FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 352

18 GENNAIO 2017:MATRIMONIO “A LA CARTE”

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
VATICANO
Matrimonio a sorpresa sull’aereo del Papa: Francesco celebra nozze assistenti di volo

I due assistenti di volo dopo la cerimonia in volo

.
Carlos e Paula erano sposati civilmente perché la loro chiesa è stata distrutta dal terremoto. Durante il viaggio in Cile hanno confidato a Bergoglio di voler celebrare in futuro il rito religioso. E lui li ha spiazzati
dal nostro inviato PAOLO RODARI
18 Gennaio 2018
1′ di lettura
DAL VOLO PAPALE – Francesco ha sposato una hostess e uno stewart cileni in servizio sull’aereo che lo ha portato oggi da Santiago del Cile a Iquique, ultima tappa del suo viaggio in Cile prima della partenza per il Perù. Carlos e Paula, con due figlie di 6 e 3 anni, Isabella e Raffaella, erano sposati soltanto civilmente. Non si erano sposati in Chiesa perché la loro parrocchia a Santiago del Cile era stata distrutta nel 2010 dal terremoto poche ore prima della funzione.

Sono andati durante il volo dal Papa a chiedere una foto e una benedizione e gli hanno detto che desideravano in futuro sposarsi con rito religioso. “Sarebbe bello ci sposasse lei in futuro”, gli hanno detto. E il Papa: “Volete sposarvi?”. E ancora: “Sei sicuro?”, ha chiesto a Carlos. E ha proposto loro di sposarsi in quel momento. Ignazio Cueto, proprietario della Compagnia aerea Latam, ha fatto loro da testimone. E su un foglio della Compagnia hanno firmato il certificato di matrimonio

http:.repubblica.it/vaticano/2018/01/18/news/matrimonio_a_sorpresa_sull_aereo_del_papa_francesco_celebra_nozze_assistenti_di_volo-186755612/?ref=drnh8-2

REAZIONE:

SCANDALO,SELVAGGISMO,ERESSIA,DA QUANDO LA CHIESA AMETTE RELAZIONI SESSUALI PREMATRIMONIALI ?E DUE FIGLI?

QUEL PEZZO DI CARTA DELLA COMPAGNIA QUALE VALORE GIURIDICO HA?

BEL COLPO PROPAGANDISTICO MA L’ATTUALE VESCOVO DI ROMA E’ SCANDALOSAMENTE ERETICO,FA SCHIFO……

18 GENNAIO 2018:GUERRA ALLA NORDCOREA

-SU LE FIGARO:

Comment l’armée américaine se prépare à un conflit en Corée du Nord

Comment l'armée américaine se prépare à un conflit en Corée du Nord

Les planifications les plus optimistes appellent à un déploiement au sol d’au moins 700.000 hommes pour «venir à bout» de l’ennemi nord-coréen

.

18 GENNAIO 2018:GUERRA AL CATTIVO ESSEMPIO CINESE DA NON IMITARE

-SU LA STAMPA;

LaStampa.it ITALIA
SEZIONI
Blitz contro la mafia cinese in tutta Italia: oltre 50 indagati e 33 custodie cautelari in prigione


ANSA

Pubblicato il 18/01/2018
Ultima modifica il 18/01/2018 alle ore 14:36
Blitz della Polizia contro la mafia cinese: centinaia di agenti hanno eseguito in varie città italiane e di paesi dell’Unione Europea diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e una serie di provvedimenti nei confronti di soggetti appartenenti, secondo le indagini, ad un’organizzazione mafiosa che agiva in Italia e in vari paesi europei nel monopolio del trasporto su gomma di merce cinese.

Sono 33 le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Firenze nell’ambito dell’indagine della Polizia che ha consentito di sgominare un’organizzazione criminale appartenente alla mafia cinese.

A tutti i destinatari del provvedimento viene contestato il 416 bis, l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Complessivamente, secondo quanto si è appreso, in Italia sono una cinquantina gli indagati nell’indagine, denominata «China truck». L’inchiesta è coordinata dalla Dda di Firenze. Le misure sono scattate oltre che in Italia anche in Francia e Spagna, grazie alla collaborazione delle rispettive polizie.
——

VIDEO:

La polizia intercetta il traffico di merci della mafia cinese in Italia e nell’Ue
——-
La lunga indagine avrebbe permesso di far luce sulle dinamiche della mafia cinese in Europa ma anche su ruoli e alleanze all’interno dell’organizzazione. Nel blitz che ha portato agli arresti di questa mattina sono stati impegnati gli uomini del Servizio centrale operativo (Sco), delle squadre mobili di Prato, Roma, Firenze, Milano, Padova e Pisa, dei reparti prevenzione crimine oltre a quelli dei reparti volo e cinofili.

«L’operatività di questa organizzazione mafiosa sconvolge, da un lato controlla locali notturni, prostituzione, spaccio, usura ed estorsioni, dall’altro con i metodi della violenza si accaparrava aziende nei trasporti infiltrando l’economia pulita legale», ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. Si è trattata di «un’operazione eccezionale che identifica la composizione dell’associazione mafiosa cinese e ricostruire la sua operatività, riconoscendovi i caratteri della mafiosità. Tutto ciò è frutto di una indagine di altissimo livello».

«La criminalità cinese, come quelle albanesi e romene cominciano a profilarsi come organizzazioni criminali sul territorio italiano», ha anche osservato il procuratore nazionale antimafia. Con oggi, infatti, «abbiamo conferma della piena operatività della mafia cinese che opera non solo in Italia, ma in Europa in Francia, Germania Olanda, Spagna, e ha la capacità di proiettarsi non solo da un punto di vista criminale ma anche economico, in particolare nei trasporti su gomma divenendo quasi monopolista».

http:.lastampa.it/2018/01/18/italia/cronache/blitz-contro-la-mafia-cinese-in-tutta-italia-oltre-indagati-e-misure-cautelari-in-carcere-7fm3NJAq8M5ydPQn8EHY4M/pagina.html

REAZIONE:IL CATTIVO ESSEMPIO DA NON IMITARE E’ DOPPIO,QUELLO DELLA CRIMINALITA ORGANIZZATA DEI TRANSPORTISTI AL SERVIZIO DELLA CINA,E QUELLO DELLA NOSTRA STAMPA E DI TUTTI QUANTI ANCORA ADOPERANO IL CONCETTO DELLA DIALETTICA MAFIA-ANTIMAFIA PER PARLARE DEL CRIMINE ORGANIZZATO, ORMAI DIMOSTRATAMENTE FALSO E OSSOLETO.CHIAMARE MAFIA A QUESTA ORGANIZZAZIONE A DELINQUERE  HA UNA INTENZIONE DISCRIMINATORIA ALL’INTERNO DEL NOSTRO PAESE CON IMPLICANZE CHE VANNO PIU IN LA DI UNA SEMPLICE QUESTIONE SEMANTICA,E’ UNO SPROPOSITO.O VOGLIONO FARCI CREDERE CHE ITALIA HA COLONIZZATO CULTURALMENTE IL MONDO INTERO COMPRESE LA CINA,LA ALBANIA E LA RUMANIA?SE COSI FOSSE…..MARCO POLO,IL CONTE DI WALAQUIA VLADIMIR DRACUL,ECC ERANO MAFIOSI?……

QUANTE VOLTE SI DEVE DIMOSTRARE CHE MAFIA NON CE NE SOLO UNA,CHE NELL’ANTIMAFIA CE DI PEGGIO DE PROPI MAFIOSI,CHE GIURIDICAMENTE E’ INADEGUATO E VIOLATORIA DELLA SEPARAZIONE DI POTERI QUESTA DIALETTICA,E CHE IL NOSTRO POPOLO LIBERRIMA E DEMOCRATICAMENTE HA RIFIUTATO NELLE URNE QUESTE CORROTTI “ANTIMAFIOSI”(I DI PIETRO E COMPAGNIA BELLA DI QUESTA MALDESTRA “ANTIMAFIA”).

18 GENNAIO 2018:PEDOFILIA,IL PAPA VUOLE PROVE

-SU LE FIGARO:Figaro

Home Actualité Flash Actu
.
Scandale pédophilie : le pape défend un évêque décrié au Chili
Par Le Figaro.fr avec AFP Mis à jour le 18/01/2018 à 15:39
.
Le pape François a fermement défendu aujourd’hui un évêque particulièrement décrié au Chili, car soupçonné d’avoir tu les agissements d’un vieux prêtre pédophile, estimant qu’il s’agissait d’une “calomnie” sans preuves.

“Le jour où vous m’apportez une preuve contre l’évêque (Juan) Barros, je vous parlerai. Il n’y a pas une seule preuve contre lui. Tout est calomnie. C’est clair?”, a lancé le pape, interrogé par de journalistes chiliens dès son arrivée à Iquique, dans le nord du Chili.

» LIRE AUSSI – Au Chili, le Pape brise le tabou de la pédophilie
.
http:.lefigaro.fr/flash-actu/2018/01/18/97001-20180118FILWWW00225-scandale-pedophilie-le-pape-defend-un-eveque-decrie-au-chili.php
REAZIONE:NON HA FEDE NELLE EVIDENZE DELLE ONG AMERICANE?VEDI APPENDICE DI SEGUITO

-APPENDICE:BELLE PAROLE MA..VEDI I NUMERI DEGLI AMERICANI

-SU LE FIGARO:
Home Actualité Société
.
Au Chili, le Pape brise le tabou de la pédophilie
Par Journaliste Figaro Jean-Marie Guénois Mis à jour le 17/01/2018 à 07:52

Pope Francis gives an open-air mass at O’Higgins Park in Santiago on January 16, 2018.
The pope landed in Santiago late Monday on his first visit to Chile since becoming pope, and his sixth to Latin America – a trip that will also take him to Peru. / AFP PHOTO / Pablo PORCIUNCULA BRUNE

«Je connais la douleur causée par les cas d’abus commis sur des mineurs et je suis de près ce que l’on fait pour surmonter ce grave et douloureux mal», a affirmé le pape François. PABLO PORCIUNCULA BRUNE/AFP
.
Après avoir exprimé sa «douleur» mercredi devant des hautes personnalités civiles et le clergé local, François a personnellement rencontré dans la soirée un groupe de victimes d’abus sexuels commis par des prêtres.

Si la pédophilie d’une minorité de prêtres a été un tabou dans l’Église catholique, il est vraiment tombé au Chili, pays que le pape François visite pour la première fois. Mardi matin, au palais présidentiel de la Moneda, alors qu’il s’exprimait devant la présidente sortante, Michelle Bachelet, et en présence du nouveau président, Sebastian Pinera – élu le 17 décembre dernier mais qui prendra ses fonctions le 9 mars prochain – François, baissant la tête, s’est confessé publiquement. Devant une kyrielle de hautes personnalités civiles, il a dit sa «douleur» et sa «honte» devant les scandales de prêtres pédophiles. «Je ne peux m’empêcher de manifester la douleur et la honte que je ressens face au mal irréparable fait à des enfants par des ministres de l’Église, a-t-il dit. Je voudrais m’unir à mes frères dans l’épiscopat, car, s’il est juste de demander pardon et de soutenir avec force les victimes, il nous faut, en même temps, nous engager pour que cela ne se reproduise pas .» L’assemblée, plutôt guindée et respectueuse, a alors applaudi chaleureusement.

———–

Au Chili, ces prêtres catholiques sont 2283. Sur ce nombre, l’ONG américaine Bishop Accountability a recensé 80 cas précis de pédophiles

———–

En fin d’après-midi, après une émouvante visite de la prison de femmes de Santiago, le Pape s’est adressé aux représentants du clergé du Chili dans la cathédrale de la ville. Il a alors directement abordé «les moments difficiles et mêmes conflictuels» que peut traverser l’Église à cause d’un «cortège de scandales». Car même «la fidélité de l’immense majorité» des prêtres, a-t-il souligné, ne saurait éluder «la lucidité»

Au Chili, ces prêtres catholiques sont 2283. Sur ce nombre, l’ONG américaine Bishop Accountability a recensé 80 cas précis de pédophiles. Mais le scandale du père Fernando Karadima, en 2010, a agi comme un tremblement de terre. Il a fait chuter la pratique religieuse catholique de 30 à 20 %. D’autant que ce prêtre n’a pas été condamné, en raison de la prescription des faits. Par ailleurs, beaucoup reprochent au Vatican – il y a encore eu une manifestation, mardi matin, aux abords de la messe papale en plein air – de maintenir en poste trois évêques proches de ce prêtre. Dont Mgr Juan Barros, très connu. Ces évêques auraient été informés de tout sur Karadima mais n’auraient jamais rien dit. Deux jours avant son départ de Rome, une lettre interne à l’Église, adressée aux évêques chiliens et signée par le pape François, prouve d’ailleurs que toute la hiérarchie de l’Église est parfaitement informée du cas Karadima…

Une apostrophe sur la douleur
Pour sortir de cette impasse, François, en s’adressant au clergé chilien, a d’abord reconnu la «douleur» de ces «moments de turbulence», celle des victimes et des familles. Mercredi après le déjeuner, il a rencontré «un petit groupe de victimes d’abus sexuels commis par des prêtres» , a annoncé dans la soirée à Santiago Greg Burke, porte-parole du Vatican. Mais «de façon strictement privée», sans autres témoins, pour qu’elles puissent «raconter leur souffrance au pape qui les a écoutées, a prié et a pleuré avec eux». «Je connais la douleur causée par les cas d’abus commis sur des mineurs et je suis de près ce que l’on fait pour surmonter ce grave et douloureux mal, a dit le Pape. Douleur pour le mal et la souffrance des victimes et de leurs familles, qui ont vu trahie la confiance qu’elles avaient placée dans les ministres de l’Église.»

Aerial picture taken during the open-air mass officiated by Pope Francis at O’Higgins Park in Santiago on January 16, 2018.
The pope landed in Santiago late Monday on his first visit to Chile since becoming pope, and his sixth to Latin America – a trip that will also take him to Peru. / AFP PHOTO / JAVIER TORRES

Une vue aérienne du parc O’Higgins peu avant la messe du pape François, lundi, à Santiago du Chili. Une vue aérienne du parc O’Higgins peu avant la messe du pape François, lundi, à Santiago du Chili. JAVIER TORRES/AFP

.
Ensuite, il s’est attardé sur la «souffrance des communautés ecclésiales» avec une apostrophe sur la douleur «pour vous, frères, qui, en plus de l’épuisement dû à votre dévouement, avez vécu la souffrance qu’engendrent la suspicion et la remise en cause, ayant pu provoquer chez quelques-uns ou plusieurs le doute, la peur et le manque de confiance». «Je sais que parfois vous avez essuyé des insultes dans le métro ou en marchant dans la rue, a-t-il poursuivi, qu’être “habillé en prêtre” dans beaucoup d’endroits se “paie cher”.»

