FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 288

16 MAGGIO 2016:BREXIT O PATTO

corriere.it

Boris Johnson: L’Unione Europea ha gli stessi obiettivi di Hitler»

REFERENDUM

Milano, 15 maggio 2016 – 10:23

Il paragone choc dell’ex sindaco di Londra scatena dure reazioni nel fronte europeista: «Usa il periodo più nero della nostra storia. La verità è che l’Europa ha portato la pace»

Boris Johnson (Getty/Cardy)

Boris Johnson (Getty/Cardy)Boris Johnson (Getty/Cardy)

L’Unione europea come Hitler: il paragone viene da Boris Johnson, 51 anni, parlamentare conservatore e leader de facto della carovana Brexit che punta all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Dice Boris: «Napoleone, Hitler e altri nella storia hanno cercato di unificare l’Europa. E hanno fallito». La Ue è «un tentativo di realizzare lo stesso obiettivo con altri mezzi» ha detto l’ex sindaco di Londra in un’intervista choc al Sunday Telegraph.

Gli antichi romani

Johnson tira in ballo anche l’Impero Romano: In molti nel corso della storia hanno cercato di riscoprire «l’età dell’oro« del passato, il periodo di «pace e prosperità» di cui ha goduto il continente «sotto i Romani». Quello che manca, secondo mister Brexit, «è sempre l’eterno problema: non c’è un’autorità che tutti rispettino o comprendano. E questo produce il grande vuoto di democrazia che stiamo vivendo».

«Giochi sporchi»

Il paragone Bruxelles-Hitler, in un Paese che ha sopportato i bombardamenti nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, ha provocato dure reazioni. L’ex ministro Yvette Cooper, che con il partito Laburista milita nel fronte europeista in vista del referendum del 23 giugno, ha accusato Johnson di «cinismo e vergognosa mancanza di giudizio». «Johnson non dovrebbe giocare sporco usando il capitolo più nero della storia europea» per fini elettorali. La verità, ricorda Cooper, è che «l’Unione Europea ha avuto un ruolo cruciale nel mantenimento della pace dalla Seconda Guerra Mondiale fino a oggi».

Testa a testa

A sei settimane dal referendum, i sondaggi danno alla pari i due fronti («Remain» contro Brexit»). Disuniti alla meta. Il leader laburista Jeremy Corbyn chiama a raccolta i suoi, alla manifestazione di oggi a Londra, perché «il problema non è l’Unione Europea ma il governo conservatore». Corbyn accusa il premier pro-Ue David Cameron di «aver fallito» i negoziati di riforma con Bruxelles. Cameron glissa sulle critiche del rivale-alleato. Ieri durante un discorso elettorale nell’Oxfordshire il premier si è concentrato sulla questione economica: «Uscendo dall’Unione perderemmo i finanziamenti per progetti vitali in tutte le regioni della Gran Bretagna». Alle spalle di Cameron, nei comizi pro-Europa, campeggia un grande cartellone con scritto: «L’uscita dalla Ue costerebbe a ogni famiglia 4.300 sterline». Alle spalle di Boris Johnson, che si candida chiaramente a prendere il post dell’ex amico David alla guida del governo, campeggiano i fantasmi di Hitler e di Napoleone. Sullo sfondo, bontà sua, un riconoscimento all’«età dell’oro» dell’Impero Romano. Paragone per paragone, assurdo per assurdo: chi baratterebbe l’autoritaria Pax Romana alla «pace burocratica» dell’Unione Europea?

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http:corriere.it/esteri/16_maggio_15/boris-johnson-l-unione-europea-ha-stessi-obiettivi-hitler-008a2412-1a6f-11e6-bdfe-4c04a6b60821.shtml

REAZIONE:HA RAGIONE JHONSON E LA MERCKEL,UN ETERNO PREMIER CHE CON I SUOI POCHI VOTI POTREBBE NON OCCUPARE QUELLA CARICA,E’ IL NUOVO HITLER.PER MEZZI ECONOMICI STA TENTANTO DI,PRIMA UNIFICARE I POPOLI DI LINGUA E RADICI GERMANICHE,DOPO FARE L’ASALTO AL MEDITERRANEO,SA CHE SENZA QUELLO SBOCCO NIENTE E’ POSSIBILE PER LA GERMANIA,E FINALMENTE PREMERE NEL FRONTE EST, UKRANIA.

E I PARANGONI CON IL PASSATO HITLERIANO DI PREGUERRA NON FINISCONO QUI:HA TESSUTO UN PATTO DI NON AGRESSIONE CON LA RUSSIA DI PUTIN(CHE AL RIGUARDO HA SACRIFICATO L’UKRANIA),AL FINE DI POTERE VERSARSI VERSO OCCIDENTE E PIEGARE LA FRANCIA,SEMPRE PER MEZZI ECONOMICI,SI CAPISCE.L’UNIFICAZIONE TEDESCA LI DA UNA OTTIMA CORNICE A QUESTI PIANI POICHE LI E’ DIVENTATO FUNZIONALE L’EX-EUROCOMUNISMO DEI PAESI OCCIDENTALI,(OGGI RICICLATO NELLA SINISTRA RIFORMISTA,IL PD,SOCIALISTI,ECC)COMPRESO IN UN CERTO SENSO IL CORBYN BRITTANICO.

CAMERON CON LA SUA MACHIAVELICA GESTIONE DEL REFERENDUM E’ DIVENTATO ANCHE FUNZIONALE A TALE PROGETTO:SI ILLUDE DI POTERE PIEGARE IL NEOLIBERALISMO AGLI INTERSSI ECONOMICI DELLA GRAN BRETAGNA,OSCILLA DUBITANTE  FRA LA LEALTA AI VALORI ANGLOSASSONI(OGGI ABBASTANZA OSCURATI),E L’APPARTENENZA ALL’EUROPA,MENTRE DIVENTA ANCHE UTILE AI RICATTI DEL TERRORISMO.INSOMMA UN NUOVO LORD CHAMBERLAIN E’ CAMERON.SPERIAMO CHE LA GRAN BRETAGNA NON ABBIA DI NUOVO BISOGNO DI UN ALTRO CHURCHIL.

