FAITES INTERNES:CONTINUATION 355

17 FEBRAIO 2018:INDUSTRIA DEGLI ALIMENTARI,RETROSCENE DEL MONDO DEI NOSTRI CARI ANIMALI DOMESTICI E L’AFFASCINANTE SIMBIOSI,PATOLOGICA DIREI,FRA LA NESTLE,L’OREAL E LILIANE BETTENCOURT

-SU LA REPUBBLICA(BUSINESS INSIDER ITALIA)
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Nestlé non cresce e il finanziere Loeb attacca: ‘Vendete il 23% di L’Oréal’
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Franco Velcich 14 ORE 2693

Il Ceo di Nestlé Mark Schneider. Fabrice Coffrini/AFP/Getty Images


Ormai è evidente: a Vevey, deliziosa cittadina svizzera, “perla della Riviera” che si affaccia sul Lago Lemano, tira una brutta aria. Il colosso alimentare Nestlé, che qui ha la sede, ha presentato giovedì i conti del 2017 con risultati inferiori alle previsioni. I ricavi sono saliti solo dello 0,4% a 89,8 miliardi di franchi, è la più bassa crescita degli ultimi 20 anni. L’utile netto, che l’anno prima era stato di 8,5 miliardi di franchi, è sceso a 7,2 miliardi, mentre il consensus degli analisti si aspettava un incremento a 9,6 miliardi. Implacabile la risposta degli investitori: alla Borsa di Zurigo giovedì l’azione Nestlé è scesa del 2,7% e venerdì è rimasta immobile, mentre tutte le Borse europee correvano al rialzo.

Il Ceo Mark Schneider incomincia a sentirsi sulla graticola. E’ un manager tedesco che ha studiato ad Harvard e ha preso la nazionalità americana, ha alle spalle una storia di successi professionali in diverse aziende dove ha lavorato, ma il suo “marchio di fabbrica” lo ha lasciato soprattutto a Fresenius, società tedesca che produce apparecchi medicali. Nei tredici anni sotto la sua guida Fresenius ha moltiplicato i ricavi per quattro, gli utili per 12 e ha triplicato i dipendenti.

L’ottima conoscenza dell’ambiente finanziario americano e gli straordinari risultati ottenuti alla guida di Fresenius furono le caratteristiche che convinsero il board di Nestlé a puntare per la prima volta nella storia del gruppo su un manager esterno, quando nel giugno 2016 si trattò di scegliere il successore del Ceo Paul Bulcke. Il colosso svizzero, primo gruppo al mondo nel settore alimentare, era già entrato nel mirino di Dan Loeb, un finanziere americano che con il suo fondo attivista Third Point aveva comprato poco meno dell’1,5% del capitale di Nestlé con un investimento da 3,5 miliardi di dollari.

Il lavoro dei fondi attivisti, e quello di Loeb è uno dei più famosi, consiste nel comprare quote significative di società che appaiono gestite in maniera non ottimale e incominciare a fare pressione in tutti i modi (lettere al board e agli azionisti, articoli sui giornali, eccetera) per ottenere un cambio di passo nella conduzione. L’obiettivo è spingere il management a ottenere il massimo profitto possibile nel breve termine. Una visione molto americana che spesso mal si adatta a società europee di antica tradizione, che guardano alla crescita del business in un’ottica di lungo periodo.

Assumendo Schneider il board di Nestlé sperava di avere trovato la quadratura del cerchio. Il tedesco ha annunciato che per rimettere in moto la crescita di Nestlé la sua strategia consiste nel vendere le attività marginali con scarse prospettive e puntare sull’acquisizione di società di medio-piccola dimensione a forte sviluppo. Nel frattempo Nestlé continuerà a rafforzarsi nei settori strategici che sono il caffè (Nespresso), gli alimenti per bambini, gli alimenti per animali e le acque (fra i marchi figura Perrier).

Loeb è contento? Neanche un po’. In un anno che è a Vevey, Schneider non ha ancora detto che cosa intende fare della principale partecipazione di Nestlé, ovvero la quota del 23% di L’Oreal, che da sola vale 23 miliardi di euro. Loebb continua a dire che non ci sono sinergie fra il business alimentare e la cosmetica, e preme per la vendita, o in alternativa uno spin-off (scorporo), che vorrebbe dire che Nestlé cede gratuitamente ai suoi soci, in modo proporzionale, le azioni del colosso francese del make-up. Con un spin-off Third Point otterrebbe azioni L’Oreal per un valore di circa 350 milioni di euro.

E’ dal 1974 che Nestlé è il secondo azionista di L’Oreal e ha sempre avuto un rapporto di solidarietà e correttezza con il primo azionista, la famiglia Bettencourt che l’ha fondata. Fra i due soci (i Bettencourt hanno il 33%) c’è un patto che li impegna a non comprare ulteriori azioni L’Oreal. Il patto scade il prossimo 21 marzo e Nestlé ha già dichiarato che non lo rinnoverà, ma anche che non intende aumentare la sua quota. Gli svizzeri si sentono liberi dopo che sei mesi fa è scomparsa la plurinovantenne Liliane Bettencourt, la donna più ricca di Francia, per mezzo secolo animatrice di L’Oreal.

Liberi, ma non si capisce di fare cosa. Giovedì, tartassato a lungo da analisti e giornalisti su questo punto, Schneider non ha dato nessuna indicazione. Al silenzio teutonico di Schneider si contrappone lo charme di Jean-Paul Agon, il Ceo di L’Oreal, che nei giorni scorsi ha detto che la stessa L’Oreal sarebbe pronta a comprare lei la quota di Nestlé, qualora venisse messa in vendita. Una società che compra il 23% delle sue stesse azioni? “Perché no? – dice Agon, che sarebbe ben felice di difendere in questo modo la propria indipendenza -: abbiamo liquidità per 1,8 miliardi, abbiamo da vendere la quota di Sanofi e abbiamo le banche in fila per prestarci i soldi”.

Il destino di L’Oreal agita il mondo della finanza e i banchieri d’affari studiano ogni giorno possibili combinazioni che ruotano attorno a quel 9% di Sanofi in portafoglio a L’Oreal: la partecipazione nella Casa farmaceutica francese vale circa 9 miliardi di euro. Si sa che il mondo farmaceutico e le possibili sinergie tra “farma” e “food” affascinano Schneider, che potrebbe studiare uno scambio che avrebbe come esito l’ingresso di Nestlé nel capitale di Sanofi, a suggello di un accordo di cooperazione industriale e commerciale con il gruppo parigino dei farmaci, accordo ancora tutto da ipotizzare.

Per il Ceo di Nestlé una delle principali direzioni di crescita del prossimo decennio è nei prodotti per la salute. La sua prima operazione alla guida del colosso svizzero è stata l’anno scorso l’acquisizione della canadese Atrium Innovation (2,3 miliardi di dollari), specializzata nei prodotti dietetici. Ma si deve sbrigare: i concorrenti, a partire da Danone, non stanno certo a guardare, basta vedere cosa sta succedendo in Cina.

Dopo la fine della politica di un solo figlio per coppia, in Cina la domanda di cibo per bambini è in forte crescita, soprattutto quella di latte artificiale. Nel latte artificiale Nestlé è leader mondiale con una quota di mercato del 20,9%, ma la crescita stenta, mentre il primo competitor, Danone (12,3% del mercato) registra una forte incremento soprattutto in Cina, dove ha messo a segno un’organizzazione basata sull’alta qualità del prodotto, con tecnologie di packaging che garantiscono dal rischio di contraffazione, e una rete di distribuzione basata sull’e-commerce. Negli ultimi cinque anni Danone ha raddoppiato la propria quota nel mercato cinese del latte artificiale, che vale 20 miliardi di dollari all’anno. “Noi ci stiamo riorganizzando”, commenta Binu Jacob, Business executive officer in Cina di Nestlè. Ma intanto Dan Loebb morde il freno.
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https:it.businessinsider.com/nestle-non-cresce-e-il-destino-de-loreal-e-in-bilico/
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REAZIONE:SONO FAN DEGLI ANIMALI DOMESTICI E PARTICOLARMENTE DEI GATTI,NE HO SETTE.UNO DEI MIEI MICCI,APPUNTO CHIAMATO MICCI,HA FATTO UN VIAGGIO CON ME DAL CONO SUD DI AMERICA A ITALIA,LOMBARDIA.

MI SONO POSTO IL PROBLEMA DELLA SUA ALIMENTAZIONE IN ENTRAMBE LE SPONDE DELL’ATLANTICO NEI DUE CONTINENTI.PROBLEMA SUBITO SOLUZIONATO PERCHE HO VISTO CHE LE MARCHE DI ALIMENTO PER MICCI DELLA LINEA PURINA,CATCHOW PER L’APPUNTO ERANO LE STESSE NEI DUE CONTINENTI.CURIOSEANDO UN PO’ PIU HO SCOPERTO CHE APPARTENEVANO ALLA NESTLE E CHE QUESTA MULTINAZIONALE AVEVA PRATTICAMENTE IL MONOPOLIO DELLA ALIMENTAZIONE PER ANIMALI,PARTICOLARMENTE DOMESTICI,IN TUTTO IL MONDO.
COSI IL MIO MICCIO HA VISSUTO TRE MESI IN LOMBARDIA,CREBBIO DI ABBADIA LARIANA E NON HO AVUTO BISOGNO DI CAMBIARLI LA DIETA.
ALTRI PARTICOLARI LI VEDRETI DI SEGUITO:INDUSTRIA ALIMENTARE E QUELLA DELLA BELLEZZA HANNO PUNTI IN COMUNE?QUIMICA COSMETICA E ALIMENTI POSSONO STARE INSIEME?L’OREAL,LA FAMOSA LILIANNE BETENCOURT E NESTLE POSSONO STARE INSIEME?
VEDI..

-APPENDICE:FESTA NAZIONALE DEL GATTO

-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it

REP TV SOCIALNEWS

Festa nazionale del Gatto: come e perché si festeggia a febbraio

VIDEO NON RIPORTATO

Nata in Italia nel 1990 grazie alla giornalista Claudia Angeletti che propose ai lettori di “Tuttogatto” di stabilire un giorno per festeggiare gli amici felini, la giornata nazionale del gatto è il 17 febbraio. Il web li festeggia con foto e dediche

17 febbraio 2018

https:video.repubblica.it/socialnews/festa-nazionale-del-gatto-come-e-perche-si-festeggia-a-febbraio/297462/298080

17 FEBRAIO 2018:FU PORTATO NEL DESERTO E TENTATO…..(LA QUARESIMA,BERGOGLIO,IL DESERTO VERDE E LA SUA OSSESIONE CON GLI ANGELI)

OGGI INIZIA LA QUARESIMA E BERGOGLIO OSSESIONATO(TURBATO?)DALLE IDEE DEL DESERTO E L’ANGELO NE HA PARLATO.
BERGOGLIO DI DESERTO NE SA QUALCOSA,LUI VIENE DAL DESERTO,UN INCONMENSURABILE DESERTO VERDE CHIAMATO PAMPA CHE SONO LE ENORMI DISTANZE DELLE PRATERIE DEL CONO SUD FATTO SOLO DI ERBA VERDE E FIUMI,SENZA AlBERI NE OMBRA ALCUNA,E OVVIAMENTE NE GENTE,SOLO ENORMI MANDRIE DI MUCCHE,E DI TANTO IN TANTO UN PASTORE,CIO’E’ UN GAUCHO OGGI CHIAMATO PAISANO.IO LO CONOSCO BENE QUESTO DESERTO……

SANTA BIBBIA:
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PUBBLICATO IL 17 NOVEMBRE 2017 DI LECTIO 02.05

(LECTIO:sito di ricerca spirituale di ispirazione cristiana)

– LA TENTAZIONE NEL DESERTO II/II (Matteo 4.1-11)
La tentazione nel deserto II/II (Matteo 4.1-11)

1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». 5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». 7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». 8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». 10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». 11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
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http:.lectio.biz/wordpress/index.php/2017/11/17/02-05-la-tentazione-nel-deserto-iiii-matteo-4-1-11/
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ILLUSTRAZIONE:ULTIMA TENTAZIONE
Prove di Cristo

Sandro Botticelli 036.jpg
Autore Sandro Botticelli
Data 1480-1482
Tecnica affresco
Dimensioni 345,5×555 cm
Ubicazione Cappella Sistina, Città del Vaticano
Prove di Cristo è un affresco (345,5×555 cm) di Sandro Botticelli e aiuti, realizzato tra il 1480 e il 1482 e facente parte della decorazione del registro mediano della Cappella Sistina in Vaticano.

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-SU LA STAMPA:
SEZIONI
“La Quaresima non è triste. Dobbiamo respingere i falsi valori”
Il Papa all’Angelus: «Spogliarci dell’egoismo». Augura ai detenuti «riconciliazione e rinnovamento della vita». Poi l’appello ai giovani per il Sinodo dei vescovi a loro dedicato

ANSA
L’Angelus di Francesco
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Pubblicato il 18/02/2018
Ultima modifica il 18/02/2018 alle ore 13:36
GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO
«La Quaresima è un cammino di conversione e di lotta contro il male, bisogna avere il coraggio di respingere tutto ciò che ci porta fuori strada, i falsi valori che ci ingannano attirando in modo subdolo il nostro egoismo», afferma Francesco all’Angelus. Il male è «all’opera dove ci sono violenze, guerre, ingiustizie» e non bisogna perdere tempo, la felicità non è nella ricchezza o nella carriera.

All’inizio della Quaresima, Francesco vuole «rivolgere un augurio particolare alle persone detenute: cari fratelli e sorelle che siete in carcere, incoraggio ciascuno di voi a vivere il periodo quaresimale come occasione di riconciliazione e di rinnovamento della propria vita sotto lo sguardo misericordioso del Signore».

Poi ricorda che «tra un mese, dal 19 al 24 marzo, verranno a Roma circa 300 giovani da tutto il mondo per una riunione preparatoria al Sinodo di ottobre» . Il Papa avverte: «Desidero però fortemente che tutti i giovani possano essere protagonisti di questa preparazione».

Perciò, «essi potranno intervenire on line attraverso gruppi linguistici moderati da altri giovani».

Quindi «l’apporto dei gruppi della rete si unirà a quello della riunione di Roma.

Cari giovani, potete trovare le informazioni sul sito web della Segreteria del Sinodo dei Vescovi. Vi ringrazio del vostro contributo per camminare insieme!».

Nella sua riflessione ispirata dalle Letture proposte dalla liturgia domenicale il Pontefice sostiene che «soltanto Dio ci può donare la vera felicità», pertanto è «inutile che perdiamo il nostro tempo a cercarla altrove, nelle ricchezze, nei piaceri, nel potere, nella carriera». Infatti, «il regno di Dio è la realizzazione di tutte le nostre aspirazioni più profonde e più autentiche, perché è, al tempo stesso, salvezza dell’uomo e gloria di Dio». Nell’introdurre la Preghiera mariana, Francesco evidenzia che «in questa prima domenica di Quaresima, il Vangelo richiama i temi della tentazione, della conversione e della Buona notizia».

Scrive l’Evangelista Marco: «Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana». Gesù, sottolinea il Papa, va nel deserto per prepararsi alla sua missione nel mondo. «Egli non ha bisogno di conversione, ma, in quanto uomo, deve passare attraverso questa prova, sia per Sé stesso, per obbedire alla volontà del Padre, sia per noi, per darci la grazia di vincere le tentazioni – osserva Jorge Mario Bergoglio – Questa preparazione consiste nel combattimento contro lo spirito del male. Anche per noi la Quaresima è un tempo di “agonismo” spirituale: siamo chiamati ad affrontare il Maligno mediante la preghiera per essere capaci, con l’aiuto di Dio, di vincerlo nella nostra vita quotidiana. Il male è purtroppo all’opera nella nostra esistenza e attorno a noi, dove si manifestano violenze, rifiuto dell’altro, chiusure, guerre, ingiustizie».

Subito dopo le tentazioni nel deserto, aggiunge Francesco, Gesù comincia a predicare il Vangelo, cioè la Buona notizia, che esige dall’uomo conversione e fede.

Egli annuncia: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino», poi rivolge l’esortazione: «Convertitevi e credete nel Vangelo», credete cioè, commenta il Pontefice, «a questa Buona notizia che il regno di Dio è vicino». E, prosegue Francesco, «nella nostra vita abbiamo sempre bisogno di conversione, e la Chiesa ci fa pregare per questo». Infatti, «non siamo mai sufficientemente orientati verso Dio e dobbiamo continuamente indirizzare la nostra mente e il nostro cuore a Lui».

Per fare questo, «dobbiamo fidarci del Signore, della sua bontà e del suo progetto di amore per ciascuno di noi». La Quaresima è, secondo Francesco, «un tempo di penitenza, sì, ma non triste!, di lutto». È «un impegno gioioso e serio per spogliarci del nostro egoismo, del nostro uomo vecchio, e rinnovarci secondo la grazia del nostro Battesimo».

Perciò, «in questa prima domenica di Quaresima siamo invitati ad ascoltare con attenzione e raccogliere questo appello di Gesù a convertirci e a credere nel Vangelo». Quindi, «siamo esortati a iniziare con impegno il cammino verso la Pasqua, per accogliere sempre più la grazia di Dio, che vuole trasformare il mondo in un regno di giustizia, di pace, di fraternità». E «Maria Santissima ci aiuti a vivere questa Quaresima con fedeltà alla Parola di Dio e con una preghiera incessante, come fece Gesù nel deserto. Non è impossibile!». Si tratta, dunque, di «vivere le giornate con l’ardente desiderio di accogliere l’amore che viene da Dio e che vuole trasformare la nostra vita e il mondo intero».

Dopo l’Angelus, Jorge Mario Bergoglio saluta «le famiglie, gruppi parrocchiali, associazioni e tutti i pellegrini venuti dall’Italia e da diversi Paesi». Si rivolge in particolare ai fedeli delle diocesi da Murcia, Vannes, Varsavia e Breslavia; così come a quelli di Erba, Vignole, Fontaneto d’Agogna, Silvi e Troina. Saluta i ragazzi del decanato di Baggio (Milano) e quelli di Melito Porto Salvo. Chiede a tutti «un ricordo nella preghiera per me e per i collaboratori della Curia Romana, che questa sera inizieremo la settimana di Esercizi Spirituali: vi auguro buona domenica. Buon pranzo e arrivederci!».
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http:.lastampa.it/2018/02/18/vaticaninsider/ita/vaticano/dobbiamo-respingere-i-falsi-valori-e-spogliarci-dellegoismo-bdVVrqCI6uZezaOpc2A6hJ/pagina.htmln
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-17 FEBRAIO 2018:ECCO,L’IMMIGRAZIONE ABUSIVA VIENE DAL SUDAMERICA

SU CORRIERE DELLA SERA:corriere.it

Val di Zoldo, il paese con 3.000 abitanti (più 1.600 immigrati brasiliani)
Claudio Del Frate

Tremila abitanti più 1.600 immigrati arrivati dal Brasile. Che restano lì il tempo necessario per regolarizzare la permanenza in Italia e poi tanti saluti. Camillo De Pellegrin , sindaco di Val di Zoldo, zona delle Dolomiti bellunesi mette sotto i riflettori lo strano (e sospetto) fenomeno che sta investendo la sua comunità: a cadenza regolare si presenta negli uffici dell’anagrafe un factotum (quasi sempre lo stesso), chiede che venga data la cittadinanza italiana a gruppi di brasiliani i quali sostengono di avere antenati veneti. E in forza di una circolare ministeriale del 2007 il sindaco la deve concedere perché i brasiliani presentano effettivamente documenti che attestano il loro «sangue italiano». Ma sono tutti autentici? «Mi auguro di sì – afferma il sindaco De Pellegrin – anche se quasi tutti questi immigrati non sanno una parola di italiano e non sanno dire nemmeno chi siano di preciso i loro avi. Pochi giorni fa ho ricevuto una mail in cui vengo avvertito che in Brasile c’è chi “fabbrica” quel tipo di documenti. Io ho già girato la mail alla questura di Belluno…»
Italiani nel giro di pochi mesi

I numeri sono in effetti impressionanti: ormai un abitante su quattro di val di Zoldo fa parte di questa ondata migratoria. Ma solo in teoria, come vedremo. L’origine di tutto è un provvedimento del Viminale risalente al 2007 e riguardante il cosiddetto «iure sanguinis»: la circolare apre una sorta di «canale preferenziale» per gli immigrati extracomunitari di discendenza italiana. Possono riottenere la cittadinanza originaria presentandosi in un comune ed esibendo carte che attestano la loro parentela. A questo punto cosa accade? L’immigrato «di ritorno» arriva in Italia con un visto turistico, chiede la residenza al comune a cui si è rivolto e attende la regolarizzazione come cittadino italiano. Che arriva in genere nel giro di qualche mese. Una scorciatoia formidabile, se si pensa che un extracomunitario, per ottenere la sola residenza, deve avere un contratto di lavoro, una casa ed è soggetto a continui rinnovi. Non parliamo della cittadinanza, per la quale l’attesa è di anni.
«In paese solo pochi giorni»

«Se esistono persone in Brasile originarie di queste parti – chiarisce De Pellegrin – che vogliono tornare nelle loro terre d’origine, lavorare, ripopolarle, le nostre porte sono aperte, questo deve essere ben chiaro. Ma qui assistiamo a qualcosa di molto diverso: la stragrande maggioranza dei brasiliani che arrivano qui, una volta ottenuta la residenza spariscono, vanno chissà dove. Anche perché a quel punto la legge consente loro di muoversi ovunque. Mi è capitato di parlare con qualcuno di loro, ma non sapevano nulla del luogo in cui erano arrivati, non sapevano chi fossero i loro antenati». Il quesito è: queste persone hanno tutte diritto a rimettersi in tasca un passaporto italiano? «Stando alle carte che ci sottopongono sì – dice ancora il sindaco di Val di Zoldo – an che se ho girato alle autorità competenti la segnalazione che ci metteva in guardia sul fatto che in Brasile c’è chi fabbrica documenti falsi».
Un flusso organizzato

Non solo Val di Zoldo è investito da questa andata:accade lo stesso in altri comuni del Bellunese, nella Marche, in altre zone d’Italia che nei secoli passati hanno visto molti loro figli andare a cercare fortuna in Brasile. Il flusso però è organizzato: dall’altra parte dell’Oceano ci sono ormai agenzie che sbrigano l’intera pratica per il rientro, procurano le carte, il biglietto aereo, mandano un loro emissario ad accompagnare i loro clienti al comune di destinazione in Italia.

19 febbraio 2018 (modifica il 19 febbraio 2018 | 15:07)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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https:.google.com.uy/amp/www.corriere.it/cronache/18_febbraio_19/val-zoldo-paese-3000-abitanti-piu-1600-immigrati-brasiliani-belluno-f83dc834-1564-11e8-83e1-221a94978c8b_amp.html
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REAZIONE:ECCO CIO CHE VENGO DICENDO IN QUESTE PAGINE DA MOLTO TEMPO INDIETRO,LA MAGIORE IMMIGRAZIONE DI ITALIA PROVIENE DAL SUDAMERICA.MA NON SE NE PARLA:SARANNO QUESTI I BUONI IMMIGRATI DI SALVINI?
HO DETTO ABUSIVA E NON CLANDESTNA,NE REFUGIATI O PROFUGHI POLITICI O ECONOMICI.E LA SUA ABUSIVITA PROVIENE DI DUE:FONTI:
1-LA NOSTRA GIOVENE NAZIONE DA SEMPRE HA AVUTO LA CITTADINANZA SOLO PER SANGUINITA PERO PATERNA MA QUESTO HA MUTATO CON LA ERA BERLUSCONI-PRODI-BOSSI-LEGA-FINI E SI HANNO APROVATO NUOVE LEGGI DI CITTADINANZA,QUANTO MENO ABUSIVI:SANGUINITA PER VIA MATERNA,CITTADINANZA AI CONIUGHI SIANO DONNE O UOMINI,IL PERMESO DELLA DOPPIA CITTADINANZA,CITTADINANZA A CITTADINI DI TERRITORI PRE-UNITA ITALIANA,CITTADINANZA EMIGRATI ITALIANI CHE HANNO DIMENTICATO LE RADICI PERSI NEL TEMPO E SOLO CONSERVANO UN COGNOME ITALIANO MA NON IL NOSTRO CARATTERE LINGUA E IDEOSINCRAIA,ANZI SONO A VOLTE NOSTRI NEMICI E CARCERIERI.SAREBBE IL CASO DI JORGE MARIO BERGOGLIO E TANTI “AUTOTTONI” NATI IN PAESI TERZI,COME LUI,E COSI VIA.
INSOMMA OCCORRE RIVEDERE RAPIDAMENTE QUESTE LEGGI DI CITTADINANZA.

2-LA SECONDA FONTE E’ QUELLA DELLA CORRUZIONE DEL NOSTRO SERVIZIO ESTERO:UN PASSAPORTO FALSO COSTA CINQUE MILA EURO.UN MATRIMONIO ON DEMAND,UN PO PIU.

-IL GIORNO DOPO:

-SU CORRIERE DELLE ALPI:

CRONACA

«Documenti falsi fatti in Brasile»
di Alessia Forzin
18 febbraio 2018
Al sindaco di Val di Zoldo è arrivata una segnalazione con accuse precise. È stata inviata in Questura
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VAL DI ZOLDO. Documenti falsi certificati da professionisti. Nascerebbero in Brasile, e permetterebbero agli italobrasiliani di ottenere il certificato di cittadinanza per discendenza italiana. Il condizionale è d’obbligo, in questo caso, perché l’accusa, anche se molto precisa, è contenuta in una segnalazione che è arrivata al Comune di Val di Zoldo. Una persona, che lascia intendere di conoscere molto bene cosa accade nel paese del Sud America, spiega chiaramente che chi desidera ottenere la cittadinanza può avere un documento falso che attesti la sua discendenza italiana, certificato da professionisti. Se ci fossero profili di illegalità, in questa vicenda, nascerebbero dunque oltre oceano.

«Io non conosco questa persona, non so chi sia né perché abbia mandato questa segnalazione al Comune», spiega il sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin, che per primo ha sollevato un caso che rischia di allargarsi ben oltre i confini provinciali. Non appena dagli uffici del Comune gli hanno detto che era arrivata questa segnalazione, il sindaco ha informato la Questura. Non avrebbe potuto fare altrimenti, visto le accuse che contiene.

Non ci sono nomi e cognomi, non vengono indicati studi professionali, ma si parla di documenti falsi e si aggiunge che la pratica sarebbe anche molto diffusa. In più, ci sarebbe tutto un meccanismo per la gestione delle persone che richiedono la cittadinanza, fino all’assistenza durante le procedure burocratiche. «Si mette in luce che c’è un mercato», continua il sindaco. «O meglio, che ci sarebbe, spetta ad altri ora verificare la veridicità di questa segnalazione. La quale dimostra, però, che qualcosa evidentemente non funziona in tutto il sistema».

Non funziona più la circolare 32 del 2007 del ministero dell’Interno, dice De Pellegrin, quella che esenta chi arriva in Italia per richiedere la cittadinanza dall’obbligo del permesso di soggiorno e del contratto di lavoro. «È anche a causa di quella circolare che la situazione è andata fuori controllo», afferma De Pellegrin. Preoccupato non solo per il fatto che le richieste di cittadinanza stiano paralizzando l’attività del suo ufficio anagrafe, ma da un fenomeno che non gli appare del tutto chiaro. «Bisogna fare luce su quello che sta succedendo», conclude. «Non voglio che la cosa si fermi qui. Mi impegnerò affinché venga promossa una azione legislativa sul tema».

De Pellegrin non è persona che generalizzi e non ha nessuna intenzione di dire che tutte le richieste di cittadinanza nascondano qualcosa da chiarire. «Ma è proprio per tutelare la parte vera degli affetti, i veri ricongiungimenti, che dobbiamo promuovere un’azione congiunta. Ci sono persone che richiedono la cittadinanza italiana perché si sentono effettivamente legate al nostro paese, e rischiano di vedere compromessa la loro richiesta da tutto questo sottobosco che sta emergendo». La segnalazione giunta al sindaco di Val di Zoldo si trova ora negli uffici della Questura.
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©RIPRODUZIONE RISERVATA
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http:m.corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2018/02/18/news/documenti-falsi-fatti-in-brasile-1.16491291
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FAITES INTERNES 1: CONTINUATION 354

10 FEBRAIO 2018:TUTTO HA UN TEMPO SOTTO IL SOLE,TRUMP,MAY,FARAGE E LA SANITA PUBBLICA IN EUROPA

-SU MERCOPRESS(SOUTH-ATLANTIC NEW AGENCY):

Trump riesce a unire il sistema politico del Regno Unito in lode del sistema sanitario
Mercoledì 7 febbraio 2018 – 09:17 UTC

Il tweet di Trump è arrivato dopo che l’ex leader UKIP Nigel Farage è apparso su Fox And Friends, uno degli spettacoli preferiti del presidente, parlando della marcia del fine settimana.

Downing Street ha detto che Theresa May era “orgogliosa” del sistema. Il suo portavoce ha dichiarato che l’NHS è stato recentemente classificato come il miglior sistema sanitario al mondo

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scatenato una reazione da parte dei politici del Regno Unito attaccando il Servizio sanitario nazionale. In un tweet che critica i Democratici USA che spingono per un sistema sanitario universale, ha detto che “migliaia di persone stanno marciando” nel Regno Unito perché il NHS sta “andando in rovina e non lavorando”. Si ritiene che questo sia stato un riferimento a una marcia di Save the NHS su Downing Street di sabato, chiedendo più finanziamenti.

Downing Street ha detto che Theresa May era “orgogliosa” del sistema del Regno Unito. Il suo portavoce ha detto che l’NHS è stato recentemente classificato come il miglior sistema sanitario del mondo e che il segretario alla salute Jeremy Hunt, che ha colpito il presidente degli Stati Uniti su Twitter, “parla per il governo”.

Gli organizzatori della manifestazione hanno detto che era stato finalizzato a mostrare “l’amore” delle persone per il NHS. L’amministratore delegato di NHS England ha detto che il presidente degli Stati Uniti ha “preso la parte sbagliata del bastone”.

Nel Regno Unito, il servizio sanitario nazionale è finanziato dalla tassazione generale, quindi le persone non devono pagare quando ricevono un trattamento. Negli Stati Uniti, quando le persone ricevono un trattamento devono pagare, molto spesso attraverso i fornitori di assicurazioni sanitarie’.

Il tweet del presidente Trump è arrivato dopo che l’ex leader di UKIP, Nigel Farage, è apparso su Fox And Friends, uno degli spettacoli preferiti dal presidente, parlando della marcia del fine settimana.

“I Dems vogliono aumentare di molto le tasse per cure mediche davvero brutte e non personali”, ha twittato Trump. In risposta, Hunt ha detto che mentre “non era d’accordo con le affermazioni fatte in quella marcia”, nessuno voleva “vivere in un sistema in cui 28 milioni di persone non hanno una copertura”.

Ha aggiunto: “L’NHS potrebbe avere delle sfide, ma sono orgoglioso di essere del paese che ha inventato la copertura universale – dove tutti si prendono cura, indipendentemente dalle dimensioni del loro conto in banca”.

Anche il leader laburista Jeremy Corbyn, leader dell’opposizione britannica, ha risposto: “La gente marciava perché amiamo il nostro NHS e odiamo ciò che i Tories ci stanno facendo”. Ha aggiunto: “L’assistenza sanitaria è un diritto umano”.

I finanziamenti del NHS sono stati oggetto di accesi dibattiti nel Regno Unito poiché gli ospedali lottano per far fronte alla pressione sulle risorse. Una commissione istituita dai liberaldemocratici – il quarto partito più importante della comunità – ha chiesto una tassa separata per finanziare il servizio, dicendo che sono necessari 4 miliardi di sterline supplementari per il prossimo anno e 2,5 miliardi di sterline supplementari per il 2019 e il 2020.

Il leader di Lib Dem Sir Vince Cable ha invitato il presidente degli Stati Uniti a leggere lo studio, “per scoprire come finanziare un sistema sanitario universale”.

La manifestazione di sabato, denominata NHS In Crisis: Fix It Now, è stata organizzata dall’assemblea popolare contro le campagne di austerità e salute insieme.

In una risposta congiunta al presidente degli Stati Uniti, hanno affermato che le persone hanno marciato “per mostrare il loro amore per i principi di assistenza universale e completa gratuita al punto di utilizzo, pagati attraverso la tassazione generale
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http:en.mercopress.com/2018/02/07/trump-manages-to-unite-the-uk-political-system-in-praise-of-the-healthcare-system
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REAZIONE:TUTTO HA UN TEMPO SOTTO IL SOLE SIGNOR TRUMP.COME INSEGNA L’ECLESIASTES NEI SUOI PROVERBI,LEI AVEVA RAGIONE PRIMA DEL BREXIT,OGGI NON PIU.

….TUTTO HA UN TEMPO…..E, UNO SPAZIO, QUINDI NELLA MOLTIPLICITA E ETEROGENEITA DELLA VITA SULLA TERRA NON ESSISTE UN PARADIGMA UNIVERSALE IN MATERIA DI SALUTE PUBBLICA E OGNI POPOLO ADOTTA CIO CHE LI STA MEGLIO PER ASSICURARE LA VITA E LA SUA QUALITA SECONDO LA IDEOSINCRAZIA E LA STORIA DI OGNI NAZIONE:GB SI ADEGUA ALLA TRADIZIONE DI SOLIDARIETA E SPIRITU CARITATEVOLE DI EUROPA,E QUINDI HA RAGIONE MAY E IL SUO MINISTRO,NEGLI STATI UNITI LA RISPONSABILITA INDIVIDUALE E L’INIZIATIVA PRIVATA E’ INCISO NEL SUO ADN E QUINDI NON CONVIENE LA OBAMACARE,E IN QUESTO NON HA RAGIONE IL MINISTRIO DELLA SANITA BRITTANICO.
ENTRAMBI SISTEMI ASSICURANO COSI IL MASSIMO DI COPERTURA,QUALITA ED EFFICENZA DELLA SANITA PUBBLICA.

10 FEBRAIO 2018:PAMELA MORTA,PARLA SUA MADRE
-SU YOU TUBE:

REAZIONE:DICONO CHE LE ELEZIONI A MARZO SI GIOCHERANNO SUL TEMA IMMIGRAZIONE:BHE,MICA TANTO,NON TRANSFORMIAMO UN CASO DI CRONACA NERA INTORNO AL SESSO E LA DROGA CON REGOLAMENTI DI CONTI A SFONDO PASSIONALE IN UN CASO POLITICO,IN UNA CAUSA NAZIONALE,STAREMMO FACENDO IL GIOCO CHE CONVIENE AI DELINQUENTI TERRORISTI COINVOLTI E A CHI FORSE VUOLE SFRUTTARE QUESTA STRAGE CON SCOPI POLITICI PER ALIMENTARE SONDAGGI CHE NON SONO FAVOREVOLE E SPINGERE SENTIMENTI COLLETTIVI DI RABBIA E SDEGNO PORTANDOLI A FARE CATARSI NELLE URNE.HA GIA SUCCESSO IN GB EPPURE IL BREXIT HA VINTO .PIANO…..

-IL GIORNO DOPO

10 FEBRAIO 2018:ARTE SACRA,DIVINA BELLEZZA

-SU LA REPUBBLICA:

“Divina Bellezza”, l’arte sacra raccontata da Alberto Angela: “Un viaggio nel senso infinito del bello”

https://video.repubblica.it/embed/spettacoli-e-cultura/divina-bellezza-l-arte-sacra-raccontata-da-alberto-angela-un-viaggio-nel-senso-infinito-del-bello/289379/289991?adref=https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/divina-bellezza-l-arte-sacra-raccontata-da-alberto-angela-un-viaggio-nel-senso-infinito-del-bello/289379/289991&showplayer=true&generation=pageload&width=360&height=202.5&mobile=dcmgpd&pm=true&pl_listen=true&el=videocont&mode=correlati&mco=1&cv=on&title=off&kwdebug=true&test_deferring=dcmgpd&pa

Da Giotto a Michelangelo, passando per Raffaello, Tiziano e i manieristi del ‘500. Ma anche i gioielli nascosti nelle piccole diocesi sparpagliate negli angoli di tutto il Bel Paese. Dieci capitoli che raccontano l’arte sacra italiana attraverso gli occhi e le parole del noto giornalista e divulgatore televisivo Alberto Angela. “Questo viaggio è stato la conferma che il nostro è un paese pieno di sorprese”, racconta a margine della presentazione della collana a Roma. Il filo conduttore della “Divina Bellezza”, la raccolta di 10 dvd distribuiti a partire dal  15 novembre per 9 settimane in edicola con La Repubblica, è il profondo legame che unisce gli straordinari oggetti artistici del patrimonio italiano alla storia e alle vite delle comunità che li custodiscono. “L’arte è sempre stata una fedele compagna, sottolineando i momenti più importanti di ogni comunità – aggiunge Angela – E’ così che ci si accorge che l’arte racchiude un calore e una familiarità che va al di là della bellezza dell’opera. E’ qualcosa di profondamente tuo, la tua cultura”

di Francesco Giovannetti

https:video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/divina-bellezza-l-arte-sacra-raccontata-da-alberto-angela-un-viaggio-nel-senso-infinito-del-bello/289379/289991?ref=drnh56-3

-10 FEBRAIO 2018:I PASTORI DI BERGOGLIO,L’ANTI BABBO NATALE

-TITOLARE LA REPUBBLICI:

VATICANO

Papa Francesco: “Abbiamo bisogno di pastori poveri, che non volino a bassa quota”

REAZIONE:VOLATE PIU ALTI,SU NIENTE PAURA…

13 FEBRAIO 2018:L’ITALIA E’ UN PAESE MASCHILISTA

-SU LA REPUBBLICA:

d.repubblica.it

Alan Friedman: l’Italia è un Paese maschilista
di Alan Friedman

Mentre il suo ultimo libro, “Dieci cose da sapere sull’economia italiana prima che sia troppo tardi”, scala le classifiche di vendita, il noto economista ha scelto di scrivere per noi un testo che parla direttamente alle lettrici della nostra testata. Di maschilismo, mancata tutela dei diritti delle donne e del sostegno alla maternità e di un movimento, MeToo, che auspica possa avviare un cambio di mentalità

Per certi versi, per troppi versi, l’Italia del 2018 rimane un Paese maschilista. Da economista, sono fermamente convinto che il Paese si stia facendo del male per la sua incapacità (o mancanza di volontà?) di utilizzare il talento e l’energia di milioni di donne che incontrano troppi ostacoli a entrare nella forza lavoro. Pur crescendo costantemente negli anni, l’occupazione femminile in Italia resta il fanalino di coda dell’Europa. Con un tasso del 49 per cento di donne che hanno un impiego (rispetto al 67 per cento degli uomini) ci collochiamo al penultimo posto: solo la Grecia fa peggio di noi. In Germania, ben il 71 per cento delle donne ha un lavoro. Secondo la Banca d’Italia se l’occupazione femminile arrivasse al 60 per cento il PIL italiano crescerebbe di ben 7 punti!

La mancanza di una tutela maggiore dei diritti delle donne nell’economia e di una politica mirata all’occupazione femminile è un problema serio, e per tutti gli italiani, perché rischia di rallentare la ripresa e la crescita. Se vogliamo parlare in modo serio di crescita dobbiamo affrontare la questione con nuove regole che promuovano l’uguaglianza in termini di stipendi tra uomini e donne, incentivi fiscali per l’occupazione femminile e sovvenzioni che triplichino la copertura di asili nido in tutto il Paese.

In Italia solo il 21 per cento dei bambini sotto i tre anni usufruisce di un servizio di assistenza all’infanzia, una percentuale inferiore alla media europea del 27 per cento e molto lontana dalle performance dei Paesi del Nord Europa come la Danimarca, dove i posti nelle strutture per l’infanzia arrivano a coprire il 62 per cento dei bimbi, o la Svezia, con il 55 per cento. Meglio di noi fanno la Francia, con il 39 per cento, il Regno Unito, con il 30, e la Germania, con il 28 per cento.

Bisognerebbe inoltreincoraggiare l’occupazione femminile con una politica attiva che crei incentivi fiscali per chi assume a tempo pieno e relativa detassazione di lavori part-time o flessibili per le mamme  che scelgono questa strada.

Se l’Italia vuole tornare a crescere, gli incentivi per l’occupazione femminile non sono un optional ma una condizione fondamentale. Queste iniziative non sono soltanto per le donne ma per tutti gli italiani perché genererebbero nuovi posti di lavoro, nuovi redditi, nuovi gettiti fiscali e nuovi consumi.

Ma un programma serio deve includere anche un cambio di mentalità. Ci vorrebbe una rivoluzione culturale tra chi detiene il potere nell’industria e nella finanza in Italia, e non solo nella politica. E a proposito di rivoluzioni: sto guardando con partecipe entusiasmo al movimento #MeToo, che ha finalmente portato al centro del dibattito pubblico il tema delle molestie sessuali e degli abusi sui luoghi di lavoro. Si tratta di un fenomeno estremamente pervasivo che non risparmia nessun ambiente e ostacola gravemente l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato occupazionale.

I panni sporchi non si lavano più in casa, e alle donne che stanno coraggiosamente denunciando va tutta la mia solidarietà.
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http:d.repubblica.it/life/2018/02/16/news/alan_friedman_libri_dieci_cose_da_sapere_sull_economia_italiana_prima_che_sia_troppo_tardi_italia_paese_maschilista_esclusiv-3861587/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P12-S1.6-T1

13 FEBRAIO 2018:GORILAS IN PROBLEMI

-SU LE MONDE:
Le Monde.fr
ÉDITION AFRIQUE
Le Monde Afrique
Pays
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Pourquoi la France s’est retirée de la Nouvelle Alliance pour la sécurité alimentaire.

L’initiative lancée en 2012 pour soutenir l’agriculture africaine est accusée de favoriser les multinationales et l’accaparement des terres.
Par Laurence Caramel
LE MONDE
Le 12.02.2018 à 18h10*Mis à jour le 13.02
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A woman works in a communal vegetable garden in KwaNdengezi, South Africa January 31, 2018. REUTERS/Rogan Ward – RC154EA9DDA0

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La France a annoncé son retrait de la Nouw velle Alliance pour la sécurité alimentaireet la nutrition (Nasan) à l’occasion du Comité interministériel de la coopérationinternationale et du développement (Cicid), organisé jeudi 8 février à Matignon. Cette initiative, lancée lors du sommet du G8 de Camp David (Etats-Unis) en 2012, affiche pour ambition de faire reculer la faim en Afrique et de «sortir 50 millions de personnes de la pauvreté d’ici 2022 »en drainant des investissements privés dans le secteur agricole grâce à des dispositifs réglementaires attractifs et le soutien des bailleurs étrangers. D’importantes multinationales comme Cargill, Monsanto, Louis Dreyfus, Mars… sont associées à cette coalition dont le secrétariat est officiellement assuré par le Forum économique mondial et l’Union africaine.
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Lire aussi : Après une longue période de recul, la faim progresse dans le monde
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Mais plus de cinq ans après son lancement, les résultpats ne sont pas au rendez-vous. Du moins pour le gouvernement français, qui était coordonnateur de ce« nouveau modèle agricole » au Burkina Faso, l’un des dix pays du continent membre de la Nasan. Le communiqué ministériel ne s’étend pas sur les raisons de ce retrait, mais annonce que« la France renforcera son appui à l’agriculture familiale à travers une intensification agro-écologique »
Exit donc officiellement la promotion de grands projets agro-industriels comme solution au déficit alimentaire.« L’approche de cette initiative est trop idéologique et il existe un véritable risque d’accaparement de terres au détriment des petits paysans »,justifie un fonctionnaire du ministère des affaires étrangères proche du dossier.
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Sentiment d’injustice
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Marie-Cécile Thirion, responsable de la division développement rural à l’Agence française de développement (AFD, partenaire du Monde Afrique), admet également que« la Nouvelle Alliance est une occasion ratée qui a été trop rapidement montée. Elle n’a pas spécialement promu de nouveaux investissements vertueux et elle n’a pas su empêcher les mauvais ».