———–

«Une Église avec des blessures est capable de comprendre les blessures du monde d’aujourd’hui»

Le pape François

——- ——-

Puis il a formulé cette demande au clergé chilien: «Je vous invite à ce que nous demandions à Dieu de nous donner la lucidité d’appeler la réalité par son nom, le courage de demander pardon et la capacité d’apprendre à écouter ce que le Seigneur est en train de nous dire.» Car, a-t-il insisté, «l’Évangile est un chemin de conversion, non seulement pour les autres, mais pour nous aussi» et «il existe des moments où nous ne nous retrouvons pas devant nos exploits, mais devant notre faiblesse». Il faut alors «accepter avec sérénité les contradictions ou les critiques».

Enfin, François a lancé: «Nous ne sommes pas ici parce que nous serions meilleurs que les autres. Nous ne sommes pas des superhéros qui, de leur hauteur, descendent pour rencontrer des “mortels”.» Et a appelé à un changement radical d’attitude pastorale: «Jésus ne va pas à la rencontre de ses frères avec le reproche et la condamnation. Jésus ne se présente pas aux siens sans ses blessures. Une Église avec des blessures est capable de comprendre les blessures du monde d’aujourd’hui, et de les faire siennes, de les porter en elle-même, d’y prêter attention et de chercher à les guérir. Une Église avec des blessures ne se met pas au centre, ne se croit pas parfaite (…). La conscience d’être nous-mêmes blessés nous libère du risque de devenir autoréférentiels, de nous croire supérieurs.»

Ainsi cette conclusion où il a demandé aux prêtres de «redevenir prophétiques» en ne cherchant pas «un monde idéal ou une communauté idéale» mais «en créant les conditions pour que chaque personne abattue puisse rencontrer Jésus». En effet, «le peuple de Dieu n’attend pas de nous ni ne demande que nous soyons des superhéros, il veut des pasteurs, des consacrés, qui aient de la compassion, qui sachent s’arrêter devant la personne à terre».

——————– ———————————————————–

Les victimes se constituent en ONG internationale
Des représentants d’une quinzaine d’associations nationales de victimes de prêtres pédophiles, dont, en France, La Parole libérée, se sont retrouvés à Santiago en marge de la visite du pape François. Elles ont décidé de créer une ONG internationale qui défendra les intérêts des victimes au plus haut niveau, et en particulier face à l’Église catholique. François Devaux, président de La Parole libérée, a confié au Figaro «Le pape François a l’habitude de promettre beaucoup, avec de belles paroles, mais rien de concret ne se produit. Les membres de la commission de lutte qu’il avait nommés ne sont pas reconduits, le motu proprio au sujet de la lutte contre la pédophilie n’est pas appliqué. Surtout, les victimes de prêtres pédophiles constatent que les méthodes d’étouffement et de silence sont partout appliquées avec le même aplomb par les Églises catholiques locales. Pour éviter ce cloisonnement pays par pays, nous nous constituons en ONG internationale.»

La rédaction vous conseille
Les chantiers du pape François pour 2018
Le pape François arrive au Chili, son sixième voyage en Amérique latine
Jean-Marie Guénois
.
http:.lefigaro.fr/actualite-france/2018/01/16/01016-20180116ARTFIG00391-au-chili-le-pape-brise-le-tabou-de-la-pedophilie.php

18 GENNAIO 2018:IL PAPA E DONALD TRUMP,HILLARY DA CIAPAQUA,IL BULLISMO OPERA DI CHI E’?
-SU LA STAMPA:

Hillary, rabbia e rimpianti: “Trump è un viscido”
Le anticipazioni del libro della candidata democratica: «Ho perso, devo convivere per sempre con questo cruccio»


Hillary Clinton e Donald Trump durante il secondo confronto televisivo a St. Louis nell’ottobre del 2016
FRANCESCO SEMPRINI

24/08/2017
NEW YORK
«Stai indietro viscido». E se Hillary Clinton si fosse rivolta con frasi di questo tenore a Donald Trump, le cose sarebbero forse andate diversamente? Alla fantapolitica il compito di rispondere, ma appartiene senza dubbio alla realtà il senso di rimpianto e di rabbia che anima l’ex candidata democratica nel suo ultimo libro «What Happened» (Cosa accadde). Un lavoro in cui Hillary ripercorre la debacle elettorale di Usa 2016. E lo fa partendo da una premessa che la dice tutta sul suo giudizio nei confronti dell’avversario. Trump è «un viscido, quando mi si avvicinava da dietro mi si accapponava la pelle», racconta l’ex First Lady in base agli estratti del volume, anticipati dai media Usa. Ricordando i tre dibattiti televisivi dello scorso autunno dice: «Dovevo stare calma, sorridere e andare avanti, anche se lui invadeva di continuo il mio spazio personale? O girarmi, fissarlo negli occhi e dire chiaro e forte “stai indietro viscido, stai lontano da me. So che ami intimidire le donne, ma non puoi intimidire me”. Ho scelto l’opzione A».

Hillary Clinton: “Trump è un viscido”. Così la “inseguiva” durante un dibattito

L’irritazione della Clinton per Trump si è acuita quando, ad appena un mese dal voto, erano uscite le registrazioni di oltre dieci anni prima in cui il tycoon veniva colto mentre raccontava le sue tecniche di seduzione, dicendo che lui optava per il «pussy-grabbing», ovvero afferrare per le parti intime. «Quando si metteva dietro di me dicevo “questo non va mica bene”, era il secondo dibattito, poco dopo tutti avrebbero saputo del suo modo di approccio con le donne», scrive l’ex senatrice. «Io camminavo e lui mi seguiva passo passo, fissandomi e facendo le facce strane, mi sentivo davvero a disagio, avevo il suo fiato sul collo, letteralmente parlando». “É uno di quei momenti in cui vorresti spingere pausa, chiedere a chiunque “cosa faresti?”». Ovvero opzione A o B? L’ex segretario di Stato spiega che optò per la calma perché nelle sue tante esperienze aveva imparato a controllarsi con tutti quegli uomini che tentavano di metterla a disagio. «Mi mordevo la lingua, mi stringevo le mani, tutto pur di mantenere un viso composto davanti al mondo.

Nella prefazione di “What Happened”, edito da Simon & Schuster e atteso nelle librerie il 12 settembre, Hillary spiega che il libro non vuole essere una specie di opera omnia della corsa presidenziale da cui è uscita perdente. «Voglio piuttosto levare i veli su un’esperienza che è stata esilarante e festosa, un’esperienza che rende più umili e a tratti fa infuriare o risulta incomprensibile. Scrivere tutto questo non è stato facile. Ogni giorno da candidata alla presidenza pensavo che milioni di persone contavano su di me, e non potevo sopportare di lasciarli soli. Invece è accaduto. Non ho finito il lavoro. E devo vivere con questo cruccio per il resto della mia vita».

Clinton tuttavia cede alla tentazione di addossare le colpe del suo fallimento a fattori esterni. Ovvero le interferenze russe nella corsa alla Casa Bianca e la «repentina» decisone dell’ex direttore dell’Fbi, James Comey, di riaprire le indagini sulle mail private usate da Hillary nell’esercizio delle sue funzioni di pubblico ufficiale alla guida della diplomazia Usa. «What Happened» arriva a tre anni da Hard Choices, un racconto del periodo alla guida di Foggy Bottom. Mentre dopo gli otto anni alla Casa Bianca l’ex First Lady aveva pubblicato «It Takes a Village: And Other Lessons Children Teach Us» e, nel 2003, da «Living History».

Anticipazioni a parte, c’è molta curiosità su quanto contenuto nelle memorie compilate dalla Clinton durante il suo ritiro nell’eremo di Chappaqua, dove si è rifugiata dopo la batosta dell’8 novembre. In particolare su particolari inediti magari in merito all’epilogo, quando, si dice, alla vista della mappa Usa che si riempiva sempre più di rosso-repubblicani, Hillary si fece prendere da pulsioni schizofreniche, al punto tale da saltare al collo del suo capo campagna John Podesta. Solo dopo essere stata sedata si sarebbe accorta di cosa era accaduto, «What happened» appunto.

http:.lastampa.it/2017/08/24/esteri/hillary-rabbia-e-rimpianti-trump-un-viscido-dzZBMitrdJGajTYcNbcSRJ/pagina.html

-APPENDICE DEL GIORNO DOPO:BB,MA QUALE BULLISMO,CE L’HO BELLO….
.
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it SPETTACOLI
SEZIONI
Molestie, Brigitte Bardot sull’ondata di denunce: “Ipocrita e ridicola. Le attrici fanno le civette per un ruolo”
L’attrice, icona della bellezza francese: mai stata molestata

AFP

Pubblicato il 18/01/2018
Ultima modifica il 18/01/2018 alle ore 19:03

.
Brigitte Bardot si scaglia contro la polemica suscitata dal caso Weinstein e critica violentemente l’ondata di denunce «ipocrita, ridicola e senza interesse». Secondo l’ex attrice simbolo degli anni Cinquanta e Sessanta, «ci sono molte attrici che fanno le civette con i produttori per strappare un ruolo».

Intervistata dalla rivista Paris Match, in edicola oggi, B.B., 83 anni, afferma: «Per quanto riguarda le attrici, e non le donne in generale, nella maggior parte dei casi è una cosa ipocrita, ridicola e senza interessa. Occupa il posto di temi importanti che potrebbero essere discussi».

L’attrice di «E Dio creò la donna» afferma fra l’altro di non essere «mai stata vittima di molestie sessuali». «E trovavo affascinante – continua – che mi dicessero che ero bella …questo tipo di complimenti sono piacevoli». Quanto alle attrici che, secondo lei, «fanno le civette» per ottenere delle parti, «poi – continua – vengono a raccontare di essere state molestate…in realtà piuttosto che giovargli, tutto questo finisce per nuocere loro».

Bardot, icona della bellezza francese, ha raccontato di «non essere mai stata vittima di molestie sessuali. E ho sempre trovato molto piacevole quando gli uomini mi dicevano che ero meravigliosa o che avevo un bel sederino».

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati
.
http:.lastampa.it/2018/01/18/spettacoli/showbiz/molestie-brigitte-bardot-sullondata-di-denunce-ipocrita-e-ridicola-le-attrici-fanno-le-civette-per-un-ruolo-3rn2EggpO3iHwlRkxwJclN/pagina.html
REAZIONE:E’ PERA O MELA,BB?

20 GENNAIO 2018:DONALD TRUMP NON E’ UN VISCIDO…..

-SU LA STAMPA:

Trump alla marcia anti-aborto: proteggiamo la santità della vita e della famiglia

È la prima volta che un presidente interviene in video durante la manifestazione
AFP

Pubblicato il 19/01/2018,Ultima modifica il 19/01/2018 alle ore 22:19

«Stiamo proteggendo la santità della vita e della famiglia al centro della nostra società». Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sintetizzato l’operato della sua amministrazione in tema di legislazione sull’aborto, intervenendo in collegamento video dalla Casa Bianca alla annuale Marcia per la vita organizzata a Washington da movimenti antiabortisti.

Il presidente ha quindi lanciato un appello al Senato affinchè approvi una legge che vieta l’interruzione di gravidanza dopo le 20 settimane. Il testo era passato alla Camera lo scorso anno ma si è poi arenato al Senato, che non lo ha nemmeno discusso date le irrealistiche possibilità che passi considerata la limitatissima maggioranza repubblicana.
.
È la prima volta che un presidente interviene in video durante la marcia.
.
Alcuni diritti riservati
http:.lastampa.it/2018/01/19/esteri/trump-alla-marcia-antiaborto-proteggiamo-la-santit-della-vita-e-della-famiglia-MecPQI8Q4fyo6NqluUGdvJ/pagina.html

20 GENNAIO 2018:RENZI DI SINISTRA?RENZI EUROPEISTA?

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

verso le elezioni >>

Gentiloni annuncia: “In coalizione anche la lista di Bonino. Mi candido alla Camera a Roma 1”

Pd in allarme per i collegi, al Sud è disfatta di T. CIRIACO

Intervista “Mi alleo con il Pd, ma ognuno farà le sue battaglie”
video Renzi: “Voto a destra allontana dall’Europa” video
· Rep Tv Segretario Pd: “Centrodestra non è popolare ma populista”

REAZIONE:A RENZI NON LO HA MAI VOTATO LA SINISTRA.LA SOLA VOLTA CHE HA CONVOCATO IL POPOLO A VOTARLO E’ STATO PER IL REFERENDUM,ED E’ STATO BATTOSTA,E NON SOLO PER LA RIFORMA MA PER LA SUA GESTIONE DI GOVERNO.CHE DI SINISTRA NON E’ STATO.
RENZI EUROPEISTA?ALLORA E’ SADOMASOCHISTA:HANNO DERISO DI LUI E DELLE SUE SOLUZIONI PER L’IMMIGRAZIONE(NON HA PREGATO SANTANTONIO),E ANCORA ASPETTA I SOLDI PER I PAESI AFRICANI.

MA CHE EUROPEISTA!!!!! SE HA NEGATO SOLIDARITA E AIUTO A HOLLANDE DOPO GLI ATTACCHI TERRORISTICI  ALLA FRANCIA.

“IL CENTRODESTRA NON E’ POPOLARE MA POPOLISTA”?:LE MIE PUBBLICAZIONI SONO SENZA FINE DI LUCRO MA STA VOLTA LO QUERELO PER FALSO IDELOGICO.MI COPIA.

LA SMETTA DI PRETENDERE PRENDERE IN GIRO IL POPOLO ITALIANO.PER QUESTA VIA IL PD VA IN CAMMINO A SCOMPARIRE.
“MATTEO,DIO ESSISTE,E NON SEI TU…….”

20 GENNAIO 2018:SANZIONI COMMERCIALI ALLA CINA

-SU LA FIGARO:

Home Économie Conjoncture

Donald Trump prépare des sanctions commerciales massives contre la Chine
Par Pierre-Yves Dugua Mis à jour le 18/01/2018 à 18:47

President Donald Trump listens to a question during a town hall with business leaders in the South Court Auditorium on the White House complex in Washington, Tuesday, April 4, 2017. (AP Photo/Evan Vucci, File)

Donald Trump prépare des sanctions commerciales massives contre la Chine
Donald Trump pourrait donner les détails des sanctions avant son discours devant le Congrès sur l’état de l’Union prévu le 30 janvier. Evan Vucci/AP

.
Déterminés à frapper Pékin au portefeuille, les services du président américain travaillent depuis des mois à l’analyse des dommages causés par le vol et le piratage de propriété intellectuelle par des entreprises chinoises.

