FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 336

21 GIUNIO 2017:VIA LA CINA DELL’EUROPA E LA NUOVA ERA

-SU LA STAMPA:
LaStampa.it ECONOMIA
SEZIONI
Lo scudo di Macron per frenare le aziende cinesi in Europa b
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Il presidente francese chiede al Consiglio Ue misure per difendere aree pñstrategiche

LAPRESSE
Il presidente francese Macron vuole mettere un argine all’invadenza cinese in Europa
Pubblicato il 21/06/2017
MARCO BRESOLIN
INVIATO A BRUXELLES
Tra due giorni inizieremo a capire se Emmanuel Macron è veramente in grado di mettersi al timone dell’Europa. Il neopresidente francese debutta domani al Consiglio europeo di Bruxelles (che durerà fino a venerdì) e si presenterà subito con un dossier che è stato uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale: il commercio internazionale. La sua priorità è nota: difendere le imprese europee, in particolare dall’avanzata degli investitori cinesi, nei «settori strategici». Anche a costo di passare per protezionista, in un’epoca in cui proprio l’Europa punta il dito contro l’America di Trump per la sua chiusura.
E sono proprio i partner europei più allergici alle barriere commerciali che il leader francese dovrà cercare di convincere. Germania e Italia sono al suo fianco, ma nelle riunioni preparatorie di questi giorni tra gli sherpa è emersa una certa resistenza soprattutto tra i Paesi nordici. Svezia, Olanda, Danimarca, Finlandia – ma la lista è più lunga – non vogliono che l’Europa sposi la linea del protezionismo. E così è partito il lavoro per limare il testo delle conclusioni del vertice. L’ultima bozza dice che «il Consiglio europeo invita la Commissione a esaminare i modi per identificare e schermare gli investimenti da Paesi terzi in settori strategici». Ma, rispetto alla prima versione del testo, il fronte del Nord è riuscito a far aggiungere che tutto avverrà «rispettando le competenze degli Stati membri».
Una fonte diplomatica spiega che una via d’uscita potrebbe essere la creazione di una sorta di legge-quadro europea che garantisca agli Stati la possibilità di intervenire per filtrare ed eventualmente frenare gli investimenti esteri. Possibilità, ma non obbligo: le singole capitali sarebbero lasciate libere di decidere autonomamente. Macron vorrebbe qualcosa di più, una sorta di scudo europeo, decisamente più solido ed efficace. Robotica, chimica, manifatturiero: questi i settori che vedono il Dragone in prima linea nelle operazioni di fusione e acquisizione delle imprese europee. Anche se il terreno di conquista preferito resta l’America, con un flusso in entrata di 385 miliardi di dollari nel 2016 (dieci volte tanto gli investimenti nell’Ue), in crescita dell’11% rispetto al 2015.

Più difficile, invece, trovare consenso tra i leader del Vecchio Continente sul Buy European Act, altro cavallo di battaglia di Macron. Il francese vorrebbe vietare l’accesso agli appalti pubblici a tutte quelle aziende che non hanno almeno il 50 percento della loro produzione in Europa. Progetto già bocciato da alcuni esponenti della Commissione (il vicepresidente Jyrki Katainen su tutti) e da diversi capi di Stato e di governo. Una misura giudicata troppo protezionistica: a Bruxelles si preferisce puntare sul concetto di «reciprocità». Gli appalti pubblici restano aperti alle imprese di quei Paesi che concedono l’accesso alle imprese europee.

L’Ue, si legge sempre nella bozza delle conclusioni, «manterrà il mercato aperto» e «combatterà il protezionismo» per «promuovere un’agenda per un commercio libero». Libero, ma «equo». Quindi con alcuni limiti: dovrà quindi proseguire il lavoro per definire «strumenti di difesa commerciale moderni e compatibili con il Wto per combattere le distorsioni». Proprio ieri la commissione Commercio internazionale dell’Europarlamento ha approvato il nuovo sistema di dazi anti-dumping, che aggira il problema del riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina. Tra le novità, l’eliminazione dell’onere della prova a carico delle imprese (spetterà agli esportatori) e l’uso dei prezzi internazionali come criterio per valutare se c’è una distorsione di mercato.

E i rapporti con Trump? Nelle conclusioni del vertice non c’è traccia dell’asse transatlantico. Anzi, l’Ue guarda altrove e punta a chiudere gli accordi commerciali con i Paesi del Mercosur, il Messico e il Giappone. Il Ttip è «congelato», dice la commissaria Cecilia Malmstroem. Per non dire sepolto.
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I campioni che dobbiamo proteggere
STEFANO LEPRI

http:.lastampa.it/2017/06/21/economia/lo-scudo-di-macron-per-frenare-le-aziende-cinesi-in-europa-WIVASlWSX2UyIQVWVxh84M/pagina.html.
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REAZIONE:BENE MACRON ALL’INIZIO,ALLO STESSO TEMPO CHE SI AVVICINA A TRUMP PROTEZIONISTA,EVITA IL Titp E METTE UN MURO ALLA CINA:UNA COOPERAZIONE USA-EUROPA ESSISSTE GIA E LA CINA HA CAMBIATO,ANZI CHE DEVENIRE UNA ECONOMIA DI MERCATO HA TRANSFORMATO LE LIBERALIZAZIONI E RIFORME IN PIU COMUNISMO E CHIARO NEOLIBERALISMO.LA VIA DELLA SETA NON E’ LA VIA DELLA NUOVA ERA ORMAI,E IL FARO VENEZIANO VERSO L’EST NON PUNTA PIU VERSO LA CINA.
SOSTITUIRE IL COMMERCIO CON NORDAMERICA PER IL MERCOSUR?E CHI CI CREDE?SONO SOLO SPECULAZIONI DI LA STAMPA,NON E’ POSSIBILE E SI TRATTA SOLO DI UNA ENNUNCIAZIONE DI DESIDERI PER PUNIRE IL BREXIT E TRUMP PROTEZIONISTA,MA QUESTO E’ DIVENUTO ANCHE FLEXIBLE E HA AMORBIDITO IL SUO PROTEZIONISMO AVVICINANDOSI ALL’EUROPA,UNA COSA SONO LE INTENZIONI POLITICHE E ALTRA LA REALTA COMMERCIALE,BUSSINESS ARE BUSSINES E IL VOLUME DI COMMERCIO CON IL MERCOSUR E’ SCARSO E MONOPRODUTTIVO SOLO CARNE,SOIA E MATERIE PRIME,TUTTE FACILMENTE SOSTITUIBILI ALTROVE.