L’évaluation indépendante de l’expérience burkinabée réalisée par des chercheurs du Centre de coopération internationale en recherche agronomique pour le développement (Cirad) aura certainement fini de convaincre les autorités françaises qu’il était temps de prendure ses distances. Les conclusions du rapport, financé par l’AFD – auquel
Le Monde Afrique a eu accès –, sont en effet peu clémentes:«La Nasan au Burkina Faso est l’histoire d’une initiative politique ayant suscité beaucoup d’espoirs et de désillusions chez certains acteurs, des craintes et des critiques chez d’autres. Portée au plus haut niveau politique lors de son lancement, elle s’est rapidement essoufflée faute, en particulier, d’appropriation. (…)  Les entreprises internationales, tant attendues en particulier par les pouvoirs publics, et les entreprises nationales ne sont pas venues.»
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http://www.ultimedia.com/deliver/generic/iframe/mdtk/01637594/src/vrpsvv/zone/1/showtitle/1
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L’étude s’attarde en particulier sur le projet de Bagré, à 200 km au sud-est de le capitale burkinabée, Ouagadougou.« Les mesures prises pour libérer des terres pour les investisseurs à venir ont profondément bouleversé les pratiques de sécurisation et de consommation alimentaire.(…) Lorsque les populations recevront des terres irriguées [le projet prévoit d’aménager 30 000 ha et d’en attribuer 5 000 aux villageois],il leur faudra vivre sans terres pluviales, alors que les cultures pluviales sont la base de vie des ménages. La situation des exploitants familiaux est aujourd’hui très tendue par rapport aux conditions offertes aux agriculteurs entrepreneuriaux, engendrant un fort sentiment d’injustice», écrivent les experts du Cirad.«
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« Aucun avantage fiscal »
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Le secrétaire permanent de la Confédération paysanne du Burkina Faso, Issoufou Porgo, décrit également un système défavorable aux petits paysans :« La Nouvelle alliance ne nous accorde aucun avantage fiscal contrairement par exemple à des entreprises qui reçoivent des terres pour des cultures d’exportation. En quoi cela améliore-t-il la sécurité alimentaire du pays ? Les petites exploitations qui assurent 40 % de la consommation de riz ont pourtant démontré qu’elles savent produire.»
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Lire aussi:Dans l’ouest de la Côte d’Ivoire, une terre trop convoitée
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Plusieurs exemples mis en lumière par les ONG ont permis de documenter d’autres échecs. Ainsi, en Côte d’Ivoire, pour développer la production de riz, le gouvernement a encouragé de grandes entreprises du négoce des matières premières comme Export Trading Group (ETG) à passer contrat avec des centaines de petits paysans.

« Le contrat stipule que la multinationale fournira des semences, des intrants, de l’outillage, des conseils techniques qui ne seront facturés qu’au moment de la livraison de la récolte, explique Maureen Jorand du Comité catholique contre la faim et pour le développement (CCFD-Terre solidaire).Mais quand, pour des raisons notamment liées aux retards dans la livraison de ces services, les paysans ne sont pas en mesure de fournirautant de riz que prévu, les entreprises ont la possibilité d’hypothéquer les terres.»

« Décision courageuse du gouvernement »

La Nouvelle Alliance suscite depuis l’origine de multiples critiques des ONG. Accusée de favoriser les géants du négoce de matières premières et les leaders du secteur semencier, de priver les Etats africains de recettes fiscales en attirant les investisseurs à coups d’exonération de taxes, de mettre en péril les droits fonciers des paysans et, finalement, de ne pas améliorer la situation des populations rurales les plus pauvres. Action contre la faim (ACF), Oxfam et le CCFD-Terre solidaire qui en France mènent campagne pour l’abandon de ce projet ont donc salué la « décision courageuse du gouvernement »« C’est un geste important. Les autres membres du G8 doivent faire de même », plaide Peggy Pascal, d’ACF. L’Allemagne et le Royaume-Uni sont en train de mener leurs propres évualuations. De son côté, l’Union africaine qui devait seule prendre en charge le pilotage de l’initiative semble avoir du mal à assurer sa fonction. Aucune réunion n’a été organisée depuis 2016.
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Lire aussi : Quatre ONG de solidarité claquent la porte des Etats généraux de l’alimentation.
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Les parlementaires européens, eux, avaient déjà tranché en votant une résolution le 7 juin 2016 demandant de cesser tout nouveau soutien à la Nasan avant d’en faire une évaluation. Les élus déploraient notamment le manque de consultation des sociétés civiles africaines avant le lancement de cette initiative. Ils mettaient en garde contre «le danger de vouloir répliquer en Afrique le modèle de la “révolution verte asiatique des années 1960 en ignorant ses impacts sociaux et environnementaux». Reste donc une question qui, jusqu’à présent, n’a pas trouvé de réponse: comment attirer massivement de «bons» investissements pour moderniser l’agriculture africaine dont les rendements céréaliers sont deux fois plus faibles que la moyenne mondiale et lui donner les moyens de nourrir une population qui devrait doublerd’ici 2050 ?
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En savoir plus sur
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http:.lemonde.fr/afrique/article/2018/02/12/pourquoi-la-france-s-est-retiree-de-la-nouvelle-alliance-pour-la-securite-alimentaire_5255771_3212.html

REAZIONE:I PIANI ELETTORALI DI SALVINI E RENZI DI FARE PAGARE ALL’EUROPA GLI AIUTI DI PAESI AFRICANI SUL COMBATTIMENTO ALLA FAME E LO SVILUPPO PER EVITARE LA EMIGRAZIONE NEL MEDITERRANEO, CON QUESTA DECISIONE VANNO ANCORA ALL’INCONTRO AD UN FALLIMENTO,DOPO QUESTO DIFFICILMENTE LA UE VORRA PARTECIPARE A SOLUZIONI COLLETTIVI DEL GENERE,CAMP DAVIS HA FALLITO.E’ BELLO FARE PROMESSE ELETTORALI GRANDILOQUENTI MA………SOLO FANTASIE.


13 FEBRAIO 2018:SUSSIDI AGRICOLA EUROPEE,I PASTORI DELLA FRANCIA NON INDITRIEGIANO

-SU LE MONDE:

Contre le déclassement des zones défavorisées, les agriculteurs en colère ne désarment pas

Des agriculteurs manifestent à Auch et Arles pour dénoncer le déclassement de territoires considérés comme des zones défavorisées, ce qui leur garantissait de percevoir des aides européennes compensatoires.

Ils veulent maintenir la pression contre la réforme des zones agricoles défavorisées, à trois jours du dénouement dans ce dossier. Une centaine d’agriculteurs avec quelque cinquante tracteurs bloquaient, lundi 12 février au matin, les quatre accès principaux de la ville d’Auch (Gers). Du côté d’Arles (Bouche-du-Rhône), ils étaient une dizaine à manifester leur colère, dans la foulée de précédentes mobilisations la semaine dernière dans plusieurs régions de France.

Les agriculteurs dénoncent le déclassement de territoires jusqu’ici considérés comme des zones défavorisées – ce qui leur garantissait de percevoir des aides européennes compensatoires.

Auch paralysée, trafic perturbé autour d’Arles
« Le Gers fait partie des oubliés » sur la carte des zones défavorisées proposée par le gouvernement, dénoncent les agriculteurs de la Fédération départementale des syndicats d’exploitants agricoles (FDSEA) et des Jeunes agriculteurs du Gers (JA32) dans un communiqué. Ils relèvent en particulier l’exclusion d’une région de l’ouest du département qui « met en danger presque 300 éleveurs gersois qui ne survivront pas à la perte de l’indemnité compensatrice de handicap naturel (ICHN) ». Des feux de pneus et de palettes ont été allumés sur les barrages comme lors des précédentes journées d’action.

Du côté d’Arles, des dizaines d’agriculteurs, dont certains en tracteur et d’autres dans leur véhicule personnel, ont manifesté lundi matin contre la politique agricole française, qui « pénalise toutes les agricultures », et perturbé le trafic. Peu après 9 heures, la RN113, qui relie Arles à l’autoroute A54, était coupée dans les deux sens, selon le compte Twitter de Vinci autoroutes, qui appelait à « éviter le secteur ».

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Voir l'image sur Twitter

@VINCIAutoroutes

#manifestationsagricpoles #RN113 coupée secteur d’Arles. #A54 dir° Aix / Marseille sortie conseillée et entrée déconseillé à Nîmes Garons (n°2). Contournez la zone
Plus d’infos : https:.vinci-autoroutes.com/fr/manifestation-agriculteurs …. Ecoutez @Radio1077

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A l’appel de la FDSEA, de Jeunes agriculteurs, de la Fédération ovine des Bouches-du-Rhône, de l’association Bovin 13 et du Syndicat des riziculteurs, les manifestants entendent dénoncer une agriculture qui n’est « pas en marche », mais qui « recule ». Et s’interrogent dans un communiqué :

« Les exploitations agricoles ont leur trésorerie au plus bas, ne peuvent plus investir quand elles ne sont pas en grandes difficultés, les jeunes ne peuvent plus s’installer… Comment répondre dans ces conditions aux demandes des consommateurs qui ont été exprimées lors des états généraux de l’alimentation ? »

Pour expliquer leurs difficultés, ils dénoncent « la mauvaise gestion de la PAC [politique agricole commune] les problèmes de compétitivité et le partage de la valeur avec la grande distribution »« Une fois de plus, il y va de la crédibilité de l’Etat dans son action pour les territoires. Notre agriculture, nos élevages et nos exploitations font partie intégrante de notre patrimoine culturel et de notre territoire, nous ne pouvons plus nous permettre de reculer ! », concluent-ils.

*La carte des zones défavorisées présentée mercredi

Mercredi, le gouvernement doit présenter la carte définitive des zones défavorisées. L’Union européenne a demandé à la France de revoir la carte actuelle de ces zones, qui détermine notamment le versement de l’ICHN hors montagne, une aide à laquelle est consacrée chaque année la somme d’un peu plus de 1 milliard d’euros.

Au total, 3 555 communes supplémentaires intégreront la nouvelle carte qui doit remplacer à partir du 1er janvier 2019 la carte actuelle, datant de 1976, et qui compte 10 429 communes, indique le ministère de l’agriculture.

REAZIONE:QUESTO POSIZIONAMENTO DEGLI AGRICOLTORI FRANCESI PORTERA ULTERIORI DIFFICOLTA AL GIA FALLIMENTARE NEGOZIATO UE-MERCOSUR

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-APPENDICE:BILL GATES HA LA SOLUZIONE,CREARE UNA SUPER MUCCA

REAZIONE:

15 FEBRAIO 2018:E’ IL NOME DEL PRIMO TERRORISTA STRAGISTA ISPANICO DEGLI STATI UNITI,QUESTO INCARNA IL MALE

-SU LAREPUBBLICA

Repubblica.it

ESTERI
Trump parla della strage in Florida ma non menziona mai le armi. Cruz membro di un gruppo di suprematisti
Nicolás  Cruz
Discorso di 6 minuti in diretta tv.
L’amministrazione Usa si impegna ad affrontare “la difficile questione della salute mentale”. E su Youtube il ragazzo aveva pubblicato un video: “Diventerò un killer di scuole professionista”. Obama: “Servono da tempo leggi di buon senso”

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“Rendere sicure le nostre scuole e affrontare la spinosa questione della salute mentale”. Sono gli obiettivi che Donald Trump ha indicato nel messaggio alla nazione dopo la strage compiuta ieri da Nikolas Cruz, il 19enne ex studente alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida (dalla quale era stato espulso perché ritenuto pericoloso), che ha compiuto una strage imbracciando un’arma semiautomatica AR-15, versione civile dell’M-16 usato dai soldati americani in Vietnam, l’arma preferita dagli stragisti Usa. Il ragazzo, formalmente incriminato per 17 omicidi premeditati, è membro di un gruppo suprematista bianco.

“Nel corso del mese incontrerò i governatori e gli attorney general: la sicurezza delle nostre scuole e dei ragazzi sarà la nostra priorità assoluta”, ha aggiunto Trump nel messaggio di circa 6 minuti in cui non ha fatto riferimento alle armi e ad eventuali provvedimenti. “Non è sufficiente intraprendere azioni che ci inducano a pensare che stiamo facendo la differenza. Dobbiamo realmente fare quella differenza”, ha detto ancora.

“Nessun bambino o insegnante dovrebbe essere in pericolo in una scuola americana – ha scandito – Nessun genitore dovrebbe aver paura per i propri figli, quando li bacia ogni mattina e li manda a scuola”.

“La nostra intera nazione prega con tutto il cuore per le vittime e per le loro famiglie – ha poi aggiunto – A ogni genitore, insegnante, bambino che sta soffrendo, dico che siamo qui per voi, qualsiasi cosa vi serba o possiamo fare per alleviare il vostro dolore. Siamo qui assieme, come un’unica famiglia americana, la vostra sofferenza è anche il nostro fardello”.

· IL TWEET: “TRUMP PEZZO DI M.”
Prima dell’intervento in tv, subito dopo la strage, il presidente aveva inviato un tweet di condoglianze: “Non so cosa farmene delle tue preghiere, fottuto pezzo di m., piuttosto fai qualcosa contro la diffusione delle armi, l’unica cosa che potrebbe fermare il ripetersi di queste stragi”. E’ stato il post di replica di una presunta studentessa, che dice di chiamarsi Sarah. E il suo commento è stato ritwittato da migliaia di americani. Sarah, è diventata così l’eroe in rete della protesta contro la retorica del presidente degli Stati Uniti che ha detto di volersi recare nella scuola della strage per incontrare le famiglie delle vittime e i dirigenti locali.

· FU TRUMP AD ABOLIRE IL DIVIETO DI ARMI AI MALATI MENTALI
In molti ora ricordano che una delle prime mosse di Donald Trump dopo l’insediamento alla Casa Bianca fu proprio cancellare una normativa voluta da Barack Obama per impedire ai malati mentali di entrare in possesso di un’arma. Così fu rimosso l’obbligo per la Social Security Administration di segnalare all’Fbi le persone che ricevono assistenza per la loro disabilità e che hanno problemi mentali.
La norma interessava circa 75 mila persone con disordini mentali.

Obama l’aveva introdotta per rafforzare il sistema di “background check” dopo la peggior strage scolastica della storia Usa quella di Sandy Hook a Newtown nel 2012 (20 bambini e sette adulti uccisi). Autore della strage, Adam Lanza, un ventenne con vari problemi mentali, che dopo aver ucciso la madre a casa, si fiondò a scuola uccidendo alunni e adulti prima di togliersi la vita.

Servono da tempo “leggi di buon senso” sulle armi, afferma Barack Obama su Twitter, dicendosi certo che è cio che “la maggior parte degli americani vogliono”. “Non siamo impotenti”, dice l’ex presidente, che invita gli americani a “cambiare” strada sulla questione delle armi.

Tweet

Barack Obama

@BarackObama

We are grieving with Parkland. But we are not powerless. Caring for our kids is our first job. And until we can honestly say that we’re doing enough to keep them safe from harm, including long overdue, common-sense gun safety laws that most Americans want, then we have to change.

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· L’ARMA ACQUISTATA LEGALMENTE DAL RAGAZZO 
E ora si apprende che Nikolas Cruz aveva acquistato legalmente il fucile automatico Ar-15 usato per la strage. Lo riporta la Cnn citando fonti delle forze dell’ordine che spiegano che il giovane aveva acquistato lo scorso anno, passando quindi il “background check”, cioè i controlli dei precedenti penali ed eventuali altri problemi che i rivenditori d’armi sono tenuti a fare.

Nikolas Cruz aveva quindi acquistato la micidiale arma a 18 anni, età in cui negli Stati Uniti non si possono acquistare alcolici, vietati ai minori di 21 anni. Un divieto che ora vige in molti stati anche per le sigarette.

In passato il ragazzo si era sottoposto a cure psichiatriche ma da circa un anno non si recava più nelle clinica dove era in cura. Era stato espulso dalla scuola per atteggiamenti violenti e sui sui social media pubblicava foto di armi, di animali da lui uccisi. E video con diichiarazioni deliranti.

· LE FALLE NELLA SICUREZZA USA
E, come è accaduto altre volte, dopo le tragedie si scoprono falle nel sistema delle forze di sicurezza che avrebbero potuto se valutate con accuratezza impedire il crimine. Cinque mesi fa, a settembre, all’Fbi arrivò la segnalazione che su YouTube Nikolas Cruz aveva postato un commento che oggi suona particolarmente agghiacciante: “Diventerò un killer di scuole professionista”.

Benn Bennight, 36 anni, video blogger dal Missisipi vide il messaggio e lo segnalò immediatamente all’Fbi. Ma secondo la Cnn in realtà furono due le persone a contattare i federali, che “non condivisero l’informazione con la polizia locale”. Benning, in particolare, inviò una mail con l’immagine della schermata con la dichiarazione di Kruz a quella che riteneva fosse una mail per segnalare sospetti all’Fbi ma sbagliò indirizzo. A quel punto contatò telefonicamente il Bureau ma apparentemente l’unico risultato fu l’eliminazione del post di Cruz. Secondo Bennight, infatti, agenti dell’ufficio dell’Fbi in Mississippi lo contattarono e andarono nel suo ufficio per interrogarlo ma lui non fu in grado di dare alcuna informazioni non conoscendo l’autore del post. Da allora non venne più sentito fino ad ieri quando l’Fbi ieri – a strage compiuta – si rifece viva.

Da parte sua L’Fbi ha ammesso di aver ricevuto la segnalazione ma “non c’era in quel post (pubblicato su YouTube, ndr) alcuna altra informazione che indicasse quando e la località o la vera identità della persona che aveva scritto il messaggio”, ha dichiarato l’agente speciale responsabile dell’ufficio di Miami, Robert Lasky. Non è invece ancora stato accertato quando i federali ricevettero la seconda segnalazione su Kruz.

· SUPREMATISTA BIANCO
Nikolas Cruz era membro del gruppo suprematista bianco, la ‘Repubblic of Florida’, che punta a fare dello Stato una realtà abitata esclusivamente da bianchi. Lo riferisce l’Agenzia americana Associated Press citando il leader di questa formazione, Jordan Jereb, aggiungendo che Cruz aveva partecipato ad esercitazioni paramilitari con l’uso di armi da fuoco come il fucile d’assalto AR-15.

· LE REAZIONI
“Nel Paese accadono troppi casi del genere. Come leader, abbiamo l’obbligo morale di prevenirlo e proteggere le nostre comunità. Abbiamo bisogno di qualcosa di più dei pensieri e della preghiere”: lo ha twittato la leader dem alla Camera, Nancy Pelosi, rilanciando con altri colleghi di partito ad affrontare il nodo dei controlli sulle armi dopo la strage scolastica in California.

TWEET

Nancy Pelosi

@NancyPelosi

.@SpeakerRyan, there are any number of ways we could anticipate & prevent gun violence. There is no doubt in my mind that if legislation to expand background checks came to a vote, it would pass with bipartisan support. #EnoughIsEnough

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Il governatore repubblicano della Florida, Rick Scott, ha chiesto leggi più severe, per impedire che persone con problemi mentali possano acquistare armi da fuoco. “Dobbiamo fare in modo che le persone con malattie mentali non tocchino un’arma”, ha detto Scott in una conferenza stampa a Parkland.

“Il Congresso è alla mercè della Nra”, la potente lobby americana della armi: lo ha detto Jim Himes, deputato del Connecticut. “Questa istituzione non si sta muovendo…20 bambini morti in Connecticut non sono bastati per toccare il cuore di questo posto”.

“La violenza con le armi da fuoco è una tragedia. Chiedo al Congresso di esaminare questo tema”, ha aggiunto il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, nel corso di un’audizione alla Camera, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla strage in Florida. Mnuchin – riportano i media americani – si è impegnato a parlare con il presidente Donald Trump e con gli altri membri del governo sul tema delle armi.

“Non si può negare che nel nostro Paese stia accadendo qualcosa di pericoloso e di malato”, ha detto il ministro della Giustizia Jeff Sessions. “Dobbiamo affrontare il problema, non c’è alcun dubbio. Al Dipartimento della Giustizia faremo di questo una priorità”, ha aggiunto facendo riferimento all'”immagine dei ragazzi che escono dalla scuola gridando, con le mani sopra la testa”. “E’ un’immagine che non abbiamo bisogno di continuare a vedere”.

Sessions ha puntato i riflettori sull'”effettiva applicazione delle nostre leggi sulle armi, con particolare attenzione a criminali, individui pericolosi e persone con problemi mentali”. Spesso i responsabili di azioni come quella compiuta ieri “hanno dato segnali” e in virtù di queste “indicazioni” è necessario intervenire tempestivamente prima che il crimine venga commesso

http:.repubblica.it/esteri/2018/02/15/news/trump_strage_florida_scuola_parkland-188945169/

REAZIONE:SUPREMATISTA BIANCO?SUPREMATISTA BIANCO O NO IL DATO RILEVANTE PER NOI LETTORI E’ CHE QUEL NOME E’ IL PRIMO ISPANICO A FARE STRAGE DI MASSA IN USA.LE ARMI CENTRANO? IL MURO E’ IL MOVENTE?

16 FEBRAIO 2018:PER DEFAULT

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

verso le elezioni >>

Sondaggio Nessuna maggioranza possibile.

M5S regge, cala ancora il Pd. Centrodestra al 35%

Coalizione di Berlusconi può battere tutti. Ma gli indecisi sono tanti

di ILVO DIAMANTI

-NOTA COMPLETA:

Elezioni politiche

Il M5S regge, Pd sotto il 22% e il centrodestra può battere tutti

Il sondaggio pre elettorale di Demos: il movimento di Di Maio tiene quota 28 nonostante il caso-rimborsi. I dem giù di un altro punto, mentre la coalizione di Berlusconi è al 35%. Ma quasi un elettore su due non ha ancora deciso chi votare
A due settimane dal voto prevale ancora l’incertezza. Come mostra il sondaggio di Demos per Repubblica, gli elettori indecisi sono circa il 45%. Qualche punto meno di un mese fa. Sempre troppi, per formulare ipotesi precise. Ma anche imprecise. Tanto più perché la nuova legge elettorale, il Rosatellum, presenta una combinazione di sistemi di voto diversificata. Tra collegi “uninominali” e “proporzionali”. Difficile proporre scenari attendibili, in assenz…
REAZIONE:IO NON SONO ABONATO A LA REPUBBLICA.
QUESTO RISULTATO E’ UNA VITTORIA PER LA NUOVA ERA E PER LA MIA PREDICA IN QUESTE PAGINE.NON CREDO AI SONDAGGI MA…..E’ POSSIBILE VOTARE ALTRIMENTE?NO, QUESTO E’ UN VOTO PER DEFAULT: VINCERA IL NON VOTO,INEVITABILE LA BATOSTA AL PD E NON CI SARA MAGGIORANZA. COSI LE COSE E’ COME DIRE CHE COMUNQUE VADA IN ITALIA NON GOVERNERA PIU IL CENTRODESTRA.QUESTO E’ SCONTATO ANTICIPATAMENTE.E TUTTO SOMMATO POCO CAMBIERA IN ITALIA,IL VOTO E’ SOLO UN ACCIDENTE DI PERCORSO,LA NUOVA ERA HA GIA IMPOSTO LA SUA EGEMONICA VISIONE DEL MONDO.
-IL GIORNO DOPO:
-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it
POLITICA
Elezioni, al via il silenzio dei sondaggi: le ultime rilevazioni certificano lo stallo

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A due settimane dal voto scatta il divieto di diffusione di nuove rilevazioni. Ecco le ultime indicazioni, anche se altri sondaggi continueranno a circolare
di CARMINE SAVIANO
16 Febbraio 2018
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Sullo stesso tema
Demos per Rep Cala ancora il Pd, centrodestra al 35%
Tabelle

Due settimane di silenzio. Nessun nuovo dato, nessuna nuova percentuale: dal 17 febbraio fino al giorno delle elezioni, il 4 marzo, è vietata la diffusione e la pubblicazione dei sondaggi. Certo: quelli riservati continueranno a circolare tra chi vive in prima persona la parte finale di questa campagna elettorale. E continueranno a orientare le scelte dei partiti negli ultimi giorni prima del voto dei cittadini.·NESSUNA MAGGIORANZA E SISTEMA BLOCCATO
Nelle ultime ore la maggior parte degli istituti di ricerca – come Demos per Repubblica – si concentra sull’assenza di maggioranze certe. E quindi sulle ipotesi di governo basate su larghe (o larghissime) intese. Nessuna coalizione o partito riuscirebbe a raggiungere la maggioranza di seggi alla Camera (316). Nei numeri di Ipsos per il Corriere della Sera: il centrodestra è a 283 seggi, il centrosinistra a 158 e il Movimento 5 Stelle a 152. Liberi e Uguali raccoglierebbe 24 seggi.
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LEGGITutto sul voto del 4 marzo / Partitometro / Atlante elettorale
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Uno stallo. Certificato anche dai numeri del sondaggio Cise-Sole 24 ore. In percentuale: il centrodestra è al 34,7%, il Movimento Cinque Stelle al 29,4%, il centrosinistra al 27,4% e Liberi e Uguali al 5,3%. Il sondaggio si concentra anche sulle ipotesi che ha il centrodestra di raggiungere in solitaria la maggioranza dei seggi. E qui il Sud è decisivo. Nel caso di un risultato vicino al 35%, la coalizione guidata da Berlusconi, Meloni e Salvini dovrebbe ottenere al Sud 83 collegi. Con risultato prossimo al 40%, i collegi da vincere al Sud diventano 62 mentre con percentuali al 45% il numero scende a 42.· GENTILONI IL LEADER BIPARTISAN
La partita dei leader è senza storia. Demos e Ipsos assegnano le stesse prime quattro posizioni. Gentiloni su tutti. Gradito dal 47% dei cittadini sia secondo Demos che secondo Ipsos. Al secondo posto Emma Bonino (42% – 36%), al terzo Luigi Di Maio (38% – 35%), al quarto Matteo Salvini (34% – 29%). Per i partiti: c’è un lento calo del Pd a fronte di una sostanziale tenuta del Movimento Cinque Stelle.In questo senso sono da segnalare le forbici indicate da Euromedia Research in un sondaggio commissionato da Porta a Porta. Dove i tre valori sono relativi al buu minimo, al valore centrale e al massimo:Forza Italia: 15,6 – 17,3 – 19,0
Lega: 12,7 – 14,2 – 15,7
Fratelli d’Italia: 3,9 – 4,8 – 5,7
Noi con l’Italia: 1,6 – 2,3 – 3,0
Tutta l’area di centrodestra: 36,5 – 38,6 – 40,7Partito Democratico: 20,3 – 22,1 – 23,9
Civica Popolare: 0,2 – 0,5 – 0,8
+Europa: 1,6 – 2,3 – 3,0
Insieme: 0,4 – 0,8 – 1,2
Minoranze linguistiche: 0,1 – 0,4 – 0,7
Tutta l’area di centrosinistra: 24,2 – 26,1 – 28,0Movimento 5 stelle: 24,9 – 26,8 – 28,7Liberi e Uguali: 4,8 – 5,8 – 6,8CasaPound Italia: 0,3 – 0,6 – 0,9Infine una domanda rivolta da Emg agli elettori di sinistra sulle scelte post voto di Liberi e Uguali. Per il 21% il partito di Grasso dovrebbe cercare un’alleanza con il Pd. Per il 25,2% l’alleanza andrebbe ricercata con il Movimento 5 Stelle. Il 22,8% sostiene che è meglio non allearsi con nessuno.
pd – partito democratico
fi – forza italia
lega nord
LeU – Liberi e Uguali
Vedi tutti…
http:.repubblica.it/politica/2018/02/16/news/ultimi_sondaggi-189007345/
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REAZIONE:MI SEMBRANO ESSAGERATI QUESTI NUMERI DEL CENTRODESTRA.E CON MAGGIORANZA DECISIVA AL SUD?IL SONDAGGISTA-ARTICOLISTA VUOLE PRENDERCI IN GIRO?SICILIA NON HA MAI VOTATO COME IL RESTO DEL SUD E ITALIA.MA SE COSI NON FOSSE VUOLE DIRCI CHE AVREMMO UNA COMPAGINE DEL CENTRO DESTRA SENZA SALVINI E LA LEGA?
NON DIMENTICARE:BERLUSCONI PORTA SFORTUNA E FI NON PASSERA IL 15:DA DOVE VIENE QUESTO IMPROVISO EUFORICO OTTIMISMO?ALLA VIGILIA DEL VOTO IN SICILIA GLI IMPRESENTABILI LIDERI DEL CENTRODESTRA ERANO NASCOSTI CON LA CODA FRA LE GAMBE E OGGI ESSULTANO?IL NORD ITALIA DIVENTO COSI FAVOREVOLE VERSO LA DESTRA COME SICILIA?NO,NE CALVO NE CON DUE PARRUCHE,SALVINI NON ANDRA OLTRE IL SOLITO TRE-OTTO,E BERLUSCONI ANZI CHE DIFERENZIARSI SI HA AMMUCHIATO A SALVINI DOPO I FATTI DI MACERATA.
ORA RICORDATE,ANCHE UN PAZZO DI ULTRADESTRA COLPI PRIMA DEL REFERENDUM IN GRAN BRETAGNA ED EBBE UN RISULTATO INVERSO AL CERCATO,HA VINTO IL BREXIT.CREDETE PER CASO CHE I NAZISKIN AVRANNO LA MEGLIO?O SARA VERO CHE IL FASCISMO HA TORNATO IN ITALIA?IL POPOLO NON SI LASCIA MANIPOLARE DA MANOVRE POLITICHE DISEGNATI A TAVOLINO PER SFRUTTARE LE LOGICHE PAURE DELLA GENTE,NON CONFONDE REALTA CON FANTASIE.ANCORA,E CHI CREDE A QUESTA STORIA DI SALVINI E BERLUSCONI DELLA INAVASIONE DI ORDE AL SERVIZIO DAL CRIMINE ORGANIZZATO DEL SUD?NO,E’ BOSSI E MARONI CHE ORGANIZAVANO I REFUGIATI PER RISPEDIRLI IN FRANCIA E AL NORDEUROPA.E SE PECULATO CE STATO CON I CENTRI DI ACCOGLIENZA DEL SUD LO HA FATTO BERLUSCONI,MARONI,N’DRANGHETA E ALFANO,AALLORA TUTTI SOCI AL GOVERNO E FONDATORI DEL CARA MINEO.(1)
RENZI HA FAVORITO UNA MIGLIORE PERFORMANCE DEL CENTRODESTRA,AL MENO NEI SONDAGGI,MA OGGI ANCHE LUI COME BERLUSCONI PORTA SFORTUNA,SARA BATTOSTA PURE PER LUI E GENTILONI.
GRASSO L’AGO DELLA BILANCIA?NON CI CREDO,MI RACCOMANDO,MANDATELO A CASA,CON LUI LA LEGA,BERLUSCONI E I DUE MATTEO NIENTE DI MEGLIO PUO ASPETTARSI PER IL NOSTRO PAESE,PER QUEL PAESE….. DI UNA VOLTA
(1)-ALLEATI DI KADAFY ERANO,E NEMICI DELLA NATO:VI LO RICORDATE FRATTINI GRIDANDO CONTRO LA GUERRA ALLA LIBIA?MA GUERRA NON CE MAI STATO MALGRADO SALVINI LA INVOCA,SOLO NO FLAY ZONE.ALLORA ED OGGI DALLA PARTE DEL PROBLEMA E NON DELLA SOLUZIONE SONO.

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16 FEBRAIO 2016:PROMESSI SPOSI CORAGGIOSI
-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:
REP TV

reali gb
L’abbraccio di Meghan infrange
(di nuovo) il protocollo reale
In visita ad un centro per clochard


17 FEBRAIO 2018:ROBIN POST-MODERNO,L’NTERNAUTA EROE E I NEMICI DELLA NUOVA ERA
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-SU MERCOPRESS(SOUTH ATLANTIC NEW AGENCY
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MercoPress. South Atlantic News Agency
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Il giudice britannico si rifiuta di interrompere le azioni legali contro Assange
Mercoledì 14 febbraio 2018 – 09:58 UTC

Assange ha detto su Twitter che ha avuto tre mesi per appellare la sentenza. Ha detto che la sentenza del giudice conteneva “significativi errori fattuali” che non ha precisato

Martedì un giudice britannico ha rifiutato di bloccare i procedimenti giudiziari contro il fondatore di WikiLeaks Julian Assange per aver saltato la cauzione e fuggire all’ambasciata ecuadoriana a Londra nel giugno 2012. La sentenza lascia Assange, 46 anni, in un impasse legale e diplomatico, senza via d’uscita ambasciata in cui ha vissuto per quasi sei anni, a meno che non decida di affrontare la prospettiva dell’arresto da parte della polizia britannica.Assange ha detto su Twitter di avere tre mesi per appellare la sentenza, senza specificare se lo avrebbe fatto. Ha detto che la sentenza del giudice conteneva “significativi errori fattuali” che non ha precisato.Assange, nato in Australia, è entrato nell’ambasciata per evitare di essere spedito in Svezia per affrontare accuse di crimini sessuali, che lui ha negato. Il caso svedese è stato sganciato a maggio dell’anno scorso, ma la Gran Bretagna ha ancora un mandato per il suo arresto per la sua violazione dei termini della cauzione. I suoi avvocati hanno sostenuto che le autorità britanniche dovrebbero rinunciare ad arrestarlo, per motivi di interesse pubblico, ma il giudice distrettuale senior Emma Arbuthnot ha respinto tutti i punti e ha criticato Assange.

“L’impressione che ho … è che lui è un uomo che vuole imporre le sue condizioni sul corso della giustizia”, ​​ha detto nella sua sentenza al Tribunale di Magistrati di Westminster. “Sembra considerarsi al di sopra delle normali regole di legge e vuole giustizia solo se va a suo favore”.

Assange ha detto fin dall’inizio che le accuse sessuali svedesi erano prive di fondamento e la vera ragione dei suoi problemi legali era il fatto che aveva pubblicato segreti diplomatici e militari statunitensi su WikiLeaks. Ha paura che consegnarsi a se stesso porterebbe all’estradizione negli Stati Uniti.

I sostenitori di Assange lo considerano un sostenitore della libertà di espressione che ha esposto gli abusi del potere del governo a un costo personale enorme. I suoi critici lo vedono come un criminale che ha messo in pericolo le vite in molti paesi esponendo i segreti.

Non ci sono documenti o prove pubbliche che dimostrino l’esistenza di accuse penali statunitensi contro Assange, ma lui ei suoi sostenitori ritengono che i pubblici ministeri statunitensi potrebbero avere un’accusa sigillata, quindi segreta, contro di lui.

Il giudice ha detto che doveva prendere in considerazione l’impatto sulla fiducia del pubblico nel sistema giudiziario britannico nel caso in cui Assange potesse evitare un mandato per il suo arresto rimanendo fuori dalla portata della polizia per anni.

Gli avvocati di Assange avevano sostenuto che le sue condizioni di vita ristrette nell’ambasciata ecuadoriana, in un appartamento al primo piano nell’affluente quartiere di Knightsbridge a Londra, equivalevano a punizioni severe e sproporzionate per aver violato i termini della cauzione.

Dissero che non aveva la luce del sole e soffriva di depressione, infezioni respiratorie, problemi dentali e una spalla congelata per la quale non riusciva a farsi curare. Il giudice ha respinto tali argomenti, dicendo che le condizioni nell’ambasciata erano molto meglio che in prigione.
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http:en.mercopress.com/2018/02/14/british-judge-refuses-to-halt-legal-proceedings-against-assange
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REAZIONE:IL PIU ACCANITO NEMICO DELLA NUOVA ERA,OGGI SCONFITTO INSIEME ALLA SUA MEDIASET E IL MILAN,E’ STATO BERLUSCONI.POI LO HA SEGUITO IL VATICANO E LA LOTTA DI RATZINGER CONTRO LA MODERNITA,POI E’ STATA LA VOLTA DELLO STATO ISLAMICO CHE PIU AUDACE DI RATZINGER PROPONEVA ADIRITTURA IL RITORNO AL MEDIOEVO,E POI TOCCO A RENZI CON I SUOI TELE-MACO E IL PATTO DEL NAZZARENO CON LA TELEVISIONE TRADIZIONALE DI BERLUSCONI,CON L’ASSEM,L’EXPO MILANO,ECC.TUTTI SCONFITTI.

MA MI HA MANCATO RIFERIRMI AD UNA FATISPECIE,ORMAI IN ESTINZIONE,CHE SONO I PRESUNTI “EROI” MEDIATICI DEI NUOVI MEDIA:ASSANGE E SNOWDEN.

ENTRAMBI CI VENGONO PROPOSTI COME EROI POST-MODERNI DI UN CERTO CYBERGIORNALISMO DI UNA DEMOCRAZIA DIRETTA ESSERCITATA FRA I NUOVI MEZZI.NON NE HO MAI VOLUTO PARLARE PERCHE NON VOGLIO DARE VISSIBILITA AD UN FISCALETTO CHE NON VALE PIU DI TANTO.NEL CASO PARTICOLARE DI ASSANGE NON HA MAI PRODOTTO CHE PICCOLE RIVELAZIONI DI PETTEGOLEZZE DIPLOMATICI E NON HA MA INFLUENZIATO NESSUNA AZIONE POLITICA VERA DI VERO VALORE IN NESSUNA PARTE DEL MONDO.E’ SOLTANTO UN PERSONAGGIO MEDIATICO PATROCINATO DAI NEMICI DELLA NUOVA ERA,FORSE LA SINISTRA ISPANOAMERICANA CHE LO HA APOGGIATO IN BLOCCO,E FORSE IL PROPIO VATICANO.PERO LA VERITA E’ CHE SOLO LUI SI PROPONE CON UN RUOLO MEGALOMANE ALDILA DELLE SUE VERI AZIONI.USA NON LO HA MAI ACCUSATO DI NULLA,E LA SVEZIA HA CHIESTO LA SUA ESTRADIZIONE PER CRIMINI SESSUALI.

INSOMMA NON OCCORRE DARE PER IL FISCALETTO PIU DI QUANTO NON VALE:ASSANGE ALTRO NON E’ CHE UN UN VOLGARE MANNACCIO RAZZISTA.IDEM PER SNOWDEN,OGGI PROTETTO DA PUTIN NELLA FEDERAZIONE RUSSA.


16 FEBRAIO 2018:SICILIA MIA……..

REAZIONE:CHI HA MANDATO A CASA CROCIETTA,TRADITORE DELLA AUTONOMIA SICILIANA,E RENZI SOCIO DI BERLUSCONI?
MATTEO,LA SICILIA E’ MOLTO DI PIU E BEN ALTRO DI AGRICOLTURA E PESCA E NON ABBIAMO BISOGNO DI NESSUN LEGHISTA,SAPPIAMO DIFFENDERCI BENISSIMO,LA LEGA NON HA IL MONOPOLIO DEL CORAGGIO PENSI PIU TOSTO AL SUO PARTITO SULL’ORLO DELLA DISSOLUZIONE.
MATTEO!!!,DICA POLIZIA NON PULIZIA CHE HA SGRADEVOLI EVOCAZIONI ETNICHE.MATTEO!!!!VIA DI SICILIA,VAI A QUEL PAESE……,QUELLO DEL TITOLO.


17 FEBRAIO 2018:LA LEY DEL REVOLVER

-TITOLARE LA REPUBBLICA:
Studenti a lezione al poligono di tiro: Vicenza si divide sulle armi come materia scolastica

Studenti a lezione al poligono di tiro: Vicenza si divide sulle armi come materia scolastici
di ENRICO FERRO
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Lega, il manifesto con la pistola per la candidata del Carroccio in Veneto
RepTv Vicenza,alla fiera delle armi anche i bambini in gita
di FABIO BUTERA
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-CON LA PISTOLA……….
Lega, manifesto con la pistola per la candidata in Veneto

Da oggi cercherò di approfondire, con un appuntamento quotidiano, i vari temi che, come Lega e centrodestra, proveremo a portare avanti nel nuovo Parlamento e su cui anch’io, nel mio piccolo, se eletta darò battaglia. Inizio dalla sicurezza”. Pistola in pugno, si presenta con queste parole Angela Colmellere, attualmente sindaca di Miane, un comune di 3.329 abitanti della provincia di Treviso in Veneto e capolista nel proporzionale alla Camera per la Lega nel collegio Belluno-Treviso. Nel suo programma elettorale anche “la necessità di ampliare la casistica dell’istituto della legittima difesa”.
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16 febbraio 2018
http:.repubblica.it/politica/2018/02/16/foto/elezioni_lega_angela_colmellere_pistola-189042029/1/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S1.8-L#1
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REAZIONE:LA LEGA NORD,SULL’ONDATA DI UNO SPARATORE DI NIGERIANI(NON HA UCCISO NESSUNO)COME METODO DI SOLUZIONARE LA QUESTIONE IMMIGRATORIA INSISTE NEL VOLERE MOSTRARE IL NORD COME IL FAR WEST:IO RISIEDO IN LOMBARDIA,HO STUDIATO NEL VENETO E L’UNICO DUELLO CHE HO VISTO E’ STATA UNA PROCESIONE PORTANDO UNA BARA IN CIMITERO PRESIEDUTA DA UN PRETE CHE IMPUGNAVA UN INCENSIARIO E NON UN REVOLVER.IL VERO CORAGGIO NON SI OSTENTA.NE MENO ELETTORALMENTE.E SE LO SI FA E’ AGRESIVITA E NON CORAGGIO.BASTA BUFFONATE COME QUELLA DI SALVINI CHE INVOCA GUERRE CHE NON HANNO MAI SUCESSO,CORAGGIO “INNEFFICACE” E “A LA CARTE”(ELETTORALE)CON PADANI “SPAGHETTI FAR WEST”

-17 FEBRAIO 2018:ECCO,L’IMMIGRAZIONE ABUSIVA VIENE DA LATINOAMERICA

SU CORRIERE DELLA SERA:corriere.it

Val di Zoldo, il paese con 3.000 abitanti (più 1.600 immigrati brasiliani)
Claudio Del Frate

Tremila abitanti più 1.600 immigrati arrivati dal Brasile. Che restano lì il tempo necessario per regolarizzare la permanenza in Italia e poi tanti saluti. Camillo De Pellegrin , sindaco di Val di Zoldo, zona delle Dolomiti bellunesi mette sotto i riflettori lo strano (e sospetto) fenomeno che sta investendo la sua comunità: a cadenza regolare si presenta negli uffici dell’anagrafe un factotum (quasi sempre lo stesso), chiede che venga data la cittadinanza italiana a gruppi di brasiliani i quali sostengono di avere antenati veneti. E in forza di una circolare ministeriale del 2007 il sindaco la deve concedere perché i brasiliani presentano effettivamente documenti che attestano il loro «sangue italiano». Ma sono tutti autentici? «Mi auguro di sì – afferma il sindaco De Pellegrin – anche se quasi tutti questi immigrati non sanno una parola di italiano e non sanno dire nemmeno chi siano di preciso i loro avi. Pochi giorni fa ho ricevuto una mail in cui vengo avvertito che in Brasile c’è chi “fabbrica” quel tipo di documenti. Io ho già girato la mail alla questura di Belluno…»
Italiani nel giro di pochi mesi

I numeri sono in effetti impressionanti: ormai un abitante su quattro di val di Zoldo fa parte di questa ondata migratoria. Ma solo in teoria, come vedremo. L’origine di tutto è un provvedimento del Viminale risalente al 2007 e riguardante il cosiddetto «iure sanguinis»: la circolare apre una sorta di «canale preferenziale» per gli immigrati extracomunitari di discendenza italiana. Possono riottenere la cittadinanza originaria presentandosi in un comune ed esibendo carte che attestano la loro parentela. A questo punto cosa accade? L’immigrato «di ritorno» arriva in Italia con un visto turistico, chiede la residenza al comune a cui si è rivolto e attende la regolarizzazione come cittadino italiano. Che arriva in genere nel giro di qualche mese. Una scorciatoia formidabile, se si pensa che un extracomunitario, per ottenere la sola residenza, deve avere un contratto di lavoro, una casa ed è soggetto a continui rinnovi. Non parliamo della cittadinanza, per la quale l’attesa è di anni.
«In paese solo pochi giorni»

«Se esistono persone in Brasile originarie di queste parti – chiarisce De Pellegrin – che vogliono tornare nelle loro terre d’origine, lavorare, ripopolarle, le nostre porte sono aperte, questo deve essere ben chiaro. Ma qui assistiamo a qualcosa di molto diverso: la stragrande maggioranza dei brasiliani che arrivano qui, una volta ottenuta la residenza spariscono, vanno chissà dove. Anche perché a quel punto la legge consente loro di muoversi ovunque. Mi è capitato di parlare con qualcuno di loro, ma non sapevano nulla del luogo in cui erano arrivati, non sapevano chi fossero i loro antenati». Il quesito è: queste persone hanno tutte diritto a rimettersi in tasca un passaporto italiano? «Stando alle carte che ci sottopongono sì – dice ancora il sindaco di Val di Zoldo – an che se ho girato alle autorità competenti la segnalazione che ci metteva in guardia sul fatto che in Brasile c’è chi fabbrica documenti falsi».
Un flusso organizzato

Non solo Val di Zoldo è investito da questa andata:accade lo stesso in altri comuni del Bellunese, nella Marche, in altre zone d’Italia che nei secoli passati hanno visto molti loro figli andare a cercare fortuna in Brasile. Il flusso però è organizzato: dall’altra parte dell’Oceano ci sono ormai agenzie che sbrigano l’intera pratica per il rientro, procurano le carte, il biglietto aereo, mandano un loro emissario ad accompagnare i loro clienti al comune di destinazione in Italia.

