais

Le coprésident du groupe Europe, nation et liberté s’est dit « offusqué » des pratiques d’« enrichissement de la part de la délégation française ».

LE MONDE | • Mis à jour le | Par Jean-Pierre Stroobants (Bruxelles, bureau européen) et Jean-Baptiste Chastand

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La présidente du FN, Marine Le Pen, et le secrétaire général du parti, Nicolas Bay, au Parlement européen de Strasbourg, le 5 avril 2017.

Le Front national a décidément un problème avec les fonds européens. Après le scandale des assistants fictifs, ce sont désormais des repas de luxe et des bouteilles de champagne financés par le Parlement de Strasbourg qui créent une ambiance délétère dans le groupe formé autour du parti de Marine Le Pen.

Mardi 29 mai, le coprésident néerlandais d’Europe des nations et des libertés (ENL), Marcel de Graaff, a vivement critiqué les largesses de ses alliés français, révélées quelques heures plus tôt par le site Politico. Au nom du Parti pour la liberté (PVV) de Geert Wilders, l’eurodéputé s’est dit « offusqué » des pratiques d’« enrichissement de la part de la délégation française », et a assuré s’« en distancier totalement ».

13 558 euros pour un diner de noël

Au regard des mœurs néerlandaises, les détails de l’audit des comptes du groupe sont accablants. Repas à 449 euros par tête au restaurant triplement étoilé L’Ambroisie, place des Vosges à Paris ; à 401 euros chez Ledoyen. Dîner de Noël à 13 558 euros pour 140 personnes. Factures astronomiques de champagne – jusqu’à 81,67 euros par bouteille.

Toutes ces dépenses ont été détaillées par l’administration du Parlement, qui se penche depuis le printemps 2017 sur les comptes 2016 du groupe ENL. Formé en 2015, ce groupe d’extrême droite rassemble, outre le FN et le PVV, des eurodéputés italiens de la Ligue ou autrichiens du Parti de la liberté. Il a bénéficié de 3,2 millions d’euros de subventions publiques en 2016.

Lundi soir, le bureau du Parlement a décidé de donner une ultime occasion aux représentants du groupe de s’expliquer, avant de demander « le remboursement des montants correspondant aux dépenses non conformes », soit 477 780 euros. Si la plupart des anomalies concernent des manquements dans les procédures d’appels d’offres, 50 612 euros proviennent d’« infraction à la bonne gestion financière ». En clair : des dépenses excessives ou beaucoup trop luxueuses au goût de l’administration du Parlement.

« Mettez fin à cette bande ! »

Une petite partie des dépenses mises en cause est imputable à l’eurodéputé néerlandais Auke Zijlstra, mais l’immense majorité est le fait des eurodéputés FN. A commencer par Nicolas Bay, vice-président du FN et coprésident du groupe, qui a réglé les fameuses notes de restaurant pour le compte de Marine Le Pen et du chef de file de la Ligue, Matteo Salvini, selon Le Canard enchaîné du 30 mai. « Il n’y avait ni Salvini ni Le Pen à ces dîners », conteste fermement au Monde M. Bay, qui évoque « des repas à caractère confidentiel dans le domaine de l’industrie et de la diplomatie » pour justifier de garder secrets les noms des convives. Quant aux bouteilles de champagne, elles auraient été « distribuées au grand public dans le cadre de réunions », ce qui l’empêche de fournir la liste des destinataires comme le lui réclame le Parlement européen.

De fait, la presse néerlandaise se délecte de l’affaire et rappelle qu’en mars Geert Wilders lançait « Mettez fin à cette bande ! » en réagissant à une information sur l’augmentation des coûts du Parlement européen. Lui qui s’est fait une spécialité de dénoncer le salaire des eurodéputés voit désormais le groupe auquel appartient son parti mis en cause pour des frais excessifs, ironise le quotidien De Volkskrant.

https:.lemonde.fr/europe/article,/2018/05/31/au-parlement-europeen-le-champagne-et-les-diners-de-luxe-du-fn-fachent-son-allie-neerlandais_5307299_3214.html

REAZIONE:ANDIAMO,METTETE FINE AL FRONTE NAZIONALE,SONO UNA BANDA.
BRAVO.GRAZIE WILDERS.


1 GIUNIO 2018:PEDOFILIA IN USA

-SU LE FIGARO:lefigaro.fr

USA: des victimes de prêtres obtiennent 210 millions de dollars

Par  Le Figaro.fr avec AFP

Un archidiocèse de l’Eglise catholique de l’Etat américain du Minnesota a conclu ce jeudi un accord à hauteur de 210 millions de dollars avec des centaines de victimes d’abus de membres du clergé, résolvant un conflit vieux de plusieurs années.

LIRE AUSSI – Pédophilie : la lente prise de conscience de l’Église

Je découvre

L’archidiocèse de Saint-Paul et Minneapolis – qui a été placé en 2015 sous la protection de la loi sur les faillites – a indiqué que l’accord devrait répondre à toutes les plaintes, conclure le processus de faillite et permettre la création d’un fonds financier spécial pour 450 victimes. “Les rescapés des abus peuvent s’attendre à des paiements dès que le tribunal approuvera le plan”, a déclaré l’archevêque Bernard Hebda.

“Je suis reconnaissant pour toutes les victimes rescapées qui se sont courageusement présentées”, a-t-il déclaré lors d’une conférence de presse. “Je reconnais que les abus vous ont tellement volé (…). L’Eglise vous a laissé tomber, je suis vraiment désolé.” Les victimes ont accueilli l’accord avec soulagement, mais ont souligné que leurs cicatrices émotionnelles restent intactes.

Cet accord a été possible grâce à une loi du Minnesota adoptée en 2013, qui permet de poursuivre des agresseurs présumés dans des cas auparavant prescrits. L’accord met fin à l’un des plus longs processus de prise en charge des abus liés à l’Eglise catholique aux Etats-Unis. En 2012, des experts ont évoqué au Vatican le chiffre de 100.000 mineurs victimes d’abus de milliers de membres du clergé aux Etats-Unis, certains cas remontant à 1950.

LIRE AUSSI

Pédophilie: les évêques chiliens remettent leur démission au Pape

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http:.lefigaro.fr/flash-actu/2018/06/01/97001-20180601FILWWW00016-usa-des-victimes-de-pretres-obtiennent-210-millions-de-dollars.php

2 GIUNIO 2018:HA CADUTO RAJOY,IL TRAMONTO DEL PPP

-SU LA REPUBBLICA:

Spagna, Rajoy sfiduciato. Sanchez nuovo premier
Spagna, Rajoy sfiduciato. Sanchez nuovo premier
Mariano Rajoy in Parlamento (afp)

La mozione di sfiducia contro il capo del governo popolare è passata con 180 voti a favore. Il leader socialista gli succede

dal nostro inviato OMERO CIAI

MADRID –  Il parlamento spagnolo ha approvato la mozione di sfiducia contro il governo di Mariano Rajoy con 180 voti a favore, 169 contro e una astensione.  Il leader dei socialisti, Pedro Sánchez, diventa nuovo presidente del governo e nei prossimi giorni presenterà programma e lista dei ministri. A favore di Sánchez hanno votato i deputati di Podemos, i nazionalisti moderati baschi (Pnv), i radicali (Bildu), i due partiti catalani (Erc e PDeCat) e i valenziani di Compromís. Contro Ciudadanos di Albert Rivera e il Partito popolare di Rajoy.

Spagna, Rajoy sfiduciato: stringe la mano al nuovo premier Sanchez ed esce dal parlamento

L’incognita adesso è che tipo di governo formerà Pedro Sánchez. Se farà un monocolore di minoranza oppure se accetterà una coalizione con Podemos come gli ha chiesto Pablo Iglesias. Due le promesse che hanno sbloccato la situazione a suo favore. Sánchez ha garantito ai baschi che rispettare la Finanziaria, già approvata, dove ci sono importanti investimenti infrastrutturali per Euskadi. Mentre al nuovo governo catalano ha promesso “dialogo”. Dubbi, ovvi, sulle possibilità di durata del nuovo governo. Sánchez ha detto che resterà al potere “alcuni mesi” per restituire “stabilità” al Paese e affrontare con un altro spirito la crisi catalana e poi convocherà nuove elezioni.

Molte polemiche per l’atteggiamento del premier sconfitto, Rajoy, che ieri pomeriggio non è tornato in aula per ascoltare le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari e oggi si è presentato in Parlamento solo al momento della votazione. Ieri pomeriggio Rajoy ha trascorso otto ore nella saletta privata di un ristorante, “Arahai”, non lontano dalle Cortes con i suoi collaboratori e i ministri più fedeli. Inizia ora anche nel partito popolare la guerra di successione al premier destituito. Due i candidati più forti. La sua vice, Soraya Sáenz de Santamaria, e il presidente della regione Galizia Alberto Nuñez Feijóo.

Spagna, Rajoy sfiduciato. Sanchez nuovo premier

Il leader socialista spagnolo e nuovo premier Pedro Sanchez e, davanti a lui, l’ex premier appena sfiduciato, il leader popolare Mariano Rajoy

http:.repubblica.it/esteri/2018/06/01/news/spagna_iniziata_la_seduta_del_parlamento_per_la_sfiducia_a_rajoy-197890226/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P6-S1.4-T1

REAZIONE:DOPO DI GESTIRE LA CRISI DEL SEPARATISMO CATALANO E RISTABILIRE LA INTEGRITA TERRITORIALE DELLA SPAGNA,RAJOY,L’UOMO DI FELIPILLO IN MADRID,HA CADUTO  SFIDUCIATO DEL PARTITO SOCIALISTA.E COSI PEDRO SANCHEZ DEL PARTITO CHE FU DI FELIPE GONZALES E DI ZAPATERO DIVENTA PRESIDENTE DELLA SPAGNA.ALLO STESSO TEMPO SI FINISCE DI INSEDIARE IL NUOVO GOVERNO CATALANO E PUIGDEMONT,IL SALVINI SPAGNOLO, TORNA NELLA SPAGNA ESTRADATO.(VEDI SOTTO)

CON LA CADUTA DI RAJOY E QUELLA DI BERLUSCONI IN ITALIA IL PPP PERDE DUE GOVERNI IN DUE PAESI MEDITERRANEI DELLA UNIONE EUROPEA. POSSIAMO PARAGONARE DI MAIO CON SANCHEZ?

FATTO E’ CHE LA COLONNA VERTEBRALE DELLA UNIONE EUROPEA E’ IL PPP E IL SUO TRAMONTO,E’ QUELLO PROPIO.

-APPENDICE:CARLES PUIGDEMONT ESTRADATO IN SPAGNA

-SU LA REPUBBLICA:

Puigdemont, procura generale tedesca chiede estradizione anche per ribellione

I procuratori del land dello Schleswig-Holstein favorevoli a rimandare in Spagna l’ex presidente catalano

01 giugno 2018

BERLINO – I procuratori dello Stato tedesco dello Schleswig-Holstein hanno inoltrato una richiesta formale di estradizione in Spagna per l’ex presidente catalano Carles Puigdemont alla corte d’appello dello stesso Land, cui spetterà la decisione finale. Fra i reati contestati anche la ribellione, elemento centrale delle accuse all’ex leader catalano.

La notizia arriva proprio nel giorno in cui il socialista Pedro Sanchez diventa presidente del governo a Madrid dopo essere riuscito a far passare una mozione di sfiducia nei confronti del premier dei popolari Mariano Rajoy e proprio nelle trattative per il nuovo governo Sanchez ha promesso una linea di dialogo nei confronti delle autonomie regionali, ottenendo così il sostegno dei partiti indipendentisti catalani, Esquerra Republicana e PdeCat, oltre a quello dei baschi del Pnv.
E sempre oggi, con una delle ultime decisioni prese prima del voto di sfiducia del Congresso dei deputati, il governo spagnolo ha sbloccato la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale catalana (Docg) del decreto di nomina del nuovo Govern del President Quim Torra consentendone l’entrata in funzione. Madrid aveva finora bloccato la pubblicazione contestando la nomina di quattro ex ministri di Carles Puigdemont in carcere o in esilio. Torra martedì scorso ha nominato quattro nuovi ministri al posto di quelli contestati dal governo spagnolo.

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http:.repubblica.it/esteri/2018/06/01/news/puigdemont_procura_generale_tedesca_chiede_estradizione_anche_per_ribellione-197915111/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P6-S1.4-T2

2 GIUNIO 2018:UN MESE E UNA SETTIMANA CHE MI MANCA IL MIO MICCI,PIANGO,E’ SPARITO,NO SE FUE….

ULTIMO MOMENTO:

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

SCENARI

Sondaggio: Lega al 28,5%, ora tallona il Movimento

di Nando Pagnoncelli

Il Carroccio guidato da Salvini guadagna 11 punti dal 4 marzo. Il Pd in lieve crescita

REAZIONE:L’HO DETTO UNA E MILLE VOLTE,AI SONDAGGI NON CI CREDO HO SCOPERTO CHE SONO FAKE NEWS E COSI CONTRO TUTTI I PRONOSTICI HO PREDETTO IL TRIONFO DI CAMERON,DEL BREXIT E DI TRUMP,E LE VARIE SCONFITTE DELLA LE PEN(a) FRA ALTRI.ANCHE LA SCONFITTA DEL CENTRODESTRA IN QUESTE ELEZIONI.PURTROPPO IN ITALIA CON QUESTI PROTAGONISTI POLITICI LA VOLONTA DEGLI ITALIANI VIENE FALSATA COSTANTEMENTE IN UN MODO VERAMENTE SPUDORATO, PERFINO RIDICOLO QUINDI E’ INUTILE CHE STIAMO A PARLARE DI SONDAGGI,INOLTRE SI HA GIA VOTATO.PERO SE COSI FOSSE PERCHE SALVINI O BERLUSCONI RIABILITATO NON TORNANO ALLE URNE?

DIO CI LA MANDI BUONA MA QUESTO E’ STATO GOLPE DI STATO ABILITATO DA MATTARELLA.E BASTA.

NON TORNERO A PARLARE DI POLITICA,QUESTI PERSONAGGI NON MERITANO VISIBILITA SULLE PAGINE DELLA NUOVA ERA.SOLO STATE A GUARDARE I FATTI E LE CONSEGUENZE DEI SUOI ATTI CON LE RICHIESTE DA ME GIA FATTE QUI.SE VOLETE CAPIRE  ALTRO  CHIEDETE A BERLUSCONI E RENZI FRA ALTRI.

 (a)CIO CHE NON SONO RIUSCITO A PREVEDERE E’ STATA LA SCONFITTA,LA BRUTTA FIGURACCIA,CHE IL CATO-COMUNISTA MATTARELLA HA FATTO FARE A MACRON DOPO CHE LO AVEVA QUALIFICATO DI CORAGGIOSO PER RESPINGERE SALVINI.CI PENSERA LUI.LUI E… E IL POPOLO ITALIANO.
2 GIUNIO 2018:LA POLEMICA?SELVAGGI CONTRO “BARBARI”
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-TITOLARE LA REPUBBLICA:

LA POLEMICA

Il ministro Fontana:  “Le famiglie gay  non esistono”

Comunità Lgbt: “Parole pericolose, fuori dalla realtà”.  La difesa del leghista: “Mi attaccano perché cattolico” Salvini: “Idee che non sono nel contratto”di MARIA NOVELLA DE LUCA

Le sue frasi più controverse

Rep tvArcigay: “Conte dia subito delega a pari opportunità” Sala: “Milano non cambia linea”

Rep tv Marzano: “Cambiamento? Inquietante ritorno al passato” 

REPUBBLICA TV
Roma Pride: “Rivendicheremo i nostri diritti anche più di prima”
L’ultracattolico che strizza l’occhio ai nazifascisti di PAOLO BERIZZI
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Gay e immigrati cancellano popolo italiano”di GIOVANNA VITALE
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Torino, assessore M5s alle famiglie contro Fontana: “Nessun passo indietro sui diritti”Campagna social: “Dona 10 euro ad Arcigay a nome Fontana” di ANDREA MONTANARI 
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Archivio Quando i deputati M5s si  baciarono in aula contro l’omofobia
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Webserie Margherita, 15 anni: “Ho due mamme e sonho felice” 
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REAZIONE:INDOVINA CHI E’CHI.
(PARE CHE SARA DIVERTITO QUESTO PERIODO FIN CHE DURA.
BHE,SONO COMICI NO?COSI E’ ANDATA A FINIRE LA LEGA,DOPO PERDERE IL NOME NORD E QUASI TUTTI I SUOI QUADRI,CIO CHE DI LEI E’ RIMASTO,QUESTA SQUALIDA ESPRESIONE POLITICO-DELINQUENZIALE DI SCARSO VOLO E DURATA,SI HA ALLEATO CON I BUFFONI DI CORTE IN UN PASTROCCHIO CHE DA I NUMERI NEL CIRCO MASSIMO DELLA POLITICA,A ROMA NEL PALAZZO “GIGI”.E IL CENTRODESTRA LI FA CORO,CONDIVIDE LO STESSO DESTINO,SENZA IL CONTRIBUTO DI BERLUSCONI E LA MELONI SALVINI NON SAREBBE LI)
E PER QUANTO RIGUARDA AL M5S:ALCUN DUBBIO CHE NON E’ ANTISISTEMA MA IL PARAFULMINE DEL SISTEMA?QUANDO MAI CI HANNO FATTO CAPIRE CHE SI POTEVANO ALLEARE CON LA LEGA?PRENDONO PER I FONDELLI GLI ITALIANI.QUESTA COALIZIONE NON HA NE RAPRESENTANZA DEMOCRATICA,NE LEGGITTIMITA PROGRAMATICA E POLITICO-ETICO-MORALE,E’ UNA PRESA IN GIRO PRETENDERE LEGGITIMARSI COL VOTO ONLINE.RISCHIANO DI GROSSO CHE IL POPOLO ESCA, ALLE STRADE:
SALVINI,RENZI E BERLUSCONI,DIVENTATO POLITICO DI SALOTTO,NE SANNO QUALCOSA DI QUESTO.FLAXTAX,REDITO DI CITTADINANZA?LI FARANNO CAPIRE CHE BABBO NATALE NON E’ GESU-BAMBINO DA VECCHIO MA UN VESCOVO TURCO.
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PD:SALVINI CHE SI HA FATTO MINISTRO DEGLI INTERNI,COME ALFANO ALL’INIZIO,NON CONTROLLA LA POLIZIA.GLI IMMIGRANTI NON LI FERMERA.


2 GIUNIO 2018:SPAGNA,NUOVO GOVERNO SOCIALISTA CONTRO L’INDIPENDENZA CATALANA

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-SU LE MONDE:lemonde.fr

En Espagne, la revanche des indépendantistes catalans sur Mariano Rajoy

Les députés indépendantistes ont voté pour la motion de défiance qui a provoqué la chute de l’ancien chef de gouvernement conservateur.

LE MONDE | 02.06.2018 à 10h02 • Mis à jour le 02.06.2018 à 14h23 | Par Sandrine Morel (Madrid, correspondance)
Spain's ousted Prime Minister Mariano Rajoy leaves the chamber after a motion of no confidence vote at parliament in Madrid
Mariano Rajoy quitte le Parlement, le 1er juin 2018, à Madrid. POOL / REUTERS

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En Espagne, la chute de Mariano Rajoy a coïncidé avec la fin de la mise sous tutelle de la Catalogne, en vigueur depuis la déclaration unilatérale d’indépendance du 27 octobre 2017. La levée de l’article 155 de la Constitution espagnole est intervenue, samedi 2 juin, à l’issue de la prise de fonction du nouveau gouvernement catalan.

Son chef, Quim Torra, qui a prêté serment samedi à Barcelone, a appelé à des pourparlers avec le nouveau premier ministre socialiste espagnol, Pedro Sanchez, qui a lui prêté serment à Madrid pour gouverner l’Espagne. « Premier ministre Pedro Sanchez, parlons, occupons-nous du problème, prenons des risques, vous et moi », a déclaré M. Torra.

Le président catalan de la région autonome avait revu, mardi, la composition de son gouvernement pour en exclure les « ministres » en exil ou en détention préventive, malgré la colère de la puissante association indépendantiste ANC, qui l’a accusé de plier devant Madrid. En conséquence, l’une des dernières mesures du gouvernement de Mariano Rajoy a été d’autoriser la publication du décret de nomination au bulletin officiel catalan, permettant la levée automatique de l’article 155.

