FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 332

16 MAGGIO 2017:SIAMO IN ANSIA PERCHE RENZI  INIZI LA RISCOSSA

-SU LA STAMPA:lastampa.it

Incontro con Obama e Michelle. E Renzi prepara la riscossa
paolo colonnello

Un appuntamento è già fissato, lunedì 8 maggio a Milano. A un altro, con le rispettive mogli, si sta lavorando: dovrebbe essere una decina di giorni dopo, in Toscana. Matteo Renzi ci si è dedicato nelle settimane scorse, tra un impegno e l’altro di campagna per le primarie. Nella speranza che saranno i primi incontri internazionali da segretario rieletto del Pd: quelli con l’ex presidente americano Barack Obama, al suo primo tour in Europa dopo l’abbandono della Casa Bianca.

Quello dell’8 maggio «è un incontro non ufficiale, ho piacere che Obama venga in Italia e vado volentieri a Milano a salutarlo», ha spiegato Renzi ad alcuni amici. In questi mesi, racconta chi gli è vicino, un canale con il predecessore di Trump è rimasto aperto dopo che, da premier, era stato l’ultimo ospite straniero alla Casa Bianca. Era ottobre: Renzi si presentò accompagnato dalla moglie Agnese e una parata di talenti italiani (dalla campionessa paraolimpica di scherma Bebe Vio alla sindaca di Lampedusa Giusy Nicolini, fresco premio per la pace Unesco, a Roberto Benigni); Obama lo accolse con un largo sorriso e parole di sostegno per l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre.

Da allora, Renzi ha perso il referendum e la guida del governo; Obama ha finito il mandato ed è tornato alla vita di «comune» cittadino. Ora però è con un viaggio in Europa che torna alla vita pubblica, in chiave anti-Trump, spiegano analisti americani: prima tappa, Milano, la terza edizione di Seeds & Chips, il Global food innovation summit, dove, accompagnato dal suo cuoco personale alla Casa bianca, Sam Kass, il 9 maggio alle 14 terrà un intervento sugli effetti del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare.

Atterrerà nel capoluogo lombardo il giorno prima, lunedì 8, tra imponenti misure di sicurezza, e alloggerà in un lussuoso hotel a cinque stelle del centro città: lì ha già ottenuto un appuntamento Renzi, «prendiamo un caffè insieme», minimizza coi collaboratori, felice di reincontrare un leader politico di cui, ha detto pochi giorni fa, se fosse quindicenne terrebbe il poster in camera. Nei giorni meneghini è previsto anche che il sindaco, Beppe Sala, gli consegni il sigillo della città: per motivi di sicurezza, ancora da chiarire se la cerimonia si potrà tenere a Palazzo Marino o altrove.

Ma non è il solo incontro con l’ex commander in chief che l’aspirante segretario rieletto del Pd ha messo in agenda. Dopo l’impegno milanese, infatti, Obama resterà in Europa: il 25 maggio è in programma un incontro con la cancelliera Angela Merkel a Berlino, mentre il 26, in concomitanza con l’apertura del G7 a Taormina, lui si recherà nella Scozia anti-Brexit. È prima di questi appuntamenti, in una data ancora da designare con certezza – potrebbe essere venerdì 19 o martedì 23 – che si sta lavorando a un nuovo incontro tra i due. Questa volta esteso alle mogli, perché Michelle dovrebbe raggiungere il marito dagli Stati Uniti.

Destinazione, la Toscana di Renzi, che lo stesso ex presidente e consorte hanno visitato in passato, «ci siamo stati con Michelle: bei tempi, non avevamo figli», ha avuto modo di scherzare lui una volta. Probabilmente, l’incontro sarà a Firenze, la città di cui l’ex presidente del Consiglio è stato sindaco, ma non è escluso che si terrà invece in un borgo fuori città. Un incontro a quattro, forse un’onorificenza da consegnare al leader democratico, premio Nobel per la pace, che «ha cambiato la storia di questo pianeta», come ripete Renzi.