NESSUNO CREDE INOLTRE CHE LA FRANCIA VOGLIA O POSSA VENIRE A MENO TRADIZIONALI ALLEANZE.SOLO BISOGNA CAPIRE CHE IL TEMPO DI OBAMA HA SCADUTO.

21 GIUNIO 2018:VIA CUBA DA AMERICA

-SU TGCOM24:
TGCOM24Accedi
Tgcom24 Mondo
16 GIUGNO 201712:01
Trump: annullo il precedente accordo unilaterale di Obama con Cuba
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“Alleviare le sanzioni sul turismo e sul commercio non aiuta la gente, ma arricchisce il governo”, ha spiegato il presidente americano

LEGGI DOPO
COMMENTA
“Cancello l’accordo unilaterale siglato da Obama con Cuba”. Lo afferma Donald Trump, annunciando nuove politiche per L’Avana e auspicando libere elezioni nel Paese. “L’ex inquilino della Casa Bianca non ha aiutato i cubani, ha arricchito il regime”, mette in evidenza Trump, criticando Obama anche sul piano dei diritti umani. “I dissidenti cubani hanno testimoniato come il comunismo possa distruggere una nazione”.

Trump ha quindi sottolineato come “la sua amministrazione applicherà con maggiore vigore l’embargo e il divieto sul turismo”, di fatto aggirato in molti modi dai cittadini statunitensi.

“Il primo ostacolo alla prosperità e alla libertà economica di Cuba è il controllo dei militari sull’economia – ha proseguito Trump spiegando la decisione annunciata -. I cambiamenti che imporremo noi incoraggeranno il commercio statunitense con le imprese cubane libere. Alleviare le sanzioni sul turismo e sul commercio non aiuta la gente, ma arricchisce il governo”.

L’Avana: da Trump retorica ostile – Quello di Donald Trump a Miami è stato un “discorso carico di retorica ostile”. Lo sottolinea una lunga “Dichiarazione del governo rivoluzionario” di Cuba, confermando nel contempo “la volontà di proseguire un dialogo rispettoso” con gli Usa nei temi di mutuo interesse. “Cancello l’accordo unilaterale siglato da Obama con Cuba”, aveva affermato poco prima il presidente americano, Donald Trump, annunciando nuove politiche per L’Avana.
http:.tgcom24.mediaset.it/mondo/trump-annullo-il-precedente-accordo-unilaterale-di-obama-con-cuba_3077350-201702a.shtml?google_editors_picks=true
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21 GIUNIO 2017:ECOSISTEMA,LA FOTO PORTOGHESE

-SU LE MONDE:
Le Monde
PUBLIÉ À 13H32
La photo virale qui résume le combat et les sacrifices des pompiers portugais
Par Luc Vinogradoff

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Temps de lecture : 3 min
Le centre du Portugal fait face depuis cinq jours à un immense incendie, qui a tué 64 personnes. Au plus près des flammes, beaucoup de pompiers volontaires.

Sur les réseaux sociaux, où le temps d’attention est limité par la nature même de l’environnement, l’essence d’un événement médiatique majeur se résume parfois à une image extrêmement forte, un dessin de ralliement ou une courte vidéo. Il reste souvent cela, un visuel parmi d’autres qui n’existe dans nos flux que parce qu’il est facilement partageable et reconnaissable. Dans le meilleur des cas, il peut aussi être une porte d’entrée pour comprendre la complexité de l’événement.

Dans le cas de l’immense incendie qui brûle le centre du Portugal depuis cinq jours et a tué soixante-quatre personnes, c’est une photo de pompiers exténués qui a émergé. Elle a été diffusée, le 18 juin, par Pedro Brás, un des 1 200 pompiers portugais qui se succèdent pour essayer de veunir à bout des flammes. On y voit treize de ses collègues effondrés sur l’herbe, comme des mannequins, tombés dans le sommeil sans même avoir parfois enlevé leurs combinaisons.

La légende précise :

« Après une nuit et un jour de combat contre l’incendie forestier de Góis, nous avons eu droit à vingt-cinq minutes sur la plage fluviale, alors qu’elle était encore entourée de fumée. »
« J’ai pris [cette photo] près du village d’Alvares, dans la région de Góis, explique Pedro Brás au site espagnol El Pais Verne. On se reposait pendant que les véhicules remplissaient leurs réservoirs d’eau. » Il faisait partie d’un détachement de pompiers venus d’une soixantaine de kilomètres de Góis. Les sigles qui suivent son message sont ceux d’autres groupes de pompiers venus d’autres localités, comme Tondela ou Cabanas Viriato, dont sont originaires les pompiers allongés sur la photo.

Tous, comme Pedro Brás, sont des pompiers volontaires. Le Portugal en compte 40 000, la principale force de réponse aux incendies qui frappent le pays presque tous les étés.

Un écosystème numérique devient plus visible

L’image de Pedro Brás résume pour celui qui suit la tragédie loin du Portugal, derrière son écran, le sacrifice de ces pompiers, venus de loin pour se battre contre un incendie immense et imprévisible. Des pompiers éreintés par ce combat dont le seul moment de répit sont ces vingt-cinq minutes glanées en vingt-quatre heures.

La photo a d’abord été postée sur la page Facebook personnelle du pompier. Sa viralité – près de 6 000 partages et une visibilité hors du Web portugais – a été assurée par une autre page Facebook, Respeito pelos Bombeiros (« respect pour les pompiers »). Elle a été créée en 2014 et décrit sa mission simplement comme « aider les pompiers, aider ceux qui nous aident tant ».