Lire aussi : En Espagne, Pedro Sanchez face à de nombreux défis

Pour faire tomber Mariano Rajoy, les voix des indépendantistes catalans étaient indispensables. Pedro Sanchez a assuré qu’il n’a rien négocié avec eux pour les obtenir. Mais les indépendantistes, qui avaient fait de Mariano Rajoy leur bête noire, n’ont pas hésité longtemps. « Ce n’est pas une motion pour le Parti socialiste [PSOE], mais contre le Parti populaire [PP] », a insisté la Gauche républicaine catalane (ERC).
« Dialogue urgent »

Portrait : Pedro Sanchez, le miraculé socialiste à la tête de l’Espagne

Quim Torra, s’est félicité de la chute du « gouvernement qui, il y a huit mois, envoyait la police charger des citoyens sans défense qui votaient ». Cependant, il a tenu à rappeler que « le PSOE a été complice de la répression. (…) Nous serons très exigeants avec Pedro Sanchez », a-t-il ajouté, appelant à un « dialogue urgent ».

Le député d’ERC, Joan Tarda, a avancé que la première requête de l’exécutif catalan sera le « rapprochement des prisonniers en Catalogne ». Le dirigeant socialiste catalan, Miquel Iceta, proche de Pedro Sanchez, a répondu que la décision « devra être prise par les juges et la direction des institutions pénitentiaires ».

Bien qu’il se soit affiché comme un fervent défenseur de l’unité de l’Espagne et un fidèle allié de Mariano Rajoy lors de la mise sous tutelle des institutions catalanes, et qu’il ait qualifié récemment le président catalan Quim Torra de « raciste » et de « Le Pen de la politique espagnole », la sensibilité politique de Pedro Sanchez le rapproche des défenseurs d’un nouvel ancrage de la Catalogne en Espagne.

« Je pense que l’Espagne est une nation dans laquelle il y a des territoires qui se sentent aussi nation », a-t-il expliqué, lors de la motion de défiance contre Mariano Rajoy. Il a promis de travailler à « normaliser » les relations entre Madrid et le nouveau gouvernement catalan et à renouer le dialogue.

https:.lemonde.fr/europe/article/2018/06/02/en-espagne-la-revanche-des-independantistes-catalans-sur-mariano-rajoy_5308610_3214.html

REAZIONE:AL CAER RAJOY,LOS INDEPENDENTISTAS CATALANES SALIERON DEL SARTEN Y  CAYERON EN LAS BRASAS.Y EUROPA CIERRA FILAS ANTE EL ADVENIMIENTO DE SALVINI,EL PUIGDEMONT ITALIANO:”NON PASSA LO STRANIERO”

2 GIUNIO 2018:BUONA FESTA DELLA REPUBBLICA A TUTTI GLI ITALIANI

Buon 2 Giugno 2018, Festa della Repubblica Italiana: ecco IMMAGINI, VIGNETTE e GIF per gli auguri su Facebook e WhatsApp [GALLERY]

Filomena Fotia

La Festa della Repubblica è un’occasione di iriflessione, che vuole rimarcare l’importanza ed il valore della scelta della Repubblica perché è sul percorso della pacificazione civile, della concordia e dell’unificazione nazionale che si è costruita la Democrazia ed è su queste basi che si fonda la nostraCostituzione.

Nella gallery a corredo dell’articolo (in alto) proponiamo una selezione di immaginivignette e GIF da inviare per fare gli auguri in questo giorno significativo.

http:.meteoweb.eu/foto/buon-2-giugno-2018-buona-festa-repubblica-immagini-vignette-gif-auguri/id/1100294/

2 GIUNIO 2018:DURA LEX SED LEX

-SU IL MESSAGGERO:

Il grido di Papa Francesco a Ostia: «Basta omertà e violenze: serve leglità» Il grido di Papa Francesco a Ostia: «Basta omertà e violenze: serve leglità»

18:44

di Franca Giansoldati

Non solo le spiagge del litorale erano piene di bagnanti: in questa domenica torrida anche le strade di Ostia erano piene di gente. Papa Francesco è tornato a Ostia per celebrare il Corpus Domini eha lanciato un grido rivolto a tutti gli uomini di buona volontà. «Gesu’ desidera che siano abbattuti i muri dell’indifferenza e dell’omerta’, divelte le inferriate dei  soprusi e delle prepotenze, aperte le vie della giustizia, del decoro  e della legalita’». Il messaggio che Bergoglio ha portato nel X Municipio è un  atto pubblico di fede. La comunità cattolica del litorale romano seduta sotto un sole cocente ha ascoltato l’omelia e alla fine è esplosa in un applauso. Spontaneo e liberatorio. La visita del pontefice è come una riscossa, un grido per la riscoperta dei valori cristiani, per combattere la malavita e rispettare maggiormente i comandamenti. In questa zona c’è una concentrazione di problemi sociali tali da avere costretto, in passato, a sciogliere il Municipio per mafia. Al termine della messa la processione per le vie di Ostia. «Cammineremo con Gesù, che percorrerà le strade di questa città. Egli desidera abitare in mezzo a voi. Vuole visitare le situazioni, entrare nelle case, offrire la sua misericordia liberatrice, benedire, consolare. So che avete provato situazioni dolorose».
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https:m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-3774072.html
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2 MAGGIO 2018:SALVINI CONTINUA A MUNGERE LE MUCCHE DELL’IMMIGRAZIONE

-SU Ansa.it
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Migranti,Salvini: ‘no’ a riforma Dublino”

Chiederemo a Ue ricontrattare flussi. Tunisia esporta galeotti”

(ANSA) – POZZALLO 3 GIU – “Il governo italiano dirà no la settimana prossima alla riforma del regolamento di Dublino e a nuove politiche di asilo, occorre ricontrattare in Ue” il dossier migranti. Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini parlando dall’hotspot di Pozzallo, nel Ragusano. E a chi gli ricorda la solidarietà di Germania e Francia Salvini ribatte: “Aspettiamo che passino dalle parole ai fatti”. Salvini ha poi parlato della Tunisia, prendendo spunto dai casi problematici di immigrati dello Stato africano nei centri di accoglienza italiani. “E’ un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti”. “Parlerò con il mio omologo tunisino”, annuncia il responsabile leghista del Viminale.
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http:.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/06/03/migrantisalvini-no-a-riforma-dublino_5746c01d-1d77-410b-80ea-7e57e78d48f0.html
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REAZIONE:CERCA DI RAGGIRARE L’AUTONOMIA SICILIANA?DOVREBBE IMPARARE DI KADAFY

-APPENDICE:

-SU LA REPUBBLICA:

Soros: “Rapporto stretto Salvini-Putin”. Il ministro: “Mai ricevuto soldi”
Il finanziere al Festival dell’Economia di Trento: “Preoccupato della vicinanza del nuovo governo con la Russia.
Se Mosca ha finanziato Salvini gli italiani dovrebbero saperlo”. Il leader leghista: “Vergogna invitare uno speculatore senza scrupoli”

dal nostro inviato LUCA PAGNI

 TRENTO – Finanziere tra i più noti e un tempo tra gli uomini più ricchi del mondo, ma anche sostenitore di iniziative politiche di stampo liberali in Europa dell’est, George Soros si è detto “molto preoccupato per l’influenza della Russia sull’Europa in generale e sul nuovo governo italiano”. Preoccupazione che si aggiunge a quella per le politiche di Donald Trump, viste come una minaccia per tutto il mondo ma per l’Europa in particolare.

L’uomo di affari di origine ungheresi – arrivato a sorpresa a Trento per l’ultima giornata del festival dell’Economia per partecipare a un dibattito sul futuro dell’Unione europea – non ci ha girato attorno. Attaccando direttamente sia il leader della Lega appena nominato in un ruolo chiave del governo Conte e ritornando sulle accuse al presidente americano. “Non so se Salvini è stato finanziato da Mosca, ma l’opinione pubblica avrebbe il diritto di sapere”, ha sottolineato. Secca la replica del ministro dell’Interno: “Non ho mai ricevuto una lira, un euro o un rublo dalla Russia, ritengo Putin uno degli uomini di stato migliori e mi vergogno del fatto che in Italia venga invitato a parlare uno speculatore senza scrupoli come Soros”.

Soros si è detto  “molto preoccupato”  della vicinanza del nuovo governo con la Russia, ricordando che “questo è un aspetto su cui si trova d’accordo il nuovo governo” visto che  “hanno detto che sono a favore della cancellazione delle sanzioni contro la Russia”. Putin, ha aggiunto, “cerca di dominare l’Europa, non vuole distruggerla ma sfruttarla perché ha la capacità produttiva, mentre l’economia russa sotto Putin può solo sfruttare le materie prime e le persone”. È “una forte minaccia e sono davvero preoccupato, c’è una stretta relazione tra Matteo Salvini e Putin”.

Per l’Europa la minaccia non arriva solo da est. Anche il suo “storico” alleato oltre Atlantico minaccia la prosperità del Vecchio Continente. “Spero che Trump duri poco e che gia’ con le elezioni del mid term vedano i democratici andare in maggioranza. La sua politica è pericolosa e di economia capisce molto poco. Ha cercato lo scontro non solo con l’Europa sulla questione dei dazi ma anche con Pechino. Ma si è reso conto che la Cina e’ l’unica potenza che può resistergli e ora sta cercando di fare un accordo. A discapito dell’Europa. La stessa denuncia degli accordi con l’Iran – ha detto ancora Soros dal palco del Teatro Sociale di Trento – mettono in crisi non solo il più grande successo di Barack Obama in politica estera ma anche l’alleanza atlantica”.
Per una volta non si può proprio dire che non ci sia nulla di nuovo sul fronte occidentale.

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http:.repubblica.it/economia/2018/06/03/news/soros_preoccupato_della_vicinanza_del_nuovo_governo_con_la_russia_-198062920/


3 GIUNIO 2018:MICCI
40 GIORNI CHE IL MIO MICCI E’ STATO SPARITO.QUALSIASI INFORMAZIONE LA PAGHERO,VIVO O MORTO.


4 GIUNIO 2018:,NEOLIBERALI TRAVESTITI,VIA CINESE
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-SU ANSA:
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Usa: spia per la Cina, arrestato da Fbi
R.R.Hansen ha ricevuto 800.000 dollari come agente di Pechino

Security works at the Department of Justice as the building is reflected in the hood of a car, Thursday, May 24, 2018, ahead of a group meeting about the Trump Russia probe in Washington. Among the people expected tko meet at the request of President Donald Trump are House Permanent Select Committee on Intelligence Chairman Devin Nunes, House Committee on Oversight and Government Reform Chairman Trey Gowdy, FBI Director Christopher Wray, Director of National Intelligence Dan Coats, Principal Deputy Assistant Attorney General for the National Security Division Ed O’Callaghan, and White House Chief of Staff John Kelly. (ANSA/AP Photo/Jacquelyn Martin) [CopyrightNotice: Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.]
Redazione ANSA
NEW YORK
05 giugno 201800:42NEWS
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(ANSA) – NEW YORK, 5 GIU – Cercava di spiare gli Stati Uniti per conto della Cina ed e’ stato arrestato. Ron Rockwell Hansen, ex della Defense Intelligence Agency, e’ stato fermato dall’Fbi mentre si stava recando all’aeroporto di Seattle per prendere un volo diretto in Cina.
Il Dipartimento di Giustizia americano lo ha accusato di aver cercato di trasmettere informazioni sulla difesa nazionale Usa ed aver ricevuto almeno 800.000 dollari per la sua azione da ‘agente’ della Cina
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http:.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/06/05/usa-spia-per-la-cina-arrestato-da-fbi_e05d4460-90fa-4516-9886-30573952f443.html

REAZIONE:NIENTE CONFUSIONE,NON E’ RINCARNAZIONE MA CINESE NEOLIBERALE.


5 DI GIUNIO 2018:ALLA CASA BIANCA NIENTE FOOTBAL MA LA BANDIERA E L’ARMATA
-SU LE MONDE:
Publié À 00h25
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Donald Trump, le football américain et le chantage au patriotisme
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L’invitation à la Maison Blanche des Eagles de Philadelphie, vainqueurs du Super Bowl, a été annulée au dernier moment. Dernier épisode des relations tendues entre le président et les sportifs.
Par GILLES PARIS Washington, correspondant
Temps de lecture:3 min
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President Donald Trump sings the National Anthem with the U.S. Army Chorus during a “Celebration of America” event at the White House, Tuesday, June 5, 2018, in Washington, in lieu of a Super Bowl celebration for the NFL’s Philadelphia Eagles that he canceled.(AP Photo/Susan Walsh))yhyj/@]

EXTRAIT

A la place de la rencontre avec les Eagles, Donald Trump a organisé un hommage à la bannière étoilée et à l’armée, à la Maison Blanche, le 5 juin. SUSAN WALSH / AP
LETTRE DE WASHINGTON

A l’heure prévue, mardi 5 juin, aucun joueur des Eagles de Philadelphie, les vainqueurs d’un Super Bowl haletant, en février, n’a posé aux côtés de Donald Trump à la Maison Blanche. Et pour cause. La veille, excédé par le nombre élevé d’athlètes qui avaient finalement décidé de se faire porter pâle, le président avait abruptement annulé l’invitation propice, chaque année, à un hommage fédérateur au football américain, le sport le plus populaire du pays.

Cette volte-face a mis un terme à une saison polluée par les attaques incessantes du président américain contre un mouvement, aussi bref que minoritaire, de joueurs posant un genou à terre au moment de l’hymne national qui précède chaque rencontre. Ces athlètes protestaient contre les violences policières et les inégalités sociales persistantes dont sont souvent victimes les Afro-Américains, qui forment l’ossature de la totalité des équipes de ce sport particulièrement éprouvant.

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-https://mobile.lemonde.fr/ameriques/article/2018/06/06/donald-trump-le-football-americain-et-le-chantage-au-patriotisme_5310195_3222.html

REAZIONE:QUELLO DI TRUMP MI PARE UN ECCELLENTE APROCCIO AL FOOTBALL PERCHE NON VENGA CONFUSO L’AMORE ALLA PATRIA CON IL TIFO PER UNA CAMMICCIETTA DELLO SPORT COME FANNO I NAZIONALISMI DEL TERZOMONDO E FRA DI NOI FACEVA MUSSOLINI E OGGI I POPULISMI(RICORDATI IL RANDE SILVIO BERLUSCONI E IL MILAN OR COI CINESI),O COME FACEVA LA UNIONE SOVIETICA.E VISTO CHE IL FOOTBALL COME IL CALCIO NON SONO PASSIONI NAZIONALI MA SOLO SPORT E NON GRADITO A TUTTI,ITALIA DOREBBE FARE LO STESSO.FELICE CHE ITALIA NON VADA AL MONDIALE DI RUSSIA.
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4 GIUNIO 2018:FINANCIAL TIMES,MUNCHAU CASCA DALLE NUVOLE
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-SU IL SUSSIDIARIO.NET
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ECONOMIA E FINANZA
SPILLO/ Contrordine del Financial Times: il problema non siamo noi ma la Ue
Nicola Berti

Dopo aver alimentato la fiammata dello spread italiano, il Financial Times cambia linea: il problema non è il nuovo governo in Italia, ma l’immobilismo anti-riforme della Ue. NICOLA BERTI

SPILLO/ Contrordine del Financial Times: il problema non siamo noi ma la Ue Lapresse

Pubblicazione: lunedì 4 giugno 2018
Quando un giornale come il Financial Times cita l’Italia senza parlarne male è già una notizia: tendenzialmente sospetta, se non preoccupante. Figurarsi quando lo stereotipo italiano viene utilizzato – strumentalmente – per parlar male della Ue. Se poi la firma è quella di Wolfgang Munchau ci sono gli estremi per segnalare un unicum. È infatti noto il fanatismo del giornalista di origini tedesche – arruolato e “convertito” da FT per lo sfortunato lancio dell’edizione tedesca – nel giudicare le cose sul Continente, soprattutto a sud delle Alpi.

Ebbene, all’indomani dell’insediamento del governo Lega-M5s a Roma, le scudiasciate “a prescindere” di Munchau contro l’euro e dintorni si sono subito spostate dalla debolezza del “malato d’Europa” alla “mancanza di riforme” nell’Unione. Eppure il 20 maggio – quando il Quirinale è stato per la prima volta sul punto di nominare un governo tecnico – Munchau aveva recitato ogni litania ortodossa contro “la fine della democrazia liberale in Europa”, esemplificata dall’ascesa delle forze populiste in Italia.

Quel giorno lo spread italiano era già oltre 160 e nei dieci giorni successivi è raddoppiato, mentre FT assecondava la consueta narrazione sull’Italia in default. La doppia escursione – compreso il rientro a quota 240 – ha naturalmente fatto felici i mercati, al solito in cerca di spunti di giornata (in gergo sexy stories). Alla fine è giunto tuttavia un “contrordine” – solo in parte inatteso – a Roma: il giuramento del governo Conte. E anche a Londra hanno chiamato rapidamente un cambio di schema e forse la chiusa di un cerchio.

L’insediamento di un esecutivo gialloverde in Italia ormai è un fatto – così come la chiusura delle speculazioni – e il problema è semmai della Germania, che al consiglio europeo di fine luglio rischia di ritrovarsi nell’angolo rispetto a un allineamento fra Italia e Francia (e non è banale neppure in Italia che sia un governo Conte a rafforzare l’asse macroniano anti-Merkel). L’Italia gialloverde – sgradita ai mercati in maggio – ha tutti i numeri per diventarne la beniamina in giugno. In luglio, naturalmente, chissà.
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http:.ilsussidiario.net/mobile/Economia-e-Finanza/2018/6/4/SPILLO-Contrordine-del-Financial-Times-il-problema-non-siamo-noi-ma-la-Ue/824010/
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REAZIONE:IL VOLTAGABBANNA DI MATTARELLA HA FATTO CHE MUNCHAU CASCASSI DALLE NUVOLE:COLPA DELLA’UE CHE NON HA FATTO LE RIFORME,DICE.MUNCHAU ARRIVA TARDI,L’ACCORDO DI LISBONA FATTO ALLE CUPOLE FRA GALLI E MEZZENOTTI NON SOLO HA FATTO FUORI LA DEMOCRAZIA DELLA UE MA ANCHE HA BLOCCATO LE RIFORME,TUTTE LE RIFORME:NON CERA ACCORDO SULLE RADICI CRISTIANI E QUINDI MEGLIO NON PARLARSENE PIU.E LA SOCIETA DEL CARBONE E L’ACCIAIO HA DATO LUOGO AD UNA UNIONE CONFESSIONALE.
PERO MENO MALE CHE A ARRIVARCI TARDI SIA SOLO MUNCHAU DEL FT TEDESCO PERCHE LA GB CI HA ARRIVATO DA UN PO’,E MENO MALE CHE IL BREXIT CE’ ED E’ TARDI.
MATTARELLA TRADIMENTO O NO,LA UE GIA NON ESSISTE.

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-APPENDICE:NAPOLEON

-TITOLARE SU LA STAMPA:

“NON SMONTO IL LAVORO DI MINNITI”

E adesso Salvini si schiera con Orban: “Insieme cambieremo l’Europa”
AMEDEO LA MATTINA
E adesso Salvini si schiera con Orban: “Insieme cambieremo l’Europa”

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REAZIONE:QUESTO FILM L’HO GIA VISTO
PRIMA FU LA VOLTA DI BERLUSCONI:DIVENUTO PREMIER,ANCORA GIOVANE,DOVEVA RIFORMARE LA CONSTITUZIONE PER DIVENTARE PRESIDENTE,POI VINCERE LE EUROPEE PER DOMINARE IL PP E LA UE E PROPORRERE ITALIA COME IL SOLO INTERLOCUTORE FRA USA E RUSSIA,CIO’IL NAPOLEONE ITALIANO.LA CORTE CONSTITUZIONALE BOCCIO LA RIFORMA PRESIDENZIALISTA,LE EUROPEE LI PERSE MI-SE-RA-BIL-MEN-TE E VENNE LA FAME IN ITALIA,I MERCATI CHE LO BOCCIANO LE BORSE CHE CADONO LO SPRED ALLE STELLE E MISERABILMENTE BERLUSCONI ANDO A CASA.NIENTE SOGNI DI GLORIA.
POI FU LA VOLTA DI RENZI:DIVENUTO PREMIER,SENZA NE UN VOTO DEGLI ITALIANI (COME CONTE),STRAVINCE LE EUROPEE(MA MAI FECE IL 40) E PROMESSE,OLTRE A RIFORMARE LA CONSTITUZIONE IN CHIAVE ANCHE PRESIDENZIALISTA COME BERLUSCONI, ANDARE IN EUROPA A SCHIAFEGGIARE LA MERCKEL E LA SUA AUSTERITY,E COMMANDARE LA POLITICA EUROPEA SU IMMIGRAZIONE.TUTTI RICORDIAMO LE RISATE DEI LIDERI NEL PARLAMENTO EUROPEO INVITANDOLO A IMPARARE DEL PREMIER AUSTRALIANO E PREGARE A SANTO ANTONIO.POI IL REFERENDUM E QUINDI COME BERLUSCONI UNA MADORNALE BOCCIATURA SIA SUI SUOI SOGNI PRESIDENZIALISTI COME NEL DIVENTARE LIDERE EUROPEO E PERCHE NON MONDIALE CON LA SUA GENERAZIONE DI GIOVANI TELEMACO TRAMITE LA ASSEM,NUOVA VIA DELLA SETA E ALTRE INIZIATIVE IN TUTTO IL SUO MONDO DI GLOBE TROTTER:RIDICOLIZATTO INSOMMA.
ORA ARRIVA IL GIOVANE SALVINI:NON HO LETTO LA NOTA MA …..QUESTO FILM L’HO GIA VISTO,DIO CI LA MANDI BUONA.QUELLO DEL TITOLO

-APPENDICE 1:

-SU ADNKRONOS:

Stupore per frasi Salvini”, Tunisia convoca

Stupore per frasi Salvini, Tunisia convoca ambasciatore

(foto da Twitter/Matteo Salvini)

Incidente diplomatico sfiorato per il neoministro dell’Interno Matteo Salvini. L’ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, è stato convocato dal ministero degli Esteri per trasmettere il “profondo stupore” del governo del Paese nordafricano per le parole pronunciate domenicadal titolare del Viminale. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale ‘Tap’, citando una nota del ministero degli Esteri tunisino.