19 febbraio 2018 (modifica il 19 febbraio 2018 | 15:07)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

REAZIONE:ECCO CIO CHE VENGO DICENDO IN QUESTE PAGINE DA MOLTO TEMPO INDIETRO,LA MAGGIORE IMMIGRAZIONE DI ITALIA PROVIENE DAL SUDAMERICA.MA NON SE NE PARLA:SARANNO QUESTI I “BUONI IMMIGRATI” DI QUI CI PARLA SALVINI?
HO DETTO ABUSIVA E NON CLANDESTNA,NE REFUGIATI O PROFUGHI POLITICI O ECONOMICI.E LA SUA ABUSIVITA PROVIENE DI DUE: FONTI:
1-LA NOSTRA GIOVENE NAZIONE DA SEMPRE HA AVUTO LA CITTADINANZA SOLO PER CONSANGUINITA PERO PATERNA MA QUESTO HA MUTATO CON LA ERA BERLUSCONI-PRODI-BOSSI-LEGA-FINI E SI HANNO APROVATO NUOVE LEGGI DI CITTADINANZA,QUANTO MENO ABUSIVI:SANGUINITA PER VIA MATERNA,CITTADINANZA AI CONIUGHI SIANO DONNE O UOMINI,IL PERMESO DELLA DOPPIA CITTADINANZA,CITTADINANZA A CITTADINI DI TERRITORI PRE-UNITA ITALIANA,CITTADINANZA EMIGRATI ITALIANI CHE HANNO DIMENTICATO LE RADICI PERSI NEL TEMPO E SOLO CONSERVANO UN COGNOME ITALIANO MA NON IL NOSTRO CARATTERE LINGUA E IDEOSINCRAIA,ANZI SONO A VOLTE NOSTRI NEMICI E CARCERIERI.

SAREBBE IL CASO DI JORGE MARIO BERGOGLIO E TANTI COME LUI,E COSI VIA.
INSOMMA OCCORRE RIVEDERE RAPIDAMENTE QUESTE LEGGI DI CITTADINANZA.

2-LA SECONDA FONTE E’ QUELLA DELLA CORRUZIONE DEL NOSTRO SERVIZIO ESTERO:UN PASSAPORTO FALSO COSTA CINQUE MILA EURO.UN MATRIMONIO ON DEMAND,UN PO’ PIU.

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 353

24 GENNAIO 2018:CIO CHE E’ MODA NON SCOMMODA,L’ESTATE CHE VERRA

-SU LA STAMPA:

MODA

Pubblicato il 

Moda mare 2018: la natura è protagonista

I fiori, le foglie, persino gli insetti. Il beachwear è un giardino multicolore

G.M.

moda mare 2018

Giardini tropicali. Lussureggianti foreste. Macchia mediterranea. La natura, a qualsiasi latitudine, è la protagonista della moda mare 2018. Sui costumi da bagno sbocciano fiori e ondeggiano le foglie al vento, mentre fanno capolino api, farfalle e coccinelle. Un giardino multicolore approderà sulle spiagge della primavera estate in arrivo.

Fiori e foglie nella moda mare 2018

Mila ZB

Sono i giardini fioriti all’italiana ad ispirare la collezione Mila ZB, brand Made in Italy che ha debuttato lo scorso anno alla fashion week milanese. Per quanto riguarda il beachwear, la linea si ispira ai colori e ai profumi della natura mediterranea, alla gioia dei viaggi e del tempo libero. L’Italia e le sue spiagge, la sua macchia, i suoi giardini. Il blu è protagonista, ma con tocchi di corallo, in tutte le sue gradazioni. C’è anche il bianco che fa da sfondo alle rose e alle peonie, sulle quali si posano api, libellule e coccinelle. Modelli a fascia con il triangolo, sgambati, tanga e brasiliane, e naturalmente interi, che insieme ai caftani diventano capi fuori acqua eleganti e raffinati.

Maryan Mehlhorn

Ci si sposta verso barriere coralline, coste punteggiate di cactus ma anche rigogliose spiagge tropicali con le evocazioni di Maryan Mehlhorn. La moda mare 2018 di questo brand si caratterizza per le linee scultoree effetto 3D, che si sposa con tantissimi modelli e stampe. Tra cui le proposte a tema naturalistico. Scene sottomarine che evocano la flora e la fauna delle barriera coralline, ma anche colorati pattern floreali che mescolano calle e gigli. Non mancano cactus e motivi a foglie dalle tinte accese. Nella serie Riviera i fiori sposano le righe rosse e bianche oppure oliva e bianco. Mentre in Foliage sono le composizioni tropicali a catturare l’occhio. In Fusion, il fiore d’ibisco è protagonista assieme all’orchidea, e si fonde con dettagli tribali e animalier.

Anche Watercult, tra le tantissime proposte per la moda mare 2018, dedica un focus speciale alla natura. Jungle Camouflage è uno dei temi principali, che colora costumi con un’estetica vintage. Non mancano, a proposito di vintage, reminiscenze hippy e etniche. Mentre il classico motivo tropical assume brillanti toni pastello.

*****AVVISO AI LETTORI******

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30 GENNAIO 2018:L’ILLUSORIO VOTO A MARZO,O,PERCHE VINCERA IL PARTITO DEL  NON VOTO

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-SU LA STAMPA:LaStampa.it

POLITICA,SEZIONI
Si ferma la corsa del centrodestra. Giù la fiducia in Berlusconi e Salvini
Il sondaggio: centrosinistra in recupero, exploit di Bonino


LAPRESSE
Il leader dei Forza Italia Silvio Berlusconi

Pubblicato il 25/01/2018
NICOLA PIEPOLI
Ed eccoci a poco più di un mese dalle elezioni politiche del 4 marzo. L’astensionismo è ancora un’incognita. Gli italiani pensano di andare a votare? Rispondono in mondo affermativo quasi nove su 10: ma la reale affluenza alle urne, calcolata applicando un coefficiente di 0,8 al «certamente sì» e di 0,2 al «probabilmente sì», si attesta tra il 60% e il 65%. Si tratterebbe, dunque, di un dato in linea con le elezioni del 2013.

Il conto alla rovescia che avanza (-38 giorni) e le coalizioni ormai delineate coincidono con un primo cambiamento sulla percezione dei partiti e dei loro leader. Come vanno oggi? E rispetto ai mesi appena trascorsi? Cominciamo dalle coalizioni. Il dato più interessante riguarda il centrodestra, cresciuto da ottobre alla scorsa settimana di circa 4 punti, che sembra aver fermato la sua corsa: nell’ultima ricerca ha infatti perso circa un punto. A favore di chi?

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Di Maio cerca l’alleanza con Salvini: ecco cosa si dicevano fino a poco fa

VIDEO Non riportato

ANSA

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Innanzitutto del centrosinistra che, con l’uscita di Liberi e uguali tra ottobre e dicembre, ha perso ben quattro punti. Già la scorsa settimana era in lieve ripresa, una tendenza confermata anche nell’ultima rilevazione.

Il Movimento 5 Stelle è invece l’area politica più stabile nel corso di questi mesi. L’ultima oscillazione registrata è positiva (+0,5%) ma nelle ultime settimane sembra aver smarrito la forza espansiva che l’aveva contraddistinto l’anno scorso.

Ci siamo interrogati anche sui bacini di voti potenziali per i nuovi partiti costituiti in queste ultime settimane: la propensione maggiore, e dunque il bacino potenziale più ampi, risulta a favore di Emma Bonino e il neonato Europa, nel quale è confluito anche il Centro Democratico. Quanto alla «quarta gamba» del centrodestra, Noi con l’Italia, in questa settimana si è registrata una maggior forza sul territorio.


VIDEO,NON riportato

Berlusconi: “Il Movimento 5 Stelle che non è democratico, è come una setta”

LAPRESSE

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Capitolo leader. Al primo posto, indiscusso, c’è il Presidente della Repubblica: oltre un italiano su due ha fiducia in Sergio Mattarella. E nell’ultima settimana il gradimento nei suoi confronti è cresciuto di ben 6 punti.

Va notato che dei primi cinque leader che seguono il capo dello Stato, ben quattro appartengono al centrosinistra. Il primo in classifica, con 4 punti guadagnati rispetto alla scorsa settimana, è Paolo Gentiloni inseguito, anche se a 10 punti di distanza, da Emma Bonino, anche lei in crescita. Seguono poi Pietro Grasso (Liberi e uguali) e Luigi Di Maio (M5S). Il candidato premier del Movimento 5 Stelle registra una frenata e perde due punti rispetto alla settimana precedente.

Chiude Matteo Renzi: per il segretario del Partito democratico è un risultato sostanzialmente identico alla rilevazione di una settimana fa.

Come per l’intenzione di voto divisa per area, anche i leader di centrodestra rallentano. I leader di Lega Nord, Fratelli d’Italia, e Forza Italia occupano tutti i gradini inferiori della classifica e perdono colpi (tutti due punti percentuali) negli ultimi sette giorni. Matteo Salvini è il primo degli ultimi con 26 punti, poi Giorgia Meloni (23) e Silvio Berlusconi (22).


VIDEO NON riportato

Berlusconi: “Con me a palazzo Chigi, Salvini al ministero dell’Interno”

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Nota metodologica: il sondaggio è stato eseguito da Istituto Piepoli il 22 gennaio per La Stampa con metodologia mista Cati-Cawi su un campione di 500 casi, rappresentativo della popolazione italiana

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REAZIONE:E’SCONTATO IN ANTICIPO CHE VINCERA IL PARTITO DEL NON VOTO.E LO FARA PER PARTITA TRIPLA:
1-INANZITUTTO PERCHE SAREMMO MAGGIORANZA QUELLI CHE NON ANDREMMO ALLE URNE.
2-PERCHE FRA QUELLI CHE ANDRANNO A VOTARE SARANNO MAGGIORANZA QUELLI CHE VOTERANNO M5S,E IL VOTO PER I COMICI E’ UN NON VOTO.
3-MA ANCHE GLI ALTRI,CIO’E’ TUTTI QUELLI CHE ANDRANNO ALLE URNE SCEGLIERANNO IL NON VOTO,PERCHE IL LORO VOTO E’ ILLUSORIO,CREDERANNO VOTARE PER RENZI,BERLUSCONI O GRILLO MA IN REALTA VOTERANNO PER GENTILONI,SALVINI O DI MAIO.(O VICEVERSA?)


30 GENNAIO 2018:IL CALCIO E’ ESTRANEO,INSENSIBILE ALLA NOSTRA IDEOSINCRAZIA

-SU LA STAMPA:
MILANO
SEZIONI,EDIZIONI
Arrestato per riciclaggio a Milano il patron del Foggia calcio
Fedele Sannella è accusato di aver utilizzato denaro di provenienza illecita. Il 4 dicembre era finito in carcere il vicepresidente Ruggiero Curci

Fedele Sannella

Pubblicato il 24/01/2018
Ultima modifica il 24/01/2018 alle ore 08:52
EMILIO RANDACIO
Un’ordinanza d’arresto per riciclaggio a carico del proprietario del Foggia calcio, Fedele Sannella. La richiesta del pm della distrettuale antimafia milanese, Paolo Storari, è stata firmata dal gip, Giulio Fanales. L’indagine è la stessa che ha portato agli arresti lo scorso anno, dei manager che gestivano la vigilanza privata del tribunale milanese e alcune succursali dei centri commerciale Lidl.

Secondo le indagini, uomini vicini a Cosa nostra, avevano investimenti importanti al Nord. Operazioni per riciclare, secondo l’antimafia, denaro di provenienza illecita. La società calcistica foggiano era già emersa dal primo filone, ed erano scattati una serie di sequestri. Il 4 dicembre era finito in carcere il vice presidente rossonero, Ruggiero Curci, per antiriciclaggio. Era sospettato di aver pagato in nero calciatori del Foggia, utilizzando denaro di provenienza illecita.

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http:.lastampa.it/2018/01/24/edizioni/milano/arrestato-per-riciclaggio-a-milano-il-patron-del-foggia-calcio-koix4CIuKKMMUYXSLxJq0J/pagina.html

30 GENNAIO 2018:SOS ANIMALI DOMESTICI

-SU LA STAMPA:

Uccise un cane con la balestra, condannato a 10 mesi di reclusione


ANSA

Pubblicato il 30/01/2018
Era accusato di aver ucciso un cane meticcio di dieci anni con un colpo di balestra. Per questo un 50 enne bergamasco, è stato condannato in primo grado a 10 mesi di reclusione, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno. Lo rende noto l’Ente nazionale protezione animali che si è costituito parte civile nel processo.

Le indagini – ricorda l’Enpa – partirono nel febbraio 2014 su impulso dell’allora Corpo Forestale dello Stato (oggi confluito nell’Arma dei carabinieri), dopo che gli agenti trovarono in Val Seriana (Bergamo) il cadavere dell’animale, trafitto da un dardo. Gli inquirenti puntarono subito sul 50enne, a carico del quale venne disposta una perquisizione domiciliare. A casa dell’ uomo vennero trovati un arco e una balestra con le relative frecce, compatibili con quelli che uccisero il cane.

L’avvocato Claudia Ricci, che ha rappresentato Enpa in giudizio, è soddisfatta per la sentenza di primo grado. «Un pronunciamento importante, non solo per questo procedimento – spiega Ricci – ma perché può diventare un precedente per casi simili. Casi che, purtroppo, sono molto più numerosi di quanto si possa immaginare».

La sentenza del Tribunale di Bergamo potrebbe far sentire i suoi effetti in un procedimento analogo a Viterbo, a carico di un uomo finito alla sbarra proprio per avere ucciso un cane a colpi di balestra.

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REAZIONE:IERI L’ALTRO IL MIO GATTINO  “MICCI” (1) ERA SEDUTO DI NOTTE SULLA FINESTRA DIETRO IL VETRO E LA BABY-GANG DEL QUARTIERE HA TENTATO UCCIDERLO CON DEI GROSSI PROIETTILI.IL VETRO NON HA CEDUTO E SI HA MIRACOLOSAMENTE SALVATO.POTETE VEDERE IL VETRO SPACCATO.DENUNCIA POLIZIALE PLURALE E’STATA FATTA.
GATTINI NE HO 7 E TUTTI SONO IN PERICOLO PER QUESTA BANDA CHE FRA ALTRE BELLEZZE SI SPECIALIZZA NELL’UCCISIONE DI GATTI DOMESTICI CON CANI DI RAZZA PER CORSA USATI PER CACCIARE LEPRI MA CHE NON FANNO DISTINGUO DEI GATTI.
CANE NON NE HO MA DO DA MANGIARE AD UNO CHE E’STATO ABBANDONATO.

(Di seguito micci,sotto il vetro spaccato)
(1)MICCI

(Qualsiasi sommiglianza con Micciche e’ casuale)

La finestra ha tre vetri,quello di mezzo  spaccato,vedilo.(QUESTA e’ La cucina,FUORI NON e’ la  giungla MA UNA piazza)

30 GENNAIO 2018:MATTEO INCRIMINATO

-SU LA STAMPA:

POLITICA
SEZIONI
Rimborsi-truffa alla Lega, la Procura di Genova apre un’inchiesta per riciclaggio
ANSA

Pubblicato il 30/01/2018
Ultima modifica il 30/01/2018 alle ore 13:37
MARCO GRASSO, MATTEO INDICE
La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per riciclaggio sulla Lega Nord. Gli accertamenti riguardano il possibile reimpiego occulto dei rimborsi-truffa ottenuti da Bossi e Belsito, secondo l’ipotesi accusatoria travasati attraverso conti e banche diverse, al fine di metterli al riparo da possibili sequestri. In altre parole, nell’opinione dei pm, quei fondi sono stati incamerati, riutilizzati e forse messi al sicuro dai sequestri consapevolmente dalla Lega durante le gestioni di Maroni in primis e poi di Salvini. Un arco temporale in cui il partito, che all’inizio si era costituito parte civile contro il suo fondatore, ha rinunciato a ogni pretesa.

L’indagine – al momento a carico d’ignoti e coordinata dai magistrati del pool reati economici Francesco Pinto e Paola Calleri – nasce da un esposto di Stefano Aldovisi, ex revisore dei conti condannato per il raggiro al Parlamento, assistito dall’avvocato Stefano Goldstein. Pur consce della provenienza indebita di quei fondi, insiste il commercialista, le gestioni successive a quella di Bossi-Belsito hanno dolosamente utilizzato e in parte occultato alcuni milioni per dribblare la giustizia.

Risale al luglio scorso la sentenza che dà il via ai sequestri: per i giudici la Lega di Umberto Bossi con tesoriere Francesco Belsito incassò una valanga di soldi pubblici senza averne diritto, grazie a certificazioni false. Per questo vengono condannati Bossi (2 anni e mezzo), Belsito (4 anni e 10 mesi) e i revisori contabili: Diego Sanavio (2 anni e 8 mesi), Antonio Turci (2 anni e 4) e appunto Aldovisi (1 anno e 9 mesi).

A quel punto il tribunale dispone il sequestro “conservativo” da 49 milioni di euro, stima del danno alle casse pubbliche, per evitare che il denaro evapori prima della Cassazione. Sui conti del Carroccio, e delle sue propaggini locali, la Guardia di Finanza blocca circa 2 milioni di euro. A quel punto, non essendocene altri, la ricerca del tesoro leghista prosegue sui depositi dei singoli imputati, ai quali vengono congelati beni per altri 2 milioni di euro.

Aldovisi però non ci sta a pagare quasi per tutti. Durante il processo ammette che i controlli di fatto erano inesistenti, ma sostiene di non aver mai saputo che l’obiettivo dei vertici politici fosse una truffa. Mentre a lui pignorano tutto, il Senatùr continua infatti a beneficiare di buona parte del vitalizio da parlamentare (inattaccabile da pignoramenti). E la Lega, rimarca, avrebbe messo al sicuro il tesoro.

Le indagini si muovono su due elementi clou. Il primo attraversa il periodo in cui il ruolo di segretario passa a Roberto Maroni. «Secondo il settimanale L’Espresso – si legge nell’esposto – all’inizio del 2013 19,8milioni di euro in liquidità e titoli (in quella nella disponibilità del partito, ndr) sono stati trasferiti dalla filiale Unicredit di Venezia alla sede di Banca Aletti a Milano, per essere messi in sicurezza» dai creditori. Come mai, allora, «in fase di esecuzione del sequestro» vengono trovati un paio di milioni, a fronte di «un bilancio che al 31 dicembre del 2012 era in attivo di 47 milioni di euro»? Il secondo passaggio cruciale avviene durante il mandato di Matteo Salvini e riguarda un presunto travaso di liquidità (2 milioni) fra i conti della vecchia Lega e il movimento «Noi con Salvini».

Il legale di Aldovisi, Stefano Goldstein, si limita a confermare l’esistenza e i contenuti dell’esposto, presentato il 28 dicembre. L’attuale tesoriere del Carroccio Giulio Centemero replica: «Siamo pronti a dimostrare che non ci sono stati movimenti finanziari sospetti». Lo staff di Maroni al momento preferisce non commentare.

«L’inchiesta di Genova è fondata sul nulla e come altri ricorsi finirà nel nulla». Così il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato la notizia.

«Chiunque dica o scriva a sproposito di soldi che la Lega non ha e io non ho mai visto – dice Salvini – verrà querelato e sarà un giudice a decidere. Sono assolutamente tranquillo ma adesso iniziamo a denunciare chi diffama».
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REAZIONE:UNA SOLA LEGA,TUTTI INCRIMINATI,COMPRESO MATTEO SALVINI,IL ROTTAMATORE DI BOSSI.

31 GENNAIO 2018:AMERICAN DREAMERS OR AMERICAN FIRST?

-SU LE MONDE:

« Un an après son entrée en fonctions, Trump reste obsédé par l’idée de se démarquer d’Obama »

Pour Marie-Cécile Naves, chercheuse associée à l’Institut de relations internationales et stratégiques, Trump reste un président qui entretient les clivages.

Donald Trump a parlé d’une Amérique « forte et fière », mais ceci à toutes les chances de rester dans le registre incantatoire. WIN MCNAMEE / AP

Appel à l’unité, économie, infrastructures, immigration, « Etats rivaux », Iran, Corée du Nord, Guantanamo… Alors que son mandat reste plombé par les soupçons de collusion de son entourage avec la Russie et à neuf mois des élections de mi-mandat, dans son premier discours sur l’état de l’Union, Donald Trump a joué la carte du rassemblement.

Selon Marie-Cécile Naves, chercheuse associée à l’Institut de relations internationales et stratégiques (IRIS) et codirectrice de publication du site d’analyse et d’opinion Chronik, l’enjeu est de taille pour le président, qui doit élargir sa base électorale pour éviter de faire perdre aux républicains leur majorité au Congrès.

Après ce discours, peut-on dire que Trump est en voie de « normalisation » ?

Marie-Cécile Naves : L’exercice du discours sur l’état de l’Union se veut très formel. Il s’agit d’un discours qui a été préparé par ses conseillers et par le vice-président, et Donald Trump le lisait sur un prompteur.

Ce discours est un moment où, traditionnellement, le président appelle à l’unité et à la cohésion nationale. Il a parlé d’une Amérique « forte et fière », mais cela a toutes les chances de rester dans le registre incantatoire, sachant qu’il y a eu des précédents depuis un an — comme le discours qu’il avait prononcé en février 2017 devant le Congrès ou après chaque tuerie de masse, lorsqu’il appelle à l’unité.

Mais dans les faits, il reste un président qui entretient les clivages, ce qui se voit dans son propos, où l’immigration se résume, pour lui, à la violence, la drogue et au terrorisme.

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Trump ne risque-t-il pas de fâcher sa base très à droite et antisystème p ce discours finalement assez « consensuel » ?

Son discours n’est consensuel qu’en apparence : il appelle le Congrès à le soutenir dans les réformes à venir, il promet un vaste plan d’infrastructures — dont on ne sait comment il sera financé —, il se prévaut d’avoir redressé une Amérique qui allait mal sur tous les plans, notamment sur le plan économique. En réalité, il a bénéficié des plans de redressement de son prédécesseur, et sa grande réforme fiscale va bénéficier aux grandes entreprises et aux plus aisés.

Par exemple, on ne trouve aucune mesure en faveur des « oubliés » de l’Amérique, auxquels il avait fait tant de promesses. Mais sa base très à droite sera sans doute satisfaite du discours identitaire contre les immigrés.

On ne peut pas dire non plus qu’il s’agisse d’un discours antisystème, à l’image de sa politique et de ses collaborateurs, qui ne font que conforter le pouvoir de « l’establishment » et les privilèges des plus favorisés.

Est-il plus difficile pour le président de convaincre quelques démocrates d’aller vers un compromis ou bien d’unifier les rangs des républicains ?

Les deux sont très compliqués. A quelques mois des élections de mi-mandat, les démocrates n’ont pas intérêt à montrer trop de signes de coopération avec le président, avec un bémol cependant : le nouveau risque de « shutdown » dans une semaine qui pourrait les discréditer, s’ils jouaient trop la carte de l’obstruction.

Sur la question de l’immigration, les démocrates sont loin d’un consensus au sein même du parti, de même qu’avec la Maison Blanche, même si celle-ci cherche à les apaiser en promettant de régulariser les « dreamers ».

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Côté républicain, les divisions sont anciennes et profondes sur ce sujet : l’aile modérée perçoit les avantages économiques de l’immigration, et de nombreuses Eglises plaident pour une approche humanitaire de la question. Mais l’aile dure, dont l’influence est grande auprès du président Trump — avec son conseiller Steve Miller et le ministre de la justice, Jeff Sessions, notamment — privilégie une approche ultrasécuritaire et identitaire, avec des relents racistes.

La gestion de cette question dans les prochaines semaines sera un véritable test de la collaboration possible du président avec le Congrès, avant l’entrée en campagne pour les élections de mi-mandat, au cours de laquelle le programme des réformes risque d’être ralenti.

Des élus démocrates sont venus habillés en noir et porteur d’écharpes de motif Kenté, en hommage aux femmes victimes de violences, notamment sexuelles, et en signe de protestation contre les propos dégradants de Trump sur les « shithole countries ».LEAH MILLIS / REUTERS

Des membres du Congrès ont arboré divers signes pour marquer leur désaccord, sur l’immigration notamment, ou pour soutenir les luttes contre les violences faites aux femmes. Est-ce inhabituel lors d’un discours de l’Union ?

De nombreux élus démocrates étaient habillés en noir, certains portant également une écharpe de motif kenté. Cela symbolisait à la fois un hommage aux femmes victimes de violences, notamment sexuelles, et une protestation contre les propos dégradants de Trump sur les « shithole countries ».

Le discours sur l’état de l’Union offre traditionnellement une visibilité immense à celles et à ceux qui veulent marquer leur opposition au président. Mais l’édition 2018, à l’image de Trump, lui-même sort de l’ordinaire, alors qu’il n’a pas évoqué les mouvements #MeToo et #TimesUp et encore moins le racisme. Il sera intéressant de voir si le militantisme féministe et antiraciste, notamment, dans la société civile trouvera un écho dans l’offre politique des démocrates.

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Comment expliquer que Donald Trump soit à ce point préoccupé par la question des opioïdes ?

Ce fléau touche les populations rurales et suburbaines, en particulier des hommes blancs, qui ont décroché du rêve américain. L’usage détourné de ces médicaments a contribué à faire baisser l’espérance de vie de ces populations.

Trump considère ces usagers avant tout comme des victimes, non comme des délinquants. Imaginons un instant que les utilisateurs soient majoritairement des Hispaniques ou des Afro-Américains, sans doute le sujet ne serait-il pas à son agenda, ou alors, sur le plan sécuritaire.

Cela est cohérent avec son « story telling » de défense de l’Amérique blanche et patriarcale qui est victime des évolutions sociales, économiques et culturelles. Cependant, pour l’instant, même s’il en parle beaucoup, le président n’a pas donné l’esquisse d’un plan contre l’usage détourné des opiacés, qui est objectivement problématique.

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Une course à l’armement avec la Chine et la Russie est-elle en cours de préparation ?

Trump veut augmenter le budget militaire des Etats-Unis d’au moins 10 % (ce qui est l’équivalent du budget de la Russie). Il a appelé dans son discours à « moderniser et à reconstruire l’arsenal nucléaire », dans un but de dissuasion.

L’objectif est triple : affirmer toujours plus fort la puissance d’une Amérique qui a la nostalgie d’un leadership perdu ; satisfaire les intérêts du lobby militaro-industriel (aux Etats-Unis et dans le monde, parce qu’il incite à une course aux armements) ; marquer une nouvelle fois sa rupture avec Barack Obama, associé à la complaisance et à la faiblesse vis-à-vis des ennemis de l’Amérique.

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Un an après son entrée en fonctions, Trump reste obsédé par l’idée de se démarquer d’Obama. C’est un point qu’il faut toujours garder à l’esprit. Dans son discours, il a annoncé qu’il venait de signer un décret pour pérenniser le camp de Guantanamo, ce qui est moins une mesure efficace contre le terrorisme qu’une attaque personnelle contre Barack Obama.

http:mobile.lemonde.fr/ameriques/article/2018/01/31/un-an-apres-son-entree-en-fonctions-trump-reste-obsede-par-l-idee-de-se-demarquer-d-obama_5249942_3222.html

1 FEBRAIO 2018:CAPO DELLA MAFIA RUSSA PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DI BOX

-SU LE MONDE:

Publié À 12h52
La boxe amateur se choisit un mafieux notoire comme président
L’Ouzbek Gafur Rakhimov, impliqué dans le trafic d’héroïne selon les Etats-Unis, est le nouveau président par intérim de la fédération internationale de boxe.

Par ANTHONY HERNANDEZ

Italy’s Vincenzo Mangiacapre, right, fights Mexico’s Juan Pablo Romero during a men’s welterweight 69-kg boxing match at the 2016 Summer Olympics in Rio de Janeiro, Brazil, Monday, Aug. 8, 2016. (AP Photo/Frank Franklin II)

Lors des JO de Rio en 2016. FRANK FRANKLIN II / AP
Souvent mise à l’index pour des scandales liés à certaines décisions arbitrales, notamment lors des derniers JO de Londres et de Rio, la boxe, présente aux Jeux depuis 1904, ne fait rien pour arranger son image de marque.

En novembre 2017, au terme d’une bataille rocambolesque (intervention de vigiles et blocage du siège notamment), l’ex-président de l’Association internationale de boxe amateur (AIBA), le Taïwanais Ching-Kuo Wu, avait été poussé vers la sortie.

Le week-end dernier, réunie en congrès à Dubaï, l’AIBA n’a rien trouvé de mieux que de se trouver un nouveau président par intérim pour le moins sulfureux : l’Ouzbek Gafur Rakhimov. Les prochaines élections auront lieu en octobre à Moscou.

Plus vieux vice-président de l’instance (depuis 1998), cet ancien boxeur a vu l’administration américaine, qui l’accuse d’être lié au crime organisé aux Etats-Unis, geler ses biens. Le Département du Trésor américain a assuré qu’il était l’un « des criminels majeurs » de son pays à cause de son implication dans « le trafic d’héroïne. » Lors d’un entretien à ABC en 2014, un ancien ambassadeur britannique en Ouzbékistan, Craig Murray, l’avait désigné comme l’un des cinq plus grands trafiquants d’héroïne au monde.

« L’un des cinq plus grands trafiquants d’héroïne de la planète »
Curieusement silencieux quand Rakhimov n’était « que » vice-président de l’AIBA, le Comité international olympique a réagi à cette nomination : « Le CIO est extrêmement préoccupé par la gouvernance de l’AIBA. L’an passé, le comité exécutif du CIO avait identifié certaines exigences auxquelles devait se soumettre l’AIBA, particulièrement dans les domaines de la gouvernance, des finances, de la lutte contre le dopage et de l’arbitrage. » Le CIO a suspendu ses aides financières à l’AIBA en attendant que son comité exécutif examine plus en profondeur le dossier lors de sa prochaine réunion à Pyeongchang, ville hôte des prochains JO d’hiver (9 au 25 février).

Président de la Fédération française de boxe, André Martin était présent à Dubaï. Il raconte au Monde les circonstances de la nomination de Rakhimov. « Ce n’est pas un vote de l’assemblée générale, qui n’a pas été consultée sur cette nomination, précise-t-il. C’est le comité exécutif de l’AIBA qui s’est réuni durant l’heure du déjeuner et qui à la suite de la démission pour convenances personnelles de M. Franco Falcinelli [qui assurait déjà l’intérim], a désigné en tant que président par intérim M. Rakhimov, sur le principe qu’il est le plus ancien vice-président en exercice. »

Ancien directeur technique national, aujourd’hui chargé de mission auprès de la Fédération, Kévinn Rabaud ne comprend pas cette décision : « C’est désastreux pour l’image de l’AIBA, désastreux pour ses rapports avec le CIO, désastreux pour l’image de notre sport… Cela met en péril la boxe et son avenir olympique. Le comité exécutif est soit mal informé, soit cela dénote une profonde irresponsabilité. »

La deuxième option semble la plus probable tant le dénommé Rakhimov, 66 ans, est connu depuis longtemps dans le milieu de la boxe. Son parcours criminel épouse parfaitement sa carrière dans les institutions sportives de son pays et également internationales. Il a été notamment président de la fédération ouzbèke de boxe, vice-président du conseil olympique d’Asie, et il est donc depuis 1998 vice-président de l’AIBA. En 2000, pour les JO de Sydney, l’Australie lui avait interdit l’entrée sur son territoire. Il a également fait l’objet d’une interdiction de visa Schengen, loin d’être toujours appliqué semble-t-il. Proche des différents pouvoirs russes depuis Boris Eltsine, il aurait joué un rôle dans l’attribution des JO de Sotchi.

Ancien membre de l’observatoire géopolitique des drogues (OGD), l’historien Michel Koutouzis connaît très bien le personnage. « Il a commencé comme boxeur, homme de main dans la mafia des rues soviétique. Il est devenu voleur dans la loi [du russe Vory v zakone, congrégation de truands russes]…, détaille-t-il. Dans les années 1990, il était un baron de la mafia du coton et était passé à l’exploitation de l’opium afghan. Vingt ans plus tard, le même monsieur est accusé par les Américains d’être un acteur majeur du trafic d’héroïne. Malgré ça, il est président d’une fédération sportive mondiale et il n’a jamais vraiment été inquiété. »

« Un entre-soi »
Coauteur avec Pascale Perez d’un ouvrage de référence (Crime, trafics et réseaux : Géopolitique de l’économie parallèle), Michel Koutouzis livre une anecdote éclairante sur la longévité et la relative impunité de Gafur Rakhimov :

« En 1995, un monsieur était venu pour consulter nos informations sur M. Rakhimov. Il avait passé la journée à étudier notre dossier. C’était le directeur général d’Heineken, qui devait monter une usine en Ouzbékistan. Il nous a remerciés en disant qu’il abandonnait l’affaire. Le lendemain, on a reçu des coups de téléphone du ministère de l’industrie français, du Conseil de l’Europe, du Parlement français et européen : “Ce sont des histoires anciennes, pourquoi l’embêtez-vous ?” »
Démissionnaire en octobre dernier, déchargé de ses obligations professionnelles jusqu’à la fin officielle de son contrat, le 31 janvier 2018, William Louis-Marie a occupé environ un an le poste de directeur exécutif de l’AIBA. Ce Français, proche de l’ancien président Wu, qui possède une carrière dans la communication, avance une explication à cette décision qui paraît absurde au monde extérieur : « Il y a un entre-soi réel dans le monde du sport en général. Au comité exécutif, il y a des anciens coachs, des anciens présidents de fédération et des anciens boxeurs qui vivent depuis trente, quarante ans dans ce microcosme. Je pense qu’une certaine fidélité prévaut au-delà de toute autre considération. Ils considèrent que la boxe leur appartient et ne perçoivent pas les conséquences éventuelles de leurs actions auprès des autres parties prenantes de ce sport. »

Alors que le CIO est en pleine modernisation de son programme olympique et que les places sont chères, la boxe amateur pourrait bien s’être fait hara-kiri. Elle n’avait vraiment pas besoin de ça.
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Par ANTHONY HERNANDEZ
Publié À 12h52
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http:mobile.lemonde.fr/sports-de-combat/article/2018/01/31/la-boxe-amateur-se-choisit-un-mafieux-notoire-comme-president_5249925_1616664.html

REAZIONE:IL BOX AMATEUR E’ UN’ALTRA SPONDA SPORTIVA DOVE HA SBARCATO IL NEOLIBERALISMO.


1 FEBRAIO 2018:
BARROS,PEDOFILIA,AGGIORNAMENTO

-SU LE MONDE:

Publié Hier à 02h32
Pédophilie : après sa désastreuse visite au Chili, le pape riposte
François a décidé d’envoyer dans le pays un représentant « pour écouter » les victimes. Sa défense d’un évêque accusé d’avoir protégé un prêtre pédophile avait choqué.

Par CÉCILE CHAMBRAUD

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EXTRAIT

Pope Francis (L) celebrates an open-air mass at Lobitos Beach, near the Chilean northern city of Iquique, on January 18, 2018. Pope Francis will close his visit to Chile on January 18 with the open-air mass near Iquique, before leaving for Peru on the last leg of his South American trip. –
/ AFP / Vincenzo PINTO

Le pape François lors de la célébration d’une messe en plein air, à Lobitos Beach (Chili), le 18 janvier. VINCENZO PINTO / AFP


La tension était trop forte pour espérer qu’elle retombe d’elle-même. Le service de presse du Vatican a annoncé, mardi 30 janvier, que le pape François avait décidé d’envoyer un représentant à Santiago du Chili « pour écouter ceux qui ont manifesté la volonté de faire connaître des éléments qu’ils possèdent ». Cette périphrase désigne les victimes du prêtre chilien Fernando Karadima, reconnu coupable d’agressions sexuelles sur mineurs par l’Eglise catholique en 2011.

Ces victimes dénoncent la nomination par François d’un des anciens protégés de Fernando Karadima, Mgr Juan Barros, comme évêque d’Osorno, un diocèse du sud du pays, en janvier 2015. Plusieurs accusent ce prélat d’avoir été présent, à l’époque, pendant qu’ils étaient agressés, et d’avoir couvert par la suite les agissements de son ancien mentor.
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http:mobile.lemonde.fr/international/article/2018/01/31/pedophilie-apres-sa-desastreuse-visite-au-chili-le-pape-riposte_5249486_3210.html

REAZIONE:L’ULTIMA PAROLA L’AVRA LA GIUSTIZIA ORDINARIA.INOLTRE IN CILE ORMAI C’E’ POCO SPAZIO PER AUTARCHIE CATTOLICHE E BERGOGLIO ABBIAMO GIA CAPITO COME LA PENSA.

1 FEBRAIO 2018:BREXIT VA,NIENTE ACCORDO INTEGRAZIONE CON UE

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
ESTERI
Brexit, retromarcia di May: “Non c’è accordo sui cittadini Ue”

La premier britannica Theresa May durante la sua visita in Cina
La premier britannica da Pechino: i cittadini europei che arriveranno nel Regno Unito nel periodo di transizione post-Brexit non avranno gli stessi diritti di quelli arrivati prima. Critiche dall’Europa, che considera la questione “non negoziabile”
01 Febbraio 2018

1′ di lettura
PECHINO – Un altro intoppo nel negoziato sulla Brexit tra Londra e Bruxelles. La premier britannica Theresa May ha detto che i cittadini Ue che arriveranno nel Regno Unito nel periodo di transizione post-Brexit non avranno gli stessi diritti di quelli arrivati prima. Lo ha detto a Pechino, dove la premier è impegnata in un tour proprio per ‘spianarsi’ la strada nei rapporti con il gigante asiatico all’indomani dell’uscita di Londra dall’Unione europea.

Secondo Bruxelles, nel periodo di transizione (che scatterà il 29 marzo 2019 e terminerà il 31 dicembre 2020) dovrebbe essere mantenuto lo “status quo” (tra cui libertà di circolazione e gli stessi diritti attuali per i cittadini Ue che si stabiliranno nel Regno Unito in quel periodo). Invece secondo la May, riferisce il Guardian, potrebbero esserci meno tutele, come per esempio un limitato accesso alle prestazioni sociali, ma anche l’obbligo del permesso di lavoro e la registrazione all’arrivo. May ha sottolineato che è “evidente” che deve esserci “una differenza tra coloro che sono venuti prima di Brexit e quelli che verranno quando sanno che il Regno Unito sta uscendo” dall’Ue.

Gb, nuovo Banksy ancora contro la Brexit: ma l’opera viene imbrattata
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Eppure l’Europa ha sempre creduto che May concedesse ai cittadini europei, e quindi anche italiani, gli stessi diritti approvati sinora. Un punto sinora irrinunciabile per Bruxelles. Ma la linea della premier britannica ora sembra essere cambiata, soprattutto dopo le frizioni interne al suo partito, i conservatori. Qualche giorno fa l’ultimo screzio, dopo che il Cancelliere dello Scacchiere (in pratica il ministro delle Finanze britannico) Hammond aveva parlato di “differenze minime” dal punto di vista economico dopo la Brexit, scatenando la furia della corrente più oltranzista del partito.

Guy Verhofstadt, il politico liberale belga coordinatore del Parlamento europeo sulla Brexit, non ha lesinato dure e immediate critiche a May: “I diritti dei cittadini durante il periodo di transizione è una questione non negoziabile. Non accetteremo mai che alcuni cittadini europei vengano trattati in modo diverso da quelli arrivati in precedenza”
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http:.repubblica.it/esteri/2018/02/01/news/brexit_cittadini_ue_retromarcia_may_regno_uniti_europei_italia-187774891/

REAZIONE:BREXIT IS BREXIT,NESSUN DIETROFRONT.

3 FEBRAIO 2018:PERCHE IN MARZO PERDERA IL PD

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

PD

Renzi apre la sua campagna: “Grande coalizione c’è, è M5s-Lega”. A Leu: “Aiutate centrodestra” video

Il programma in cento punti: 240 euro al mese per figlio,  taglio dei contributi per assunzioni a tempo indeterminato La replica di Grasso: “Il Pd perde perché non è più di sinistra”

di GERARDO ADINOLFI e ERNESTO FERRARA

 REAZIONE:IL PD PERDE E PERDERA PERCHE RENZI E L’ATTUALE MAGGIORANZA CREDONO CHE GLI ITALIANI SIAMO OLIGOFRENICI,INFRADOTATI,SEMPLICIONI SOTTOSVILUPPATI MOTIVATI DALLA BANALITA DEL MALE CHE RENZI ADOPERA E OSTENTA.CREDE CHE GLI ITALIANI ABBIAMO BISOGNO DI ELLEMOSINE O CHE CI MOTIVANO PICCOLI PREMI IN DENARO E LIQUIDITA.CREDE CHE QUESTO SIGNIFICA GOVERNARE,CHE QUESTO SIGNIFICA ESSERE DI DESTRA E LA FELICITA E IL SUCCESSO DIPENDONO DELLE SUE DADIVE DA KERMESSE.RENZI,GENTILONI,BERSANI,FRANCESCHINI E QUALCHE ALTRO TELE-MACO CHIERICHETTO DEL GENERE PRENDERANNO IN MARZO UNA BATTOSTA MADORNALE,STORICA CHE LI FARA RIMPIANGERE I TEMPI DEL NAZARENO E IL REFERENDUM.
https://youtu.be/MzseW-ZyUw4
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-3 FEBRAIO 2018:SPARATORIA DI MACERATA,FRA DELINQUENTI NON CE ONORE
-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it
Cronaca

Raid razzista a Macerata, spari contro gli africani: 6 feriti. Fermato italiano incensurato

L’uomo, Luca Traini, ha terrorizzato le vie del centro esplodendo colpi da un’auto in corsa, nella stessa zona dove abitava il presunto colpevole del delitto di Pamela, la ragazza fatta a pezzi. Inquirenti: “Non si conoscevano”. Colpita anche la sede del Pd

di AGNESE ANANASSO

-Articoli Correlati

ROMA – Paura per le vie del centro di Macerata per un raid razzista. Verso le 11 un uomo di 28 anni ha sparato dalla propria auto in corsa in alcune zone della città, ferendo sei persone, tutti africani, e colpendo negozi ed edifici.

Luca Traini, originario di Tolentino, incensurato, alto un metro e 80, fisico atletico, capelli rasati, è stato bloccato dai carabinieri dopo oltre un’ora in piazza della Vittoria, davanti al Monumento ai Caduti. Braccato dai militari, si è tolto il giubbotto e si è messo sulle spalle una bandiera italiana. Poi è salito sui gradini del monumento in piazza, si è girato e ha fatto il saluto romano. Al momento dell’arresto ha ammesso di essere l’autore del gesto.

· CHI È LUCA TRAINI: EX CANDIDATO DELLA LEGA E VICINO ALL’ESTREMA DESTRA

Sparatoria Macerata, l’arresto di un uomo con indosso la bandiera italiana

Sono almeno sei i feriti, cinque uomini e una donna, tutti originari dell’Africa subsahariana e di età compresa tra i 21 e i 33 anni. Quattro dei feriti, tra cui la donna, sono già stati dimessi. Le altre due vittime sono in condizioni più gravi: uno si trova in ortopedia con una ferita a una gamba, il secondo ha una ferita da arma da fuoco a un braccio ed è stato trasferito all’ospedale di Ancona.