Oggi, l’ex segretario ricandidato cercherà di vincere le primarie. Già proiettato ai primi appuntamenti da leader riconfermato.

http:lastampa.it/2017/04/30/italia/politica/incontro-con-obama-e-michelle-e-renzi-prepara-la-riscossa-oMHd1jD4YT26EsRR36ebzN/pagina.html

REAZIONE:MISSIONE IMPOSIBILE:

-APPENDICE:ANCHE QUESTA RISCOSSA DI SALVINI VOGLIAMO

-SU LA REPUBBLICA:

Primarie Lega, Salvini dopo la vittoria: “Avanti senza alleanze con Alfano, anche in Lombardia”

Primarie Lega, Salvini dopo la vittoria:
Matteo Salvini (ansa)

Dopo aver vinto con l’82,7% dei voti, il rieletto segretario del Carroccio detta la linea a Maroni. “Non sono un uomo solo al comando”, dice. E sui migranti: “Fermare gli sbarchi anche fisicamente”

15 maggio 2017

La sua leadership è stata confermata senza ombra di dubbi, con quell’82,7% dei consensi che deve tenere conto, però, di una affluenza non proprio di massa nei seggi allestiti per le primarie. Ed è con quel risultato acquisito che adesso Matteo Salvini manda un messaggio chiaro agli oppositori interni del suo partito e anche a chi, nel centrodestra, ha messo in dubbio la sua linea: “Il popolo della Lega si è espresso: con ieri si chiude il capitolo di Salvini uomo solo al comando e di chi dice che la linea lepenista non gli piace: è evidente che è stata avvalorata la battaglia federalista, identitaria e sovranista della Lega”. Si va avanti così, quindi, “senza alleanze con Alfano” e continuando la battaglia contro gli sbarchi dei migranti. “Stiamo cercando – avverte – ogni azione possibile per bloccarli anche fisicamente, con metodi legali e quasi legali, con le buone e non”. Poi ai microfoni di Radio Padania, dove ha commentato i 68 arresti dell’operazione anti ‘ndrangheta legata al Cara di Isola di Capo Rizzuto, ha aggiunto: “Vedremo di adottare ogni mezzo possibile per fermare questa invasione. Siamo di fronte a un tentativo di pulizia etnica”.

Miganti, Salvini: “In atto un tentativo di sostituzione etnica da parte degli immigrati”

“Non cambio nome né camicia”, assicura adesso il segretario. Nessuna marcia indietro, insomma, soprattutto dopo le critiche che erano piovute nei giorni scorsi sul segretario leghista e sul suo appoggio senza se e senza ma a Marine Le Pen, la grande sconfitta delle elezioni presidenziali francesi. Critiche arrivate anche dai nomi più illustri del Carroccio, come il governatore della Lombardia (ed ex segretario) Roberto Maroni e dal fondatore Umberto Bossi che al seggio di via Bellerio non aveva usato mezzi termini: “Se vince Salvini la Lega è finita”, ipotizzando anche un abbandono della sua creatura proprio in contrasto con la linea salviniana.

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Lega, Salvini: ”Non sono più l’uomo solo al comando”

Risponde il segretario: “Spero che Bossi non lasci, mi auguro non solo che nessuno esca, ma sono sicuro che tanti altri arriveranno”. Ma – riallacciandosi alla sua polemica dei giorni scorsi contro quel pezzo di Lega che “rimpiange le cene di Arcore” e preferisce restare accodata a Forza Italia – aggiunge: “Se qualcuno ha fatto accordi politici con qualcun altro faccia quello che ritiene: se Bossi vuole bene alla Lega guardi bene questi numeri e ci aiuti a dare battaglia. Altrimenti, non posso mettere il guinzaglio a nessuno”