La reazione di Tunisi è arrivata dopo che Salvini, in visita all’hotspot di Pozzallo, ha affermato che la Tunisia è un Paese libero e democratico dove non ci sono guerre, epidemie e pestilenze, che non sta esportando dei gentiluomini ma spesso e volentieri dei galeotti. Dura la replica di Salvini: “Chi in Tunisia si è offeso, sbaglia – ha detto il ministro in un comizio a Fiumicino – Arrivano molte persone perbene, ma anche persone meno perbene. Sono pronto ad incontrare il ministro tunisino la prossima settimana. L’obiettivo è far sì che ognuno stia meglio a casa

Nel comunicato del ministero degli Esteri tunisino, si sottolinea che le dichiarazioni di Salvini non riflettono il livello di cooperazione tra i due Paesi nella lotta all’immigrazione clandestina. Le parole del ministro italiano, si legge, “denotano una mancanza di conoscenza dei vari meccanismi di coordinamento stabiliti tra i servizi tunisini e italiani responsabili della lotta contro la migrazione irregolare”. Il ministero ha quindi sottolineato “l’attenzione della Tunisia di lavorare con il nuovo governo italiano per consolidare i rapporti di amicizia e la cooperazione strategica tra i due Paesi”.

Secondo quanto riporta la ‘Tap’, dopo la pubblicazione di questo comunicato, l’ambasciatore italiano “ha contattato” il ministero degli Esteri tunisino per trasmettergli i “chiarimenti del ministro italiano che lo ha incaricato di precisare che le sue dichiarazioni sono state estrapolate fuori dal loro contesto”, affermando “il suo impegno a sviluppare la cooperazione con la Tunisia nelle aree di sua competenza”.
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http:.adnkronos.com/aki-it/politica/2018/06/04/tunisi-profondo-stupore-per-parole-salvini_ylqVmh5vgk9Hz6p3X6AUFM.html?refresh_ce
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-APPENDICE 2:VITTORIA SU MOGHERINI-RENZI-BERLUSCONI(SERRAJ-OBAMA)IN LIBIA

-SU IL SOLE 24 ORE:

MEDIO ORIENTE E AFRICA
Libia, l’attivismo diplomatico di Macron che rischia di spiazzare l’Italia
di Roberto Bongiorni

La sfida diplomatica che si sta giocando sulla Libia somiglia a una partita a scacchi. Un vincitore ancora non c’è. Ma uno dei due giocatori, l’Italia, sta perdendo pezzi importanti. Se c’è un Paese che negli ultimi mesi si è distinto per il suo dinamismo questa è la Francia.

Il vertice organizzato martedì a Parigi da Emmanuel Macron è un’iniziativa sostanzialmente unilaterale che scalza l’Italia dal suo tradizionale ruolo di interlocutore privilegiato e sancisce il ruolo della Francia come il più influente mediatore per la Libia. L’intesa raggiunta tra i più importanti leader libici, peraltro senza una firma ufficiale e senza il consenso di 13 importanti milizie della Tripolitania, è una dichiarazione di intenti che attende la prova dei fatti.

È dunque prematuro dare per acquisita la riunificazione dell’ex regno di Muammar Gheddafi. Aver fissato per il 20 dicembre le prossime elezioni (anche quelle presidenziali) tradisce più l’ostinazione francese di trovare una rapida soluzione a una crisi che dura da sette anni piuttosto che tracciare una transizione onnicomprensiva e duratura .

Tutto è ancora sospeso. Quella di martedì resta però una vittoria diplomatica francese. E per quanto Macron abbia indorato la pillola, ringraziando Roma per il suo prezioso contributo, la sostanza non cambia. Parigi vuole estendere la sua influenza sul Nord Africa, in particolare sulla Libia. E possibilmente ottenere delle contropartite. Facile immaginare quali siano: i giacimenti petroliferi del golfo della Sirte (greggio di qualità e geograficamente vicino), ancora da esplorare, rappresentano una grande opportunità per la major energetiche europee. La major francese Total appare determinata a consolidare la sua presenza in Libia. In marzo ha acquistato dall’americana Marathon Oil il 16% del giacimento di Waha (in Cirenaica) per 450 milioni di dollari. Un accordo tuttavia non ritenuto valido da governo di Tripoli e della Noc, la compagnia petrolifera nazionale, secondo cui occorre l’approvazione delle autorità libiche.

Già lo scorso 25 luglio, solo due mesi dopo essersi insediato all’Eliseo, Macron aveva colto di sorpresa il mondo invitando i due leader rivali della Libia nel castello di Celle-Saint-Cloud, alle porte di Parigi. Per la prima volta Fayez al-Sarraj, premier di quel Governo di accordo nazionale (Gnc) sostenuto dalla Comunità Internazionale, e il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, trovavano un accordo. L’esclusione dell’Italia, fino a quel momento protagonista dei negoziati insieme all’Onu, aveva provocato il disappunto di Roma. Poco conta che l’incontro tra i due rivali non abbia sortito gli effetti desiderati. Invitando Haftar a Parigi Macron aveva di fatto sdoganato un generale ribelle, impegnato in una guerra personale contro i movimenti estremisti islamici, che non riconosceva quel Governo di accordo nazionale sostenuto dalla Comunità internazionale alla cui creazione l’Italia aveva lavorato alacremente.

Che la Libia interessi alla Francia non è un segreto. Già nel marzo del 2011 il presidente francese Nicolas Sarkozy fu il promotore della risoluzione 1973. Una campagna aerea internazionale che doveva difendere la popolazione della Cirenaica dalle rappresaglie di Gheddafi, ma che divenne presto un intervento internazionale per rovesciare il regime. Morto Gheddafi (ottobre 2011) sembrava che la Libia riuscisse a mettersi in piedi. Dopo un anno e mezzo incoraggiante, il cammino verso la transizione democratica si è però interrotto. Nel 2014, quando una coalizione di milizie islamiche aveva conquistato Tripoli, insediando un Governo ombra, il Paese si era spaccato in due: la Cirenaica, dove si erano rifugiati gli onorevoli libici eletti tre mesi prima in un voto non privo di criticità, e la Tripolitania. Nel mentre Haftar diveniva sempre più forte. La sua potente milizia era riuscita a controllare i terminal petroliferi della Cirenaica. Scontrandosi in alcune occasioni con le milizie che sostengono il Gnc, insediatosi a Tripoli nel marzo del 2016.

Pur cercando assiduamente di portare i due rivali al tavolo dei negoziati, l’Italia ha sempre sostenuto le autorità di Tripoli. Non è peraltro irrilevante il fatto che la maggior parte dei giacimenti dove opera l’Eni si trovi proprio in Tripolitania. Parigi non stava a guardare. Sotto la presidenza di François Hollande, forze speciali francesi si erano già insediate in Cirenaica. Con un abile equilibrismo diplomatico Parigi sosteneva ufficialmente il Gnc, ma al contempo, stava al fianco del suo nemico. Di nascosto. Fino al 20 luglio 2016, quando la morte di tre soldati francesi precipitati con un elicottero nei pressi di Bengasi, dove Haftar stava combattendo contro milizie islamiste, costrinse il ministero francese della Difesa a uscire allo scoperto: la Francia aveva inviato forze speciali in Libia. A fianco di chi, è facile immaginarlo.

Macron sembra aver rafforzato i rapporti con Haftar, e con il suo alleato, l’Egitto. Cogliendo una straordinaria occasione durante la visita a Parigi del presidente americano Donald Trump, il 13 luglio scorso. «Il presidente Trump ed io condividiamo le stesse intenzioni riguardo alla Libia», aveva ribadito.

E l’Italia? Roma, che ha sempre lavorato per un dialogo realmente inclusivo (in Libia ci sono 140 tribù ed oltre 100 milizie), ha più volte espresso le sue perplessità sulla strategia francese. In merito al vertice di martedì l’ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone, è stato chiaro: «Divisioni e iniziative caotiche potrebbero contribuire al ritorno delle barche della morte». C’è il rischio dunque che vengano compromessi i risultati positivi seguiti al Memorandum d’intesa che l’Italia ha firmato il 2 febbraio del 2017 con il Governo di Tripoli. Un accordo che prevede finanziamenti e sostegno al Gnc per fermare le partenze di migranti dalla Libia verso le coste italiane (nei primi mesi di quest’anno gli arrivi in Italia sono diminuiti del 75%). La posta in gioco è molto alta. L’Italia può e deve ritrovare in Libia il suo ruolo di primo piano.
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http:mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/mondo/2018-06-02/libia-takeover-diplomatico-macron-che-rischia-spiazzare-l-italia-193424.shtml?uuid=AEQpONzE

RICORDATORIO AL MICCI

21 MAGGIO 2018:AL MICCI,IN MEMORIAM
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-SU LE MONDE:
*Planète
*COP22
*One Planet Summit
*Climat
*Énergies
*Biodiversité
*Santé-environnement
*Agriculture & Alimentation
*Pollutions

*Habitat

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Brigitte Bardot et Rémi Gaillard unis contre la maltraitance dans les abattoirs

L’actrice et l’humoriste, réunis dans une vidéo, font pression sur le gouvernement à la veille de l’examen du projet de loi sur l’agriculture et l’alimentation.}

Le Monde.fr avec AFP | • Mis à jour le

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image: http:img.lemde.fr/2018/05/21/0/0/2400/1350/534/0/60/0/48c21db_14020-99dmxb.mfy9t.jpgCapture d’écran de la vidéo de Brigitte Bardot et Rémy Gaillard, mise en ligne sur les réseaux sociaux le 21 mai.

« On a en commun une révolte terrible contre la façon dont on tue les animaux dans les abattoirs. » Brigitte Bardot et Rémi Gaillard demandent, dans une vidéo, que la vidéosurveillance soit imposée aux abattoirs comme l’avait promis le candidat Emmanuel Macron.

Incarnation de deux générations, l’actrice et l’humoriste, grands amis des bêtes, ont choisi de diffuser leur petit film sur les réseaux sociaux lundi, veille du début de l’examen à l’Assemblée nationale du projet de loi agriculture et alimentation.

Les images montrent Brigitte Bardot dans son jardin de La Madrague découvrant de nouvelles images de l’abattoir d’Alès (Gard), déjà épinglé en 2015, tournées en caméra cachée en février 2018, selon Rémi Gaillard.

Avec cette vidéo, Brigitte Bardot a expliqué à l’Agence France-Presse vouloir toucher « un maximum de gens, pour leur demander de faire attention à ce qu’ils mangent quand ils mangent un bifteck ou une côte de porc ».

La vidéosurveillance, promesse restée lettre morte

Dans le collimateur des deux activistes, le ministère de l’agriculture, qui a retiré du projet de loi le contrôle vidéo obligatoire en abattoir. « Pour le moment, Macron ne fait rien, et le peu qu’il fait est le contraire de ce qu’on demande : il fait ami ami avec les chasseurs, rétablit les chasses présidentielles… », critique Brigitte Bardot.

A partir du 1er janvier 2018, des caméras de vidéosurveillance devaient être installées dans les abattoirs français, selon le projet de loi qui n’avait pu être adopté qu’en première lecture un an plus tôt, avant les élections législatives. Aujourd’hui, le nouveau projet, issu des états généraux de l’alimentation et présenté par le ministre de l’agriculture, Stéphane Travert, ne mentionne pas cette mesure. Un détail qui n’a d’ailleurs pas échappé à Olivier Falorni, député et porteur de la proposition, qui a demandé au gouvernement de tenir ses promesses.

Cette prise de conscience de certains députés ou responsables « donne un petit espoir », selon Brigitte Bardot, laquelle constate aussi une évolution : « Les gens voient les images. Avant, ils ne savaient pas. »

Lire aussi : L’Assemblée nationale se penche sur la loi fixant les relations entre producteurs et distributeurs

En savoir plus sur http:.lemonde.fr/planete/article/2018/05/21/brigitte-bardot-et-remi-gaillard-unis-contre-la-maltraitance-dans-les-abattoirs_5302175_3244.html
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REAZIONE:IN MEMORIA DEL MICCCI RINGRAZIO ALLA MIA AMICA ONLINE BRIGITTE BARDOT LA DIFUSSIONE DI QUESTO ARTICOLO.
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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 362

19 MAGGIO 2018:PEDOFILIA IN CILE,VESCOVI,SIAMO TUTTI ABUSATORI

-SU LE MONDE:lemonde.fr
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Pédophilie:tous les évêques chiliens remettent leur démission au pape o o
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Des « documents compromettants » ont été détruits par les autorités ecclésiastiques, révèle François, qui reconnaît une faillite collective de l’Eglise chilienne.

LE MONDE | 18.05.2018 à 11h42 • Mis à jour le 19.05.2018 à 06h38 | Par Cécile Chambraud
Les représentants de la conférence des évêques chiliens, Juan Ignacio Gonzalez (à gauche) et Luis Fernando Ramos Perez, au Vatican, le 18 mai.


Les représentants de la conférence des évêques chiliens, Juan Ignacio Gonzalez (à gauche) et Luis Fernando Ramos Perez, au Vatican, le 18 mai. ANDREW MEDICINI / AP
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Tous les évêques chiliens ont remis, vendredi 18 mai, leur démission au pape. Mardi 15 mai, convoqués à Rome, ils s’étaient vu remettre par le pontife argentin un texte de dix pages dans lequel celui-ci avait écrit noir sur blanc : depuis des années, l’Eglise catholique chilienne abrite « de nombreuses situations d’abus de pouvoir, d’autorité et d’abus sexuels ».

« Nous, tous les évêques présents à Rome, avons remis nos postes entre les mains du Saint-Père afin qu’il décide librement pour chacun d’entre nous », indique une déclaration lue devant la presse par deux porte-parole de la Conférence épiscopale chilienne. Le pape doit à présent décider de sanctions nominatives après cette démission collective unique en deux siècles.

Le texte glaçant, dont le contenu a été révélé jeudi par la télévision chilienne T13, s’appuie sur des faits rassemblés dans un rapport (non publié) de 2 300 pages rédigé par les deux enquêteurs que le pape a dépêchés auprès des victimes d’agressions sexuelles et d’abus de pouvoir commis au sein de l’Eglise chilienne.

Lire aussi : Pédophilie : le pape reconnaît des dérives au sein de l’épiscopat chilien

Le document dénonce ainsi « l’existence de gravissimes négligences dans la protection des enfants vulnérables de la part d’évêques et de supérieurs religieux ». On peut aussi lire dans ce document que des religieux expulsés de leur ordre pour des « comportements immoraux » ont été accueillis dans d’autres diocèses avec des charges comportant « un contact quotidien et direct avec des mineurs ».

Des plaintes ont par ailleurs été hâtivement jugées « invraisemblables » alors qu’elles étaient « de graves indices d’un délit effectif ». D’autres ont même été classées sans la moindre enquête. Des pressions ont été exercées sur des enquêteurs et des « documents compromettants » ont été détruits.
A ce stade, on ignore si le pape va accepter ces démissions, ou certaines d’entre elles

Par ailleurs, révèle le document, des évêques ou des supérieurs d’ordre religieux auraient confié la direction de séminaires ou de noviciats à « des prêtres soupçonnés d’homosexualité active », en violation des règles ecclésiastiques.

Pendant trois jours, de mardi à jeudi, le pape a rencontré à huis clos ces 34 évêques pour quatre séances de prise de conscience de la réalité des faits.

« Nous voulons demander pardon pour la douleur causée aux victimes, au pape, au peuple de Dieu et à notre pays pour les graves erreurs et omissions que nous avons commises », indique la déclaration lue devant la presse. « Nous remercions les victimes pour leur persévérance et leur courage, malgré les énormes difficultés personnelles, spirituelles, sociales et familiales qu’elles ont dû affronter, auxquelles s’ajoutaient souvent l’incompréhension et les attaques de la communauté ecclésiale, ajoutent-ils. Nous implorons leur pardon et leur aide pour continuer à avancer sur le chemin de la guérison des blessures, pour qu’elles puissent se cicatriser ».
« Nous sommes tous impliqués, moi le premier »

A ce stade, on ignore si le pape va accepter ces démissions, ou certaines d’entre elles. Il apparaît en tout cas aujourd’hui clairement que le problème dépasse de loin le seul cas, pourtant déjà gravissime, de Fernando Karadima, ce charismatique prêtre de Santiago qui a formé de nombreux prêtres et plusieurs évêques et a été condamné par l’Eglise elle-même pour des agressions sexuelles commises pendant des années, par lui et autour de lui.

Le 15 mai, le pape François recevait les évêques du Chili au Vatican. OSSERVATORE ROMANO / AFP

Ces dernières années, plusieurs cas d’abus dans des écoles catholiques sont apparus au grand jour. Dans son texte, le pape décrit une véritable faillite collective de cette Eglise. « Nous sommes tous impliqués, moi le premier », affirme François.

Pendant plusieurs années, le pape a en effet refusé d’entendre certaines anciennes victimes de Fernando Karadima, qui accusaient notamment l’évêque Juan Barros, l’un de ses proches, d’avoir couvert les agissements de l’ecclésiastique. François avait même accusé de « calomnie » ceux qui lui demandaient de revenir sur la nomination de Mgr Barros dans le diocèse d’Osorno. Il a ensuite affirmé n’avoir pas été informé exactement par les victimes, alors même qu’une lettre de l’une d’entre elles lui a été remise dès 2015.

Lire aussi : La visite du pape au Chili entachée par les affaires de pédophilie

Dans le texte transmis à l’épiscopat chilien, le pontife rappelle que par le passé, l’Eglise chilienne a eu le « courage » de s’engager et de prendre des risques pour défendre ses ouailles. Il oppose cette attitude à celle de l’Eglise d’aujourd’hui, qui a entre-temps été « transformée en son centre » : « La douloureuse et honteuse constatation des abus sexuels sur mineurs, des abus de pouvoir et de conscience de la part de ministres de l’Eglise, ainsi que la manière dont ces situations ont été abordées, met en évidence ce changement de centre ecclésial. »

« Quelque chose, dans le corps ecclésial, est malade »

Il décrit une Eglise passée du service des autres à une institution gangrenée par des individus et des groupes qui ont prétendu « s’ériger comme unique interprète de la volonté de Dieu ». Cette « psychologie d’élite », affirme le pape François, a fini par constituer des « cercles fermés qui débouchent sur des spiritualités narcissiques et autoritaires » pour lesquelles « l’important, c’est de se sentir spécial, différent des autres ». « Quelque chose, dans le corps ecclésial, est malade », résume François, qui parle aussi de « perversion » ecclésiale.
« Promouvoir une culture anti-abus »

Pour sortir de cette dérive collective, il préconise d’ouvrir l’institution et de travailler avec « différentes instances de la société civile pour promouvoir une culture anti-abus ». Il insiste sur le fait qu’à ses yeux, de simples changements de personnes (c’est-à-dire d’évêques) ne suffiront pas à résoudre des problèmes aussi profondément ancrés et structurels. « Cela, il faut le faire, écrit le pape, mais ce n’est pas suffisant. Il faut aller plus loin. Il serait irresponsable de notre part de ne pas creuser pour trouver les racines et les structures qui ont permis que ces événements se produisent et se perpétuent. »

Lire aussi : La réforme du pape à l’épreuve de la pédophilie

Se contenter de changer des hommes, explique-t-il, donnerait l’illusion d’avoir réglé les problèmes alors que ceux-ci perdureraient. Pour que « plus jamais, ils ne viennent à se répéter », conclut François, il faut considérer le problème comme « celui de tous et pas seulement comme celui de certains ».