Dans les jours qui ont suivi le départ de cet incendie « à la dimension de tragédie humaine jamais connue jusqu’ici », selon l’expression du premier ministre portugais, Respeito pelos Bombeiros est devenu un indispensable outil pour relayer des informations en temps réel et donner une visibilité à toutes les pages Facebook, de particuliers comme Pedro Brás ou de différents détachements de pompiers, parfois venus de France, qui postent leurs propres photos de l’incendie.

Elle a aussi comme utilité d’être le lieu où peuvent être démenties de fausses informations. Lorsque des articles ont rapporté que la piste criminelle était envisagée ou qu’un bombardier d’eau s’était écrasé, ils ont vite été démentis par les commentaires.

Des appels aux dons, aliments, boissons, habits ou argent sont relayés. Des messages de personnes à la recherche des proches disparus le sont aussi. En faisant défiler la page, on tombe régulièrement sur les visages des victimes de l’incendie. Des messages repris d’une autre page – Ate sempre (« à jamais ») – permettent de laisser un mot d’hommage.

La plupart des personnes mortes dans l’incendie l’ont été alors qu’elles roulaient dans leur véhicule, « englouti » lorsque le sinistre s’est violemment déclaré. On retrouve dans le bilan humain le nom d’un pompier, Gonçalo Assa, abondamment cité dans toutes ces pages Facebook, suivi du hashtag #herois (#héros).

On retrouvait le même hashtag, mais en anglais, #heroes, accompagnant d’autres images de pompiers se reposant après une intervention. C’était le 14 juin à Londres, après l’incendie de la Grenfell Tower dans lequel 79 personnes sont mortes ou présumées mortes.

Par Luc Vinogradoff
PUBLIÉ À 13H32
LIRE AUSSI
La photo virale qui résume le combat et les sacrifices des pompiers portugais
PubliéÀ 13h32
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http:mobile.lemonde.fr/big-browser/article/2017/06/21/la-photo-virale-qui-resume-le-combat-et-les-sacrifices-des-pompiers-portugais_5148998_4832693.html
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REAZIONE:DALLA FRANCIA APELLO A NON LASCIARE SOLA QUELLA NAZIONE.

22 GIUNIO 2017:NUOVA UNIONE IN EUROPA ALLO SBANDO
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it MONDO
SEZIONI
Ucraina, Tusk: estese le sanzioni economiche contro la Russia


AFP
Pubblicato il 22/06/2017
Ultima modifica il 22/06/2017 alle ore 21:06
«L’Ue estenderà le sanzioni economiche contro la Russia per la mancata attuazione degli accordi di Minsk». Lo ha twittato il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk. I leader dell’Ue hanno concordato sulla proroga delle misure dopo aver ascoltato la relazione della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron sull’implementazione degli accordi di Minsk; le sanzioni vengono estese per altri sei mesi, ha detto Tusk in conferenza stampa.
Le sanzioni a Mosca sono state introdotte dall’Ue per la prima volta il 31 luglio del 2014, inizialmente per un anno.

Intesa su lotta ai foreign fighter e fondo per la Difesa
In precedenza i leader dei 28 Paesi avevano raggiunto un accordo per approfondire gli sforzi contro i foreign fighter e per cooperare più strettamente con le industrie online: «Il terrorismo resta una minaccia importante. Chiediamo ai media – ha detto Tusk – di fare tutto il possibile per sviluppare strumenti per individuare e rimuovere automaticamente i contenuti» legati al jihadismo.

I leader «hanno concordato di istituire le cooperazioni per la difesa: è un passo storico», ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo, specificando che le cosiddette Pesco (cooperazione permanente strutturata) nella difesa europea «hanno l’ambizione di essere inclusive» per cui tutti gli stati membri sono invitati a partecipare e che «entro tre mesi» dovranno essere presentate le liste degli impegni per i progetti per le capacità militari e per la cooperazione «sul terreno».

«Oggi tutti gli Stati membri hanno concordato sulla proposta della Commissione di creare un fondo per la Difesa», ha detto in conferenza stampa, in una pausa dei lavori del Consiglio Ue, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker.
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http;lastampa.it/2017/06/22/esteri/il-consiglio-europeo-raggiunge-lintesa-su-cooperazione-militare-e-lotta-ai-foreign-fighter-E2XWluZFanngSFzaMNrYmO/pagina.html
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REAZIONE:MOTIVI NON MANCANO PER SANZIONARE LA RUSSIA MA SUGLI ACCORDI DI MINSK MANCA IL RICONOSCIMENTO UE DEL COLPO DI STATO IN UKRANIA,LE REGIONI AUTONOMI SONO LIBERI E INDIPENDENTI DALLA RUSSIA E PUTIN NON HA MAI AMESSO DI POSTARE FORZE MILITARI IN UKRANIA NE CI SONO PROVE AL RIGUARDO.CASO MAI LE SANZIONI DOVREBBERO PUNTARE A CRMEA MA LI A FARLA DA PADRONE E’ LA NUOVA ERA TRAMITE MEDVEDIEV.

MACRON SOFFRE DELLA STESSA MIOPIA DI HOLLANDE ASSECONDANDO LE INTENZIONI DELLA MERCKEL E IL CALCIOGOVERNO DI KIEV.E LA STESSA MIOPIA LO COINVOLGE NEL MANCATO SUCCESSO SULLA LOTTA AL TERRORISMO,NON E’ POSSIBILE SCONFIGERLO SENZA ALLONTANARSI DEL NEOLIBERALISMO E NON PARE SIA QUESTÁ LA ROTTA INTRPRESA DA MACRON.CASO MAI DOVREBBE ASPETTARE LE ELEZIONI TEDESCHE.TOCCA ALLA MERCKEL,CADRA.

STORICO ACCORDO DI DIFESA PER COMBATTERE I FOREIGN FIGTER?RIDICOLO UN MINISTERO DI DIFESA PER COMBATTERE UN NEMICO INTERNO,BASTA LA POLIZIA.

E RIDICOLA E’ L’INTENZIONE DI OMOLOGARE QUESTÁ UNIONE ALLA NATO.

DA VERO STRANNA QUESTÁ NUOVA UNIONE DI QUESTI «EUROPEI».