Traini nel 2017 si era candidato alle elezioni comunali di Corridonia, in lista con la Lega Nord: prese “zero” preferenze.

Traini, a bordo di un’Alfa 147 nera, ha esploso i colpi davanti alla stazione, in via dei Velini e via Spalato, la stessa strada in cui abitava il presunto colpevole del delitto della ragazza fatta a pezzi, Pamela Mastropietro. Le possibilità che ci fosse un legame personale tra i due sono al vaglio dei carabinieri, ma al momento sembra non si conoscessero.

L’uomo ha sparato anche a Piediripa di Macerata, a Casette Verdini, in via Pancalducci, e in Borgo San Giuliano. Nella sua corsa Traini ha colpito anche la sede del Pd. A bordo dell’auto è stata trovata la pistola, una tuta mimetica e sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d’acqua.

Raid razzista a Macerata, spari contro gli africani: 6 feriti. Fermato italiano incensurato

La sede del Pd colpita da Luca Traini

· ORE DI TERRORE: “TENIAMO I BAMBINI DENTRO LE SCUOLE”
Dopo la notizia degli spari ripetuti, in città era calato il terrore e tutti si erano rifugiati al sicuro.

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, aveva lanciato quasi un coprifuoco: “Restate tutti in casa fino a nuova comunicazione. C’è un uomo armato in auto che sta sparando in città. Abbiamo fermato il trasporto pubblico. Abbiamo chiesto alle scuole di tenere i bambini all’interno fino a nuova comunicazione. Si consiglia di non muoversi per andare a prenderli fino a nuova comunicazione” è stato l’appello lanciato alla cittadinanza dal sindaco Romano Carancini dai profili social del Comune.

Polizia e carabinieri avevano immediatamente attivato blocchi in vari punti della città, fino al fermo di Traini. Anche Carancini ha dato l’annuncio, sempre su Facebook: “Rientrata la situazione di pericolo in città. L’uomo che fino a poche ora fa girava armato in città è stato arrestato”.

· LE REAZIONI DELLA POLITICA
Il premier Paolo Gentiloni ha lasciato venti minuti prima della fine dell’intervento di Emma Bonino la kermesse del lancio della lista +Europa, a Roma, per seguire da palazzo Chigi gli sviluppi della sparatoria a Macerata. Il presidente del Consiglio, che ha incontrato il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha sottolineato che “odio e violenza non riusciranno a dividerci” e ha assicurato che “lo Stato sarà particolarmente severo verso chiunque pensi di alimentare una spirale di violenza”.

Immediata la bufera politica intorno all’attacco a Macerata. Il leader della Lega, Matteo Salvini, pur condannando il gesto, accusa “chi apre ai clandestini”, ma riscuote gli attacchi di numerosi esponenti della politica e non solo. Contro il leader della Lega, e i toni che utilizza quando si parla di immigrazione, si sono scagliati il presidente del Senato, Piero Grasso, e la presidente della Camera, Laura Boldrini. Parole severe sono arrivate al segretario del Carroccio anche dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e dall’esponente LeU, Nicola Fratoianni. Ma l’accusa più dura Salvini la incassa da Roberto Saviano: “È lui il mandante morale”.

• LA MAMMA DI PAMELA: “BASTA VIOLENZA”
Tenta di placare il clima incandescente la mamma di Pamela, che lancia un appello: “La violenza non può essere la risposta alla tragedia che ci ha colpiti. Ci sono le aule di giustizia per assicurare i responsabili di questo brutale omicidio”, sono le parole che la donna ha affidato all’avvocato, nonchè fratello, Marco Valerio Verni: “Decisivo può essere anche il ruolo della politica in tema di accoglienza e integrazione dei migranti”, aggiunge l’avvocato.

E proprio oggi il gip di Macerata Giovanni Manzoni ha convalidato l’arresto di Innocent Oseghale, accusato per l’omicidio di Pamela, per vilipendio e per occultamento di cadavere. È stata disposta la custodia cautelare in carcere. Il 29enne nigeriano si è avvalso della facoltà di non rispondere.

http:.repubblica.it/cronaca/2018/02/03/news/macerata_sparatoria-187934230/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P1-S1.8-T1

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-E COSI SU LA STAMPA:

Macerata, spari da un’auto contro gli stranieri: “Almeno sei feriti”. Fermato il responsabile

L’uomo, Luca Traini, originario delle Marche, ha terrorizzato le vie del centro esplodendo colpi da un’auto. Alle Amministrative del 2017 si era candidato nelle fila della Lega Nord al Comune di Corridonia

La foto del presunto responsabile delle sparatorie a Macerata. È Luca Traini

Pubblicato il 03/02/2018
Ultima modifica il 03/02/2018 alle ore 21:46

Aveva annunciato che sarebbe andato a sparare ai «neri» e così ha fatto. Una vera e propria caccia all’uomo quella messa in atto, questa mattina, da Luca Traini, 28 anni di Tolentino, il giovane che ha seminato panico e terrore per le vie di Macerata, sparando colpi di pistola dalla propria auto e ferendo sei persone, tutte di colore (sarebbero originarie di Mali, Nigeria e Ghana). Traini, testa rasata, una bandiera tricolore indosso, è stato bloccato dalla polizia davanti al monumento dei Caduti, dopo una folle corsa per le strade della città e trasferito in questura. I feriti non sono in pericolo di vita. Quattro di loro sono stati dimessi dal pronto soccorso nel pomeriggio. I due più gravi sono un uomo ricoverato in ortopedia a Macerata e un altro con una ferita a un braccio trasportato ad Ancona.

Chi è – L’ex candidato con la Lega Nord che ha tentato la strage di immigrati (Catalano)

Luca Traini è incensurato e originario delle Marche. Quando è sceso dalli j’auto, si è tolto il giubbetto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del Monumento. Si è poi girato verso la piazza e ha fatto il saluto fascista. Poi sono arrivati i carabinieri e non ha opposto resistenza. A bordo dell’auto sono state trovate la pistola, una tuta mimetica, sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d’acqua. L’uomo è alto circa 1,80, fisico atletico, calvo. Frequentava la palestra Robbys di Macerata e, secondo alcune fonti, aveva annunciato più volte: «Vado a sparare ai neri».


VIDEO NON RIPORTATO:L’ARRESTO DELL’AUTORE DELLA SPARATORIA A MACERATA

Candidato alle Amministrative del 2017 per la Lega Nord

Un anno fa, alle Amministrative del 2017, Luca Traini si era candidato nelle fila della Lega Nord al Comune di Corridonia, in provincia di Macerjata. In questo manifesto elettorale appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra. Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma, anche il «controllo degli extracomunitari».

Cosa è successo

Un giorno di follia quello di Luca. Ha sparato in via Velini, via Spalato, Corso Cairoli, in pieno centro cittadino. I colpi hanno provocato danni ai negozi e agli edifici. Le zone in cui sono avvenute le sparatorie sono le stesse in cui si sono svolte le indagini sulla morte di Pamela Mastropietro, la ragazza romana di 18 anni, uccisa tre giorni fa e il cui corpo è stato mutilato in più parti e ritrovato di due trolley abbandonati nelle campagne del Maceratese. Via Spalato è quella in cui risiedeva prima di finire in carcere il nigeriano 29 enne e spacciatore accusato dell’omicidio della 18enne.

ATTACCO ARMATO A MACERATA:SOCORSO UOMO COLPITO

Il sindaco di Macerata: “Allarme rientrato”

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, dopo aver lanciato alla popolazione un appello su Twitter: «Restate in casa», una volta fermato il presunto responsabile delle sparatorie, ha subito avvisato i cittadini del rientrato allarme.

Appello della Polizia

Anche la polizia aveva inizialmente lanciato un appello affinchè i cittadini non uscissero dai luoghi in cui si trovavano: «Restate al riparo, evitando luoghi all’aperto» aveva scritto in un tweet. «Sono stati esplosi colpi di arma da fuoco e ci sono feriti». Poi aveva specificato che «I feriti accertati sono di nazionalità straniera».

Visualizza l’immagine su Twitter

Polizia di Stato

@poliziadistato

#Macerata i feriti accertati sono di nazionalità straniera. Subito soccorsi sono ora in ospedale

Le reazioni

«Odio e violenza non riusciranno a dividerci», ha dichiarato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. «Delitti efferati e comportamenti criminali saranno perseguiti e puniti, questa è la legge, questo è lo Stato». «Le notizie che arrivano da Macerata mi lasciano attonito e inorridito: è una spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare. Ringraziamo le forze dell’ordine che hanno già fermato il folle autore di questo gesto», ha scritto su Twitter Pietro Grasso, presidente del Senato e leader di Liberi e Uguali. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha scritto: «Grazie ai Carabinieri per la prontezza di intervento in un momento di grande apprensione per la città di Macerata».

-VIDEO NON RIPORTATO:L’AUTORE DELLA SPARATORIA DI MACERATA CON SALVINI LO SCORSO GIUNIO

«Non vedo l’ora di andare al governo per riportare sicurezza in tutta Italia, giustizia sociale, serenità. Chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle», ha affermato Matteo Salvini.

Matteo Renzi su Facebook invita alla calma «Dopo i fatti di Macerata, vorrei fare un appello a tutti, ma proprio a tutti, alla calma e alla responsabilità. L’uomo che ha sparato, colpendo sei coetanei di colore, è una persona squallida e folle. Ma lo Stato è più forte di lui. Verrebbe facile tenere alta la polemica verso chi ogni giorno alimenta l’odio contro di noi. Ma sarebbe un errore: è tempo di calma e di responsabilità, davvero». Luigi Di Maio chiede il silenzio: «Lancio un appello a tutti i leader dei partiti su quello che è successo a Macerata: stiamo in silenzio e non facciamo campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi. Ho visto già che è partita la querelle tra i partiti politici, con accuse reciproche. Io faccio un appello alla sobrietà e al rispetto sia dei feriti di oggi sia della vittima di qualche giorno fa. Non è possibile che anche su una tragedia del genere si debba iniziare a fare la campagna elettorale».


-VIDEO NON RIPORTATO:MACERATA,SPARI DA UN’AUTO IN DIVERSI PUNTI DELLA CITTA:DIVERSI FERITI

-IL TERRORISTA AL COMIZIO DI SALVINI:VIDEO SU LA STAMPA
L’autore della sparatoria di Macerata con Salvini lo scorso giugno

In queste immagini pubblicate su YouTube Luca Traini, 28 anni, l’uomo che ha fatto fuoco oggi a Macerata contro degli stranieri appare a due passi da Salvini durante un incontro risalente al giugno 2017 . Il leader della Lega era a Corridonia (piccolo comune del maceratese) per sostenere la candidatura a sindaco di Luigi Baldassarri. Traini era candidato nella stessa lista leghista.
VideoYouTube/Giorgio Rapanelli
http:.lastampa.it/2018/02/03/multimedia/italia/cronache/lautore-della-sparatoria-
di-macerata-con-salvini-lo-scorso-giugno-4Ax65XowdivskVwwuDJvsO/pagina.html?replay=1

-LA REAZIONE DI SALVINI:

-IL GIORNO DOPO:

Come Matteo Salvini spiega la militanza di Luca Traini nella Lega (e la stretta di mano tra i due)

Il telefono di Matteo Salvini deve aver squillato molto spesso ieri: dopo che si è saputo che Luca Traini, l’autore della tentata strage di Macerata in galera con l’accusa di tentato omicidio, è stato candidato con la Lega nel comune di Corridonia, il ladrar del Carroccio ha dovuto fornire qualche spiegazione su come vengono formate le liste nel suo partito. Come ha fatto con Il Messaggero:

«Io oggi ho presentato i candidati per le elezioni politiche, sono degli splendidi candidati che a differenza di quelli degli altri partiti non sono mai stati indagati né condannati, li conosco uno ad uno. Poi in Italia ci sono ottomila comuni, che io possa sorvegliare tutte le liste è difficile. Chiederemo ai responsabili locali di star sempre più attenti, anche se questo qua era incensurato e non facendo lo psichiatra non posso sapere se uno è matto o è normale».

luca traini matteo salvini

Matteo Salvini dice anche di aver chiesto “tutti i chiarimenti del caso” ai suoi dirigenti locali. Una di loro, la segretaria della provincia di Macerata Maria Letizia Marino, ha sostenuto in un’intervista a Radio Capital che Traini potesse avere un rapporto con Pamela Mastropietro e che questo fosse alla base della tentata strage.

Si trattava di una bufala smentita dai carabinieri anche se ha circolato per il tempo necessario a diventare da ipotesi ad affermazione grazie alla complicità di media come l’account Twitter del Tg di La7:

luca traini pamela mastropietro 1

Monica Rubino di Repubblica, dopo la pubblicazione del comizio di Salvini in cui compariva, vicino a lui, anche Luca Traini, ha chiesto conto della questione al segretario, che ha smentito:

Lei conosceva Luca Traini? 
«Il nome non mi dice niente».

Appare accanto a lei in un video delle comunali a Corridonia a giugno 2017, quando si candidò con la Lega. 
«Ogni giorno sto vicino ad almeno un migliaio di persone e non ricordo i volti e i nomi di tutti».

Lei non ha chiuso le porte a Forza Nuova e CasaPound.
«A queste elezioni si sono candidati contro la Lega ovunque».

Tre anni fa eravate alleati.
«CasaPound partecipò a una nostra manifestazione. Se sono movimenti legalmente riconosciuti, hanno diritto di fare politica».

Anche con il Corriere la versione è identica: «Traini era incensurato, ma nella testa delle persone è difficile entrare. Detto questo, a me non interessa se uno che spara è di destra, di sinistra o leghista: il posto suo è la galera». Cronache Maceratesi intanto pubblica un video in cui si vede Luca Traini che stringe la mano a Matteo Salvini durante un convegno elettorale all’Abbadia di Fiastra.

luca traini matteo salvini 1

Alessandro D’Amato
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 https:.nextquotidiano.it/matteo-salvini-luca-traini/amp/

REAZIONE:NON BISOGNA ESSERE TROPPO ACCORTI PER CAPIRE CHE E’ UN  DELITTO A SFONDO PASSIONALE E CHE ASASSINO E VINDICATORE ERANO LEGATE DALL’AMORE PER LA STESSA DONNA(TOSSICODIPENDENTE)E IL NARCOTRAFICO:QUELLO DEL TITOLO,SI TRATTA DI REGOLAMENTI DI CONTI,IL  RESTO SONO SPECULAZIONI DA CAMPAGNA ELETTORALE.

-ANNESSO 1:VIDEO SU LA REPUBBLICA

Sparatoria Macerata, la segretaria della Lega provinciale: ”Traini era innamorato di una ragazza romana tossicodipendente”VEDI VIDEO:

Luca Traini, l’uomo che ha sparato da un’auto contro alcuni immigrati, era stato candidato alle Comunali del 2017 nelle liste della Lega. “Ha frequentato la nostra sede per un po’ di tempo e non aveva mai manifestato opinioni razziste. – racconta la segretaria della Lega della provincia di Macerata, Maria Letizia Marino – sappiamo che da qualche tempo frequentava una ragazza romana con problemi di droga, tutto ci lascia pensare che fosse la povera Pamela Mastropietro”, la 18enne uccisa e fatta a pezzi qualche giorno fa per la cui morte è accusato uno spacciatore nigeriano, Innocent Oseghale. Dalle indagini svolte dai Carabinieri però non è emerso nessun collegamento né frequentazione tra Traini e la giovane.

Intervista di Silvia Mobili – Radio Capital

VIDEO:

https:video.repubblica.it/cronaca/sparatoria-macerata-la-segretaria-della-lega-provinciale–traini-era-innamorato-di-una-ragazza-romana-tossicodipendente/296179/296796

-ANNESSO 1a:SU YOUTUBE

-ANNESSO 2:SU YOU TUBE,STATO MENTALE

Proverino!………..

-ANNESSO 3:OMICIDIO PAMELA,YOUTUBE

-REAZIONI DEL GIORNO DOPO:
a-SALVINI MANDANTE DELLA SPARATORIA

b-SALVINI BUFFONE

c-ALLA MAMMA DI PAMELA PIACE L’IMMIGRAZIONE AFRICANA

d-BAR,TERRORE A MACERATA

e-6/2/18:AGGIORNAMENTO:

“INSIEME E SENZA ONORE………..”

REAZIONE:CLANDESTINO E’ LUI,LUI E SALVINI,NESSUNO DEI DUE E’ ITALIANO MA APPARTENGONO ALL’IMMAGINARIO PAESE SEPARATISTA DELLA LEGA NORD,E I SUOI DOCUMENTI “ITALIANI” IDENTITARI SONO FALSEATI SE NON FALSIFICATI.

EPPURE PRETENDONO FARE STRANIERI NELLA SUA PROPIA TERRA AGLI ITALIANI,E SE NON BASTASSI QUESTA PERVERSIONE POLITICA PRETENDONO ACCUSARE ALTRE ITALIANI DI ORGANIZZARE IMMIGRAZIONE “CLANDESTINA” PER “INVADERLI”:INVADERE CHI?QUAL PAESE?LA PADANIA?O IL REGNO DEL BARBAROSSA?

E QUESTE MALDESTRE TRIBU AFRICANI,SUB E SOPRASAHARIANI,ABORIGINI E BEDUINI,CHI LA HA ORGANIZZATO?CHI LI DOTAVA DI DOCUMENTI PER RIESPEDIRLI NEL NORD DI EUROPA?CHI HA DOTATO LE MOTOVEDETE DELLA MARINA DI PERSONALE E COMANDANTI LIBICI-GHEDAFIANI?CHI HA APERTO CARA-MINEO INSOMMA?

DOPO LA GERMANIA NAZI MAI VISTA UNA SIMILE PARANOIA COLLETTIVA DEL GENERE,MAI VISTA UNA SIMILE PERVERSIONE.

VADANO A QUEL PAESE ALLORA…..

Illustrazione

-8 FEBRAIO 2018:ECCO CI SONO LE PROVE,IL CONTATTO CON L’URANIO IMPOVERITO CAUSA CANCRO

-SU LA REPUBBLICA:

Uranio impoverito, presidente Commissione: “Causalità accertata tra esposizione e tumori”

https://youtu.be/1G2JFgUgRFQ
Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito, Gian Piero Scanu (Pd), ha presentato alla Camera la relazione conclusiva approvata con 10 voti favorevoli e 2 contrari (Elio Vito di Forza Italia e Mauro Pili del gruppo Misto). “Esiste sul piano giuridico un nesso di causalità tra l’accertata esposizione all’uranio impoverito e le patologie denunciate dai militari”, ha detto il presidente. La commissione consegnerà il documento alla procura della Repubblica di Roma, per eventuali responsabililtà penali.video di Martina Martelloni


https:video.repubblica.it/cronaca/uranio-impoverito-presidente-commissione-causalita-accertata-tra-esposizione-e-tumori/296549/297168?ref=drvr2-25
REAZIONE:PENSANDO A MARZO….,IN ITALIA I POLITICI SONO I COLPEVOLI,GIUSTIZIA SIA FATTA……
GRAZIE ITALIANI…..


9 FEBRAIO 2018:PEDOFILIA,CILE,IL PAPA DA VICINO
-SU MERCOPRESS(SOUTHATLANTIC NEWS AGENCY)

Francesco invia vescovo esperto di crimini sessuali per indagare sul clero cileno
Mercoledì 7 febbraio 2018 – 08:03 UTC
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“Il giorno in cui qualcuno mi porterà delle prove contro il vescovo Barros, allora parlerò”, ha detto Francis il 19 gennaio fuori dalla città cilena di Iquique.

Papa Francesco sta mandando un rappresentante, un esperto di crimini sessuali, in Cile per indagare se un vescovo ha coperto anni di abusi, ha annunciato il Vaticano. L’annuncio arriva dopo che il papa ha affrontato una reazione violenta all’inizio di questo mese durante una visita in Cile.

Le vittime dell’abuso sessuale hanno chiesto al Vaticano di indagare sul vescovo cileno Juan Barros Madrid, che sostengono il sacerdote pedofilo protetto, il reverendo Fernando Karadima, ed è stato quindi complice dei suoi crimini.

In una controverso risposta ai giornalisti in Cile, Francis ha detto che non c’erano prove contro Barros.

“Il giorno in cui qualcuno mi porterà delle prove contro il vescovo Barros, allora parlerò”, ha detto Francis al di fuori della città cilena settentrionale di Iquique il 19 gennaio. “Ma non c’è una singola prova. È tutto calunnia. È chiaro?”

Karadima, l’ex capo della parrocchia di El Bosque a Santiago, è stato condannato a una vita di penitenza e preghiera per il suo abuso di giovani ragazzi nel 2011.

Il Vaticano ha detto che avrebbe mandato in Cile il vescovo maltese Charles Scicluna per ascoltare gli accusatori.

Francis ha attirato critiche per le sue osservazioni, con un importante accusatore di Barros, James Hamilton, dicendo che i commenti hanno rivelato un “volto sconosciuto” del Papa.

“Ciò che il Papa ha fatto oggi è offensivo e doloroso, e non solo contro di noi, ma contro tutti coloro che cercano di porre fine agli abusi”, ha detto Hamilton.

Juan Carlos Cruz, un altro accusatore di Barros, ha detto che la “richiesta di perdono del pontefice è vuota”.

“Come se avessi potuto fare un selfie o una foto mentre Karadima ha abusato di me e altri con Juan Barros in piedi accanto a lui a guardare tutto”, ha detto Cruz.

“L’attacco di Papa Francesco alle vittime di Karadima è una battuta d’arresto straordinaria”, ha detto Anne Barrett Doyle, condirettore di BishopAccountability.org. “Ha appena restituito l’orologio ai giorni più bui di questa crisi. Chissà quante vittime ora decideranno di restare nascoste, per paura che non vengano credute? ”
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http:en.mercopress.com/2018/02/09/essential-eu-poly-lingual-staff-for-uk-inbound-tourism-at-risk-with-brexit/comments
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FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 352

18 GENNAIO 2018:MATRIMONIO “A LA CARTE”

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
VATICANO
Matrimonio a sorpresa sull’aereo del Papa: Francesco celebra nozze assistenti di volo

I due assistenti di volo dopo la cerimonia in volo

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Carlos e Paula erano sposati civilmente perché la loro chiesa è stata distrutta dal terremoto. Durante il viaggio in Cile hanno confidato a Bergoglio di voler celebrare in futuro il rito religioso. E lui li ha spiazzati
dal nostro inviato PAOLO RODARI
18 Gennaio 2018
1′ di lettura
DAL VOLO PAPALE – Francesco ha sposato una hostess e uno stewart cileni in servizio sull’aereo che lo ha portato oggi da Santiago del Cile a Iquique, ultima tappa del suo viaggio in Cile prima della partenza per il Perù. Carlos e Paula, con due figlie di 6 e 3 anni, Isabella e Raffaella, erano sposati soltanto civilmente. Non si erano sposati in Chiesa perché la loro parrocchia a Santiago del Cile era stata distrutta nel 2010 dal terremoto poche ore prima della funzione.

Sono andati durante il volo dal Papa a chiedere una foto e una benedizione e gli hanno detto che desideravano in futuro sposarsi con rito religioso. “Sarebbe bello ci sposasse lei in futuro”, gli hanno detto. E il Papa: “Volete sposarvi?”. E ancora: “Sei sicuro?”, ha chiesto a Carlos. E ha proposto loro di sposarsi in quel momento. Ignazio Cueto, proprietario della Compagnia aerea Latam, ha fatto loro da testimone. E su un foglio della Compagnia hanno firmato il certificato di matrimonio

http:.repubblica.it/vaticano/2018/01/18/news/matrimonio_a_sorpresa_sull_aereo_del_papa_francesco_celebra_nozze_assistenti_di_volo-186755612/?ref=drnh8-2

REAZIONE:

SCANDALO,SELVAGGISMO,ERESSIA,DA QUANDO LA CHIESA AMETTE RELAZIONI SESSUALI PREMATRIMONIALI ?E DUE FIGLI?

QUEL PEZZO DI CARTA DELLA COMPAGNIA QUALE VALORE GIURIDICO HA?

BEL COLPO PROPAGANDISTICO MA L’ATTUALE VESCOVO DI ROMA E’ SCANDALOSAMENTE ERETICO,FA SCHIFO……

18 GENNAIO 2018:GUERRA ALLA NORDCOREA

-SU LE FIGARO:

Comment l’armée américaine se prépare à un conflit en Corée du Nord

Comment l'armée américaine se prépare à un conflit en Corée du Nord

Les planifications les plus optimistes appellent à un déploiement au sol d’au moins 700.000 hommes pour «venir à bout» de l’ennemi nord-coréen

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18 GENNAIO 2018:GUERRA AL CATTIVO ESSEMPIO CINESE DA NON IMITARE

-SU LA STAMPA;

LaStampa.it ITALIA
SEZIONI
Blitz contro la mafia cinese in tutta Italia: oltre 50 indagati e 33 custodie cautelari in prigione


ANSA

Pubblicato il 18/01/2018
Ultima modifica il 18/01/2018 alle ore 14:36
Blitz della Polizia contro la mafia cinese: centinaia di agenti hanno eseguito in varie città italiane e di paesi dell’Unione Europea diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e una serie di provvedimenti nei confronti di soggetti appartenenti, secondo le indagini, ad un’organizzazione mafiosa che agiva in Italia e in vari paesi europei nel monopolio del trasporto su gomma di merce cinese.

Sono 33 le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Firenze nell’ambito dell’indagine della Polizia che ha consentito di sgominare un’organizzazione criminale appartenente alla mafia cinese.

A tutti i destinatari del provvedimento viene contestato il 416 bis, l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Complessivamente, secondo quanto si è appreso, in Italia sono una cinquantina gli indagati nell’indagine, denominata «China truck». L’inchiesta è coordinata dalla Dda di Firenze. Le misure sono scattate oltre che in Italia anche in Francia e Spagna, grazie alla collaborazione delle rispettive polizie.
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VIDEO:

La polizia intercetta il traffico di merci della mafia cinese in Italia e nell’Ue
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La lunga indagine avrebbe permesso di far luce sulle dinamiche della mafia cinese in Europa ma anche su ruoli e alleanze all’interno dell’organizzazione. Nel blitz che ha portato agli arresti di questa mattina sono stati impegnati gli uomini del Servizio centrale operativo (Sco), delle squadre mobili di Prato, Roma, Firenze, Milano, Padova e Pisa, dei reparti prevenzione crimine oltre a quelli dei reparti volo e cinofili.

«L’operatività di questa organizzazione mafiosa sconvolge, da un lato controlla locali notturni, prostituzione, spaccio, usura ed estorsioni, dall’altro con i metodi della violenza si accaparrava aziende nei trasporti infiltrando l’economia pulita legale», ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. Si è trattata di «un’operazione eccezionale che identifica la composizione dell’associazione mafiosa cinese e ricostruire la sua operatività, riconoscendovi i caratteri della mafiosità. Tutto ciò è frutto di una indagine di altissimo livello».

«La criminalità cinese, come quelle albanesi e romene cominciano a profilarsi come organizzazioni criminali sul territorio italiano», ha anche osservato il procuratore nazionale antimafia. Con oggi, infatti, «abbiamo conferma della piena operatività della mafia cinese che opera non solo in Italia, ma in Europa in Francia, Germania Olanda, Spagna, e ha la capacità di proiettarsi non solo da un punto di vista criminale ma anche economico, in particolare nei trasporti su gomma divenendo quasi monopolista».

http:.lastampa.it/2018/01/18/italia/cronache/blitz-contro-la-mafia-cinese-in-tutta-italia-oltre-indagati-e-misure-cautelari-in-carcere-7fm3NJAq8M5ydPQn8EHY4M/pagina.html

REAZIONE:IL CATTIVO ESSEMPIO DA NON IMITARE E’ DOPPIO,QUELLO DELLA CRIMINALITA ORGANIZZATA DEI TRANSPORTISTI AL SERVIZIO DELLA CINA,E QUELLO DELLA NOSTRA STAMPA E DI TUTTI QUANTI ANCORA ADOPERANO IL CONCETTO DELLA DIALETTICA MAFIA-ANTIMAFIA PER PARLARE DEL CRIMINE ORGANIZZATO, ORMAI DIMOSTRATAMENTE FALSO E OSSOLETO.CHIAMARE MAFIA A QUESTA ORGANIZZAZIONE A DELINQUERE  HA UNA INTENZIONE DISCRIMINATORIA ALL’INTERNO DEL NOSTRO PAESE CON IMPLICANZE CHE VANNO PIU IN LA DI UNA SEMPLICE QUESTIONE SEMANTICA,E’ UNO SPROPOSITO.O VOGLIONO FARCI CREDERE CHE ITALIA HA COLONIZZATO CULTURALMENTE IL MONDO INTERO COMPRESE LA CINA,LA ALBANIA E LA RUMANIA?SE COSI FOSSE…..MARCO POLO,IL CONTE DI WALAQUIA VLADIMIR DRACUL,ECC ERANO MAFIOSI?……

QUANTE VOLTE SI DEVE DIMOSTRARE CHE MAFIA NON CE NE SOLO UNA,CHE NELL’ANTIMAFIA CE DI PEGGIO DE PROPI MAFIOSI,CHE GIURIDICAMENTE E’ INADEGUATO E VIOLATORIA DELLA SEPARAZIONE DI POTERI QUESTA DIALETTICA,E CHE IL NOSTRO POPOLO LIBERRIMA E DEMOCRATICAMENTE HA RIFIUTATO NELLE URNE QUESTE CORROTTI “ANTIMAFIOSI”(I DI PIETRO E COMPAGNIA BELLA DI QUESTA MALDESTRA “ANTIMAFIA”).

18 GENNAIO 2018:PEDOFILIA,IL PAPA VUOLE PROVE

-SU LE FIGARO:Figaro

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Scandale pédophilie : le pape défend un évêque décrié au Chili
Par Le Figaro.fr avec AFP Mis à jour le 18/01/2018 à 15:39
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Le pape François a fermement défendu aujourd’hui un évêque particulièrement décrié au Chili, car soupçonné d’avoir tu les agissements d’un vieux prêtre pédophile, estimant qu’il s’agissait d’une “calomnie” sans preuves.

“Le jour où vous m’apportez une preuve contre l’évêque (Juan) Barros, je vous parlerai. Il n’y a pas une seule preuve contre lui. Tout est calomnie. C’est clair?”, a lancé le pape, interrogé par de journalistes chiliens dès son arrivée à Iquique, dans le nord du Chili.

» LIRE AUSSI – Au Chili, le Pape brise le tabou de la pédophilie
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http:.lefigaro.fr/flash-actu/2018/01/18/97001-20180118FILWWW00225-scandale-pedophilie-le-pape-defend-un-eveque-decrie-au-chili.php
REAZIONE:NON HA FEDE NELLE EVIDENZE DELLE ONG AMERICANE?VEDI APPENDICE DI SEGUITO

-APPENDICE:BELLE PAROLE MA..VEDI I NUMERI DEGLI AMERICANI

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Au Chili, le Pape brise le tabou de la pédophilie
Par Journaliste Figaro Jean-Marie Guénois Mis à jour le 17/01/2018 à 07:52

Pope Francis gives an open-air mass at O’Higgins Park in Santiago on January 16, 2018.
The pope landed in Santiago late Monday on his first visit to Chile since becoming pope, and his sixth to Latin America – a trip that will also take him to Peru. / AFP PHOTO / Pablo PORCIUNCULA BRUNE

«Je connais la douleur causée par les cas d’abus commis sur des mineurs et je suis de près ce que l’on fait pour surmonter ce grave et douloureux mal», a affirmé le pape François. PABLO PORCIUNCULA BRUNE/AFP
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Après avoir exprimé sa «douleur» mercredi devant des hautes personnalités civiles et le clergé local, François a personnellement rencontré dans la soirée un groupe de victimes d’abus sexuels commis par des prêtres.

Si la pédophilie d’une minorité de prêtres a été un tabou dans l’Église catholique, il est vraiment tombé au Chili, pays que le pape François visite pour la première fois. Mardi matin, au palais présidentiel de la Moneda, alors qu’il s’exprimait devant la présidente sortante, Michelle Bachelet, et en présence du nouveau président, Sebastian Pinera – élu le 17 décembre dernier mais qui prendra ses fonctions le 9 mars prochain – François, baissant la tête, s’est confessé publiquement. Devant une kyrielle de hautes personnalités civiles, il a dit sa «douleur» et sa «honte» devant les scandales de prêtres pédophiles. «Je ne peux m’empêcher de manifester la douleur et la honte que je ressens face au mal irréparable fait à des enfants par des ministres de l’Église, a-t-il dit. Je voudrais m’unir à mes frères dans l’épiscopat, car, s’il est juste de demander pardon et de soutenir avec force les victimes, il nous faut, en même temps, nous engager pour que cela ne se reproduise pas .» L’assemblée, plutôt guindée et respectueuse, a alors applaudi chaleureusement.

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Au Chili, ces prêtres catholiques sont 2283. Sur ce nombre, l’ONG américaine Bishop Accountability a recensé 80 cas précis de pédophiles

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En fin d’après-midi, après une émouvante visite de la prison de femmes de Santiago, le Pape s’est adressé aux représentants du clergé du Chili dans la cathédrale de la ville. Il a alors directement abordé «les moments difficiles et mêmes conflictuels» que peut traverser l’Église à cause d’un «cortège de scandales». Car même «la fidélité de l’immense majorité» des prêtres, a-t-il souligné, ne saurait éluder «la lucidité»

Au Chili, ces prêtres catholiques sont 2283. Sur ce nombre, l’ONG américaine Bishop Accountability a recensé 80 cas précis de pédophiles. Mais le scandale du père Fernando Karadima, en 2010, a agi comme un tremblement de terre. Il a fait chuter la pratique religieuse catholique de 30 à 20 %. D’autant que ce prêtre n’a pas été condamné, en raison de la prescription des faits. Par ailleurs, beaucoup reprochent au Vatican – il y a encore eu une manifestation, mardi matin, aux abords de la messe papale en plein air – de maintenir en poste trois évêques proches de ce prêtre. Dont Mgr Juan Barros, très connu. Ces évêques auraient été informés de tout sur Karadima mais n’auraient jamais rien dit. Deux jours avant son départ de Rome, une lettre interne à l’Église, adressée aux évêques chiliens et signée par le pape François, prouve d’ailleurs que toute la hiérarchie de l’Église est parfaitement informée du cas Karadima…

Une apostrophe sur la douleur
Pour sortir de cette impasse, François, en s’adressant au clergé chilien, a d’abord reconnu la «douleur» de ces «moments de turbulence», celle des victimes et des familles. Mercredi après le déjeuner, il a rencontré «un petit groupe de victimes d’abus sexuels commis par des prêtres» , a annoncé dans la soirée à Santiago Greg Burke, porte-parole du Vatican. Mais «de façon strictement privée», sans autres témoins, pour qu’elles puissent «raconter leur souffrance au pape qui les a écoutées, a prié et a pleuré avec eux». «Je connais la douleur causée par les cas d’abus commis sur des mineurs et je suis de près ce que l’on fait pour surmonter ce grave et douloureux mal, a dit le Pape. Douleur pour le mal et la souffrance des victimes et de leurs familles, qui ont vu trahie la confiance qu’elles avaient placée dans les ministres de l’Église.»

Aerial picture taken during the open-air mass officiated by Pope Francis at O’Higgins Park in Santiago on January 16, 2018.
The pope landed in Santiago late Monday on his first visit to Chile since becoming pope, and his sixth to Latin America – a trip that will also take him to Peru. / AFP PHOTO / JAVIER TORRES

Une vue aérienne du parc O’Higgins peu avant la messe du pape François, lundi, à Santiago du Chili. Une vue aérienne du parc O’Higgins peu avant la messe du pape François, lundi, à Santiago du Chili. JAVIER TORRES/AFP

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Ensuite, il s’est attardé sur la «souffrance des communautés ecclésiales» avec une apostrophe sur la douleur «pour vous, frères, qui, en plus de l’épuisement dû à votre dévouement, avez vécu la souffrance qu’engendrent la suspicion et la remise en cause, ayant pu provoquer chez quelques-uns ou plusieurs le doute, la peur et le manque de confiance». «Je sais que parfois vous avez essuyé des insultes dans le métro ou en marchant dans la rue, a-t-il poursuivi, qu’être “habillé en prêtre” dans beaucoup d’endroits se “paie cher”.»

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«Une Église avec des blessures est capable de comprendre les blessures du monde d’aujourd’hui»

Le pape François

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Puis il a formulé cette demande au clergé chilien: «Je vous invite à ce que nous demandions à Dieu de nous donner la lucidité d’appeler la réalité par son nom, le courage de demander pardon et la capacité d’apprendre à écouter ce que le Seigneur est en train de nous dire.» Car, a-t-il insisté, «l’Évangile est un chemin de conversion, non seulement pour les autres, mais pour nous aussi» et «il existe des moments où nous ne nous retrouvons pas devant nos exploits, mais devant notre faiblesse». Il faut alors «accepter avec sérénité les contradictions ou les critiques».

Enfin, François a lancé: «Nous ne sommes pas ici parce que nous serions meilleurs que les autres. Nous ne sommes pas des superhéros qui, de leur hauteur, descendent pour rencontrer des “mortels”.» Et a appelé à un changement radical d’attitude pastorale: «Jésus ne va pas à la rencontre de ses frères avec le reproche et la condamnation. Jésus ne se présente pas aux siens sans ses blessures. Une Église avec des blessures est capable de comprendre les blessures du monde d’aujourd’hui, et de les faire siennes, de les porter en elle-même, d’y prêter attention et de chercher à les guérir. Une Église avec des blessures ne se met pas au centre, ne se croit pas parfaite (…). La conscience d’être nous-mêmes blessés nous libère du risque de devenir autoréférentiels, de nous croire supérieurs.»

Ainsi cette conclusion où il a demandé aux prêtres de «redevenir prophétiques» en ne cherchant pas «un monde idéal ou une communauté idéale» mais «en créant les conditions pour que chaque personne abattue puisse rencontrer Jésus». En effet, «le peuple de Dieu n’attend pas de nous ni ne demande que nous soyons des superhéros, il veut des pasteurs, des consacrés, qui aient de la compassion, qui sachent s’arrêter devant la personne à terre».

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Les victimes se constituent en ONG internationale
Des représentants d’une quinzaine d’associations nationales de victimes de prêtres pédophiles, dont, en France, La Parole libérée, se sont retrouvés à Santiago en marge de la visite du pape François. Elles ont décidé de créer une ONG internationale qui défendra les intérêts des victimes au plus haut niveau, et en particulier face à l’Église catholique. François Devaux, président de La Parole libérée, a confié au Figaro «Le pape François a l’habitude de promettre beaucoup, avec de belles paroles, mais rien de concret ne se produit. Les membres de la commission de lutte qu’il avait nommés ne sont pas reconduits, le motu proprio au sujet de la lutte contre la pédophilie n’est pas appliqué. Surtout, les victimes de prêtres pédophiles constatent que les méthodes d’étouffement et de silence sont partout appliquées avec le même aplomb par les Églises catholiques locales. Pour éviter ce cloisonnement pays par pays, nous nous constituons en ONG internationale.»

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http:.lefigaro.fr/actualite-france/2018/01/16/01016-20180116ARTFIG00391-au-chili-le-pape-brise-le-tabou-de-la-pedophilie.php

18 GENNAIO 2018:IL PAPA E DONALD TRUMP,HILLARY DA CIAPAQUA,IL BULLISMO OPERA DI CHI E’?
-SU LA STAMPA:

Hillary, rabbia e rimpianti: “Trump è un viscido”
Le anticipazioni del libro della candidata democratica: «Ho perso, devo convivere per sempre con questo cruccio»


Hillary Clinton e Donald Trump durante il secondo confronto televisivo a St. Louis nell’ottobre del 2016
FRANCESCO SEMPRINI

24/08/2017
NEW YORK
«Stai indietro viscido». E se Hillary Clinton si fosse rivolta con frasi di questo tenore a Donald Trump, le cose sarebbero forse andate diversamente? Alla fantapolitica il compito di rispondere, ma appartiene senza dubbio alla realtà il senso di rimpianto e di rabbia che anima l’ex candidata democratica nel suo ultimo libro «What Happened» (Cosa accadde). Un lavoro in cui Hillary ripercorre la debacle elettorale di Usa 2016. E lo fa partendo da una premessa che la dice tutta sul suo giudizio nei confronti dell’avversario. Trump è «un viscido, quando mi si avvicinava da dietro mi si accapponava la pelle», racconta l’ex First Lady in base agli estratti del volume, anticipati dai media Usa. Ricordando i tre dibattiti televisivi dello scorso autunno dice: «Dovevo stare calma, sorridere e andare avanti, anche se lui invadeva di continuo il mio spazio personale? O girarmi, fissarlo negli occhi e dire chiaro e forte “stai indietro viscido, stai lontano da me. So che ami intimidire le donne, ma non puoi intimidire me”. Ho scelto l’opzione A».

Hillary Clinton: “Trump è un viscido”. Così la “inseguiva” durante un dibattito

L’irritazione della Clinton per Trump si è acuita quando, ad appena un mese dal voto, erano uscite le registrazioni di oltre dieci anni prima in cui il tycoon veniva colto mentre raccontava le sue tecniche di seduzione, dicendo che lui optava per il «pussy-grabbing», ovvero afferrare per le parti intime. «Quando si metteva dietro di me dicevo “questo non va mica bene”, era il secondo dibattito, poco dopo tutti avrebbero saputo del suo modo di approccio con le donne», scrive l’ex senatrice. «Io camminavo e lui mi seguiva passo passo, fissandomi e facendo le facce strane, mi sentivo davvero a disagio, avevo il suo fiato sul collo, letteralmente parlando». “É uno di quei momenti in cui vorresti spingere pausa, chiedere a chiunque “cosa faresti?”». Ovvero opzione A o B? L’ex segretario di Stato spiega che optò per la calma perché nelle sue tante esperienze aveva imparato a controllarsi con tutti quegli uomini che tentavano di metterla a disagio. «Mi mordevo la lingua, mi stringevo le mani, tutto pur di mantenere un viso composto davanti al mondo.

Nella prefazione di “What Happened”, edito da Simon & Schuster e atteso nelle librerie il 12 settembre, Hillary spiega che il libro non vuole essere una specie di opera omnia della corsa presidenziale da cui è uscita perdente. «Voglio piuttosto levare i veli su un’esperienza che è stata esilarante e festosa, un’esperienza che rende più umili e a tratti fa infuriare o risulta incomprensibile. Scrivere tutto questo non è stato facile. Ogni giorno da candidata alla presidenza pensavo che milioni di persone contavano su di me, e non potevo sopportare di lasciarli soli. Invece è accaduto. Non ho finito il lavoro. E devo vivere con questo cruccio per il resto della mia vita».

Clinton tuttavia cede alla tentazione di addossare le colpe del suo fallimento a fattori esterni. Ovvero le interferenze russe nella corsa alla Casa Bianca e la «repentina» decisone dell’ex direttore dell’Fbi, James Comey, di riaprire le indagini sulle mail private usate da Hillary nell’esercizio delle sue funzioni di pubblico ufficiale alla guida della diplomazia Usa. «What Happened» arriva a tre anni da Hard Choices, un racconto del periodo alla guida di Foggy Bottom. Mentre dopo gli otto anni alla Casa Bianca l’ex First Lady aveva pubblicato «It Takes a Village: And Other Lessons Children Teach Us» e, nel 2003, da «Living History».