Autrement dit, les évêques chiliens auraient une responsabilité collective dans ces dérives et aucun ne saurait s’en exonérer. Reste maintenant au pape à dévoiler les réformes « de court, de moyen et de long terme » promises aux victimes de ces nombreuses dérives.

http:.lemonde.fr/international/article/2018/05/18/pedophilie-dans-un-document-incendiaire-le-pape-reconnait-une-faillite-collective-de-l-eglise-chilienne_5301005_3210.html

REAZIONE:”MAL DE MUCHOS CONSUELO DE TONTOS”,IL PAPA E LA CHIESA  ESPRIMANO CHIARA CONDANNA PER FERNANDO KARADIMA E JUAN BARRIOS Y VERI GENERATORI DI QUESTA CRISI E GLI RIMANDINO ALLA GIUSTIZA ORDINARIA ALTRIMENTI SI TRATEREBBE DI UNA COPERTURA.NON BASTA UNA CONDANNA GENERICA CON LA RINUNCIA DI TUTTI I VESCOVI E LA CONFESSIONE DI UNA MALATIA STRUTURALE DELLA CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA(AIME!!!!!FINALMENTE IL PAPA MI DA RAGIONE,NON LO POSSO CREDERE!!!!!):TUTTI COLPEVOLI,NESSUN COLPEVOLE.

-LE MONDE MI DA RAGIONE:

-APPENDICE 1:lemonde.fr

La réforme du pape à l’épreuve de la pédophilie

Cinq ans après son élection, François fait l’objet de critiques pour ses hésitations dans la lutte contre les abus sexuels commis par des prêtres.

Le pape François à Iquique (Chili), le 18 janvier 2018.

Le pape François à Iquique (Chili), le 18 janvier 2018. VINCENZO PINTO / AFP

Le 16 janvier, le pape François témoignait devant quatre-vingt-dix jésuites chiliens que « la grande paix » éprouvée par lui au moment où il a compris qu’il allait être élu pape « ne [l]’a[vait] pas quitté » depuis. Deux mois plus tard, pourrait-il encore l’affirmer ? Car depuis ce premier jour du voyage qui l’a conduit au Chili et au Pérou, s’est ouverte la crise la plus violente de son pontificat, cinq ans après son élection, le 13 mars 2013.

En l’espace de trois semaines, le scandale de pédophilie qui secoue le clergé chilien depuis des années est devenu le scandale qui ébranle la figure du pape François. A l’heure des premiers bilans d’un pontificat censé remettre de l’ordre à la tête de l’Eglise, cela tombe mal. Cette affaire est d’autant plus dommageable pour François qu’elle écorne trois des marqueurs attachés à son identité de pape.

François met constamment l’accent sur la défense des faibles, des démunis, des méprisés face aux forts et aux puissants. De Lampedusa, où il fulmine contre la « mondialisation de l’indifférence » qui laisse périr les migrants en mer, au discours de Santa Cruz (Bolivie), qui enrôle l’Eglise aux côtés des « mouvements populaires », des prisons qu’il ne cesse de visiter aux « esclaves sexuels » dont il prend la défense, le pape argentin tonne contre le « Dieu argent », les trafiquants d’êtres humains et les fabricants d’armes.

Le pontife argentin a accusé des fidèles et une partie du clergé du diocèse d’Osorno, au chili, d’être manipulés par des « gauchistes »

Pourquoi, alors, ne semble-t-il pas prêt à voler au secours de simples fidèles durablement meurtris par des « puissants » de sa propre Eglise, à savoir des prêtres et des évêques ? Pourquoi, lors de son voyage au Chili, a-t-il choisi de s’afficher à plusieurs reprises en compagnie d’un évêque, Mgr Juan Barros, accusé (il s’en défend) d’avoir couvert un prêtre, le père Fernando…

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La réforme du pape à l’épreuve de la pédophilie

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http:.lemonde.fr/international/article/2018/03/10/la-reforme-du-pape-a-l-epreuve-de-la-pedophilie_5268738_3210.html

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REAZIONE:IPOCRITA,LUI HA MONDALIZATO LA INDIFFERENZA,HA PROMESSO INSIEME A RENZI IL SUI RAMPOLLO GESUITA CHE FAREBBERO FUNERALI DI STATO PER I 400 MORTI DI LAMPEDUSA MA POCHE SETTIMANI DOPO DELLA VICENDA NON SE NE TORNO A PARLARE:FACEVA COMODO A QUALCUNO CHE NON ERANO LORO?(1)
DAI BASTA IPOCRESIA,RIVOLUZIONARIO IN EUROPA E CONSERVATORE IN SUDAMERICA?:CONDANNI JUAN BARRIOS E FERNANDO KARADIMA SENZA SE NE SENZA MA,O TORNI IN SUDAMERICA E CONDANNI LOS ZURDOS.(NIENTE PAURA,SCALFARO CAPIRA).
(1)PIU TARDI RENZI CI HA FATTO CAPIRE CHE POLITICA-ELETTORALMENTE NON CONVENIVA PERCHE FAVORIVA LA LEGA.
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-APPENDICE 2:LA CHIESA NON HA PASSATO LA PROVA,COLPEVOLE
lemonde.fr
Pédophilie : la culpabilité de l’Eglise

Editorial. S’il n’y a pas rapidement des sanctions et des réformes, la démission de trente et un évêques chiliens, à la suite d’un rapport sur des abus sexuels couverts par l’Eglise catholique, ne sera qu’un coup d’épée dans l’eau.La pape François et les évêques chiliens démissionnaires, au Vatican, le 17 mai (image issue d’une vidéo de la télévision vaticane).

La pape François et les évêques chiliens démissionnaires, au Vatican, le 17 mai (image issue d’une vidéo de la télévision vaticane). AP

Vendredi 18 mai, dans un geste sans précédent depuis deux siècles, trente et un évêques chiliens, convoqués par le pontife argentin à Rome à la suite d’un rapport accablant de 2 300 pages mettant en lumière « de nombreuses situations d’autorité et d’abus sexuels » couverts par l’Eglise catholique, ont remis leur démission. Cette affaire ternit l’image d’un pape qui a toujours mis l’accent sur la défense des faibles et des démunis face aux puissants, mais qui a été jusque-là moins vigilant que son prédécesseur, Benoît XVI, sur les scandales de pédophilie.

Lire aussi :   Pédophilie : tous les évêques chiliens remettent leur démission au pape

Lors de sa visite au Chili, en janvier, François avait affiché son soutien à l’évêque d’Osorno, Juan Barros, accusé d’avoir protégé un prêtre, Fernando Karadima, dont l’Eglise avait reconnu qu’il avait agressé sexuellement de nombreux mineurs. Le prélat récusait ces accusations. Et le pape avait affirmé qu’« il n’y [avait] pas une seule preuve contre lui », n’hésitant pas à imputer ces « calomnies » à des « gauchistes ». Peu après, le cardinal américain Sean Patrick O’Malley, un des principaux ministres du pontife, lui avait infligé un camouflet en disant comprendre« la grande douleur » provoquée par ses propos « pour les survivants d’agressions sexuelles par des membres du clergé ou par d’autres agresseurs ».

Prenant finalement conscience de sa faute, François a diligenté une enquête au Chili, écouté les victimes et reconnu son aveuglement. Opérant un virage à 180 degrés, il a en quelque sorte plaidé coupable, avouant sa « douleur » et sa « honte » devant le « mal irréparable fait à des enfants par des ministres de l’Eglise ». « Nous sommes tous impliqués, moi le premier », a-t-il affirmé, en admettant « avoir commis de graves erreurs d’appréciation et de perception ».

Lire aussi :   Pédophilie : le pape reconnaît des dérives au sein de l’épiscopat chilien

Mais il a aussi mis en cause son propre système ecclésial, qui a fait la preuve de son incapacité à instaurer des mécanismes de contrôle pour éviter de telles déviances. Alors qu’il a souvent dénoncé la propension des clercs à s’attribuer une autorité supérieure à celle des autres croyants, il avait agi, dans l’affaire chilienne, comme un chef d’administration d’abord soucieux de défendre ses agents. Aujourd’hui, il reconnaît que « quelque chose dans le corps ecclésial est malade » et parle même de « perversion » ecclésiale.

Le pape bat sa coulpe, mais il dit lui-même qu’il ne suffira pas de changer les hommes et qu’il faudra « trouver les racines et les structures qui ont permis que ces événements se produisent et se perpétuent ». Il préconise de travailler avec la société civile pour « promouvoir une cultureanti-abus ». Une première commission de protection des mineurs, instituée par François, avait formulé des pistes pour mettre en œuvre la « tolérance zéro » réclamée par le pape. Aucune n’a jusqu’alors été retenue.

S’il n’y a pas rapidement des sanctions et des réformes – comme la création d’un tribunal chargé de juger les évêques défaillants, la levée du secret pontifical dans les procédures canoniques en cas d’agressions sexuelles, l’abolition du délai de prescription –, la démission des évêques chiliens ne sera qu’un coup d’épée dans l’eau, qui laissera intactes la honte de l’Eglise et la douleur de ses victimes.

 http:.lemonde.fr/idees/article/2018/05/19/pedophilie-la-culpabilite-de-l-eglise_5301557_3232.html

-APPENDICE 3:lemonde.fr

Au Chili, satisfaction prudente des victimes de pédophilie et silence de la classe politique

Si elles se réjouissent de l’annonce de la démission des évêques chiliens, les victimes attendent encore des « actions concrètes » de la part de l’Eglise.

LE MONDE | • Mis à jour le | Par Angeline Montoya

Après avoir reçu trois victimes d'un prêtre pédophile chilien, le pape François poursuit ses entretiens avec les évêques chiliens afin d’échanger sur les scandales d’abus sexuels commis par des membres du clergé, le 17 mai 2018.

Après avoir reçu trois victimes d’un prêtre pédophile chilien, le pape François poursuit ses entretiens avec les évêques chiliens afin d’échanger sur les scandales d’abus sexuels commis par des membres du clergé, le 17 mai 2018. VaticanMedia-Foto/CPP/CIRIC / Catholic Press Photo

Surprise, satisfaction, mais aussi prudence. Ainsi ont réagi les victimes de pédophilie au Chili, qui se sont dans un premier temps réjouies de l’annonce de la démission de l’ensemble des évêques à la suite de la publication d’un document explosif du pape sur leurs agissements. Si elles saluent un geste qui « change les choses pour toujours », comme l’a écrit sur Twitter une des victimes, le journaliste Juan Carlos Cruz, elles attendent toutefois encore « des actions concrètes » de la part de l’Eglise.

« Les évêques ont annoncé une démission qui n’est pas encore effective », a nuancé Juan Carlos Claret, porte-parole de l’Association des laïcs d’Osorno, d’où est parti le scandale. C’est dans cette ville du sud du Chili qu’officiait Mgr Juan Barros, accusé d’avoir couvert le prêtre pédophile Fernando Karadima, et c’est lui que le pape François a longtemps défendu, notamment lors de sa visite au Chili en janvier, dénonçant des « calomnies » à son encontre. « Je ne crois pas que cette démission soit le résultat d’une volonté héroïque des évêques, a continué M. Claret, ils y ont été poussés. »

Classe politique assommée

Les affirmations du pape selon lesquelles des plaintes de victimes ont été hâtivement jugées « invraisemblables » alors qu’elles représentaient « de graves indices d’un délit effectif » ouvrira-t-elle la voie à des procédures judiciaires ? Du côté des personnalités politiques, personne, vendredi soir, ne s’était encore exprimé en ce sens. Personne ne s’était d’ailleurs exprimé tout court, comme si la nouvelle, inédite, de la démission de l’ensemble des évêques du pays avait assommé la classe politique, plus préoccupée par les manifestations féministes contre la violence de genre qui avaient eu lieu la veille dans les rues de Santiago.

Juan Pablo Hermosilla, l’avocat de trois victimes du père Karadima (M. Cruz, José Andrés Murillo…

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Au Chili, satisfaction prudente des victimes de pédophilie et silence de la classe politique

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http:.lemonde.fr/international/article/2018/05/19/satisfaction-prudente-des-victimes-de-pedophilie-et-silence-de-la-classe-politique_5301629_3210.html


18 MAGGIO 2018:NON CE ALTRA……

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18 MAGGIO 2018:NO HAY OTRA…..

-APPENDICE:SU LA STAMPA

L’attrice entra in chiesa da sola (circondata da paggetti e damigelle), Carlo la accompagna per qualche metro. Le prime parole del marito alla moglie: “Sei meravigliosa”
REUTERS
Pubblicato il 19/05/2018
Ultima modifica il 19/05/2018 alle ore 17:56
MARIA CORBI
INVIATA A WINDSOR

«I will». Harry pronuncia il suo sì prima che l’arcivescovo di Canterbury finisca la domanda. È emozionato, guarda Meghan e trattiene le lacrime, con le guance rosse, mentre vede Meghan incedere verso di lui in un meraviglioso abito della designer britannica Clare Waight Keller per Givenchy, con un velo ricamato che le copre il viso e che accompagna in un lungo strascico il suo trionfo.

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“Sei meravigliosa”

La madre Doria Ragland la guarda e piange. La regina sembra accennare un sorriso, Kate Middleton è altera è perfetta come sempre. In Chiesa una folla di nobili, miliardari e star di Hollywood che ascoltano con attenzione (qualcuno con stupore) il sermone di Michael Curry, vescovo della chiesa episcopale in Usa, che parla del potere dell’ amore, l’unica forza che potrà cambiare il mondo. La sua energia invade la cappella di San Giorgio e rompe la tradizione, come anche il coro gospel che intona dopo di lui Stand by me. Come se Meghan avesse costretto la monarchia inglese a fare un salto di centinaia di anni entrando nella modernità. «Sei meravigliosa», «You look amazing», sono state le prime parole che Harry ha rivolto a Meghan al suo arrivo all’altare. Rilassato fino all’ultimo, all’ingresso della sua futura sposa nella cappella di St. George il principe si è lasciato scappare qualche lacrima.

I top e flop del “Royal Wedding” tra il principe Harry e Meghan Markle

Carlo accompagna la sposa

Harry e Meghan sono ufficialmente sposi a Windsor. La sposa è arrivata da sola quasi fino a sotto l’altare, entrando accompagnata da 10 paggetti, tra cui Charlotte e baby George, i figli di William e Kate, solo per gli ultimi metri ha preso sotto braccio il principe Carlo e si è fatta scortare fino dal futuro sposo Harry. Secondo quanto ha comunicato Kensington Palace, sono stati i futuri sposi a scegliere i bambini. Due paggetti e una damigella sono i figli di Jessica Mulroney, la migliore amica di Meghan dei tempi in cui viveva a Toronto, sposata al figlio dell’ex premier canadese Brian Multoney e consulente per lo stile della moglie del premier Justin Trudeay, Sophie.

Meghan sposa “solitaria”, Harry le dice: «Bellissima»

REUTERS

Una folla di fan per il matrimonio

Windsor è assediata da una folla di fan reali già da ieri. In molti hanno dormito qui per non perdere un posto in prima fila. Un entusiasmo che non si ricorda per altri matrimoni reali neanche per quello di William e Kate anche se allora il set era Londra, luogo sicuramente più dispersivo. In ogni caso Harry è amatissimo e anche Meghan inizia a entrare nei cuori della gente.

TUTTI I VIDEO del matrimonio reale

Niente voto di ubbidienza per Meghan

Una nuova Diana, dicono e sperano tutti, tranne la regina. Ma Meghan sempre che non si stufi del protocollo di Buckingham Palace potrebbe superare la maestra e già lo sta facendo imponendo nuove regole. È entrata da sola in Chiesa dimostrando indipendenza, ha dato il braccio a Carlo solo per cortesia e per pochi metri. Non ha pronunciato il voto di ubbidienza e ha convinto Harry a indossare anche lui la fede dopo le nozze, una assoluta novità in casa Windsor perché i principi di casa non devono farlo. Piccole cose, certo ma che dimostrano come Meghan non abdicherà ai suoi principi, alla sua battaglia per la parità di genere e per l’emancipazione delle donne.

Tutto quello che dovete sapere sul “royal wedding” tra Harry e Meghan

Alle nozze di Harry arriva anche l’ex fidanzata Chelsy Davy con Pippa Middleton

D’altronde anche lei in queste nozze ha fatto concessioni importanti, accettando di chiudere il suo blog che poteva diventare imbarazzante e soprattutto cambiando religione. Meghan – figlia di un padre episcopale e di una madre protestante –ha dovuto ricevere battesimo e cresima per sposarsi oggi nella St George Chapel in rito anglicano.

Lo scambio delle fedi e il bacio tra Harry e Meghan

Il rito religioso

L’arcivescovo anglicano di Canterbury, Justin Welby presiede il rito religioso, affiancato dal presule afroamericano Michael Curry, titolare della diocesi di Chicago della Chiesa episcopale, emanazione Usa dell’anglicanesimo, invitato per scelta degli sposi a tenere un sermone. «Dobbiamo scoprire il potere dell’amore, il potere redentore dell’amore e quando lo faremo renderemo nuovo questo vecchio mondo». È questa una citazione di Martin Luther King, che è stata pronunciata da uno dei religiosi che officiano il matrimonio, il reverendo Michael Curry, primo vescovo afroamericano a presiedere la Chiesa episcopale negli Stati Uniti.

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Meghan sexy in abiti succinti: lo spoti imbarazza i reali prima delle nozze

Il ricevimento per 600 ospiti

Le migliaia di persone che si sono radunate a Windsor per seguire le nozze reali hanno travolto di affetto gli sposi durante la passerella in carrozza lungo la Long Walk. Il duca e la duchessa del Sussex hanno salutato sorridenti le persone comuni che li attendevano e si sono diretti poi al castello di Windsor dove la festa proseguiva con il ricevimento offerto dalla regina per seicento ospiti. La torta nuziale è stata disegnata da Claire Ptak, la maestra pasticciera bio di Violet Bakery: un ripieno fatto con la cagliata di limone di Amalfi, crema di fiori di sambuco e decorazione con burro di meringa svizzero e 150 fiori freschi, tra cui peonie e rose.

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Elton John canta al ricevimento di nozze

In serata sarà poi la volta d’un secondo ricevimento, più selezionato, offerto dal principe Carlo per 200 invitati. Come annunciato, il ricevimento è stato allietato dalla performance di Elthon John. Sarebbe stato il principe Harry a chiedere personalmente al cantante di esibirsi in riconoscimento dello stretto legame con la famiglia.

REAZIONE:MA QUALI BARBARI,SELVAGGI SONO!!!!!!,PER QUELLO SONO CONTRO L’EUROPA,SVEGLIATEVI ITALIANI.

LA VERGINE SANTISSIMA E L’ ARCANGELO CI MANDINO IL SALVATORE,IL RISCATTO.

20 MAGGIO 2018:FRA NOI IL PERICOLO,ITALIA,FRANCIA E..(LIBIA)

-SU LE MONDE:lemonde.fr

Entre l’Italie et la France, la frontière de tous les dangers

Face aux flux de migrants venant d’Italie, la France a accentué les contrôles des clandestins, systématiquement reconduits à la frontière. Cette attitude, renforcée après les attentats de 2015, crée des tensions entre les deux pays.

LE MONDE | • Mis à jour le | Par Jérôme Gautheret (Rome, correspondant)

21 décembre 2017. Ce groupe de migrants se réchauffe près de Nevache (Hautes-Alpes) après avoir franchi la frontière franco-italienne.

21 décembre 2017. Ce groupe de migrants se réchauffe près de Nevache (Hautes-Alpes) après avoir franchi la frontière franco-italienne. SIEGFRIED MODOLA / REUTERS

Ce sont des frontières qu’on imagine paisibles depuis toujours. Pourtant la ligne de partage entre la France et l’Italie a été âprement disputée pendant des siècles. En Europe occidentale, c’est l’une des dernières à avoir été dessinées : elle n’a pris sa forme actuelle qu’en 1947, par le rattachement à la France des communes de Tende et La Brigue (Alpes-Maritimes), ainsi que la partie sud de la vallée de la Roya.