PD:LODEVOLE LE INTENZIONI DI MACRON SU DEMOCRATIZZARE UE,ANCORA NON HA UNA CONSTITUZIONE DEMOCRTICAMENTE APROVATA MA UN TRATTATO DI LISBONA SANZIONATO IN CONCILIABOLI FRA GALLI E MEZZENOTTI.

E DEMOCRATIZARSI MANCA ALLA GERMANIA PERCHE LA MERCKEL SI HA PERPETUATO SENZA AVERE I VOTI.INSOMMA SE HA QUESTO SOMMIAMO IL BREXIT QUESTA UNIONE HA SCARSA REPRESENTATIVITA E LEGITTIMITA DEMOCRATICA.

22 GIUNIO 2017:SOS TERRORISMO

ATTUALIZAZIONE

DA SETTEMBRE AD OGGI HANNO TENTATO DI VIOLARE IL MIO DOMICILIO 6 VOLTE,DUE CI SONO RIUSCITI.QUESTO E’ MOLTO GRAVE,SI PAGA CON LA PENA MASSIMA.

SIGNIFICA UNA SCALATION MOLTO PERICOLOSA MA NON HANNO PRESO MAI NESSUNO.

IL COMPUTER CHE MI HANNO RUBATO E’ UN NOTEBOOK MSI U135,HA UN SO WINDOW 10 E CONTIENE TUTTI I MIEI BLOG SUI MOTORI FIREFOX,GOOGLE CHROME,INTERNET EXPLORER,EDGE K-MELEON.

FU MESSO IN FUNZIONE NEL MESE DI MAGGIO DEL 2012 MA CONTIENE IL LAVORO DAL 2005.IL MIO BLOG PIU IMPORTANTE E’ QUELLO DEI FATTI INTERNI PERCIO TUTTO QUANTO CONTIENE E’ GIA PUBBLICATO, ANCHE I NOMI E INDIRIZZI DEI MIEI CONTATTI,NON CI SONO MATERIALI PRIVATI DI IMPORTANZA.COMÚNQUE VERFICATI ACCURATAMENTE L’AUTENTICITA DELLE MIE PUBBLICAZIONI E CONTATTI.IO CONTINUO LE MIE PUBBLICAZIONI COME PRIMA E SE VOLETE CONTATTARMI E PARLARE,CHATTARE O FARE. VIDEOCONFERENZE CHIAMATEMI AL

099 11 4886 DI URUGUAY O dottcianciminotortorici@gmail.com

MI SERVE UN NUOVO COMPUTER,SI ACETTANO DONAZIONI.

NON CI LASCIATE SOLI.

22 GIUNIO 2017:

SALA,COMANDANTE DELL’ASSALTO ALL’EXPO VA PROCESSATO
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
Sala: “Io indagato? Sono amareggiato ma continuo con il servizio alla città”


ANSA
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, 59 anni
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Pubblicato il 23/06/2017
Ultima modifica il 23/06/2017 alle ore 20:10
MANUELA MESSINA
C’è l’accusa di turbativa d’asta, oltre a quelle di falso ideologico e materiale già ipotizzate nel dicembre scorso dalla procura generale di Milano, nell’avviso di conclusione indagini notificato questa mattina, fra gli altri 7 imputati, al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Un atto che, di prassi, anticipa una richiesta di processo. E che potrebbe aprire uno scenario critico, dal punto di vista politico, per l’ex ad di Expo 2015, a poco più di un anno dalla sua elezione, certamente avvenuta sull’onda del successo mediatico fornitogli dal suo ruolo nella società dell’esposizione universale. L’accusa, rappresentata dal sostituto pg Felice Isnardi, ricostruisce così i motivi per i quali il primo cittadino avrebbe «turbato la gara» della cosiddetta Piastra, l’appalto principale di Expo 2015, dal valore di oltre 272 milioni di euro. Si legge nell’atto che Sala, «senza un provvedimento formale» avrebbe predisposto «lo stralcio della fornitura delle essenze arboree», del valore di quasi 6 milioni di euro, dal bando della Piastra.

Sala: “Non mi autosospendo, adesso vado a lavorare”

Così facendo, avrebbe escluso la fornitura degli alberi dal Progetto esecutivo e dal Capitolato d’appalto, due atti da trasmettere ai partecipanti che avevano superato la prequalifica, quella fase in cui i concorrenti a una gara pubblica inviano le proprie caratteristiche manifestando la volontà di partecipare. Inoltre, secondo l’accusa, Sala non avrebbe sottoposto a «revisione» il prezzo a base della gara d’appalto avendo «spalmato artificiosamente detto importo su altre lavorazioni, allo scopo di mantenere inalterato il valore della base d’asta». Sbarrando così la strada ad altri concorrenti. Sala, continua la procura generale, «non ha predisposto un nuovo bando di prequalifica, allo scopo di acquisire eventuali nuove manifestazioni di interesse, in relazione al diverso valore dell’appalto». Per di più, secondo la procura generale, il sindaco avrebbe agito su «pressione di esponenti politici della Regione Lombardia, ente socio di Expo 2015».

Secondo l’accusa, l’affidatario della fornitura era già stato individuato nella ditta Peverelli, da eseguire insieme alla Sesto Immobiliare – quest’ultima «all’epoca in attesa di approvazione e stipula di convenzione con la Regione lombardia per la costruzione di terreni di sua proprietà in Sesto san Giovanni, la cosiddetta Città della Salute». Rimangono poi le vecchie accuse contestata. L’ex numero uno di Expo avrebbe «attestato falsamente» che due atti, quella «sull’annullamento del verbale di nomina della commissione giudicatrice» e quella sulla «valutazione del verbale di nomina della commissione giudicatrice», siano stati formati in data 17 maggio 2012, «in data antecedente alla prima seduta pubblica della Commissione a cui avevano partecipato due commissari incompatibili».