De notre correspondant à Washington

Après des mois de menaces, Donald Trump est sur le point d’imposer de sérieuses sanctions commerciales unilatérales à la Chine. Le président l’a lui-même expliqué dans un entretien à l’agence Reuters: «Nous avons une très grosse amende potentielle sur la propriété intellectuelle qui va arriver bientôt… Nous parlons de gros préjudices, de montants dont vous n’avez pas idée.» Donald Trump pourrait donner …

Cet article est réservé aux abonnés. 85% reste à lire.

JE ME CONNECTE

http:.lefigaro.fr/conjoncture/2018/01/18/20002-20180118ARTFIG00307-donald-trump-prepare-des-sanctions-massives-contre-pekin.php

20 GENNAIO 2018:CHI PAGHERA LA NOSTRA PENSIONE?
-SU LE FIGARO:
Home VOX Vox Societe
Natacha Polony:«La démographie,cette science muette»
Par Natacha Polony Publié le 19/01/2018 à 17:44

La journaliste Natacha Polony, que l’on retrouve au Grand Journal sur Canal+, ou encore avec sa revue de presse dans la matinale d’Europe 1, est l’invitée du Buzz TV Orange-TV Magazine.

Natacha Polony : «La démographie, cette science muette»
François BOUCHON/Le Figaro
FIGAROVOX/CHRONIQUE – La démograhie est une notion malmenée dont l’aspect économique et politique est négligé au risque d’entretenir une méfiance entre la population et les élites.

Pendant des années, la publication des chiffres de l’Insee offrait une occasion inespérée pour les médias de pratiquer cet optimisme officiel qui fait la marque du progressiste au grand cœur. L’économie flanchait, les emplois industriels et agricoles disparaissaient à la vitesse des épis de blé sous une nuée de sauterelles, mais on pouvait tout de même proclamer que demain serait meilleur qu’hier puisque les Français, visiblement confiants en l’avenir, assuraient quasiment le renouvellement des générations. Les mêmes affirmaient habituellement que la faiblesse démographique de l’Europe rendait nécessaire une immigration économique destinée à payer nos retraites, sans qu’il leur semblât exister la moindre contradiction entre ces deux propositions.

Aujourd’hui, …

Cet article est réservé aux abonnés. 85% reste à lire.

JE ME CONNECTE
-http:.lefigaro.fr/vox/societe/2018/01/19/31003-20180119ARTFIG00272-natacha-polony-la-demographie-cette-science-muette.php

20 GENNAIO 2018:SIENTO RUIDO DE PELOTA…..

-SU CLARIN:

HISTORIA: LOS CINCUENTA AÑOS DE SACACHISPAS

Se oye ruido de pelota

Se oye ruido de pelota y no sé lo que será. Es el club de Sacachispas que ya viene, que ya viene de ganar, coreaba la barra de pibes que venía de ganarle un desafío al equipo del barrio vecino en Pelota de trapo, la película dirigida por Leopoldo Torres Ríos y protagonizada por Armando Bo que marcó un hito en la historia del cine nacional. Estrenada en el cine Metropolitan el 10 de agosto de 1948, fue inspirada en las famosas Apiladas que el periodista Ricardo Lorenzo, Borocotó, publicaba en la revista El Gráfico y que describía el lirismo de las calles, el baldío, el amor a las cosas simples y los sueños de pibes.Torres Ríos fue un excepcional creador, con un gran sentido de lo popular. La repercusión de la película fue multitudinaria. Sacachispas pasó a ser el nombre que identificaba al potrero, al club de barrio que se fundaba con la rifa solidaria para conseguir moneditas y comprar la primera pelota.Al poco tiempo del estreno, por inspiración del propio Borocotó, quien eligió los colores lila con vivos blancos, el 17 de octubre de 1948 nació Sacachispas Fútbol Club. Sus socios fundadores fueron Roberto González y Aldo Vásquez. Y el primer presidente honorario, Juan Domingo Perón, quien hizo gestiones para que la Municipalidad le otorgara un terreno para construir su estadio.La primera cancha estuvo en Lacarra y las vías del ferrocarril Belgrano, en Villa Soldati. En las apariciones iniciales en los Torneos Evita logró los mejores títulos. En 1952 se trasladó al terreno de Lacarra y Barros Pazos. De su semillero surgieron figuras que ascendieron al fútbol grande: Poletti y Manera, campeones de América e Intercontinental con Estudiantes de La Plata; Néstor Martín Errea y Oscar Pezzano, dos excelentes arqueros; Brookers, Menéndez, Periotti…En su medio siglo, Sacachispas transitó los carriles de la humildad. Pasó momentos difíciles y tuvo alguna alegría. Hoy juega en la D. Su nombre, desde los tiempos de la inolvidable Pelota de Trapo, tiene sabor a fútbol y alma de potrero.

https:.clarin.com/deportes/oye-ruido-pelota_0_H10-ylMJIng.html

COMMENTO SU TODOTANGO.COM

Ana Touron
Hola, tanto tiempo!
En principio, mi mayor deseo de FELIZ AÑO NUEVO para todos los amigos de esta Mesa.Y, segundo, una consulta:
Alguien tiene los versos (y puede facilitármelos) de la milonga SACACHISPAS, que cata Hugo del Carril en “Historia del 900”?
Desde ya, muchas gracias.

Ana Turón:

Disculpen la insistencia

http:.todotango.com/comunidad/mesa/mensaje.aspx?id=168961

21 GENNAIO 2018:LA LE PEN BUGGIARDA PERVERSA

-SU LE MONDE:

La stratégie du mensonge était bien au cœur de la campagne de Marine Le Pen

Une enquête de BuzzFeed News confirme que des cadres du FN ont non seulement relayé mais aussi fabriqué de fausses informations.

LE MONDE | 17.01.2018 à 18h49 • Mis à jour le 17.01.2018 à 19h07 | Par Adrien SÉNÉCAT

« La stratégie du mensonge » titrait Le Monde au lendemain du débat de l’entre-deux-tours de l’élection présidentielle. Cette « une », comme l’éditorial du jour, visait directement l’attitude de Marine Le Pen face à Emmanuel Macron.

Huit mois plus tard, une série d’enquêtes publiées par BuzzFeed News à partir de documents de travail utilisés par les équipes du Front national achève de démontrer que cette stratégie ne s’est pas limitée aux derniers instants de la campagne. Retour sur les principales intox délibérées véhiculées par la candidate d’extrême droite et par son entourage.
1. Les affirmations erronées pendant le débat, une stratégie qui apparaît comme délibérée

Marine Le Pen a multiplié les contre-vérités lors du débat du second tour de l’élection présidentielle — au moins dix-neuf, selon notre relevé détaillé. Nombre d’entre elles étaient particulièrement grossières, par exemple lorsqu’elle a affirmé que l’aide médicale d’Etat offrait des prestations de santé meilleures que celles garanties aux personnes de nationalité française.

Une note envoyée à Marine Le Pen avant le débat par Damien Philippot, et révélée par BuzzFeed News, montre que ces sorties de route relèvent d’une stratégie assumée. Il y est notamment suggéré à la candidate de « dégrader l’image de Macron, quitte à perdre en crédibilité ».

Une seconde note, qui liste des « idées punchlines » de cadres de la campagne de la candidate, lui a par ailleurs conseillé de faire allusion aux rumeurs sans fondement prêtant un compte offshore à son rival. Un conseil que l’intéressée a suivi, déclarant lors du débat : « J’espère qu’on n’apprendra pas que vous avez un compte offshore aux Bahamas. »
2. Une vidéo ambiguë réalisée par le FN et diffusée par le directeur de campagne de Marine Le Pen

David Rachline, le directeur de la campagne présidentielle de Marine Le Pen, a partagé, le 16 mars, une vidéo sur Facebook accompagnée du commentaire suivant : « L’effrayante vérité sur l’émission “Envoyé spécial” et la directrice de l’information de France Télévisions, Madame Delphine Ernotte, soutien de François Hollande et d’Emmanuel Macron ! »

Ce clip de deux minutes donne la parole à un homme, assis dans le noir de dos, la voix déformée. Présenté comme membre de « l’équipe de Delphine Ernotte », ce prétendu témoin y accuse la directrice de France Télévisions d’avoir été nommée pour défendre la candidature de François Hollande, puis d’avoir décidé de « soutenir coûte que coûte Macron » après le renoncement de l’ex-chef de l’Etat, « avec pour objectif de faire perdre coûte que coûte Marine Le Pen ».

Ce témoignage est apparu comme douteux dès cette époque, faute de source. David Rachline s’était lui-même montré sibyllin sur Twitter, quelques heures après la diffusion de la vidéo, écrivant : « Vous voyez, tout le monde peut faire “journaliste” chez France Télévisions », allusion à un numéro d’« Envoyé spécial » critiqué par les dirigeants du parti. Une posture qu’il a également adoptée par la suite face aux médias qui l’ont contacté à ce sujet, comme LCI.

Intox ou canular, une enquête publiée par BuzzFeed News, le 16 janvier, montre que la vidéo a été fabriquée de A à Z par le FN. Le prétendu « témoin » qui figure dans la vidéo ne serait autre que Christophe Boucher, prestataire du FN pour le Web.

David Rachline n’a pas contesté ces informations, invoquant sur Twitter l’« ironie » et disant qu’il pensait que « tout le monde avait compris qu’il s’agissait d’une parodie ». Il n’avait néanmoins jamais franchement tranché l’ambiguïté à l’époque. En témoignent les commentaires sous sa vidéo sur Facebook ou les messages de militants FN appelant à la démission de la dirigeante de France Télévisions.
3. Un SMS diffusé par des cadres du FN pour accuser des militants d’En marche !

Autre épisode de manipulation émanant de soutiens de Marine Le Pen pendant la campagne : après la visite chahutée de Marine Le Pen à Reims (Marne), le 5 mai, en toute fin de campagne, le vice-président du FN de l’époque, Florian Philippot, et David Rachline ont diffusé sur Twitter un SMS censé émaner de militants d’En marche ! appelant à « siffler », « huer » et « bousculer » Marine Le Pen. « Faut la tuer ! » lisait-on même à la fin du message.

« Une explication M. Macron ? », écrivait alors Florian Philippot. Problème : ce message était un faux grossier, comme nous l’expliquions à l’époque, dont la première publication dont nous avions pu retrouver la trace émanait du compte de Kévin Pfeffer, membre de l’équipe de campagne de Marine Le Pen et conseiller régional FN dans la région Grand Est (l’intéressé n’a jamais donné suite à nos sollicitations à ce sujet).

Le 8 mai, au lendemain du second tour, Florian Philippot se défendait de toute manipulation sur Europe 1, affirmant avoir simplement « relayé un texto dont chacun pensait qu’il était vrai ».
4. De nombreuses intox massivement reprises par des cadres du FN et par ses réseaux militants

Plus largement, de nombreux cadres du FN ont relayé de fausses informations tout au long de la campagne. On peut notamment citer :

Une fausse information, relayée par Marion Maréchal-Le Pen, sur le prétendu financement « à 30 % » de la campagne d’Emmanuel Macron par l’Arabie saoudite ;
le maire d’Hénin-Beaumont, Steeve Briois, accusant, à tort, la chaîne C8 d’avoir manipulé un reportage sur le Front national ;
le député d’extrême droite Gilbert Collard partageant des accusations erronées à l’encontre de la présidente du parquet national financier pendant l’affaire Fillon (la rumeur affirmait à tort que cette dernière était l’épouse du directeur de cabinet de Michel Sapin) ;
le député Louis Aliot accusant sans fondement Benoît Hamon d’avoir été « pistonné » pour devenir professeur à l’université ;
Le trésorier du FN, Wallerand de Saint-Just, diffusant une prétendue « enquête » auprès de lecteurs du Figaro selon laquelle Marine Le Pen était la candidate qui les avaient le plus convaincus lors du débat présidentiel à cinq candidats — des chiffres faux et démentis par Le Figaro.

Plusieurs grosses pages Facebook d’extrême droite ont également relayé à de nombreuses reprises des intox en tout genre pendant la période électorale.
—————————
Décodex:nos outils contre les fausses informations

Utilisez les outils développés par Les Décodeurs pour vous aider à éviter les fausses informations:

*Fiables ou pas ? Testez les sites que vous consultez sur notre moteur de recherche (cliquez ici pour y accéder) ;
*Pour savoir en un coup d’œil si vous êtes sur un site fiable ou pas, installez notre extension pour les navigateurs Chrome (à télécharger ici) et Firefox (à télécharger ici) ;
*Vous voulez apprendre à vérifier l’information en ligne ? Lisez nos conseils pour éviter les fausses informations ;
*Besoin d’aide pour vérifier une info ? Interrogez notre robot Fachebook (cliquez ici pour y accéder).
.
Par ADRIEN SÉNÉCAT
Publié Le 17.01.2018 à 14h49

http:.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2018/01/17/la-strategie-du-mensonge-etait-bien-au-c-ur-de-la-campagne-de-marine-le-pen_5243193_4355770.html

23 GENNAIO 2018:I GIOCHI IPOCRITI PRO-PEDOFILO DEL “PAPA MALO”

-SU LE MONDE:lemonde.fr

Le pape François présente des excuses aux victimes d’abus sexuels

Les excuses du pape font suite au tollé provoqué par son soutien apporté à un évêque chilien controversé, faute, selon lui, de « preuve » à son encontre.Le pape François présentant ses excuses.Le pape François présentant ses excuses. VINCENZO PINTO / AFP

Le pape François a présenté, lundi 22 janvier, « des excuses » aux victimes d’abus sexuels, après le tollé provoqué au Chili par son soutien à un évêque chilien controversé, faute, selon lui, de « preuve » à son encontre, un mot dont il a reconnu qu’il avait « blessé ».

« Le jour où vous m’apportez une preuve contre l’évêque Barros, je vous parlerai. Il n’y a pas une seule preuve contre lui. Tout est calomnie. C’est clair ? », avait lancé abruptement jeudi le pontife argentin, apostrophé par des journalistes au Chili.

Dans ce pays où le catholicisme est en chute, François a aussi choqué en donnant une accolade à Mgr Juan Barros, évêque soupçonné d’avoir gardé le silence sur les agissements d’un vieux prêtre pédophile défroqué par le Vatican.

« Je dois présenter des excuses parce que le mot “preuve a blessé tant de personnes victimes d’abus », a déclaré François lors d’une conférence de presse dans l’avion qui le ramenait à Rome. « Entendre le pape leur dire en face “apportez-moi une lettre avec la preuve”, c’est une gifle et je me rends compte maintenant que mon expression n’a pas été heureuse », a-t-il dit.

Il a cependant rappelé que le Vatican avait enquêté sur Mgr Barros, sans trouver« d’élément pour le condamner ». Au risque de déplaire aux Chiliens, il s’est déclaré « convaincu » de l’innocence de l’évêque. « Vous me dites qu’il y a des victimes, mais je ne les ai pas vues, elles ne se sont pas présentées à moi », a-t-il argué, en reprenant son expression de « calomnie ».