MA QUI FINISCONO I PARANGONI RAGIONABILI DI JHONSON:LA SUA VEDUTA STORICA DIMENTICA DI ELENCARE L’INTENTO  UNIFICATORIO EUROPEO DEL GESUITA CARLOS V IL RE SPAGNOLO SUI QUI DOMINI “NON TRAMONTAVA MAI IL SOLE”(1) E DIMENTICA CHE L’IMPRESA DI NAPOLEONE E’ STATA PIU CHE UNIFICARE L’EUROPA ESPORTARE IL VALORI DELLA LIBERTA E LA RIVOLUZIONE FRANCESE IN TUTTO IL MONDO.PER QUANTO RIGUARDA ALL’UNIFICAZIONE EUROPEA DI NAPOLEONE SECONDO ME E’ STATA RIUSCITA SOLO CHE HA DURATO TROPPO POCO,E QUESTO PERCHE FRA L’ALTRO LA GRAN BRETAGNA HA APOGGIATO,E’ STATA PARTE ,”DELL’ETERNO PROBLEMA” DI QUI PARLA,UNIFICANDO E LIDERANDO QUELLI CHE NON VOLEVANO LA GUIDA NAPOLEONICA IN UNA COALIZIONE DI PAESI  CHE LO PORTARONO ALLA SCONFITTA IN WATERLOO.E PURTROPPO NON SI PUO DIRE CHE LI ABBIA RISERVATO UN DESTINO DA NEMICO,MA UN LUNGO ESSILIO DORATO IN SANTA ELLENA.

PER QUANTO RIGUARDA ALLA PAX ROMANA-BRUXELLESE SECONDO ME RUMORI DI SPADE SI SONO TORNATI A SENTIRE CON L’UNIFICAZIONE DOPO 50 ANNI DI “PACE FREDDA”,IN UN EQUILIBRIO INSTABILE SI MA PACE IN FIN DEI CONTI.E LA PACE E’ STATA POSSIBILE FRA L’ALTRO PER QUESTO:L’EUROPA NON VUOLE PIU VERSARE SANGUE EUROPEA NEL SUO SUOLO.

(1)IL DOMINIO DI CARLOS V NON E’ STATO RAGGIUNTO PER LA FORZA COME NAPOLEONE MA ERA POLITICO,NATO DAL COMPLESSO INTRECCIO SANGUINEO DELLE UNIONI DI FAMIGLIE REALI E ARISTOCRATICI.UN DOMINIO POLITICO-AMMINISTRATIVO COME QUELLO DELL’UE SE VUOI.

-ILLUSTRAZIONE:La Colomba della Pace di Picasso

Pablo Picasso, Colomba della Pace, 1961

17 MAGGIO 2016:RISPOSTA ANIMALISTA A BERGOGLIO

-SU YouAnimal.it:

Per Papa Francesco l’amore per gli animali è “pietismo”
papa francesco

14.05.2016 | 5:25 PM ATTUALITA’ E STORIE

L’ EMPATIA PER GLI ANIMALI NON E’ ALTERNATIVA A QUELLA PER GLI UMANI

L’AMORE NON E’ A COMANDO

PIETISMO POSSONO ESSERE  ANCHE OBOLI ED ELEMOSINE

14 maggio 2016.

Caro Papa Francesco, siamo sicuri che quella di oggi voleva essere un’esortazione all’amore ma, ci chiediamo, perché citare sempre gli animali come esempio di “amore alternativo”? In passato disse che vi sono coppie che non si sposano poiché è “più comodo amare un cane o un gatto” e, in un’altra occasione, che quello per gli animali è “amore programmato e senza reciprocità” (cfr. ad es. http:bit.ly/1TCTqbj).

“Pietismo” possono essere anche le donazioni e gli oboli alla Chiesa e le stesse elemosine ai poveri. Citare sempre gli animali come esempio d’amore alternativo e, oggi, di “pietismo” ci fa pensare che non conosca a fondo il dolore dei tanti, troppi, animali senza casa che vengono adottati con amore, senza che questo sia alternativo a quello verso il prossimo. Chi non prova empatia per gli animali spesso non la prova neppure per i propri simili. Perché, appunto, amore non è a comando.

– See more at: http:youanimal.it/papa-francesco-scambia-lamore-per-gli-animali-per-pietismo/#sthash.XtF5ggoZ.dpuf

17 MAGGIO 2016:BARBARIN E PEDOFILIA,ATTUALIZAZIONE

-SU LE MONDE:Religions

Pédophilie : pour le pape, le cardinal Barbarin ne doit pas démissionner

LE MONDE|16.05.2016 à 19h50,Mis à jour le 17.05.2016 à 01h27

Le cardinal Philippe Barbarin, le 3 avril.
Le cardinal Philippe Barbarin peut, pour l’instant, compter sur le soutien du pape François. Dans un entretien au quotidien La Croix publié mardi 17 mai, le pape estime qu’une démission de l’archevêque de Lyon, mis en cause pour ne pas avoir dénoncé des affaires de pédophilie et d’agressions sexuelles dans son diocèse, serait « un contresens, une imprudence ». « On verra après la conclusion du procès. Mais maintenant, ce serait se dire coupable », juge-t-il dans ce premier entretien accordé à un quotidien français depuis son élection en 2013.

« D’après les éléments dont je dispose, je crois qu’à Lyon, le cardinal Barbarin a pris les mesures qui s’imposaient, qu’il a bien pris les choses en main. C’est un courageux, un créatif, un missionnaire. Nous devons maintenant attendre la suite de la procédure devant la justice civile. »

Mgr Barbarin a admis des erreurs

Le cardinal Barbarin, l’une des personnalités les plus influentes de la hiérarchie catholique française, est ciblé par deux enquêtes pour « non-dénonciation » d’agressions sexuelles commises sur de jeunes scouts entre 1986 et 1991 par un prêtre, le père Bernard Preynat.

Ce dernier, en activité jusqu’en août 2015, a été mis en examen le 27 janvier après avoir reconnu les faits. L’association La Parole libérée reproche à Mgr Barbarin de ne pas avoir dénoncé ses actes à la justice, alors qu’il en était informé depuis 2007.

Lire aussi :   Mis en cause dans deux affaires de pédophilie, le cardinal Barbarin se défend

Archevêque de Lyon depuis 2002, Philippe Barbarin nie avoir couvert de tels faits mais a admis le 25 avril « des erreurs dans la gestion et la nomination de certains prêtres ».

