FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 298

3 AGOSTO 2016:LA NUOVA ERA DICE NO ALLA MANOVRA DIVERSIVA GUERRAFONDAIA DI RENZI IN LIBIA

-TITOLARE LA REPUBBLICA:
"In Libia 30 giorni di guerra" Ecco quale sarà il ruolo dell'Italia

“In Libia 30 giorni di guerra”

Ecco quale sarà il ruolo dell’Italia

Nuovi raid aerei degli Stati Uniti a Sirte

Ira Tobruk: “Intervento inaccettabile”

Gentiloni: “Pronti a sostegno umanitario”

Bengasi, autobomba Is uccide 28 soldati di Haftar

di CARLO BONINI e ALBERTO CUSTODERO

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4 AGOSTO 2016:SALVINI GETTA FUMO NEGLO OCCHI DEGLI ITALIANI

-SU LA REPUBBLICA:

3 agosto 2016

Arcore, Salvini attacca Laura Boldrini: “È tarata mentalmente”

Alla festa della Lega tenutasi ad Arcore, dopo le parole di stima nei confronti di Salvini, da parte di Viktor Zubarev, parlamentare del partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, il segretario della Lega, in merito alla mancanza di nascite nel paese si è scagliato contro la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini: “Se per pagare le pensioni, serve far entrare in Italia 300mila migranti all’anno, sei tarata mentale. Donne e bambini in fuga dalla guerra sono i benvenuti, i ragazzi robusti che rompono le scatole in piazza, no”
(video di Edoardo Bianchi)
http://video.repubblica.it/embed/edizione/milano/arcore-salvini-attacca-laura-boldrini-e-tarata-mentalmente/248398/248530&width=320&height=180

REAZIONE:I LEGHISTI NON HANNO AUTORITA MORALE E POLITICA PER DECIERE SULL’IMMIGRAZIONE IN QUANTO STRANIERI(SEPARATISTI IN PATRIA) SONO LORO. E PARAFRASEANDO LE PAROLE DI SALVINI DIREI CHE CIO CHE BISOGNA SOSTITOIRE SONO I BELLI E ROBUSTI LEGHISTI TARATI MENTALI CON GLI ITALIANI(A PRESCINDERE DELLA BOLDRINI).





4 AGOSTO 2016:RENZI E I BARCONI,SANT’ANTONIO NON E’ LEGHISTA

-TITOLARE LA STAMPA:


Missione di Gentiloni in Nigeria: sviluppo economico in cambio di rimpatri

4 Agosto

esteri
Missione di Gentiloni in Nigeria: sviluppo economico in cambio di rimpatri
REAZIONE:TUTTO HA COMMINCIATO CON I RICATTI DELLA LEGA-BERLUSCONI E KADAFY ALL’EUROPA:SOLDI IN CAMBIO DI SHENGHEN.”LO FAREMMO IMPLODERE RIEMPIENDOLO CON I CLANDESTINI DEI BARCONI REINDIRIZZANDOLI IN FRANCIA E GERMANIA”.LA MERCKEL HA ISTITUZIONALIZZATO QUESTO RICATTO,LA SCUSA E’ STATA LA SOLUZIONE AUSTRALIANA,SOLDI IN CAMBIO DI ACCOGLIENZA IN PAESI DISPOSTI AD ACETTARLI,E L’OCCASIONE GLIELA FORNITA IL PAPA SPALANCANDO LE PORTE ALL’IMMIGRAZIONE SIRIANA NEI BALCANI.LA GRECIA E’ STATA BENEFICIATA E LA TURKIA EBBE SODISFAZIONE AI SUOI RICATTI ALLO STILE LEGHISTA.RENZI CHE IDEE PROPIE NON NE HA E INVIDIA ABBASTANZA IMPLEMENTO SUBITO LA VERSIONE ITALIANA DELLA SOLUZIONE SANT’ANTONIO(TONY ERA IL NOME DEL PREMIER AUSTRALIANO CHE LA INVENTO):SOLDI ALLA’FRICA PER ARGINARE L’IMMIGRAZIONE CHE ARRIVA VIA LIBIA SUI BARCONI.
MA QUESTA SOLUZIONE VA BENE IN AUSTRALIA MA NON IN EUROPA CON LA LEGA COME IDEOLOGA:OGGI NON ESSISTE CHI NON SEGNALI LO SBAGLIO DELLA MERCKEL APRENDO LE PORTE ALL’IMMIGRAZIONE ARRIVATA DAI BALCANI.E I SUOI GUAI SI MOLTEPLICANO ANCHE ALL”INTERNO:SARA QUESTA LA CAUSA DELLA SUA ESTROMISIONE.I GUAI DELLA TURKIA SI MOLTEPLICANO ANCHE E OGGI E’ SEVERAMENTE CONFRONTATA CON EUROPA E USA NON CHE L’ITALIA DOVE IL FIGLIO DI ERDOGAN HA FUGGITO OSTEGGIATO DALLA GIUSTIZIA.INOLTRE SI MOLTEPLICANO LE POLITICHE IMMIGRATORIE DELLE PORTE CHIUSE NEI PAESI EUROPEE ORIENTALI E IN AUSTRIA NON CHE IN GRAN BRETAGNA E FRANCIA.IN QUESTO CONTESTO HA SENSO CONTINUARE PER QUESTA VIA IN AFRICA?MASSIME CHE SIAMO ARRIVATI AL CAPOLINEA DELLA PARABOLA RENZI:QUELLO DEL TITOLO.
PD:AH..I SOLDI LI METTE L’UNIONE EUROPEA:BOSSI-BERLUSCONI E KEDAFFY VIVONO E LOTTANO,IL RICATTO HA FUNZIONATO.
-IL GIORNO DOPO SU EURONEWS:LA NUOVA ERA CON GRABRIEL.

it.euronews.com

L’Unione europea al bivio turco
Euronews

Sale la tensione tra Ankara e Bruxelles dopo il fallito golpe di metà luglio.