Lire aussi :   Pédophilie : le pape François tancé par un cardinal

Tolérance zéro

Dans l’avion, le pape a estimé qu’il aurait dû parler d’« élément à charge ». « Le mot “preuve”n’était pas le meilleur pour me rapprocher d’un cœur endolori », a-t-il convenu. « Je sais qu’il y a beaucoup de personnes victimes d’abus qui ne peuvent apporter de preuve. »

« Je sais combien elles souffrent », a insisté François, qui a rencontré au Chili, en privé, deux victimes de prêtres pédophiles. Selon le Vatican, il a « prié et pleuré » avec elles. Le pape a confié :

« Le drame des victimes d’abus est horrible, horrible. Il y a deux mois, j’ai été en contact avec une femme victime il y a quarante ans. Mariée avec trois enfants, cette femme ne communiait pas depuis cette époque, parce que dans la main du curé, elle voyait la main de l’auteur d’abus sexuels. »

Samedi, le cardinal Sean Patrick O’Malley – qui dirige une commission antipédophilie en cours de renouvellement au Vatican – avait mis en avant la sincérité de François lorsqu’il prône la tolérance zéro contre la pédophilie dans l’Eglise.

Mais, dans une critique inhabituelle du pape, il avait jugé « compréhensible » que les propos du souverain pontife aient pu provoquer« une grande douleur ». « Sa déclaration a été très juste », a estimé le pape dans l’avion. « Il a rappelé tout ce que j’ai fait et ce que je fais, et ce que fait l’Eglise, et puis il a dit la douleur des victimes. »

http:.lemonde.fr/religions/article/2018/01/22/le-pape-francois-presente-des-excuses-aux-victimes-d-abus-sexuels_5245408_1653130.html

REAZIONE:SUL SUOLO LATINOAMERICANO SI HA COMPORTATO CON L’ABITUALE IMPUNITA E ATTITUDINE DI SFIDA AUTORITARIA PROPIA DEI GORILAS ISPANOAMERICANI CON QUI LUI SI HA SEMPRE MOSSO(“DATECI PROVE ZURDOS”)MA NON APPENA E’ SALITO SULL’AEREO,CIO’E’ IN UNO SPAZIO FUORI DEL TERRITORIO LATINOAMERICANO DI COLPO LI HA VENUTO IL PENTIMENTO E LA UMILE ATTITUDINE DI SBAGLIO SCUSANDOSI DI DIFENDERE BARROS CHIEDENDO PROVE.SI SU SPAZIO VATICANO-ITALIANO-EUROPEO-NORDICO NON HA PIU BISOGNO DI PROVE E……O QUANTO VISCIDI SONO I PEDOFILI E QUANTO SONO TERRIBILI LE SOFERENZE DELLA PEDOFILIA.

IPOCRITA,IL VESCOVO DI ROMA CI PRENDE IN GIRO :”SI,SONO CONSERVATORE(AUTORITARIO,IMPUNE,CATTIVO)IN SUDAMERICA,E RIVOLUZIONARIO(EDUCATO,MODERATO,BUONO) IN VATICANO,E ALLORA?

QUELLO DEL TITOLO,BERGOGLIO E’ IL PRETE PIU PEDOFILO MAI VISTO,IL PAPA PIU NOCIVO PER I BAMBINI MAI VISTO,BERGOGLIO E’ IL PAPA DEL MALE.

23 GENNAIO 2018:TITOLARE LA REPUBBLICA:

VERSO LE ELEZIONI DEL 4 MARZO >>

Padoan: Ue preoccupata. Flat tax? Come fatina blu Salvini a Berlusconi: “Sbaglia promesse su deficit”

Il leghista contesta le assicurazioni date dall’alleato al Ppe video Il leader della Lega alla Cei: “Noi antidoto al razzismo” · Presidente dei vescovi: “Basta cultura della paura sulla razza”

Grillo lancia il nuovo blog e si separa da quello dei 5 stelle: “Utopia per crescere”

Lorenzin: “Gentiloni ottimo premier, governo per la legislatura”

Fontana: “Dopo la frase sulla razza sono salito nei sondaggi”
REAZIONE:SUPER SALVINI,LANCIATO COME IL PAPABILE DEL CENTRODESTRA PONTIFICA.
.
-SU WIKIPEDIA:CHRIGA BUNDOLO

kreegah bundolo

Kreegah bundolo è un’espressione che Tarzan- e la tribù delle scimmie antropomorfe che lo ha cresciuto – gridano per avvertire del pericolo, ad esempio, “Kreegah bundolo! I bianchi vengono con i bastoni da caccia. Secondo il linguaggio fittizio delle scimmieelaborato dal creatore di Tarzan Edgar Rice Burroughs , la traduzione letterale della frase sarebbe “Attenti, (I) uccidi!”

“Kreegah Bundola” è uno dei pochi nomi per la canzone di Frank Zappa il cui titolo più popolare sembra essere “Let’s Move to Cleveland”. Viene anche utilizzato nella serie “Allbright” di Bruce Coville come byte sonoro di avvio del modulo “violenza” di Grakker. È stato pronunciato da Fat Freddy in preda alla fame in un episodio di The Fabulous Furry Freak Brothers.

In portoghese, Kreegah bundolo è stato tradotto come ” Krig-Ha, Bandolo! ” E nomina un album del rocker brasiliano Raul Seixas .

Nella striscia di fumetti Dilbert del 2/7/1995, Dogbert usa questa frase parlando con Dilbert dopo che è stato a casa a fare il telecommuting troppo a lungo. [1]

https:en.m.wikipedia.org/wiki/Kreegah_bundolo

23 GENNAIO 2018:BERLUSCONI CON LA MERCKEL?

-SU LA REPUBBLICA:
.
Berlusconi a Bruxelles incontra il Ppe: “Merkel ci sostiene con determinazione”

Il leader di Forza Italia incontra i big popolari europei preoccupati dal peso di Salvini. E tesse l’elogio dell’Unione. Lopez (Ppe): “Ha il nostro appoggio”. Il Pd: “Siamo alla farsa”. M5s: “Operazione nostalgica”

ROMA – Un Silvio Berlusconi ipermerkeliano in visita a Bruxelles gioca la sua parte per rassicurare i big popolari europei su un eventuale governo di centrodestra in Italia che includa anche la Lega di Matteo Salvini. E così, nella sede del Ppe, parte con l’elogio della cancelliera tedesca, che ha appena incassato dal Congresso della Spd il sì al governo di larghe intese (la Grosse Koalition): “Dobbiamo guardare con favore a quello che è accaduto ieri in Germania – afferma il leader di Forza Italia –  che va verso la sicurezza di avere un governo e questo comporterà anche per la signora Merkel la possibilità di essere ancora autorevole in Europa. Io con la signora Merkel ho sempre avuto degli eccellenti rapporti di stima ed interesse reciproco”. E aggiunge: “Qualcuno ha cercato di mettere zizzania ma aldilà di questo i nostri rapporti sono stati sempre positivi e la signora Merkel ci sostiene con determinazione nella nostra campagna elettorale”.

L’ex premier, poi, in barba alle posizioni salviniane sull’uscita dall’euro, passa a tessere le lodi dell’Europa: “L’Europa è imprescindibile e speriamo che torni a quella dei padri fondatori, occorre che si rafforzi e che si dia una politica estera e della difesa comune, questo ci farebbe risparmiare miliardi di euro e la farebbe diventare una potenza mondiale per poter contare sul tavolo del grandi nel futuro del mondo”. E garantisce che la coalizione di centrodestra, se incaricata di governare l’Italia, rispetterà il parametro del 3 per cento nel rapporto deficit-Pil.

Fatto sta che il programma elettorale di Berlusconi è piaciuto ai popolari europei, pronti ad appoggiarlo, come afferma il segretario generale del Ppe Antonio Lopez.  “Per noi l’Italia è fondamentale, la parte sud della Ue ha bisogno di avere maggior presenza nelle decisioni che si stanno prendendo in Europa” e ciò sarà possibile con “il nuovo e futuro governo”, che Lopez giudica “forte”, anche grazie “all’influenza di Berlusconi”. “Il Ppe è la sua casa”, aggiunge Lopez.

Ma le critiche del Pd non tardano ad arrivare: “Lega e Forza Italia fanno finta di essere d’accordo ma è evidente che siano divise su tutto. Hanno programmi incompatibili e litigano ogni giorno su chi debba comandare”, attacca il vicecapogruppo dem alla Camera Matteo Mauri, che conclude: “Addirittura Berlusconi è sentito in dovere di andare in missione a Bruxelles per provare a tranquillizzare la Merkel e i popolari europei sul ‘pericolo del populista antieuropeo Salvini’. Ormai siamo alla farsa”.

Mentre i Cinquestelle commentano per bocca dell’eurodeputata Tiziana Beghin : “È una triste operazione nostalgia”.

http:.repubblica.it/politica/2018/01/22/news/berlusconi_a_bruxelles_incontra_il_ppe_merkel_ci_sostiene_con_determinazione_-187036949/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S3.3-T1
.
REAZIONE:ALLORA NIENTE COMPLOTTO?

“Non sa l’inglese e parla a vanvera”

Poveretto:”dopo averla definito culona inachiable ha rovinato la mia credibilita”

.
-APPENDICE:BERLUSCONI PROFETICO,
OGGI SHULZ E’ KAPO,GOVERNA,E BERLUSCONI ALL’OPPOSIZIONE

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

Corriere della Sera
ESTERI

 prO
Martin Schulz

IL CONGRESSO

21 gennaio 2018 – 16:39

.
L’Spd vota sì all’accordo con Merkel Germania verso la Grande Coalizione
di Paolo Valentino, inviato a Bonn

«Je suis soulagée», sono sollevato, ci dice in francese Martin Schulz, uscendo dalla sala. Ma il leader della Spd appare stremato, le occhiaie profonde, la voce rauca. Ha vinto di misura la sua scommessa, ma non esce benissimo da una prova di forza che conferma tutta la fragilità della sua leadership.

Il congresso straordinario della socialdemocrazia tedesca ha detto sì all’avvio di trattative formali con la Cdu-Csu di Angela Merkel per dar vita a una nuova Grosse Koalition. Ma i 362 voti a favore e i 279 contrari, cioè una maggioranza di appena il 56,4%, fotografano un partito diviso e tormentato dai dubbi. La strada è ora aperta a un negoziato di governo, che dovrebbe cominciare nei prossimi giorni e concludersi entro la metà di febbraio. Tuttavia, ammesso che si arrivi all’accordo di coalizione, ci sarà ancora da superare un ultimo ostacolo: il referendum per posta dei 450 mila tesserati della Spd, che potrebbe allungare i tempi di altre tre settimane.

Il D-Day dei socialdemocratici non ha smentito le aspettative, almeno quanto a tensione drammatica e passione politica. Cinquanta oratori si sono alternati sul podio in quasi cinque ore di dibattito, aperto da un discorso non proprio entusiasmante di Martin Schulz. L’ex presidente dell’Europarlamento ha difeso i risultati ottenuti nel negoziato preliminare, ricordando che l’alternativa a una Grosse Koalition sarebbe il voto anticipato: «Non credo che sia per noi la giusta prospettiva». Ma ha promesso che si batterà per strappare nuove concessioni alla Cdu-Csu nella imminente trattativa e che, nell’eventualità di una partecipazione al governo, questa volta «la Spd sarà visibile, udibile e riconoscibile», chiaro riferimento al profilo senza qualità e alla marginalizzazione della socialdemocrazia che hanno caratterizzato gli ultimi anni di Grosse Koalition, dominati da Angela Merkel.

Schulz ha ricevuto un applauso formale e senza calore. Ma ad accendere la platea dei favorevoli è stata la capogruppo dei deputati Spd al Bundestag, Andrea Nahles, protagonista di un intervento appassionato e travolgente: «La gente ci prenderebbe per matti se nonostante i buoni risultati ottenuti nelle trattative preliminari, optassimo per nuove elezioni», ha detto il ministro del Lavoro uscente. Nahles ha annunciato anche che farà di tutto nella trattativa per ottenere di più dalla Cdu-Csu: «Negozieremo fino a farli squittire».

Non è stata la giornata di Kevin Kühnert e dei suoi Jusos, nonostante il leader dei giovani socialdemocratici ce l’abbia messa tutta per bloccare l’intesa e le sue critiche abbiano dato voce all’umore profondo del partito. Kühnert ha attaccato Schulz e la direzione della Spd, che subito dopo la sconfitta alle elezioni di settembre avevano annunciato la scelta di stare all’opposizione, salvo poi ripensarci e riaprire il dialogo con la Cdu-Csu dopo il fallimento dei negoziati per un governo con liberali e Verdi: «Grazie a questi folli zig zag abbiamo perso ulteriore credibilità». In ogni caso, secondo Kühnert, «una nuova Grosse Koalition sotto la guida di una cancelliera priva di idee significherebbe lo stallo per il Paese». Rispondendo indirettamente a un esponente della Csu, che aveva definito quella degli Jusos la «rivolta dei nani», Kühnert ha ribattuto fra gli applausi che è «meglio essere oggi una volta nani, per diventare giganti domani».

Alla fine ha prevalso la disciplina di partito. Ma l’impegno, contenuto nel documento finale, di cercare di ottenere alcune concessioni dalla Cdu-Csu in tema di assunzioni a tempo determinato, ricongiungimenti familiari per i profughi e uguaglianza degli onorari medici tra sanità pubblica e privata, inserisce un’ulteriore insidia nella trattativa.

Angela Merkel ieri l’ha platealmente ignorata, preferendo invece commentare positivamente la decisione del congresso socialdemocratico: «Ora la via per una trattativa è libera», ha detto la cancelliera, arrivando alla riunione della direzione cristiano-democratica, convocata per decidere i prossimi passi. Merkel ha aggiunto che l’intesa preliminare definisce la cornice del prossimo negoziato con la Spd, anche se «molte cose devono essere ancora chiarite».
.
http:.corriere.it/esteri/18_gennaio_21/spd-vota-si-accordo-merkel-germania-grande-coalizione-3df89ee0-feb7-11e7-8f20-c3835ef8a905.shtml
REAZIONE:GUARDATE QUESTI VIDEO MI RACCOMANDO

23 GENNAIO 2018:VIA COL BREXIT

-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it
ECONOMIA
L’Ue sdogana Panama e Corea del Sud: “Non sono più dei paradisi fiscali”
.
I ministri dell’Economia e delle Finanze, riuniti nell’Ecofin, aggiornano la lista dei Paesi canaglia. Assolti anche la Tunisia e gli Emirati Arabi
23 Gennaio 2018
.
ROMA – Otto Paesi, tra cui Panama, escono dalla lista nera dei paradisi fiscali. Lo hanno deciso i ministri dell’Economia e delle Finanza dell’Unione europee, riuniti a Bruxelles nell’Ecofin. Insieme a Panama, escono dalla lista dei cattivi anche Corea del Sud, Emirati Arabi, Tunisia, Mongolia, Macao. E ancora: Grenada e Barbados.
Queste Nazioni vengono promosse ora nella lista grigia. Chi ne fa parte è sottoposto al controllo della Ue che verificherà ora il rispetto degli standard internazionali di trasparenza.