.https:facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmatteo.salvini1%2Fposts%2F10211325603869443&width=500
Il voto alle primarie – anche se Salvini ammette: “La prossima volta faremo in modo che si esprimano tante persone in più” – certifica quindi che quella linea non è ‘solo’ di Salvini, scelto dal 95% dei votanti in Liguria e dal 78% in Lombardia, la terra del suo sfidante, l’assessore regionale Gianni Fava. E quindi, adessi, è il momento del rilancio: “La Lega è pronta a votare qualsiasi legge maggioritaria, anche con il mago Merlino”, avverte, con un messaggio diretto anche ai centristi del ministro Angelino Alfano. “Chi regge il moccolo a Renzi e alla Boschi non può essere alleato della Lega né a livello nazionale né regionale, quindi nemmeno in Lombardia. In Veneto Zaia governa con una maggioranza schiacciante senza gli alfaniani”. Un avviso per Maroni, quindi, in vista delle elezioni Regionali del 2018? “Non si può fare una cosa a Roma e un’altra qui: a livello locale ho lasciato libertà di scelta, ma a livellopolitico nazionale e regionale la scelta passa da me, e la Lega non sarà alleata di Alfano”. Risponde a distanza Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare, il movimento di Alfano: “Noi vogliamo sapere se l’interlocutore è Maroni o Marine Le Pen, che nulla ha a che fare con la nostra storia di governo, con la nostra storia e nemmeno con la storia della Lega: le preclusioni non ci interessano, noi non cerchiamo nessuno e nessuno deve cercare noi”.

http:milano.repubblica.it/cronaca/2017/05/15/news/matteo_salvini_primarie_lega_milano-165497256/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P7-S1.6-T1
REAZIONE:POICHE BOSSI HA RAGIONE ALLA FINE DELLA DOPPIA RISCOSSA CI TROVEREMO SENZA PD NE LEGA.(E SI SA CHE ALFANO E BERLUSCONI SONO  CADAVERI POLITICI)
 AVANTI E BENVENUTO TRUMP A SIGONELLA,IN SICILIA,E A ROMA.
18 MAGGIO 2017:”LO SPORT FUORI CONTROLLO”,VITTORIA
-SU LE MONDE:
Idées
édition abonné
« Il faut sauver le sport de la corruption et du crime organisé »

Dans une tribune au « Monde », l’avocat spécialisé en droit du sport Thierry Granturo estime que le développement du « sport-business » accroît la nécessité d’une régulation publique des activités des grandes fédérations.

Le Monde | 17.05.2017 à 12h29 | Par Thierry Granturco (Avocat aux barreaux de Paris et Bruxelles, ancien footballeur, est spécialisé en droit du sport)

image: http:s1.lemde.fr/image/2017/05/17/534×0/5129054_7_54ae_2017-05-11-abf8c9f-303d88e468df4b66ae593594143f0_fe75d76b170e8f81a6817114fc492358.jpg« Le football n’est pas qu’un sport. Ce n’est pas qu’un “business”. C’est une économie ». (Photo : le président de la FIFA Gianni Infantino prend la parole durant le congrès de la fédération internationale de football amateur, quelques jours après la décision du conseil (le gouvernement) de l’instance de remplacer les deux coresponsables de son comité d’éthique dit « indépendant ». A Manama (Bahreïn), le mardi 10 mai).

TRIBUNE. Scandale sans précédent à la Fédération internationale de football amateur, corruption à l’Association internationale des fédérations d’athlétisme, dopage d’Etat en Russie, détournement de fonds à la Fédération sud-américaine de football, truquage de matches de football, de tennis et même d’e-sports, corruption au Brésil lors de la Coupe du monde de football 2014 et des Jeux olympiques (JO) 2016, soupçons de fraude fiscale dans le foot anglais… Il ne se passe plus une semaine sans qu’une nouvelle affaire de corruption ou de dopage ne vienne salir une discipline sportive. Comment en est-on arrivé là ?

Alors que Paris, appuyé par les pouvoirs publics français, s’efforce de séduire le Comité international olympique (CIO) pour organiser les JO de 2024, il est bon de rappeler l’une des causes principales de ces dérives : l’autonomie du sport. C’est ce principe qui permet aux dirigeants sportifs d’être indépendants du pouvoir politique et, dans une certaine mesure, du pouvoir judiciaire.

C’est cette autonomie qui a généré, chez eux, de très mauvaises habitudes. Les fédérations nationales et internationales sont gérées d’une manière défiant tous les principes de bonne gouvernance : non-respect des grands principes du droit, contrôle interne défaillant, contrôle externe complaisant, élections taillées sur mesure, mandats multiples… Certains patrons de fédérations sportives ont une longévité qu’on leur envie en Biélorussie ou en Corée du Nord.