Anticipazioni a parte, c’è molta curiosità su quanto contenuto nelle memorie compilate dalla Clinton durante il suo ritiro nell’eremo di Chappaqua, dove si è rifugiata dopo la batosta dell’8 novembre. In particolare su particolari inediti magari in merito all’epilogo, quando, si dice, alla vista della mappa Usa che si riempiva sempre più di rosso-repubblicani, Hillary si fece prendere da pulsioni schizofreniche, al punto tale da saltare al collo del suo capo campagna John Podesta. Solo dopo essere stata sedata si sarebbe accorta di cosa era accaduto, «What happened» appunto.

http:.lastampa.it/2017/08/24/esteri/hillary-rabbia-e-rimpianti-trump-un-viscido-dzZBMitrdJGajTYcNbcSRJ/pagina.html

-APPENDICE DEL GIORNO DOPO:BB,MA QUALE BULLISMO,C’E’ L’HO BELLO….
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LaStampa.it SPETTACOLI
SEZIONI
Molestie, Brigitte Bardot sull’ondata di denunce: “Ipocrita e ridicola. Le attrici fanno le civette per un ruolo”
L’attrice, icona della bellezza francese: mai stata molestata

AFP

Pubblicato il 18/01/2018
Ultima modifica il 18/01/2018 alle ore 19:03

Brigitte Bardot si scaglia contro la polemica suscitata dal caso Weinstein e critica violentemente l’ondata di denunce «ipocrita, ridicola e senza interesse». Secondo l’ex attrice simbolo degli anni Cinquanta e Sessanta, «ci sono molte attrici che fanno le civette con i produttori per strappare un ruolo».

Intervistata dalla rivista Paris Match, in edicola oggi, B.B., 83 anni, afferma: «Per quanto riguarda le attrici, e non le donne in generale, nella maggior parte dei casi è una cosa ipocrita, ridicola e senza interessa. Occupa il posto di temi importanti che potrebbero essere discussi».

L’attrice di «E Dio creò la donna» afferma fra l’altro di non essere «mai stata vittima di molestie sessuali». «E trovavo affascinante – continua – che mi dicessero che ero bella …questo tipo di complimenti sono piacevoli». Quanto alle attrici che, secondo lei, «fanno le civette» per ottenere delle parti, «poi – continua – vengono a raccontare di essere state molestate…in realtà piuttosto che giovargli, tutto questo finisce per nuocere loro».

Bardot, icona della bellezza francese, ha raccontato di «non essere mai stata vittima di molestie sessuali. E ho sempre trovato molto piacevole quando gli uomini mi dicevano che ero meravigliosa o che avevo un bel sederino».

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http:.lastampa.it/2018/01/18/spettacoli/showbiz/molestie-brigitte-bardot-sullondata-di-denunce-ipocrita-e-ridicola-le-attrici-fanno-le-civette-per-un-ruolo-3rn2EggpO3iHwlRkxwJclN/pagina.html
REAZIONE:E’ PERA O MELA,BB?

20 GENNAIO 2018:DONALD TRUMP NON E’ UN VISCIDO…..

-SU LA STAMPA:

Trump alla marcia anti-aborto: proteggiamo la santità della vita e della famiglia

È la prima volta che un presidente interviene in video durante la manifestazione
AFP

Pubblicato il 19/01/2018,Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 22:19

«Stiamo proteggendo la santità della vita e della famiglia al centro della nostra società». Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sintetizzato l’operato della sua amministrazione in tema di legislazione sull’aborto, intervenendo in collegamento video dalla Casa Bianca alla annuale Marcia per la vita organizzata a Washington da movimenti antiabortisti.

Il presidente ha quindi lanciato un appello al Senato affinchè approvi una legge che vieta l’interruzione di gravidanza dopo le 20 settimane. Il testo era passato alla Camera lo scorso anno ma si è poi arenato al Senato, che non lo ha nemmeno discusso date le irrealistiche possibilità che passi considerata la limitatissima maggioranza repubblicana.
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È la prima volta che un presidente interviene in video durante la marcia.
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Alcuni diritti riservati
http:.lastampa.it/2018/01/19/esteri/trump-alla-marcia-antiaborto-proteggiamo-la-santit-della-vita-e-della-famiglia-MecPQI8Q4fyo6NqluUGdvJ/pagina.html

20 GENNAIO 2018:RENZI DI SINISTRA?RENZI EUROPEISTA?

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

verso le elezioni >>

Gentiloni annuncia: “In coalizione anche la lista di Bonino. Mi candido alla Camera a Roma 1”

Pd in allarme per i collegi, al Sud è disfatta di T. CIRIACO

Intervista “Mi alleo con il Pd, ma ognuno farà le sue battaglie”
video Renzi: “Voto a destra allontana dall’Europa” video
· Rep Tv Segretario Pd: “Centrodestra non è popolare ma populista”

REAZIONE:A RENZI NON LO HA MAI VOTATO LA SINISTRA.LA SOLA VOLTA CHE HA CONVOCATO IL POPOLO A VOTARLO E’ STATO PER IL REFERENDUM,ED E’ STATO BATTOSTA,E NON SOLO PER LA RIFORMA MA PER LA SUA GESTIONE DI GOVERNO.CHE DI SINISTRA NON E’ STATO.
RENZI EUROPEISTA?ALLORA E’ SADOMASOCHISTA:HANNO DERISO DI LUI E DELLE SUE SOLUZIONI PER L’IMMIGRAZIONE(NON HA PREGATO SANTANTONIO),E ANCORA ASPETTA I SOLDI PER I PAESI AFRICANI.

MA CHE EUROPEISTA!!!!! SE HA NEGATO SOLIDARITA E AIUTO A HOLLANDE DOPO GLI ATTACCHI TERRORISTICI  ALLA FRANCIA.

“IL CENTRODESTRA NON E’ POPOLARE MA POPOLISTA”?:LE MIE PUBBLICAZIONI SONO SENZA FINE DI LUCRO MA STA VOLTA LO QUERELO PER FALSO IDELOGICO.MI COPIA.

LA SMETTA DI PRETENDERE PRENDERE IN GIRO IL POPOLO ITALIANO.PER QUESTA VIA IL PD VA IN CAMMINO A SCOMPARIRE.
“MATTEO,DIO ESSISTE,E NON SEI TU…….”

20 GENNAIO 2018:SANZIONI COMMERCIALI ALLA CINA

-SU LA FIGARO:

Home Économie Conjoncture

Donald Trump prépare des sanctions commerciales massives contre la Chine
Par Pierre-Yves Dugua Mis à jour le 18/01/2018 à 18:47

President Donald Trump listens to a question during a town hall with business leaders in the South Court Auditorium on the White House complex in Washington, Tuesday, April 4, 2017. (AP Photo/Evan Vucci, File)

Donald Trump prépare des sanctions commerciales massives contre la Chine
Donald Trump pourrait donner les détails des sanctions avant son discours devant le Congrès sur l’état de l’Union prévu le 30 janvier. Evan Vucci/AP

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Déterminés à frapper Pékin au portefeuille, les services du président américain travaillent depuis des mois à l’analyse des dommages causés par le vol et le piratage de propriété intellectuelle par des entreprises chinoises.

De notre correspondant à Washington

Après des mois de menaces, Donald Trump est sur le point d’imposer de sérieuses sanctions commerciales unilatérales à la Chine. Le président l’a lui-même expliqué dans un entretien à l’agence Reuters: «Nous avons une très grosse amende potentielle sur la propriété intellectuelle qui va arriver bientôt… Nous parlons de gros préjudices, de montants dont vous n’avez pas idée.» Donald Trump pourrait donner …

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http:.lefigaro.fr/conjoncture/2018/01/18/20002-20180118ARTFIG00307-donald-trump-prepare-des-sanctions-massives-contre-pekin.php

20 GENNAIO 2018:CHI PAGHERA LA NOSTRA PENSIONE?
-SU LE FIGARO:
Home VOX Vox Societe
Natacha Polony:«La démographie,cette science muette»
Par Natacha Polony Publié le 19/01/2018 à 17:44

La journaliste Natacha Polony, que l’on retrouve au Grand Journal sur Canal+, ou encore avec sa revue de presse dans la matinale d’Europe 1, est l’invitée du Buzz TV Orange-TV Magazine.

Natacha Polony : «La démographie, cette science muette»
François BOUCHON/Le Figaro
FIGAROVOX/CHRONIQUE – La démograhie est une notion malmenée dont l’aspect économique et politique est négligé au risque d’entretenir une méfiance entre la population et les élites.

Pendant des années, la publication des chiffres de l’Insee offrait une occasion inespérée pour les médias de pratiquer cet optimisme officiel qui fait la marque du progressiste au grand cœur. L’économie flanchait, les emplois industriels et agricoles disparaissaient à la vitesse des épis de blé sous une nuée de sauterelles, mais on pouvait tout de même proclamer que demain serait meilleur qu’hier puisque les Français, visiblement confiants en l’avenir, assuraient quasiment le renouvellement des générations. Les mêmes affirmaient habituellement que la faiblesse démographique de l’Europe rendait nécessaire une immigration économique destinée à payer nos retraites, sans qu’il leur semblât exister la moindre contradiction entre ces deux propositions.

Aujourd’hui, …

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-http:.lefigaro.fr/vox/societe/2018/01/19/31003-20180119ARTFIG00272-natacha-polony-la-demographie-cette-science-muette.php

20 GENNAIO 2018:SIENTO RUIDO DE PELOTA…..

-SU CLARIN:

HISTORIA: LOS CINCUENTA AÑOS DE SACACHISPAS

Se oye ruido de pelota

Se oye ruido de pelota y no sé lo que será. Es el club de Sacachispas que ya viene, que ya viene de ganar, coreaba la barra de pibes que venía de ganarle un desafío al equipo del barrio vecino en Pelota de trapo, la película dirigida por Leopoldo Torres Ríos y protagonizada por Armando Bo que marcó un hito en la historia del cine nacional. Estrenada en el cine Metropolitan el 10 de agosto de 1948, fue inspirada en las famosas Apiladas que el periodista Ricardo Lorenzo, Borocotó, publicaba en la revista El Gráfico y que describía el lirismo de las calles, el baldío, el amor a las cosas simples y los sueños de pibes.Torres Ríos fue un excepcional creador, con un gran sentido de lo popular. La repercusión de la película fue multitudinaria. Sacachispas pasó a ser el nombre que identificaba al potrero, al club de barrio que se fundaba con la rifa solidaria para conseguir moneditas y comprar la primera pelota.Al poco tiempo del estreno, por inspiración del propio Borocotó, quien eligió los colores lila con vivos blancos, el 17 de octubre de 1948 nació Sacachispas Fútbol Club. Sus socios fundadores fueron Roberto González y Aldo Vásquez. Y el primer presidente honorario, Juan Domingo Perón, quien hizo gestiones para que la Municipalidad le otorgara un terreno para construir su estadio.La primera cancha estuvo en Lacarra y las vías del ferrocarril Belgrano, en Villa Soldati. En las apariciones iniciales en los Torneos Evita logró los mejores títulos. En 1952 se trasladó al terreno de Lacarra y Barros Pazos. De su semillero surgieron figuras que ascendieron al fútbol grande: Poletti y Manera, campeones de América e Intercontinental con Estudiantes de La Plata; Néstor Martín Errea y Oscar Pezzano, dos excelentes arqueros; Brookers, Menéndez, Periotti…En su medio siglo, Sacachispas transitó los carriles de la humildad. Pasó momentos difíciles y tuvo alguna alegría. Hoy juega en la D. Su nombre, desde los tiempos de la inolvidable Pelota de Trapo, tiene sabor a fútbol y alma de potrero.

https:.clarin.com/deportes/oye-ruido-pelota_0_H10-ylMJIng.html

COMMENTO SU TODOTANGO.COM

Ana Touron
Hola, tanto tiempo!
En principio, mi mayor deseo de FELIZ AÑO NUEVO para todos los amigos de esta Mesa.Y, segundo, una consulta:
Alguien tiene los versos (y puede facilitármelos) de la milonga SACACHISPAS, que cata Hugo del Carril en “Historia del 900”?
Desde ya, muchas gracias.

Ana Turón:

Disculpen la insistencia

http:.todotango.com/comunidad/mesa/mensaje.aspx?id=168961

21 GENNAIO 2018:LA LE PEN BUGGIARDA PERVERSA

-SU LE MONDE:

La stratégie du mensonge était bien au cœur de la campagne de Marine Le Pen

Une enquête de BuzzFeed News confirme que des cadres du FN ont non seulement relayé mais aussi fabriqué de fausses informations.

LE MONDE | 17.01.2018 à 18h49 • Mis à jour le 17.01.2018 à 19h07 | Par Adrien SÉNÉCAT

« La stratégie du mensonge » titrait Le Monde au lendemain du débat de l’entre-deux-tours de l’élection présidentielle. Cette « une », comme l’éditorial du jour, visait directement l’attitude de Marine Le Pen face à Emmanuel Macron.

Huit mois plus tard, une série d’enquêtes publiées par BuzzFeed News à partir de documents de travail utilisés par les équipes du Front national achève de démontrer que cette stratégie ne s’est pas limitée aux derniers instants de la campagne. Retour sur les principales intox délibérées véhiculées par la candidate d’extrême droite et par son entourage.
1. Les affirmations erronées pendant le débat, une stratégie qui apparaît comme délibérée

Marine Le Pen a multiplié les contre-vérités lors du débat du second tour de l’élection présidentielle — au moins dix-neuf, selon notre relevé détaillé. Nombre d’entre elles étaient particulièrement grossières, par exemple lorsqu’elle a affirmé que l’aide médicale d’Etat offrait des prestations de santé meilleures que celles garanties aux personnes de nationalité française.

Une note envoyée à Marine Le Pen avant le débat par Damien Philippot, et révélée par BuzzFeed News, montre que ces sorties de route relèvent d’une stratégie assumée. Il y est notamment suggéré à la candidate de « dégrader l’image de Macron, quitte à perdre en crédibilité ».

Une seconde note, qui liste des « idées punchlines » de cadres de la campagne de la candidate, lui a par ailleurs conseillé de faire allusion aux rumeurs sans fondement prêtant un compte offshore à son rival. Un conseil que l’intéressée a suivi, déclarant lors du débat : « J’espère qu’on n’apprendra pas que vous avez un compte offshore aux Bahamas. »
2. Une vidéo ambiguë réalisée par le FN et diffusée par le directeur de campagne de Marine Le Pen

David Rachline, le directeur de la campagne présidentielle de Marine Le Pen, a partagé, le 16 mars, une vidéo sur Facebook accompagnée du commentaire suivant : « L’effrayante vérité sur l’émission “Envoyé spécial” et la directrice de l’information de France Télévisions, Madame Delphine Ernotte, soutien de François Hollande et d’Emmanuel Macron ! »

Ce clip de deux minutes donne la parole à un homme, assis dans le noir de dos, la voix déformée. Présenté comme membre de « l’équipe de Delphine Ernotte », ce prétendu témoin y accuse la directrice de France Télévisions d’avoir été nommée pour défendre la candidature de François Hollande, puis d’avoir décidé de « soutenir coûte que coûte Macron » après le renoncement de l’ex-chef de l’Etat, « avec pour objectif de faire perdre coûte que coûte Marine Le Pen ».

Ce témoignage est apparu comme douteux dès cette époque, faute de source. David Rachline s’était lui-même montré sibyllin sur Twitter, quelques heures après la diffusion de la vidéo, écrivant : « Vous voyez, tout le monde peut faire “journaliste” chez France Télévisions », allusion à un numéro d’« Envoyé spécial » critiqué par les dirigeants du parti. Une posture qu’il a également adoptée par la suite face aux médias qui l’ont contacté à ce sujet, comme LCI.

Intox ou canular, une enquête publiée par BuzzFeed News, le 16 janvier, montre que la vidéo a été fabriquée de A à Z par le FN. Le prétendu « témoin » qui figure dans la vidéo ne serait autre que Christophe Boucher, prestataire du FN pour le Web.

David Rachline n’a pas contesté ces informations, invoquant sur Twitter l’« ironie » et disant qu’il pensait que « tout le monde avait compris qu’il s’agissait d’une parodie ». Il n’avait néanmoins jamais franchement tranché l’ambiguïté à l’époque. En témoignent les commentaires sous sa vidéo sur Facebook ou les messages de militants FN appelant à la démission de la dirigeante de France Télévisions.
3. Un SMS diffusé par des cadres du FN pour accuser des militants d’En marche !

Autre épisode de manipulation émanant de soutiens de Marine Le Pen pendant la campagne : après la visite chahutée de Marine Le Pen à Reims (Marne), le 5 mai, en toute fin de campagne, le vice-président du FN de l’époque, Florian Philippot, et David Rachline ont diffusé sur Twitter un SMS censé émaner de militants d’En marche ! appelant à « siffler », « huer » et « bousculer » Marine Le Pen. « Faut la tuer ! » lisait-on même à la fin du message.

« Une explication M. Macron ? », écrivait alors Florian Philippot. Problème : ce message était un faux grossier, comme nous l’expliquions à l’époque, dont la première publication dont nous avions pu retrouver la trace émanait du compte de Kévin Pfeffer, membre de l’équipe de campagne de Marine Le Pen et conseiller régional FN dans la région Grand Est (l’intéressé n’a jamais donné suite à nos sollicitations à ce sujet).

Le 8 mai, au lendemain du second tour, Florian Philippot se défendait de toute manipulation sur Europe 1, affirmant avoir simplement « relayé un texto dont chacun pensait qu’il était vrai ».
4. De nombreuses intox massivement reprises par des cadres du FN et par ses réseaux militants

Plus largement, de nombreux cadres du FN ont relayé de fausses informations tout au long de la campagne. On peut notamment citer :

Une fausse information, relayée par Marion Maréchal-Le Pen, sur le prétendu financement « à 30 % » de la campagne d’Emmanuel Macron par l’Arabie saoudite ;
le maire d’Hénin-Beaumont, Steeve Briois, accusant, à tort, la chaîne C8 d’avoir manipulé un reportage sur le Front national ;
le député d’extrême droite Gilbert Collard partageant des accusations erronées à l’encontre de la présidente du parquet national financier pendant l’affaire Fillon (la rumeur affirmait à tort que cette dernière était l’épouse du directeur de cabinet de Michel Sapin) ;
le député Louis Aliot accusant sans fondement Benoît Hamon d’avoir été « pistonné » pour devenir professeur à l’université ;
Le trésorier du FN, Wallerand de Saint-Just, diffusant une prétendue « enquête » auprès de lecteurs du Figaro selon laquelle Marine Le Pen était la candidate qui les avaient le plus convaincus lors du débat présidentiel à cinq candidats — des chiffres faux et démentis par Le Figaro.

Plusieurs grosses pages Facebook d’extrême droite ont également relayé à de nombreuses reprises des intox en tout genre pendant la période électorale.
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Décodex:nos outils contre les fausses informations

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Par ADRIEN SÉNÉCAT
Publié Le 17.01.2018 à 14h49

http:.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2018/01/17/la-strategie-du-mensonge-etait-bien-au-c-ur-de-la-campagne-de-marine-le-pen_5243193_4355770.html

23 GENNAIO 2018:I GIOCHI PEDOFILI  DEL “PAPA MALO”

-SU LE MONDE:lemonde.fr

Le pape François présente des excuses aux victimes d’abus sexuels

Les excuses du pape font suite au tollé provoqué par son soutien apporté à un évêque chilien controversé, faute, selon lui, de « preuve » à son encontre.Le pape François présentant ses excuses.Le pape François présentant ses excuses. VINCENZO PINTO / AFP

Le pape François a présenté, lundi 22 janvier, « des excuses » aux victimes d’abus sexuels, après le tollé provoqué au Chili par son soutien à un évêque chilien controversé, faute, selon lui, de « preuve » à son encontre, un mot dont il a reconnu qu’il avait « blessé ».

« Le jour où vous m’apportez une preuve contre l’évêque Barros, je vous parlerai. Il n’y a pas une seule preuve contre lui. Tout est calomnie. C’est clair ? », avait lancé abruptement jeudi le pontife argentin, apostrophé par des journalistes au Chili.

Dans ce pays où le catholicisme est en chute, François a aussi choqué en donnant une accolade à Mgr Juan Barros, évêque soupçonné d’avoir gardé le silence sur les agissements d’un vieux prêtre pédophile défroqué par le Vatican.

« Je dois présenter des excuses parce que le mot “preuve a blessé tant de personnes victimes d’abus », a déclaré François lors d’une conférence de presse dans l’avion qui le ramenait à Rome. « Entendre le pape leur dire en face “apportez-moi une lettre avec la preuve”, c’est une gifle et je me rends compte maintenant que mon expression n’a pas été heureuse », a-t-il dit.

Il a cependant rappelé que le Vatican avait enquêté sur Mgr Barros, sans trouver« d’élément pour le condamner ». Au risque de déplaire aux Chiliens, il s’est déclaré « convaincu » de l’innocence de l’évêque. « Vous me dites qu’il y a des victimes, mais je ne les ai pas vues, elles ne se sont pas présentées à moi », a-t-il argué, en reprenant son expression de « calomnie ».

Lire aussi :   Pédophilie : le pape François tancé par un cardinal

Tolérance zéro

Dans l’avion, le pape a estimé qu’il aurait dû parler d’« élément à charge ». « Le mot “preuve”n’était pas le meilleur pour me rapprocher d’un cœur endolori », a-t-il convenu. « Je sais qu’il y a beaucoup de personnes victimes d’abus qui ne peuvent apporter de preuve. »

« Je sais combien elles souffrent », a insisté François, qui a rencontré au Chili, en privé, deux victimes de prêtres pédophiles. Selon le Vatican, il a « prié et pleuré » avec elles. Le pape a confié :

« Le drame des victimes d’abus est horrible, horrible. Il y a deux mois, j’ai été en contact avec une femme victime il y a quarante ans. Mariée avec trois enfants, cette femme ne communiait pas depuis cette époque, parce que dans la main du curé, elle voyait la main de l’auteur d’abus sexuels. »

Samedi, le cardinal Sean Patrick O’Malley – qui dirige une commission antipédophilie en cours de renouvellement au Vatican – avait mis en avant la sincérité de François lorsqu’il prône la tolérance zéro contre la pédophilie dans l’Eglise.

Mais, dans une critique inhabituelle du pape, il avait jugé « compréhensible » que les propos du souverain pontife aient pu provoquer« une grande douleur ». « Sa déclaration a été très juste », a estimé le pape dans l’avion. « Il a rappelé tout ce que j’ai fait et ce que je fais, et ce que fait l’Eglise, et puis il a dit la douleur des victimes. »

http:.lemonde.fr/religions/article/2018/01/22/le-pape-francois-presente-des-excuses-aux-victimes-d-abus-sexuels_5245408_1653130.html

REAZIONE:SUL SUOLO LATINOAMERICANO SI HA COMPORTATO CON L’ABITUALE IMPUNITA E ATTITUDINE DI SFIDA AUTORITARIA PROPIA DEI GORILAS ISPANOAMERICANI CON QUI LUI SI HA SEMPRE MOSSO(“DATECI PROVE ZURDOS”)MA NON APPENA E’ SALITO SULL’AEREO,CIO’E’ IN UNO SPAZIO FUORI DEL TERRITORIO LATINOAMERICANO DI COLPO LI HA VENUTO IL PENTIMENTO E LA UMILE ATTITUDINE DI SBAGLIO SCUSANDOSI DI DIFENDERE BARROS CHIEDENDO PROVE.SI SU SPAZIO VATICANO-ITALIANO-EUROPEO-NORDICO NON HA PIU BISOGNO DI PROVE E……O QUANTO VISCIDI SONO I PEDOFILI E QUANTO SONO TERRIBILI LE SOFERENZE DELLA PEDOFILIA.

IPOCRITA,IL VESCOVO DI ROMA CI PRENDE IN GIRO :”SI,SONO CONSERVATORE(AUTORITARIO,IMPUNE,CATTIVO)IN SUDAMERICA,E RIVOLUZIONARIO(EDUCATO,MODERATO,BUONO) IN VATICANO,E ALLORA?

QUELLO DEL TITOLO,BERGOGLIO E’ IL PRETE PIU PEDOFILO MAI VISTO,IL PAPA PIU NOCIVO PER I BAMBINI MAI VISTO,BERGOGLIO E’ IL PAPA DEL MALE.

BERGOGLIO BENEDICA ANCHE QUESTE UNIONI:

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-IL GIORNO DOPO:TITOLARE SU LA REPUBBLICA,IL CHRIGA BUNDOLO DI SALVINI

VERSO LE ELEZIONI DEL 4 MARZO >>

Padoan: Ue preoccupata. Flat tax? Come fatina blu Salvini a Berlusconi: “Sbaglia promesse su deficit”

Il leghista contesta le assicurazioni date dall’alleato al Ppe video Il leader della Lega alla Cei: “Noi antidoto al razzismo” · Presidente dei vescovi: “Basta cultura della paura sulla razza”

Grillo lancia il nuovo blog e si separa da quello dei 5 stelle: “Utopia per crescere”

Lorenzin: “Gentiloni ottimo premier, governo per la legislatura”

Fontana: “Dopo la frase sulla razza sono salito nei sondaggi”
REAZIONE:SUPER SALVINI,PROPOSTO A PAPABILE DEL CENTRODESTRA PONTIFICA……..
-SU WIKIPEDIA:kreegah bundolo

Kreegah bundolo è un’espressione che Tarzan- e la tribù delle scimmie antropomorfe che lo ha cresciuto – gridano per avvertire del pericolo, ad esempio, “Kreegah bundolo! I bianchi vengono con i bastoni da caccia. Secondo il linguaggio fittizio delle scimmieelaborato dal creatore di Tarzan Edgar Rice Burroughs , la traduzione letterale della frase sarebbe “Attenti, (I) uccidi!”

“Kreegah Bundola” è uno dei pochi nomi per la canzone di Frank Zappa il cui titolo più popolare sembra essere “Let’s Move to Cleveland”. Viene anche utilizzato nella serie “Allbright” di Bruce Coville come byte sonoro di avvio del modulo “violenza” di Grakker. È stato pronunciato da Fat Freddy in preda alla fame in un episodio di The Fabulous Furry Freak Brothers.

In portoghese, Kreegah bundolo è stato tradotto come ” Krig-Ha, Bandolo! ” E nomina un album del rocker brasiliano Raul Seixas .

Nella striscia di fumetti Dilbert del 2/7/1995, Dogbert usa questa frase parlando con Dilbert dopo che è stato a casa a fare il telecommuting troppo a lungo. [1]
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https:en.m.wikipedia.org/wiki/Kreegah_bundolo

REAZIONE:ECCOLO SCIMIOTTARE,IL SOLO VERO IMMIGRANTE CLANDESTINO NELLA NOSTRA ITALIA,UNA ED ETERNA,E’  PRROPIO LUI CHE PROVIENE DELLA PERDENTE TERRA SEPARATISTA DELLA LEGA NORD CHE PRETENDE REDIMIRE ESPANDENDOLA IN TUTTA ITALIA.LUI E’ IL VERO CLANDESTINO CON DOCUMENTI REGOLARI CHE PRETENDE TRANSFORMARE GL ITALIANI VERI IN STRANIERI NELLA PROPIA PATRIA.DISTERRIAMOLO,RISPEDIAMOLO MA NON NEL NORD PERCHE NON ESSISTE UNA TALE DIVISIONE DEL PAESE,DISTERRIAMOLO IN UN FANTASMAGORICO VIAGGIO NEL TEMPO VERSO IL MEDIOEVO DOVE CI VUOLE RIPORTARE A TUTTI.E NON CADA NELLA MODERNITA SICILIANA CHE SE LO PRENDE CRESPI LO SPEDISCE PURE A LUI IN AFRICA(MAGARI CON BOKO HARAM.)
CARA DI MINEO?SI FU MARONI AD APRIRLO.C’ERA LA GUERRA?QUALE GUERRA?NO FLY ZONE.O SI…CERA QUELLA GUERRA CHE LA LEGA E BERLUSCONI ALLEATI A GHEDAFY AVEVANO SCATENATO CONTRO LA EUROPA A QUI RICATTAVANO RISPEDENDO PROPIO GLI SFOLLATI CHE FUGGIVANO IN EUROPA.E SE NE ARRIVAVANO MENO DI OGGI FORSE ERA PERCHE GLI AFFONDAVA IN MARE KADAFY CON LE MOTOVEDETTE DELLA MARINA ITALIANA CHE MARONI LI DAVA IN UN ILLEGALE CEDIMENTO DELLA NOSTRA SOVRANITA.

RINFRESQUIAMOLI LA MEMORIA A SALVINI CHE PRETENDE FARCI CREDERE CHE GLI SFOLLATI FANNO PARTE DI UN COMPLOTTO MAFIOSO(SICILIANO?,PERCHE LUI E’ ALLEATO ALLA N’DRANGHETA)CHE GLI ORGANIZZANO PER COMBATTERE LA LEGA.E LI CHIAMA DELINQUENTI.CI SARANNO PURE,SOPRATUTTO CI SONO TERRORISTI INFILTRATI,MA QUESTI SONO MINORANZA E LA PRESUNTA SOLUZIONE AFRICANA,COPIANDO ALLA AUSTRALIA CHE DAVA SOLDI A PAESI TERZI PER RITENERSELI O FAVORENDO ALLO SVILUPPO AUTOTTONO PERCHE NON PARTANO,E’ UNA UTOPIA IRREALIZZABILE,UNA BUGGIA INDIRIZZATA A ESTRARLI ANCORA SOLDI AGLI EUROPEI.ANZI CHE FARCI CREDERE CHE E’ UNA IMMIGRAZIONE ORGANIZZATA PER INVADERCI O CONTINUARE A STRUMENTALIZZARLI PER ESTORSIONI A EUROPA O CHIAMARLI DELINQUENTI PENSI CHE IL MEDITERRANEO E’ DIVENTATO UNA ENORME FOSSA COMUNE NEL MAGGIORE GENOCIDIO E TRAGEDIA DEL DOPO GUERRA,E I VERI IMMIGRANTI CLANDESTINI, I VERI DELINQUENTI SONO,OLTRE A MAFIA,CAMORRA E N’DRANGHETA,I PROPI LEGHISTI DI IERI E DI OGGI,COME HA DIMOSTRATO LA NOSTRA GIUSTIZIA.E MAGARI DOMANI ANCHE EUROPA LI DEVA PORTARE NEL TRIBUNALE INTERNAZIONALE DELLA AIA PER CRIMINI CONTRO LA UMANITA,DI LESSA UMANITA.

DICIAMOLO CHIARO,SALVINI E I SUOI NON SONO PARTE DELLA SOLUZIONE MA DEL PROBLEMA.

PD:LA LEGA NON HA GOVERNATO DA 4 ANNI CON RENZI?FALSO,RENZI SI HA FATTO ECO DI TUTTE LE PROPOSTE DELLA LEGA(E DI BERLUSCONI)IN SINTONIA COL FEDERALISMO(LE MACROREGIONI AD ESSESEMPIO)E LA ABOLIZIONE DEL SENATO SOLO PER CITARNE ALCUNE.QUELLI DELLA LEGA NON SONO PARCADUTISTI,I SUOI IMPRESENTABILI HANNO CONTINUATO A GOVERNARE NELLE LARGHE INTESE.GLI ITALIANI NON SIAMO SCEMI E GLELO FAREMMO SAPERE IN MARZO.
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23 GENNAIO 2018:BERLUSCONI CON LA MERCKEL?

-SU LA REPUBBLICA: li
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Berlusconi a Bruxelles incontra il Ppe: “Merkel ci sostiene con determinazione”

Il leader di Forza Italia incontra i big popolari europei preoccupati dal peso di Salvini. E tesse l’elogio dell’Unione. Lopez (Ppe): “Ha il nostro appoggio”. Il Pd: “Siamo alla farsa”. M5s: “Operazione nostalgica”

ROMA – Un Silvio Berlusconi ipermerkeliano in visita a Bruxelles gioca la sua parte per rassicurare i big popolari europei su un eventuale governo di centrodestra in Italia che includa anche la Lega di Matteo Salvini. E così, nella sede del Ppe, parte con l’elogio della cancelliera tedesca, che ha appena incassato dal Congresso della Spd il sì al governo di larghe intese (la Grosse Koalition): “Dobbiamo guardare con favore a quello che è accaduto ieri in Germania – afferma il leader di Forza Italia –  che va verso la sicurezza di avere un governo e questo comporterà anche per la signora Merkel la possibilità di essere ancora autorevole in Europa. Io con la signora Merkel ho sempre avuto degli eccellenti rapporti di stima ed interesse reciproco”. E aggiunge: “Qualcuno ha cercato di mettere zizzania ma aldilà di questo i nostri rapporti sono stati sempre positivi e la signora Merkel ci sostiene con determinazione nella nostra campagna elettorale”.

L’ex premier, poi, in barba alle posizioni salviniane sull’uscita dall’euro, passa a tessere le lodi dell’Europa: “L’Europa è imprescindibile e speriamo che torni a quella dei padri fondatori, occorre che si rafforzi e che si dia una politica estera e della difesa comune, questo ci farebbe risparmiare miliardi di euro e la farebbe diventare una potenza mondiale per poter contare sul tavolo del grandi nel futuro del mondo”. E garantisce che la coalizione di centrodestra, se incaricata di governare l’Italia, rispetterà il parametro del 3 per cento nel rapporto deficit-Pil.

Fatto sta che il programma elettorale di Berlusconi è piaciuto ai popolari europei, pronti ad appoggiarlo, come afferma il segretario generale del Ppe Antonio Lopez.  “Per noi l’Italia è fondamentale, la parte sud della Ue ha bisogno di avere maggior presenza nelle decisioni che si stanno prendendo in Europa” e ciò sarà possibile con “il nuovo e futuro governo”, che Lopez giudica “forte”, anche grazie “all’influenza di Berlusconi”. “Il Ppe è la sua casa”, aggiunge Lopez.

Ma le critiche del Pd non tardano ad arrivare: “Lega e Forza Italia fanno finta di essere d’accordo ma è evidente che siano divise su tutto. Hanno programmi incompatibili e litigano ogni giorno su chi debba comandare”, attacca il vicecapogruppo dem alla Camera Matteo Mauri, che conclude: “Addirittura Berlusconi è sentito in dovere di andare in missione a Bruxelles per provare a tranquillizzare la Merkel e i popolari europei sul ‘pericolo del populista antieuropeo Salvini’. Ormai siamo alla farsa”.

Mentre i Cinquestelle commentano per bocca dell’eurodeputata Tiziana Beghin : “È una triste operazione nostalgia”.

http:.repubblica.it/politica/2018/01/22/news/berlusconi_a_bruxelles_incontra_il_ppe_merkel_ci_sostiene_con_determinazione_-187036949/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S3.3-T1
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REAZIONE:ALLORA NIENTE COMPLOTTO?

“Non sa l’inglese e parla a vanvera”

Poveretto:”dopo averla definito culona inachiable ha rovinato la mia credibilita”

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-APPENDICE:BERLUSCONI PROFETICO,
OGGI SHULZ E’ KAPO,GOVERNA,E BERLUSCONI ALL’OPPOSIZIONE

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

Corriere della Sera
ESTERI


Martin Schulz

IL CONGRESSO

21 gennaio 2018 – 16:39

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L’Spd vota sì all’accordo con Merkel Germania verso la Grande Coalizione
di Paolo Valentino, inviato a Bonn

«Je suis soulagée», sono sollevato, ci dice in francese Martin Schulz, uscendo dalla sala. Ma il leader della Spd appare stremato, le occhiaie profonde, la voce rauca. Ha vinto di misura la sua scommessa, ma non esce benissimo da una prova di forza che conferma tutta la fragilità della sua leadership.

Il congresso straordinario della socialdemocrazia tedesca ha detto sì all’avvio di trattative formali con la Cdu-Csu di Angela Merkel per dar vita a una nuova Grosse Koalition. Ma i 362 voti a favore e i 279 contrari, cioè una maggioranza di appena il 56,4%, fotografano un partito diviso e tormentato dai dubbi. La strada è ora aperta a un negoziato di governo, che dovrebbe cominciare nei prossimi giorni e concludersi entro la metà di febbraio. Tuttavia, ammesso che si arrivi all’accordo di coalizione, ci sarà ancora da superare un ultimo ostacolo: il referendum per posta dei 450 mila tesserati della Spd, che potrebbe allungare i tempi di altre tre settimane.

Il D-Day dei socialdemocratici non ha smentito le aspettative, almeno quanto a tensione drammatica e passione politica. Cinquanta oratori si sono alternati sul podio in quasi cinque ore di dibattito, aperto da un discorso non proprio entusiasmante di Martin Schulz. L’ex presidente dell’Europarlamento ha difeso i risultati ottenuti nel negoziato preliminare, ricordando che l’alternativa a una Grosse Koalition sarebbe il voto anticipato: «Non credo che sia per noi la giusta prospettiva». Ma ha promesso che si batterà per strappare nuove concessioni alla Cdu-Csu nella imminente trattativa e che, nell’eventualità di una partecipazione al governo, questa volta «la Spd sarà visibile, udibile e riconoscibile», chiaro riferimento al profilo senza qualità e alla marginalizzazione della socialdemocrazia che hanno caratterizzato gli ultimi anni di Grosse Koalition, dominati da Angela Merkel.

Schulz ha ricevuto un applauso formale e senza calore. Ma ad accendere la platea dei favorevoli è stata la capogruppo dei deputati Spd al Bundestag, Andrea Nahles, protagonista di un intervento appassionato e travolgente: «La gente ci prenderebbe per matti se nonostante i buoni risultati ottenuti nelle trattative preliminari, optassimo per nuove elezioni», ha detto il ministro del Lavoro uscente. Nahles ha annunciato anche che farà di tutto nella trattativa per ottenere di più dalla Cdu-Csu: «Negozieremo fino a farli squittire».

Non è stata la giornata di Kevin Kühnert e dei suoi Jusos, nonostante il leader dei giovani socialdemocratici ce l’abbia messa tutta per bloccare l’intesa e le sue critiche abbiano dato voce all’umore profondo del partito. Kühnert ha attaccato Schulz e la direzione della Spd, che subito dopo la sconfitta alle elezioni di settembre avevano annunciato la scelta di stare all’opposizione, salvo poi ripensarci e riaprire il dialogo con la Cdu-Csu dopo il fallimento dei negoziati per un governo con liberali e Verdi: «Grazie a questi folli zig zag abbiamo perso ulteriore credibilità». In ogni caso, secondo Kühnert, «una nuova Grosse Koalition sotto la guida di una cancelliera priva di idee significherebbe lo stallo per il Paese». Rispondendo indirettamente a un esponente della Csu, che aveva definito quella degli Jusos la «rivolta dei nani», Kühnert ha ribattuto fra gli applausi che è «meglio essere oggi una volta nani, per diventare giganti domani».

Alla fine ha prevalso la disciplina di partito. Ma l’impegno, contenuto nel documento finale, di cercare di ottenere alcune concessioni dalla Cdu-Csu in tema di assunzioni a tempo determinato, ricongiungimenti familiari per i profughi e uguaglianza degli onorari medici tra sanità pubblica e privata, inserisce un’ulteriore insidia nella trattativa.

Angela Merkel ieri l’ha platealmente ignorata, preferendo invece commentare positivamente la decisione del congresso socialdemocratico: «Ora la via per una trattativa è libera», ha detto la cancelliera, arrivando alla riunione della direzione cristiano-democratica, convocata per decidere i prossimi passi. Merkel ha aggiunto che l’intesa preliminare definisce la cornice del prossimo negoziato con la Spd, anche se «molte cose devono essere ancora chiarite».
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http:.corriere.it/esteri/18_gennaio_21/spd-vota-si-accordo-merkel-germania-grande-coalizione-3df89ee0-feb7-11e7-8f20-c3835ef8a905.shtml
REAZIONE:GUARDATE QUESTI VIDEO MI RACCOMANDO

23 GENNAIO 2018:VIA COL BREXIT

-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it
ECONOMIA
L’Ue sdogana Panama e Corea del Sud: “Non sono più dei paradisi fiscali”
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I ministri dell’Economia e delle Finanze, riuniti nell’Ecofin, aggiornano la lista dei Paesi canaglia. Assolti anche la Tunisia e gli Emirati Arabi
23 Gennaio 2018
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ROMA – Otto Paesi, tra cui Panama, escono dalla lista nera dei paradisi fiscali. Lo hanno deciso i ministri dell’Economia e delle Finanza dell’Unione europee, riuniti a Bruxelles nell’Ecofin. Insieme a Panama, escono dalla lista dei cattivi anche Corea del Sud, Emirati Arabi, Tunisia, Mongolia, Macao. E ancora: Grenada e Barbados.
Queste Nazioni vengono promosse ora nella lista grigia. Chi ne fa parte è sottoposto al controllo della Ue che verificherà ora il rispetto degli standard internazionali di trasparenza.

Nella lista nera restano così soltanto nove Paesi. Si tratta di Samoa, Bahrain, Guam, Isole Marshall, Namibia, Palau, Saint Lucia, Samoa e Trinidad e Tobago, un numero ormai ristretto che lascia pensare che sia stata vinta la lotta all’evasione fiscale. In realtà, la fuga dal Fisco continua ad esistere e vegeta abbondantemente anche all’interno di Paesi uscita dalle liste. In Europa, gli scandali legati ai LuxLeaks hanno messo in luce come un Paese della Ue come il Lussemburgo si possa trasformare in un paradiso fiscale in piena regola. La stessa Panama è stata protagonista di uno scandalo simile, i Panama Papers, che ha lasciato un cono d’ombra sulla trasparenza del Paese..
http:.repubblica.it/economia/2018/01/23/news/l_ue_sdogana_panama_e_corea_del_sud_non_sono_paradisi_fiscali_-187091097/
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-APPENDICE:LA UE VA IN PARADISO
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-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it
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MONDO SOLIDALE EQUO E SOLIDALE
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Povertà e fisco eluso: le banche dell’Unione Europea nascondono più di 25 miliardi nei paradisi fiscali

“Forzieri aperti” è la campagna per la trasparenza nelle banche europee lanciata da Oxfam. Si calcola che nel 2015 gli istituti di credito dell’UE avfrebbero eluso tasse su cifre miliardarie portando il denaro all’estero. Lo scandalo è stato suscitato dall’inchiesta Panama Papers e nonostante tutto l’evasione procede indisturbata. “Come si fa a contrastare le disuguaglianze nel Pianeta?”
di MARTA RIZZO
13 Aprile 2017
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ROMA – Il rapporto Oxfam sulle attività delle 20 maggiori banche dell’UE che detengono il 26% dei loro profitti nei paradisi fiscali, trova un suo motivo di riflessione nelle proposte, fatte da Oxfam stessa, per risolvere questa politica economica, che alimenta la povertà nel mondo. Il curatore del rapporto Oxfam, Mikhail Maslennikov, e Leonardo Becchetti, Professore di Economia Politica, cercano una via d’uscita a un danno insuperabile per volontà, non per fatalità. La riflessione avviene oggi, quando Panama Papers vince il più ambito premio giornalistico del mondo.

LEGGI IL RAPPORTO

I soldi UE al fresco dei paradisi. L’ultimo dei numerosi rapporti Oxfam sulla trasparenza finanziaria e fiscalità internazionale, “Operazione Forzieri Aperti”, è pubblicato a circa 1 anno dallo scoppio didi Panama Papers ed è il risultato di una ricerca che, per la prima volta, usa in maniera analitica i nuovi dati pubblici disaggregati sui bilanci degli istituti di credito continentali, per illustrare le modalità e l’entità del ricorso ai paradisi fiscali da parte delle 20 più grandi banche dell’UE. Ne emerge un disallineamento tra i profitti registrati dalle banche nelle giurisdizioni a fiscalità privilegiata o con bassi standard di trasparenza e le reali attività economico-finanziarie condotte in questi luoghi. Si tratta di 25 miliardi di euro di utile annuo – il 26% dei profitti globali a fronte di una porzione del fatturato del 12% e dell’impiego di appena il 7% della forza lavoro globale. Tra le mete preferite dagli istituti di credito spiccano le Isole Cayman, il Lussemburgo, l’Irlanda, Hong Kong. Tra gli istituti analizzati figurano anche gli italiani Unicredit e Intesa. Ma questo giornale ha già raccontato il tutto nella pagina di Economia.

Panama Papers e l’indifferenza dei numeri. Il 4 aprile 2016, 11.5 milioni di documenti dello studio legale di Panama Mossack-Fonseca, venivano resi pubblici grazie all’ inchiesta del consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ) Panama Papers, smascherando la presenza di 215.000 società di comodo che individui (tra i quali 150 capi di stato, leader politici e funzionali pubblici), alcune imprese e banche (511 nei 204 Paesi coinvolti), usavano per eludere le imposte, nascondendo in 21 paradisi fiscali oltre 7.600 miliardi di dollari. Quell’inchiesta, nei giorni scorsi ha vinto il Premio Pulitzer (nel consorzio ICIJ è incluso L’Espresso che, per l’Italia, diffuse dati e informazioni dell’inchiesta in esclusiva), ma la pratica di trafugare denaro non è passata.