Nella lista nera restano così soltanto nove Paesi. Si tratta di Samoa, Bahrain, Guam, Isole Marshall, Namibia, Palau, Saint Lucia, Samoa e Trinidad e Tobago, un numero ormai ristretto che lascia pensare che sia stata vinta la lotta all’evasione fiscale. In realtà, la fuga dal Fisco continua ad esistere e vegeta abbondantemente anche all’interno di Paesi uscita dalle liste. In Europa, gli scandali legati ai LuxLeaks hanno messo in luce come un Paese della Ue come il Lussemburgo si possa trasformare in un paradiso fiscale in piena regola. La stessa Panama è stata protagonista di uno scandalo simile, i Panama Papers, che ha lasciato un cono d’ombra sulla trasparenza del Paese..
http:.repubblica.it/economia/2018/01/23/news/l_ue_sdogana_panama_e_corea_del_sud_non_sono_paradisi_fiscali_-187091097/
.
-APPENDICE:LA UE VA IN PARADISO
.
-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it
.
MONDO SOLIDALE EQUO E SOLIDALE
.
Povertà e fisco eluso: le banche dell’Unione Europea nascondono più di 25 miliardi nei paradisi fiscali

“Forzieri aperti” è la campagna per la trasparenza nelle banche europee lanciata da Oxfam. Si calcola che nel 2015 gli istituti di credito dell’UE avfrebbero eluso tasse su cifre miliardarie portando il denaro all’estero. Lo scandalo è stato suscitato dall’inchiesta Panama Papers e nonostante tutto l’evasione procede indisturbata. “Come si fa a contrastare le disuguaglianze nel Pianeta?”
di MARTA RIZZO
13 Aprile 2017
.
ROMA – Il rapporto Oxfam sulle attività delle 20 maggiori banche dell’UE che detengono il 26% dei loro profitti nei paradisi fiscali, trova un suo motivo di riflessione nelle proposte, fatte da Oxfam stessa, per risolvere questa politica economica, che alimenta la povertà nel mondo. Il curatore del rapporto Oxfam, Mikhail Maslennikov, e Leonardo Becchetti, Professore di Economia Politica, cercano una via d’uscita a un danno insuperabile per volontà, non per fatalità. La riflessione avviene oggi, quando Panama Papers vince il più ambito premio giornalistico del mondo.

LEGGI IL RAPPORTO

I soldi UE al fresco dei paradisi. L’ultimo dei numerosi rapporti Oxfam sulla trasparenza finanziaria e fiscalità internazionale, “Operazione Forzieri Aperti”, è pubblicato a circa 1 anno dallo scoppio didi Panama Papers ed è il risultato di una ricerca che, per la prima volta, usa in maniera analitica i nuovi dati pubblici disaggregati sui bilanci degli istituti di credito continentali, per illustrare le modalità e l’entità del ricorso ai paradisi fiscali da parte delle 20 più grandi banche dell’UE. Ne emerge un disallineamento tra i profitti registrati dalle banche nelle giurisdizioni a fiscalità privilegiata o con bassi standard di trasparenza e le reali attività economico-finanziarie condotte in questi luoghi. Si tratta di 25 miliardi di euro di utile annuo – il 26% dei profitti globali a fronte di una porzione del fatturato del 12% e dell’impiego di appena il 7% della forza lavoro globale. Tra le mete preferite dagli istituti di credito spiccano le Isole Cayman, il Lussemburgo, l’Irlanda, Hong Kong. Tra gli istituti analizzati figurano anche gli italiani Unicredit e Intesa. Ma questo giornale ha già raccontato il tutto nella pagina di Economia.

Panama Papers e l’indifferenza dei numeri. Il 4 aprile 2016, 11.5 milioni di documenti dello studio legale di Panama Mossack-Fonseca, venivano resi pubblici grazie all’ inchiesta del consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ) Panama Papers, smascherando la presenza di 215.000 società di comodo che individui (tra i quali 150 capi di stato, leader politici e funzionali pubblici), alcune imprese e banche (511 nei 204 Paesi coinvolti), usavano per eludere le imposte, nascondendo in 21 paradisi fiscali oltre 7.600 miliardi di dollari. Quell’inchiesta, nei giorni scorsi ha vinto il Premio Pulitzer (nel consorzio ICIJ è incluso L’Espresso che, per l’Italia, diffuse dati e informazioni dell’inchiesta in esclusiva), ma la pratica di trafugare denaro non è passata.

Per capire: nel solo continente d’Africa, i 14 miliardi di dollari elusi in paradisi fiscali, consentirebbe di mandare a scuola ciascun ragazzo e coprire la spesa sanitaria di 4 milioni di bambini. Così, se l’evidenza dei numeri non conta, Oxfam, non continua soltanto a denunciare le banche, ma cerca una via d’uscita dalle nebbie fittissime dell’evasione internazionale e il professore di Economia Politica Leonardo Becchetti propone di alzare le tasse dei paradisi fiscali, cosa piuttosto intuitiva, ma, evidentemente, indesiderata.

Le proposte Oxfam per la fiscalità: che sia inclusiva. Un sondaggio dell’Istituto Demopolis, realizzato per Oxfam, dichiara che oltre il 65% dei cittadini italiani sostengono che l’evasione fiscale sia tra le prime cause delle disuguaglianze. Oxfam, allora, lancia possibili soluzioni con alcuni spunti concreti:

• Trasparenza finanziaria: Oxfam sostiene l’introduzione, nell’intera UE, di registri centralizzati e pubblici dei beneficiari effettivi di società, fondazioni e trust per prevenire l’occultamento e la gestione in forma anonima di proventi di evasione ed elusione fiscale.

• Estendere l’obbligo di rendicontazione nazionale: Oxfam porta avanti il CBCR (country-by-country reporting pubblico) a tutte le multinazionali che operano nell’area economica europea.

• Blacklist europea: Oxfam chiede l’istituzione di una blacklist Ue dei paradisi fiscali e lo sviluppo di adeguate misure difensive e sanzionatorie verso le giurisdizioni che non rispettano gli standard di buona governance fiscale europea.

• Tassazione unitaria delle multinazionali: Creare una base comune e consolidata per l’imposta sulle società o CCCTB (common consolidated corporate tax base) in Ue.

• Global tax body: La riforma del sistema fiscale internazionale necessita di una partecipazione paritetica di tutti i Paesi del mondo, tra cui i più poveri, per i quali l’entità degli abusi fiscali – circa 100 miliardi di dollari all’anno – ha conseguenze drammatiche.

Ciò che accade nelle banche. “Quello che accade nelle banche, accade in tutti gli altri settori”. “Il problema della concorrenza dei paradisi fiscali all’interno dell’UE stimola elusioni e distorce stime e statistiche di efficienza, produttività e PIL – commenta Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica dell’Università Tor Vergata – È quanto sottolineato dal rapporto Oxfam, che approfitta della nuova informazione sulla contabilità country by country (obbligatoria per le banche UE). Producendo effetti statistici abnormi come un rapporto tra profitti e turnover del 167% alle Isole Cayman, ma anche del 76% in Irlanda e del 61% in Lussemburgo contro una media paese dell’11% per le 20 maggiori banche europee. Quello che fanno le banche si fa ovviamente in tutti gli altri settori e la differenza è solo che negli altri settori la contabilità country by country non è ancora obbligatoria”.

“Alzare le tasse dei paradisi fiscali”. L’elusione crea l’illusione ottica di produttività stellari dei paradisi – conclude Becchetti – sottraendo risorse per il welfare per i paesi nei quali la ricchezza di produce e dovrebbe essere tassata. Quello che dobbiamo domandarci è se è possibile la tenuta nel tempo di un’eurozona senza un decente livello di armonizzazione fiscale (una forchetta massima di differenze di percentuali di prelievo). Se è vero che le tasse da noi devono scendere è anche vero che le tasse nei paradisi fiscali devono salire. O meglio i paradisi fiscali non dovrebbero più esistere se vogliamo che la ricchezza prodotta e concentrata in poche mani diventi potere d’acquisto diffuso e sostenga la domanda globale nel sistema economico”.

“Giustizia fiscale contro le disuguaglianze”. “Misure irrimandabili di giustizia fiscale sono lo strumento di lotta alla povertà – spiega Mikhail Maslennikov, curatore del rapporto Oxfam – Il contrasto agli abusi permette di recuperare risorse per gli investimenti nei servizi pubblici, le misure di sostegno al reddito e al lavoro, la sicurezza sociale delle classi più vulnerabili. Per essere efficaci, le azioni di contrasto all’evasione ed elusione fiscale, devono andare di pari passo con un ripensamento del sistema fiscale internazionale. Vanno chiuse le scappatoie legali che permettono a individui facoltosi e ricche corporation di evitare l’assolvimento dei propri oneri contributivi, scaricando il peso fiscale sui contribuenti onesti e sulle piccole e medie imprese nazionali. La dannosa corsa al ribasso fra i Paesi in materia fiscale, di cui i paradisi fiscali sono la rappresentazione estrema, deve subire una battuta d’arresto. Servono cooperazione internazionale e riforme fiscali nazionali votate alla progressività e con portata ridistributiva più forte”.

http:.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2017/04/13/news/ue_banche_e_paradisi_fiscali_ci_sono_alternative_migliori_contro_la_poverta_-162922984/
.
REAZIONE:BERLUSCONI FA PACE CON MERKEL,SOGNA CON IL NULLA OSTA ANTI-SEVERINO DEI DIRITTI UMANI,SALVINI SOGNA GOVERNARE COL SUO SOLITO TRE PER CENTO,IL MERCOSUR SOGNA IL TRATTATO DI “LIBERO COMMERCIO” CON LA UE,PANAMA ED ALTRI SUDAMERICANI NON SONO PIU PARADISI FISCALI,E COSI VIA.IL BREXIT LO FARANNO PAGARE CARO.E SARKOZY NON CE PIU…..STAREMMO A VEDERE.

Annunci

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 351


7 GENNAIO 2018:BULYN OPERA DI SATANA?
-SU LA STAMPA:
SEZIONI
Il Papa: “Il bullismo è opera di Satana, quanta malvagità a volte nei bambini!”
Prima messa a Santa Marta del 2018: «Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, maltrattare e farci beffa dei più deboli?»

LAPRESSE
Papa Francesco durante la messa nella Casa Santa Marta
.
Pubblicato il 08/01/2018
SALVATORE CERNUZIO
CITTÀ DEL VATICANO
Si comincia dall’infanzia, da quando si è bambini e a scuola si aggredisce il più «debole» perché è grasso, è nero, è straniero o un po’ così. È quell’istinto che sociologi e psicologi identificano nel fenomeno del bullying , più semplicemente bullismo, il «forte che si prende beffa e disprezza il più debole». Per il Papa ha una radice chiara: Satana.

«Forse gli psicologi daranno le loro spiegazioni di questa volontà di annientare l’altro perché è debole, ma io dico che questa è una delle tracce del peccato originale. Questa è opera di Satana», afferma Francesco nella messa a Santa Marta, la prima del 2018 dopo le vacanze. È evidente che sia così: «In Satana non c’è compassione».

E anche nella Bibbia, sottolinea il Pontefice nella sua omelia riportata da Vatican News, in cui commenta le letture della liturgia odierna, ci sono tracce di quest’odio che si trasforma in aggressione verbale e fisica. Il primo libro di Samuele, ad esempio, racconta la storia dei genitori del profeta, Anna e Elkanà che aveva due mogli: Anna era sterile, l’altra, Peninna, aveva dei figli. Peninnà, invece di consolare Anna non perde occasione per umiliarla e la maltratta con durezza ricordandole la sua sterilità. Qualcosa di simile accade anche con Agar e Sara, le donne di Abramo, di cui la seconda sterile. O con Golia di fronte a Davide o con la moglie di Giobbe e quella di Tobia che disprezzano i loro mariti sofferenti.

«Io mi domando: cosa c’è dentro queste persone? Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, a maltrattare, a farci beffa dei più deboli?», riflette Papa Francesco. «Si capisce che uno se la prenda con uno che è più forte: può essere l’invidia che ti porta … Ma i più deboli? Cosa c’è dentro che ci porta? È una cosa che è abituale, come se io avessi bisogno di disprezzare l’altro per sentirmi sicuro. Come una necessità».

Necessità che si avverte già quando si è piccoli. Bergoglio ricorda in proposito un episodio personale: quello di Angiolina, una donna malata di mente che girava tutto il giorno per le strade del suo quartiere a Buenos Aires. «Le donne le davano qualcosa da mangiare, qualche vestito, ma i bambini la prendevano in giro. Si dicevano: “Andiamo a cercare la Angiolina per divertirci un po’”». «Quanta malvagità anche nei bambini!», osserva il Papa, «prendersela con il più debole!».
E oggi più che mai questa tendenza è andata crescendo: « Lo vediamo continuamente, nelle scuole, con il fenomeno del bullismo, aggredire il debole, perché tu sei grasso o perché tu sei così o tu sei straniero o perché tu sei nero, per questo… Aggredire, aggredire… I bambini, i ragazzi…», denuncia Francesco. E insiste: «Questo significa che c’è qualcosa dentro di noi che ci porta a questo. All’aggressione del debole. E credo che sia una delle tracce del peccato originale».

Un’opera di Satana, dunque.
Come quando in noi nasce il desiderio di fare un gesto di carità diciamo «è lo Spirito Santo che mi ispira a fare questo», così quando «ci accorgiamo che abbiamo dentro di noi questo desiderio di aggredire quello perché è debole, non dubitiamo: c’è il diavolo, lì. Perché questa è opera del diavolo, aggredire il debole», rimarca il Papa.

E conclude la sua omelia invitando a chiedere al Signore «la grazia della compassione». «Quella è di Dio», in Satana non vi è traccia; il Signore invece «ha compassione di noi e ci aiuta a camminare».
Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati
http:.lastampa.it/2018/01/08/vaticaninsider/ita/vaticano/il-papa-il-bullismo-opera-di-satana-quanta-malvagit-a-volte-nei-bambini-ivOwldwIvjQSxCbOmHC80M/pagina.html
.