I provvedimenti presi da Ankara contro putchisti e simpatizzanti e l’annuncio di voler reintrodurre la pena di morte, fanno alzare la guardia europea.
In un’intervista rilasciata alla Rai, Erdogan accusa l’Europa di usare due pesi e due misure.

“Quando a Parigi si verificano simili eventi e cinque o sei persone muoiono, tutti si mobilitano e cercano di capire cosa sia successo. C‘è stato un fallito golpe in Turchia, che ha causato 238 martiri, nessuno si è mosso dall’Unione europea.
Vengano pure a vedere il nostro parlamento, vedranno in quale stato si trova, il nostro parlamento è stato bombardato e nessuno si è mosso”.

L’intervista di Lucia Goracci

Se da un lato Bruxelles è obbligata a fare la voce grossa, dall’altro ha bisogno della Turchia e del rispetto dell’accordo sui migranti, concluso a marzo, che ha indebolito il flusso di profughi che fuggono guerra e povertà:

David Miliband, laurista britannico:

“Paesi come la Grecia sono in prima linea a accogliere i migranti, ce ne sono migliaia. bisogna poi prepararsi nel caso altri migranti arrivino nel corso dell’anno o l’anno prossimo”.

Erdogan minaccia di non rispettare i termini dell’accordo di marzo, in cui il governo turco si impegna a accogliere i migranti respinti dall’Europa, in cambio di varie misure avanzate dai 27.

Sigmar Gabriel; vice-cancelliere tedesco:

“L’Europa non dovrebbe mai cedere a nessun ricatto. Dobbiamo considerare che un Paese che è pronto a introdurre la pena di morte sta di fatto prendendo le distanze dall’Europa e qualsiasi negoziato di adesione diventa superfluo”.

Elmar Brok, eurodeputato:

“Bisogna fare un distinguo con la politica interna di Erdogan, a causa della quale l’adesione turca nell’Ue è più che mai lontana.
L’accordo sui migranti, aiuta a combattere i trafficcanti di uomini e a aiutare 3 milioni di profughi siriani, che stanno vivendo in Turchia da tre anni, mandare i loro figli a scuolae assicurare un’assistenza medica. Cosa c‘è di male in tutto questo?”.

Se l’accordo dovesse essere sconfessato da Ankara, l’Europa, con i suoi Paesi della sponda mediterranea si troverebbe a far fronte a una nuova emergenza.

Per questo, Atene chiede un piano B. Nel 2015, la Grecia costituì l’ingresso principale dei profughi che chiedevano asilo.

http:it.euronews.com/2016/08/03/l-unione-europea-al-bivio-turco
–REAZIONE:LA NUOVA ERA E’ CON SIGMAR GABRIEL NON SI DOVEVA ACETTARE NESSUN RICATTO DALLA TURCHIA,NON E’ UN PAESE FIDABILE.NON LO E’ STATO PER L’ONU CHE NON HA ACETTATO LA SUA RICHIESTA DI ENTRARE NEL CONSIGLIO DI SICUREZZA,NON DEVE ESSERLO PER L’EUROPA.IL PAESE TURCO NON ERA NECESSARIO E LA MERCKEL HA SBAGLIATO A FARE QUELL’ACCORDO RIPUDIANDO I PARTENER CON LA FRANCIA IN TESTA A QUI NON HA CONSULTATO,E SU QUESTO OGGI SONO TUTTI DELLO STESSO PARERE COMPRESO IL SUO PAESE CHE HA VISTO CRESCERE GLI EUROSCETTICI.TAGLIARE QUEL ACCORDO CON LA TURCHIA,L’EUROPA NON LI DEVE NULLA.
4 AGOSTO 2016:REGENI,IL BREXIT VA
-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:
L’INTERVISTA ALL’AMBASCIATORE BRITANNICO
Regeni, «il governo di Londra interverrà su Cambridge»

di Luigi Ippolito
Jill Morris, il nuovo diplomatico del Regno Unito a Roma: «La Brexit? Tuteleremo certamente i diritti degli italiani, ma allo stesso tempo ci aspettiamo reciprocità da parte dell’Unione europea »

7 AGOSTO 2016:PANAMA( PAPERS),IL NOBEL E IL PAPA,TARDE PIASTES……

-SU LE MONDE:

lemonde.fr

« Panama papers » : MM. Stiglitz et Pieth déplorent l’attitude du gouvernement panaméen
Le 29 avril à Panama city, de gauche à droite : le Suisse Mark Pieth et l’Américain Joseph Stiglitz. Les deux hommes assistent la présentation du comité d’experts mis en place des suites du scandale des « Panama papers ».
Le 29 avril à Panama city, de gauche à droite : le Suisse Mark Pieth et l’Américain Joseph Stiglitz. Les deux hommes assistent la présentation du comité d’experts mis en place des suites du scandale des « Panama papers ». RODRIGO ARANGUA / AFP
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Des « divergences de vues sur la transparence » de leur travail ont conduit le prix Nobel d’économie Joseph Stiglitz et l’expert anti-corruption Mark Pieth à démissionner, vendredi 5 août, du comité d’experts créé après le scandale des « Panama papers ». Dans une déclaration commune transmise samedi à l’Agence France-Presse (AFP), l’Américain et le Suisse reviennent sur les raisons de leur décision.