Per capire: nel solo continente d’Africa, i 14 miliardi di dollari elusi in paradisi fiscali, consentirebbe di mandare a scuola ciascun ragazzo e coprire la spesa sanitaria di 4 milioni di bambini. Così, se l’evidenza dei numeri non conta, Oxfam, non continua soltanto a denunciare le banche, ma cerca una via d’uscita dalle nebbie fittissime dell’evasione internazionale e il professore di Economia Politica Leonardo Becchetti propone di alzare le tasse dei paradisi fiscali, cosa piuttosto intuitiva, ma, evidentemente, indesiderata.

Le proposte Oxfam per la fiscalità: che sia inclusiva. Un sondaggio dell’Istituto Demopolis, realizzato per Oxfam, dichiara che oltre il 65% dei cittadini italiani sostengono che l’evasione fiscale sia tra le prime cause delle disuguaglianze. Oxfam, allora, lancia possibili soluzioni con alcuni spunti concreti:

• Trasparenza finanziaria: Oxfam sostiene l’introduzione, nell’intera UE, di registri centralizzati e pubblici dei beneficiari effettivi di società, fondazioni e trust per prevenire l’occultamento e la gestione in forma anonima di proventi di evasione ed elusione fiscale.

• Estendere l’obbligo di rendicontazione nazionale: Oxfam porta avanti il CBCR (country-by-country reporting pubblico) a tutte le multinazionali che operano nell’area economica europea.

• Blacklist europea: Oxfam chiede l’istituzione di una blacklist Ue dei paradisi fiscali e lo sviluppo di adeguate misure difensive e sanzionatorie verso le giurisdizioni che non rispettano gli standard di buona governance fiscale europea.

• Tassazione unitaria delle multinazionali: Creare una base comune e consolidata per l’imposta sulle società o CCCTB (common consolidated corporate tax base) in Ue.

• Global tax body: La riforma del sistema fiscale internazionale necessita di una partecipazione paritetica di tutti i Paesi del mondo, tra cui i più poveri, per i quali l’entità degli abusi fiscali – circa 100 miliardi di dollari all’anno – ha conseguenze drammatiche.

Ciò che accade nelle banche. “Quello che accade nelle banche, accade in tutti gli altri settori”. “Il problema della concorrenza dei paradisi fiscali all’interno dell’UE stimola elusioni e distorce stime e statistiche di efficienza, produttività e PIL – commenta Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica dell’Università Tor Vergata – È quanto sottolineato dal rapporto Oxfam, che approfitta della nuova informazione sulla contabilità country by country (obbligatoria per le banche UE). Producendo effetti statistici abnormi come un rapporto tra profitti e turnover del 167% alle Isole Cayman, ma anche del 76% in Irlanda e del 61% in Lussemburgo contro una media paese dell’11% per le 20 maggiori banche europee. Quello che fanno le banche si fa ovviamente in tutti gli altri settori e la differenza è solo che negli altri settori la contabilità country by country non è ancora obbligatoria”.

“Alzare le tasse dei paradisi fiscali”. L’elusione crea l’illusione ottica di produttività stellari dei paradisi – conclude Becchetti – sottraendo risorse per il welfare per i paesi nei quali la ricchezza di produce e dovrebbe essere tassata. Quello che dobbiamo domandarci è se è possibile la tenuta nel tempo di un’eurozona senza un decente livello di armonizzazione fiscale (una forchetta massima di differenze di percentuali di prelievo). Se è vero che le tasse da noi devono scendere è anche vero che le tasse nei paradisi fiscali devono salire. O meglio i paradisi fiscali non dovrebbero più esistere se vogliamo che la ricchezza prodotta e concentrata in poche mani diventi potere d’acquisto diffuso e sostenga la domanda globale nel sistema economico”.

“Giustizia fiscale contro le disuguaglianze”. “Misure irrimandabili di giustizia fiscale sono lo strumento di lotta alla povertà – spiega Mikhail Maslennikov, curatore del rapporto Oxfam – Il contrasto agli abusi permette di recuperare risorse per gli investimenti nei servizi pubblici, le misure di sostegno al reddito e al lavoro, la sicurezza sociale delle classi più vulnerabili. Per essere efficaci, le azioni di contrasto all’evasione ed elusione fiscale, devono andare di pari passo con un ripensamento del sistema fiscale internazionale. Vanno chiuse le scappatoie legali che permettono a individui facoltosi e ricche corporation di evitare l’assolvimento dei propri oneri contributivi, scaricando il peso fiscale sui contribuenti onesti e sulle piccole e medie imprese nazionali. La dannosa corsa al ribasso fra i Paesi in materia fiscale, di cui i paradisi fiscali sono la rappresentazione estrema, deve subire una battuta d’arresto. Servono cooperazione internazionale e riforme fiscali nazionali votate alla progressività e con portata ridistributiva più forte”.

http:.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2017/04/13/news/ue_banche_e_paradisi_fiscali_ci_sono_alternative_migliori_contro_la_poverta_-162922984/
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REAZIONE:BERLUSCONI FA PACE CON MERKEL,SOGNA CON IL NULLA OSTA ANTI-SEVERINO DEI DIRITTI UMANI,SALVINI SOGNA GOVERNARE COL SUO SOLITO TRE PER CENTO,IL MERCOSUR SOGNA IL TRATTATO DI “LIBERO COMMERCIO” CON LA UE,PANAMA ED ALTRI SUDAMERICANI NON SONO PIU PARADISI FISCALI,E COSI VIA.IL BREXIT LO FARANNO PAGARE CARO.E SARKOZY NON CE PIU…..STAREMMO A VEDERE.

-27 GENNAIO 2018:ANIMALISTI

Morta Vila, uno dei gorilla più anziani al mondo

AP
Pubblicato il 27/01/2018

A ottobre scorso aveva compiuto 60 anni. Vila, il secondo gorilla più vecchio al mondo in cattività, è morto allo zoo di feDiego. L’animale era nato in Congo africano nel 1957 ed era poi arrivata a San Diego nel 1959, per poi essere trasferita al Safari Park nel 1975. Secondo le autorità dello zoo, Vila è la matriarca di cinque generazioni di gorilla e ha fatto da madre surrogata per molti latri esemplari.

I gorilla sono stati inseriti come specie in “pericolo critico” (“critically endangered”) da parte dell’Unione internazionale per la conservazione della natura a causa delle malattie, della caccia, dei conflitti bellici e della perdita di habitat a causa del disbocamento e dello sfruttamento minerario.

AP

Vila soffriva di artrite e di altri problemi legati alla sua età molto avanzata rispetto agli esemplari che, allo stato libero, vivono mediamente fra i 35 e i 40 anni. L’anno scorso era stato sottoposta a un’operazione chirurgica per risolvere un problema di ritenzione idrica.

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28 GENNAIO 2018:UNA SOLA LEGA

-SU LA REPUBBLICA:

Varese, Salvini candida Bossi come capolista della Lega al SenatoVarese, Salvini candida Bossi come capolista della Lega al SenatoUmberto Bossi con Matteo Salvini

Il fondatore del Carroccio ha accettato di guidare il listino bloccato per la quota proporzionale di Palazzo Madama. L’ultima parola spetta al segretario, ma in via Bellerio si dà per certa la presenza del Senatùr

di ANDREA MONTANARI

Matteo Salvini cede e candida Umberto Bossi al Senato. Per il padre fondatore è pronto il posto da capolista per la Lega nel listino plurinominale proporzionale nel collegio senatoriale di Varese. Il fondatore del Carroccio avrebbe firmato l’accettazione della candidatura già due giorni fa in via Bellerio. Anche se, secondo il regolamento, l’ultima parola sulle candidature spetta a Salvini, che, però, avrebbe già dato il suo assenso.

Il termine per la presentazione delle liste scade mercoledì. Nell’entourage di Salvini la candidatura di Bossi è comunque già data per acquisita.Con questa mossa il leader della Lega prova a placare i malumori mai sopiti dentro il suo partito, dopo la decisione di togliere dal simbolo elettorale la parola “Nord” e contro chi lo accusa di rottamare i “vecchi” del Carroccio.

Successivamente, questa mattina nell’intervista rilasciata a ‘Circo Massimo’, su Radio Capital, Salvini è sembrato però un po’ vago a proposito della candidatura del Senatur e ha precisato: “Bossi – ha ribadito il segretario del Carroccio – è il padre della Lega. E a lui, come a tutti i candidati, chiederò se c’è condivisione del progetto della Lega, che si presenterà in tutta Italia”

http:milano.repubblica.it/cronaca/2018/01/26/news/varese_salvini_candida_bossi_come_capolista_della_lega_al_senato-187285516/

-ANNESSO:SU LA REPUBBLICA:

LEGA NORD
“Non faccio come Renzi che dice stai sereno e poi ti accoltella alle spalle”. Con queste parole il leader della Lega, Matteo Salvini, ha annunciato la candidatura del padre fondatore del Carroccio, Umberto Bossi, nel collegio-bunker di Varese. Il segretario Matteo Salvini non ha ancora sciolto la riserva su dove sarà candidato (per lui appare scontato il collegio di Milano, forse per il Senato, e si parla anche di Roma, nel proporzionale). Dopo aver siglato l’accordo in Sardegna con Psd’az, il segretario Christian Solinas sarà capolista al Senato.

http:.repubblica.it/politica/2018/01/27/news/elezioni_conferme_esclusioni_new_entry_partito_per_partito-187420598/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S2.2-T1

REAZIONE:GRAZIE PER DARE COERENZA ALLA MIA PREDICA,LEGA  C’E’ N’E’ SOLO UNA,QUELLA DI IERI E DI OGGI SONO LA STESSA COSA E QUESTO SALUTO SEGNA IN ANTICIPO LA SCONFITTA DI QUALSIASI REDENZIONE DELLA LEGA.

29 GENNAIO 2018:I TERRORISTI DELLA PARROCHIA

-SU LE MONDE:lemonde.fr

Quand des bandes d’enfants s’inspirent de « Gomorra » pour semer la terreur

En Italie, des groupes de jeunes enfants multiplient les agressions en imitant la mafia. Certains pointent la responsabilité de Roberto Saviano, l’auteur de l’ouvrage.

LE MONDE IDEES | • Mis à jour le | Par Jérôme Gautheret (Rome, correspondant)

La Repubblica

C’est une image si troublante qu’on se demande aussitôt si elle est tirée d’une fiction réaliste ou d’un réel devenu scène de film. Huit enfants posent ­ensemble devant le seuil défraîchi d’un vieil immeuble, armes à la main. Quel âge ont-ils ? 10 ans, 11 ans ? A peine plus sans doute, tant leurs silhouettes semblent encore marquées par les rondeurs de l’enfance. Ils ont été saisis dans une attitude hésitant entre le côté emprunté d’une photo de classe et l’air de défi d’une bande de voyous. Chacun brandit à la main une arme, qui un pistolet – sans doute factice –, qui un couteau, une masse, une batte de base-ball.

Ils se font appeler le « gang de la Parochiella », sévissent dans le quartier espagnol, en plein centre historique de Naples, et leur photographie de groupe, diffusée sur la page Facebook d’un de leurs amis plus âgés, mi-janvier, a fait le tour de l’Italie en quelques jours, se retrouvant même à la « une » de plusieurs quotidiens nationaux. Leurs visages sont floutés, respect de la protection des mineurs oblige, ce qui accroît le réalisme de la scène tout en lui donnant un aspect plutôt incongru, mais personne en Italie n’a pris pour autant l’image à la légère.

En quelques jours, le « baby gang » de la Parocchiella est devenu le symbole parfait d’un phénomène face auquel les pouvoirs publics sont pour l’heure démunis : la multiplication d’agressions commises par des groupes de mineurs parfois très jeunes, en plein jour, dans les gares et autres lieux publics de l’agglomération napolitaine. Depuis décembre 2017, sept cas d’actes de violences de ce type ont été recensés. Surtout, leur apparition a suscité une de ces controverses qui se déroulent plus souvent dans les amphithéâtres des universités que dans le débat public : la fiction peut-elle inspirer le réel ?

Elèves déscolarisés

Car, interrogée par le quotidien turinois La Stampa sur ce phénomène qui semble se répandre partout dans le pays, Melita Cavallo,…

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image: http:img.lemde.fr/2018/01/25/15/0/795/530/92/61/60/0/87aac45_5744-n00lgd.2hgvl.jpg

Quand des bandes d’enfants s’inspirent de « Gomorra » pour semer la terreur

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REAZIONE:LA BABY BANDA DELLA PAROCHIELLA,MALVIVENTI  E DELINQUENTI INFANTO-GIOVANILI CHE SEMINANO TERRORRE


29 GENNAIO 2018:VERSO  IL VOTO DI MARZO,PERDENTE CHE NON TORNERA

SI AVVICINANO LE ELEZIONI E IMPERVARSA LA OFFENSIVA PROPAGANDISTICA DELLA DESTRA COME AL SOLITO.IL SUO IMPRESSIONANTE MONTAGGIO PROPAGANDISTICO RIPETE UNA E MILLE VOLTE SENZA NESSUNA EVIDENZA REALE CHE VINCERA IL CENTRODESTRA,CHE BERLUCONI ANCHE SE INCANDIDABILE TORNERA AD AVERE LE REDINI DEL GOVERNO E SALVINI SARA IL SUO PROFETA,E QUINDI DI NUOVO MI VEDO COSTRETTO A SCENDERE IN CAMPO E METTERCI LA FACCIA PER GARANTIRE LA EGEMONIA ITALIANA DELLA NUOVA ERA COME HO FATTO NELLE ELEZIONI SCORSE,IN QUELLI DELLA GOVERNAZIONE DELLA  LOMBARDIA DOVE SONO DI CASA MIA,COME HO FATTO CONTRO RENZI E IL SUO PD CHE CON IL SUO TANTO AMBIZIOSO COME DELIRANTE PROGETTO “GENERAZIONE TELEMACO” TRAMITET IL PATTO DEL NAZZARENO CON BERLUSCONI PRETENDEVANO ANNIENTARE E SOSTITUIRE LA NUOVA ERA PER PERPETUARE IL POTERE DELLA TV E I MEZZI TRADIZIONALI DELL’IMPERO MEDIATICO DELL’EX CAVALLIERE,E FINALMENTE COME HO FATTO CONTRO AL LE PEN IN FRANCIA.VEDE QUESTO VIDEO

QUESTO UOMO,ORMAI DELINQUENTE COMUNE SENZA NESSUN TITOLO ONORIFICO NE CARICA NE POTERE,HA PERSO PERCHE LA NUOVA ERA LO HA SCONFITTO,HA PERSO PERCHE LA NUOVA ERA HA ANNIENTATO IL SUO POTERE MEDIATICO,TELEVISIONE,GIORNALI ECC, IN UN CAMBIAMENTO CULTURALE CHE LI HA TOLTO LA EGEMONIA DELLA PAROLA E LA HA DIFFUMINATO IN TUTTO IL POPOLO,TUTTI,OGNIUNO,CHIUNCHE PUO DIRE LA SUA E NON PIU SOLO BERLUSCONI E IL SUO SISTEMA PROPAGANDISTICO UNIDIREZIONALE.
FATTA LA LEGGE FATTA LA TRAPPOLA:NIENTE MEDASET,NUOVA ERA.

HA PERSO E NON TORNERA,GIA NON HA NE MENO IL MILAN CHE CON LA TELEVISIONE COSTRUIRONO IL SUO POPOLISMO INSIEME ALLA LEGA.SI ANCHE I CINESI DEL MILAN LO HANNO SCARICATO.

E A CHI VA RIPETENDO CHE LA INCAPACITA DEL PD DI RENZI DI DIFFERENZIARSI DELLA DESTRA  E LA SUA GIA PREVISTA UMILIANTE SCONFITTA FAVORIRA IL CD DEVO RICORDARLI ORA CHE ANCHE A RENZI E I SUOI TELEMACI HO SCONFITTO IO E LA NUOVA ERA,E PER TANTO E’ ILLOGICO ED IMPROBABILE CHE I SUOI VOTI(CHE NON SONO MAI STATI SUE MA DI BERSANI)(1)EMIGRINO VERSO BERLUSCONI E IL CENTRODESTRA.
(1)E FORSE NE MENO DI BERSANI PERCHE COSTUI LI HA AVUTO FACENDO PREDICA CONTRO IL NEOLIBERALISMO,QUELLO STESSO NEOLIBERALISMO CHE DOPO RENZI E IL PD INSIME ALLE LARGHE INTESE HA ATTUATO,ANCHE CON LA BENEDIZIONE DI BERSANI.

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 351


7 GENNAIO 2018:BULYN OPERA DI SATANA?
-SU LA STAMPA:
SEZIONI
Il Papa: “Il bullismo è opera di Satana, quanta malvagità a volte nei bambini!”
Prima messa a Santa Marta del 2018: «Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, maltrattare e farci beffa dei più deboli?»

LAPRESSE
Papa Francesco durante la messa nella Casa Santa Marta
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Pubblicato il 08/01/2018
SALVATORE CERNUZIO
CITTÀ DEL VATICANO
Si comincia dall’infanzia, da quando si è bambini e a scuola si aggredisce il più «debole» perché è grasso, è nero, è straniero o un po’ così. È quell’istinto che sociologi e psicologi identificano nel fenomeno del bullying , più semplicemente bullismo, il «forte che si prende beffa e disprezza il più debole». Per il Papa ha una radice chiara: Satana.

«Forse gli psicologi daranno le loro spiegazioni di questa volontà di annientare l’altro perché è debole, ma io dico che questa è una delle tracce del peccato originale. Questa è opera di Satana», afferma Francesco nella messa a Santa Marta, la prima del 2018 dopo le vacanze. È evidente che sia così: «In Satana non c’è compassione».

E anche nella Bibbia, sottolinea il Pontefice nella sua omelia riportata da Vatican News, in cui commenta le letture della liturgia odierna, ci sono tracce di quest’odio che si trasforma in aggressione verbale e fisica. Il primo libro di Samuele, ad esempio, racconta la storia dei genitori del profeta, Anna e Elkanà che aveva due mogli: Anna era sterile, l’altra, Peninna, aveva dei figli. Peninnà, invece di consolare Anna non perde occasione per umiliarla e la maltratta con durezza ricordandole la sua sterilità. Qualcosa di simile accade anche con Agar e Sara, le donne di Abramo, di cui la seconda sterile. O con Golia di fronte a Davide o con la moglie di Giobbe e quella di Tobia che disprezzano i loro mariti sofferenti.

«Io mi domando: cosa c’è dentro queste persone? Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, a maltrattare, a farci beffa dei più deboli?», riflette Papa Francesco. «Si capisce che uno se la prenda con uno che è più forte: può essere l’invidia che ti porta … Ma i più deboli? Cosa c’è dentro che ci porta? È una cosa che è abituale, come se io avessi bisogno di disprezzare l’altro per sentirmi sicuro. Come una necessità».

Necessità che si avverte già quando si è piccoli. Bergoglio ricorda in proposito un episodio personale: quello di Angiolina, una donna malata di mente che girava tutto il giorno per le strade del suo quartiere a Buenos Aires. «Le donne le davano qualcosa da mangiare, qualche vestito, ma i bambini la prendevano in giro. Si dicevano: “Andiamo a cercare la Angiolina per divertirci un po’”». «Quanta malvagità anche nei bambini!», osserva il Papa, «prendersela con il più debole!».
E oggi più che mai questa tendenza è andata crescendo: « Lo vediamo continuamente, nelle scuole, con il fenomeno del bullismo, aggredire il debole, perché tu sei grasso o perché tu sei così o tu sei straniero o perché tu sei nero, per questo… Aggredire, aggredire… I bambini, i ragazzi…», denuncia Francesco. E insiste: «Questo significa che c’è qualcosa dentro di noi che ci porta a questo. All’aggressione del debole. E credo che sia una delle tracce del peccato originale».

Un’opera di Satana, dunque.
Come quando in noi nasce il desiderio di fare un gesto di carità diciamo «è lo Spirito Santo che mi ispira a fare questo», così quando «ci accorgiamo che abbiamo dentro di noi questo desiderio di aggredire quello perché è debole, non dubitiamo: c’è il diavolo, lì. Perché questa è opera del diavolo, aggredire il debole», rimarca il Papa.

E conclude la sua omelia invitando a chiedere al Signore «la grazia della compassione». «Quella è di Dio», in Satana non vi è traccia; il Signore invece «ha compassione di noi e ci aiuta a camminare».
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7 GENNAIO 2018:BULYN CONTRO UNA MAMMA PER PARTE DI UNA BABYGANG DI TORINO
-SU LA STAMPA:
TORINO,SEZIONI,EDIZIONI

“Non bestemmiate”. E la baby gang aggredisce una mamma davanti ai figli: 4 denunciati alle Gru
Nei guai un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 17 anni: altri cinque sono stati segnalati in precedenza

Pubblicato il 08/01/2018
Ultima modifica il 08/01/2018 alle ore 16:17
GRUGLIASCO
Aggressioni, droga, armi e abuso di alcol: sono nove i minorenni denunciati dai carabinieri nel corso dei controlli effettuati negli ultimi mesi presso il centro commerciale Le Gru, alle porte di Torino. Scoperta una vera e propria baby gang, formata da studenti tra i 15 e i 17 anni, che non ha esitato ad aggredire una giovane mamma davanti al figlio terrorizzato.

La violenza, per la quale sono stati denunciati quattro giovani, è avvenuta nel parcheggio multipiano del centro commerciale. La «colpa» della mamma aggredita è stata quella di averli invitati a non essere scurrili e a non bestemmiare.

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Nell’ambito dello stesso servizio, tra ottobre e dicembre scorsi, i militari dell’Arma avevano già denunciato un diciassettenne, perché trovato in possesso di una pistola scacciacani, priva del relativo tappo rosso, e di un coltello a serramanico. Quattro studentesse di 14 anni sono state invece denunciate per furto aggravato in concorso, poiché sono state sorprese a rubare della merce in un negozio. Sono stati infine segnalati alla Prefettura per aver assunto sostanze stupefacenti sette minori, ai quali i carabinieri, grazie al cane antidroga Quark, hanno trovato addosso marijuana.

http:.lastampa.it/2018/01/08/cronaca/baby-gang-in-azione-al-centro-commerciale-alle-porte-di-torino-denunce-a-le-gru-eD9Kttrz59RNcLWSNSfqcO/pagina.html
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9 GENNAIO 2018:TERRORISMO ACUSTICO-SONORO ANCORA,STANARE I COLPEVOLI

-SU LA REPUBBLICA:

“Attacchi acustici” a personale Usa a Cuba, Fbi smentisce Tillerson

Il segretario di Stato americano ha nuovamente definito il paese cubano pericoloso per gli americani, chiedendo la punizione dei “colpevoli”. Ma al Federal Bureau spiegano: “Non ci sono prove di azioni contro i nostri diplomatici”

09 gennaio 2018

Rex Tillerson (ap)

NEW YORK – Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha ribadito in un’intervista come Cuba sia ancora un posto pericoloso per il personale Usa dopo che almeno 24 cittadini americani avrebbero subito danni fisici in seguito a presunti “attacchi acustici”.

Ma l’Fbi, che da mesi indaga sugli episodi, in un rapporto sembra smentire il capo della diplomazia statunitense, spiegando di non aver trovato alcuna prova di tali attacchi sferrati con misteriose e sofisticate armi ad ultrasuoni. Per Tillerson e’ invece presto per inviare nuovamente personale diplomatico a L’Avana. Mentre al governo cubano, che ha sempre smentito ogni coinvolgimento, viene ribadita la richiesta dell’amministrazione Trump di stanare i colpevoli. Colpevoli che per l’Fbi, stando al rapporto del 4 gennaio, non ci sono.

9 GENNAIO 2018:BERGOGLIO ATTACCA L’UNITA DELLO STATO ITALIANO

-SU PRESSREADER(preso dal corriere della sera):

Bergoglio e il «dialetto» dell’amore in famiglia

*Corriere della Sera

*di Luigi Accattoli

(L’Osservatore Romano)
Il ritoIl Papa ieri in Vaticano mentre battezza uno dei 34 bimbi

CITTA’ DEL VATICANO

Papa Bergoglio ama il lunfardo, il dialetto di Buenos Aires, e in casa ha conosciuto le parlate piemontesi e liguri, subendone il fascino: capita dunque che spesso lodi i dialetti. Lo ha fatto anche ieri, parlando ai genitori dei 34 bambini che ha battezzato nella Cappella Sistina: «Io voglio dirvi una cosa soltanto, che riguarda voi: la trasmissione della fede soltanto può farsi in dialetto. Nel dialetto della famiglia, nel dialetto di papà e mamma, di nonno e nonna».

«Poi verranno i catechisti — ha detto ancora — a sviluppare questa prima trasmissione, con idee, con le spiegazioni. Ma non dimenticatevi questo: si fa in dialetto, e se manca il dialetto, se a casa non si parla fra i genitori quella lingua dell’amore, la trasmissione non è tanto facile, non si potrà fare».

Si è capito presto che non stava invitando a un uso particolare del dialetto, ma aveva a cuore il rapporto ravvicinato che — a suo parere — dev’essere alla base dell’educazione familiare e anche di quella religiosa: «Non dimenticate che il vostro compito è trasmettere la fede, ma farlo con l’amore della casa vostra, della famiglia». A un certo punto, sentendo i bambini piangere ha detto: «È il dialetto dei bambini». Con un uso analogo della parola «dialetto», più metaforico che linguistico, in un’altra occasione aveva così ammonito i partecipanti a un convegno romano: «La preghiera fatela in romanesco». Voleva dire che nel pregare è importante essere autentici, spontanei, aderenti alla vita d’ogni giorno.

In quest’amore sia linguistico sia simbolico ai dialetti si vede un riflesso della passione di Bergoglio per le periferie e di quella che chiama «cultura dell’incontro» e che descrive come scelta di dare priorità, in ogni impegno o scelta, al rapporto con le persone.

https:.pres.sreader.com/italy/corriere-della-sera/20180108/282252370919954

REAZIONE:QUESTO GESTO BATTESIMALE DI BERGOGLIO E’ UNA INAMMISIBILE INTROMISIONE POLITICA NEGLI AFFARI INTERNI DELL’ITALIA CHE NON DOBREBBE PASSARE INAVVERTITA AL NOSTRO PAESE E LE SUE INSTITUZIONI:L’ITALIA E’ UN SOLO PAESE E LA SUA LINGUA NAZIONALE E’ L’ITALIANO.LE PAROLE DEL PAPA ATTENTANO CONTRO L’UNITA E RETROTRAE IL POPOLO ITALIANO AL MEDIOEVO CON LE SUE FRAMENTAZIONI REGIONALI.LE SUE PAROLE, CHE SONO RIPETO UNA INAMMISIBILE INTRMISSIONE NEGLI AFFARI INTERNI DEL PAESE,NON SOLO ATTENTANO CONTRO LA UNITA TERITORIALE NAZONALE MA ANCHE HA RISVOLTI STORICI FILOSOFICI MEDIEVALI CONTRO L’UMANESIMO NATO A FIRENZE,PATRIA DELLA LINGUA DEL DANTE,IL VOLGARE, POI DIVENUTO LINGUA NAZIONALE.

I DIALETTI TANTO IN ITALIA COME NEL RESTO DI EUROPA NON SONO LEGALI NE AMMISIBILI.

SI,E’ VERO CHE I DIALETTI ESSISTONO E SI USANO MA SOLO IN PRIVATO E NON DEVONO ESSERE MOTIVO DI INCOMPRENSIONI NE DIVISIONI COME VORREBERO I FEDERALISTI DELLA LEGA NORD UNA E MILLE VOLTE RESPINTI DAL POPOLO ITALIANO.E ORA ANCHE DAL PAPA VENUTO DALLA FINE MONDO.

2-IO PARTICOLARMENTE PARLO IL DIALETTO MA SOLO IN FAMIGLIA E ALL’ESTERO O CON QUALCHE COMPAESANO QUANDO VOGLIO ESPRIMERE IL MIO SENSO DI APPARTENENZA ALL’ITALIA TORNANDO NEL MIO PAESE DOPO LUNGHE ASSENZE.PER NIENTE PARLO IL DIALETTO COME LINGUA DI USO PUBLICO E QUOTIDIANO:PARLO L’ITALIANO BENISSIMO(CON L’ACCENTO VENETO)

E PER QUESTA MIA SPERIENZA ALL’ESTERO E PARTICOLARMENTE NEI PAESI DEL RIO DE LA PLATA POSSO  AFFERMARE CHE:

-NON E’ CREDIBILE CHE BERGOGLIO CONOSCA IL DIALETTO PIEMONTESE DA CASA SUA COI SUOI ANTENATI,BERGOGLIO E’ UN TIPICO LATINOAMERICANO E COME TUTTI LORO L’USO DEL DIALETTO ITALIANO DEI RISPETTIVI PAESINI DI PROVENIENZA,SIA DEL SUD CHE DEL NORD,E’ VISTO NON CON ORGOGLIO MA COME MOTIVO DI BEFFA,PRESA IN GIRO E DI DISCRIMINAZIONE E DISPREZZO ANTI-IMMIGRANTE PER PARTE SUA E DEI SUOI CONNAZIONALI,E PER TANTO EVITATO,NASCOSTO,RIPRESO.E’ UN BUGGIARDO IPOCRITA BERGOGLIO.

-NON E’ VERO CHE BERGOGLIO AMA IL LUNFARDO,ANCHE QUESTO VIENE VISTO CON DISPREZZO DALLA CHIESA,DAL CLERO,DALLA SUA ARISTOCRAZIA RELIGIOSA,E IN GENERE DA CHIUNCHE SI CHIAMI CULTO,TRANNE CHE QUALCHE INTELETTUALE SNOB.

-NON SI DEVE PERMETTERE A BERGOGLIO COMPARARE IL LUNFARDO CON I DIALETTI:IL LUNFARDO NON E’ UNA LINGUA DIALETTALE(A) MA IL CRIPTICO ED ERMETICO LINGUAGIO DELLA DELINQUENZA,E’ UN MODISMO ESPRESIVO “CARCERARIO” SOLO CAPITO DAI DELINQUENTI CHE VOGLIONO NON ESSERE CAPITI DALLA POLIZIA E DALLA GENTE PER BENE.UN ESEMPIO:”DEQUERUSA LA PRENSA”=”STATI ATTENTI CON LA GUARDIA CARCERARIA CHE STA ARRIVANDO”.E ANCHE COI COMPAGNI DELATORI.

NESSUNO A BS AS PARLA IL LUNFARDO,SOLO I CANTANTI DI TANGO COME MODISMI ESPRESIVI STORICO-RESIDUALE E NON COME MODO DI COMUNICAZIONE,E IL SUO SIGNIFICATO SOLO VIENE CONOSCIUTO E NON DA TUTTI,NEGLI AMBIENTI TANGUERI.

SI DEVE FERMARE QUESTA IPOCRITA E BUGGIARDA INTROMISSIONE DI BERGOGLIO NEGLI AFFARI ITALIANI ED EUROPEI.BERGOGLIO STA PORTANDO AVANTI UNA OPERAZIONE DENIGRATORIA PER LA CULTURA E LA STORIA ITALIANA ED EUROPEA E NON SOLO RELIGIOSA.BERGOGLIO E’ UN CONSERVATORE A BUENOS AIRES E UN RIVOLUZIONARIO IN EUROPA.
(A)IL LUNFARDO NON SOLO NON E’ UN DIALETTO,NON E’NE MENO UNA LINGUA NE UN LINGUAGGIO ARTICOLATO CON LE SUE REGOLE GRAMATICALE,FONETICHE,ORTOGRAFCHE ECC MA SOLO SCONESSI MODISMI ESPRESSIVI INIZIALMENTE CARCERAREI E POI ESTESI A TUTTA LA DELINQUENZA E CERTI CETI SOCIALI DEI BASSI FONDI.E OGGI NON ESSISTE PIU TRANNE CHE,RIPETO,IN RISTRETTI AMBIENTI TANGUERI(O SINISTROSI CULTUROSI) E COME MODISMI STORICI RESIDUALI DAI TEMPI E I CETI SOCIALI DOVE NAQUE IL TANGO E PER CIO OGETTO DI STUDIO STORICI PER PARTE DI INTELLETTUALI E LINGUISTI SNOB.
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11 GENNAIO 2018:CINA,BASTA HUAWEI

-SU LA REPUBBLICA:

La Repubblica - Economia&Finanza

AT&T scarica Huawei: non distribuirà suoi smartphone

L’operatore telefonico cede alla pressioni del Senato che teme ripercussioni sulla sicurezza nazionale in caso di accordo con i cinesi. Tra gli Usa e Pechino, tensione commerciale alle stelle

AT&T scarica Huawei: non distribuirà suoi smartphone

ROMA – Ennesimo smacco per Huawei nel mercato statunitense. Salta l’accordo con il gestore AT&T per la vendita degli smartphone. Ne dà notizia il Wall Street Journal. “Siamo stati danneggiati di nuovo”, hanno commentato i vertici del colosso delle telecomunicazioni, terzo al mondo per volumi di vendita dopo Samsung e Apple, che hanno visto l’intesa sfumare all’ultimo minuto.

L’azienda americana si è tirata indietro a un passo dalla firma, su pressione di alcuni membri del Senato e del Committee on Intelligence del Congresso Usa, che il 20 dicembre scorso – secondo quanto ha riferito il sito The Information – avevano inviato una lettera alla Federal Communications Commission sottolineando i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dai piani di espansione di Huawei.

E così, riferisce la multinazionale di Shenzhen all’agenzia Reuters, il Mate 10 Pro, il modello di punta che sfida l’iPhone (lanciato in Europa a ottobre a un prezzo di 799 euro), non verrà venduto negli Stati Uniti attraverso un gestore ma tramite canali aperti.

Pochi giorni fa, le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina avevano toccato il loro apice, con lo stop all’acquisizione di MoneyGram per mano di Alibaba

http:.repubblica.it/economia/2018/01/10/news/at_t_scarica_huawei_non_distribuiremo_i_vostri_smartphone_-186188173/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P11-S4.2-T1

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-APPENDICE:BASTA MONEYGRAM

-SU LA REPUBBLICA:

La Repubblica - Economia&Finanza

Nuovo schiaffo Usa ai cinesi: MoneyGram non va ad Alibaba

Il Comitato che vigila sugli investimenti stranieri non dà il via libera all’operazione da 1,2 miliardi. Tensioni commerciali alle stelle tra i due Paesi. Il governo di Pechino: garantire pari opportunità alle nostre aziende

Jack Ma
Jack Ma

ROMA – Jack Ma – fondatore del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba – è costretto ad accantonare l’acquisto da 1,2 miliardi di dollari di MoneyGram, l’operatore Usa attivo nel trasferimento di denaro. Le autorità di Washington hanno negato l’autorizzazione alla transazione.

In particolare, MoneyGram International e Ant Financial Service, il braccio finanziario di Alibaba, non hanno avuto il via libera del Comitato sugli investimenti stranieri negli Usa (Cfius). Il Cfius, che fa capo al Dipartimento del Tesoro, effettua una valutazione basata sostanzialmente in termini di sicurezza nazionale.

Le compagnie hanno espresso il loro rammarico per lo stop, “malgrado gli sforzi considerevoli compiuti per rispondere alle preoccupazioni del Comitato”. Le tensioni commerciali tra i due Paesi si fanno, alla fine, più intense.

Gli investimenti cinesi negli Stati Uniti sono nettamente aumentati negli ultimi anni, per un totale di 46 miliardi di dollari lo scorso anno. Ma con l’arrivo del presidente Usa, Donald Trump, Washington ha molte più riserve rispetto alle acquisizioni cinesi. Gli Stati Uniti stanno moltiplicando le inchieste sulle pratiche commerciali del regime comunista, accusato di avvantaggiare le sue imprese.

A settembre Trump ha posto il veto sulla vendita da 1,3 miliardi di dollari di Lattice Semiconductor alla cinese Canyon Bridge Capital Partners, finanziata dal governo di Pechino, in una mossa a tutela delle società tecnologiche considerate asset strategici nazionali di fronte allo shopping cinese.

Geng Shuang

Geng Shuang

Ma la Cina non ci sta e chiede agli Usa di garantire “parità di condizioni e un ambiente prevedibile” in modo che le sue imprese possano  investire e aprire sedi nel Paese. “Vogliamo lavorare con gli Usa per stabilire vantaggi reciproci in modo da far progredire la nostra cooperazione economica, perchè questo risponde agli interessi dei due popoli”, dice Geng Shuang, portavoce del ministro degli Esteri cinese. Geng insiste sul fatto che il governo cinese “incoraggia sempre le sue aziende a seguire le pratiche di mercato, le regole internazionali e le leggi locali”.

Jack Ma era stato ricevuto da Trump poco dopo la vittoria elettorale. Nell’incontro, l’imprenditore cinese aveva illustrato un piano per creare un milione di posti di lavoro negli Usa sostenendo le piccole e medie imprese nella vendita dei loro prodotti in Cina. Trump lo aveva definito un “grande, grande imprenditore”. Ma la stima personale non è bastata, quando Jack Ma ha cercato di conquistare MoneyGram.

http:.repubblica.it/economia/2018/01/03/news/nuovo_schiaffo_usa_a_i_cinesi_moneygram_non_andra_ad_alibaba-185706717/

11 GENNAIO 2018:WOLF Vs TRUMP,NON “Usare la psichiatria per scopi politici o auto-esaltanti è stigmatizzante per i nostri pazienti”

-SU THE WASHINGTON TIMES:

President Donald Trump listens during a meeting with lawmakers on immigration policy in the Cabinet Room of the White House, Tuesday, Jan. 9, 2018, in Washington. Trump is lashing out at Sen. Dianne Feinstein for releasing the transcript of an interview with the co-founder of a political opposition firm that commissioned a dossier of allegations about Trump's presidential campaign and Russia. (AP Photo/Evan Vucci)

Il presidente Donald Trump ascolta durante un incontro con i legislatori sulla politica dell’immigrazione nella Sala del Gabinetto della Casa Bianca, martedì 9 gennaio 2018, a Washington. Trump sta scagliando la senatrice Dianne Feinstein per aver rilasciato la trascrizione di un … altro>

American Psychiatric Association chiede la fine della psichiatria “poltrona” tra le speculazioni su Trump
Di Jessica Chasmar – The Washington Times – Mercoledì 10 gennaio 2018
La più grande organizzazione psichiatrica del mondo chiede la fine della psichiatria “poltrona” alla luce delle accuse che il presidente Trump è mentalmente inadatto a servire.

L’American Psychiatric Association (APA) ha rilasciato una dichiarazione martedì riaffermando il suo impegno a “The Goldwater Rule”, che afferma che non è etico per gli psichiatri diagnosticare figure pubbliche che non hanno esaminato personalmente.

La dichiarazione dell’APA arriva mentre i critici del sig. Trump mettono apertamente in dubbio la sua capacità mentale per l’ufficio alla luce del racconto di Michael Wolff che parla della famiglia Trump. Yale University professore di psichiatria Dr. Bandy X. Lee, direttore di “The Dangerous caso di Donald Trump : 27 psichiatri e salute mentale esperti Valutare un Presidente,” ha affermato di aver recentemente incontrato con più di una dozzina di membri del Congresso per discutere Mr. Trump ‘ s salute mentale.

L’APA ha affermato che la speculazione pubblica da parte degli psichiatri “mina la credibilità e l’integrità della professione e la relazione medico-paziente”.

“Una corretta valutazione psichiatrica richiede più di una revisione delle apparizioni televisive, dei tweet e dei commenti pubblici”, afferma la dichiarazione. “Gli psichiatri sono medici; la valutazione della malattia mentale non è meno approfondita della diagnosi del diabete o delle malattie cardiache. Gli standard nella nostra professione richiedono la revisione della storia e dei registri medici e psichiatrici e un esame completo dello stato mentale. Spesso sono fornite informazioni collaterali da familiari o individui che conoscono bene la persona, con il permesso del paziente.

“Usare la psichiatria per scopi politici o auto-esaltanti è stigmatizzante per i nostri pazienti e ha un impatto negativo sulla nostra professione”, ha aggiunto.

Il signor Trump , che si è difeso come un “genio molto stabile”, è destinato a sottoporsi al suo primo controllo medico dal suo insediamento venerdì. L’APA ha detto che si aspetta che il medico del signor Trump segua lo standard di cura nell’esaminarlo e, se necessario, chiederà la consulenza di uno psichiatra esperto per procedere con “l’obiettività e all’interno della relazione confidenzialet ra paziente e medico”.

Nel frattempo, il Dr. Lee e il Dr. Leonard L. Glass hanno scritto un articolo per la rivista Politico mercoledì difendendo la loro posizione sulla valutazione del presidente da lontano. Sostenevano che la “pericolosità” di una persona può essere valutata in modo affidabile “intervistando colleghi e intimi, esaminando le dichiarazioni e i comportamenti passati dell’individuo, rivedendo i rapporti di polizia e, soprattutto, valutando il contesto. Mentre un colloquio di persona può essere abbastanza utile, non è strettamente necessario valutare il pericolo. ”

“La salute mentale di ogni presidente è inestricabilmente legata alla nostra salute come società, e, in questo caso, lo stato mentale di Trump rappresenta un serio pericolo che dobbiamo essere disposti a discutere e affrontare”, hanno scritto.

Copyright © 2018 The Washington Times, LLC. Clicca qui per il permesso di ristampa

https:.washingtontimes.com/news/2018/jan/10/american-psychiatric-association-calls-end-arm-cha/

REAZIONE:NON CE PAZZIA SENZA CONOSCERE IL PAZZO O SI PUO FARE DIAGNOSTICO “A DISTANZA”?.QUESTA POLEMICA SI DA SOTTO UN DOPPIO CONFRONTO PUBBLICO,UNO POLITICO PARTITISTICO E L’ALTRO DI “POLITICA SCIENTIFICA”,IL PRIMO OVVIAMENTE CONVOLGE TRUMP E I SUOI RIVALI,E,L’ALTRO LA POLEMICA FRA LA APA E I SUOI DETRATTORI,FRA I QUALI IO,PER LA CLASSIFICA GNOSEOGRAFICA DELLA SALUTE MENTALE INTORNO AL RIVOLUZIONARIO TESTO DSM.VEDI DI SOTTO.

IL DSM,E GIA SIAMO ALLA QUINTA EDIZIONE,DSM-5 E’ UNA TENTATIVA DI METTERE ORDINE E FINIRE CON LE POLEMICHE E DIFFERENZE TRA SCIENTIFICI SUI CRITERI DELLE CLASSIFICAZIONI GNOSOGRAFICHE DELLE MALATTIE,QUANTIFICANDOLI,CIO’E’ DANDOLI UNA DEFINIZIONE MATEMATICA AD OGNI MALATTIA.COME SI SA NELLA PSICHIATRIA LE CONOSCENZE STRETTAMENTE ORGANICHE SONO ANCORA SCARSE E COSI LA GNOSEOGRAFIA VIENE INVASA DA CRITERI IDEOLOGICI,RELIGIOSI,POLITICI ECC.E A QUESTO HA VOLUTO METTERE FINE ILA DSM,MA IL RISULTATO E’ STATO PROPIO ALLA INVERSA CONVERTENDO LA PSICHIATRIA IN UNA SCIENZA PIUTOSTO STATISTICA CHE SCIENTIFICA.IN QUESTO CASO LA APA CERCA DI GUADAGNARSI UNA VISIONE MOLTO SCIENTIFICA FACCENDO APELLO ALLA SOVRANITA DELLA CLINICA,CIOE IL NECESSARIO RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE,QUINDI RIFIUTA L’USO POLITICO DELLA PSICHIATRIA MA NE FA UN AUTOESSALTANTE CHE FINISCE PER STMATTIZARE IL PROPIO TRUMP:NON CE BISOGNO DI NESSUNA VALUTAZIONE PSICHIATRICA DELLA SUA CONDOTTA POLITICA.