A partir de la fin des années 1940, des ­côtes ligures aux massifs alpins, les divers axes traversant la frontière ont été empruntés par des milliers de migrants économiques venant des régions les plus défavorisées d’Italie du Nord, qui traversaient les Alpes pour apporter en France leur force de travail. Aucune organisation en réseaux, juste une série de parcours ­individuels ; en période de plein-emploi, les forces de l’ordre n’avaient aucune raison de lutter contre cette migration. Puis le miracle économique italien a amené le flux à se tarir, et ces frontières ont cessé d’exister matériellement à la fin du XXe siècle, à la suite des accords consacrant la libre circulation des personnes – l’Italie est entrée dans l’espace Schengen en 1997, deux ans après la France.

Profond ressentiment

L’arrivée massive des migrants sur les ­côtes sud de l’Italie, au début des années 2010, a changé la donne. A partir de 2013-2014, la France, de la même manière que l’Autriche, a accentué les contrôles des clandestins, systématiquement reconduits à la frontière. Une attitude renforcée après les attentats de 2015, qui a provoqué, peu à peu, un profond ressentiment des Italiens pour la France, accusée de ne pas vouloir prendre sa part du fardeau de l’accueil des migrants, alors qu’elle a joué un rôle décisif dans la guerre de Libye – un des facteurs de déclenchement des arrivées massives sur les côtes italiennes.

Localement, ces tensions se manifestent par un surcroît d’activités militantes, de part et d’autre de la frontière, et par…

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Entre l’Italie et la France, la frontière de tous les dangers

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20 MAGGIO 2018:ITALIA,COLPO DI STATO
-TITOLARE LA STAMPA:
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Lega-M5S: accordo chiuso, lunedì al Colle 
Ecco chi è Conte, possibile nuovo premier 
”Eurozona a rischio se Italia non rispetta impegni”
ANDREA CARUGATI
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REAZIONE:COLPO DI STATO A FAVORE DI BERLUSCONI CHE RESTA ULTIMO PREMIER ELETTO DIRETTAMENTE DAL VOTO.
COLPO DI STATO PERCHE LA LEGA NON HA I NUMERI PER FARE NESSUN GOVERNO,E PERCHE STO CONTE NON LO HA VOTATO NESSUNO.

LA LEGA SOLO POTREBBE FORMARE GOVERNO CON I SUOI SOCI DEL CENTRODESTRA,CASO MAI AVREBBERO MAGGIORANZA,PERCHE COSI LO HANNO PROPOSTO ALL’ELETTORATO.IL POPOLO ITALIANO NON HA VOTATO NESSUN CONTRATTO M5S-LEGA.QUINDI CORRISPONDE COME BERLUSCONI AVEVA PROMESSO TORNARE ALLE URNE.E ADESSO CHE E’ CANDIDABILE PERCHE NON COMPIE LE PROMESSE?DI MAIO SCEMO CHE IMPRESTA I SUOI VOTI AL CENTRODESTRA.STA SUCCEDENDO COME LE ELEZIONI SCORSE CHE I GRILLINI DIEDERO I SUOI VOTI PER VARARE QUEL PARLAMENTO DELLE LARGHE INTESE:ALLORA QUANDO IL M5STELLE CI DICE CHE E’ ANTISISTEMA SOLO STA PRENDENDO IN GIRO GLI ITALIANI.IL M55S SOLO E’ IL PARAFULMINE DEL SISTEMA E DOVRA ASSUMERSI LE CONSEGUENZE.

RESISTERE,DISSOLVERE LE CAMERE E TORNARE ALLE URNE.

ANCHE IL PD DOVRA PRENDERSI LE SUE RESPONSABILITA STORICHE SUL FUTURO DEL PAESE.E ANCHE MICROSOFT.

PD:IL SOLO SONDAGGIO VALIDO E’ QUELLO DELLE URNE.

PD:NIENTE PAURA LA NUOVA ERA METTERA FINE PRESTO A QUESTO ENGENDRO COME LO HA FATTO CON ALTRI CHE SOLO HANNO TIRATO A CAMPARE: BERLUSCONI,MONTI,LETTA,RENZI E COSI VIA.INMPOSSIBILE GOVERNARE L’ITALIA CONTRO I MERCATI E I MERCATI UBBEDISCONO ALLA NUOVA ERA.ANCHE TU NON CI CREDA.
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PD:CONTE?E’ AMICO E IN RAPPORTO POLITICO DELLA BOSCHI,CE QUALCOSA DA AGGIUNGERE?NON VEDETE LO ZAMPINO DI RENZUSCONI?

-APPENDICE:TORNA LO SPREAD

-SU LE FIGARO

Italie:les projets de la coalition populiste inquiètent les marchés financiers

Italy Politics

Le leader du M5S Luigi di Maio,jeudis dans les rues du Rome,Giuseppe Lami/AP

INFOGRAPHIE – Luigi Di Maio, du M5S, et Matteo Salvini, de la Ligue, ont annoncé la conclusion du contrat de gouvernement qui prévoit de s’affanchir de la règle des 3% du PIB imposé au déficit public.

Avant même d’exister, le futur gouvernement italien perturbe les marchés et les investisseurs internationaux. Pour preuve, le taux d’emprunt de la dette de l’État italien ne cesse de monter. Jeudi, le taux d’intérêt à dix ans a atteint 2,17 % à la mi-journée, son plus haut niveau de l’année, contre 2,077 % mercredi soir. Surtout, le spread – …

Cet article est réservé aux abonnés. 85% reste à lire.
http:.lefigaro.fr/conjoncture/2018/05/17/20002-20180517ARTFIG00357-italie-les-projets-de-la-coalition-populiste-inquietent-les-marches-financiers.php

20 MAGGIO 2018:QUESTIONE DI COSCIENZA

MITCH LANDRIEU,SINDACO DI NEW ORLANS, PREMIATO PER ABBATTERE STATUE CONFEDERATE

-SU THE WASHINGTON TIMES:


FILE – In questa foto del 16 giugno 2017, il sindaco di New Orleans, Mitch Landrieu, parla a Washington della corsa in America e della sua decisione di demolire i monumenti confederati nella sua città. Landrieu sarà presentato domenica 20 maggio 2018, … altro>

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L’ex sindaco di New Orleans Mitch Landrieu ottiene il premio JFK per la rimozione dei monumenti confederati
By – Associated Press – Domenica 20 maggio 2018
BOSTON – L’ex sindaco di New Orleans è stato premiato per la sua guida nella rimozione dei memoriali confederati nella sua città.

Mitch Landrieu sarà presentato con il 2018 John F. Kennedy Profile in Courage Award per aver sostenuto la sua decisione di abbattere quattro monumenti.

La Fondazione Biblioteca John F. Kennedy rende omaggio a Landrieu per aver intrapreso l’azione nonostante le sfide legali e le vere minacce di coloro che insistono nel dire che la Confederazione è una parte importante del patrimonio di New Orleans.

Il nipote del presidente Kennedy, Jack Schlossberg, è programmato per la presentazione di domenica sera. Schlossberg afferma che Landrieu “ha trasformato una questione difficile e controversa in un’opportunità”.

Il premio è stato presentato ogni anno dal 1989 ai dipendenti pubblici che hanno preso decisioni coraggiose di coscienza senza riguardo per le conseguenze personali o professionali.

Copyright © 2018 The Washington Times, LLC.
https:m.washingtontimes.com/news/2018/may/20/mitch-landrieu-receive-jfk-profile-courage-award-r/

20 MAGGIO 2018:23 GIORNI CHE HA SPARITO MICCI.


20 MAGGIO 2018:VOTO IN VAL DI AOSTA,VITTORIA,HA PERSO IL CENTRODESTRA
-TITOLARE LA REPUBBLICA:
ELEZIONI REGIONALI
Valle d’Aosta, cresce la Lega. Fi senza seggi. Pd in bilico. Lo scrutinio, risultati in diretta
Il Carroccio insidia l’Union Valdotaine. Affluenza al 65% (-8%)

di SIMONA CASALINI

REAZIONE:NON AVEVO INTENZIONE DI COMMENTARE QUESTO VOTO COME NON LO HO FATTO NEL MOLISE E IL FVG PERO LA SPUDORATA FALSITA DELL’INTERPRETAZIONE DI LA REPUBBLICA MI HA SPINTO A FARLO.
1-IN VAL DI AOSTA NON HA VINTO NE IL CENTRODESTRA,NE LA LEGA NE IL PD,HA VINTO LA UNIONE VALDOSTANA
2-IN VAL DI AOSTA SI CONFERMANO LE MIE PREVISIONI DI UNA SCOMPARSA DI FI E PD QUALORA SI VOTASSI A LIVELLO NAZIONALE.
QUINDI SE QUESTO E’ IL RISULTATO IN VDA CHE E’ LA REGIONE PIU NORDICA E PIU RICCA DI ITALIA(UN PEZZO DELLA SVIZZERA IN ITALIA)FIGURATEVI COME SARA UN VOTO A LIVELLO NAZIONALE:MALGRADO LA PROPAGANDA DI LA REPUBBLICA A FAVORE DI QUESTO ENGENDRO ALLA TEDESCA LEGA-M5S,A LIVELLO NAZIONALE SE SI VOTASSI ADESSO SCOMPARIREBBERO FI,PD E LEGA,E M5S FAREBBE IL PIENONE.
QUESTA E’ LA VERITA,NON A CASO BERLUSCONI MALGRADO E’ STATO RIABILITATO NON SPINGE PER TORNARE ALLE URNE COME AVEVA PROMESSO,E SALVINI FANFARRONEA COL VOTO MA FA DI TUTTO E DI PIU PER “DARE UN GOVERNO AL PAESE”(MA QUANTO ITALIANO E PATRIOTA E’DIVENTATO!!!!)
ECCO LA VERITA CHE LA REPUBBLICA VUOLE MASCHERARE GETTANDO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ITALIANI.
E VAL DI AOSTA,UNA REGIONE CHE CONOSCO BENE E VOGLIO TANTO,MALGRADO SIA LA PIU NORDICA E’ LA PIU FEDELE AL NOME DI NUOVA ERA.E’ UNA FEDELE FRONTIERA.
E DI MAIO E’ UN IDIOTA UTILE.

21 MAGGIO 2018:HA INIZIATO LA LOTTA AL PROSSIMO “GOVERNO”,MERCATI

-TITOLARE LA REPUBBLICA,:

MERCATI

Vola spread Btp-Bund: chiusura a quota 185 punti.  Pesa anche l’allarme di Fitch: “Rischi per il Paese”

Piazza Affari soffre (-1,5%), ma è l’effetto cedole

di RAFFAELE RICCIARDI

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REAZIONE:A MILANO,AL SISTEMA.
21 MAGGIO 2018:POLIZIA,HA INIZIATO LA LOTTA AL PROSSIMO “GOVERNO”,
LA N’DRANGHETA E’ ALLEATA DELLA LEGA IN LOMBARDIA E IN CALABRIA,
GERARDO PERRILLO AL CARCERE
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-SU LA STAMPA:
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Blitz anti-corruzione, 21 arresti in tutta Italia
Maxi-operazione dalla Lombardia alla Calabria: in manette anche un ex magistrato e due avvocati
LAPRESSE
Pubblicato il 21/05/2018
Ultima modifica il 21/05/2018 alle ore 13:00
FABIO POLETTI

I suoi più stretti collaboratori temevano il peggio come si sente in un’intercettazione: «A fare il prestanome per lui c’è la galera quasi certa». Detto fatto. Ventuno le persone finire in carcere o agli arresti domiciliari in un’operazione della Guardia di finanza con la Procur di Monza. In manette finisce ocvviamente anche «lui», Giuseppe Malaspina, imprenditore calabrese trapiantato in Brianza, re delle costruzioni con un passato da assassino per un omicidio compiuto nel 1976 e per il quale ha scontato 14 anni di carcere.

Domus aurea il nome dell’operazione che fa riferimento alle manie di grandezza del costruttore che, in un gioco di scatole cinesi societarie, è riuscito in pochi anni ad emettere fatture false per 95 milioni, distrarre un patrimonio per 234 milioni ed evadere imposte per 10 milioni. Nell’operazione condotta a Milano, Monza, Lecco, Bologna, Asti e Reggio Calabria contestati i reati di bancarotta fraudolenta, frode ficale e riciclaggio. Tra gli arresti eccellenti anche l’ex giudice fallimentare di Monza Gerardo Perrillo, diventato poi avvocato e uno dei più stretti collaboratori del costruttore.

Oltre ale misure cautelari i magistrati di Monza Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo hanno ottenuto il sequestro di alcuni immobili legati alla società Ideo srl, la holding di tutto l’affare, e ad altre società fittizie. Sequestrato l’hotel Gritti di Milano e il lussuoso Cà Sagredo di Venezia, diventato ancora più famoso con l’allestimento legato alla Biennale d’Arte di due mani rapaci che simbolicamente si aggrappano alla struttura. In un’azienda di Vimercate riconducibile a prestanome del costruttore la Guardia di finanza ha trovato un camion e una ruspa carichi di documenti contabili che l’organizzazione stava cercando di far sparire. All’origine della vicenda l’esposto di una lista civica di opposizione di Correzzana in provincia di Monza contro il sindaco Mario Corbetta per alcune autorizzazioni comunali immobiliari, reato a oggi prescritto.

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 361

6 MAGGIO 2018:IL MICCI E’ SPARITO

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ANCORA NON SO NIENTE DEL MIO GATTINO,MAI E’ MANCATO TANTO TEMPO,MAI HA DORMITO UNA NOTTE FUORI CASA ED E’  UNA SETTIMANA E UN GIORNO CHE NON VIENE.LE SPERANZE DI TROVARLO CON VITA SONO NULLE MA IO NON SMETTERO MAI DI ASPETTARLO,NON SMETTERO MAI DI CERCARLO,AIUTATEMI,VI RICOMPENSERO.AIUTATEMI A SAPERE O A TROVARLO:VIVO O MORTO.

6 MAGGIO 2018:TROVATO IL NOME DELL’ASSASSINO DI BERLUSCONI,SI CHIAMA FRANCO BERNABE,CONSULTAZIONI

-SU LA STAMPA:ULTIMO MOMENTO

Di Maio apre al governo con la Lega: ok a un premier terzo, ma senza Berlusconi

Il leader M5S pronto al passo indietro pur di far partire l’esecutivo. Ora il nodo è la risposta di Salvini
ANSA
 
Pubblicato il 06/05/2018
Ultima modifica il 06/05/2018 alle ore 23:14

Il Movimento 5 Stelle è pronto a un governo politico con la Lega, guidato da «un premier terzo scelto con Salvini», con un impegno su un programma, ma «senza Berlusconi», e dice no a qualsiasi ipotesi di «governo del presidente». È la linea espressa dal leder politico, Luigi Di Maio, intervistato a In Mezz’Ora su Rai Tre, confermando quanto scritto oggi e un mese fa su La Stampa.

«Se il punto è realizzare cose per gli italiani, fare un programma, e quell’ostacolo è Luigi Di Maio premier, come ho detto scegliamo insieme un presidente del consiglio che non sia io», ha detto rispondendo alle domande di Lucia Annunziata.

I tre punti del programma richiesti da Di Maio per fare il passo indietro sono il reddito di cittadinanza, l’abolizione della legge Fornero e «una legge anticorruzione».

Di Maio ha ribadito di voler arrivare a una soluzione per evitare «un altro algido governo tecnico, che noi non voteremo». Quanto a Berlusconi, Di Maio ha affermato: «Io faccio un passo indietro, Salvini fa un passo indietro, ma c’è un altro che deve fare un passo indietro» riferendosi proprio al leader di Forza Italia. Il leader del Movimento 5 Stelle ha spiegato di avere parlato a Salvini di questa possibilità «un po’ di tempo fa» e ha ricordato che «il dialogo con Salvini non è andato avanti perché c’è il tema del centrodestra».

Ora la palla torna nel campo della Lega, che dovrà esprimersi sulle parole di Di Maio. «Se arrivasse una chiusura – ribadisce il leader politico – il M5S non avrebbe nessun problema a tornare al voto».

Di Maio ha anche provato a giustificare l’uscita di Beppe Grillo sul referendum per l’uscita dall’Euro: «Se il M5s viene escluso dal governo e messo in disparte, è chiaro che si presentano alcune istanze con altri strumenti di democrazia diretta o iperdiretta».

http:.lastampa.it/2018/05/06/italia/di-maio-apre-al-governo-con-la-lega-ok-a-un-premier-terzo-ma-senza-berlusconi-dXY6yN4hcUyiooiIwk65pM/pagina.html
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-ANNESSO:SU LA STAMPA,”UN MESE FA”

Premier terzo, con la Lega. La via d’uscita di Casaleggio

Dietro l’addio di Giannuli la presa d’atto dell’intesa. Il leghista Giorgetti, che tiene i contatti: opzione possibile, a patto sia un politico

Doppio mandato: la regola resta, lo ha deciso Grillo, in un recentissimo vertice M5S. E questo costringe Di Maio nella posizione di doversi giocare il tutto per tutto in questo giro. Casaleggio intanto attende, facendo in giro discorsi sovranisti in economia, che entusiasmano il mondo leghista

 
Pubblicato il 06/04/2018
Ultima modifica il 06/04/2018 alle ore 08:05
Jacopo Iacoboni

Il Movimento è una macchina in leasing, la guida Luigi Di Maio, ma le chiavi sono nelle mani di un’altra persona, colui che detiene la presidenza della piattaforma online su cui gira tutta la vita di questa forza politica: i dati, gli iscritti, le votazioni online, i link ai social network, le candidature. Ecco, qual è la strategia dell’uomo che ha queste chiavi, Davide Casaleggio, in questa difficile crisi per formare una maggioranza?

Casaleggio jr ripete in questi giorni: «Il Movimento ormai è una forza di governo, e deve governare». È finito il tempo dell’opposizione. In questo c’è una differenza anche caratteriale con Beppe Grillo, che non s’è mai tanto posto il problema di andare al governo, mentre invece Davide marcia in sintonia con Di Maio. Tuttavia, mentre Di Maio gioca il tutto per tutta in una partita ormai solitaria, Davide ha un’altra strada davanti più che buona. Per capirlo dobbiamo seguire tre passaggi.

Il primo è una discussione, avvenuta molto di recente, tra Grillo, Casaleggio jr e Di Maio. Tema: il limite del doppio mandato, la regola fondativa del Movimento, voluta da Casaleggio sr e da Grillo, non amatissima dai leader parlamentari, più volte messa nel mirino (si arrivò anche a proporre di interpretare il vincolo del doppio mandato nel senso di dieci anni pieni nelle istituzioni). Bene, il confronto ha avuto questo esito: la regola del doppio mandato resiste. È stato Grillo in persona a decidere che «questa cosa non si tocca, non possiamo cambiare anche questo». A Casaleggio la cosa torna utile, gli consente di tenere a bada un’eccessiva presa di potere di Di Maio. E qui veniamo al secondo punto.

VIDEO:Di Maio entra alla camera e scherza con il cronista:”il mondo finisce qui”

ANSA

L’irrigidimento di Di Maio in questi ultimi giorni – lui come unico premier possibile – è stato in parte conseguenza diretta della conferma del limite del doppio mandato: Di Maio sa di doversi giocare tutte le sue carte adesso. Anche se ieri, all’uscita dal colloquio con Sergio Mattarella, è parso più flessibile; magari solo per opportunità.

Qui arriviamo al terzo tassello del puzzle: come si muove Casaleggio jr in tutto questo? Attende, senza slanci, molto concreto. Sostiene Di Maio; ma se la situazione si dovesse piantare sul suo nome, la sua consonanza con la Lega ha fatto enormi passi avanti, e lui potrebbe accettare «un premier terzo», indicato da M5S-Lega, ne sono convinti anche dentro il M5S, al di là delle smentite di facciata. Ciò che è solido è l’intesa sua con la Lega. Già c’era un’affinità, storica, tra il Carroccio e Casaleggio sr: Roberto diceva ai suoi dipendenti: «Sapete perché la Lega ebbe il successo che ebbe? Perché era nei bar, all’inizio c’erano quattro gatti a sentire Bossi. Ve lo dico perché uno di questi quattro gatti ero io». Ora la sintonia è evidente anche nei temi.