7 GENNAIO 2018:BULYN CONTRO UNA MAMMA PER PARTE DI UNA BABYGANG DI TORINO
-SU LA STAMPA:
TORINO,SEZIONI,EDIZIONI

“Non bestemmiate”. E la baby gang aggredisce una mamma davanti ai figli: 4 denunciati alle Gru
Nei guai un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 17 anni: altri cinque sono stati segnalati in precedenza

Pubblicato il 08/01/2018
Ultima modifica il 08/01/2018 alle ore 16:17
GRUGLIASCO
Aggressioni, droga, armi e abuso di alcol: sono nove i minorenni denunciati dai carabinieri nel corso dei controlli effettuati negli ultimi mesi presso il centro commerciale Le Gru, alle porte di Torino. Scoperta una vera e propria baby gang, formata da studenti tra i 15 e i 17 anni, che non ha esitato ad aggredire una giovane mamma davanti al figlio terrorizzato.

La violenza, per la quale sono stati denunciati quattro giovani, è avvenuta nel parcheggio multipiano del centro commerciale. La «colpa» della mamma aggredita è stata quella di averli invitati a non essere scurrili e a non bestemmiare.

LEGGI ANCHE Spray al peperoncino e botte contro i passanti, fermata la baby gang

Nell’ambito dello stesso servizio, tra ottobre e dicembre scorsi, i militari dell’Arma avevano già denunciato un diciassettenne, perché trovato in possesso di una pistola scacciacani, priva del relativo tappo rosso, e di un coltello a serramanico. Quattro studentesse di 14 anni sono state invece denunciate per furto aggravato in concorso, poiché sono state sorprese a rubare della merce in un negozio. Sono stati infine segnalati alla Prefettura per aver assunto sostanze stupefacenti sette minori, ai quali i carabinieri, grazie al cane antidroga Quark, hanno trovato addosso marijuana.

http:.lastampa.it/2018/01/08/cronaca/baby-gang-in-azione-al-centro-commerciale-alle-porte-di-torino-denunce-a-le-gru-eD9Kttrz59RNcLWSNSfqcO/pagina.html
.

9 GENNAIO 2018:TERRORISMO ACUSTICO-SONORO ANCORA,STANARE I COLPEVOLI

-SU LA REPUBBLICA:

“Attacchi acustici” a personale Usa a Cuba, Fbi smentisce Tillerson

Il segretario di Stato americano ha nuovamente definito il paese cubano pericoloso per gli americani, chiedendo la punizione dei “colpevoli”. Ma al Federal Bureau spiegano: “Non ci sono prove di azioni contro i nostri diplomatici”

09 gennaio 2018

Rex Tillerson (ap)

NEW YORK – Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha ribadito in un’intervista come Cuba sia ancora un posto pericoloso per il personale Usa dopo che almeno 24 cittadini americani avrebbero subito danni fisici in seguito a presunti “attacchi acustici”.

Ma l’Fbi, che da mesi indaga sugli episodi, in un rapporto sembra smentire il capo della diplomazia statunitense, spiegando di non aver trovato alcuna prova di tali attacchi sferrati con misteriose e sofisticate armi ad ultrasuoni. Per Tillerson e’ invece presto per inviare nuovamente personale diplomatico a L’Avana. Mentre al governo cubano, che ha sempre smentito ogni coinvolgimento, viene ribadita la richiesta dell’amministrazione Trump di stanare i colpevoli. Colpevoli che per l’Fbi, stando al rapporto del 4 gennaio, non ci sono.

9 GENNAIO 2018:BERGOGLIO ATTACCA L’UNITA DELLO STATO ITALIANO

-SU PRESSREADER(preso dal corriere della sera):

Bergoglio e il «dialetto» dell’amore in famiglia

*Corriere della Sera

*di Luigi Accattoli

(L’Osservatore Romano)
Il ritoIl Papa ieri in Vaticano mentre battezza uno dei 34 bimbi

CITTA’ DEL VATICANO

Papa Bergoglio ama il lunfardo, il dialetto di Buenos Aires, e in casa ha conosciuto le parlate piemontesi e liguri, subendone il fascino: capita dunque che spesso lodi i dialetti. Lo ha fatto anche ieri, parlando ai genitori dei 34 bambini che ha battezzato nella Cappella Sistina: «Io voglio dirvi una cosa soltanto, che riguarda voi: la trasmissione della fede soltanto può farsi in dialetto. Nel dialetto della famiglia, nel dialetto di papà e mamma, di nonno e nonna».

«Poi verranno i catechisti — ha detto ancora — a sviluppare questa prima trasmissione, con idee, con le spiegazioni. Ma non dimenticatevi questo: si fa in dialetto, e se manca il dialetto, se a casa non si parla fra i genitori quella lingua dell’amore, la trasmissione non è tanto facile, non si potrà fare».

Si è capito presto che non stava invitando a un uso particolare del dialetto, ma aveva a cuore il rapporto ravvicinato che — a suo parere — dev’essere alla base dell’educazione familiare e anche di quella religiosa: «Non dimenticate che il vostro compito è trasmettere la fede, ma farlo con l’amore della casa vostra, della famiglia». A un certo punto, sentendo i bambini piangere ha detto: «È il dialetto dei bambini». Con un uso analogo della parola «dialetto», più metaforico che linguistico, in un’altra occasione aveva così ammonito i partecipanti a un convegno romano: «La preghiera fatela in romanesco». Voleva dire che nel pregare è importante essere autentici, spontanei, aderenti alla vita d’ogni giorno.

In quest’amore sia linguistico sia simbolico ai dialetti si vede un riflesso della passione di Bergoglio per le periferie e di quella che chiama «cultura dell’incontro» e che descrive come scelta di dare priorità, in ogni impegno o scelta, al rapporto con le persone.

https:.pres.sreader.com/italy/corriere-della-sera/20180108/282252370919954

REAZIONE:QUESTO GESTO BATTESIMALE DI BERGOGLIO E’ UNA INAMMISIBILE INTROMISIONE POLITICA NEGLI AFFARI INTERNI DELL’ITALIA CHE NON DOBREBBE PASSARE INAVVERTITA AL NOSTRO PAESE E LE SUE INSTITUZIONI:L’ITALIA E’ UN SOLO PAESE E LA SUA LINGUA NAZIONALE E’ L’ITALIANO.LE PAROLE DEL PAPA ATTENTANO CONTRO L’UNITA E RETROTRAE IL POPOLO ITALIANO AL MEDIOEVO CON LE SUE FRAMENTAZIONI REGIONALI.LE SUE PAROLE, CHE SONO RIPETO UNA INAMMISIBILE INTRMISSIONE NEGLI AFFARI INTERNI DEL PAESE,NON SOLO ATTENTANO CONTRO LA UNITA TERITORIALE NAZONALE MA ANCHE HA RISVOLTI STORICI FILOSOFICI MEDIEVALI CONTRO L’UMANESIMO NATO A FIRENZE,PATRIA DELLA LINGUA DEL DANTE,IL VOLGARE, POI DIVENUTO LINGUA NAZIONALE.

I DIALETTI TANTO IN ITALIA COME NEL RESTO DI EUROPA NON SONO LEGALI NE AMMISIBILI.

SI,E’ VERO CHE I DIALETTI ESSISTONO E SI USANO MA SOLO IN PRIVATO E NON DEVONO ESSERE MOTIVO DI INCOMPRENSIONI NE DIVISIONI COME VORREBERO I FEDERALISTI DELLA LEGA NORD UNA E MILLE VOLTE RESPINTI DAL POPOLO ITALIANO.E ORA ANCHE DAL PAPA VENUTO DALLA FINE MONDO.

2-IO PARTICOLARMENTE PARLO IL DIALETTO MA SOLO IN FAMIGLIA E ALL’ESTERO O CON QUALCHE COMPAESANO QUANDO VOGLIO ESPRIMERE IL MIO SENSO DI APPARTENENZA ALL’ITALIA TORNANDO NEL MIO PAESE DOPO LUNGHE ASSENZE.PER NIENTE PARLO IL DIALETTO COME LINGUA DI USO PUBLICO E QUOTIDIANO:PARLO L’ITALIANO BENISSIMO(CON L’ACCENTO VENETO)

E PER QUESTA MIA SPERIENZA ALL’ESTERO E PARTICOLARMENTE NEI PAESI DEL RIO DE LA PLATA POSSO  AFFERMARE CHE:

-NON E’ CREDIBILE CHE BERGOGLIO CONOSCA IL DIALETTO PIEMONTESE DA CASA SUA COI SUOI ANTENATI,BERGOGLIO E’ UN TIPICO LATINOAMERICANO E COME TUTTI LORO L’USO DEL DIALETTO ITALIANO DEI RISPETTIVI PAESINI DI PROVENIENZA,SIA DEL SUD CHE DEL NORD,E’ VISTO NON CON ORGOGLIO MA COME MOTIVO DI BEFFA,PRESA IN GIRO E DI DISCRIMINAZIONE E DISPREZZO ANTI-IMMIGRANTE PER PARTE SUA E DEI SUOI CONNAZIONALI,E PER TANTO EVITATO,NASCOSTO,RIPRESO.E’ UN BUGGIARDO IPOCRITA BERGOGLIO.

-NON E’ VERO CHE BERGOGLIO AMA IL LUNFARDO,ANCHE QUESTO VIENE VISTO CON DISPREZZO DALLA CHIESA,DAL CLERO,DALLA SUA ARISTOCRAZIA RELIGIOSA,E IN GENERE DA CHIUNCHE SI CHIAMI CULTO,TRANNE CHE QUALCHE INTELETTUALE SNOB.

-NON SI DEVE PERMETTERE A BERGOGLIO COMPARARE IL LUNFARDO CON I DIALETTI:IL LUNFARDO NON E’ UNA LINGUA DIALETTALE(A) MA IL CRIPTICO ED ERMETICO LINGUAGIO DELLA DELINQUENZA,E’ UN MODISMO ESPRESIVO “CARCERARIO” SOLO CAPITO DAI DELINQUENTI CHE VOGLIONO NON ESSERE CAPITI DALLA POLIZIA E DALLA GENTE PER BENE.UN ESEMPIO:”DEQUERUSA LA PRENSA”=”STATI ATTENTI CON LA GUARDIA CARCERARIA CHE STA ARRIVANDO”.E ANCHE COI COMPAGNI DELATORI.

NESSUNO A BS AS PARLA IL LUNFARDO,SOLO I CANTANTI DI TANGO COME MODISMI ESPRESIVI STORICO-RESIDUALE E NON COME MODO DI COMUNICAZIONE,E IL SUO SIGNIFICATO SOLO VIENE CONOSCIUTO E NON DA TUTTI,NEGLI AMBIENTI TANGUERI.

SI DEVE FERMARE QUESTA IPOCRITA E BUGGIARDA INTROMISSIONE DI BERGOGLIO NEGLI AFFARI ITALIANI ED EUROPEI.BERGOGLIO STA PORTANDO AVANTI UNA OPERAZIONE DENIGRATORIA PER LA CULTURA E LA STORIA ITALIANA ED EUROPEA E NON SOLO RELIGIOSA.BERGOGLIO E’ UN CONSERVATORE A BUENOS AIRES E UN RIVOLUZIONARIO IN EUROPA.
(A)IL LUNFARDO NON SOLO NON E’ UN DIALETTO,NON E’NE MENO UNA LINGUA NE UN LINGUAGGIO ARTICOLATO CON LE SUE REGOLE GRAMATICALE,FONETICHE,ORTOGRAFCHE ECC MA SOLO SCONESSI MODISMI ESPRESSIVI INIZIALMENTE CARCERAREI E POI ESTESI A TUTTA LA DELINQUENZA E CERTI CETI SOCIALI DEI BASSI FONDI.E OGGI NON ESSISTE PIU TRANNE CHE,RIPETO,IN RISTRETTI AMBIENTI TANGUERI(O SINISTROSI CULTUROSI) E COME MODISMI STORICI RESIDUALI DAI TEMPI E I CETI SOCIALI DOVE NAQUE IL TANGO E PER CIO OGETTO DI STUDIO STORICI PER PARTE DI INTELLETTUALI E LINGUISTI SNOB.
.

.
11 GENNAIO 2018:CINA,BASTA HUAWEI

-SU LA REPUBBLICA:

La Repubblica - Economia&Finanza

AT&T scarica Huawei: non distribuirà suoi smartphone

L’operatore telefonico cede alla pressioni del Senato che teme ripercussioni sulla sicurezza nazionale in caso di accordo con i cinesi. Tra gli Usa e Pechino, tensione commerciale alle stelle

AT&T scarica Huawei: non distribuirà suoi smartphone

ROMA – Ennesimo smacco per Huawei nel mercato statunitense. Salta l’accordo con il gestore AT&T per la vendita degli smartphone. Ne dà notizia il Wall Street Journal. “Siamo stati danneggiati di nuovo”, hanno commentato i vertici del colosso delle telecomunicazioni, terzo al mondo per volumi di vendita dopo Samsung e Apple, che hanno visto l’intesa sfumare all’ultimo minuto.

L’azienda americana si è tirata indietro a un passo dalla firma, su pressione di alcuni membri del Senato e del Committee on Intelligence del Congresso Usa, che il 20 dicembre scorso – secondo quanto ha riferito il sito The Information – avevano inviato una lettera alla Federal Communications Commission sottolineando i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dai piani di espansione di Huawei.

E così, riferisce la multinazionale di Shenzhen all’agenzia Reuters, il Mate 10 Pro, il modello di punta che sfida l’iPhone (lanciato in Europa a ottobre a un prezzo di 799 euro), non verrà venduto negli Stati Uniti attraverso un gestore ma tramite canali aperti.

Pochi giorni fa, le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina avevano toccato il loro apice, con lo stop all’acquisizione di MoneyGram per mano di Alibaba

http:.repubblica.it/economia/2018/01/10/news/at_t_scarica_huawei_non_distribuiremo_i_vostri_smartphone_-186188173/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P11-S4.2-T1

.
-APPENDICE:BASTA MONEYGRAM

-SU LA REPUBBLICA:

La Repubblica - Economia&Finanza

Nuovo schiaffo Usa ai cinesi: MoneyGram non va ad Alibaba

Il Comitato che vigila sugli investimenti stranieri non dà il via libera all’operazione da 1,2 miliardi. Tensioni commerciali alle stelle tra i due Paesi. Il governo di Pechino: garantire pari opportunità alle nostre aziende

Jack Ma
Jack Ma

ROMA – Jack Ma – fondatore del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba – è costretto ad accantonare l’acquisto da 1,2 miliardi di dollari di MoneyGram, l’operatore Usa attivo nel trasferimento di denaro. Le autorità di Washington hanno negato l’autorizzazione alla transazione.

In particolare, MoneyGram International e Ant Financial Service, il braccio finanziario di Alibaba, non hanno avuto il via libera del Comitato sugli investimenti stranieri negli Usa (Cfius). Il Cfius, che fa capo al Dipartimento del Tesoro, effettua una valutazione basata sostanzialmente in termini di sicurezza nazionale.