Changements drastiquesHier, on pouvait entendre le CIO affirmer avec force que « l’autonomie est une nécessité (…) car elle garantit la préservation des valeurs du sport (…), l’intégrité des compétitions (…), l’éducation des jeunes et la contribution au bien-être de tous (…), contribuant ainsi à sa crédibilité et à sa légitimité » (cité dans L’Autonomie du sport en Europe, de Jean-Loup Chappelet, Conseil de l’Europe, 2010)….

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En savoir plus sur http:.lemonde.fr/idees/article/2017/05/17/il-faut-sauver-le-sport-de-la-corruption-et-du-crime-organise_5129056_3232.html

REAZIONE:CON IL TITOLO “IL CALCIO FUORI CONTROLLO” MI SONO BATTUTO IN SOLITARIO PER ANNI DA QUESTE PAGINE CONTRO IL NEOLIBERALISMO CHE IN FUGA SCONFITTO DALLA POLITICA E’ APRODATO NELL’ULTIMO REFUGIO  FAVORVOLE,LO SPORT.OGGI IL RICONOSCIMENTO DI QUESTO ARGOMENTO IN QUESTA NOTA MI VIENE A DARE RAGIONE.E QUESTA PREDICA SARA  CORONATA CON L’ASSEGNAZIONE A PARIGI COME SEDE DEI GIOCHI OLIMPICI,VEDI DI  SEGUITO:
1-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:
Parigi 2024, Los Angeles 2028. Milano: addio sogno olimpico …
repubblica.it/…/parigi_2024_los_angeles_2028_milano_addio_sogno_olimpico-1…

2 giorni fa – Il 13 settembre il Comitato olimpico internazionale decide l’assegnazione dei Giochi estivi del 2024: se vince Parigi, Milano è (quasi) inutile …

2-SU CLASSEURACTIV.IT:
Giochi Olimpici 2024, per Parigi è (quasi) fatta – Class EurActiv
classeuractiv.it/…/giochi-olimpici-2024-per-parigi-e-quasi-fatta-20170516085149207…

3 giorni fa – Una cena riservatissima con gli ultimi tre presidenti della Repubblica – Sarkozy, Hollande e Macron – dovrebbe aver convinto il Cio che Parigi è …

REAZIONE:VENGA RICONOSCIUTO ANCHE IL CONTRIBUTO MORALIZZANTE SULLO SPORT A VIRGINIA RAGGI:SI ALL’OLIMPISMO,SI ALLO SPORT, NO AL NEOLIBERALISMO.
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-APPENDICE:FOOTBALL,MONACO CHAMPION DE FRANCE.PARIS SAINT GERMAIN HA PERSO
-TITOLARE SU LE MONDE:
Ligue 1 : comment Monaco, champion de France, a gagné son duel …
world-302.fr.planethoster.net/…/ligue-1-comment-monaco-cha…
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1 giorno fa – Source : Le Monde – Actualités similaires … … Ligue 1 : comment Monaco, champion de France, a gagné son duel face au PSG. Posted on …

19 MAGGIO 2017:GIU LE MANI DAL MOBILE DI VOLO EUROPEO

-SU LE MONDE:lemonde.fr

Ordinateurs bannis des avions : l’Europe tente de résister aux pressions américaines

Washington voudrait interdire les ordinateurs portables dans les cabines des avions en provenance d’Europe. Une réunion s’est tenue mercredi à Bruxelles.

Ce fut une réunion à propos de laquelle, à l’évidence, la Commission européenne se voulait la plus discrète possible. Tenue à Bruxelles, mercredi 17 mai, elle visait officiellement à parler, dans le cadre de la « longue coopération » entre les autorités américaines et européennes, des « nouvelles menaces » terroristes et de la sécurité aérienne. En fait, il s’agissait d’évoquer l’éventuelle interdiction, pour les passagers européens se rendant aux Etats-Unis, d’emporter en cabine leur ordinateur portable, leur tablette ou leur lecteur de DVD.

En mars, les Etats-Unis avaient annoncé une telle mesure visant les vols en provenance de dix aéroports de pays arabes et de Turquie, en invoquant un risque d’attentats à l’explosif. Elle découlait des informations qui auraient été transmises aux autorités américaines par Israël, un pays « ami ». Ce sont ces renseignements au sujet de possibles nouvelles menaces de l’Etat islamique que le président Donald Trump a apparemment communiqués à la Russie – sans en parler immédiatement aux Européens, à la grande colère de certains d’entre eux.