-DSM:IL TENTATIVO UNIFICATORE DEL DSM E’ MOLTO AMBIZIOSA ED E’ UN TESTO  CHE HA DIVENUTO EGEMONICO MA NEL MONDO ANGLO SASSONE ED HA RIMASTO CONFRONTATO ALLA PSICHIATRIA ORGINALE ORGANICISTICA DI INSPIRAZIONE PIU TOSTO FRANCESE A QUI IO MI RIFACCIO.VEDI DI SEGUITO UN ARTICOLO SU LE MONDE:

lemonde.fr

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Psychiatrie : DSM-5, le manuel qui rend fou

La cinquième mouture de la “bible” des psychiatres divise les spécialistes : outil d’évaluation précieux ou instrument de fabrication des maladies mentales ?

LE MONDE SCIENCE ET TECHNO | • Mis à jour le | Sandrine Cabut

PESSIN

Sur le fond, il ne devrait guère y avoir de révélations. L’essentiel du contenu de cette cinquième édition de la “bible” de la psychiatrie a déjà été annoncé par l’éditeur et sponsor de l’ouvrage, l’APA. Une version préliminaire du DSM-5 avait d’ailleurs été mise en ligne sur Internet, en 2010, pour accueillir suggestions et critiques et permettre des aménagements.

CONTROVERSES

Si les précédentes révisions – les deux dernières ont eu lieu en 1980 et en 1994 – ont déclenché des controverses, jamais elles n’ont, semble-t-il, été aussi vives que pour cette nouvelle mouture. Comme le souligne avec humour un article paru le 25 avril dans Nature, l’une des seules suggestions qui n’a pas soulevé de hurlements de protestation pendant le processus de révision a été… le changement de nom, de DSM-V en DSM-5.

Aux Etats-Unis, où le mouvement anti-DSM a débuté, son fer de lance est aujourd’hui Allen Frances, le psychiatre qui avait dirigé la précédente édition (le DSM-IV), parue en 1994. Des instances professionnelles, dont une branche de l’Association américaine de psychologie, sont aussi montées au créneau. Et le 4 mai, c’est le prestigieux Institut américain de la santé mentale (National Institute of Mental Health, NIMH), le plus gros financeur de la recherche en santé mentale à l’échelle mondiale, qui s’est à son tour désolidarisé du DSM-5. “Les patients atteints de maladies mentales valent mieux que cela”, a justifié son directeur, Thomas Insel, dans un communiqué, en expliquant que le NIMH “réorientait ses recherches en dehors des catégories du DSM”, du fait de la faiblesse de celui-ci sur le plan scientifique.

En France, le combat est porté depuis trois ans par un collectif intitulé Stop DSM, constitué de professionnels proches du milieu psychanalytique. Ils s’insurgent contre la “pensée unique” du manuel, bien au-delà de sa dernière édition.

CRITIQUES VIRULENTES

Mais pourquoi un ouvrage avant tout destiné aux spécialistes et aux chercheurs suscite-t-il autant d’inquiétudes et de critiques virulentes ? Et d’abord, de quoi s’agit-il ?

Publié pour la première fois en 1952, avec une liste de moins de cent pathologies (d’inspiration freudienne, tout comme la deuxième édition en 1968), ce manuel diagnostique et statistique a évolué vers une approche de plus en plus catégorielle des maladies mentales depuis 1980. Ce faisant, il est devenu une sorte de manuel de conversation entre spécialistes, et un outil incontournable dans le monde de la santé mentale. Le langage DSM est même passé dans le grand public avec la banalisation de termes comme “TOC” (troubles obsessionnels compulsifs) ou encore “phobie sociale”…

L’édition actuelle, le DSM-IV, recense 297 pathologies, classées par grandes catégories. C’est cette classification qui fait référence pour les recherches sur les pathologies mentales, qu’il s’agisse d’études épidémiologiques ou de celles menées par les laboratoires pour évaluer leurs molécules (antidépresseurs, anxiolytiques ou autres neuroleptiques).

INSTRUMENT CLINIQUE

“Aux Etats-Unis et en Australie, le DSM a en quelque sorte force de loi, pour les remboursements par les compagnies d’assurances ou dans un contexte judiciaire. Et c’est ce qui est enseigné, y compris en France, dans les facultés de médecine, de psychologie. Aujourd’hui, c’est un passage obligatoire pour faire carrière”, assure Patrick Landman, psychiatre et psychanalyste, à l’origine du mouvement Stop DSM et auteur du récent Tristesse business. Le scandale du DSM 5 (Max Milo, 128 p., 12 euros).

Initié au DSM-IV pendant ses études, Richard Delorme, jeune pédopsychiatre à l’hôpital Robert-Debré (Paris), voit, lui, ce manuel comme un instrument clinique. “Le DSM est un modèle athéorique, non idéologique. Pour moi, c’est la porte d’entrée d’une maison, cela aide à hiérarchiser un raisonnement intellectuel, mais ce n’est pas une finalité.”

Commencé il y a une dizaine d’années, le processus qui vient d’aboutir au DSM-5 a mobilisé des centaines de professionnels de tous les pays, répartis en 13 groupes de travail. “L’ambition de départ des responsables de la révision était d’intégrer des données de neurosciences. Cette mission n’a pas pu être pleinement réalisée car les critères biologiques ne sont pas encore assez solides, souligne le docteur Delorme. Le DSM-5 est tout de même plus dimensionnel que le DSM-IV et rend compte des études génétiques et d’imageries qui montrent que les limites nosographiques habituellement considérées sont perméables.”

MAINMISE DE L’INDUSTRIE PHARMACEUTIQUE

Cette nouvelle édition, qui a coûté à l’Association américaine de psychiatrie 25 millions de dollars (19 millions d’euros), laisse cependant beaucoup à désirñer sur le plan de la qualité scientifique, accusent les détracteurs du DSM-5. L’une des principales critiques, déjà ancienne, concerne la mainmise de l’industrie pharmaceutique sur les experts participant à l’élaboration du DSM. Ces collusions ont été notamment décortiquées par l’historien américain Christopher Lane, dans son ouvrage Comment la psychiatrie et l’industrie pharmaceutique ont médicalisé nos émotions (Flammarion, 2009), et plus récemment par le philosophe québécois Jean-Claude St-Onge, dans Tous fous ? (Ecosociété, 236 p., 19 euros).

Allen Frances, professeur émérite à l’université de Duke (Caroline du Nord), qui avait coordonné le DSM-IV, note plutôt “les conflits d’intérêts intellectuels” des spécialistes des groupes de travail, “qui leur font voir les bénéfices possibles mais ignorer certains risques”. Surtout, déplore-t-il, “le processus a été secret, fermé et incapable de s’autocorriger ou d’incorporer des réponses provenant de l’extérieur. Ainsi, les experts ont rejeté l’appel de 57 associations de santé mentale qui proposaient un examen scientifique indépendant”.

“TROUBLES COGNITIFS MINEURS”

C’est il y a quatre ans, en rencontrant un confrère et ami à une soirée, qu’Allen Frances a, raconte-t-il, pris conscience de l’ampleur des dangers et qu’il est parti en croisade. “Ce médecin était très excité à l’idée d’intégrer au DSM-5 une nouvelle entité, le “syndrome de risque psychotique”, visant à identifier plus précocement des troubles psychotiques. Le but était noble, aider les jeunes à éviter le fardeau d’une maladie psychiatrique sévère. Mais j’ai appris en travaillant sur les trois précédentes éditions du DSM que l’enfer est pavé de bonnes intentions. Je ne pouvais pas rester silencieux.”

Cet item de risque psychotique n’a finalement pas été retenu dans la dernière version du DSM-5. Mais Allen Frances et les autres “anti” s’inquiètent aujourd’hui d’autres entités qui font leur entrée dans le nouveau manuel. Ainsi des “troubles cognitifs mineurs”. “La perte de mémoire physiologique avec l’âge va devenir une pathologie au nom de la prévention de la maladie d’Alzheimer, prévoit le collectif Stop DSM. De nombreux sujets vont se voir prescrire des tests inutiles et coûteux avec des médicaments dont l’efficacité n’est pas validée et dont les effets à terme sont inconnus.”

“PATHOLOGISATION DU DEUIL”

Patrick Landman et ses collègues sont aussi vent debout contre ce qu’ils nomment une “pathologisation du deuil”. “Au bout de deux semaines, l’apparence dépressive de l’endeuillé sera passible du diagnostic d’épisode dépressif majeur et donc d’antidépresseurs”, craignent-ils.

Troisième exemple : le disruptive mood dysregulation disorder, qui risque, selon eux, de faire entrer dans le DSM de banales colères infantiles. “C’est une interprétation erronée, estime le docteur Viviane Kovess, psychiatre épidémiologiste, professeur à l’Ecole des hautes études en santé publique (EHESP). Le disruptive mood dysregulation disorder correspond à une irritabilité très importante et constante, et à des colères violentes et fréquentes. Le critère (irritabilité plus trois grosses colères par semaine pendant plus d’un an) n’est pas si banal, et cela est destiné à ne pas mettre ces enfants dans la catégorie des troubles bipolaires.” Par ailleurs, selon elle, le DSM ne dit pas que tout deuil de plus de quinze jours est une dépression. “Au contraire, il différencie mieux qu’avant le phénomène de deuil du trouble dépressif majeur.”

RISQUES DE SURDIAGNOSTIC

Pour Allen Frances, les risques de surdiagnostic et donc de surmédicalisation sont cependant bien réels, surtout chez les enfants. “Quand nous avons introduit dans le DSM-IV le syndrome d’Asperger, forme moins sévère d’autisme, nous avions estimé que cela multiplierait le nombre de cas par trois. En fait, ils ont été multipliés par quarante, principalement parce que ce diagnostic permet d’avoir accès à des services particuliers à l’école et en dehors. Il a donc été porté chez des enfants qui n’avaient pas tous les critères.”

Face à ces périls, le psychiatre américain invite les médecins à boycotter le DSM, et les patients à devenir des consommateurs informés. “Posez des questions et attendez des réponses claires. N’acceptez pas de médicaments prescrits nonchalamment pour des symptômes légers et transitoires qui vont probablement se résoudre d’eux-mêmes”, préconise-t-il. Des conseils de bon sens qui peuvent s’appliquer bien au-delà des maladies mentales.

> CONTRE : Un entretien avec Roland Gori, psychanalyste et professeur émérite de psychopathologie clinique à l’université d’Aix-Marseille : “On assiste à une médicalisation de l’existence”

> POUR : Un entretien avec Viviane Kovess-Masfety, psychiatre épidémiologiste, directrice d’une équipe de recherche de l’université Paris-Descartes : “Une certaine mauvaise foi dans les critiques”

> Lire aussi : “Petit tour du monde du normal et du pathologique”

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 http:.lemonde.fr/sciences/article/2013/05/13/dsm-5-le-manuel-qui-rend-fou_3176452_1650684.html


13 GENNAIO 2018:CANAGLIESCA POLITIZAZIONE DELLA PEDOFILIA CLLERICALE

-SU INFOBAE:

PORTADA
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Revelan una carta del papa Francisco en la que expone el plan del Vaticano para lidiar con los abusos sexuales de un cura en Chile
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La agencia de noticias Associated Press publicó una misiva confidencial del Sumo Pontífice, fechada el 31 de enero de 2015. Allí señala la intención de darle “un año sabático” a tres obispos acusados de encubrir los crímenes del cura Fernando Karadima y por qué se frustró la estrategia

12 de enero

El papa Francisco y su carta (AP)

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El Vaticano estaba preocupado por los daños colaterales que provocaría el caso del mayor cura pederasta de Chile e intentó poner en marcha un plan: pedir la renuncia de Fernando Karadima y darles un año sabático a tres obispos chilenos acusados de haber encubierto los abusos de ese sacerdote.

The Associated Press obtuvo una carta confidencial del papa Francisco, fechada el 31 de enero de 2015, la cual revela parte de un plan del Vaticano sobre cómo lidiar con los obispos chilenos señalados de proteger los crímenes del cura.

El cura Fernando Karadima al momento de ser arrestado por la policía chilena (AP)

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La carta también muestra las preocupaciones de los obispos por la designación que Francisco hizo de uno de esos tres obispos, Juan Barros, como responsable de la diócesis de Osorno, en el sur de Chile. El nombramiento provocó una importante división entre fieles y clérigos, e incluso llevó, en su momento, a que cientos de católicos y curas protestaran contra el nuevo obispo de la zona.

Algunos esperan que esas protestas lleguen la próxima semana a Santiago de Chile, adonde el papa Francisco arribará el lunes en su primera visita como pontífice a ese país sudamericano.

El obispo Juan Barros, uno de los ejes de la polémica

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Qué dice la carta

En la carta dirigida al Comité Permanente de la Conferencia Episcopal de Chile, Francisco reveló que sabía de la controversia generada alrededor de Barros y que el nuncio apostólico en ese país intentó encontrar una manera de contener el daño antes de que el caso saltara a la luz pública en 2015.

“Muchas gracias por manifestar abiertamente la inquietud que en estos momentos tienen respecto al nombramiento de Mons. Juan Barros Madrid”, escribió Francisco. “Comprendo lo que me dicen y soy consciente de que la situación de la Iglesia de Chile es difícil debido a todas las pruebas que han tenido que soportar”.

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Soy consciente de que la situación de la Iglesia de Chile es difícil debido a todas las pruebas que han tenido que soportar (Francisco)

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Francisco informó a los miembros del comité que el nuncio Ivo Scapolo —representante del Vaticano en Chile— había planeado pedir el año anterior la renuncia a Barros, quien se desempeñaba entonces como capellán en el Ejército. Scapolo también “lo exhorta a tomar un período sabático (un año, por ejemplo) antes de asumir otra responsabilidad pastoral como Obispo diocesano”, añadió el Papa en la carta.

El Pontífice agregó que el nuncio tenía pensada una estrategia similar para otros dos obispos, también formados por Karadima. Sin embargo, dijo que todo se frustró cuando Scapolo habló sobre el plan con Barros.

“Como ustedes podrán comprender, este comentario del Sr. Nuncio complicó y bloqueó todo eventual camino ulterior en el sentido de ofrecer un año sabático”, escribió el Papa.

La misiva intenta justificar así el nombramiento del 10 de enero de 2015, cuando Francisco designó a Barros obispo de la ciudad de Osorno, a unos 930 kilómetros al sur de la capital chilena.

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Horacio Valenzuela, el segundo de los obispos señalados como cómplice y encubridor

Tomislav Koljatic, el tercer prelado acusado


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Este cura estuvo por décadas al frente de la iglesia El Bosque, en el elegante barrio de Providencia, en Santiago de Chile, y la convirtió en un semillero de más de 50 sacerdotes, además de formar a cinco obispos: Andrés Arteaga, Felipe Bacarezza, Horacio Valenzuela, Tomislav Koljatic y Juan Barros.

La Iglesia católica chilena ignoró por años las quejas de acólitos de que Karadima había abusado sexualmente de ellos, y solo inició algunas acciones después de que las víctimas hicieron públicos sus casos en 2010.

Iglesia El Bosque

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La Congregación para la Doctrina de la Fe del Vaticano condenó a Karadima en febrero de 2011 a “una vida de oración y penitencia”, y le prohibió contactarse con los feligreses de su parroquia. Ahora vive aislado en la casa de un grupo de religiosas.

En medio del escándalo y una serie de denuncias de más abusos sexuales de otros religiosos, Karadima fue procesado judicialmente en Chile, aunque su caso fue sobreseído porque habían pasado muchos años de los hechos, no por falta de pruebas, según dijo en su momento la jueza Jessica González.

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Jamás tuve conocimiento ni imaginé nunca de aquellos graves abusos que este sacerdote cometía con sus víctimas (Barros)


El vocero del Vaticano, Greg Burke, declinó comentar sobre la carta del Papa, y al ser interrogado el jueves sobre algunas protestas planeadas por algunos fieles de Osorno, el portavoz dijo que eran libres de manifestarse y que el Vaticano respetaba su derecho a hacerlo.

Burke dijo que hasta ahora no está prevista ninguna reunión con el grupo de Osorno: a pesar de que formalmente pidieron encontrarse con el Papa, el Vaticano dijo que ya había un programa que no podían cambiar.

Fernando Karadima ante la Justicia.

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Ahora vive en una casa de retiro (AFP)
El testimonio de una víctima y la negación de Barros

La AP también consultó sobre la misiva al presidente de la Conferencia Episcopal y a los miembros de su Comité Permanente, pero nadie había respondido.

Barros negó a la AP saber de la carta y aseguró, como siempre lo ha hecho, que nunca supo de ningún crimen cometido por Karadima. “Jamás tuve conocimiento ni imaginé nunca (nada) de aquellos graves abusos que este sacerdote cometía con sus víctimas”, dijo.

“No he aprobado ni participado en esos hechos gravemente deshonestos y jamás he sido sancionado por un tribunal al respecto”, añadió.

Algunas de las víctimas de Karadima afirman que Barros, Koljatic y Valenzuela presenciaron los abusos y nada hicieron.

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Se apoyaban la cabeza en el hombro y se toqueteaban y esto por 37 años; sin embargo, hoy se les ha olvidado (Periodista que fue víctima de los abusos)

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El periodista Juan Carlos Cruz, una las víctimas, dijo a la AP que Barros y otros obispos vieron cómo era abusado por Karadima. Aseguró que incluso dos de ellos se besaban con el cura “y se apoyaban la cabeza en el hombro y se toqueteaban, y esto por 37 años; sin embargo, hoy se les ha olvidado”.

Francisco defendió en su momento públicamentepúblicamente a Barros e incluso llegó a decir que los habitantes de Osorno sufrían por “tontos” y que se dejaban manipular por “zurdos”, en una aparente alusión a la izquierda política local.

El papa Francisco (AFP)

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El Papa llega el lunes a Chile, como parte de una gira que también lo llevará a Perú.

Apenas el miércoles, una organización estadounidense presentó una lista de 78 religiosos católicos chilenos que han sido acusados y/o condenados por abusar sexualmente de menores de edad. El nombre de Karadima está incluido ahí.

La carta del papa Francisco

(AP)
Vaticano, 31 de enero de 2015

A los Sres. Obispos del Comité Permanente de la Conferencia Episcopal de Chile

Queridos hermanos:

Recibí el correo electrónico de fecha 23 de los corrientes. Muchas gracias por manifestar abiertamente la inquietud que en estos momentos tienen respecto al nombramiento de Mons. Juan Barros Madrid. Comprendo lo que me dicen y soy consciente de que la situación de la Iglesia de Chile es difícil debido a todas las pruebas que han tenido que soportar.

Les aseguro, además de mi fraterna comprensión, mi cercanía de hermano y mi oración.

Recuerdo bien la visita de Ustedes en febrero del año pasado y también las diversas propuestas, las cuales me parecieron prudentes y constructivas.

Sin embargo surgió luego, hacia fin de año, un problema serio. El Sr. Nuncio le pide a Mons. Barros la renuncia y lo exhorta a tomar un período sabático (un año, por ejemplo) antes de asumir otra responsabilidad pastoral como Obispo diocesano. Y le comenta que el mismo proceder se tomará con los Obispos de Talca y de Linares, pero que no se los dijera a ellos. Mons. Barros hace llegar el texto de su renuncia añadiendo este comentario del Nuncio.

Como Ustedes podrán comprender este comentario del Sr. Nuncio complicó y bloqueó todo eventual camino ulterior en el sentido de ofrecer un año sabático. Hablamos del asunto con el Card. Ouellet y sé que él habló con el Señor Nuncio.

En estos momentos, por expresa indicación de la Congregación para los Obispos, Mons. Barros está haciendo el mes de Ejercicios Espirituales en España. No sé si pasará por Roma al concluirlos, pero avisaré de esto al Card. Ouellet y de la sugerencia que Ustedes hacen.

Les agradezco nuevamente la apertura y franqueza en expresar el parecer y sentir: es la única manera de trabajar por la Iglesia, cuyo cuidado el Señor ha confiado a los Obispos.

Les pido, por favor, que recen por mí pues lo necesito.

Que Jesús los bendiga y la Virgen Santa los cuide.

Fraternalmente,
Francisco.

(Por Eva Vergara y Nicole Winfield – AP)

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Así será la agenda del papa Francisco en Chile y Perú

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REAZIONE:E CHE CENTRA UN BAMBINO DI POCHI ANNI CON “LOS ZURDOS”?

E SE LA MONSTRUOSA MENTE DI UN CLERIGO PENSA CHE LA LOTTA POLITICA GIUSTIFICHI ATTACARE DONNE,NO NATI,O BAMBINI PERCHE FARLO SESSUALMENTE,PERCHE LA PEDOFILIA CLERICALE?
NO,LA PEDOFILIA CLERICALE E’ UNA DEVIAZIONE ETICO-MORALE STRUTTURALE DEL SISTEMA CHIESA.E NON RICONOSCE REGIME POLITICO,FRONTIERE O CONDIZIONE SOCIOECONOMICA E CULTURALE,E’ UN SELVAGISMO,UNA DEVIAZIONE DI CONDOTTA RISULTANTE DEI NUOVI SINCRETISMI SUL SOTTOSFONDO DELLA AUTARCHIA ECCLESIASTICA.

15 GENNAIO 2018:NEOLIBERALISMO NEEL CALCIO MONDIALE IL MILAN E LA NAZIONALE,PERCHE E’ L’ORA DEL GIUBILEO

-SU LA REPUBBLICA:
Vendita Milan, il procuratore Greco: “Nessun procedimento penale sulla compravendita del club”

Silvio Berlusconi con Mister Li (ansa)

Secca smentita della procura di Milano sulle indiscrezioni uscite oggi sul quotidiano La Stampa a proposito di un’indagine sulla cessione della società a un prezzo gonfiato e il successivo rientro di una “cifra sostanziosa”

“Allo stato non esistono procedimenti penali relativi alla compravendita dell’AC Milan”, così il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, ex del pool Mani Pulite, ha smentito la notizia comparsa oggi su alcuni quotidiani su un’indagine della procura milanese sulla cessione della società a un prezzo gonfiato e il successivo rientro di una “cifra sostanziosa”. “Ipotizzato il reato di riciclaggio. Nuova tegola giudiziaria sulla campagna di Berlusconi”, si legge sul quotidiano La Stampa. La società rossonera è passata ad aprile 2017 dalle mani del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi all’imprenditore cinese Yonghong Li.

“Non c’è un fascicolo, nemmeno a modello 45” prosegue Greco con una smentita su tutta la linea e aggiungendo: “Se un fascicolo esistesse lo avrei assegnato al nuovo dipartimento del dottor De Pasquale e ne sarei quindi informato”.

Secondo i quotidiani La Stampa e il Secolo XIX, la Procura di Milano avrebbe avviato l’indagine dopo aver constatato che la vendita del Milan era avvenuta ad un prezzo di almeno 300 milioni di euro (su 720) superiore al reale valore della società. Da lì erano partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari. Infine, “in gran segreto, nei giorni scorsi, i pm – si legge sui quotidiani – hanno avviato un’inchiesta che tra le varie ipotesi comporta anche verifiche sul reato di riciclaggio”.

A coordinare l’inchiesta, secondo La Stampa smentita dalla procura, sarebbe il pm Fabio De Pasquale, lo stesso che in passato aveva indagato Berlusconi per la frode fiscale sui diritti tv ma che lo aveva anche difeso nella vicenda della scalata ostile di Vivendi a Mediaset.

Nel confermare di avere incontrato più volte nei mesi scorsi Niccolò Ghedini “anche per la vicenda Vivendi”, il procuratore di Milano Francesco Greco ha sottolineato che “nessun deposito di atti è avvenuto” sulla vendita del Milan da parte dello storico legale di Fininvest e di Silvio Berlusconi. “Noi interveniamo se c’e’ una denuncia, qualcosa”, ha aggiunto il capo della Procura. Greco ha spiegato poi che Ghedini gli aveva illustrato “step by step” i passaggi della trattativa per la compravendita del Milan e che “veniva per dire che loro si rimettevano alla valutazione degli organi istituzionali sulla legittimità o meno di questa vendita”. Anche Ghedini, in questa ricostruzione di Greco, aveva delle perplessità sull’identita’ degli acquirenti ma poi l’Uif (Unita’ di Informazione Finanziaria) aveva dato il via libera all’operazione dopo avere analizzato le carte consegnate dagli intermediari.

Intanto l’avvocato Ghedini annuncia in una nota provvedimenti contro il quotidiano di Torino che ha dato la notizia per la “pervicace volontà diffamatoria” nei confronti di Silvio Berlusconi allo scopo di interferire nella campagna elettorale. “Saranno ovviamente esperite tutte le azioni del caso” conclude. La testata tuttavia conferma la veridicità della notizia in una nota della direzione dove si legge: “Dopo aver svolto opportuni controlli circa l’esistenza di un’indagine sull’operazione, di cui siamo venuti a conoscenza da due fonti distinte, confermiamo quanto scritto”

Anche Marina Belusconi è intervenuta sulla vicenda con una nota diffusa dalla Finivest: “Il tempo sembra passare invano per certi metodi di intendere lo scontro politico e per chi di questi metodi da vent’anni è ostinato protagonista. La falsificazione di cui stamane si sono resi responsabili due quotidiani controllati dal gruppo De Benedetti, “La Stampa” e “Il Secolo XIX”, lascia indignati ed esterrefatti per la sua gravità”

http:milano.repubblica.it/cronaca/2018/01/13/news/la_procura_di_milano_smentisce_le_notizie_sull_indagine-186415599/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P7-S1.6-T1

REAZIONE:LE PAROLE CHIAVE DI QUESTA NOTIZIA SONO PIU TRASCENDENTI DELLA NOTIZIA STESSA  E VVANNO CERCATE ALTROVE:

1-NELIBERALISMO:LA OPERAZIONE DI RECICLAGGIO DI DENARO HA TUTTA L’ARIA DI ESSERE VERA PERCHE AL DI LA DI CIO CHE DICA IL MANI PULITE E’ LA PROPIA CINA CHI HA CACCIATO E MESSO SOTTO PROCESSO I RISPONSABILI CINESI DI QUESTA OPERAZIONE.IL PARERE DELLE AUTORITA COMUNISTI CINESI SONO CHIARISSIMI:NON CI INTERESSA TUTTA LA OPERATIVA DI INVESTIMENTI CINESI NEL CALCIO ITALIANO.NE ALTROVE,NON SONO PRIORITA PER LA CINA.QUINDI LA CINA NON HA INTERESSE NEL PARTECIPARE AL NEOLIBERALISMO APRODATO NEL CALCIO.(MALGRADO IL SUO PRESIDENTE SIA STATO COINVOLTO NEL PANAMA PAPERS.IL BURO POLITICO DEL PARTITO COMUNISTA NON LA PENSA COME LUI,E…….MI RACCOMANDO,IL MILAN NON VA COMPRATO)

QUESTO SNOBAMENTO DEI TORINESI PER PARTE DEL MANI PULITE GRECO VA CERCATO FORSE IN UNO SCONTRO ALL’INTERO DELLA GIUSTIZIA.

MA COMUNQUE SIA IL DATO POLITICO ELETTORALE DI RILIEVO QUESTA VOLTA NON VA CERCATO SOLO NELLA MORALE SPORTIVA INSTITUZIONALE-ECONOMICA MA PURAMENTE SPORTIVA CALCISTICA:IL MILAN ORMAI E’ AL TRAMONTO,NON E’ PIU PROTAGONISTA DEL CALCIO ITALIANO E QUINDI POSSIAMO CANTARE VITTORIA DOPPIAMENTE PERCHE NON SERVE PIU COME CANTIERE DOVE BERLUSCONI POSSA RISCUOTERE VOTI.

2-IDEOSINCRAZIA:ECCO LA SECONDA PAROLA CHIAVE DELLA NOTIZIA PERCHE NON SOLO IL MILAN HA SPARITO DEL CALCIO ITALIANO,ANCHE LA NAZIONALE.ITALIA NON PARTECIPERA DEL MONDIALE DI RUSSIA PERCHE IL CALCIO NON FORMA PARTE DELLA NOSTRA IDEOSINCRAZIA.SOLO E’ STATO UNA MONTATURA PROPAGANDISTICA DELLA ITALIA FASCISTA IMPERIALE DI MUSSOLINI DURATA FINO AD OGGI MA FINALMENTE CI SIAMO SINCERATI,E LA CADUTA SIA INSTITUZIONALE CHE SPORTIVA DEL MILAN HA SEGNATO LA FINE DELLA SAGA CALCISTICA MUSSSOLINIANA.

3-EQUILIBRIO DINAMICO:QUESTA E’ LA TERZA PAROLA CHIAVE DELLA VICENDA CALCISTICA ATTUALE SIA DELL’ITALIA CHE MONDIALE.EQUILIBRIO DINAMICO ERA QUELLO CHE VENIVA MESSO IN ATTO DURANTE LA GUERRA FREDDA DAI DUE BLOCCHI COINVOLTI,E PER TANTO IL CALCIO CHE NON E’ MAI STATO UN FORTE DELLA IDEOSINCRAZIA SOVIETICA VENIVA APOGGIATO DALLO STATO A MODO DI COMPETIZIONE PROPAGANDISTICA CONTRO GLI ATLETI DI OCCIDENTE E IL FATTO CHE QUESTO MONDIALE SI SVOLGA IN RUSSIA DEVE CERCARSI NON NELLA ESPANSIONE DEL CALCIO MA NELLA SCONFITTA E CACCIATA DI OCCIDENTE DEL NEOLIBERALISMO CHE AVEVA TROVATO COME ULTIMA SPONDA  DOVE APRODARE IL CALCIO DEVENUTO FUORI CONTROLLO.

SI SA PUTIN HA INTERESSE IN ACCOGLIERE TUTTO IL MARCIUME CHE NON TROVA PIU POSTO IN OCCIDENTE.SA DELLA SCONFITTA RUSSA DOPO LA CADUTA DELL’IMPERO SOVIETICO E PRETENDE RILANCIARLA PROPONENDOLA COME TERRA SICURA PER CHI IN OCCIDENTE NON TROVA PIU POSTO,COSI HA SUCCESSO CON DEPARDIEU E TANTI ALTRI CAPITALISTI NEOLIBERALI CHE NON TROVANO POSTO IN OCCIDENTE,COSI HA SUCCESSO CON ASSAD E IL SUO REGIME DA PUTIN SALVATO E DIFESO,E COSI VIA.IL MONDIALE IN RUSSIA E’ IL SIMBOLO DELLA SCONFITTA DEL NEOLIBERALISMO E LA SUA FUGA VERSO POSTI PIU SICURI SOTTO IL SOLE,ED E’ IL SIMBOLO DELLA SCONFITTA E DECADENZA DELL’IMPERO RUSSO.UN NOSTALGICO FOSILE DELLA STRATEGIA SOVIETICA DELLA GUERRA FREDDA SOPRAVISSUTO IN UN GIOCO DI MASSA.

IL CALCIO NON FORMA PARTE DELLA NOSTRA IDEOSINCRAZIA(E NE MENO DI QUELLA CINESE)NON CI INTERESSA,E NON CI INTERESSA IL MONDIALE RUSSO FATTO CON I TRANSFUGA DI OCCIDENTE.

4-OLIMPISMO:QUESTA E’ LA PAROLA CHIAVE IMPORTANTE DI OCCIDENTE IN QUESTA VICENDA:LA MORALE SPORTIVA E LO SPIRITO SPORTIVO STORICO DEVE CERCARSE NELL’OLIMPISMO E NEI SUOI PROSSIMI GIOCHI A SVOLGERSI IN FRANCIA E NEGLI USA IN LOS ANGELES,CIO’E’ IN OCCIDENTE.COME NELL’ANTICHITA GRECIA CHE AVEVA PERSO LA GUERRA CONTRO ROMA ANTICA HA VINTO LA PACE.UNA MODERNA LEZIONE DI CIVILTA A QUI ITALIA NON E’ STATA ESTRANEA:IN UNA EROICA ATTITUDINE LA ATTUALE SINDACO DI ROMA,VIRGINIA RAGGI HA RESPINTO ESSERE SEDE DI GIOCHI OLIMPICI PER SOSTRARSI ALLA CORRUZIONE DEL “CEMENTISMO” SPORTIVO NEOLIBERALE.(E MILANO NON E’ RIUSCITO AD “ACCIAPPARLA”)

-APPENDICE:POCHE ORE DOPO

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

Il momento dei selfie twittato da Berlusconi

Il momento dei selfie twittato da Berlusconi

L’EX CAVALIERE IN TV

Berlusconi attacca i 5 Stelle: «Peggio dei post comunisti
del ‘94» Con D’Urso: le foto

L’ex premier da Barbara D’Urso. Sul M5S: «Difficile chiamarlo partito, quasi setta che prende ordini da un vecchio comico»

Retroscena – Catering leggero e abbracci ai cameramen, il ritorno nel suo storico camerino a Cologno Galluzzo

REAZIONE:NON SOLO SALVINI E LA LEGA,IL VERO POPOLISMO ITALIANO E’ PROPIO BERLUSCONI E FORZA ITALIA CON TUTTA LA MONTATURA ELETTORALE DELLA SUA MASSA SPORTIVA CALCISTICA DEPOSITARIA DELLA SUA BANALIZAZIONE DEL MALE CHE HA BUTTATO L’ITALIA NEL RIDICOLO.LUI IL VERO COMICO DEL NOSTRO PAESE.

15 GENNAIO 2015:”LA EDUCAZIONE OCCIDENTALE E’ UN PECCATO”,BOKO HARAM

-SU LE MONDE:

Publié À 09h20
Boko Haram : « Nous ne reviendrons pas », affirment dans une vidéo des lycéennes de Chibok enlevées au Nigeria

Aucun élément n’indique quand et où ce message a été enregistré, ni si les personnes présentes, dont trois tiennent des nourrissons dans leurs bras, sont sous la contrainte.

LE MONDE avec AFP

Le groupe djihadiste nigérian Boko Haram a diffusé, lundi 15 janvier, une vidéo montrant quatorze présumées lycéennes enlevées à Chibok (nord-est) en avril 2014. « Nous sommes les filles de Chibok. (…) Par la grâce de Dieu, nous ne vous reviendrons pas », affirme une des jeunes filles apparaissant dans cette vidéo de vingt et une minutes, dont trois tiennent des nourrissons dans leurs bras. Aucun élément n’indique quand et où ce message a été enregistré, ni si les personnes présentes sont sous la contrainte.

C’est la première vidéo de ce genre depuis le mois de mai, lorsqu’une jeune femme affirmant être l’une des 219 lycéennes enlevées était apparue brandissant une arme et refusant elle aussi de rentrer chez elle. Après des semaines d’intenses négociations, 82 lycéennes kidnappées avaient par ailleurs été libérées à ce moment-là.

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Lycéennes de Chibok : « Boko Haram voulait de l’argent, pas la libération de prisonniers »

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« Nous plaignons les autres filles de Chibok qui ont choisi de retourner au Nigeria. Dieu vous a bénies et vous a amenées au “califat” (…), mais à la place vous avez choisi de retourner dans la mécréance », poursuit-elle. La jeune fille s’adresse aussi à leurs parents : « Vous devez vous repentir, (…) les flammes de l’enfer sont votre destin si vous ne vous repentez pas, car Allah nous a créés pour que nous l’adorions. »

« Abubakar Shekau est notre chef »
Elle remercie également le chef du groupe djihadiste, « notre père Abubakar Shekau, qui nous a mariées. Nous vivons dans le confort, (…) Abubakar Shekau est notre chef. » Donné plusieurs fois pour mort, Shekau apparaît lui aussi sur la vidéo, tirant avec une mitrailleuse lourde avant de délivrer un sermon d’environ treize minutes.

Au total, 276 filles avaient été enlevées en avril 2014 dans leur lycée à Chibok (Etat du Borno), suscitant une vague d’indignation internationale. Cinquante-sept d’entre elles s’étaient échappées au moment de leur enlèvement et 107 ont été retrouvées, secourues ou libérées aux termes de négociations entre le gouvernement et les insurgés islamistes.

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Boko Haram, comprendre les origines du mal

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Boko Haram, qui signifie « l’éducation occidentale est un péché », a mené des campagnes sanglantes contre les professeurs et les étudiants dans le nord-est du Nigeria, où ils veulent installer leur califat. Boko Haram, qui utilise les enlèvements de masse pour recruter, a enlevé des dizaines de milliers de personnes, que l’armée nigériane libère au fur et à mesure de la reprise des territoires auparavant occupés par les islamistes. Depuis 2009, le conflit a fait au moins 20 000 morts et 2,6 millions de personnes déplacées au Nigeria.

LE MONDE avec AFP

Publié À 09h20

http:mobile.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/15/boko-haram-nous-ne-reviendrons-pas-affirment-dans-une-video-des-lyceennes-de-chibok-enlevees-au-nigeria_5241942_3212.html

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-APPPENDICE:LE DONNETTE LICEALI OSTAGGI DEL MAL TRATTO DI BOKO HARAM,LE ORIGINI DEL MALE
-SU LE MONDE:

Publié Le 28.06.2016 à 05h08
Boko Haram, comprendre les origines du mal
Le réalisateur Xavier Muntz signe une remarquable enquête sur la génèse du groupe terroriste islamiste et sa sanglante dérive. A voir ce soir, sur Arte.

Par PIERRE LEPIDI

A Dikwa, les femmes et les hommes ont trouvé refuge pendant les attaques du groupe terroriste Boko Haram

Capture d’écran du documentaire de Xavier Muntz, « Boko Haram, les origines du mal » diffusé sur Arte, le 28 juin 2016. ARTE
DOCUMENTAIRE SUR ARTE – MARDI À 22 H 55

La haine est souvent à l’origine du mal. Mais d’où vient la haine ? Dans son documentaire Boko Haram, les origines du mal, le réalisateur Xavier Muntz cherche à comprendre comment cette secte religieuse, dont le nom se traduit par « l’éducation occidentale est un péché », est devenue un groupe terroriste qui a déjà fait 32 000 morts, plus de 2 millions de personnes déplacées et qui sévit actuellement au Nigeria, au Cameroun, et aussi au Niger et au Tchad.

Le reportage, qui montre des images d’une rare violence, tient sa promesse. Il ne pouvait le faire sans remonter à la source, à Maiduguri, capitale de l’Etat de Borno et berceau du groupe djihadiste né dans les années 2000. Rythmé par l’intervention d’acteurs locaux (professeurs, directeur de programme…), de spécialistes du continent et d’images d’archives, le documentaire raconte la genèse du mouvement.

Un groupe terroriste ne peut se développer sans un chef charismatique, un gourou. Mohamed Yusuf, fondateur du mouvement qui s’appelle à ses débuts « Yusufiyya » soit « l’idéologie de Yusuf », est un excellent orateur.

« Tordre l’esprit des gens »
L’une des forces du documentaire est de donner la parole à Fulan Nasrullah, présenté comme un proche des milieux djihadistes nigérians et qui raconte avoir rencontré plusieurs fois le leader. « Yusuf était un type bien. Il avait ce don pour parler en public, cette capacité de tordre l’esprit des gens, raconte Fulan Nasrullah, filmé à contre-jour. Il dénonçait les dirigeants politiques, leur hypocrisie et le fait qu’ils manipulaient le peuple pour mieux le tromper et arriver au pouvoir. »

Mais s’inspirer du wahhabisme et du salafisme ne suffit pas pour manipuler les masses. Pour que le mouvement s’enracine, il lui faut un terreau. Boko Haram va le trouver dans l’extrême pauvreté de la région du Borno.

Si le Nigeria est la première puissance économique du continent africain, plus de la moitié de sa population vit sous le seuil de pauvreté.

Dans le nord-est du pays, le taux de scolarisation ne dépasse pas 5 %. Les habitants, et en majorité les jeunes, vont donc adhérer au discours populiste, parce qu’ils pensent que Mohamed Yusuf va enfin les défendre.

Il le fait déjà en s’occupant des orphelins et des gamins des rues. « On vend un Etat islamique rêvé où, grâce à la charia, les riches ne pourront plus détourner l’argent public », explique Marc-Antoine Pérouse de Montclos, chercheur à l’Institut de recherche pour le développement.

Accueilli en héros à Maiduguri
Dans la mosquée de Mohamed Yusuf, située près de la gare de Maiduguri, on se presse pour écouter ses prêches enflammés à la fin des années 2000. Les hommes politiques n’y sont pas insensibles. Ali Modu Sheriff, riche gouverneur de l’Etat du Borno, propose à Mohamed Yusuf d’étendre la charia, en échange d’un éventuel soutien.

Mais, une fois élu, le politique ne tient pas ses engagements. « Ils [les politiques] parlent de paix, ils font des promesses, dénonce Mohamed Yusuf dans un sermon. Mais en fait, ils n’ont pas de pitié une fois qu’ils ont pris le pouvoir. » La colère monte chez les sympathisants, le leader est emprisonné à Abuja, la capitale.

A son retour à Maiduguri, il est accueilli en héros. Mais le pouvoir qu’il prend inquiète les autorités qui multiplient les incidents avec ses fidèles. Une fusillade éclate en juillet 2009 et provoque un bain de sang : près de 1 000 personnes, en majorité des civils, perdent la vie. Mohamed Yusuf est capturé par la police et tué en pleine rue, menottes aux poignets.

Il n’en fallait pas plus pour embraser le mouvement et pour que l’aile dure, incarnée par Abubakar Shekau, ne prenne le pouvoir. Aujourd’hui contesté au sein du groupe, c’est lui qui, en mars 2015, fera allégeance à l’organisation Etat islamique (EI). C’est aussi lui qui revendiquera le rapt des 276 lycéennes de Chibok, en avril 2014 : « J’ai enlevé vos filles. Je vais les vendre au marché pour qu’elles soient traitées en esclaves et mariées de force. »

Situation sanitaire « catastrophique »
Le soutien militaire des Etats voisins (Niger, Cameroun, Tchad) et l’élection de Muhammadu Buhari à la présidence, fin mars 2015, ont amélioré la sécurité à Maiduguri, mais la situation sanitaire dans la région est « catastrophique », selon Médecins sans frontières.

Les djihadistes, estimés à 7 000 d’après la CIA, se sont notamment déplacés à Diffa, une ville au sud-est du Niger. « On ne peut pas comprendre la violence de Boko Haram si on méconnaît celle que l’armée a exercée pour le combattre dans l’Etat de Borno… Les militaires représentent autant une cause du problème qu’une solution. On leur attribue près de la moitié des 32 000 morts de civils recensées depuis le début du conflit », assure Xavier Muntz, dont le documentaire ne donne pas la parole aux membres de la secte, qu’ils soient d’anciens combattants en détention ou des repentis.

Il faut dire que les conditions de tournage ont été rudes. « Il y a toujours du danger à travailler dans la région, assure Xavier Muntz. L’armée a constamment cherché à entraver mon travail. J’ai attendu mon visa de journaliste pendant neuf mois. »

Boko Haram, les origines du mal, de Xavier Muntz et Bruno Fay (France, 2016, 55 min).

Par PIERRE LEPIDI

Publié Le 28.06.2016 à 05h08

http:mobile.lemonde.fr/afrique/article/2016/06/28/boko-haram-comprendre-les-origines-du-mal_4959484_3212.html


15 GENNAIO 2018:LADRI DI MIGRANTI
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-TITOLARE SU LE MONDE:
PHILIPPE HUGUEN / AFP
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Calais : des associations portent plainte contre la confiscation des biens des migrants
PubliéÀ 11h43

Volunteers ditribute meals to migrants on March 22, 2017 as the administrative court ordered to not enforce the Calais’ decrees prohibiting in certain places the distribution of meals to migrants. / AFP PHOTO / PHILIPPE HUGUEN

A la veille de la venue d’Emmanuel Macron à Calais, la tension monte dans le milieu associatif. Dépôt de plainte et refus d’assister à la réunion de demain montrent l’exaspération des humanitaires.

16 GENNAIO 2018:CON L’IMPRONTA DI LA LE PEN GARANZIA DI SUCCESSO
-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:
LEADER FRONT NATIONAL

Marine Le Pen: «Dal vostro voto scossa alla Ue. Sto con Salvini. Bene le idee dei 5 Stelle»

di Stefano Montefiori
La leader del Front national: Matteo lavora a una larga coalizione. Le scelte opposte all’Europa di oggi non smettono di avanzare. Qui i partiti sono in difficoltà, io la sola opposizione a Macron.