«Provo solo una profonda amarezza- é stato il commento di Sala questa mattina- soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l’Italia e per Milano». E ancora: «Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città».
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http:.lastampa.it/2017/06/23/italia/politica/sala-io-indagato-sono-amareggiato-ma-continuo-con-il-servizio-alla-citt-DyuCy9lKF1bEfj8IGTbSfM/pagina.html

REAZIONE:ERA IL CANDIDATO DI RENZI MA LUI E LO SFIDANTE DI BERLUSCONI PARISI,PIU LA LEGA TRAMITE MARONI(LA REGIONE ERA SOCIO EXPO),E ORA ANCHE SALVINI,PIU FORMIGONI ,TUTTI DI ACCORDO.ANCORA,VA PROCESSATO.

OGGI ALFANO E’ CONFRONTATO CON RENZI MA ANCHE LUI C’ERA.


22 GIUNIO 2017:PORTUGALLO NON LASCIATO SOLO,TRIBUNALE ONU PER I DEVASTATORI DELLA TERRA

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PUBLIÉ À 13H25
Macron promet de porter le projet de « Pacte mondial pour l’environnement » devant l’ONU
Temps de lecture : 1 min
« Je m’engage non pas simplement à venir faire un discours (…) mais à agir », a dit le chef de l’Etat devant les auteurs de ce document qui se veut un futur traité international.

Le chef de l’Etat Emmanuel Macron a promis, samedi 24 juin, qu’il défendra devant les Nations unies le « pacte mondial pour l’environnement », un texte élaboré par des juristes, personnalités politiques, experts et militants écologistes du monde entier qui veulent en faire un traité international pour la défense de l’environnement.

Un « pacte mondial pour l’environnement » remis à Emmanuel Macron
À l’issue d’une journée de présentation à la Sorbonne, M. Macron a dit :

« Sur la base de cet avant-projet de pacte mondial pour l’environnement, je m’engage non pas simplement à venir faire un discours (…) mais à agir. Le processus (…) pour faire ratifier ce pacte mondial sera lent, difficile (…) Sur le plan planétaire, nous devons franchir une nouvelle étape après l’accord de Paris [sur le climat, signé en 2015] ».
Ce document d’une trentaine d’articles se présente comme un « texte ombrelle » – couvrant aussi bien le climat, les océans, la biodiversité ou la santé – qui reprend la plupart des principes déjà adoptés dans des déclarations :

droit à une vie saine de la déclaration de Rio de 1992.
droit d’accès à l’information environnementale de la convention d’Aarhus de 1998.
évaluation des impacts sur l’environnement de la convention d’Espoo de 1991.
principe du pollueur-payeur.
À la différence des textes internationaux actuels sur l’environnement qui, comme la Déclaration de Rio de 1992, sont purement déclaratifs, ce « pacte mondial » a pour ambition de pouvoir être invoqué contre les États devant des juridictions, selon le vœu de ses promoteurs. Autrement dit, ses auteurs veulent qu’il ait valeur obligatoire.

Laurent Fabius, président en exercice du Conseil constitutionnel et ancien président de la COP21, a qualifié ce texte de « compromis, à la fois solide et réaliste, posant des principes généraux et transversaux qui doivent s’appliquer au droit environnemental ».

PUBLIÉ À 13H25

http:mobile.lemonde.fr/climat/article/2017/06/24/macron-promet-de-porter-le-projet-de-pacte-mondial-pour-l-environnement-devant-l-onu_5150639_1652612.html
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REAZIONE:PURE LA FRANCIA PUO.


22 GIUNIO 2017:FIRST ITALIANS

-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

CASA POUND SCENDE IN PIAZZA.IN MIGLIAIA A ROMA CONTRO LO ‘IUS SOLI’,PRIMA GLI ITALIANI.


25 GIUNIO 2017:TALIA….CHE BEDDA NOTTE PER L’AUTONOMIA SICILIANA

-SU IL MATTINO DI SICILIA:

Ballottaggio a Trapani: niente quorum, la città verso il commissariamento

image: http:.ilmattinodisicilia.it/wp-content/uploads/2017/06/trapani.jpg

Apertuura 25 giugno 2017
Seggi deserti al ballottaggio a Trapani. I risultati non sono ancora definitivi, ma il mancato raggiungimento del quorum che si sta delineando non consentiranno alla città di avere un sindaco.L’affluenza si è fermata al 26,75%. L’esponente del centrosinistra Piero Savona, chiamato a una missione impossibile dopo la rinuncia del candidato del centrodestra, Girolamo Fazio, non sarà dunque primo cittadino.

Per essere valido il voto occorreva che alle urne il quorum superasse il 50% degli elettori e l’unico candidato, Pietro Savona del Pd, doveva ottenere almeno il 25% dei suffragi di tutti gli aventi diritto al voto.

“Credo che tutti abbiano invitato a non votare, non solo il M5S, credo che anche altre forze abbiano avuto interesse a che noi non arrivassimo al 50% più uno degli elettori”. Così ai microfoni di Rainews 24 Pietro Savona.

Adesso il voto sarà annullato e sarà nominato nei prossimi giorni, dalla Regione siciliana, il commissario che guiderà il comune

Quotidiano on line di economia, inchieste e politica

Direttore responsabile: Giacomo Di Girolamo (giacomodigirolamo@gmail.com)