« Il ne peut y avoir de prescription »

Plus largement, concernant la pédophilie, le pape François a souligné qu’« il n’est pas facile de juger des faits après des décennies, dans un autre contexte ». « Mais pour l’Eglise, en ce domaine, il ne peut y avoir de prescription. Par ces abus, un prêtre qui a vocation de conduire vers Dieu un enfant le détruit. Il dissémine le mal, le ressentiment, la douleur. Comme avait dit Benoît XVI, la tolérance doit être de zéro », a-t-il insisté en citant son prédécesseur.

Lire aussi :   Pédophilie : l’Eglise catholique s’engage à mieux écouter les victimes

Secouée depuis plusieurs mois par des scandales de pédophilie, l’Eglise de France a annoncé le 12 avril une série de mesures visant à faire « la lumière » sur ces actes, y compris sur les faits les plus anciens. La Conférence des évêques de France a décidé de créer des cellules d’écoute dans chaque diocèse et de mettre en place une « commission nationale d’expertise indépendante » pour conseiller les évêques.

Lire aussi :   Pédophilie : la salutaire prise de conscience de l’Eglise

La France « exagère la laïcité »

Dans son interview, le pape confirme en outre son projet, régulièrement évoqué, de visite en France. Il avance l’hypothèse d’« un passage à Paris et dans sa banlieue, à Lourdes et par une ville où aucun pape ne s’est rendu, Marseille par exemple, qui représente une porte ouverte sur le monde », mais aucune date n’est pour l’instant envisagée. Il développe au passage sa conception de la laïcité : « Je crois qu’une laïcité accompagnée d’une solide loi garantissant la liberté religieuse offre un cadre pour aller de l’avant », reprochant à la France « d’exagérer la laïcité, de considérer les religions comme une sous-culture ». « Si une femme musulmane veut porter le voile, elle doit pouvoir le faire », juge par exemple le pape.

Face à la crise migratoire, François exhorte de nouveau l’Europe à « intégrer » les migrants, même si « on ne peut pas ouvrir grand les portes de façon irrationnelle ». Farouche partisan de l’Europe, il met en avant la « capacité » européenne à intégrer, citant l’exemple de Sadiq Khan, fils d’immigrés pakistanais et musulman, devenu récemment maire de Londres.

http:lemonde.fr/religions/article/2016/05/16/pedophilie-pour-le-pape-le-cardinal-barbarin-ne-doit-pas-demissionner_4920469_1653130.html

REAZIONE:SULLA LIBERTA RELIGIOSA IN GRAN BRETAGNA NIENTE DI MENO CHE TONY BLAIR,CORELOGIONARIO E AMICO POLITICO DI CAMERON, NON LA PENSA COME LUI:DOPO ESSERE STATO CACCIATO DAL POTERE INSIEME ALLA SUA COMPAGINE DI MINISTRI DELL’OPUS DEI HA DETTO CHE IN GRAN BRETAGNA NON C’ERA LIBERTA RELIGIOSA,CHE SI SENTIVA OPPRESSO DALL’ANGLICANISMO E SI HA CONVERTITO AL CATTOLICESIMO.LA CONVERSIONE GLIELA ACETTATO BENEDETTO XVI.

LA SUA CRITICA ALLA LAICITA SOLO RIFLETTE LA SUA INTENZIONE DI PRESSIONARE LA GIUSTIZIA CIVILE FRANCESE.

-ILLUSTRAZIONE:”COMO UD MANDA SANTISIMO PADRE”

17 MAGGIO 2016:GLIFOSSATO ASSOLTO

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

"Glifosato, improbabile sia cancerogeno" I risultati della commissione Oms-Fao
“Glifosato, improbabile sia cancerogeno”
I risultati della commissione Oms-Fao
“Manca prova relazione tra pesticida e tumori”

-LA NOTA COMPLETA:
Glifosato, l’Oms frena: ”Improbabile che sia cancerogeno”

Commissione congiunta con Fao assolve il pesticida: nessuna evidenza di un’associazione per nessun livello di esposizione

16 maggio 2016

Glifosato, l’Oms frena: ”Improbabile che sia cancerogeno”

Glifosato, l'Oms frena: ''Improbabile che sia cancerogeno''

Germania, protesta di ambientalisti contro l’uso del pesticida (ansa)

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SI allontana l’incubo glifosato, l’erbicida che ha diviso la comunità scientifica in Europa sui rischi intravisti per la salute. A diradare le ombre dell’allarme oggi sono l’Organizzazione mondiale della sanità e la Fao. “È improbabile che l’assunzione di glifosato attraverso la dieta sia cancerogena per l’uomo”, fanno sapere dal meeting del Panel of Experts on Pesticide Residues in Food and the Environment.

Il ridimensionamento è legato alla quantità. “La grande maggioranza delle prove scientifiche – è spiegato nel comunicato – indica che la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 milligrammi per chilo di peso per via orale, la più rilevante per l’esposizione con la dieta, non è associata ad effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi”.

IL TEST Tutti i prodotti sotto esame

Un passo indietro da parte dell’Oms, che a marzo del 2015 aveva classificato il pesticida più utilizzato al mondo come probabile cancerogeno per l’uomo, in uno studio uscito su The Lancet Oncology. “Qualche studio – prosegue, invece, il più documento di Fao e Oms – ha evidenziato un’associazione positiva tra l’esposizione al glifosato e il rischio di linfoma non Hodgkin. Tuttavia l’unico studio, condotto con una grande coorte e di grande qualità, non ha trovato evidenza di una associazione per nessun livello di esposizione”.

Il parere va contro quello di molte associazioni ambientaliste, secondo cui invece il glifosato, contenuto nel RoundUp, prodotto di punta della Monsanto, è associato a un aumento di tumori e di malformazioni nei neonati. Una confusione che rischia di alimentare l’allarme, invece di fare lice sugli effetti, come ricorda Coldiretti esortando a “fare al più presto chiarezza, a tutela dei cittadini e degli agricoltori, disorientati dal rincorrersi di annunci discordanti”, ha dichiarato il presidente Roberto Moncalvo.