REAZIONE:ECCOLA RIAFFACCIARE,SE BERLUSCONI PORTA SFORTUNA,E QUESTO E’ ORMAI UN ASSIOMA INDISCUTTIBILE(POI CHIEDERLO PERFINO A RENZI),FIGURIAMOCCI LA LE PEN.SE MAI CI FOSSE STATO QUALCHE DUBBIO SULLA SUA IMPOTENZA ELETTORALE,ORA SI CHE SALVINI ,CON SOSTEGNI COSI  E’ CONCIATO PER BENE,CONSUMATO E’.

ANTIEUROPEISMO?QUESTE PAGINE PROMUOVONO LA LOTTA ONTRO LA UNIONE IN SOLITARIO DA  12 ANNI MA….VUOI FARE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO?SI CERTO QUESTA UNIONE  EUROPEA VA DISSOLTA PERCHE POCO DEMOCRATICA PERO A SPUNTARLA E’ STATA SOLO LA GRAN BRETAGNA,FARAGE UN AMICO DEL M5S,LA MIA PREDICA,CI STAI?CI STAI ALL’EUROPA VERA?

16 GENNAIO 2018:PC,RITORNO BLUFF,CONTA IL MOBILE

-SU LA STAMPA:lastampa.it

Sorpresa: le vendite dei pc tornano a crescere

Luca Scarcella

Le vendite dei pc tornano a crescere nell’ultimo trimestre dell’anno, per la prima volta in sei anni. Negli ultimi tre mesi del 2017 le unità vendute sono state 70,6 milioni, con un incremento dello 0.7% rispetto al medesimo periodo del 2016. I dati sul mercato globale dei personal computer pubblicati da Idc mostrano un quadro positivo, che fa ben sperare per la stabilità del settore. Nel conteggio sono inclusi laptop, desktop e workstation, ma non i tablet (ad eccezione dei pc convertibili con sistema operativo desktop). Sette decimi di punto percentuale possono sembrare poca cosa, ma nell’era post-pc bastano e avanzano, soprattutto se confrontati con il -1,7% atteso dagli analisti.

Nel corso dell’intero anno i pc venduti sono stati 259,5 milioni, con un calo leggerissimo dello 0,2% rispetto al 2016. Negli Stati Uniti le vendite sono scese, ma a livello globale il Giappone e i paesi emergenti dell’Asia hanno contribuito a controbilanciare il dato generale. Bene anche la Cina, con risultati positivi per le vendite di pc per il gaming . Segni di stabilità anche in Europa, dove l’imminente entrata in vigore della nuova normativa Eu sulla protezione dei dati ha accelerato i piani di aggiornamento delle flotte di pc aziendali.

Hp guida la classifica dei produttori e registra un +8,3% negli ultimi tre mesi del 2017. L’azienda guidata ha venduto più di 16 milioni di unità nel corso del Q4 (una cifra raggiunta l’ultima volta nel 2011) e ha chiuso in crescita il settimo trimestre positivo consecutivo. Lenovo mantiene il secondo posto, nonostante una leggera sofferenza sul mercato Usa, controbilanciata dai buoni risultati globali (+3,9%). Risultato simile anche per Dell. Molto bene invece Apple, che rimane al quarto posto grazie alle vendite dei Mac che fanno segnare un solido +7,3%. Perde terreno invece Asus, che viene raggiunta al quinto posto da Acer, forte dei risultati positivi nel settore gaming. Entrambe le aziende condividono il quinto posto nella classifica produttori con una quota di mercato globale del 6,4%.

FAITES INERNES 1:CONTINUATION 350

6 GENNAIO 2018:NEL MESE DI MARZO NON SI VOTA

-SU LA REPUBBLICA:
Il 4 marzo sarà “election day”: si vota sia per le politiche che per le regionali in Lazio e Lombardia

Lo ha reso noto il Viminale dopo i pareri favorevoli dei governatori Zingaretti e Maroni

05 gennaio 2018

ROMA – Il prossimo 4 marzo sarà “election day”. Gli elettori italiani saranno chiamati al voto sia per le politiche che per le regionali. Interessati due territori-chiave della penisola, Lazio e Lombardia, due regioni ad alta densità abitativa. E si voterà per il rinnovo del consiglio regionale anche in Molise e Friuli Venezia Giulia, regione che però è a statuto speciale e potrà decidere autonomamente quando votare.

A renderlo noto è il ministero dell’Interno, che ha accolto il parere favorevole di Nicola Zingaretti e Roberto Maroni, governatori rispettivamente di Lazio e Lombardia.

L’idea di votare nello stesso giorno sia per le politiche che per le regionali serve soprattutto a risparmiare risorse pubbliche. Sul piano politico secondo gli analisti ne sarebbe avvantaggiato di più il centrodestra: l’alleanza tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia  verrebbe suggellata sia a livello nazionale che locale e dunque potrebbe fare da traino nelle urne. Il Pd è più freddo, ma sia Zingaretti – ricandidato nel Lazio – che Giorgio Gori, candidato dem in Lombardia, sono per non perdere sul piano locale l’alleanza larga di centrosinistra che comprenda anche gli ex Pd di Liberi e Uguali e le altre forze di sinistra.

http:.repubblica.it/politica/2018/01/05/news/election_day_4_marzo_politiche_e_regionali-185861759/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S2.4-T1

REAZIONE:A  DIO GRAZIE IN MARZO L’TALIA CAMBIERA POCO:

1-VINCERA LA DEMOCRAZIA,SI VA ALLE URNE.

2-VINCERA IL PARTITO DEL NON-VOTO,PER QUESTO CETO POLITICO NON  SI VOTA

3-FRA QUELLI CHE METTERANNO LA SCHEDA NELLE URNE VINCERA IL PARTITO DELLA COMICITA

4-FRA IL “PARTITO DEL NON-VOTO” E QUELLI DEL “VOTO SOLO PER SCHERZARE” AVRANNO LA MAGGIORANZA,E QUESTA E’ LA VERA FOTO DELL’ITALIA.

5-LA NOSTRA GIUSTIZIA,ORA MENO POLITIZATA,(E NON GRAZIE A BERLUSCONI MA ALL’INCONTRARIO) CONTINUERA A VIGILARE E TUTELARCI DELLA CRIMINALITA ORGANIZZATA.

6-LA CULTURA DOMINANTE,E NON SOLO POLITICA,SARA ANCORA QUELLA DELLA NUOVA ERA,MAI PIU I BERLUSCONI,I LEGHISTI, L’UFFICIALISMO,ECC AVRANNO IL MONOPOLIO DELLA PAROLA,ORA OGNI UNO PUO PARLARE DALLA SUA CASA,IL PROTAGONISMO C’E’ L’HA IL POPOLO GRAZIE ALLA SCIENZA E LA TECNOLOGIA  DIVENUTE PENSIERO A SE STANTE SENZA ASSERVIMENTO A NESSUNA IDEOLOGIA O POTERE.CON TUTTI I SUOI DIFETTI STIAMO VIVENDO LA “PRIMAVERA ITALIANA” E VADA COME VADA IL 4 MARZO CAMBIERA POCO.NON SONO CONFORMISTA MA UN RIFORMISTA RIUSCITO.

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6 GENNAIO 2018:LE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA ALLA “FAMILY LEGA”,”IN NOME DEL POPOLO ITALIANO……….”
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-SU LA REPUBBLICA:

MILANO CRONACA
Le motivazioni della condanna: “Bossi consapevole di appropriazione di denaro pubblico”

Umberto Bossi
I giudici che hanno condannato il senatur a due anni e tre mesi sostengono che il fondatore della Lega fosse al corrente dell’uso da parte della sua famiglia di denaro preso dalle casse del partito. Renzo e Riccardo Bossi, i figli, sono stati condannati a pene minori
di FRANCO VANNI
05 Gennaio 2018
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Il fondatore della Lega, Umberto Bossi, è stato “consapevole concorrente, se non addirittura istigatore, delle condotte di appropriazione del denaro” del partito, ma proveniente “dalle casse dello Stato”, “per coprire spese di esclusivo interesse personale” suo e della sua “famiglia”. Condotte portate avanti “nell’ambito di un movimento” cresciuto “raccogliendo consensi” come opposizione “al malcostume dei partiti tradizionali”.

Lo scrive il Tribunale di Milano nelle motivazioni della condanna a 2 anni e 3 mesi per l’ex leader del Carroccio, decisa lo scorso 10 luglio dal giudice Maria iLuisa Balzarotti dell’Ottava sezione penale. Con Umberto Bossi furono condannati il figlio Renzo, a un anno e sei mesi, e l’ex tesoriere del partito, Francesco Belsito, a 2 anni e 6 mesi. Per tutti, il reato è appropriazione indebita. Il giudice ha ritenuto che i tre (insieme a Riccardo Bossi, altro figlio di Uberto, giudicato separatamente con rito abbreviato) abbiano speso per fini privati i fondi destinati al partito. Soldi pubblici, arrivati alla Lega come rimborsi elettorali.

Milano, Riccardo Bossi in aula per il processo ‘The Family’
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La decisione del giudice Maria Luisa Balzarotti è arrivata al termine del processo denominato “The Family”, così ribattezzato per il nome scritto sulla cartella di documenti sequestrata allora a Belsito in cui comparivano quelle che sono state giudicate spese private della famiglia Bossi pagate però con i soldi del Carroccio arrivati anche dai rimborsi elettorali. La tesi della procura è che per Bossi “sostenere i costi della sua famiglia” con il patrimonio della Lega è stato “un modo di agire consolidato e concordato”. Nelle carte della motivazione si elencano le spese private sostenute dagli imputati per centinaia di migliaia di euro: multe, cartelle esattoriali, cene al ristorante, trattamenti di bellezza, casse di vino.
@franvanni
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http:milano.repubblica.it/cronaca/2018/01/05/news/bossi_condannati-185861878/

REAZIONE:LA LEGA NORD E’ FINITA,O QUALCUNO CREDE CHE ESSISTA UNA LEGA DOPO I BOSSI?

-APPENDICE:LA CONDANNA

-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it
MILANO CRONACA

Spese personali con i soldi della Lega: 2 anni e 3 mesi a Umberto Bossi. Condannati anche il figlio Renzo e Belsito

Bossi padre e figlio ai tempi di un raduno della Lega
Processo The Family: un anno e sei mesi per “il Trota”, 2 anni e 6 mesi per l’ex tesoriere del partito. L’altro figlio di Bossi, Riccardo, era già stato condannato in abbreviato
10 Luglio 2017
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Rep Tv Renzo: “Allevo maiali, il Carroccio mi manca”
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Umberto Bossi, il figlio Renzo e l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito sono stati condannati a Milano per appropriazione indebita per aver usato i fondi del partito per spese personali. Il Senatur fondatore della Lega, è stato condannato a 2 anni e 3 mesi, un anno e 6 mesi per ‘il Trota’, 2 anni e 6 mesi per l’ex tesoriere. L’altro figlio di Bossi, Riccardo, era già stato condannato in abbreviato a un anno e otto mesi (per circa 158 mila euro di fondi sottratti dai conti del Carroccio). “Me l’aspettavo. Ma non ho nulla da rimproverarmi. E’ solo il primo grado, andiamo avanti”, questo il commento di Bossi jr che ha ammesso: “Tornassi indietro non mi candiderei”. “Sentenza ingiusta”, ha detto Belsito. Amaro il tweet di Roberto Maroni: “Mi spiace per Umberto, persona straordinaria. Mi spiace per lui, non per quelli che hanno sfruttato lui e la sua malattia in modo vergognoso”.
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Lega,Renzo Bossi dopo la condanna:”Ormai allevo capre e maiali ma il Carroccio mi manca”
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La decisione del giudice Maria Luisa Balzarotti è arrivata nel processo The Family, così ribattezzato per il nome scritto sulla cartella di documenti sequestrata allora a Belsito in cui comparivano quelle che sono state giudicate spese private della famiglia Bossi pagate però con i soldi del Carroccio arrivati anche dai rimborsi elettorali. La tesi della procura è che per Bossi “sostenere i costi della sua famiglia” con il patrimonio della Lega è stato “un modo di agire consolidato e concordato”.
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Spese private con i soldi della Lega, Umberto Bossi condannato con il figlio Renzo e l’ex tesoriere Belsito
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Stando alle indagini, tra il 2009 e il 2011, l’ex tesoriere della Lega si sarebbe appropriato di circa mezzo milione di euro, mentre l’ex leader del Carroccio avrebbe speso con i fondi del partito oltre 208mila euro. A Renzo sono stati addebitati, invece, più di 145mila euro, tra cui migliaia di euro in multe, tremila euro di assicurazione auto, 48mila euro per comprare una macchina (un’Audi A6) e 77mila euro per la “laurea albanese”.
—–Twitter Pubblica—
Roberto Maroni

@RobertoMaroni_
Mi spiace per Umberto, persona straordinaria. Mi piace per lui, non per quelli che hanno sfruttato lui e la sua malattia in modo vergognoso
12:54 PM – 10 luglio 2017
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“Ho saputo della mia laurea in Albania solo dopo questa indagine”, aveva detto in aula il ragazzo lo scorso luglio testimoniando in aula. “La Lega non ha mai pagato le mie multe né la laurea in Albania dove non sono mai stato”, ha ribadito oggi il ragazzo. “Ho creduto nel progetto del partito fino in fondo – ha aggiunto – sono stato assolto da una parte delle accuse e dopo cinque anni non ci sono ancora le prove che io abbia preso i soldi”.

La foto della laurea albanese finita negli atti dell’inchiesta
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Uno dei difensori di Bossi padre, Marcello Gallo, aveva chiesto al tribunale di sollevare davanti alla Consulta “la questione di legittimità costituzionale della disciplina dell’appropriazione indebita” perché, in sostanza la norma, violerebbe il principio di ragionevolezza in quanto punisce la condotta di “appropriazione di cose comuni” – come è stata da lui inquadrato l’operato degli imputati – mentre reati più gravi come l’appropriazione di oggetti smarriti o di beni avuti per errore sono stati depenalizzati. Il pm Paolo Filippini aveva chiesto proprio 2 anni e 3 mesi per l’ex leader della Lega, 1 anno e mezzo per Renzo e 2 anni e mezzo per Belsito.
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http:milano.repubblica.it/cronaca/2017/07/10/news/spese_personali_con_i_soldi_della_lega_condannato_bossi-170459070/?ref=drnweb.repubblica.scroll-1
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-APPENDICE:BUONA BEFANA PER TROTA,LAUREA IN ALBANIA

-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it ir
MILANO CRONACA
Processo alla famiglia Bossi, il Trota: “Non sapevo di essere laureato”

Renzo Bossi in aula

Il figlio del fondatore sulla laurea in Albania che secondo l’accusa sarebbe stata pagata con i soldi del partito
11 Luglio 2016
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“Ho saputo della mia laurea in Albania solo dopo questa indagine”. Renzo Bossi, detto il Trota, si fa interrogare nel processo in cui è imputato per appropriazione indebita assieme al padre Umberto e prova a difendersi da tutte le accuse, compresa quella di avere acquistato un titolo di studio presso l’Università Kristal di Tirana coi soldi pubblici della Lega.

Laurea documentata nell’inchiesta ‘The family’ e della quale il pm Paolo Filippini gli chiede conto dopo che nelle dichiarazioni iniziali previste per legge, sul titolo di studio si era definito ‘diplomato’. “I documenti sulla mia laurea li ho visti solo quando sono stati pubblicati durante l’indagine – afferma il ragazzo – e sono rimasto perplesso prima di tutto perché la data di nascita scritta sul diploma di laurea è sbagliata”.

Bossi junior spiega di non aver “mai saputo” che l’ex tesoriere e coimputato Francesco Belsito si fosse attivato per fargli conseguire il titolo di studio. “Dopo il diploma parlai in famiglia della mia volontà di andare a fare l’Università in America per completare gli studi e poi tornare e dare alla causa del partito quello che avevo imparato ma poi sono entrato in Consiglio regionale, vivevo tra la Lega e il Consiglio, e non mi sono più posto il problema”.

Nella sua deposizioni Bossi junior esclude “di aver mai chiesto soldi a Belsito perché non ne avevo motivo. Non ricevevo alcuna indennità ma semmai, come tutti gli altri eletti, davo un contributo al partito”. Renzo Bossi inoltre nega di aver mai messo in conto al partito le multe prese dai due autisti che “dal 2010 mi accompagnavano” e ai quali “misi a diposizione la mia macchina: di fatto le pagai io e mi trovai a fare la rateizzazione con Equitalia e a versare 14mila euro”. “Sono accusato per una appropriazione indebita che non vedo”.

Umberto Bossi in aula

In aula anche il fondatore del Carroccio, che affida al suo difensore la lettura di una lunga dichiarazione spontanea. Il senatur spiega, una volta lasciata l’aula dell’Ottava sezione penale del Tribunale, che il partito da lui fondato “è vivo e la Lega diventerà più forte di prima nonostante i casini che ci hanno combinato e che sono sfociati in questo processo”. Bossi dice anche che “è un imbroglio. Io vivevo tranquillo perché c’era un limite di spesa di 25mila euro messe dal consiglio federale”. Un limite sotto il quale “c’era una autonomia di spesa. Poi – aggiunge – qualcuno ha sbianchettato sul documento” in mano alla banca quella cifra. “Quando mi sono dimesso nell’aprile 2011 la Lega aveva 41 milioni di euro che sono spariti”.

http:milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/11/news/processo_the_family_renzo_bossi_sulla_laurea_in_albania_non_sono_mai_stato_all_universita_-143853138/?ref=drnweb.repubblica.scroll-3

REAZIONE:CASCATO DALLE NUVOLE,!BUONA BEFANA TROTA,TI SEI LAUREATO”.

PD:BOSSI,”THE FAMILY BEFANA”:NON SANNO MAI NULLA,CASCANO DALLE NUVOLE IN TRIBUNALE.RICCARDO NON SAPEVA DI ESSERE LADRO,FIGLIO DI BOSSI E TERUN,IL TROTA NON SA DI ESSERSI LAUREATO.BUONA BEFANA AI BOSSI,SIETI IN GABIA¡¡¡¡

6 GENNAIO 2018:BUONA BEFANA

-SU LA REPUBBLICA:
REP TV EDIZIONE MILANO

Epifania nel Varesotto, a Castellanza “le Befane” del Cai scalano il campanile

VIDEO:


In quattro si sono calati dal campanile della chiesa di San Bernardo, mentre altri due l’hanno scalato dal basso: a Castellanza, nel Varesotto, il momento più atteso della giornata dell’Epifania è ormai da anni l’esibizione delle Befane del Club Alpino Italiano, organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Rione In Giò. Al termine dell’evento, gli esperti rocciatori travestiti da vecchine cariche di doni, hanno distribuito caramelle ai numerosi bambini presenti
(testo di Lucia Landoni)
06 gennaio 2018
https:video.repubblica.it/edizione/milano/epifania-nel-varesotto-a-castellanza-le-befane-del-cai-scalano-il-campanile/293841/294451

8 GENNAIO 2018:VITTORIA,MARONI SE NE VA

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

ELEZIONI 2018, IL VERTICE AD ARCORE

Centrodestra, varata l’alleanza a quattro Maroni dice addio alla Regione|Ministroo premier, la scommessa del Governatore

di Paola Di Caro e Marco Cremonesi
Dal vertice ad Arcore sì al quarto polo centrista. Accordo sul programma: via la legge Fornero, flat tax e controllo dell’immigrazione. E per la Lombardia. dopo il passo indietro del governatore leghista, ora serve un nuovo candidato
Il vertice ad Arcore sotto l’albero di NataleI programmi di Forza Italia, Lega e FdI: cosa li unisce, che cosa li divide
Berlusconi fa gli onori di casaIl nuovo simbolo di Forza Italia per le elezioni: c’è scritto «Berlusconi presidente»
Elezioni in Lombardia, se Maroni rinuncia al bis in pole position c’è l’ex sindaco di Varese Attilio Fontana

REAZIONE:IL FORFAIT DI MARONI E’ LA SOLA NOTIZIA VERA DI QUESTO TITOLARE,IL RESTO SONO SPECULAZIONI.TORNA MINISTRO?GIA DETTO, SPECULAZIONI,OTTIMISMO ECCESIVO,LE SOLITE FANFARRONATE PROPAGANDISTICHE DELLA LEGA E QUESTO CENTRODESTRA CHE SA PIU DI FUGA IN AVANTI CHE DI VERA POSSIBILITA.PRENDENDO ATTO DELLA SUA REALE POSIZIONE ATTUALE SIA PENALE CHE POLITICA E DEI SUOI VERI NUMERI ELETTORALI(E ILSOLO SONDAGGIO VALIDO E’ QUELLO DELLE URNE)MEGLIO PENSARE CHE TUTTA LA SUA COMPAGINE ¨GOVERNATIVA” E’ GIA IN GALERA O SOTTO PROCESSO,E ANCHE LUI GIA PROCESSATO RISCHIA FARE LA STESSA FINE ,SENZA DIMENTICARE CHE L’OMBRA DELLA SEVERINO GIRA INTORNO ALLA SUA TESTA.QUINDI QUESTA NON CANDIDATURA POTREBBE BENISSIMO  ESSERE UNA “USCITA DI SCENA ELEGANTE”.

FELICE ANNO NUOVO,JOYEUX ANNÉ,HAPPY NEW YEAR

1 GENNAIO 2018:E’ GIA ANNO NUOVO,FELICITA

-SU GOOGLE.NEWS:
Repubblica.it
ESTERI
Capodanno 2018, i festeggiamenti nel mondo per l’arrivo del nuovo anno

I fuochi d’artificio nella baia di Auckland, in Nuova Zelanda, la prima grande metropoli a dare il benvenuto al nuovo anno, 12 ore prima rispetto a Roma. A seguire Sydney dove, come da tradizione, c’è stato un grande spettacolo pirotecnico nella baia dell’Opera House. Poi le grandi città asiatiche, da Seul a Pechino, da Tokyo a Hong Kong. Gli ultimi a festeggiare saranno gli abitanti delle American Samoa (23 ore dopo rispetto alle vicinissime Western Samoa, tra le prime a brindare al 2018)
31 Dicembre 2017

http:.repubblica.it/esteri/2017/12/31/foto/da_auckland_alle_isole_samoa_i_festeggiamenti_nel_mondo_per_l_arrivo_del_2018-185556643/1/

3 GENNAIO 2018:BUONA EPIFANIA(BUONA BEFANA)

-NEL MONDO DI LINGUA SPAGNOLA SI CONMEMORA IL GIORNO DELLA SEGRETARIA,A TUTTE LORÓ BUONA BEFANA.

-SU GOOGLE:

Epifania 2018, arriva la Befana: ecco le IMMAGINI più divertenti per gli auguri su Whatsapp e Facebook [GALLERY]
Filomena Fotia
12 ore fa

“L’Epifania tutte le feste le porta via!“: a chiudere la fase festiva arriva appunto l’Epifania, che la Chiesa cattolica celebra il 6 gennaio.
E’ considerata una delle massime solennità, assieme a Pasqua, Natale, Pentecoste e Ascensione.
Il termine (utilizzato dai greci per indicare l’azione o la manifestazione di una divinità mediante miracoli, visioni, segni ecc., derivante dal greco “Epiphàneia”, che significa letteralmente “manifestazione”, “venuta”, “presenza divina”) si riferisce, oggi, specificamente, alla prima manifestazione pubblica della divinità con la visita dei Re Magi al Bambinello Gesù.
Con l’Epifania, il mondo cristiano ricorda, quindi, l’incontro dei Re Magi con Gesù Bambino e la loro conversione alla nuova dottrina.

Come ormai ben noto le festività vedono un’invasione di post dedicati: su Facebook e WhatsApp veniamo bombardati di frasi, immagini e video di auguri.

Dopo Natale e Capodanno, è ora il momento di chiedersi dove poter trovare immagini e gif simpatiche da inviare alle persone a noi care in occasione dell’Epifania. In alto, nella gallery, ne proponiamo una selezione da utilizzare per gli auguri su WhatsApp, Facebook, e qualsiasi altra app o piattaforma social che preferite.

Per approfondire:

6 gennaio, è il giorno dell’Epifania: le origini della Befana tra storia e leggende

http:.meteoweb.eu/foto/epifania-2018-befana-immagini-gif-auguri-whatsapp-facebook/id/1024305/

1  GENNAIO 2018:AMBIENTE
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Tempête Carmen : un mort, près de 30 départements en alerte orange
Par   Le figaro.fr
Mis à jour 
Une nouvelle tempête, «Carmen», pourrait frapper la France le 1er janvier
Si un redoux est attendu sur la France dans les prochaines heures, un coup de vent est anticipé des côtes de la Manche à la côte aquitaine pour le jour de l’An

VIDÉO – Un fort coup de vent est annoncé de la Bretagne jusqu’en Corse ce 1er janvier 2018. Un homme a été tué ce dimanche vers 13 heures par la chute d’un arbre dans les Pyrénées-Atlantiques. Voici les dernières prévisions.

Après «Ana» les 10 et 11 décembre qui a soufflé jusqu’à 161 km/h sur l’Île de Ré, puis «Bruno» les 26 et 27 décembre qui a provoqué des rafales de plus de 150 km/h au Cap Béar (Pyrénées-Orientales), la tempête Carmen est annoncée pour ce 1er janvier 2018.

» LIRE AUSSI – Les vagues de froid polaire sont bien liées au réchauffement de la planète

«Une tempête va balayer la France pour le jour de l’An, lundi, des côtes de la Manche à la côte aquitaine avant de se diriger vers le sud-est», prévoit La Chaîne météo (société du groupe Figaro). La tempête a déjà fait une première victime: un homme a été tué ce dimanche vers 13 heures à Esterençuby (Pyrénées-Atlantiques) par la chute d’un arbre sur sa voiture provoquée par des vents violents.

Dimanche après-midi, l’organisme a placé plusieurs dizaines de départements en alerte orange vents violents. Ces départements sont:

09 – Ariège , 11 – Aude , 16 – Charente, 17 – Charente-Maritime, 19 – Corrèze, 23 – Creuse, 24 – Dordogne, 29 – Finistère, 31 – Haute-Garonne, 32 – Gers, 33 – Gironde, 36 – Indre, 37 – Indre-et-Loire, 40 – Landes, 44 – Loire-Atlantique, 46 – Lot, 47 – Lot-et-Garonne, 49 – Maine-et-Loire, 56 – Morbihan, 64 – Pyrénées-Atlantiques, 65 – Hautes-Pyrénées, 79 – Deux-Sèvres, 81 – Tarn, 82 – Tarn-et-Garonne, 85 – Vendée, 86 – Vienne, 87 – Haute-Vienne.

Dans le même temps, Météo France a placé toute la façade ouest en vigilance orange, ce qui comprend une vingtaine de départements. Le centre du pays est également en vigilance, ainsi que le Val-de-Loire et la Normandie.

Voici les prévisions émises par notre partenaire:

Lundi matin, entre 8 et 12 heures, le vent soufflera en tempête de la Bretagne à l’Aquitaine avec des vents jusqu’à 120-140 km/h sur les caps, côtes et îles exposés (et localement 150 km/h entre Belle-Île et la Gironde). Dans les terres, les vents souffleront à 100-110 km/h des Pays-de-la-Loire au Poitou.

De 12 à 16 heures, ces vents violents gagnent toutes les régions allant du Val-de-Loire au Limousin avec des rafales à 100-110 km/h.

De 16 à 20 heures, c’est au tour de la Bourgogne, de l’Auvergne et de l’Occitanie d’être balayées par ces vents violents avec des rafales à 140 km/h en montagne, 100-110 km/h en plaine et localement 120 km/h entre le Midi-toulousain et le département de l’Aude.

A partir de 20 heures et jusqu’à mardi 06h, la Provence et la Corse seront balayés par des vents violents. C’est en Corse que la situation sera la plus délicate avec des rafales à 150 km/h sur les caps et côtes exposés et 130 km/h en montagne.

En fin de nuit de lundi à mardi, la tempête Carmen s’évacuera de nos frontières. Mais en raison de conditions météo qui resteront dépressionnaires, d’autres coups de vent sont prévus jusqu’en fin de semaine accompagnés d’un risque élevé de submersion littorale au moment de la pleine mer à cause des forts coefficients de marée (107 jeudi).

Aucune région ne devrait être épargnée par les rafales de vent. Carmen pourrait entraîner des dégâts dus à des chutes de toitures ou d’arbres pouvant endommager le réseau électrique. Dans le Finistère, 400 foyers étaient privés d’électricité en raison des forts vents dimanche matin.

Ce ne sera sans doute pas aussi violent que les tempêtes Lothar et Martin qui avaient frappé l’Europe entre le 26 et le 28 décembre 1999, mais il existe cependant un facteur aggravant pour la façade Atlantique: les forts coefficients de marée. De fait, «conjugués à des vents violents et à une mer très forte, ces forts coefficients entraîneront un risque de submersion au moment des pleines mers, sur les côtes de la Manche et la côte Atlantique», explique La chaîne météo.

La préfecture de Bretagne a appelé à la vigilance de samedi à lundi sur les côtes de la Manche sur son compte Twitter, et des animations du Nouvel an, notamment des baignades, ont été annulées dans la région en raison des conditions météo.


Pourquoi Carmen?

La tempête a été baptisée par Météo-France d’après une liste de noms établie par ordre alphabétique en partenariat avec les services météorologiques espagnol et portugais. L’organisme météo souligne que «donner un nom aux tempêtes permet de communiquer plus efficacement», et que des sondages ont montré que «la population est beaucoup plus attentive aux consignes de sécurité quand la menace de vent fort est clairement identifiée comme reliée à une tempête nommée».

* La chaine météo est une société du groupe Figaro

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http:.lefigaro.fr/sciences/2017/12/29/01008-20171229ARTFIG00096-une-nouvelle-tempete-carmen-pourrait-frapper-la-france-le-1er-janvier.php
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Les vagues de froid polaire sont bien liées au réchauffement de la planète
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Par  Marielle Court
Mis à jour
Publié
TOPSHOT – A person looks out over the snow-covered city of Lyon on December 18, 2017. / AFP PHOTO / JEFF PACHOUD

INFOGRAPHIE – Les grands coups de froid venus de l’Arctique sont une conséquence du changement climatique.

Cela peut être quelques jours au cœur de l’hiver, parfois un peu plus. Tous les commentaires se concentrent alors sur une seule expression «il fait un froid polaire!». Les températures descendent bien en dessous de ce que l’on connaît en temps normal. Les passants qui s’aventurent dehors accumulent les couches de vêtements, les enfants se transforment en Bibendum et ceux qui doutent encore de la réalité du réchauffement climatique triomphent! À tort.

Ces terribles lames de froid qui cinglent à certains moments l’Europe viennent bien des zones arctiques. Ce fut …

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http:.lefigaro.fr/sciences/2017/12/27/01008-20171227ARTFIG00191-les-coups-de-froid-polaire-sont-lies-au-rechauffement.php

REAZIONE:PURE RESTANDO UN FERMO SOSTENITORE DELL’AMBIENTALISMO NON CREDO PIU TANTO AL CAMBIO CLIMATICO,NON CI SONO PROVE SCIENTIFICHE NE EVIDENZE DETERMINANTI CHE GIUSTIFICHINO UN TALE ALLARMISMO  CATASTROFISTA(1).E COMUNQUE SIA NON CREDO CHE I SOLI BENEFICIARIE DELL’ACCORDO DI PARIGGI DEVANO ESSERE I BRICS CON CINA IN TESTA E L’EUROPA E LA NUOVA ERA A PAGARE I COSTI MAGGIORI DELLA GUERRA AL CARBONIO.
PD:QUALSIASI SOMMIGLANZA FRA QUESTA “ONDA POLARE” CHE SCENDE DALL’ARTICO E LA SIGNORA A CAVALLO DI UNA  SCOPA AVVISTATA DALL’AEREO DI LINEA NULLA CENTRA CON LA BEFANA ED E’ SOLO CASUALITA…….
(1)E’ STATA TUTTA UNA MONTATURA DEL DEMOCRATICI,CON ALGORT,E DI OBAMA CHE SI HA MESSO DI ACCORDO CON LA CINA PER FARE PAGARE IL COSTO DELLO SMOG A EUROPA E LA NUOVA ERA,CIO’E’ LA NUOVA INDUSTRIALIZAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE DELLE TELECOMUNICAZIONE E NON SOLO.IL CAMBIO CLIMATICO NON HA PROVE SCIENTIFICHE .NE VERE NE SUFFICENTE.

-APPENDICE:

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Les superbes images de l’éruption d’un volcan en Indonésie

Par Journaliste Figaro Le figaro.fr Journaliste Figaro AFP agence

Mis à jour le 29/12/2017 à 11:15

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Le volcan Sinabung, sur l’île indonésienne de Sumatra, a craché des flammes et une épaisse colonne de cendres brûlantes très haut dans l’atmosphère cette semaine, dans la plus grande éruption de l’année.
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EN IMAGES – Ces derniers jours, le volcan Sinabung, sur l’île indonésienne de Sumatra, a craché des flammes et une épaisse colonne de cendres brûlantes très haut dans l’atmosphère.

Le volcan Sinabung, sur l’île indonésienne de Sumatra, a craché cette semaine des flammes et une épaisse colonne de cendres brûlantes très haut dans l’atmosphère. Un responsable local estime qu’il s’agit là de la plus grande éruption de l’année. Les dernières images envoyées par les agences sont spectaculaires.

Des milliers d’habitants alentour ont été affectés par les rejets de cendres et de fumée, mais personne n’a été sérieusement blessé dans la mesure où la zone de danger avait été évacuée, a déclaré un porte-parole de l’agence de gestion des catastrophes naturelles, Sutopo Purwo Nugroho.

This timed-exposure photo taken on December 28, 2017 shows Moung Sinabung volcano spewing lava that lights up the night sky in Karo, North Sumatra.
Mount Sinabung roared back to life in 2010 for the first time in 400 years, after another period of inactivity it erupted once more in 2013, and has remained highly active since. / AFP PHOTO / Lana PRIATNA

L’éruption de mercredi était «la plus grande éruption de l’année au regard des coulées pyroclastiques et de la surface recouverte de cendres», détruisant les cultures de centaines d’agriculteurs, a ajouté Nugroho.

Vendredi, le volcan a encore craché une colonne de cendres brûlantes atteignant jusqu’à 4 kilomètres dans l’atmosphère, un peu moins haute que deux jours auparavant, selon la même source.

Le Sinabung, entré dans une longue éruption en 2013 après au moins 400 ans de sommeil, est l’un des 129 volcans actifs en Indonésie, archipel situé sur la «ceinture de feu du Pacifique», un alignement de volcans qui bordent l’océan Pacifique en suivant un ensemble de limites de plaques tectoniques et de failles sismiques.

This timed-exposure photo taken on December 28, 2017 shows Moung Sinabung volcano spewing lava that lights up the night sky in Karo, North Sumatra.
Mount Sinabung roared back to life in 2010 for the first time in 400 years, after another period of inactivity it erupted once more in 2013, and has remained highly active since. / AFP PHOTO / Lana PRIATNA

LANA PRIATNA/AFP
Le volcan le plus actif du pays, le Merapi, situé sur l’île de Java et culminant à près de 2900 mètres d’altitude, a connu depuis 2010 une série d’éruptions qui ont provoqué la mort de plus de 350 personnes.

Un autre volcan, le mont Agung à Bali, qui gronde depuis des semaines, a entraîné l’évacuation de dizaines de milliers d’habitants alentour et provoqué la fermeture fin novembre, pendant trois jours, de l’aéroport de l’île la plus touristique d’Indonésie.

» LIRE AUSSI – Séisme meurtrier en Indonésie: alerte au tsunami

http:.lefigaro.fr/sciences/2017/12/29/01008-20171229ARTFIG00061-les-superbes-images-de-l-eruption-d-un-volcan-en-indonesie.php

2 GENNAIO 2018:MESSAGGIO PAPALE,UN ANNO IN PIU DI GUERRRE E DEGRADO UMANO,SOCIALE E….AMBIENTALE ANCHE

-SU LE FIGARO:

Le Pape déplore une année de guerres et d’injustices

Par  

Mis à jour 

Le pape François a déploré dimanche que 2017 ait été une année marquée par les guerres, les mensonges et les injustices et a invité tout un chacun à assumer la responsabilité de ses actes.

» LIRE AUSSI – Le Pape se dresse contre les «vents de guerre»

S’exprimant lors des vêpre de fin d’année dans la basilique Saint-Pierre, le souverain pontife a estimé que les êtres humains avaient «défraîchi et blessé» l’année qui s’achève «avec des oeuvres de mort, des mensonges et des injustices».

Les guerres, a-t-il dit dans son homélie, sont «le signe flagrant de cet orgueil récidiviste et absurde» de l’homme mais d’autres offenses ont causé «de nombreuses formes de dégradation humaine, sociale et environnementale».

De tout cela, a t-il souligné, «nous devons prendre nos responsabilités devant Dieu, nos frères et la Création».

Le Saint-Père n’a pas donné d’exemple précis mais il a au fil de l’année dénoncé les bombardements à l’arme chimique en Syrie, invité à faire baisser la tension géopolitique dans la péninsule coréenne, s’est rendu en Colombie pour y vanter les efforts de paix et, il y à peine un mois, en Birmanie où la minorité musulmane des Rohingyas est, selon l’ONU, persécutée.

A l’issue de ces vêpres, François est sorti sur la place Saint-Pierre, a serré des mains et posé pour des photos avant de faire une priére devant la crèche de Noël grandeur nature.

Le pape François exprime sa solidarité envers les Coptes d’Egypte
Le pape François a exprimé sa solidarité envers les Coptes d’Egypte lors de la dernière prière dominicale de l’année. Vendredi, la communauté a de nouveau été la cible d’un attentat du groupe Etat islamique. Neuf personnes sont mortes.
Le Figaro.fr avec Reuters

http:.lefigaro.fr/flash-actu/2017/12/31/97001-20171231FILWWW00094-le-pape-deplore-une-annee-de-guerres-et-d-injustices.php
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4 GENNAIO 2017:RUSSIAGATE,EQUILIBRI IN EUROPA ORIENTALE,CRIMEA E LA NUOVA ERA

-SU LA STAMPA

Le rivelazioni dell’ex stratega in un libro. Il presidente lo insulta e lo diffida
REUTERS

Donald Trump e Steve Bannon

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Pubblicato il 03/01/2018
Ultima modifica il 04/01/2018 alle ore 07:53

L’ex capo stratega della Casa Bianca, ed anima nera di Donald Trump, Steve Bannon, licenziato lo scorso agosto, «ha perso la ragione». Questa la reazione del presidente Usa dopo che Bannon ha definito in un libro in uscita nei prossimi giorni «sovversivi» gli incontri tra Donald jr ed emissari russi a giugno del 2016, aggiungendo che sono state conversazioni «antipatriottiche», perché cercavano di ottenere informazioni da usare contro la rivale democratica Hillary Clinton. E proprio per il libro i legali del presidente hanno inviato una lettera di diffida a Bannon, per aver violato un presunto accordo di non divulgazione «svelando informazioni confidenziali e facendo dichiarazioni denigratorie e in alcuni casi del tutto diffamatorie», secondo quanto scrive il New York Times.

Bannon ritiene che anche Donald Trump abbia partecipato all’incontro con esponenti russi alla Trump Tower durante la campagna elettorale, ipotizzando che il figlio Donald Jr abbia portato gli ospiti nell’ufficio del padre. «La possibilità che Donald Jr non abbia portato questi jumos (parola apparentemente inventata, ndr) su nell’ufficio del padre al 26/mo piano è zero», afferma.

«Steve Bannon non ha nulla a che fare con me o con la mia presidenza. Quando è stato licenziato non solo ha perso il lavoro ma anche la ragione. Steve era un membro dello staff che ha lavorato per me dopo che io avevo già vinto la nomination (repubblicana alla presidenziali a maggio del 2016, ndr) sconfiggendo 17 candidati spesso descritti come i più talentuosi mai riuniti dal partito Repubblicano». Così Trump ha preso definitivamente le distanze dal suo ex più fidato consigliere entrato in rotta di collisione però con «Javanka», come lui spregiativamente chiama la coppia formata dal genero Jared Kushner e la moglie e figlia prediletta del presidente, Ivanka Trump, con cui non ha mai legato e – sbagliando – ha pensato di poter contare più di loro.

L’acrimonia e il risentimento di Bannon è contenuto in un libro, «Fire and Fury: inside the Trump White House», che riferisce da dietro le quinte i colloqui con gli uomini della Amministrazione Trump, in uscita la settimana prossima, ma di cui che il quotidiano britannico Guardian ha pubblicato diversi: estratti. Il quadro non è edificante: si ha l’impressione di aver a che fare con uno staff ed un presidente che si trascinano, improvvisando, da una crisi all’altra senza un piano preciso, e soprattutto in mezzo a mille scontri e mille guerricciole interne, di quelle che logorano chi il potere ce l’ha. Un clima di sfiducia reciproca tra cordate e individualità che non risparmia nemmeno la persona dello stesso Presidente.

Il racconto, logicamente, non comincia con il discorso inaugurale del 20 gennaio 2017, ma dagli ultimi mesi della campagna elettorale. Da quando, cioè, Bannon assunse il ruolo di capo esecutivo della macchina elettorale del candidato repubblicano ormai in pieno recupero sulla democratica Hillary Clinton.

Bannon, tornato dopo la giubilazione a dirigere il suo sito di destra «Breitbart News», non ha peli sulla lingua, e infatti usa spesso un linguaggio colorito. E rivela, tra le altre cose, i dettagli dell’incontro che ebbe luogo nel giugno del 2016 alla Trump Tower. C’erano tutti gli uomini del futuro presidente: il figlio Donald Jr, il genero Jared Kushner, l’allora presidente della campagna elettorale Paul Manafort (oggi in grossi guai proprio per via dell’inchiesta del Russiagate) e l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya. Un intermediario, conferma Bannon dopo le rivelazioni del New York Times di qualche tempo fa, aveva promesso materiale che avrebbe incriminato Hillary Clinton. Si tratta esattamente si quella circostanza per cui il giovane Trump, che ebbe l’insensatezza di scrivere in una email a riguardo «Amo tutto questo», è stato successivamente messo sotto torchio dagli inquirenti americani. Nessuno dei partecipanti da parte americana sentì il bisogno di avvertire l’Fbi o l’autorità giudiziaria che alcuni cittadini russi si stavano immischiando in modo sospetto nella campagna elettorale più importante per gli Stati Uniti

http:.lastampa.it/2018/01/03/esteri/bannon-incontri-sovversivi-tra-trump-jr-e-i-russi-e-donald-si-infuria-ha-perso-la-testa-eHzpSUtlLXVORO2YAPZq7M/pagina.html

 

REAZIONE:LA NUOVA ERA NON SI OCCUPPA DI POLITICA,MA LA POLITICA SI DELLA NUOVA ERA:QUESTE PAGINE HANNO APOGGIATO LA PRESA DI CRIMEA NEL MIGLIORE INTERESSE DELLA NUOVA ERA E LA DEMOCRAZIA IN QUANTO E TANTO A PROPIZIARE IL NUOVO REGIME CRIMEO E’ DIMITRIV MEDVEDIEV,SE NON OPPOSITORE A PUTIN SI UN SOSTENITORE DELLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA,E VITTIMA DI PUTIN CHE LO HA CACCIATO DELLA PRESIDENZA,E IN QUANTO E TANTO A KIEV,UCRANIA,SI HA INSEDIATO UN TERRORISTICO REGIME NEONAZI NATO DA UN COLPO DI STATO.MA LA NUOVA ERA NON APOGGIA PUTIN E SI INVECE LE SANZIONI ECONOMICHE AL SUO REGIME CHE MI AUSPICO VENGA FATTO CADERE DALL’INTERNO CON ELEZIONE DEMCRATICHE
IN QUANTO ALLE REGIONI LIBERATE DELLA UKRANIA NON CI SONO PROVE CHE SIANO MILITARMENTE SOSTENUTI DALLA RUSSIA,SOLO UMANAMENTE,ANZI LE REGIONI DEL DONBASS PURE DICENDOSI PRO RUSSI SI PROCLAMANO EQUIDISTANTI SIA DALLA UNIONE EUROPEA CHE DEL REGIME DELL’EX-KGB PUTIN,DUE AREE POLITICHE DIVENUTE NON DEMOCRATICHE.
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