Lire aussi :   Trois mois après, qu’ont changé les « Panama papers » ?

« Nous croyons qu’il est essentiel que nos conclusions soient rendues publiques et que les membres du comité soient autorisés à en discuter librement », font-ils valoir, après avoir reçu fin juillet une lettre du gouvernement panaméen leur rapportant que seul le président du pays pouvait décider de publier ces dernières. Lors de la première réunion du comité à New York début juin, la nécessité d’un engagement de l’exécutif à publier les résultats de leurs réflexions faisait consensus, affirment les deux hommes.

Des restrictions vues comme une « censure »

M. Stiglitz, professeur à l’Université Columbia de New York qui a remporté le prix Nobel en 2001, a déclaré à l’AFP qu’il était « très déçu ». M. Pieth et lui étaient « très réticents » à l’idée d’abandonner cette mission, a-t-il révélé. Dans leur communiqué, les deux hommes estiment que les restrictions sur la définition du champ de leur travail, la possibilité de s’exprimer librement et les garanties que le rapport serait publié « s’apparentaient à de la censure ». Et d’appeler à la dissolution de cette structure. « Comment voulez-vous avoir un comité sur la transparence qui lui-même ne soit pas transparent », a fait valoir M. Stiglitz à l’AFP.

Ce conseil, composé de sept membres – trois étrangers, MM. Stiglitz, Pieth et un Costaricain, et quatre Panaméens –, avait été mis sur pied fin avril par le Panama pour réaliser un audit de son système financier notoirement opaque en réponse aux vives critiques liées au scandale dit des « Panama papers ». Il devait à terme lui permettre de s’adapter aux standards de l’OCDE (Organisation de coopération et de développement économiques). Un rapport était attendu d’ici à la fin de l’année.

Lire aussi :   « Panama papers », où en est l’enquête judiciaire ?

« Pression du monde des affaires »

« Nous avons eu un problème avec le gouvernement du Panama, pas avec les autres membres du groupe », a expliqué à l’AFP M. Pieth, professeur de droit à l’Université de Bâle. « Le gouvernement fait des promesses, mais elles ne sont pas suivies d’effets, il n’y a pas de mise en œuvre. » Selon lui, l’exécutif « subit la pression du monde des affaires » : « Il est en train de reculer. »

Lire aussi :   Un monde sans fraude est-il possible ?

Les « Panama papers », publiés en avril par plusieurs médias internationaux dont Le Monde, rassemblent plus de 11,5 millions de documents du cabinet d’avocats panaméen Mossack Fonseca. Ils révèlent les détails financiers de nombreux comptes offshore ouverts dans le pays et susceptibles d’être utilisés pour échapper au fisc.

Les « Panama papers » en trois points

 REAZIONE:NON MI ASPETTAVO ALTRO DI DUE EUROPEI.
EPPURE IL PAPA JORGE BERGOGLIO HA DECISO PREMIARE JUAN CARLOS VARELA CELLEBRANDO LE PROSSIME GIORNATE DELLA GIOVENTU RECENTEMENTE SVOLTOSI IN POLONIA NEL PANAMA FRA TRE ANNI.
IN OGNI MODO MALGRADO L’ATITUDINE POCO TRASPARENTE DEL PRESIDENTE PANAMESE C’E’ POCO DA AGGIUNGERE ORMAI ALLE RIVELAZIONI FATTE,E’ TUTTO DETTO:QUELLO DEL TITOLO.



-Severino Varela,”El fantasma de boina blanca:

-Il primo antecedente del Canale Interoceanico di Panama:

PD:PER MEGLIO CAPIRE,TEXTO E CONTESTO:

COSA C’ENTRA JUAN DIAZ DE SOLIS,IL CANALE INTEROCEANICO E IL PANAMA PAPERS?FORSE NIENTE,FORSE TROPPO MA VEDI ALCUNE EVIDENZE:

FORSE DIETRO QUESTE RIVELAZIONI CI SIA QUALCOSA IN PIU DI SOLDI,APPUNTO UNO SCONTRO SULLA LIBERTA DI COMMERCIO E PERFINO LA GEOSTRATEGIA E UNO SCONTRO EST-OVEST E NORD-SUD:

-IERI:JUAN DIAZ DE SOLIS ERA APRODATO IN SUDAMERICA ALLA RICERCA DI VIE DI NAVIGAZIONI INTEROCEANICI CHE FAVORISCANO SIA IL SACHEGGIO DELLE TERRE DEL NUOVO MONDO RECENTEMENTE SCOPERTO, CHE IL COMMERCIO FRA ORIENTE E OCCIDENTE(1) E IL DOMINIO DEI MARI(2) NELLA TAPPA PREVIA ALLA CONQUISTA SPAGNOLA AI TEMPI DI QUELLO CHE FU CONVENUTO IN CHIAMARE I VIAGGI DEGLI “ADELANTADOS”.LUI CI RIMESSI LA PELLE A MANO DEI CHARRUAS,GLI INDIANI DEL RIO DE LA PLATA CHE LO MANGIARONO VIVO IN ARROSTO,MA DOPO IL VIAGGIO LO FECE CON FORTUNA UN’ALtRO ADELANTADO, FEDERICO MAGALLANES CHE SCOPRI PIU AL SUD DEL RIO DE LA PLATA NELLE TERRA DEI FUOCHI  LO STRETTO DI MAGALLANES.(3)