Le compagnie hanno espresso il loro rammarico per lo stop, “malgrado gli sforzi considerevoli compiuti per rispondere alle preoccupazioni del Comitato”. Le tensioni commerciali tra i due Paesi si fanno, alla fine, più intense.

Gli investimenti cinesi negli Stati Uniti sono nettamente aumentati negli ultimi anni, per un totale di 46 miliardi di dollari lo scorso anno. Ma con l’arrivo del presidente Usa, Donald Trump, Washington ha molte più riserve rispetto alle acquisizioni cinesi. Gli Stati Uniti stanno moltiplicando le inchieste sulle pratiche commerciali del regime comunista, accusato di avvantaggiare le sue imprese.

A settembre Trump ha posto il veto sulla vendita da 1,3 miliardi di dollari di Lattice Semiconductor alla cinese Canyon Bridge Capital Partners, finanziata dal governo di Pechino, in una mossa a tutela delle società tecnologiche considerate asset strategici nazionali di fronte allo shopping cinese.

Geng Shuang

Geng Shuang

Ma la Cina non ci sta e chiede agli Usa di garantire “parità di condizioni e un ambiente prevedibile” in modo che le sue imprese possano  investire e aprire sedi nel Paese. “Vogliamo lavorare con gli Usa per stabilire vantaggi reciproci in modo da far progredire la nostra cooperazione economica, perchè questo risponde agli interessi dei due popoli”, dice Geng Shuang, portavoce del ministro degli Esteri cinese. Geng insiste sul fatto che il governo cinese “incoraggia sempre le sue aziende a seguire le pratiche di mercato, le regole internazionali e le leggi locali”.

Jack Ma era stato ricevuto da Trump poco dopo la vittoria elettorale. Nell’incontro, l’imprenditore cinese aveva illustrato un piano per creare un milione di posti di lavoro negli Usa sostenendo le piccole e medie imprese nella vendita dei loro prodotti in Cina. Trump lo aveva definito un “grande, grande imprenditore”. Ma la stima personale non è bastata, quando Jack Ma ha cercato di conquistare MoneyGram.

http:.repubblica.it/economia/2018/01/03/news/nuovo_schiaffo_usa_a_i_cinesi_moneygram_non_andra_ad_alibaba-185706717/

11 GENNAIO 2018:WOLF Vs TRUMP,NON “Usare la psichiatria per scopi politici o auto-esaltanti è stigmatizzante per i nostri pazienti”

-SU THE WASHINGTON TIMES:

President Donald Trump listens during a meeting with lawmakers on immigration policy in the Cabinet Room of the White House, Tuesday, Jan. 9, 2018, in Washington. Trump is lashing out at Sen. Dianne Feinstein for releasing the transcript of an interview with the co-founder of a political opposition firm that commissioned a dossier of allegations about Trump's presidential campaign and Russia. (AP Photo/Evan Vucci)

Il presidente Donald Trump ascolta durante un incontro con i legislatori sulla politica dell’immigrazione nella Sala del Gabinetto della Casa Bianca, martedì 9 gennaio 2018, a Washington. Trump sta scagliando la senatrice Dianne Feinstein per aver rilasciato la trascrizione di un … altro>

American Psychiatric Association chiede la fine della psichiatria “poltrona” tra le speculazioni su Trump
Di Jessica Chasmar – The Washington Times – Mercoledì 10 gennaio 2018
La più grande organizzazione psichiatrica del mondo chiede la fine della psichiatria “poltrona” alla luce delle accuse che il presidente Trump è mentalmente inadatto a servire.

L’American Psychiatric Association (APA) ha rilasciato una dichiarazione martedì riaffermando il suo impegno a “The Goldwater Rule”, che afferma che non è etico per gli psichiatri diagnosticare figure pubbliche che non hanno esaminato personalmente.

La dichiarazione dell’APA arriva mentre i critici del sig. Trump mettono apertamente in dubbio la sua capacità mentale per l’ufficio alla luce del racconto di Michael Wolff che parla della famiglia Trump. Yale University professore di psichiatria Dr. Bandy X. Lee, direttore di “The Dangerous caso di Donald Trump : 27 psichiatri e salute mentale esperti Valutare un Presidente,” ha affermato di aver recentemente incontrato con più di una dozzina di membri del Congresso per discutere Mr. Trump ‘ s salute mentale.

L’APA ha affermato che la speculazione pubblica da parte degli psichiatri “mina la credibilità e l’integrità della professione e la relazione medico-paziente”.

“Una corretta valutazione psichiatrica richiede più di una revisione delle apparizioni televisive, dei tweet e dei commenti pubblici”, afferma la dichiarazione. “Gli psichiatri sono medici; la valutazione della malattia mentale non è meno approfondita della diagnosi del diabete o delle malattie cardiache. Gli standard nella nostra professione richiedono la revisione della storia e dei registri medici e psichiatrici e un esame completo dello stato mentale. Spesso sono fornite informazioni collaterali da familiari o individui che conoscono bene la persona, con il permesso del paziente.

“Usare la psichiatria per scopi politici o auto-esaltanti è stigmatizzante per i nostri pazienti e ha un impatto negativo sulla nostra professione”, ha aggiunto.

Il signor Trump , che si è difeso come un “genio molto stabile”, è destinato a sottoporsi al suo primo controllo medico dal suo insediamento venerdì. L’APA ha detto che si aspetta che il medico del signor Trump segua lo standard di cura nell’esaminarlo e, se necessario, chiederà la consulenza di uno psichiatra esperto per procedere con “l’obiettività e all’interno della relazione confidenzialet ra paziente e medico”.

Nel frattempo, il Dr. Lee e il Dr. Leonard L. Glass hanno scritto un articolo per la rivista Politico mercoledì difendendo la loro posizione sulla valutazione del presidente da lontano. Sostenevano che la “pericolosità” di una persona può essere valutata in modo affidabile “intervistando colleghi e intimi, esaminando le dichiarazioni e i comportamenti passati dell’individuo, rivedendo i rapporti di polizia e, soprattutto, valutando il contesto. Mentre un colloquio di persona può essere abbastanza utile, non è strettamente necessario valutare il pericolo. ”

“La salute mentale di ogni presidente è inestricabilmente legata alla nostra salute come società, e, in questo caso, lo stato mentale di Trump rappresenta un serio pericolo che dobbiamo essere disposti a discutere e affrontare”, hanno scritto.

Copyright © 2018 The Washington Times, LLC. Clicca qui per il permesso di ristampa

https:.washingtontimes.com/news/2018/jan/10/american-psychiatric-association-calls-end-arm-cha/

REAZIONE:NON CE PAZZIA SENZA CONOSCERE IL PAZZO O SI PUO FARE DIAGNOSTICO “A DISTANZA”?.QUESTA POLEMICA SI DA SOTTO UN DOPPIO CONFRONTO PUBBLICO,UNO POLITICO PARTITISTICO E L’ALTRO DI “POLITICA SCIENTIFICA”,IL PRIMO OVVIAMENTE CONVOLGE TRUMP E I SUOI RIVALI,E,L’ALTRO LA POLEMICA FRA LA APA E I SUOI DETRATTORI,FRA I QUALI IO,PER LA CLASSIFICA GNOSEOGRAFICA DELLA SALUTE MENTALE INTORNO AL RIVOLUZIONARIO TESTO DSM.VEDI DI SOTTO.

IL DSM,E GIA SIAMO ALLA QUINTA EDIZIONE,DSM-5 E’ UNA TENTATIVA DI METTERE ORDINE E FINIRE CON LE POLEMICHE E DIFFERENZE TRA SCIENTIFICI SUI CRITERI DELLE CLASSIFICAZIONI GNOSOGRAFICHE DELLE MALATTIE,QUANTIFICANDOLI,CIO’E’ DANDOLI UNA DEFINIZIONE MATEMATICA AD OGNI MALATTIA.COME SI SA NELLA PSICHIATRIA LE CONOSCENZE STRETTAMENTE ORGANICHE SONO ANCORA SCARSE E COSI LA GNOSEOGRAFIA VIENE INVASA DA CRITERI IDEOLOGICI,RELIGIOSI,POLITICI ECC.E A QUESTO HA VOLUTO METTERE FINE ILA DSM,MA IL RISULTATO E’ STATO PROPIO ALLA INVERSA CONVERTENDO LA PSICHIATRIA IN UNA SCIENZA PIUTOSTO STATISTICA CHE SCIENTIFICA.IN QUESTO CASO LA APA CERCA DI GUADAGNARSI UNA VISIONE MOLTO SCIENTIFICA FACCENDO APELLO ALLA SOVRANITA DELLA CLINICA,CIOE IL NECESSARIO RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE,QUINDI RIFIUTA L’USO POLITICO DELLA PSICHIATRIA MA NE FA UN AUTOESSALTANTE CHE FINISCE PER STMATTIZARE IL PROPIO TRUMP:NON CE BISOGNO DI NESSUNA VALUTAZIONE PSICHIATRICA DELLA SUA CONDOTTA POLITICA.

-DSM:IL TENTATIVO UNIFICATORE DEL DSM E’ MOLTO AMBIZIOSA ED E’ UN TESTO  CHE HA DIVENUTO EGEMONICO MA NEL MONDO ANGLO SASSONE ED HA RIMASTO CONFRONTATO ALLA PSICHIATRIA ORGINALE ORGANICISTICA DI INSPIRAZIONE PIU TOSTO FRANCESE A QUI IO MI RIFACCIO.VEDI DI SEGUITO UN ARTICOLO SU LE MONDE:

lemonde.fr

.
Psychiatrie : DSM-5, le manuel qui rend fou

La cinquième mouture de la “bible” des psychiatres divise les spécialistes : outil d’évaluation précieux ou instrument de fabrication des maladies mentales ?

LE MONDE SCIENCE ET TECHNO | • Mis à jour le | Sandrine Cabut

PESSIN

Sur le fond, il ne devrait guère y avoir de révélations. L’essentiel du contenu de cette cinquième édition de la “bible” de la psychiatrie a déjà été annoncé par l’éditeur et sponsor de l’ouvrage, l’APA. Une version préliminaire du DSM-5 avait d’ailleurs été mise en ligne sur Internet, en 2010, pour accueillir suggestions et critiques et permettre des aménagements.

CONTROVERSES

Si les précédentes révisions – les deux dernières ont eu lieu en 1980 et en 1994 – ont déclenché des controverses, jamais elles n’ont, semble-t-il, été aussi vives que pour cette nouvelle mouture. Comme le souligne avec humour un article paru le 25 avril dans Nature, l’une des seules suggestions qui n’a pas soulevé de hurlements de protestation pendant le processus de révision a été… le changement de nom, de DSM-V en DSM-5.

Aux Etats-Unis, où le mouvement anti-DSM a débuté, son fer de lance est aujourd’hui Allen Frances, le psychiatre qui avait dirigé la précédente édition (le DSM-IV), parue en 1994. Des instances professionnelles, dont une branche de l’Association américaine de psychologie, sont aussi montées au créneau. Et le 4 mai, c’est le prestigieux Institut américain de la santé mentale (National Institute of Mental Health, NIMH), le plus gros financeur de la recherche en santé mentale à l’échelle mondiale, qui s’est à son tour désolidarisé du DSM-5. “Les patients atteints de maladies mentales valent mieux que cela”, a justifié son directeur, Thomas Insel, dans un communiqué, en expliquant que le NIMH “réorientait ses recherches en dehors des catégories du DSM”, du fait de la faiblesse de celui-ci sur le plan scientifique.

En France, le combat est porté depuis trois ans par un collectif intitulé Stop DSM, constitué de professionnels proches du milieu psychanalytique. Ils s’insurgent contre la “pensée unique” du manuel, bien au-delà de sa dernière édition.

CRITIQUES VIRULENTES

Mais pourquoi un ouvrage avant tout destiné aux spécialistes et aux chercheurs suscite-t-il autant d’inquiétudes et de critiques virulentes ? Et d’abord, de quoi s’agit-il ?

Publié pour la première fois en 1952, avec une liste de moins de cent pathologies (d’inspiration freudienne, tout comme la deuxième édition en 1968), ce manuel diagnostique et statistique a évolué vers une approche de plus en plus catégorielle des maladies mentales depuis 1980. Ce faisant, il est devenu une sorte de manuel de conversation entre spécialistes, et un outil incontournable dans le monde de la santé mentale. Le langage DSM est même passé dans le grand public avec la banalisation de termes comme “TOC” (troubles obsessionnels compulsifs) ou encore “phobie sociale”…

L’édition actuelle, le DSM-IV, recense 297 pathologies, classées par grandes catégories. C’est cette classification qui fait référence pour les recherches sur les pathologies mentales, qu’il s’agisse d’études épidémiologiques ou de celles menées par les laboratoires pour évaluer leurs molécules (antidépresseurs, anxiolytiques ou autres neuroleptiques).

INSTRUMENT CLINIQUE

“Aux Etats-Unis et en Australie, le DSM a en quelque sorte force de loi, pour les remboursements par les compagnies d’assurances ou dans un contexte judiciaire. Et c’est ce qui est enseigné, y compris en France, dans les facultés de médecine, de psychologie. Aujourd’hui, c’est un passage obligatoire pour faire carrière”, assure Patrick Landman, psychiatre et psychanalyste, à l’origine du mouvement Stop DSM et auteur du récent Tristesse business. Le scandale du DSM 5 (Max Milo, 128 p., 12 euros).

Initié au DSM-IV pendant ses études, Richard Delorme, jeune pédopsychiatre à l’hôpital Robert-Debré (Paris), voit, lui, ce manuel comme un instrument clinique. “Le DSM est un modèle athéorique, non idéologique. Pour moi, c’est la porte d’entrée d’une maison, cela aide à hiérarchiser un raisonnement intellectuel, mais ce n’est pas une finalité.”

Commencé il y a une dizaine d’années, le processus qui vient d’aboutir au DSM-5 a mobilisé des centaines de professionnels de tous les pays, répartis en 13 groupes de travail. “L’ambition de départ des responsables de la révision était d’intégrer des données de neurosciences. Cette mission n’a pas pu être pleinement réalisée car les critères biologiques ne sont pas encore assez solides, souligne le docteur Delorme. Le DSM-5 est tout de même plus dimensionnel que le DSM-IV et rend compte des études génétiques et d’imageries qui montrent que les limites nosographiques habituellement considérées sont perméables.”