A dire la verità tra i detrattori del glifosato c’è anche l’Iarc, l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro, che un anno fa ha inserito la sostanza nel gruppo 2A, quello delle sostanze ‘probabilmente cancerogene’, lo stesso delle carni rosse. Il parere dell’agenzia, scrive però l’Oms, è diverso da quello espresso oggi. “L’identificazione del pericolo, in particolare la classificazione da parte dell’Iarc delle sostanze in base alla loro cancerogenicità – è il primo passo del ‘risk assessment'”.

Contro il parere dell’Iarc si è espressa anche l’Efsa, l’autorità europea sugli alimentari, secondo cui invece il pesticida è sicuro. Lo scontro è particolarmente delicato in Europa, dove diversi ministri, tra cui i nostri Lorenzin e Martina, hanno chiesto di non rinnovare l’autorizzazione all’uso.

Un primo test condotto in Italia da Il Salvagente, nei mesi scorsi, ha rivelato residui dell’erbicida in una cinquantina di alimenti a base di cereali. Quantità che non preoccupano perché registrate nei limiti della legge. Un allarme ingiustificato, dunque, per i produttori pronti a limitare le preoccupazioni: “Nessun rischio per la salute – hanno garantito – neppure mangiando 200 kg di cibo al giorno”. Posizione che oggi trova forza nelle conclusioni tratte da dati diffusi oggi da Oms-Fao.

Una decisione della Commissione Ue sul rinnovo della licenza per l’uso del glifosato è attesa per questa settimana. Durante il meeting è stata revisionata anche la pericolosità del diazinone, un insetticida
usato anche contro le zanzare Aedes aegipty, le cosiddette zanzara tigre portatrici tra gli altri del virus Zika, e di un altro insetticida, il malatione. In entrambi i casi la conclusione è stata che è “improbabile” che queste sostanze siano cancerogene.

http:repubblica.it/ambiente/2016/05/16/news/glifosato_l_oms_improbabile_che_sia_cancerogeno_-139921422/?ref=HREC1-14

17 MAGGIO 2017:LA NUOVA ERA GODE DI BUONA SALUTE

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

NUOVA CONFERMA

 Tumori al cervello, non c’è legame con i telefoni cellulari
Uno studio australiano cerca ha verificato che dal 1987 (quando sono arrivati i cellulari nel Paese) al 2013 non c’è stato un aumento dei casi di cancro
di Vera Martinella

Non ci sono dimostrazioni certe dell’esistenza di un «legame pericoloso» tra telefoni cellulari e tumore al cervello. E’ questa la conclusione a cui giunge un vasto studio australiano che ha analizzato i dati di oltre 34mila persone alle quali, tra il 1982 e il 2012, è stata diagnosticata una neoplasia cerebrale.I telefonini erano già stati «assolti per mancanza di prove» nel 2010 da un’ampia indagine condotta dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (lo Iarc di Lione) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che un anno dopo aveva però fatto un parziale dietrofront, quando un gruppo di 34 esperti al termine di una revisione degli studi sul tema aveva definito i campi elettromagnetici come «possibilmente carcinogeni», concludendo che la radiofrequenze dei telefonini e di altri apparati di comunicazioni wireless «potrebbero causare il cancro negli essere umani».

Lo studio australiano: in 30 anni nessun aumento dei casi di cancro

In questo nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology  gli scienziati australiani sono andati a verificare se, con l’introduzione dei cellulari iniziata nel Paese nel 1987 (oggi utilizzati da oltre il 94 per cento dei cittadini), fosse cresciuto il numero di persone che si sono ammalate di cancro al cervello. «Basandoci sui dati riportati nei registri nazionali relativi alle diagnosi oncologiche effettuate tra il 1982 e il 2013, abbiamo verificato che in questo arco temporale si sono ammalati di una neoplasia del sistema nervoso oltre 14mila donne e quasi 20mila uomini australiani – scrivono gli autori della ricerca -. Non abbiamo verificato quanto i pazienti abbiano utilizzato il cellulare, ma dai numeri emerge che non c’è stato un incremento dei casi tumori cerebrali, con la sola eccezione della fascia d’età tra i 70 e gli 84 anni. In questo gruppo di pazienti, però, si può ipotizzare che l’aumento sia dovuto a un miglioramento della diagnosi (grazie all’introduzione di nuove tecnologie più efficaci) più che all’uso dei telefonini».

L’esperto: «Non ci sono prove, ma usate il buonsenso»

Nel dibattito che ferve da anni sulla pericolosità dei cellulari, si alternano non di rado studi che periodicamente gettano sospetti sul fatto che un loro uso diffuso ed esteso possa favorire il cancro e ricerche che invece non trovano riscontro pratico a questi timori. Non di rado è stata chiamata in causa anche l’affidabilità delle indagini, spesso finanziati (in modo più o meo chiaro) dalle industrie produttrici di tecnologia. «Resta il fatto – conclude Francesco DiMeco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia della Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e docente alla Johns Hopkins Medical School di Baltimora negli Stati Uniti – che ad oggi mancano le prove che ci sia un legame fra telefonini, wifi e tumori al cervello. Dev’essere chiaro che i cellulari non emettono radiazioni ionizzanti come quelle usate ad esempio per le radiografie, capaci di provocare mutazioni del DNA, ma solo onde radio che (per quanto appurato finora) non inducono nelle cellule e nei tessuti trasformazioni pericolose. Gli unici effetti sanitari avversi delle onde a radiofrequenza ad oggi accertati sono quelli di natura termica: ovvero, in pratica, l’energia assorbita viene trasformata in calore all’interno dell’organismo. Ma questi effetti si verificano solo a livelli di esposizione molto elevati, parecchio superiori a quanto avviene con un telefono mobile. Ciò detto, è sempre consigliabile utilizzare il buon senso: evitare gli eccessi, come per ogni cosa del resto; utilizzare auricolari e sistemi viva-voce quando possibile; e, chi fa uso di determinate apparecchiature elettromedicali (come i portatori di pace-maker), non deve tenere il telefono in prossimità o a contatto con l’impianto (ad esempio nel taschino della giacca) così da prevenire eventuali interferenze sul corretto funzionamento del dispositivo medico».