OGGI:IN TEMPI PIU MODERNI FU COSTRUITA UN ALTRA VIA INTEROCEANICA ,IL CANALE DI PANAMA CHE FU AMMINISTRATO DAGLI STATI UNITI FINO A POCO TEMPI FA CHE FU CONSEGNATO IN MANI AL GOVERNO DI PANAMA AI TEMPI DI TORRIJOS E  OGGI PRESIEDUTO DA JUAN CARLOS VARELA.MALGRADO LA CONSEGNA IL CANALE CONTINUO AD ESSERE GESTITO DAGLI USA FINO A QUESTI GIORNI CHE IN OCCASIONE DI UN RIDIMENSIONAMENTO DEL CANALE UNA DITTA SPAGNOLA SPODESTO AD UNA NORDAMERICANA LA COSTRUZIONE.DISPUTA IMPRESARIALE A CUI EBBE UN RUOLO BERLUSCONI E I SUOI,ANCHE FORTEMENTI COMPROMESSI ANCHE NEL PANAMA PAPERS.

DOMANI:UN ALTRO CANALE SIMILARE AL PANAMA MA PIU MODERNO STA ESSENDO PROGETTATO E SARA COSTRUITO NELLA REGIONE CENTROAMERICANA DALLA CINA.

(1)DOBBIAMO RICORDARE ORA CHE LA SCOPERTA DELL’AMERICA FU CAUALE E CHE IL VIAGGIO DI COLON ERA PROGETTATO CERCANDO UNA VIA DI COMUNICAZIONE MARITTIMA FRA OCCIDENTE E ORIENTE AD OVEST.ERANO I TEMPI DEL COMMERCIO DELLE SPECIE,CONDIMENTI LA CUI META DI ARRIVO ERA LA INDIA E CINA.

(2)GRAN BRETAGNA ERA ALL’EPOCA LA REGINA DEI MARI E FORTEMENTE CONFRONTATA CON LA SPAGNA.

(3)IL CANALE DI BEAGLE E FU MOTIVO DI UNA DISPUTA ARRIVATA SULL’ORLO DELLA GUERRA FRA ARGENTINA,PAESE ATLANTICO E IL CILE,PAESE DEL PACIFICO.LE TENSIONI SUCCESSERO DOPO LA GUERRA DELLE FAULKLAND DOVE IL CILE AVEVA APOGGIATO APERTAMENTE LA GB CEDENDO I SUOI TERRITORI PER RAID AEREI,E FU RISOLTA SOLO DOPO LA MEDIAZIONE DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO SECONDO CHE FECE DUE VIAGGI NELLA REGIONE.

MA…E LE EVIDENZE CHE COLLEGHINO QUESTE VICENDE DEL CANALE DI PANAMA E IL PANAMA PAPERS?BENE,QUI VEDIAMO COME DUE IMPORTANTI PERSONALITA DEL NOED,EUROPA E NORDAMERICA SI DICOSTINO DI VARELA E I PRINCIPALI DENUNCIATI NEL PP SONO PERSONAGGI DEL SUDAMERICA.QUESTI A LORO VOLTA ACCUSANO LA MANO DELLA CIA DIETRO LE RIVELAZIONI.APPUNTO NON E’ STATO COINVOLTO NESSUN NORDAMERICANO NELLE RIVELAZIONI E I SUDAMERICANI DICONO CHE LORO NON EVADONO IN PANAMA ED ALTRI PARADISI DELLA REGIONE PERCHE DENTRO GLI STATI UNITI CI SIANO I PROPI PARADISI FISCALI COME AD ESSEMPIO NELLO STATO DI DELAWARE DOVE EVADE LA CLINTON.

COMUNQUE SIA RESTA DI FATTO L’INCONTRASTABILE VERITA DI UNA GROSSA RETE DI CORRUZIONE NEOLIBERALE CHE COINVOLGE NOTI PERSONAGGI SIA DELLA POLITICA,LO SPORT E LO SPETTACOLO COMPRESI I VERTICI STATALI DELLA RUSSIA E LA CINA,E IL SOSPETTO CHE SIANO STATE COLPITO GROSSE FONTI DI FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO.

10 AGOSTO 2016:TELEMEDICINA,LA MADRE DI TUTTE LE APP

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

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D TECNO
25 app per organizzarsi la vita (e divertirsi)

di E. GRIPPA, R. STAGLIANò

 REAZIONE:CI SONO ARGOMENTI RIGUARDANTI ALLA NUOVA ERA CHE IO NON ACENNO MAI  PERCHE NON VORREI CONVERTIRE QUESTE PUBBLICAZIONI IN UNA PALESTRA PROPAGANDISTICA DI QUESTA O QUELLA AZIENDA,DI QUESTO O QUEL PRODOTTO ONLINE,UNO E’ QUELLO DELLE APP.PERO ORA VORREI DIRE PER PRIMO CHE LA PRIMA APP ESSISTENTE E’ STATA CREATA DA ME,ED E’ QUELLA DELLA CREAZIONE DELLA TELEMEDICINA CHE DOPO HA DATO ISPIRAZIONE  AL PRIMO SMARTPHONE E IL VIA ALLA NUOVA ERA,QUELLA DEL MOBILE.QUESTO L’HO FATTO E CONTINUO A RENDERLO PUBBLICO SENZA FINE DI LUCRO.E SUBITO VORREI AGGIUNERE CHE LE APP SONO UNO SFRUTTAMENTO INDOVUTO DELLA NUOVA ERA.LE APP DEVONO ESSERE FORINITE GRATUITAMENTE,AD ESSEMPIO PER I MOTORI DI RICERCA.PER SAPERNE DI PIU LEGGE IL MIO LIBRO CUA:
-SOTTO,DAL MIO LIBRO PRIMO SMARTPHONE

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11 AGOSTO 2016:LIBIA ORA

-SU LE MONDE:

lemonde.fr

Les forces libyennes s’emparent du centre de commandement de l’EI à Syrte
Les forces pro-gouvernementales libyennes ont encore resserré l’étau sur l’organisation Etat islamique (EI), mercredi 10 août, dans son fief de Syrte (à 450 kilomètres de Tripoli), où elles se sont emparées de son centre de commandement.