Aucune décision n’a été prise

Mercredi, deux commissaires, Dimitris Avramopoulos (affaires intérieures) et Violeta Bulc (tryansports), des experts de sept pays (France, Allemagne, Italie, Espagne, Royaume-Uni, Irlande et Pays-Bas), ainsi que la vice-ministre américaine du département de la sécurité intérieure, Elaine Duke, étaient autour de la table. Les responsables de la Commission auraient refusé toute décision unilatérale et rapporté, selon un porte-parole, que les preuves avancées jusqu’ici par les Etats-Unis leur semblaient insuffisantes.

La rencontre s’est dès lors soldée par un très bref communiqué évoquant seulement un « échange d’informations » sur la meilleure manière de protéger les passagers tout en assurant la fluidité du trafic aérien. Une autre réunion aura lieu la semaine prochaine à Washington.

« Les Etats-Unis n’ont formulé aucune demande et aucune décision n’a été prise », assurait mercredi soir une source à la Commission. L’embarras des Européens est évident, et la décision des Etats-Unis apparemment bien établie : les premiers veulent éviter ce qu’un expert qualifie de « risque de désastre économique », les seconds entendent visiblement imposer une mesure générale d’interdiction ne visant « pas seulement les Européens », comme l’a précisé mardi un porte-parole du département Homeland Security à la presse de son pays.

Les mesures adoptées jusqu’ici par l’administration Trump pour des compagnies arabes concernent 350 vols hebdomadaires, mais on dénombre plus de 3 600 vols partant chaque semaine de 59 aéroports européens vers les Etats-Unis, selon le Conseil international des aéroports (AIC). Et on estime que quelque 90 % des passagers transportent des appareils qui pourraient être bannis.

Difficultés, retards et coûts

Le département américain de la sécurité intérieure se dit « conscient » des difficultés, retards et coûts – près de 900 millions d’euros, d’après l’Organisation du transport aérien international, IATA – que pourrait entraîner une mesure générale d’interdiction mais affirme que la sécurité des passagers doit être la vraie priorité. Les professionnels du secteur objectent que c’est le stockage de nombreuses batteries au lithium dans les soutes qui rendrait en fait les vols moins sûrs.

Alexandre de Juniac, le patron français de l’IATA, a selon l’agence Bloombergécrit aux responsables américains et européens pour lui faire part de ses « nombreuses préoccupations ». Il propose des mesures alternatives, comme l’utilisation de nouveaux détecteurs d’explosifs, de chiens renifleurs ou de programmes permettant de mieux identifier les passagers « à risques ».

Les responsables des institutions européennes espèrent encore prévenir une mesure générale d’interdiction. Celle-ci devait en fait être annoncée dès la semaine dernière, selon des sources américaines. « L’usage de scanners corporels, l’interdiction de liquides, la présence de policiers à bord ou la transmission obligatoire des données sur les passagers : toutes ces mesures nous ont été imposées sous la menace de réinstaurer des visas », souligne l’eurodéputée libérale Sophie in’t Veld. Elle estime que la plupart d’entre elles n’ont servi à rien.

http:.lemonde.fr/ameriques/article/2017/05/18/ordinateurs-bannis-des-avions-l-europe-tente-de-resister-aux-pressions-americaines_5129594_3222.html

REAZIONE:E’ COSI RISULTA ANCHE UN ATTACO BRUTTALE ALLA NUOVA ERA.

E’ PIU PERICOLOSA UNA BATTERIA DI LITIO DA UN PAIO DI SCARPE SPORTIVE ADIDAS?