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http:corriere.it/salute/sportello_cancro/16_maggio_12/tumori-cervello-non-c-legame-telefoni-cellulari-d564b886-184f-11e6-a1e6-27507766f8b3.shtml

REAZIONE:I NEMICI DELLA SCIENZA SMENTITI.QUESTE COSE LE VENGO DICENDO SIN DALL’INIZIO,ANCHE QUANDO IL TEMPO NON SI ERA ANCORA FATTO,OGGI I 10 ANNI SONO ARRIVATI E PASSA SENZA CHE SI SIA VERIFICATO NE UN SOLO CASO DI MALATTIE TUMORALI.PER CHIUNCHE ABBIA ELEMENTARI CONOSCENZE SCIENTIFICHE MEDICHE L’INOCUITA DELLE ONDE RADIO DEI CELLULARI E’ EVIDENTE MA………..LE FORZE DELL’OSCURANTISMO NON DORMONO MAI.

PER ONESTA INTELLETTUALE VEDIAMO DI SEGUITO LE DUE CAMPANE,A FAVORE E CONTRO, DI QUI SI PARLA SOPRA ANCHE SE BISOGNO NON C’E NE SAREBBE,QUESTA FONDAZIONE VERONESE NON LA CONOSCO E L’ARTICOLISTA NON E’ PROPIO OGETTIVO MA TENDENZIOSO:

1-“ASSOLTI PER MANCANZA DI PROVE” NEL 2010

corriere.it

Tumori: cellulari assolti (per ora)

Donatella Barus (Fondazione Veronesi)

LA RICERCA

I risultati del più ampio studio mai condotto: «Nessun legame accertato fra telefonini e tumori cerebrali, ma è prematuro dire che il rischio non c’è»

MILANO – Assolti per mancanza di prove. Questo è il verdetto della più estesa indagine mai condotta sui telefoni cellulari e i tumori cerebrali. «I risultati non ci permettono di dire che c’è qualche rischio associato all’uso dei telefonini, ma è anche prematuro affermare che il rischio non c’è» ha dichiarato Christopher Wild, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (larc) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha finanziato la ricerca.

FUMATA GRIGIA – L’attesa per i risultati dello studio, chiamato Interphone, era quella delle grandi occasioni. Dieci anni di lavoro, 13 Paesi coinvolti (Italia compresa), oltre 10mila interviste e 19 milioni di euro investiti facevano sperare in una parola definitiva sul dilemma che ha accompagnato sin dai suoi inizi il boom planetario della telefonia mobile: accostare ogni giorno il cellulare all’orecchio è pericoloso o no? E invece il responso, apparso con un lungo articolo sull’International Journal of Epidemiology, è stato: «non si può dire, per ora».

LO STUDIO – Da tempo si cerca di capire quale effetto abbiano le radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefonini. Le ricerche di laboratorio non hanno dato risposte chiare sui possibili danni a cellule e tessuti, dunque ci si è concentrati sull’epidemiologia, andando a verificare cosa succede in grandi numeri di persone. Lo studio Interphone si è basato su interviste a circa 5mila uomini e donne fra i 30 e i 59 anni che, fra il 2000 e il 2004, hanno avuto una diagnosi di tumore cerebrale, glioma o meningioma, due forme che si ritengono potenzialmente legate rischio-telefonino. A ciascuno è stato chiesto quanto e come avesse usato cellulari negli anni precedenti, e le loro risposte sono poi state confrontate con quelle di oltre 7mila soggetti non colpiti da tumore.

I RISULTATI – Alla fine del lavoro, i numeri non hanno mostrato una correlazione fra l’uso del telefonino e questi due tumori, fatta eccezione per un certo aumento del rischio di glioma nei forti utilizzatori, che però desta qualche sospetto negli autori. Una cinquantina di pazienti, ad esempio, hanno riferito di aver usato cellulari per più di cinque ore al giorno, alcuni perfino 12 ore al giorno. «Questo risultato è probabilmente falsato da motivi psicologici: probabilmente i malati hanno esagerato involontariamente il tempo passato al telefonino – ha spiegato spiega Paolo Vecchia, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità (che ha diretto lo studio italiano) -. La prova è che questo aumento si ha solo nell’ultimo gruppo di utilizzatori, e non è graduale. Inoltre solo fra i malati c’è chi ha dichiarato utilizzi di oltre 12 ore al giorno, o addirittura in anni in cui il telefonino non era ancora stato inventato».

I TEMPI SONO CAMBIATI – Un secondo problema della ricerca evidenziato dagli stessi autori è che in questi anni le abitudini degli utenti sono molto cambiate. Oggi nel mondo ci sono oltre quattro miliardi e mezzo di sottoscrizioni ai servizi di telefonia mobile, le ore trascorse al cellulare sono aumentate rispetto a quelle registrate in Interphone, secondo cui i più accaniti dichiaravano una mezz’ora al giorno.

NON CI SI FERMA QUI – Mai come in questo caso, hanno commentato gli osservatori, è calzante il vecchio ritornello «servono ulteriori studi», specie sui più giovani, che fra chiamate e messaggini ora sono al cellulare in media un’ora al giorno, su periodi di tempo più lunghi e su altre malattie, come i tumori delle ghiandole salivari e i neurinomi dell’acustico. Fra le ipotesi sollevate c’è anche quella di utilizzare i dati delle compagnie telefoniche per avere informazioni oggettive sui consumi. Al di là delle tante proposte di metodo, il nodo che tutti riconoscono è che indagini di questo tipo richiedono sforzi colossali e costi enormi. Comunque si va avanti: il mese scorso è già stato lanciato uno studio che recluterà 250mila partecipanti e li seguirà per 30 anni.

Donatella Barus
(Fondazione Veronesi)
20 maggio 2010 (modifica il 25 aprile 2012)

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http:corriere.it/salute/sportello_cancro/10_maggio_20/tumori-cervello-telefonini-assolti-con-riserva_1b670bf0-63f6-11df-ae00-00144f02aabe.shtml

2-“POSSIBILMENTE CARCINOGENI”

-CORRIERE DELLA SERA:

SALUTE

Allarme dell’Oms su cellulari e wi-fi

«Rischio tumori del sistema nervoso»

La ricerca di un’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ma sono necessari altri approfondimenti

di Redazione Online Salute

MILANO- La radiofrequenze dei telefoni cellulari e di altri apparati di comunicazioni wireless «potrebbero causare il cancro negli essere umani». Lo ha deciso un gruppo di 34 esperti dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancrodell’Organizzazione Mondiale della Sanità che al termine di una review degli studi sul tema ha definito i campi elettromagnetici come «possibilmente carcinogeni».