La « libération » de Syrte, dont l’EI prit le contrôle en juin 2015, sera annoncée une fois repris plusieurs secteurs encore aux mains de djihadistes, a annoncé à l’Agence France-Presse Reda Issa, porte-parole du centre de presse des forces du gouvernement d’union nationale. « Le centre [de conférences] Ouagadougou est entre nos mains », affirme dans un communiqué le centre de presse, en référence au complexe qui servait de centre de commandement à l’EI.

L’hôpital Ibn Sina, un établissement adjacent, a également été repris par les forces du gouvernement d’union nationale qui s’étaient emparées plus tôt du campus universitaire tout proche. Les djihadistes conservent encore à Syrte « les quartiers résidentiels 1, 2 et 3, ainsi qu’un complexe de villas près de la mer », précise Reda Issa.

Soutien aérien américain

Dimanche, les forces du gouvernement d’union nationale ont annoncé le début du « compte à rebours » pour donner l’assaut « final » du bastion de l’EI avec le soutien aérien américain. Les forces gouvernementales sont entrées le 9 juin dans Syrte pour en chasser l’EI, mais leur offensive a été ralentie par les snipers, les mines et les voitures piégées des djihadistes.

Lire aussi :   Libye : premières frappes américaines contre l’EI à Syrte

Pour l’aider dans la bataille, le gouvernement d’union nationale reçoit depuis le 1er août l’appui de l’aviation américaine, déjà engagée contre les djihadistes en Irak et en Syrie. Selon le centre de commandement américain en Afrique, 29 frappes ont été lancées sur Syrte entre le 1er août et mardi.

En juillet, trois militaires français ont péri dans un accident d’hélicoptère en Libye, au cours d’une mission de renseignement, ce qui a confirmé pour la première fois la présence de soldats français dans ce pays.

http:.lemonde.fr/proche-orient/article/2016/08/10/les-forces-libyennes-s-emparent-du-centre-de-commandement-de-l-ei-a-syrte_4981055_3218.html

 REAZIONE:QUESTA E’ LA SITUAZIONE ATTUALE.LE ALTRE CONSIDERAZIONI DELLA STAMPA UFFICIALISTA ITALIANA SULLA SUPPOSTA PARTECIPAZIONE MILITARE DEL NOSTRO PAESE IN LIBIA SOLO INSEGUONO FINI POLITICI CERCANDO DA UNA PARTE DISTRARRERE L’ATTENZIONE DELLE DIFFICOLTA INTERNE DI RENZI UNIFICANDO L’OPINIONE PUBBLICA DIETRO UN “NEMICO” ESTERNO, E DALL’ALTRA GENERARE PROPAGANDA FAVOREVOLE A RENZI IN VISTA DEL PROSSIMO REFERENDUM CONSTITUZIONALE
11 AGOSTO 2016:LA GERARCHIA DELLA CHIESA CATTOLICA E I FRATELLI MUSSULMANI
-TITOLRE SU LE FIGARO:
Le discours moral de l’Eglise peut-il fonctionner face à l’islamisme ?

FIGAROVOX/ANALYSE – Après les attentats, la volonté de l’Eglise de «pacification sociale» est inquiétante, juge Schmuel Trigano. Pour le philosophe, ce positionnement laisse une marge de manoeuvre à l’islamisme, notamment aux Frères musulmans.

REAZIONE:ED E’ IN QUESTO CONTESTO CHE DEVONO ANCHE VEDERSI LE RECENTI DIFFICOLTA DI RENZI DI FRONTE A L’EGITTO E ISRAELE ?




13 AGOSTO 2016:LIBIA ORA,IL GIORNO DOPO

-SU GOOGLE NEWS:

ilgiornale.it

Contiamo ancora qualcosa? In Libia adesso o mai più
Livio Caputo – Ven, 12/08/2016 – 19:29

O adesso, o mai più. Nel momento in cui gli uomini del Califfato stanno per essere cacciati dalla loro roccaforte di Sirte e il governo Serraj sembra consolidarsi, l’Italia deve rompere gli indugi : se vuole mantenere quella leadership sul dossier libico che gli stessi alleati le hanno – a parole – più volte riconosciuto, bisogna prendere iniziative coraggiose, e cercare di recuperare il terreno perduto a favore di inglesi e francesi (gli americani sono piuttosto dalla nostra parte).

Se continuiamo a indugiare per eccesso di prudenza – paura di rappresaglie da parte dell’ISIS o di polemiche interne per avere surrettiziamente trascinato il Paese in una guerra – rischiamo di perdere l’ultimo treno e vedere compromessi gli importanti interessi che abbiamo sull’ex “Quarta sponda”. L’importante è che, avendo puntato sul governo Serraj sebbene controlli solo la metà del Paese, rispondiamo tempestivamente alle sue richieste, gli facciamo capire che siamo alleati affidabili e lo convinciamo che una forte intesa con Roma è per lui la migliore carta da giocare.