21 MAGGIO 2017:TRAPANI,NON E’ MAFIA,E’ PEGGIO:’ L’ANTIMAFIA DEI MAFIOSI,GIU LE MANI DAL MARE NOSTRUM

-SU LA STAMPA:lastampa.it

“Norma taglia Iva in cambio di Rolex”, si dimette la sottosegretaria Vicari. Anche Crocetta indagato a Trapani
Laura Anello

Lo hanno chiamato “sistema Trapani”. È un sistema, illegale, dove politica e affari vanno a braccetto. Per tante cose. E tante volte per favorire Cosa nostra che in questa terra ha come capo quello che resta l’imprendibile capo mafia Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993. Gli ultimi risultati circa l’operatività di questo “sistema”, la Procura di Palermo ed i carabinieri li hanno trovati…in mare. L’hanno chiamata operazione “Mare Nostrum”, un mare di mazzette e corruzione per favorire l’armatore Ettore Morace nella conquista di quello che è diventato l’assoluto monopolio del traffico navale veloce in Sicilia esercitato dalla sua società, la Liberty Lines. E riscuotere così senza tanti problemi gli ingenti contributi pubblici, oltre 50 milioni di euro all’anno. Partendo da Trapani dove longa manus dell’armatore fin dentro gli uffici della Regione Sicilia per la Procura di Palermo è stato l’attuale deputato regionale del gruppo misto Mimmo Fazio, vice presidente dell’antimafia regionale, sindaco di Trapani dal 2001 al 2012 e proprio in questi giorni nuovamente candidato alla carica di primo cittadino.

Accusati di corruzione Morace da stamane è in carcere, Fazio ai domiciliari, ha dovuto interrompere la sua campagna elettorale, ampiamente finanziata, sostengono i pm della Dda di Palermo, dall’armatore Morace, pronto a pagare i costi tipografici di manifesti e volantini, per 10 mila euro, come se si fosse trattato di materiale destinato alla Liberty Lines. Fazio che sarebbe stato agevolato in assunzioni e favori vari. Per i pm ha fatto “mercimonio” del suo incarico parlamentare. Un “sistema” con importanti agganci. I ndagati sono infatti il Governatore Rosario Crocetta e il sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari, che ha annunciato le dimissioni. Per loro l’accusa è quella di concorso in corruzione. Il Governatore Crocetta è chiamato in causa a proposito dei bandi per l’assegnazione delle tratte sociali sulle rotte per le isole minori siciliane che sarebbero stati fatti assecondando i voleri dell’armatore Morace e andando contro pareri di dirigenti regionali come la dott. Dorotea Piazza, minacciata dall’on. Fazio e le cui dichiarazioni hanno dato il via alle indagini.

Il sottosegretario Vicari si sarebbe adoperata per riconoscere alle compagnie armatrici nell’ultima finanziaria nazionale un abbattimento sull’Iva. In cambio per lei un Rolex e i carabinieri hanno intercettato l’esponente di governo ringraziare Morace del pensiero. I magistrati hanno riscontrato tutto, a presentare l’emendamento alla Finanziaria nazionale del 2016 è stato l’on. Garofalo, e la Vicari poi parlando con Morace prese tutto il merito.

Ma si parla anche del ministro De Vincenti all’interno dell’operazione “Mare Nostrum”. Fa capolino un affare concluso oltre un anno addietro dall’armatore Morace e cioè l’acquisizione della flotta della ex Siremar. Una vicenda complessa che ha visto la Liberty Lines prevalere su un’altra società, ora disciolta, la Compagnia delle Isole, che poteva diventare pericolosa concorrente del gruppo Morace. Intercettato a parlare con suo padre, Ettore Morace è stato ascoltato informarlo di un pranzo appena avuto a Filicudi con l’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, oggi ministro con delega al Mezzogiorno; per stessa ammissione di Ettore Morace , De Vincenti l’avrebbe aiutato nella conquista del gruppo Siremar. Su questa vendita da oltre un anno risulta presentata una interrogazione da parte del deputato Pd Davide Mattiello, che ha palesato interessi che arriverebbero sino al noto latitante Matacena.

Altro Rolex a Marcello Di Caterina, altro indagato, ex capo della segreteria del ministro Lupi, anche lui si sarebbe dato parecchio da fare per agevolare Morace, Di Caterina è anche tanto amico di Crocetta da pagargli un soggiorno sull’isola di Filicudi, così confida all’armatore Morace in una occasione per fargli capire che lui ha buoni agganci con uomini di governo. È indagato anche Massimo Finocchiaro, uomo vicinissimo a Crocetta, nella sua segreteria particolare, anche lui intercettato mentre si interessava parecchio di tutelare gli interessi dell’armatore Morace.