VIDEO:”Luigi premier?E’ quello che ci hanno detto 11 milioni di elettori”

ANSA

Casaleggio jr sa che i sondaggi parlano chiaro: metà dell’elettorato grillino (il 46%, fonte Demopolis) vuole un accordo con la Lega, solo il 18% col Pd, e appena il 25% vuole tornare alle urne. E fa in giro discorsi sovranisti in economia: in un forum recente a porte chiuse ha proposto in Italia, sul modello francese, la creazione di una Banca Pubblica di Investimento che faccia ordine tra tutte le finanziarie statali locali: «Il nostro Paese possiede già tutte le soluzioni al problema del finanziamento dell’innovazione. Ma il coinvolgimento di attori esteri come advisor, il finanziamento statale di soggetti esteri e gli investimenti all’estero e non in Italia da parte dei fondi istituzionali italiani sono sicuramente parte di questo problema». Musica per Salvini. In più, gira il mondo presentando la piattaforma Rousseau nell’ipotesi che possa diventare commercialmente appetibile anche in altri Paesi, per altri partiti.

Rivelatrice, in questo scenario, l’uscita dello storico Aldo Giannuli, che ha abbandonato il M5S. Giannuli – che era amico di Roberto, ed era davvero interno ai meccanismi dell’azienda, e anche di recente pranzava con Davide – ha osservato: «Il M5s delle origini si diceva “né di destra né di sinistra”, ma in realtà ospitava nel suo seno sia destra che sinistra, oggi quella ambiguità è sciolta e, pur continuando a dirsi né di destra né di sinistra, il Movimento sta imboccando una strada decisamente di destra». Dove, al di là della ricostruzione opinabile, ciò che conta è la sicurezza con cui Giannuli, che sa le cose, ci sta dicendo, assertivamente, che il M5S è andato a destra. Destra significa, qui: intesa di fondo con la Lega.

VIDEO:Il peggior rischio per l’economia italiana e’ in governo tra M5S e Lega

ANSA

L’uomo che più sta tessendo i contatti tra mondo leghista e il mondo milanese del M5S è Giancarlo Giorgetti. L’opzione di una premiership affidata a un terzo rispetto ai due leader di partito, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, in un governo della Lega con i 5 Stelle, «può avere un senso», ha spiegato; a condizione che «la persona che guida il governo abbia una legittimazione da parte degli italiani: non può essere un tecnico o un professore». Non pare possa essere Franco Bernabè, pure stimatissimo, in Casaleggio.

FAITES INTERNES 1:CONTINUATON 360

23 APRILE 2018:MOLISE,LINGUAGGIO E METALINGUAGGIO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

REGIONALI

Molise al centrodestra: Toma vince col 43,5%. Il M5S in calo rispetto alle politiche, Pd al 9%

I risultati Fi ha più voti della Lega. Crollo affluenza di GIOVANNI GAGLIARDI Il commento Zavorre sul governo di STEFANO CAPPELLINI Reportage Dal Friuli nero dall’inviato GIAMPAOLO VISETTI

VIDEO
Berlusconi e la saggezza del pastore molisano: “La vecchiaia arriva” 
Il confronto Risultati nella regione alle politiche
REAZIONE:
1-COME SI PUO DIRE CHE HA VINTO IL “CENTRO-DESTRA” QUANDO IL 5 STELLE HA PRESO IL 38 E IL PD IL 9?
VERO E’ CHE DOVUTO ALLA LEGGE ELETTORALE PRESIDENZIALISTA FATTA ALL’AMUCCHIATA FRA GALLI E MEZZE NOTTI CHI PRENDE UN VOTO IN PIU DIVENDRA GOVERNATORE MA MAI E POI MAI SI DEVE DIRE CHE HA VINTO IL CENTRO-DESTRA.HA VINTO TOMA E BASTA.SE NO,PERCHE NON DIRE CHE HA VINTO IL CENTRO-SINISTRA?CHI HA DETTO CHE IL NOSTRO SISTEMA E’ A TRE GAMBE?NO,SOLO NAPOLITANO LO HA DETTO PERO IN REALTA COME HO GIA SPIEGATO IL M5S E’ IL PARAFULMINE DEL SISTEMA NO LA TERZA GAMBA ANTISISTEMA DI UN SISTEMA A TRE.CHI HA DETTO CHE M5 STELLE E PD NON POSSONO ALLEARSI NEL CENTROSINISTRA?E PROPIO IN QUESTE ORE PER MANDATO DI MATTARELLA CI PROVA FICO A FARLO.(1)
FIN QUI QUANTO RIGUARDA ALLA SEMANTICA POLITICA.VEDIAMO ORA COSA SUCCEDE CON LE AUTONOMIE,IL FEDERALISMO E LA NOSTRA CONSTITUZIONE.

(1)CHI NEGA L’ESSISTENZA DI UN CENTROSINISTRA PARLA DEL M5S COME UN SOPRAVISSUTO DELLA DC CON PRATTICHE DI PRIMA REPUBBLICA.

2-NON MI STANCHERO MAI DI RINFRESCARVI LA MEMORIA CHE LA NOSTRA CONSTITUZIONE NON E’ FEDERALISTA MA CENTRALISTRA,CHE IL POTERE RISIEDE A ROMA,E SI ESSERCITA TRA L’ALTRO TRAMITE LE COMUNI,UNA FITTA RETE CAPILARE DI COMUNI,E CHE IL GOVERNATORE E’ CARENTE DI POTERE REALE,POCO PIU CHE UNA CARICA SIMBOLICA,TRANNE CHE NELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE,AUTONOMI?ALLORA,CHE SE NE FREGA SE TOMA HA DIVENTATO GOVERNATORE O NO A SCOPO DELLE ELEZIONI POLITICHE? IL MOLISE NON E’ REGIONE AUTONOMA.
E RISPETTARE LE AUTONOMIE SI DEVE INSEGNARE A SALVINI.LE AUTONOMIE E LA CONSTITUZIONE…(2)

(2)I NOSTRI PADRI COSTITUENTI SONO STATI SAGGI E PER EVITARE PERSONALIMI(STALIN,CIAUCESCU,CASTRO,PIN-YONG-YANG,ECC)E AUTORITARISMI(MUSSOLINI,HITLER,ECC)HA SANCITO UN SISTEMA PARLAMENTARE,UNA ESTESA E INTENSA RETE DI COMUNI E ALCUNE REGIONI A STATUTO SPECIALE.ECCO IL SISTEMA CHE IL CENTRODESTRA E IL COMUNISMO,VOGLIONO ABBATTERE PER UN SISTEMA PRESIDENZIALISTA.

SU QUESTO BERLUSCONI E NAPOLITANO SI SONO MESI DI ACCORDO E HANNO SANCITO LE LARGHE INTESE E UNA PRAXIS POLITICA AUTORITARIA(BERLUSCONI-RENZI)OLTRE CHE IRRESPETTUOSI DELLE AUTONOMIE(AD ESSEMPIO SUL MOUS IN SICILIA) E PARA-FEDERALISTA(LE MACROREGIONI O IL REFERENDUM IN VENETO E LOMBARDIA E LA AUTONOMIA ALLA EMILIA ROMANIA)

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-APPENDICE:LE CITTA SANTUARIO,IL FEDERALISMO RISPETTI LE AUTONOMIE STATUALI
-SU THE WASHINGTON TIMES:
 REAZIONE:GLI USA SONO UN PAESE FEDERALE,WASHINGTON DEVE RESPETTARE LE AUTONOMIE STATUALI,FIGURIAMOCI IN ITALIA


24 APRILE 2016:NO,LA MAFIA E’ VITTIMA DI BERLUSCONI(E LEGA)

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REAZIONE:CHI LANCIA QUESTA PROPAGANDA VUOLE INFLUENZIARE LE CONSULTAZONI APROFITTANDOSENE DEI SENTIMENTI DI MATTARELLA CHE HA UN FRATELLO UCCISO IN LITE DI MAFIA,MA E’  VOX POPOLI CHE FRA IL CLAN BERLUSCONI-BOSSI-MORATTI-DELLA VALLE E I CLAN MAFIOSI DEL SUD LA SOLA DIFFERENZA E’ L’APPARTENENZA DI QUESTO ULTIMO AL NORD E LA PRETESA DI SENTIRSI MIGLIORI,CIO’E’, IL SUO EGOISMO.LO HA DIMOSTRATO LA NOSTRA GIUSTIZIA.
AVVICINANDOSI A BERLUSCONI LA MAFIA SI HA RESO LA VITTIMA DEI SUOI SENTIMENTI DISCRIMINATORIE NAZIONAL-FASCISTA E,SOPRATUTTO,XENOFOBI VERSO IL MERIDIONE E IL SUO INTERNAZIONALISMO MIGRATORIO.
DIFFERENZE IDEOLOGICHE FRA BERLUSCONI,SALVINI,BOSSI E LA LEGA NON CI SONO TRANNE QUELLE PARENTALI:E “TUTTU U MUNNU E’ UN PAESE”.

24 APRILE 2017:DUE GIORGIO RICOVERATI IN FRETTA

1-GIORGIO NAPOLITANO

-SU LA STAMPA

Napolitano operato d’urgenza al cuore

Il Presidente emerito della Repubblica ha accusato forti dolori al petto
ANSA

Giorgio Napolitano

Pubblicato il 24/04/2018
Ultima modifica il 24/04/2018 alle ore 23:18
Intervento al cuore per il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano dopo che era stato stato ricoverato d’urgenza questa sera al San Camillo di Roma per un problema cardiaco. L’ex capo dello Stato, che ha 92 anni, ha avuto un malore nel pomeriggio, con forti dolori al petto. Dopo una visita del suo cardiologo di fiducia e i primi accertamenti sanitari, ne è stato deciso il ricovero nel reparto del professor Francesco Musumeci per un problema all’aorta. Poi la decisione di intervenire chirurgicamente.

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25 APRILE 2018:BUON GIORNO DI LIBERAZIONE A TUTTI GLI ITALIANI

25 APRILE 2018:MI RACCOMANDO,LEGGI
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-SU BUSINESS INSIDER(ITALIA):
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Macron ha sostituito Merkel come ‘migliore amico’ degli Usa. E per la Germania sono guai

Andreas Baumer,9 ORE,1036
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In tempi di guerra la Germania da tempo interpreta il ruolo di spalla. Quando gli Stati Uniti hanno bisogno di supporto militare, la cancelliera è l’ultima che viene avvertita. Nel momento in cui Donald Trump era alla ricerca di partner per un raid militare contro il presidente siriano, non ha nemmeno contattato Berlino. Probabilmente a ragione: il governo federale ha deciso in fretta di non partecipare. Già ai tempi dell’intervento in Libia nel 2011 la Germania aveva rifiutato il supporto, così come durante la guerra in Iraq nel 2003. Il Paese è una potenza economica, ma resta ben lontano dall’esserlo sul piano militare.

L’esitazione della politica tedesca ha in realtà ottime ragioni. La Germania ha già causato grandi danni in passato. Inoltre, la maggioranza della popolazione non è a favore di eventuali interventi militari. La questione è anche se il supporto tedesco sarebbe veramente utile a spedizioni mirate: molti esperti come l’ex ambasciatore americano John Kornblum ne dubitano. Nonostante tutto, il più potente degli alleati del Paese, gli Stati Uniti, è sempre meno bendisposto nei confronti della Germania.

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Leggi anche: ‘L’asse Francia-Germania non esiste e l’Europa sta imbarbarendo a causa del dominio tedesco’. Intervista con Giulio Sapelli

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Tra Merkel e Trump non c’è intesa
Per l’ex presidente Barack Obama Angela Merkel è stata la più importante alleata europea. Ha concluso il suo ultimo viaggio ufficiale con una visita a Berlino, e anche l’ultima telefonata che ha fatto dalla Casa Bianca è stata con la cancelliera. Angela Merkel a inizio 2017 si era guadagnata il titolo di “leader del mondo libero“: quei tempi sono ormai passati.

Donald Trump in Europa si è fatto un nuovo amico, Emmanuel Macron. I due hanno molte cose in comune: scelgono parole chiare, prendono posizioni nette e amano la pompa magna. Macron ha invitato Trump a Parigi per la festa nazionale del 14 luglio. Insieme hanno assistito a una grande parata militare. L’intesa era così perfetta che alla fine non riuscivano a lasciarsi, tanto da staccarsi quasi le braccia a forza di strette di mano. Ancora mesi dopo Trump parlava con entusiasmo della sua visita parigina.

Gli equilibri atlantici sono cambiati. La settimana scorsa, ancora prima di chiamare il Regno Unito, tradizionale alleato, per avere sostegno militare, Trump ha telefonato a Macron. Il presidente francese ha accettato di partecipare all’intervento. Pochi giorni dopo Regno Unito, Francia e Stati Uniti hanno preso di mira i luoghi di produzione di armi chimiche. E per la Germania solo critiche. “La Germania avrebbe dovuto partecipare all’alleanza“, ha scritto su Twitter Richard Grenell, che secondo i piani di Trump dovrebbe a breve diventare il nuovo ambasciatore americano a Berlino.

—TWEET

Richard Grenell

@RichardGrenell

French and British forces join the U.S. in striking Syria for a heinous chemical weapons attack on civilians. Germany should have joined this P3 group, too.

22:10 – 13 apr 2018

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Merkel, la gelida stratega, è in difficoltà con l’impulsivo presidente americano. Il primo incontro tra i due è stato freddo, si dice. Subito dopo essersi salutati, Trump aveva pubblicato un tagliente tweet di congedo: “La Germania deve alla Nato cifre enormi e gli Stati Uniti dovrebbero ricevere più soldi per l’ampia – e costosa – protezione di cui beneficia la Germania”, ha digitato il presidente, visibilmente arrabbiato.

Merkel debole come non mai
Sempre più spesso Trump insiste sul deficit commerciale dell’America rispetto alla Germania o minaccia dazi nei confronti dell’industria automobilistica tedesca e altre importanti settori economici. Fino a questo momento l’Europa è riuscita a respingere le sanzioni commerciali, ma il prossimo ultimatum sta già per scadere. Entro il primo maggio Trump si aspetta concessioni da parte dell’Unione Europea, altrimenti potrebbero effettivamente entrare in atto i dazi su acciaio e alluminio promessi da Trump. Ci sarebbe di nuovo il rischio di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Europa, un incubo per l’industria tedesca, per cui l’export rimane indispensabile.

Proprio ora che l’economia tedesca avrebbe bisogno di Merkel, il suo influsso sulla politica americana sembra diminuire a vista d’occhio. La cancelliera ha iniziato il quarto mandato indebolita, mai ha avuto tanti problemi a formare un governo. Raramente è apparsa così impotente.

Macron ha colto l’attimo. In Europa ormai la forza propulsiva è lui, non Merkel. È lui che è stato accolto in pompa magna alla Casa Bianca, non la cancelliera. A Washington, Macron tenterà nuovamente di ammorbidire il presidente, per allontanare il rischio di dazi contro l’Unione europea. Macron ha già dimostrato in passato di essere capace, e soprattutto di avere quel che finora è mancato a Merkel nel rapporto con Trump: forza di persuasione e fascino.
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https:it.businessinsider.com/macron-ha-sostituito-merkel-come-migliore-amico-degli-usa-e-per-la-germania-sono-guai/

-ANNESSO 1:SU BI,ITALIA

‘L’asse Francia-Germania non esiste e l’Europa sta imbarbarendo a causa del dominio tedesco’. Intervista con Giulio SapelliE

*Edoardo Toffoletto

*22/4/2018 6:00:46 AM

Giulio Sapelli. Maria Laura Antonelli / Agf

Su queste pagine abbiamo seguito da vicino gli intrecci degli sviluppi delle relazioni franco-tedesche,dalla candidatura di Martin Schulz nel febbraio del 2017 fino alle elezioni tedesche che hanno ricondotto ad una nuova Grande Coalizione, che il 10 aprile si è riunita nel castello di Meseberg per discutere congiuntamente del programma da seguire nei prossimi mesi: si discute in primo luogo di lavoro e di questioni di sicurezza a livello europeo e di Nato.

Per più di un anno la stampa internazionale ha dato molta attenzione al “motore franco-tedesco” o “asse franco-tedesco”, riponendo in esso grandi aspettative per una ripresa non soltanto economica, ma anche politica del progetto europeo. Tuttavia, ad oggi, gli effetti di tale asse europeo sembrano non avere seguito; e forse, mai ne avranno.

Ci rivolgiamo a Giulio Sapelli, attualmente ricercatore associato presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, dopo una lunga carriera tra l’accademia e l’impresa, per orientarci sulle ragioni dell’assenza dell’Europa come attore geopolitico sulla scena internazionale. Tematiche che hanno guidato la ricerca dell’autore nelle sue ultime pubblicazioni da Dove va il mondo? Per una storia mondiale del presente (Guerini e Associati, 2013), Frattali. L’età dell’instabilità mondiale (goWare, 2017), Un nuovo mondo. La rivoluzione di Trump e i suoi effetti globali (Guerini e Associati, 2017) fino alla sua ultima pubblicazione Oltre il capitalismo. Macchine, lavoro, proprietà (Guerini e Associati, 2018), dove l’autore sottolinea l’importanza della biodiversità delle forme d’organizzazione dell’impresa come antidoto contro la tirannia di un capitalismo finanziario, in cui riemergono forme di neo-schiavismo.

Le crisi geopolitiche attuali derivano dal mancato ‘Congresso di Vienna’ post-Urss

Edoardo Toffoletto: Cosa pensa degli attuali rapporti tra Francia e Germania? Soprattutto considerando che l’Europa come soggetto geopolitico, se radicato sul duopolio franco-tedesco, sembra essere in attrito, come lei spesso ricorda, con gli equilibri internazionali retti dalla Nato, dunque come si dovrebbe porre l’Europa come soggetto geopolitico sulla scena internazionale?

Giulio Sapelli: Diciamo che la domanda è mal posta, non perché lei la pone male, ma perché è una domanda che non ha il suo ubi consistam – il suo punto d’appoggio. Perché in Europa c’è un grande squilibrio di potenza, derivato fondamentalmente da due fattori, uno esterno e uno interno all’Europa:

Il primo fattore è che gli Americani, crollata l’Unione Sovietica, non hanno dato luogo a quello che probabilmente Ronald Reagan e Gorbaciov si erano impegnati a fare, cioè un nuovo Congresso di Vienna che sistemasse il mondo; non si può, in effetti, dopo il crollo di una superpotenza, quale era l’Urss, non rimettersi ad un tavolo e definire il nuovo ordine mondiale.

Poliziotti della Germania Est al muro lungo Bernauer Strasse nel settembre del 1961. Edwin Reichert/AP

Nel Pacifico si sarebbero accorti per esempio che la Russia, anche se non c’è più la guerra fredda, con Vladivostok è a 20 chilometri dai confini della Corea del Nord. Ci saremmo potuti evitare la pagliacciata di questi ultimi tempi per la quale si afferma che Kim Jong-Un dipenda dalla Cina, e non si ricorda che il nonno di Kim Jong-Un era un funzionario dell’internazionale comunista. Quindi la Corea del Nord è frutto della Russia e dell’Iran, non ha alcun rapporto con la Cina. Se ci fosse stato quell’accordo internazionale post-Urss, di cui parlo, la Russia, gli Usa e le potenze europee avrebbero forse sistemato questa zona del Pacifico, dato uno status al Giappone, e avrebbero cominciato a fare un accordo di denuclearizzazione, di cui tanto si parla in questi giorni per quanto riguarda l’Iran per arrivare fino alla Corea del Nord…

Kim Il Sung, nonno di Kim Jong Un, nel 1956. Wikimedia Commons

Gli Americani si sono illusi, come spiega bene David Calleo (Follies of Power: America’s Unipolar Fantasy, Cambridge University Press, 2009), di un possibile ordine mondiale unipolare. Con relative appendici ideologiche, come la tesi di Francis Fukuyama, che sosteneva, all’indomani del crollo del muro di Berlino, che il neo-liberalismo dispiegato avrebbe segnato la fine della storia. Gli Stati Uniti sono in preda (sono stati in preda) a un potere dinastico dai Clinton, Bush fino agli Obama, che hanno posto le basi per la distruzione della potenza più grande del mondo: con la finanziarizzazione dell’economia e con l’unipolarismo.

Toffoletto: E il secondo il fattore?