Per la verità, qualcosa si è già mosso. Abbiamo concesso senza far storie l’uso delle basi aeree in Sicilia per i raid americani su Sirte; siamo stati i primi a riaprire la nostra rappresentanza diplomatica a Tripoli (con la speranza che l’ambasciatore Perrone ci vada davvero subito); abbiamo inviato piccoli contingenti di truppe scelte in Libia grazie a una direttiva dello scorso novembre che autorizza il Presidente del Consiglio a metterle sotto il comando dei servizi segreti ed evitare così passsaggi in Parlamento; stiamo rispondendo alla richiesta di assistenza sanitaria per i combattenti delle milizie impegnate contri l’ISIS. Il governo assicura che i nostri militari (si parla di 40 uomini, ma probabilmente sono parecchi di più) non sono impegnati al fronte, ma si limitano ad addestrare, in cooperazione con gli alleati, i reparti libici impegnati contro gli jihadisti e a monitorare gli spostamenti di questi ultimi sul terreno, ora che sono costretti a ritirarsi dalla loro roccaforte. Forse, dietro la cortina di segretezza abituale in queste circostanze, i nostri militari, tratti dai più prestigiosi e preparati reparti delle nostre Forze armate, stanno facendo anche qualcosa di più. Tuttavia, nelle fasi cruciali che si preparano, dobbiamo fare uno sforzo ancora maggiore. Il premier Serraj ha chiesto esplicitamente il nostro aiuto, ci ha messo (se ce n’era ancora bisogno…) in guardia contro l’ISIS e ci ha confermato che gli jihadisti hanno cominciato a usare i barconi dei migranti per fare entrare in Italia potenziali terroristi. Dicono che abbia chiesto anche l’invio di una nostra nave ospedale, ma che non abbia finora ottenuto risposta. Comunque, sembra avere fiducia in noi, e dobbiamo approfittarne. Non promette bene neppure la frase del ministro degli Esteri Gentiloni che, come se si trattasse di ordinaria amministrazione, dice che “se ci saranno ulteriori richieste, le valuteremo”. Non è tempo di indugi, anche se in una prima fase si tratterà di fare più sacrifici che mietere benefici: perché più presto riusciremo a far capire a Serraj che Roma è la sua capitale di riferimento in Occidente, più i nostri interessi saranno tutelati: si va da un maggiore, e in questo momento cruciale, controllo del traffico di migranti alla difesa delle posizioni dell’ENI, sicuramente insidiate oggi, oltre che da forze locali, anche da francesi ed inglesi (che, stando a informazioni giornalistiche, starebbero addirittura assistendo già le milizie governative nei combattimenti).

C’è, naturalmente, il rischio di puntare sul cavallo sbagliato, cioè che Serraj, pur sostenuto dalla comunità internazionale, non riesca ad affermare la sua autorità su tutto il Paese: c’è il generale Haftar, sostenuto dall’Egitto (e forse dalla Francia) che ancora non ne riconosce l’autorità e punta alla separazione tra Tripolitania e Cirenaica, con la inquietante prospettiva che, sconfitta l’ISIS, si passi a una guerra civile. Comunque, poiché i nostri maggiori interessi sono a Tripoli, il rischio è da correre. Non dobbiamo mandare ufficialmente truppe sul terreno, una cosa che richiederebbe l’autorizzazione del Parlamento e che gli stessi libici non vogliono, ma per tutto il resto la disponibilità deve essere massima: riprenderci il rapporto con la Libia che Berlusconi aveva instaurato con Gheddafi sarebbe il maggior successo di politica estera cui l’Italia può aspirare in questo momento.

http:ilgiornale.it/news/mondo/contiamo-ancora-qualcosa-libia-adesso-o-mai-pi-1296292.html

REAZIONE:SE QUALCHE DUBBIO RESTA SULLE INTENZIONI GUERRAFONDAI DIVERSIVE DI BERLUSCONI ALLA MANIERA DI LEOPOLDO FORTUNATO GUALTIERI,QUESTO EDITORIALE DEL GIORNALE DELLA SUA FAMIGLIA NE E’ LA CONFERMA.BERLUSCOSCONI DI FRONTE ALLE DIFFICOLTA GIUDIZIARIE DEL RUBY TER E RENZI ARRIVATO AL CAPOLINEA E MESSO DAVANTI UN DISATRO ECONOMICO DI SIMILE PORTATA A QUELLO CHE PORTO ALLA ESTROMISIONE DI BERLUSCONI, PUNTANO TUTTO SU UN NEMICO ESTERNO.

INVECE CREDO CHE BERLUSCONI E RENZI SIANO CO-RISPONSABILI DEL CAOS LIBICO ATTUALE,CHE IL PRETESO RUOLO MILITARE DELL’ITALIA SIA UNA BUFFONATA,CHE BERLUSCONI(DI QUI NON ABBIAMO ANCORA VISTO UN VIDEO DEI SUOI INTERVENTI PUBBLICI DEL DOPO INTERVENTO CARDIOLOGICO TRANNE QUELLO CHE TESTIMONIAVA L’USCITA DEL SAN RAFFAELE)INSIEME A BOSSI E MARONI DEVONO ESSERE PORTATI DAVANTI AD UN  TRIBUNALE INTERNAZIONALE PER GENOCIDIO NEL PIU GRANDE OLOCAUSTO DEL DOPOGUERRA NEL MEDITERRANEO,E PER ALTRI MOTIVI SE SI VERIFICASSI UNA  GUERRA CIVILE IN LIBIA.

TUTTA LA VICENDA NELLA NOSTRA EX-XOLONIA DA KADAFY IN POI   SIA IL PIU EXECRABILE CAPITOLO DELLA STORIA ITALIANA,UNA BUFFONATA CHE SE NON FOSSE STATA TRAGICA SAREBBE COMICA.