Tra gli indagati c’è l’ex giudice amministrativo Raffaele De Lipsis, che, su richiesta dell’on. Fazio avrebbe pressato l’attuale presidente del Cga siciliano, Claudio Zucchelli, per garantire l’accoglimento di un ricorso presentato dall’armatore Morace, e Fazio addirittura si sarebbe messo a disposizione per portare dalla parte di Morace anche il presidente dell’Antitrust, l’avv. Giovanni Pitruzzella. Ai domiciliari è finito Giuseppe Montalto, segretario particolare dell’assessore regionale ai Trasporti , Giovanni Pistorio. Montalto è un altro punto di riferimento dell’armatore Morace. Sarebbe tutta opera sua la bocciatura di un consulente alla commissione Ambiente del Parlamento Regionale. La scelta era caduta sul comandante Pino Prestigiacomo, inviso a Morace. Montalto è stato intercettato ad assicurare all’armatore che avrebbe “ammazzato politicamente” il soggetto, ed è stato sentito a portare anche dalle proprie ragioni il deputato 5 Stelle Sergio tancredi. In cambio poi a Morace, Montalto ha chiesto la nomina del giornalista Pietro Messina a capo ufficio stampa della Liberty Lines.

Tra gli indagati altri funzionari dell’amministrazione regionale come Marianna Caronia e Salvatrice Severino. Situazione incandescente dunque a Trapani dove in 24 ore la campagna elettorale in corso ha visto colpiti dall’azione giudiziaria due dei cinque candidati e poi proprio quelli più accreditati per la vittoria, oltre a Fazio anche il senatore Tonino D’Alì proposto dalla Dda di Palermo per la sorveglianza speciale, soggetto pericoloso per via dei suoi contatti con Cosa nostra. Situazione incandescente che ha indotto l’ufficio di presidenza della commissione nazionale antimafia a convocare in audizione a San Macuto il prefetto Giuseppe Priolo, per il prossimo 24 maggio. I contraccolpi elettorali sembrano non essere finiti, potrebbe arrivare in queste ore la proposta di commissariamento per inquinamento mafioso del Comune di Castelvetrano dove come per Trapani si dovrebbe votare il prossimo 11 giugno.

– DALL’ARCHIVIO: “Trapani è come la Corea del Nord”

http:lastampa.it/2017/05/19/italia/cronache/blitz-anticorruzione-in-sicilia-tra-gli-arrestati-il-candidato-sindaco-al-comune-di-trapani-FAlFgue4fF92oHX9iNSpnI/pagina.html

REAZIONE:IL PIU GRANDE ARMATORE DEL MEDITERRANEO E PADRONE CON IL FIGLIO DEL TRAPANI DI CALCIO LEVI LI MANI DAL MARE NOSTRUM.

FAZIO,MONTALTO,CROCIETTA,D’ALI,ECC,ECC,SI DEVONO DIMETTERE E L’ANTIMAFIA DEVE DISSOLVERSI NON E’ QUESTA LA SOLA VOLTA CHE SI TROVA COINVOLTA CON LA MALA VITA E LA CORRUZIONE SE NO SIN DAI TEMPI DI DI PIETRO E CON LUI LA HA CONDANNATO ANCHE IL VOTO POPOLARE.STOP ALLA COREA DEL NORD,GIU LE MANI DAL MARE NOSTRUM.IL CALCIO E IL SUO NEOLIBERALISMO,VERBIGRAZIA IL CAPITALISMO SELVAGGIO,SONO IMPOSIZIONI FORANEI,ARTFICIALMENTE IMPORTATI CHE INTEGRANO IL PEGGIO DELLA SOCIETA(BASSI FONDI,MALA VITA,VIOLENZA,CRIMINALITA,TRAFICO DI PERSONE,DROGA,ECC)ESTRANEI ALLA MODERNA IDEOSINCRAZIA DELLA NOSTRA MILLENARIA CIVILTA(NEOCLASSICA),E INOLTRE FATTORE DI ALLIENAZIONE COMPORTAMENTALE E ANNESTESIA CULTURALE DELLA NOSTRA GIOVENTU.

-E COSI  SU LA REPUBBLICA:

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