TEST SUGLI ANIMALI –La valutazione del panel di esperti, che sarà contenuta in una monografia di prossima pubblicazione, si basa sia sui test sugli animali effettuati finora che sui dati degli studi epidemiologici sull’uomo: «In entrambi i casi le evidenze sono state giudicate limitate per quanto riguarda il glioma e il neurinoma acustico (tumore del nervo uditivo ndr) – ha spiegato Jonathan Samet, che ha coordinato il gruppo di lavoro – mentre per altri tipi di tumore non ci sono dati sufficienti».

ALTRI STUDI – Gli esperti hanno sottolineato che serviranno ulteriori ricerche prima di avere conclusioni definitive: «La nostra classificazione implica che ci potrebbe essere qualche rischio – ha aggiunto l’esperto – e che tuttavia dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il legame tra i cellulari e il rischio potenziale. Nel frattempo è importante prendere misure pragmatiche per ridurre l’esposizione, come l’uso di auricolari o il preferire i messaggi di testo alle telefonate ove possibile». Anche dall’Istituto Superiore di Sanità si sottolinea la necessità di studi ulteriori: «Quello più importante si chiama Cosmos, e coinvolge 250mila persone in tutta Europa – conferma Susanna Lagorio epidemiologa dell’Istituto scientifico del Ministero della Salute – e dovrebbe riuscire a superare tutte le limitazioni dei precedenti. Nel frattempo le raccomandazioni di limitare l’uso del telefonino sono più che altro a scopo precauzionale, perchè solo l’Oms può dare indicazioni di salute pubblica, e lo farà probabilmente tra due anni in un volume apposito sulle radiofrequenze».

IL SIGNIFICATO – Sul rapporto tra cellulari e tumori la scienza in questi anni si è divisa: alcuni studi hanno ritenuti i telefonini potenzialmente cancerogeni, altri li hanno assolti e altri ancora, come la ricerca Interphone, finanziata dall’Organizzazione mondiale della sanità e i cui risultati erano stati diffusi lo scorso dicembre, non erano arrivati ad alcuna certezza che l’utilizzo dei cellulari, anche prolungato, potesse aumentare il rischio di tumori al cervello. Oggi l’Oms, grazie al suo gruppo di 34 esperti che ha definito i campi elettromagnetici come «possibly carcinogenic», cerca di aggiungere un tassello alle attuali conoscenze. Rimangono perplessità che lo studio Interphone , il più grande mai effettuato sulla pericolosità dei telefoni cellulari, non era riuscito a dissipare nonostante 10 anni di lavoro, più di 19 milioni di euro e 10mila interviste condotte in 13 Paesi. Le cifre uscite dalla ricerca parlavano di un’assenza di rischio per gli utilizzatori, fatta eccezione per i più assidui, anche se erano gli stessi autori a mettere le mani avanti. «I risultati non ci permettono di dire che c’è qualche rischio associato all’uso dei telefonini – afferma va Christopher Wild, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell’Oms, che ha finanziato lo studio – ma è anche prematuro affermare che il rischio non c’è». I risultati dello studio avevano mostrato una minore probabilità di sviluppare i tumori in chi utilizzava poco il telefonino rispetto anche ai soggetti sani, mentre per gli utilizzatori più assidui, che comunque non superavano la mezz’ora al giorno, è risultato un maggior rischio per il glioma pari quasi a un terzo. In questi ultimi mesi non sono mancati altri studi sull’argomento, spesso con risultati contraddittori. Secondo una ricerca pubblicata lo scorso febbraio le telefonate lunghe modificano l’attività del cervello nelle zone limitrofe alla posizione dell’antenna, ma non è chiaro se questo cambiamento di attività abbia dei significati dal punto di vista della salute, e anzi per un’altra ricerca l’uso del telefonino aumenterebbe la memoria. Un’altro studio aveva messo in luce invece alcuni effetti negativi sulla fertilità. Tuttavia, nonostante le poche certezze, lo scorso 27 maggio il Consiglio d’Europa di dire no ai telefonini nelle scuole e far utilizzare nelle classi i collegamenti fissi per internet invece del wi-fi per ridurre i pericoli derivanti dell’esposizione ai campi elettromagnetici, sulla base del principio di precauzione.

ASSOTEL: «COME IL CAFFÈ» – «La IARC (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato – si legge in una nota di Assotelecomunicazioni (Asstel) l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta le imprese di telecomunicazioni – l’esposizione ai campi elettromagnetici a radio frequenza nella classe 2B in riferimento all’uso del telefono cellulare. Secondo la IARC questo significa che “ci potrebbe essere qualche rischio” e che occorre continuare a monitorare gli sviluppi scientifici. La classe 2B la terza classe di classificazione su cinque e contiene altre sostanze di uso comune come ad esempio il caffè e i sottoaceti». La IARC, ricorda anche Assotelecomunicazioni, «ha valutato anche tutti gli studi sull’esposizione ambientale e occupazionale ai campi elettromagnetici, come quella delle antenne per telecomunicazioni, e li ha considerati, invece, inadeguati a evidenziare un aumento dei rischi per la salute. La decisione della IARC verrà ora esaminata dagli altri enti scientifici e sanitari, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per la valutazione complessiva dei rischi per la salute associati all’uso del telefono cellulare».

CODACONS: «PRONTI A CLASS ACTION» – «Già da tempo il nostro ufficio legale, sulla base delle conoscenze finora acquisite ha avviato un studio sulla fattibilità di un class action in favore di tutti coloro che utilizzano telefonini cellulari in relazione ai danni alla salute da questi prodotti. Dopo l’allarme lanciato dall’Oms la nostra azione collettiva prende sempre più forma ed è destinata ad approdare a breve in tribunale». Lo afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Lo scopo della nostra class action è quello di far ottenere un risarcimento agli utilizzatori di cellulari per i gravi rischi corsi legati alla possibile insorgenza di tumori. Dopo la notizia diffusa oggi – prosegue Rienzi – chiediamo al Ministero della Salute di obbligare i produttori di apparecchi telefonici ad apporre sui cellulari avvertenze circa possibili pericoli per la salute al pari di quanto già avviene per i pacchetti di sigarette».