Editore: Associazione Culturale Network – Palermo

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Read more at http:.ilmattinodisicilia.it/ballottaggio-trapani-niente-quorum-la-citta-verso-il-commissariamento/#jdttZM2j8QlP3xEc.99
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REAZIONE:SOLO PER QUESTO ESITO E’ VALSO LA PENA ANDARE A VOTARE,QUESTO E’ IL VERO RISULTATO ECLATTANTE DI QUESTI ELEZIONI E NON GENOVA CHE CON IL MEZZO “CENTRODESTRA” DI TOTI IN LIGURIA MANTIENE LA TENDENZA.MA….ANDARE A VOTARE SI FA PER DIRE,ANCORA UNA VOLTA HA VINTO IL PARTITO DEL NON VOTO,ANCORA UNA VOLTA GLI ITALIANI HANNO DETTO NO A QUESTI GOLPISTI.E SI…DOPO QUESTO VOTO RESTA CHIARO CHE A RENZI IL POPOLO NON LO VUOLE,PER SECONDA VOLTA LO HA RIFIUTATO E IL PD ORMAI HA PERSO QUEL SUCCESSO  CHE AVEVA DOPO BERSANI.MA QUESTO NON SIGNIFICA CHE CI SIA IL PROPAGANDATO SUCCESSO DEL COSI DETTO CENTRODESTRA,A LEGGERE BENE IL RISULTATO SI VEDRA CHE RESTANO  COMPLESSIVAMENTE MINORITARIE I COMUNI PRESI DAL CD FRA PRIMO E SECONDO TURNO.
PERCHE,LASCIANDO IN DISPARTE I NUMERI, LA VERA LETTURA DI QUESTO VOTO STA NEL FATTO CHE FRA DESSERZIONI,LISTE CIVICHE,DIVISIONI,ALLEANZE TRANSVERSLI,LA PRESENZA DEI 5 STELLE,ECC NON REGGE PIU QUESTA DIVISIONE CD E CS,ROCCAFORTE ROSSA VS CENTRODESTRA,MA CI SIA UNA DISPERSIONE,UN CAOS E LA PROVA E’ VERONA E PARMA. E VIVA IL CAOS,HA VINTO LA NUOVA ERA,HA PERSO IL MANICHEO BIPOLARISMO(CHE NON DEVE CONFONDERSI CON BIPARTITISMO)’

ANCORA UNA LETTURA GENUINA DI QUESTO VOTO PASSA PIU CHE PER I NUMERI PER I RISULTATI SIGNIFICATIVI:SODISFATTO PER TRAPANI,SODISFATTO PER LA TENUTA DEI 5STELLE NEL LAZIO CHE RIAFFERMA RAGGI,SODISFATTO PER LA FINE DELLA ERA TOSI A VERONA,SODIDFATTO PER PADOVA E PARMA.SODISFATTO PER LA FINE DEL PD DI RENZI ECC.GLI ITALIANI NON HANNO DELUSO LA MIA PREDICA IN QUESTE PAGINE.BERLUSCONI SALVINI E LA LEGA MALGRADO LA PROPAGANDA MONTATA NELLE CAPRIOLE CHE LI HA PERMESSO RENZI E IL SUO REFERENDUM RESTANO INSIGNIFICANTI ELETTORALMENTE,SI DICA QUEL CHE SI DICA SU QUESTON NON HO MAI SBAGLIATO.GRAZIE ITALIANI.

 

SOS IN QUESTO MOMENTO STANNO VIOLANDO LA MIA CASA,LA POLIZIA ANCORA NON VIENE,GIOVEDI ORA 0:30

ORA 06 AM abbiamo avuto una notte terrorífica,3 volte HA venuto la Policía chamata 3 volte AL 911 MA Gli agresori NON HAnno smesso,hanno aperto il garage hanno rubato UNA bicicleta e hanno tirato fuori UN sacco DI cose e ancora nON HA agiornato,SOS
ORA 23:30 PM:E’LA séttima VOLTA CHE violando LA casa IN Pochi mesi,auxilio NON ci lasciati soli

30 GIUNIO 2017:PEDOFILIA PELL,ATTUALIZAZIZIONE

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Publié Le 28.06.2017 à 21h33
L’argentier du Vatican inculpé d’abus sexuels en Australie

Plus haut responsable catholique du pays, George Pell avait été interrogé à Rome par la police à la fin de 2016. Les faits présumés remontent aux années 1970, 1980 et 1990.
Par CÉCILE CHAMBRAUD , CAROLINE TAÏX Sydney, correspondance
Temps de lecture : 4 min

Le cardinal australien George Pell à Rome (Italie), le 3 mars 2016. ALESSANDRO BIANCHI / REUTERS
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Le cardinal George Pell, « ministre de l’économie » du Vatican, l’un des plus hauts responsables de l’Eglise catholique, a été inculpé, jeudi 29 juin, en Australie, pour abus sexuels. Jeudi matin, à Rome, le numéro trois du Vatican a rejeté ces imputations. « Je suis innocent, ces accusations sont fausses, a-t-il déclaré devant la presse. Elles renforcent ma détermination et les procédures pénales m’offrent la possibilité de laver mon nom et de retourner ensuite à Rome pour travailler. » Un porte-parole du Vatican a indiqué que le pape François a octroyé au cardinal, comme il le lui avait demandé, une « disponibilité » afin qu’il puisse se rendre en Australie pour se défendre devant la justice. Cet homme âgé de 76 ans doit comparaître devant le tribunal de Melbourne, le 18 juillet.

Au Vatican, la curie accusée d’inertie dans la lutte contre la pédophilie
Les faits en cause seraient anciens, selon la police, qui a donné très peu de détails. « Le cardinal Pell doit répondre à de multiples accusations liées à des crimes sexuels anciens », a déclaré lors d’une conférence de presse le commissaire adjoint de la police de l’Etat de Victoria, Shane Patton. Il y a « de multiples plaignants ». Ce responsable de la police n’a cependant pas donné davantage de précisions, en particulier sur le caractère pédophile de ces crimes, et a refusé de répondre aux questions des journalistes afin de respecter la procédure judiciaire.
Déjà accusé d’avoir couvert des prêtres pédophiles

Depuis de nombreuses années, George Pell, premier dignitaire de l’Eglise catholique australienne, est accusé dans son pays d’avoir couvert des prêtres pédophiles en les aidant, par exemple, à les muter de paroisse en paroisse. L’an passé, il avait allégué son état de santé pour ne pas se rendre en Australie témoigner devant une commission. Mais plus récemment, les enquêteurs se sont intéressés directement à lui.

Il y a un an, en juillet 2016, la police a confirmé qu’elle enquêtait sur des plaintes à propos d’actes qui auraient été commis dans les années 1970 à Ballarat, la ville dont est originaire le cardinal et qui a été le théâtre de nombreux crimes pédophiles perpétrés par des prêtres. George Pell avait alors vivement dénoncé une campagne menée par les médias australiens contre lui. En octobre, des enquêteurs de l’Etat de Victoria, où se trouve Ballarat, avaient annoncé qu’ils s’étaient rendus au Vatican pour l’interroger.