Sapelli: Il secondo fattore, quello interno, si potrebbe dire, è una conseguenza del mancato accordo internazionale post-Urss. Infatti, è per questo che non hanno affrontato il nodo che adesso emerge, e da cui deriva la sua domanda: non ci può essere uno squilibrio di potenza così a favore della Germania in Europa: questa è una cosa cheha sempre provocato guerre. E sostengo, sfidando chiunque all’onere della prova, che la retorica che l’unità europea ha impedito la guerra è falsa. Infatti, proprio questo squilibrio di potenza ha fatto sì che, a 70 chilometri da Trieste, le donne serbe evirassero con delle scatole di conserva i mussulmani, così abbiamo avuto SrebrenicaSe questa non è guerra… questo è avvenuto perché la Germania ha riconosciuto la Croazia dimenticandosi, prima di farlo, che doveva mettersi d’accordo con la Francia e coi russi
Mi ricordo De Michelis (Ministro degli Esteri nei primi anni Novanta ndr) che piangeva davanti a me, che per caso l’avevo incontrato, e che diceva: “guarda un po’ cosa m’hanno fatto questi [i Tedeschi]”; lui, che era un uomo molto intelligente, capiva che l’unica speranza era di fare una grande Jugoslavia. Però i Tedeschi dovevano star fermi, quindi loro hanno macchiato di sangue l’Europa. Naturalmente non col loro sangue, ma con quello degli altri.

Una donna prega nel cimitreo e memoriale di Potocari vicino a Srebrenica, dove sono sotterrate molte delle oltre 8 mila vittime del genocidio perpetrato dall’esercito serbo, comandato da Ratko Mladic, ai danni di civili bosniaci. Matej Divizna/Getty Images

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Toffoletto: Se l’unità europea non ha portato la pace, in che modo si può pensare oggi l’Europa?

Sapelli: In primo luogo, bisognerebbe partire soprattutto dall’Europa così come è adesso, con questo squilibrio di potenza a favore della Germania, frutto degli errori Americani. In secondo luogo, è sbagliato dire che c’è un asse franco-tedesco: c’è una dominazione tedesca, a cui e contro cui la Francia si leva con grandi contraddizioni al suo interno.

Vediamo la sostanza delle cose. In un paese come la Francia, che è il cuore politico dell’Europa, poiché la Germania sarà il cuore economico, ma quello politico è la Francia, il fatto che 24 milioni di persone non votino, ma ne votino solo 22, non significa che c’è la divisione del popolo francese, ma una profonda divisione nell’establishment francese. Inoltre, ci si dovrebbe soffermare sul primo atto di Macron, il quale, appena nominato, licenzia il capo di Stato Maggiore, de Villiers. Quest’ultimo ha un fratello senatore o deputato, che è un uomo forte del gaullismo, diciamo, sarkosiano, e ancora prima chirachiano. Questi elementi dovrebbero far pensare a qualche cosa: la Francia è terribilmente divisa.

Toffoletto: Per tenere insieme gli elementi dei fattori esterni ed interni che contribuiscono all’assenza dell’Europa come soggetto geopolitico sulla scena internazionale, come si posizionano la Francia e la Germania di fronte agli Usa?

Sapelli: Mentre la Germania si è schierata contro gli Stati Uniti, di fatto, i francesi sebbene non abbiano partecipato all’insulso bombardamento dell’Iraq del 2003, hanno molti legami con gli Stati Uniti: la Francia è una delle potenze più legate agli Stati Uniti, dai tempi di Aristide Briand, quando Pierre Mendès France scrisse negli anni ‘30, quel libro famoso, La Banque Internationale, in cui si prende atto che si deve governare il flusso di capitali con l’accordo degli Stati Uniti; in seguito, Jean Monnet, è l’uomo che de Gaulle usa per avere rapporti con gli Stati Uniti.
Il funzionalismo à la Monnet, che è stato un errore catastrofico, con cui si è unificata l’Europa, né federalista, né confederale, però aveva alla base sempre l’occhio a cosa dicevano gli Stati Uniti.

Quindi l’asse franco-tedesco non esiste. C’è una dominazione tedesca. Inoltre, si deve considerare che la Francia è l’unica nazione europea, forse l’unica al mondo, dove tra stato e nazione c’è una contiguità: dove lo state building si è costruito su una nation building. I tedeschi, figurati… nel 1848 la Prussia fa uno Zollverein – un’unione doganale tra i Länder tedeschi – poi prima del 1870 i tedeschi non esistono. La Spagna durante la guerra di successione spagnola (1701-1714) era spaccata tra Borboni e Hohenzollern. Quindi la Francia è l’unica nazione europea. Ma la Francia è oggi molto preoccupata. Di qui l’Europa chiaramente non può avere alcuna forza per esprimere una volontà coerente sulla scena internazionale.

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Germania dominante, ma non egemonica perché le manca il potere culturale

Toffoletto: Il dibattito tedesco mostra una certa superficialità quando si tratta di tematizzare le tensioni geopolitiche. Sembra esserci una generale rinuncia al pensiero strategico; anche nell’ambito della ricerca universitaria vi è una sudditanza al pensiero anglo-americano nel senso più deteriore: perfino un rinnegamento della propria storia culturale. Lei cosa ne pensa?

Sapelli: In effetti, l’altra grande questione è la deflazione. La deflazione usata dai tedeschi per mantenere il proprio surplus commerciale, che poi non usano accecati dall’ideologia ordo-liberale. La storia tedesca stessa falsifica l’ipotesi marxista che il centro della società sia l’economia: i problemi legati all’imposizione su scala europea della politica economica tedesca mostrano quanto il problema sia prima di tutto culturale, vale a dire lo spazio simbolico dentro il quale situare l’attività economica. Pur essendo la nazione dominante, non riescono a essere leader, quindi c’è un difetto di egemonia, loro esercitano un dominio, ma non riescono ad avere un potere egemonico, perché non hanno più un potere culturale, come le sue osservazioni dimostrano. L’ultimo che si è accorto di questo è stato Helmut Schmidt, che critica il Governatore della Bundesbank con la seguente osservazione: “Lei pensa che si possa entrare in Europa senza un’idea, con solo l’approccio monetario?”. Questo è quello che è avvenuto.

Toffoletto: Riprendendo questo problema da un angolo prettamente geopolitico, mi ricordo che Der Spiegel si stupiva di quanto la questione dei gasdotti Nord-Stream, in cui l’ex-Cancelliere Gerhard Schröder era invischiato in quanto consulente presso Gazprom, fosse intrinsecamente politica. Il lemma stesso Geopolitik è un tabù, ricordava Lucio Caracciolo su un editoriale di Limes. Come è possibile stupirsi che i rapporti economici, e soprattutto le questioni energetiche, siano eminentemente (geo-)politiche?

Sapelli: Ma la geopolitica per loro significa nazismo, così come anche a livello artistico e culturale, nella stessa Bayreuth, si può osservare nella scenografia la negazione dello spirito wagneriano. Allo stesso modo l’avanguardia nella Repubblica di Weimar diceva di non voler più fare la prima guerra mondiale e poi però è venuto Hitler. E’ un grande pericolo quello di agire rinnegando la propria cultura, come se intrinsecamente connessa con le tragedie del XX secolo, ma di questo non si discute.

Toffoletto: Mi verrebbe da dire che sarebbe meglio che la Germania attingesse nuovamente al suo immenso patrimonio culturale, ridotto spesso alle nozioni di Heimat (Patria), Volk (Popolo) o Geist (Spirito) e reso astrattamente causa degli orrori del nazismo, che su queste nozioni fondava la sua retorica. Paradossalmente, se si pensa a quanti pensatori dell’Ottocento tedesco, da Kant fino a Simmel, hanno immaginato un’Europa come Concerto delle Nazioni, il suo patrimonio culturale potrebbe essere l’antidoto all’ideologia ordo-liberale…

Sapelli: Esattamente la necessità di un’idea d’Europa che esprimeva Helmut Schmidt, la cui mancanza fa emergere il vero problema che è la mutualizzazione del debito. Naturalmente, i tedeschi non la vorranno mai; aggiungiamo che adesso anche l’Olanda si è espressa a sfavore, cioè il paese più internazionalizzato al mondo rispetto al Pil, e che per certi versi è forse più importante della Germania. Inoltre, come si può andare avanti, con un Parlamento europeo che non decide?

Toffoletto: Restano ancora oscure le motivazioni delle scelte di Macron, tra cui l’attacco al funzionariato francese e le privatizzazioni delle ferrovie (Sncf) quando il possibile interlocutore tedesco sta aprendo ad una legislatura segnata da investimenti in infrastrutture.

Emmanuel Macron durante la campagna elettorale. Jean-Philippe Ksiazek/Afp/Getty Images

Sapelli: Mi sono abbonato alla newsletter di En Marche!, la cosa che mi ha più interessato è stata che quando faceva propaganda elettorale, metteva i suoi interventi anche nelle Logge del Grande Oriente di Francia, le quali, tuttavia, lo criticavano aspramente per essere troppo un liberale di destra. La massoneria francese è nota per le sue tendenze socialiste: in effetti, il primo maggio i massoni sfilano dietro Force Ouvrière (terzo sindacato francese) a Parigi. Assieme all’America, la Francia è l’unico paese in cui la massoneria è solidale con il sindacato. Mi sono convinto quindi che Macron esprima una parte del potere francese, legata ad altri circuiti massonici più conservatori, come il Rito Scozzese Antico e Accettato, cioè la massoneria inglese legata alla Casa Reale. Eppure, mi pare che anche lì siano molto divisi. Come si fa a mettersi contro, come sta facendo lui, al funzionariato francese? Ciò non può essere coerente con una visione élitaria del potere, quale è quella massonica. I funzionari francesi non sono soltanto l’asse della Repubblica, ma del potere francese. Neanche Chirac, da plebeo che voleva smontare l’Ena (La Scuola Nazionale di Amministrazione), è riuscito a smantellare la struttura del funzionariato che è uno dei pilastri della potenza diplomatica francese. Macron veramente vuole togliere i privilegi ai funzionari…

Toffoletto: La mossa di attaccare i privilegi dei funzionari, potrebbe essere letta tra quelle “necessarie riforme” per venire incontro alla Germania?

Sapelli: Secondo me, il potere tedesco sta facendo venir fuori il peggio dell’Europa: dai nazionalismi dell’est Europa, ai Paesi Bassi fino a far venir fuori la Spagna castigliana con il suo volto franchista nel modo in cui sta trattando gli indipendentisti catalani. L’Europa sta imbarbarendo a causa del dominio tedesco… tutti questi fenomeni, includendo l’auto-devertebrazione dello Stato francese operata da Macron, non dovrebbero essere compresi come echi del pilota automatico imposto dalla Germania all’Europa?

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Il futuro dell’Europa è in Africa

Toffoletto: In mezzo a queste scissioni e squilibri di potere, quale sarà il criterio per capire se l’Europa riuscirà a trovare una sua coerenza geopolitica?

Sapelli: Il futuro dell’Europa si misura rispetto all’Africa e il fatto che ci sia un’Europa così divisa è tragico. Si parla di Piano Marshall verso l’Africa, ma come è possibile se stiamo ancora a discutere della mutualizzazione del debito? Abbiamo stanziato 4 miliardi per il Piano Marshall per l’Africa, ma vi ricordate cos’era il Piano Marshall, altro che 4 miliardi, 40.000 miliardi! Per questo bisogna cambiare paradigma rispetto al problema del debito…

Poi i tedeschi ritorneranno in Africa, e lì dovranno essere armati, si parla di riarmo, come la mettiamo con la Nato?

Migranti soccorsi da una nave italiana in attesa di sbarcare al porto di Catania. 21 marzo 2017. Giovanni Isolino/AFP/Getty Images
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La schizofrenia della geopolitica del regno unito

Toffoletto: Lei ha sempre dato importanza alla Brexit, sottolineandone le profonde radici storico-culturali. Come si situa il Regno Unito nel plesso delle relazioni internazionali?

Sapelli: La questione è qui ancora più complicata. Per un verso la storia così torna al suo posto: l’Inghilterra non ha mai avuto alcun legame con l’Europa, si è semmai sempre preoccupata che non vi fosse uno squilibrio di potenza al suo interno, per esempio a causa dei tedeschi, e quindi creando alleanze con la Francia. Anche il Regno Unito però ora è in una crisi spaventosa: aspirano a ricostituire l’anglosfera tramite un rapporto stretto con gli Americani; però lo vogliono avere contestualmente con i cinesi, con la Cina. Il che non può andare d’accordo. I rapporti simbolici nelle relazioni internazionali, come anche nelle relazioni sociali sono importanti. Il Regno Unito, nella persona della Regina Elisabetta II, non può accogliere con la carrozza reale Xi Jinping: dare a lui quel dono simbolico, avrebbe detto Levi-Strauss, che non ha mai dato a nessuno. E allo stesso tempo, il Regno Unito vuole fare l’anglosfera? Chiaramente è una strategia che confligge con la posizione americana.

Toffoletto: Quali sono le cause della crisi di un paese, il Regno Unito, che ha plasmato con il suo Impero la storia a cavallo tra il XIX e il XX secolo?

Sapelli: Torno un po’ in maniera ossessiva a quello che dicevo prima: il fatto che non si è impegnata anche la Gran Bretagna in quel famoso Congresso di Vienna, che si doveva fare, fa sì che l’Inghilterra abbia perso profondamente il suo ubi consistam. E passa una crisi come quella che passava con il canale di Suez negli anni ’50, quando con la Francia manda i paracadutisti per impedire la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte di Nasser. Gli Usa stanno a guardare, appoggiando sottobanco Nasser. Oggi, gli Stati Uniti e gli europei dovrebbero capire che il Regno Unito è in crisi, e invece insistono a continuare a dargli botte – tra Brexit dura, morbida. Le potenze europee dovrebbero capire che si tratta della crisi di un grande paese, che è poi la civilizzazione. Io dico sempre che tre cose hanno portato la civiltà: il cristianesimo, l’Impero Britannico e le multinazionali. Dove sono mancate una di queste tre cose è mancata la civilizzazione, che è una cosa scalare e non circolare come la cultura.

Toffoletto: L’atteggiamento dell’Ue di fronte alla Brexit potrebbe sempre spiegarsi attraverso il tabù del debito?

Sapelli: Sì, si ritorna sempre al feticcio del debito, come criterio ultimo delle relazioni internazionali: la storia ha mostrato che si è andato avanti condonando i debiti, non esigendoli fino all’ultimo centesimo, come l’esempio della crisi Greca ci mostra. La Germania nel XX secolo non è appunto potuta ripartire grazie agli aiuti europei e americani e la cancellazione quasi integrale dei suoi debiti di guerra?

Il leader cinese Xi Jinping. Lintao Zhang/Getty Images

Insomma, l’Inghilterra è in una crisi terribile. Perché la Cina è inaffidabile. Xi Jinping non comanda nessuno. È un pregiudizio illuministico pensare che 60 milioni di comunisti controllino solo con il terrore 1.400.000.000 di cinesi. Nella relazione al Congresso del Partito Comunista cinese, c’è scritto che si devono riportare a casa i capitali esportati. E invece, il mondo è invaso da capitali cinesi: vuol dire che non controllano neanche le shadow bank o le shadow pool, le banche finte. Gli Imperatori – basta leggere Needham, Granet – non hanno mai governato la Cina. E gli Inglesi vogliono avere un’alternativa alleandosi con la Cina? E fanno questo, mettendosi in più contro i russi?

Meno male che almeno è arrivato Trump, benché pieno di contraddizioni, dice almeno che la Cina la deve smettere di inondare il mondo con le sue merci.

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https:it.businessinsider.com/leuropa-e-il-grande-assente-sulla-scena-geopolitica-e-la-germania-ha-troppo-potere-intervista-con-giulio-sapelli/

-ANNESSO 2:SU BI(ITALIA)

Germania più vulnerabile di tutti ai dazi di Trump

*21/3/2018 7:50:10 AM

iStock

L’industria dell’auto tedesca rischia grosso. Ma Berlino continua a preoccuparsi della disciplina di bilancio degli altri paesi, a partire dall’Italia. E c’è chi pensa a una clausola di espulsione dall’euro.
Forse la Germania dovrebbero preoccuparsi di più dei dazi di Trump e meno di introdurre nei trattati clausole per l’espulsione degli indisciplinati dall’euro, come ha proposto l’economista Clemens Fuest, presidente dell’Istituto di ricerca teutonico IFO dopo l’esito delle elezioni italiane, che ha premiato i partiti ritenuti populisti e euroscettici come M5S e Lega di Matteo Salvini.
GERMANIA A RISCHIO
A leggere quello che scrive Wolfgang Münchau sul Financial Times, infatti, la Germania sta rischiando uno ‘scacco matto in due mosse’ sul fronte che finora l’ha vista stravincere nell’arena economica globale, quello delle esportazioni, che le ha fatto accumulare un surplus stellare nella bilancia commerciale. Secondo il foglio londinese color salmone, la Germania è la più vulnerabile ai dazi di Trump se il presidente americano dovesse passare, come ha annunciato, dalla penalizzazione di acciaio e alluminio che scatta venerdì a misure sulle importazioni di auto.

APPROFONDIMENTO
Misure protezionistiche, il vero rischio da seguire con attenzione

BREXIT AMARA
Il think-tank di Bruxelles Bruegel calcola che una barriera tariffaria del 35% sulle importazioni americane di auto europee costerebbe 17 miliardi di euro l’anno, il grosso a carico della Germania. Se a questo si dovesse aggiungere una Brexit ‘dura’, sarebbero dolori ancora più acuti. Secondo le statistiche più recenti, infatti, se gli Stati Uniti sono la principale destinazione delle esportazioni tedesche, la Gran Bretagna è la seconda, a livello globale.

APPROFONDIMENTO
Vichinghi indifferenti alla Brexit
EXPORT OLD STYLE
A questo si aggiunge un ulteriore problema, che la Germania, per le esportazioni, si è affidata a prodotti arrivate a fine ciclo, come per esempio le auto diesel, destinate a essere buttate nel giro di qualche anno del tutto fuori mercato dall’arrivo delle ibride e delle elettriche. Gli europei, ironizza il FT, potrebbero sempre rispondere con dazi sul burro di arachidi o sul succo di arancio della Florida e della California. Forse non è un caso che la Borsa di Francoforte, da quando il Toro di Wall Street ha pensato bene di tirare il fiato e mettersi seduto, è quella che accusa più duramente il colpo quando gli altri mercati arretrano
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https:it.businessinsider.com/germania-piu-vulnerabile-di-tutti-ai-dazi-di-trump-2/

26 APRILE 2018:VIOLENZA SESSUALE FRA I LUTERANI DELLA LAPONIA

-SI BUSINESS INSIDER(ITALIA):

Orrore in Norvegia: stupri di massa e violenze sessuali in un villaggio della Lapponia

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*Luciana Grosso
*29/11/2017 8:32:24 AM

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Sarebbero circa 82 le vittime di stupro, uomini e donne e molti bambini, e 92 i sospetti carnefici a Drag, nel comune di Tysfjord un villaggio lappone di 2.000 abitanti, nella Lapponia norvegese.L’indagine è arrivata dalla denuncia di undici persone che hanno raccontato di aver subito violenza nel villaggio.

Secondo quanto riporta il Guardian, sarebbero almeno 151 i presunti casi di molestie e violenze sessuali, che avrebbero coinvolto persone tra i 4 e i 75 anni.

Grandissima parte delle vittime, come pure dei sospettati di violenza, farebbero parte della comunità Sami (prima noti come lapponi), gli originari abitanti nomadi – della Lapponia, il cui territorio è suddiviso tra Norvegia, Svezia e Finlandia, e che hanno un’economia basata sull’allevamento della renna.

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Leggi anche: Non solo ministri, star del cinema, produttori di Hollywood: le violenze sessuali sono una pandemia globale

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L’inchiesta della polizia è partita dalla denuncia del  giornale Verdens Gang (VG), che nel 2016 ha pubblicato le testimonianze di 11 tra uomini e donne che affermavano di essere stati aggrediti a Tysfjord, un comune situato sopra il Circolo Polare Artico con meno di 2.000 abitanti.

Alcuni bambini davanti al centro multiculturale Arran a Drag. Tore Meek/AFP/Getty Images

La polizia ha identificato almeno 81 vittime e 92 sospetti, comprese tre donne, alcuni dei quali ricadono in entrambe le categorie.

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Leggi anche: Ecco tutte le donne che dicono di aver subito violenza o molestie sessuali da Harvey Weinstein. E i loro raccapriccianti racconti

Circa il 70% di essi fanno parte della comunità Sami, e molti di essi sono anche seguaci del Laestadia nesimo, un movimento conservatore di rinascita luterana che prende il none dal pastore e botanico svedese Lars Levi Læstadius.

Lars Levi Laestadius. Wikipedia
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Leggi anche: Perché la gerarchia della chiesa cattolica rende difficile punire i prelati colpevoli di abusi sessuali

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Dei 151 casi di violenza sessuale contestati – tra cui 43 stupri, tre dei quali su bambini – più di 100 sono stati prescritti per superamento dei limiti di tempi: alcuni casi risalgono al 1953.