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http:corriere.it/salute/sportello_cancro/11_maggio_31/oms-cellulare-wireless-cancerogeni_a5ba3960-8ba2-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml
19 MAGGIO 2016:NIENTE LARGHE INTESE IN LIBIA
-SU LA STAMPA:
Haftar sfida l’Onu: “Non riconosco il governo di Sarraj”
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Il capo delle forze armate libiche che rispondono al parlamento di Tobruk: «Gli accordi? Solo pezzi di carta, non penso che questa soluzione avrà successo»
REUTERS
18/05/2016

Il generale Khalifa Haftar, capo delle forze armate libiche che rispondono al parlamento di Tobruk, ha dichiarato che non riconosce il nascente governo di unità nazionale (Gna) del premier designato Fayez Al Sarraj, né ha tempo da perdere con l’Onu. «Non m’importa nulla delle decisioni del Gna, le sue decisioni sono solo pezzi di carta», ha detto Haftar come riportano tweet dell’emittente Libya’s Channel. «Non penso che questa soluzione imposta dall’Onu avrà successo», ha affermato.

Nell’intervista alla tv libica Haftar ha anche espresso indifferenza per l’inviato speciale dell’Onu in Libia, Martin Kobler: «Non ho tempo da perdere con Kobler, faccio conto sull’esercito e la polizia e non su un funzionario dell’Onu». Haftar ha attaccato verbalmente anche i Fratelli musulmani sostenendo che «sono dietro a tutti gli attentati terroristici del mondo». Una decina di giorni fa Haftar aveva rifiutato di incontrare Kobler.

Alcuni diritti riservati

http:lastampa.it/2016/05/18/esteri/haftar-sfida-lonu-non-riconosco-il-governo-di-sarraj-e2IwBhFJX5OWDTue6YOGKK/pagina.html
21 MAGGIO 2016(ORA ITALIANA 11:00):LA NUOVA ERA NON AUTORIZZA A GOOGLE LA CREAZIONE E COMMERCIALIZAZZIONE DI ARA COPIATO SUL MIO LIBRO.
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-SU LE MONDE:Entreprises
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Google veut commercialiser son smartphone en kit dès 2017

Le Monde.fr avec AFP | 21.05.2016 à 03h45

image: http:s2.lemde.fr/image/2016/05/21/534×0/4923631_6_9900_prototype-du-telephone-modulaire-de-google_4e8f370008e3cb1b2cf111d5194c7b97.jpg

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Prototype du téléphone modulaire de Google, Ara.
Débuté il y a trois ans, le projet se faisait attendre. Au dernier jour de sa conférence annuelle pour les développeurs, vendredi 20 mai, le géant américain Google a annoncé le lancement en 2017 sur le marché grand public de son smartphone en kit, qui a été présenté début 2015 sous le nom de code « projet Ara ».

Encore au stade de prototype, Ara est un téléphone modulaire de 5,3 pouces, avec une structure de base personnalisable. Comme avec des Lego, l’utilisateur assemble avec des électro-aimants des modules de différentes couleurs et fonctionnalités : appareil photo grand angle, capteurs, haut-parleur ou même une boîte pour ranger les médicaments.

Une durée de vie potentielle de cinq ans

À terme, Google veut offrir la possibilité aux développeurs de proposer de nouveaux composants, comme par exemple une béquille pour tenir le smartphone. Certaines start-up pourront le tester dès l’automne 2016, afin de commencer à créer des applications.

« L’objectif d’Ara est de faire pour les appareils mobiles ce que les applications ont fait pour les logiciels », explique le groupe. L’autre enjeu est la durabilité de ce téléphone sur-mesure, qui serait de 5 ans.

Hérité du rachat de Motorola, ce projet a été intégré au centre de recherche avancée de Google. Lorsque le premier prototype a été dévoilé début mars 2015, lors du Congrès mondial de la téléphonie mobile à Barcelone, Google a dit espérer créer une véritable industrie autour de ce nouveau modèle, qui offrirait selon lui un accès plus facile à Internet aux habitants des pays émergents.

Lire le post de blog : Ara : le téléphone en kit durable, libre et co-créé

Le prix de vente n’est pas encore connu, mais le groupe avait évoqué à l’époque un coût de production démarrant à 50 dollars pour un modèle d’entrée de gamme. Il avait aussi promis un test grandeur nature avant la fin 2015 à Porto Rico, mais cela ne s’était jamais concrétisé.

En savoir plus sur http:lemonde.fr/entreprises/article/2016/05/21/google-veut-commercialiser-son-smartphone-en-kit-des-2017_4923634_1656994.html

REAZIONE:

1-LA TELEMEDICINA DA ME CREATA E LO SMARTPHONE SONO INTIMAMENTE LEGATI DALLA NASCITA DEL  PRIMO SMARTPHONE, CHE APPUNTO ERA A MODO DI KITS PER APPLICAZIONI DI DIVERSI MODULI DELLA PRATTICA MEDICA A DISTANZA,PRSENTATO ALLA FIERA SMAU DI MILANO NELL’ANNO ’98.QUINDI QUESTO PROGETTO ARA DI UNO SMARTPHONE IN KIT PER PAESI SOTOSVILUPATTI IN PREPARAZIONE DA GOOGLE E’ COPIA DEL PRIMO SMARTPHONE DA ME INSPIRATO E IDEATO,E CIO’E’ ESSISTE GIA.CLICCA E VEDI:

http://dottcianciminotortorici.blogspot.com.uy/?mkt=it-it

2-QUINDI TENENDO CONTO CHE E’ UNA COPPIA QUAL’ORA SI CONCRETASSI LA SUA CREAZIONE E COMMERCIALIZAZZIONE,CHE ANCORA NON E’ DETTO ACCADA, POTREBBE VEDERSI IN PROBLEMI DI BREVETTI, POICHE COME HO DETTO SOPRA NON SI AUTORIZZA LA SUA CREAZIONE.