AH…NON ENTRO NEL MERITO DELLE CONSIDERAZIONI PARTICOLARI DELL’ARTICOLO,BERLUSCONI E’ ORMAI STORIA E NON RIFERENTE DI ESPERIENZA NELLA NO FLY ZONE.

13 AGOSTO 2016:APP E TERRORISMO,FERMARLI

1-SU LE MONDE:

lemonde.fr

Bernard Cazeneuve veut « une initiative européenne » contre le chiffrement
Bernard Cazeneuve et Manuel Valls lors d’un déplacement à l’école de gendarmerie de Richemont, le 11 août.
Bernard Cazeneuve et Manuel Valls lors d’un déplacement à l’école de gendarmerie de Richemont, le 11 août. PHILIPPE DESMAZES / AFP
La France veut porter avec l’Allemagne une initiative européenne puis internationale sur le chiffrement des communications, qui complique la lutte contre le terrorisme, a annoncé Bernard Cazeneuve, jeudi 11 août. Le ministre de l’intérieur travaillera sur ce sujet avec son homologue allemand le 23 août, à Paris, « pour que nous puissions sur cette question lancer une initiative européenne destinée à préparer une initiative plus internationale permettant de faire face à ce nouveau défi », a-t-il dit.

« C’est une question centrale dans la lutte antiterroriste, beaucoup des messages échangés en vue de la commission d’attentats terroristes, le sont désormais par des moyens cryptés », a-t-il ajouté à l’issue d’un conseil de défense à l’Elysée. M. Cazeneuve a souligné « la nécessité d’y faire face au plan international parce que ce n’est pas un pays seul qui peut prendre des initiatives ».

M. Cazeneuve n’a donné aucune précision quant au type de propositions que la France envisage de faire. Depuis plusieurs années, un vif débat oppose, dans le monde entier, certains gouvernements et les éditeurs de services Internet, soutenus par la vaste majorité des experts en chiffrement. Le gouvernement britannique a, un temps, menacé de contraindre juridiquement les géants du Net à fournir des clefs permettant de déchiffrer les messages, ou d’installer des « portes dérobées » dans ses logiciels. Au début de 2016, le FBI américain avait engagé un vaste bras de fer avec Apple, qu’il entendait contraindre à débloquer le contenu d’un iPhone chiffré ayant appartenu aux auteurs de l’attentat de San Bernardino.

A la question de savoir s’il souhaitait que les auteurs de logiciel fournissent aux Etats les moyens de déchiffrer ces communications, ce que nombre d’entre eux se refusent à faire, M. Cazeneuve a répondu : « La France fera des propositions, j’en ai adressé un certain nombre à mon homologue allemand. »

Les experts dubitatifs

Les experts en chiffrement sont très dubitatifs face à ce type de demandes, arguant que toute faille dans un logiciel sera inévitablement exploitée par des tiers, et que le chiffrement, utilisé par de très nombreux services bancaires, commerciaux, ou de sécurité informatique, est un outil indispensable au fonctionnement d’Internet.

Depuis les révélations d’Edward Snowden sur la surveillance de masse pratiquée par la NSA américaine, de nombreux grands acteurs ont renforcé la sécurité de leurs services en les chiffrant ou en en renforçant le chiffrement. WhatsApp, la très populaire application de messagerie, a ainsi déployé dans le monde entier le chiffrement « de bout en bout » des messages : ces derniers sont désormais indéchiffrables par toute autre personne que leur destinataire, et même l’entreprise ne peut accéder à leur contenu.

L’organisation Etat islamique recommande à ses membres et à ses sympathisants d’utiliser Telegram, une application de messagerie qui permet aussi d’envoyer des messages chiffrés. Les deux assassins du père Jacques Hamel, à Saint-Étienne-du-Rouvray, utilisaient notamment l’application. Mais si celle-ci permet d’envoyer des messages chiffrés, au moins l’un des deux hommes utilisait régulièrement la fonction de « chaîne » de Telegram, qui permet de diffuser des messages à un groupe de personnes, et qui n’est elle pas chiffrée.

http:lemonde.fr/pixels/article/2016/08/12/bernard-cazeneuve-veut-une-initiative-europeenne-contre-le-chiffrement_4981741_4408996.html

 

-SU LA STAMPA:

lastampa.it

La Francia mobilita l’Europa contro la cifratura delle app
francesco semprini

La Francia vuole lanciare una iniziativa europea per contrastare la cifratura forte delle comunicazioni, la stessa adottata ormai da applicazioni con milioni di utenti in tutto il mondo, come WhatsApp e Telegram. Ad annunciare il progetto è stato ieri il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve, che già il 23 agosto ha in programma un incontro sul tema con il suo omologo tedesco, Thomas de Maiziere. L’obiettivo del meeting, nelle parole di Cazeneuve, è di “lanciare una iniziativa europea preparatoria di un progetto più internazionale”.

I MESSAGGI CIFRATI E I TERRORISTI

Secondo il ministro, molti messaggi scambiati dai terroristi sarebbero ormai cifrati e l’intelligence farebbe fatica a intercettarli. Dunque la questione della cifratura, per il governo francese, sarebbe centrale nella lotta al terrorismo. «La Francia farà delle proposte, e ne ho già inviate alcune al mio collega tedesco», ha precisato Cazeneuve. Non è chiaro che cosa conterrebbero tali proposte; è tuttavia evidente che l’uscita della Francia rinfiamma lo scontro sulla crittografia, che per la verità cova sotto le ceneri da almeno 20 anni, e che negli ultimi mesi è stato riattizzato da vari episodi, a partire dal braccio di ferro Apple/Fbi – finito, ricordiamolo, con i federali che hanno infine trovato una via alternativa per accedere allo smartphone dei Syed Farook, l’attentatore di San Bernardino.