“La polizia non ha motivo di credere che l’etnicità o le credenze religiose siano una spiegazione alle violenze che hanno avuto luogo“, ha detto l’ufficiale di polizia Tone Vangen in una conferenza stampa.

Ma ha sottolineato che alcuni “meccanismi” in questa comunità “hanno reso difficile far emergere delle cose“. Ha detto che alcuni sospetti si sono rivolti alla religione per il pentimento invece che alle autorità giudiziarie.

Tuttavia la donna si è anche scusata per il ritardo con cui la polizia ha agito, anche dopo che erano state presentate diverse denunce.

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Leggi anche: Scandalo delle foto di soldatesse Usa nude su Internet. Una “cultura dello stupro” che coinvolge militari di tutti i corpi
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https:it.businessinsider.com/orrore-in-norvegia-stupri-di-massa-e-violenze-sessuali-in-un-villaggio-della-lapponia-e-altri-9-fatti-del-giorno/
REAZIONE:SPERIAMO CHE ANCHE IN FINLANDIA E LA SVEZZIA SI APRANO INDAGINI DEL GENERE DELLA NORVEGGIA.
 E SPERIAMO CHE SI FACCIA COSCIENZA PERCHE LE DENUNCIE VENGANO FATTE FUORI DELLE AUTORITA RELIGIOSI E…….LA POLIZIA NON ABBIA TROPPI RITARDI.
CI DICONO CHE NON CE CAUSALITA FRA ETNICITA E RELIGIONE,MA VI RICORDO COME CI SIA UN FATTORE DI FONDAMENTALISMO RELIGIOSO FRA LA ATTIVITA PASTORILE DEGLI ALLIEVATORI SIA DI RENI CHE DI MUCCHE O PECORE :ABELE PER ESSEMPIO.
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-ANNESSO:PEDOFILIA,GERARCHIA  CLERICALE,SOCIETA PASTORILI DEL POLO SUD,CASO PELL

 -SU BUSNESS INSIDER(ITALIA,)

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*Mathew Schmalz*, The Conversation
*20/7/2017 6:00:02 AM

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23 novembre 2014: l’arcivescovo di Granada Francisco Javier Martinez (terzo da destra) prostrato sul pavimento della cattedrale cittadina insieme ad altri preti per chiedere persono alle vittime di abusi sessuali. -/AFP/Getty Images

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Il cardinale George Pell, tra i maggiori consiglieri di Papa Francesco, è tornato alla sua nativa Australia il 10 luglio per affrontare delle accuse relative ad abusi sessuali a suo carico. Non sono stati resi noti né i terumini delle accuse né i denunciatori, mentre il cardinale continua ad affermare che si tratta di un “attentato alla reputazione”. Il suo caso sarà dibattuto dalla corte australiana.

Non è la prima volta che la chiesa cattolica è stata coinvolta in accuse di abusi sessuali. (l’ultimo caso è scoppiato proprio in questi giorni e riguarda presunti abusi compiuti sui bambini del coro di Ratisbona, diretto dal fratello dell’ex papa Ratninger ndr.)

Anche se alcune riforme nella chiesa cattolica degli Stati Unitihanno reso obbligatorio ai sacerdoti di riferire i casi di abuso sessuale,nel resto del mondo c’è ancora molto lavoro da fare.

Dal mio punto di vista di studioso della religione cattolica, una delle sfide da vincere per affrontare il problema è la stessa gerarchia ecclesiastica. È ancora difficile far sì che gli alti prelati si assumano responsabilità, sia per i misfatti compiuti da loro sottoposti che per quelli a carico di loro stessi.

La struttura della chiesa

Al vertice della gerarchia della chiesa cattolica c’è il Papa. È considerato il successore dell’apostolo Pietro, al quale Cristo disse: “Sei Pietro, e su questa pietra costruirò la mia chiesa”. Per i cattolici il Papa è la grande “pietra” che garantisce alla chiesa fondamenta saldeIl Papa parla in modo infallibile, “senza errore” dal punto di vista della dottrina. Non è però infallibile quando si tratta di decidere qualcosa di personale, come ad esempio da chi ottenere consigli.

Papa Francesco a colloquio con vescovi e cardinali.
Drew Angerer/Getty Images
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Al di sotto del papa ci sono i vescovi, che lo servono come i 12 apostoli originari seguirono Gesù.

Ci sono anche i cardinali, designati dal papa: solo loro possono designare il suo successore. I cardinali governano inoltre la chiesa durante la vacanza tra un papa e l’altro. I cardinali sono un livello superiore a quello dei vescovi,quindi non tutti i vescovi sono cardinali. Tutti i cardinali sono oggi vescovi, anche se in passato ci sono state delle eccezioni. George Pell è sia vescovo sia cardinale, oltre ad essere al terzo posto nella gerarchia vaticana.

La struttura gerarchica della chiesa cattolica assomiglia a quella militare, con i suoi alti livelli di controllo sulla sua amministrazione. Nella percezione propria del mondo cattolico, la “chiesa” non è però solo un ente burocratico, ma anche una sacra istituzione voluta da Dio.

I preti e l’obbedienza

I preti occupano il più basso livello della gerarchiaQuando sono ordinati, offrono ai loro superiori i voti di castità, povertà e obbedienza. Normalmente i preti sono soggetti all’autorità del vescovo locale, la cui area amministrativa è chiamata “diocesi”.

Mentre in molte nazioni i sacerdoti sono obbligati sia dalla legge ecclesiastica sia da quella civile a denunciare gli abusi sessuali alle commissioni ecclesiastiche e alle autorità giudiziarie, c’è ancora una cultura del diniego e dell’omertàche impedisce alle accuse di essere pienamente investigate. Un documento vaticano del 1962istruiva i vescovi a mantenere il più stretto segreto nei casi di abusi sessuali, e di considerare l’abuso sessuale, o “istigazione” come una faccenda interna alla chiesa, e non un reato da riferire alle autorità locali.

Malgrado Papa Francesco abbia nominato una commissione con il compito di analizzare i problemi e promuovere la soluzione dei casi piu aretrati, non ha ancora stabilito un protocollo per gestire le accuse di abuso sessuale nella totalità della chiesa cattolica. Ha però indicato delle linee guida per rimuovere dalla loro carica i vescovi che si siano rivelati “negligenti” nel segnalare casi di abuso. Nonostante ciò, vari commentatori sostengono che questi provvedimenti non siano sufficienti.

L’abuso sessuale è ignorato

C’è una lunga storia di protezione dei maggiori leader cattolici dalle accuse loro rivolte di abuso sessuale, e questo è un fatto.

Quando nel 1995 alcune indagini portarono alla luce che il cardinale austriaco Hans Hermann Groeraveva molestato monaci e scolari, questi abusi sessuali furonominimizzati come “ragazzate” dal vescovo Kurt Krenn. Così come fu rivelato che le vittime avessero ricepurevuto denaro in cambio del loro silenzio. Le accuse di abusi sessuali a carico del cardinale Groer furono poi confermate.

Un altro caso, i cui fatti risalgono alla fine degli anni Quaranta, rivelò come Marcial Maciel, il fondatore dell’ordine religioso dei Legionari di Cristo, fosse un molestatore sessuale seriale. Quando furono per la prima volta sollevate le accuse contro Maciel, Giovanni Paolo II le ignorò. Joseph Ratzinger, confidente di Giovanni Paolo II e suo successore, osservò: “Nessuno può mettere sotto processo un amico così intimo del papa”. Anche se Maciel fu infine punito(con la pena della rinuncia a ogni ministero pubblico l’imposizione di una vita riservata di preghiera e di penitenza ndr.) all’elezione di Ratzinger come Papa Benedetto XIV, Maciel evitò di essere incriminato fino alla sua morte, avvenuta nel 2008.

Negli Stati Uniti il cardinale Bernard Law, che durante il suo mandato dal 1984 al 2004 protesse prelati colpevoli di abuso nell’arcidiocesi di Boston, scampò a sua volta alle azioni legaliLaw fu addirittura promosso a capo di una delle chiese più famose del mondo cattolico, Santa Maria Maggiore a Roma.

Segnalazioni scomode

In tutti questi casi, la struttura gerarchica della chiesa non ha favorito che questi alti esponenti del clero fossero consegnati alla giustizia. Quando ai propri superiori si deve la massima obbedienza, la soglia da superare per agire contro questi ultimi è molto alta. I superiori possono, allo stesso modo, proteggere i prelati di grado minore colpevoli di abuso.

Nella chiesa cattolica, la presunzione di integrità va di pari passo con i livelli più alti della gerarchia. È spesso difficile credere che un vescovo possa commettere o coprire un crimine così terribilecome lo stupro o l’abuso sessuale. Inoltre, dato che la chiesa cattolica è un’istituzione divina necessaria alla salvezza, ci sarà quindi anche chi proteggerà ad ogni costo la sua reputazione.

C’è però stato un giro di boa. Il momento chiave che ha portato alle dimissioni del cardinal Law è stata una lettera, firmata da 58 preti, che chiedeva appunto le sue dimissioni.

Un momento decisivo:l’incriminazione di Pell

Il cardinalel George Pell. Alberto Pizzoli/AFP/Getty Images
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Il compendio della confessione cattolica, “Il Catechismo della Chiesa Cattolica” osserva che la “santità” della chiesa è “reale”, ma allo stesso tempo “imperfetta.” In altre parole, la chiesa è composta da esseri umani, con i loro limiti. Da questo punto di vista il problema non è certo la gerarchia in sé, ma il modo in cui i suoi superiori abusano del potere.

Benché i cattolici siano consapevoli della “umanità” della chiesa, le accuse al cardinal Pell sono state traumatiche per i molti cattolici che si aspettavano integrità dai propri leader.

Il caso del cardinal Pell è un ulteriore esempio di come la chiesa cattolica stia lottando per affrontare l’abuso sessuale nelle sue stesse fila. La sua accusa segna un punto importante, perché si tratta del più alto esponente della gerarchia ecclesiastica coinvolto in accuse penali.

Indipendentemente da come la vicenda si concludeà, credo che la statura internazionale del cardinal Pell possa aiutare, in quanto esempio decisivo, a sviluppare da parte della chiesa cattolica nella sua accezione più globale un approccio coerente all’abuso sessuale.

*Professore associato di Religione, College of the Holy Cross, Worcester, Massachusetts (Usa).

Questo articolo è tradotto da The Conversation. Per leggerlo in lingua originale vai qui
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https:it.businessinsider.com/perche-la-gerarchia-della-chiesa-cattolica-rende-difficile-punire-i-prelati-colpevoli-di-abusi-sessuali/
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-ANNESSO 2:PEDOFILIA CLERICALE NEL TROPICO,FATTORE STRUTTURALE,LA REPRESSIONE SESSUALE
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-SU LE MONDE:lemonde.fr

En Colombie, l’Eglise étouffe les scandales de pédophilie

Les victimes des prêtres ne bénéficient pas du soutien de l’opinion publique et les dénonciations font peu de bruit.

LE MONDE | • Mis à jour le | Par Marie Delcas (Bogota, correspondante)

Pendant la Semaine sainte, en Colombie, en mars 2018.

Pendant la Semaine sainte, en Colombie, en mars 2018. LUIS ACOSTA / AFP

En Colombie, le couvercle tient bien. Les scandales de prêtres pédophiles font peu de bruit. « La diffusion de mon reportage radio sur la situation au sein de l’Eglise de Medellin a suscité, dans une partie de l’opinion publique, une réelle indignation… dirigée contre moi, le journaliste, pas contre les curés pédophiles », raconte Juan Pablo Barrientos.

Diffusé le 21 mars sur les ondes de la radio W, son reportage intitulé « Laissez venir à moi les petits enfants » se penche sur le cas de 17 prêtres accusés d’abus sexuel dans le diocèse de Medellin. Sur les réseaux sociaux, le journaliste se fait traiter de «menteur» et de «pédé». A Bogota, une trentaine de croyants s’enchaînent même au pied des studios de la radio W en signe de protestation.

A Medellin, les paroissiens du prêtre Carlos Yepes sont particulièrement véhéments. Ce charismatique curé a longtemps été chapelain de la préfecture, un poste de pouvoir dans la très catholique Colombie. Aujourd’hui âgé de 36 ans, Hernan Morales affirme avoir été violé quand il était enfant par le père Yepes.

Des pressions du juge

Il a porté plainte en 2011 avant de se rétracter. « J’avais peur », dit M. Morales, en affirmant avoir subi des pressions du juge d’instruction. L’affaire n’a donc pas été jugée. « Hernan est le diable, c’est un malade mental, il veut de l’argent », s’est défendu à la radio le père Yepes. Il demande à la radio W de retirer le programme du Web.

Originaire de Medellin, Juan Pablo Barrientos, qui a passé deux ans au séminaire quand il était jeune, a gardé au sein de l’Eglise des amis et des contacts : « Une mine précieuse d’informations. » Il a mené enquête sur 34 prêtres mais n’a publié que les dossiers les plus solides.

Le père Mario Castrillon a été condamné en 2009 à cent mois de prison pour abus sexuel sur mineurs de moins de 14 ans. Sa peine a été confirmée…

http:.lemonde.fr/ameriques/article/2018/04/25/en-colombie-l-eglise-etouffe-les-scandales-de-pedophilie_5290326_3222.html
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REAZIONE:NON SOLO LA ATTITUDINE DEI MINISTRI DELLA CHIESA E LE SUE GERARCHIE RENDONO DIFFICILE PUNIRE LA PEDOFILIA CLERICALEI,VI E’ ANCHE UN FATTORE RELIGIOSO STRUTTURALE,SOCIALE,EDUCAZIONALE COME LA REPRESSIONE SESSUALE CHE PORTA A IMPEDIRE LA PUNIZIONE E ALTRE DEVIAZIONI.

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-APPENDICE:BIPOLARISMO

Wikipedia

Regioni polari

 

Posizione delle regioni polari

Le regioni polari della Terra sono le aree del globo che circondano i poli. L’Artide è definita in vari modi, come ad esempio tutte le terre a nord del circolo polare artico o a nord di 70 gradi di latitudine. L’Antartide è il continentepiù meridionale della Terra, comprendente le terre e i mari che circondano il Polo Sud, tra i 66 e i 90 gradi di latitudine sud.

DescrizioneModifica

Il Polo Nord e il Polo Sud sono i centri intorno ai quali sorgono queste regioni, e queste terre (calotte polari) sorgono rispettivamente sull’oceano e sul continente dell’Antartide. La calotta polare artica sta diminuendo la sua estensione, mentre quella antartica la sta leggermente aumentando; questo fatto è spesso citato dagli avversari della teoria del riscaldamento globale.

Le regioni polari sono caratterizzate da clima polare, temperature estremamente fredde, pesanti glaciazioni ed estrema variazione della luce diurna; l’estate è caratterizzata da 24 ore di sole (il sole di mezzanotte) ed è molto fredda; l’inverno è invece caratterizzato da oscurità permanente e gelo.

Esistono molti insediamenti nelle regioni polari a Nord della Terra, ma nessuna (eccetto le basi per la ricerca scientifica) nelle regioni meridionali, che sono più fredde di quelle settentrionali.

La vita ai poli è molto difficoltosa, a causa del freddo costante. L’unica popolazione che si è stanziata nella regione polare artica (a nord) è quella degli Inuit.

https:it.m.wikipedia.org/wiki/Regioni_polari

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26 APRILE 2018:NON FAI ONORE ALL’ITALIA
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REAZIONE:


26 APRILE 2018:FUMO GRIGGIO,AVREMMO GOVERNO M5S-PD
E’ANCORA NEL FORNO MA FATTO,NIENTE PIU ASPETTARE,IL TEMPO E’ FINITO
-AGGIORNAMENTO,27/4/2018:
O PD POST(SENZA)RENZI E LE SUE RIFORME NEOLIBERALI DETTATI DA BERLUSCONI E NATI DAL PATTO  ANTIPATRIOTICO CON  NAPOLITANO E FRANCESCHINI, O MEGLIO NON PERDERE IL TEMPO E ANDARE ALLE URNE GIA.NON SI DEVE CHIEDERE AL PD RINEGOZIARE NIENTE MA UN CONTRIBUTO PATRIOTICO TRADOTTO IN VOTI(DEMOCRATICO QUINDI),UN PICCOLO NUMERO DI VOTI,UNA MANCIATA DI VOTI,PER PORTARE AVANTI IL PROGRAMMA DI DI MAIO.SE CONTINUANO A PENSARE CHE IL PARTITO E’ AL DI SOPRA DELLA PATRIA,O MEGLIO,CHE PARTITO-PATRIA E GOVERNO SIANO COME NELL’URSS,UNA SOLA COSA,ALLORA FUORI,ALLE URNE GIA.NON DIAMO PER IL LORO CONTRIBUTO PIU DI QUANTO NON VALGA.E SE NON SI PUO AVERE UN GOVERNO E CHIUDERE LA STAGIONE DEL CENTRODESTRA,APROFITTIAMO LA OCCASIONE DEL RIVOTO PER RENDERE UN SERVIZIO ALLA NAZIONE:

PENSIONIAMO DEFINITIVAMENTE BERLUSCONI(FI)E PD,TANTO LA LEGA NON GOVERNERA MAI DA SOLA E IL 5S EQUIVALE AL NON-VOTO,SQUAGLIERA ALLA PRIMA OCCASIONE COME L’UKIP DI FARAGE IN GRAN BRETAGNA.
-TITOLARE LA STAMPA:

FESTEGGIAMENTI DEL 25 APRILE
Scontro tra Mussolini e il sindaco di Macerata per il fantoccio del duce
FRANCO GIUBILEI



28 APRILE 2018:CONSULTAZIONI,IL MALE IN AGUATO
LE ELEZIONI POLITICHE NAZIONALI SONO FINITI,IL CENTRODESTRA A PERSO,IL NON VOTO(ASTENSIONISMO PIU M5S),HA VINTO.E SE COSI NON TI PIACE PERCHE NON E’ UNA ESPRESSIONE DI GOVERNO,HA VINTO IL CENTROSINISTRA,CIO’E’ M5S PIU PD POST RENZI.QUESTA ULTIMA FORMULAZIONE ELETTORALE E’ LO SCHIERAMENTO VINCENTE,E QUASI SICURAMENTE PROSSIMO GOVERNO.MA IL CENTRODESTRA INSISTE E PRETENDE GOVERNI SENZA MAGGIORANZE,O ALTRE FORMULAZIONI FACENDO RIAPRIRE LE CONSULTAZIONI CON DI MAIO MENTRE SE INVOCA LE ELEZIONI REGIONALI IN MOLISE E FVG,CHE COME DETTO NON SONO LE POLITICHE NAZIONALI.E PERFINO UNA MARCIA SU ROMA BIS,”SOVERANISTA”,PROMETTE SALVINI MOBILITANDO MILIONI DI PERSONE,ALTRO CHE CONSULTAZIONI IN RETE ALLE BASE M5S E PD.
INSOMMA QUELLO DEL TITOLO.
PD:OVVIAMENTE,LA PROPOSTA PREELETTORALE DI BERLUSCONI DI TORNARE ALLE URNE SE IL CD VINCEVA SENZA MAGGIORANZE ERA SOLO UNA BOUTADE PERCHE AL TRIONFO DEL CENTRODESTRA NON CI HA MAI CREDUTO,SOLO FANFARRONATE PREELETTORALI PER TIRARE SU IL MORALE.


-APPENDICE,29 APRILE 2018:
QUALCOSA HA SUCCESSO AD UN VOSTRO CONOSCIUTO DI QUESTE PUBBLICAZIONI,IL MICCI,IL MIO GATTINO PROTAGONISTA DELL’IMU
A CREBBIO,ABADIA LARIANA,LECCO,PARROCHIA SANTO ANTONIO:E’SPARITO IN CAMPO,A CASA MIA DI MONTEVIDEO URUGUAY ED E’ DA TRE GIORNI CHE NON VIENE A CASA.SONO IDENTIFICATI AGRESORI COLLETTIVI:LA BANDA MATTA GATTI.QUALORA IL GATTO NON TORNI BERLUSCONI SARA RITENUTO PERSONALMENTE RESPONSABILE DEI SUOI DANNI.

-APPENDICE 1:”LA PAGHERA,LA  PAGHERANNO”

-SU REP:

Approfondimento
Governo
Di Maio si arrende e pensa al voto subito: “Il Pd la pagherà”

Il capo politico del Movimento ha risposto a Matteo Renzi con un post sulla sua pagina Facebook e sul blog
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