3-QUESTO PROGETTO COME LA PARTECIPAZIONE IN BARCELLONA E’ FRUTTO DELLA MALANDATA POLITICA IMPRENDITORIALE DEL SIGNOR ERIC SMICHDT,IL “PRESIDENTE OFF SHORE” DI GOOGLE(NON SI OCCUPA DI ASPETTI TECNICI E CRETIVI MA DI POLITICA IMPRENDITORIALE APPUNTO E, OVVIAMENTE,ECONOMICA),QUINDI OPERA DEL NEOLIBERALISMO.

4-C’E’ ANCHE CERTA SOMMIGLIANZA DALLA POLITICA DI MICROSOFT VERSO NOKIA CHE QUELLA DI GOOGLE VERSO MOTOROLA,ENTRAMBE MARCHI COMPERATE E POI SGOMBERATI DAI 2 BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI RISPETTIVAMENTE: ENTRAMBI BIG SI SONO NEGATI A FIRMARE LA SCOMPARSA DEFINITIVA DI NOKIA E MOTOROLA LASCIANDO IN PIEDI UN SUO “PICCOLO FANTASMA”,NOKIA LUMIA NEL CASO DI MICROSOFT E QUESTO ARA NEL CASO DI GOOGLE.ENTRAMBE CORRERANNO LA STESSA SORTE.

INSOMMA NO A QUESTA COPIA PER PAESI POVERI DI ERIC SMISCHDT.COME  NEL CASO NOKIA LUMIA SI INVITA AGLI OPERATORI E SIMPATIZZANTI DELLA NUOVA ERA A BOICOTTEARE LA NASCITA DI ARA.

21 MAGGIO 2016:JORGE BERGOGLIO,UN PAPA “NON SANTISSIMO” IN FRANCIA,AFFAIRE BARBARIN

-SU LE MONDE:Religions

Article sélectionné dans la matinale du 21/05/2016
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Pédophilie : le cardinal Barbarin ne veut pas quitter « le navire en pleine tempête »

Le Monde | 20.05.2016 à 22h50,Mis à jour le 21.05.2016 à 09h35

image: http:s2.lemde.fr/image/2016/05/20/534×0/4923615_6_3eb8_le-pape-francois-et-le-cardinal-barbarin-au_4122ff7d26d9e7787c89b28cc950ff36.jpg

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Le pape François et le cardinal Barbarin au Vatican, le 20 mai 2016.
L’influent cardinal français Philippe Barbarin, éclaboussé par des affaires de pédophilie dans son diocèse de Lyon, a confirmé, samedi 21 mai, rester à son poste à l’issue d’un entretien avec le pape François au Vatican. Alors que des associations de victimes et plusieurs personnalités politiques, jusqu’au premier ministre français, Manuel Valls, ont réclamé sa démission, le souverain pontife lui a plutôt apporté son soutien, tout en estimant que les évêques ayant protégé des pédophiles devaient démissionner.

« Si la justice mettait en lumière un grave manquement dans la conduite de ma mission, [une démission] serait effectivement une perspective à envisager. Pour l’heure, ce ne serait pas responsable, ce serait même contraire à mon devoir : on ne quitte pas le navire en pleine tempête ! », a déclaré le prélat, l’un des plus influents de l’Eglise de France, dans un entretien au quotidien Le Figaro.

Lire aussi :   Pédophilie : pour le pape, le cardinal Barbarin ne doit pas démissionner

« On aurait aimé être reçus à la place du cardinal »

Selon Mgr Barbarin, le pape lui a « redit sa confiance » et lui a conseillé « d’attendre paisiblement que la justice ait accompli sa mission ». François « a d’abord pris le temps d’écouter attentivement. Il semblait très informé de la situation. Il m’a redit sa confiance, sa prière et sa conviction intime : il n’y a pas de place dans le ministère pour ceux qui abusent des enfants, et ce, de façon imprescriptible », a-t-il rapporté au Figaro.

Dans un entretien publié mardi par La Croix, le pape avait déjà pris fermement la défense de l’archevêque de Lyon, déclarant que sa démission avant l’issue d’un hypothétique procès serait « un contresens ».

Le cardinal Barbarin est visé par deux enquêtes préliminaires pour « non-dénonciation » d’agressions sexuelles de jeunes scouts entre 1986 et 1991 par un prêtre du diocèse de Lyon, Bernard P. Ce dernier, en activité jusqu’en août 2015, a été mis en examen le 27 janvier après avoir reconnu les faits. Archevêque de Lyon depuis 2002, le cardinal Barbarin nie avoir couvert de tels faits, mais il a admis en avril « des erreurs dans la gestion et la nomination de certains prêtres ».

Son entretien au Vatican a été mal perçu par des victimes de prêtres pédophiles qui cherchent à rencontrer le pape François. « On aurait aimé être reçus à la place du cardinal Barbarin, on constate une fois de plus que les victimes sont laissées de côté », a critiqué Bertrand Virieux, l’un des cofondateurs de l’association lyonnaise La Parole libérée.

Lire aussi :   Pédophilie : l’Eglise catholique s’engage à mieux écouter les victimes

En savoir plus sur http:lemonde.fr/religions/article/2016/05/20/pedophilie-apres-un-entretien-avec-le-pape-le-cardinal-barbarin-confirme-rester-a-son-poste_4923616_1653130.html

REAZIONE:EVIDENTEMENTE,GIUSTIZIA CIVILE O NO,SIN DA ORA SI PUO DIRE CHE PAPA JORGE BERGOGLIO E’ UN “PADRE NON SANTISSIMO”.NON A CASO NELL’ARIA INTORNO A JORGE BERGOGLIO GIA SI PRONUNCIA LA PAROLA “ERETICO”,E NON A CASO LA CHIESA CATTOLICA HA VIRTUALMENTE DUE PAPI,JOSEPH RATZINGER HA DIMISSIONATO SOLTANTO,PRATTICA NON COMUNE NELLA CHIESA.FORSE IN FUTURO  C’E NE SARANNO  TRE?STAREMMO A VEDERE, ACCOMODATEVI.
TUTTO E’ BENE CIO CHE FINISCE BENE:LA PAROLA ALLA GIUSTIZIA FRANCESE ALLORA.

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