Deux hommes, aujourd’hui âgés d’une quarantaine d’années, ont accusé le cardinal d’attouchements dans une piscine à la fin des années 1970. « Vous savez, sa main qui vous touche le sexe à travers le maillot ou le short. Et puis, petit à petit, ça devient la main dans le maillot », avait raconté l’un des plaignants à la télévision publique ABC. Ces plaintes, parmi d’autres, ont été rendues publiques, mais la police n’a pas dit si elles étaient au cœur de la procédure qui a conduit à l’inculpation du cardinal.

Le pape François embarrassé

La mise en examen du cardinal australien est une catastrophe pour le pape François. Depuis des années, le pontife argentin est critiqué par des associations de défense de victimes d’abus sexuels, notamment pédophiles, dans l’Eglise, pour maintenir sa confiance au prélat australien, l’un des deux responsables les plus importants de la curie romaine. Dans le cadre des réformes qu’il conduit pour rationaliser une administration parfois déficiente, François lui a confié, dès le début de son pontificat, d’importants pouvoirs de contrôle économiques sur l’ensemble des dicastères (l’équivalent des ministères) du Vatican. Le pape avait choisi ce cardinal australien, pourtant issu des rangs conservateurs de l’Eglise, pour son caractère trempé et son savoir-faire financier.

Mais les soupçons de la justice australienne ont très vite rattrapé le prélat, alors même que le chef de l’Eglise catholique a promis de n’avoir aucune tolérance pour les prêtres reconnus coupables d’abus ou pour les évêques qui les auraient couverts. Lorsque les accusations d’abus ont été portées directement contre le cardinal en 2016, François avait dit vouloir attendre que la justice australienne se prononce. « C’est entre les mains de la justice et on ne peut pas juger avant le système judiciaire. La justice doit suivre son cours (…) et la justice rendue par les médias ou par la rumeur ne sert à rien. Lorsque la justice aura parlé, je parlerai », avait-il dit.

Le cardinal Pell a été ordonné prêtre en 1966 à Rome, puis il est revenu en Australie en 1971 où il a gravi les échelons de la hiérarchie catholique. Il a été nommé archevêque de Melbourne en 1996 puis de Sydney en 2001. En 2014, le pape François l’a appelé à Rome pour mettre de la transparence dans les finances du Vatican.

En Australie, une commission royale qui a enquêté pendant quatre ans sur la pédophilie a révélé en février qu’entre 1950 et 2010, 7 % des prêtres avaient été accusés de pédophilie. Cette commission a entendu en mars 2016 le cardinal Pell. Il a alors nié avoir protégé des prêtres pédophiles, tout en reconnaissant d’« énormes erreurs » de l’Eglise catholique.

Par CÉCILE CHAMBRAUD , CAROLINE TAÏX Sydney, correspondance
Publié Le 28.06.2017
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http:mobile.lemonde.fr/asie-pacifique/article/2017/06/29/l-argentier-du-vatican-inculpe-en-australie-pour-sevices-sexuels-sur-enfants_5152732_3216.html


30 GIUNIO 2017:NIENTE PIU SOLDI PER I SOLDATI ONU
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Publié Hier à 19h16
Les Nations unies s’apprêtent à baisser le budget alloué aux casques bleus

Sous la pression des Etats-Unis, l’ONU dépensera 600 millions de dollars de moins pour ses missions de maintien de la paix.
Par MARIE BOURREAU New York, Nations unies, correspondante
Temps de lecture : 3 min

Un casque bleu ghanéen dans un camp de déplacés à Bentiu, au Soudan du Sud, le 18 juin. STAFF / REUTERS

Lorsque Nikki Haley, la représentante de Washington aux Nations unies, a pris son poste en janvier, elle avait promis de ne pas pratiquer de « politique de la terre brûlée ». C’est pourtant précisément ce qu’elle a fait, mercredi 28 juin, en poussant l’ONU à réduire de 600 millions de dollars (526 millions d’euros) le budget consacré à ses opérations de maintien de la paix.

Le budget total, qui s’élève à 7,3 milliards de dollars pour 2017-2018, devrait être validé par l’Assemblée générale dès vendredi. Cette économie vient mettre un terme à la hausse quasi constante des dépenses de l’organisation, qui ont plus que quadruplé depuis les années 2000.

« En cinq mois, nous avons déjà réussi à réduire le budget et ça ne fait que commencer », s’est félicitée Nikki Haley dans un communiqué, assurant vouloir chasser le gaspillage onusien « car nous avons une obligation vis-à-vis du contribuable américain qui paye ses taxes. (…) Nous allons forcer l’ONU à travailler plus intelligemment et plus efficacement ».

« Le contexte était favorable à ces économies », note un diplomate francophone, rappelant la fermeture de la mission de l’ONU en Côte d’Ivoire, le retrait, programmé en octobre, de la mission en Haïti (Minustah), qui représente à elle seule une économie de 246 millions de dollars, ainsi que la fin de celle au Liberia, prévue pour mars 2018. « Nous avions une marge de négociation, que nous n’aurons cependant pas l’année prochaine si les Américains s’acharnent à vouloir réduire les coûts », s’inquiète-t-il.

L’administration Trump réclamait 1 milliard de dollars d’économies à l’ONU et la fermeté de sa position avait laissé craindre un possible « shutdown », un arrêt des financements. La forte mobilisation des pays africains – où sont déployées la majorité des missions – a convaincu l’ambassadrice américaine, dont le pays est le plus gros contributeur au maintien de la paix (28,5 %), à adopter une position plus mesurée.

« Il y aura des choix à faire »

Toutes les opérations de maintien de la paix seront touchées par cette baisse. Et si l’ambassadeur de la France auprès des Nations unies, François Delattre, estime que « les économies qui seront réalisées ont été soigneusement calibrées et ont pris en compte les récentes évolutions positives du maintien de la paix ainsi que les évolutions sur le terrain », les experts s’inquiètent des répercussions.

Trois opérations – les plus coûteuses, avec un budget de plus de 1 milliard de dollars chacune – sont particulièrement menacées. La Monusco, en République démocratique du Congo, voit son budget être amputé de 93 millions de dollars à la veille d’une élection présidentielle sous tension dans un contexte de violences de grande ampleur dans la région centrale des Kasaï.