Negli ultimi anni l’utilizzo estensivo della crittografia – che è alla base della diffusione via internet di molti servizi essenziali, a partire da pagamenti e transazioni bancarie, e che era già adottato da tempo da parte di una élite più ristretta di utenti – si è diffuso tra milioni di consumatori. Ci sono stati alcuni punti di svolta in tale processo: tra questi, la scelta di Apple nel 2014 di estendere e rendere di default la cifratura del suo iPhone, collegandola all’inserimento di un codice di accesso al telefono; ma anche la diffusione di app di messaggistica che hanno adottato la cosiddetta cifratura end-to-end, dove solo mittente e destinatario della comunicazione posseggono le chiavi per cifrarla e decifrarla – quindi nemmeno il fornitore del servizio è in grado di leggerla. Quali sono queste app? Le più diffuse sono iMessage, Signal, Telegram (dove però la cifratura end-to-end non è una impostazione predefinita e copre solo i messaggi fra due utenti) e ovviamente WhatsApp, che ha finito la sua monumentale migrazione alla blindatura totale di tutti i suoi contenuti all’inizio del 2016, nel pieno dello scontro tra la Apple (che infatti aveva l’appoggio, fra gli altri, di WhatsApp/Facebook) e il Dipartimento di Giustizia statunitense.

L’uso da parte di jihadisti di simili strumenti è probabile, dal momento che una app come WhatsApp è usata da oltre un miliardo di persone, e quindi presumibilmente lo sarà anche da criminali e terroristi – e sappiamo che l’Isis usa molto i canali e i gruppi di Telegram per diffondere propaganda (che non sono cifrati end-to-end per altro). Anche se le capacità informatiche degli attentatori, almeno per quanto emerso fino ad oggi, non sembrano essere in genere molto avanzate. Così, in modo più o meno ufficiale, i governi stanno facendo pressione sulle aziende tecnologiche. Del resto già nel marzo 2015 il direttore dell’Europol, Rob Wainwright, citava la cifratura come uno dei problemi che dovevano affrontare nelle indagini. Ma cosa vogliono ottenere esattamente? È anche solo pensabile mettere al bando la crittografia forte (o le app che la implementano)?

ANCORA CRYPTO-GUERRA

«La battaglia sulla crittografia va avanti da anni e non si è mai fermata», commenta a La Stampa Stefano Zanero, professore di sicurezza informatica al Politecnico di Milano, di ritorno dal Defcon di Las Vegas, uno dei più importanti raduni internazionali della scena hacker. «Quando i governi hanno capito che non si poteva tenere nel cassetto un pezzo di disciplina scientifica, allora hanno provato a tenerla lontana dal grande pubblico. Eppure la diffusione della cifratura è stata positiva, ha spostato più in alto il livello di rischio per tutti gli utenti, permettendo di aumentare la protezione per chi se lo merita, ovvero per la maggioranza delle persone che la usano per attività lecite ed importanti. I criminali adottavano la crittografia anche quando era difficile, e continueranno a farlo anche se dovesse essere illegale».

Se dunque una messa al bando della tecnologia è impensabile (e susciterebbe la reazione sdegnata di quasi tutta la comunità tecnologica), i governi potrebbero richiedere una qualche forma di backdoor, di accesso secondario a un sistema, una scelta che prevede però l’indebolimento dello stesso. Ma la stessa Europol, insieme all’Enisa, l’agenzia dell’Unione europea che si occupa della sicurezza delle reti, avevano scartato qualsiasi ipotesi di backdoor in una dichiarazione congiunta dello scorso maggio, perché queste «aumenterebbero la superficie di attacco per abusi malevoli, e dunque, avrebbero implicazioni ben maggiori per la società».

In alternativa, i governi potrebbero cercare quanto meno di ostacolare la diffusione di massa della crittografia forte. È la tesi avanzata da Nate Cardozo, legale della Electronic Frontier Foundation, storica associazione per i diritti digitali, in una presentazione al Defcon. «Il governo non è stupido», ha dichiarato l’avvocato riferendosi in questo caso agli Stati Uniti. «Sanno che non c’è un modo per togliere la crittografia forte dalle mani di chi sia determinato a usarla. Ma è invece possibile toglierla a chiunque entri in un negozio per comprare un iPhone». O a chiunque oggi scarichi una app.

Alcuni diritti riservati.

http:lastampa.it/2016/08/12/esteri/la-francia-mobilita-leuropa-contro-la-cifratura-delle-app-MGNtZU312IbaxQcqMK4iZI/pagina.html

REAZIONE:PER QUANTO RIGUARDA ALLE CIFRATURE TOUT COURT QUESTE PAGINE DEI FATTI INTERNI  SONO PER  LA TRANSPARENCE CHE PRATTICO PERO PENSANDO ALLA GLOBALITA SENZA CADERE IN GENERALIZAZZIONI PENSO CHE NON SIA ASSOLUTAMENTE ADEGUATA L’INIZIATIVA DI HOLLANDE,COME LE AZIENDE DELLE TELECOMUNICAZIONI CREDO CHE ESSISTE RISCHIO DI FAVORIRE IL TERRORISMO,FORSE DI PIU, ANCHE LEVANDO L’ENCRITTAZIONE:FORSE I GUAI SONO “DENTRO DI NOI” E L’UTENTE DEVE ESSERE GARANTITO.

 

 

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