La mission au Soudan du Sud devra, elle, compter avec 100 millions de dollars en moins alors que les civils sont les premières victimes du conflit. Enfin, la Minuad, déployée au Darfour et dont le mandat doit être renouvelé d’ici la fin de la semaine, sera privée de 60 millions de dollars et d’environ 6 000 personnes (casques bleus et policiers) alors que la situation reste très fragile.

« On voit mal comment les opérations de maintien de la paix vont avoir une meilleure efficacité avec un budget réduit quand elles fonctionnent déjà à flux tendu avec un budget très contraint. Il y aura des choix à faire : les troupes auront moins de mobilité, moins de capacité à mener des opérations, et les mandats seront toujours plus compliqués à appliquer dans leur ensemble, note Alexandra Novosseloff, chercheuse associée à l’International Peace Institute. Il faudra nécessairement réduire les ambitions assignées à ces opérations. »

Par MARIE BOURREAU New York, Nations unies, correspondante
Publié Hier
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http:mobile.lemonde.fr/international/article/2017/06/29/les-nations-unies-s-appretent-a-baisse-le-budget-alloue-aux-casques-bleus_5152722_3210.html

30 GIUNIO 2017:TRUMP CON SUD COREA,BASTA NORD COREA

-SU THE WASHINGTON TIMES


President Donald Trump and first lady Melania Trump welcome South Korean President Moon Jae-in and his wife Kim Jung-sook on the South Portico at the White House in Washington, Thursday, June 29, 2017. (AP Photo/Manuel Balce Ceneta) more >
Trump opens talks with South Korean president at dinner: Trade, North Korea top menu

By S.A. Miller – The Washington Times – Thursday, June 29, 2017
President Trump hosted South Korean President Moon Jae-in at a White House dinner Thursday, telling him they would have “tremendous discussions” about dealing with the dangerous regime in North Korea.

The president’s dinner with Mr. Moon and South Korea’s first lady Kim Jung-sook smoothed the opening of potentially awkward talks. Mr. Trump has taken a hard line on North Korea and the dovish Mr. Moon, who also was recently elected, wants a softer approach.

“I know you’ve been discussing with our people some of the complexities of North Korea and trade and other things, and we’ll be discussing them all as we progress — and it could be very well late into the evening,” said Mr. Trump.

He added, “We very much respect you and we very much respect the people of South Korea.”

Mr. Trump told Mr. Moon that he foresaw his upset victory, which was as surprising as Mr. Trump’s own win in November.

“I’d like to also congratulate you upon your election victory. It was a great victory, and you did a fantastic job,” Mr. Trump said. “A lot of people didn’t expect that, and I did expect it. I thought that was going to happen. So I want to congratulate you very much.”
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Copyright © 2017 The Washington Times, LLC. Click here for reprint permission.

http:m.washingtontimes.com/news/2017/jun/29/moon-jae-donald-trump-focus-north-korea-trade-over/
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30 GIUNIO 2017:LA LE PEN PROCESSATA PER ABUSO DI FIDUCIA

-SU LE MONDE:

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Publié À 10h28
Affaire des assistants parlementaires : Marine Le Pen mise en examen pour abus de confiance

La députée était convoquée vendredi dans le cadre de l’enquête sur les assistants parlementaires d’eurodéputés du FN.
Temps de lecture : 1 min

Marine Le Pen, le 14 juin 2017. PHILIPPE HUGUEN / AFP
La présidente du Front national (FN), Marine Le Pen, entendue vendredi 30 juin en début d’après-midi au pôle financier du tribunal de grande instance de Paris dans le cadre de l’enquête sur les assistants parlementaires d’eurodéputés du parti d’extrême droite, a été mise en examen, a annoncé son avocat, Me Rodolphe Bosselut.

Affaires du FN : les documents qui accusent Marine Le Pen
FN : le Parlement européen s’inquiète pour sa facture
Elle est soupçonnée d’abus de confiance en sa qualité de députée européenne, pour l’utilisation de fonds du Parlement européen pour sa cheffe de cabinet au FN, Catherine Griset, et pour son garde du corps Thierry Legier sur la période 2009-2016. La députée du Pas-de-Calais est également mise en examen pour complicité d’abus de confiance pour des faits commis entre 2014 et 2016 en sa qualité de présidente du FN.
Marine Le Pen « a contesté formellement les griefs reprochés », a fait savoir dans un communiqué Me Bosselut, qui ajoute que sa cliente déposera un recours « dès lundi » contre cette mise en examen qui, à ses yeux, viole le principe de la séparation des pouvoirs.

Le parti d’extrême droite est soupçonné d’avoir mis en place un système pour rémunérer ses permanents ou des cadres avec des crédits européens, en les faisant salarier comme assistants de ses eurodéputés. Mme Le Pen fait partie des dix-sept élus européens du FN à être visés par cette enquête ouverte en France en 2015, qui porte sur une quarantaine d’assistants.

Préjudice de 5 millions d’euros

Le Parlement européen a réévalué son préjudice potentiel à 5 millions d’euros, pour une période de cinq ans allant du 1er avril 2012 au 1er avril 2017. Une précédente estimation, en septembre 2015, faisait état de 1,9 million d’euros. Les services du Parlement s’appuient sur l’enquête en cours et sur les rapports de l’Office européen de lutte antifraude (OLAF).

Jusqu’ici, la présidente du parti d’extrême droite avait refusé de rencontrer les juges. Elle avait mis en avant le 10 mars son immunité parlementaire d’eurodéputée pour rejeter une première convocation des juges, puis avait fait savoir qu’elle s’y rendrait après les élections présidentielle et législatives. Dans cette même affaire, le député du FN, et compagnon de Marine Le Pen, Louis Aliot avait refusé de se rendre le 22 juin à une convocation de la police.

Publié À 10h28I

http:mobile.lemonde.fr/police-justice/article/2017/06/30/affaire-des-assistants-parlementaires-marine-le-pen-auditionnee-au-pole-financier_5153853_1653578.html

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