MAINMISE DE L’INDUSTRIE PHARMACEUTIQUE

Cette nouvelle édition, qui a coûté à l’Association américaine de psychiatrie 25 millions de dollars (19 millions d’euros), laisse cependant beaucoup à désirñer sur le plan de la qualité scientifique, accusent les détracteurs du DSM-5. L’une des principales critiques, déjà ancienne, concerne la mainmise de l’industrie pharmaceutique sur les experts participant à l’élaboration du DSM. Ces collusions ont été notamment décortiquées par l’historien américain Christopher Lane, dans son ouvrage Comment la psychiatrie et l’industrie pharmaceutique ont médicalisé nos émotions (Flammarion, 2009), et plus récemment par le philosophe québécois Jean-Claude St-Onge, dans Tous fous ? (Ecosociété, 236 p., 19 euros).

Allen Frances, professeur émérite à l’université de Duke (Caroline du Nord), qui avait coordonné le DSM-IV, note plutôt “les conflits d’intérêts intellectuels” des spécialistes des groupes de travail, “qui leur font voir les bénéfices possibles mais ignorer certains risques”. Surtout, déplore-t-il, “le processus a été secret, fermé et incapable de s’autocorriger ou d’incorporer des réponses provenant de l’extérieur. Ainsi, les experts ont rejeté l’appel de 57 associations de santé mentale qui proposaient un examen scientifique indépendant”.

“TROUBLES COGNITIFS MINEURS”

C’est il y a quatre ans, en rencontrant un confrère et ami à une soirée, qu’Allen Frances a, raconte-t-il, pris conscience de l’ampleur des dangers et qu’il est parti en croisade. “Ce médecin était très excité à l’idée d’intégrer au DSM-5 une nouvelle entité, le “syndrome de risque psychotique”, visant à identifier plus précocement des troubles psychotiques. Le but était noble, aider les jeunes à éviter le fardeau d’une maladie psychiatrique sévère. Mais j’ai appris en travaillant sur les trois précédentes éditions du DSM que l’enfer est pavé de bonnes intentions. Je ne pouvais pas rester silencieux.”

Cet item de risque psychotique n’a finalement pas été retenu dans la dernière version du DSM-5. Mais Allen Frances et les autres “anti” s’inquiètent aujourd’hui d’autres entités qui font leur entrée dans le nouveau manuel. Ainsi des “troubles cognitifs mineurs”. “La perte de mémoire physiologique avec l’âge va devenir une pathologie au nom de la prévention de la maladie d’Alzheimer, prévoit le collectif Stop DSM. De nombreux sujets vont se voir prescrire des tests inutiles et coûteux avec des médicaments dont l’efficacité n’est pas validée et dont les effets à terme sont inconnus.”

“PATHOLOGISATION DU DEUIL”

Patrick Landman et ses collègues sont aussi vent debout contre ce qu’ils nomment une “pathologisation du deuil”. “Au bout de deux semaines, l’apparence dépressive de l’endeuillé sera passible du diagnostic d’épisode dépressif majeur et donc d’antidépresseurs”, craignent-ils.

Troisième exemple : le disruptive mood dysregulation disorder, qui risque, selon eux, de faire entrer dans le DSM de banales colères infantiles. “C’est une interprétation erronée, estime le docteur Viviane Kovess, psychiatre épidémiologiste, professeur à l’Ecole des hautes études en santé publique (EHESP). Le disruptive mood dysregulation disorder correspond à une irritabilité très importante et constante, et à des colères violentes et fréquentes. Le critère (irritabilité plus trois grosses colères par semaine pendant plus d’un an) n’est pas si banal, et cela est destiné à ne pas mettre ces enfants dans la catégorie des troubles bipolaires.” Par ailleurs, selon elle, le DSM ne dit pas que tout deuil de plus de quinze jours est une dépression. “Au contraire, il différencie mieux qu’avant le phénomène de deuil du trouble dépressif majeur.”

RISQUES DE SURDIAGNOSTIC

Pour Allen Frances, les risques de surdiagnostic et donc de surmédicalisation sont cependant bien réels, surtout chez les enfants. “Quand nous avons introduit dans le DSM-IV le syndrome d’Asperger, forme moins sévère d’autisme, nous avions estimé que cela multiplierait le nombre de cas par trois. En fait, ils ont été multipliés par quarante, principalement parce que ce diagnostic permet d’avoir accès à des services particuliers à l’école et en dehors. Il a donc été porté chez des enfants qui n’avaient pas tous les critères.”

Face à ces périls, le psychiatre américain invite les médecins à boycotter le DSM, et les patients à devenir des consommateurs informés. “Posez des questions et attendez des réponses claires. N’acceptez pas de médicaments prescrits nonchalamment pour des symptômes légers et transitoires qui vont probablement se résoudre d’eux-mêmes”, préconise-t-il. Des conseils de bon sens qui peuvent s’appliquer bien au-delà des maladies mentales.

> CONTRE : Un entretien avec Roland Gori, psychanalyste et professeur émérite de psychopathologie clinique à l’université d’Aix-Marseille : “On assiste à une médicalisation de l’existence”

> POUR : Un entretien avec Viviane Kovess-Masfety, psychiatre épidémiologiste, directrice d’une équipe de recherche de l’université Paris-Descartes : “Une certaine mauvaise foi dans les critiques”

> Lire aussi : “Petit tour du monde du normal et du pathologique”

.
 http:.lemonde.fr/sciences/article/2013/05/13/dsm-5-le-manuel-qui-rend-fou_3176452_1650684.html


13 GENNAIO 2018:CANAGLIESCA POLITIZAZIONE DELLA PEDOFILIA CLLERICALE

-SU INFOBAE:

PORTADA
.
Revelan una carta del papa Francisco en la que expone el plan del Vaticano para lidiar con los abusos sexuales de un cura en Chile
.
La agencia de noticias Associated Press publicó una misiva confidencial del Sumo Pontífice, fechada el 31 de enero de 2015. Allí señala la intención de darle “un año sabático” a tres obispos acusados de encubrir los crímenes del cura Fernando Karadima y por qué se frustró la estrategia

12 de enero

El papa Francisco y su carta (AP)

.
El Vaticano estaba preocupado por los daños colaterales que provocaría el caso del mayor cura pederasta de Chile e intentó poner en marcha un plan: pedir la renuncia de Fernando Karadima y darles un año sabático a tres obispos chilenos acusados de haber encubierto los abusos de ese sacerdote.

The Associated Press obtuvo una carta confidencial del papa Francisco, fechada el 31 de enero de 2015, la cual revela parte de un plan del Vaticano sobre cómo lidiar con los obispos chilenos señalados de proteger los crímenes del cura.

El cura Fernando Karadima al momento de ser arrestado por la policía chilena (AP)

.
La carta también muestra las preocupaciones de los obispos por la designación que Francisco hizo de uno de esos tres obispos, Juan Barros, como responsable de la diócesis de Osorno, en el sur de Chile. El nombramiento provocó una importante división entre fieles y clérigos, e incluso llevó, en su momento, a que cientos de católicos y curas protestaran contra el nuevo obispo de la zona.

Algunos esperan que esas protestas lleguen la próxima semana a Santiago de Chile, adonde el papa Francisco arribará el lunes en su primera visita como pontífice a ese país sudamericano.

El obispo Juan Barros, uno de los ejes de la polémica

.
Qué dice la carta

En la carta dirigida al Comité Permanente de la Conferencia Episcopal de Chile, Francisco reveló que sabía de la controversia generada alrededor de Barros y que el nuncio apostólico en ese país intentó encontrar una manera de contener el daño antes de que el caso saltara a la luz pública en 2015.

“Muchas gracias por manifestar abiertamente la inquietud que en estos momentos tienen respecto al nombramiento de Mons. Juan Barros Madrid”, escribió Francisco. “Comprendo lo que me dicen y soy consciente de que la situación de la Iglesia de Chile es difícil debido a todas las pruebas que han tenido que soportar”.

——

Soy consciente de que la situación de la Iglesia de Chile es difícil debido a todas las pruebas que han tenido que soportar (Francisco)

—  ——
Francisco informó a los miembros del comité que el nuncio Ivo Scapolo —representante del Vaticano en Chile— había planeado pedir el año anterior la renuncia a Barros, quien se desempeñaba entonces como capellán en el Ejército. Scapolo también “lo exhorta a tomar un período sabático (un año, por ejemplo) antes de asumir otra responsabilidad pastoral como Obispo diocesano”, añadió el Papa en la carta.

El Pontífice agregó que el nuncio tenía pensada una estrategia similar para otros dos obispos, también formados por Karadima. Sin embargo, dijo que todo se frustró cuando Scapolo habló sobre el plan con Barros.

“Como ustedes podrán comprender, este comentario del Sr. Nuncio complicó y bloqueó todo eventual camino ulterior en el sentido de ofrecer un año sabático”, escribió el Papa.

La misiva intenta justificar así el nombramiento del 10 de enero de 2015, cuando Francisco designó a Barros obispo de la ciudad de Osorno, a unos 930 kilómetros al sur de la capital chilena.

l

Horacio Valenzuela, el segundo de los obispos señalados como cómplice y encubridor

Tomislav Koljatic, el tercer prelado acusado


——-

Este cura estuvo por décadas al frente de la iglesia El Bosque, en el elegante barrio de Providencia, en Santiago de Chile, y la convirtió en un semillero de más de 50 sacerdotes, además de formar a cinco obispos: Andrés Arteaga, Felipe Bacarezza, Horacio Valenzuela, Tomislav Koljatic y Juan Barros.

La Iglesia católica chilena ignoró por años las quejas de acólitos de que Karadima había abusado sexualmente de ellos, y solo inició algunas acciones después de que las víctimas hicieron públicos sus casos en 2010.

Iglesia El Bosque

.
La Congregación para la Doctrina de la Fe del Vaticano condenó a Karadima en febrero de 2011 a “una vida de oración y penitencia”, y le prohibió contactarse con los feligreses de su parroquia. Ahora vive aislado en la casa de un grupo de religiosas.

En medio del escándalo y una serie de denuncias de más abusos sexuales de otros religiosos, Karadima fue procesado judicialmente en Chile, aunque su caso fue sobreseído porque habían pasado muchos años de los hechos, no por falta de pruebas, según dijo en su momento la jueza Jessica González.

— —

Jamás tuve conocimiento ni imaginé nunca de aquellos graves abusos que este sacerdote cometía con sus víctimas (Barros)


El vocero del Vaticano, Greg Burke, declinó comentar sobre la carta del Papa, y al ser interrogado el jueves sobre algunas protestas planeadas por algunos fieles de Osorno, el portavoz dijo que eran libres de manifestarse y que el Vaticano respetaba su derecho a hacerlo.

Burke dijo que hasta ahora no está prevista ninguna reunión con el grupo de Osorno: a pesar de que formalmente pidieron encontrarse con el Papa, el Vaticano dijo que ya había un programa que no podían cambiar.

Fernando Karadima ante la Justicia.

.

Ahora vive en una casa de retiro (AFP)
El testimonio de una víctima y la negación de Barros

La AP también consultó sobre la misiva al presidente de la Conferencia Episcopal y a los miembros de su Comité Permanente, pero nadie había respondido.

Barros negó a la AP saber de la carta y aseguró, como siempre lo ha hecho, que nunca supo de ningún crimen cometido por Karadima. “Jamás tuve conocimiento ni imaginé nunca (nada) de aquellos graves abusos que este sacerdote cometía con sus víctimas”, dijo.

“No he aprobado ni participado en esos hechos gravemente deshonestos y jamás he sido sancionado por un tribunal al respecto”, añadió.

Algunas de las víctimas de Karadima afirman que Barros, Koljatic y Valenzuela presenciaron los abusos y nada hicieron.

——

Se apoyaban la cabeza en el hombro y se toqueteaban y esto por 37 años; sin embargo, hoy se les ha olvidado (Periodista que fue víctima de los abusos)

——–
El periodista Juan Carlos Cruz, una las víctimas, dijo a la AP que Barros y otros obispos vieron cómo era abusado por Karadima. Aseguró que incluso dos de ellos se besaban con el cura “y se apoyaban la cabeza en el hombro y se toqueteaban, y esto por 37 años; sin embargo, hoy se les ha olvidado”.

Francisco defendió en su momento públicamentepúblicamente a Barros e incluso llegó a decir que los habitantes de Osorno sufrían por “tontos” y que se dejaban manipular por “zurdos”, en una aparente alusión a la izquierda política local.

El papa Francisco (AFP)

..
El Papa llega el lunes a Chile, como parte de una gira que también lo llevará a Perú.

Apenas el miércoles, una organización estadounidense presentó una lista de 78 religiosos católicos chilenos que han sido acusados y/o condenados por abusar sexualmente de menores de edad. El nombre de Karadima está incluido ahí.

La carta del papa Francisco

(AP)
Vaticano, 31 de enero de 2015

A los Sres. Obispos del Comité Permanente de la Conferencia Episcopal de Chile

Queridos hermanos:

Recibí el correo electrónico de fecha 23 de los corrientes. Muchas gracias por manifestar abiertamente la inquietud que en estos momentos tienen respecto al nombramiento de Mons. Juan Barros Madrid. Comprendo lo que me dicen y soy consciente de que la situación de la Iglesia de Chile es difícil debido a todas las pruebas que han tenido que soportar.

Les aseguro, además de mi fraterna comprensión, mi cercanía de hermano y mi oración.

Recuerdo bien la visita de Ustedes en febrero del año pasado y también las diversas propuestas, las cuales me parecieron prudentes y constructivas.

Sin embargo surgió luego, hacia fin de año, un problema serio. El Sr. Nuncio le pide a Mons. Barros la renuncia y lo exhorta a tomar un período sabático (un año, por ejemplo) antes de asumir otra responsabilidad pastoral como Obispo diocesano. Y le comenta que el mismo proceder se tomará con los Obispos de Talca y de Linares, pero que no se los dijera a ellos. Mons. Barros hace llegar el texto de su renuncia añadiendo este comentario del Nuncio.

Como Ustedes podrán comprender este comentario del Sr. Nuncio complicó y bloqueó todo eventual camino ulterior en el sentido de ofrecer un año sabático. Hablamos del asunto con el Card. Ouellet y sé que él habló con el Señor Nuncio.

En estos momentos, por expresa indicación de la Congregación para los Obispos, Mons. Barros está haciendo el mes de Ejercicios Espirituales en España. No sé si pasará por Roma al concluirlos, pero avisaré de esto al Card. Ouellet y de la sugerencia que Ustedes hacen.

Les agradezco nuevamente la apertura y franqueza en expresar el parecer y sentir: es la única manera de trabajar por la Iglesia, cuyo cuidado el Señor ha confiado a los Obispos.

Les pido, por favor, que recen por mí pues lo necesito.

Que Jesús los bendiga y la Virgen Santa los cuide.

Fraternalmente,
Francisco.

(Por Eva Vergara y Nicole Winfield – AP)

LEA MÁS:

Lanzaron en Chile los sellos conmemorativos de la visita del papa Francisco

Así será la agenda del papa Francisco en Chile y Perú

https:app.infobae.com/#/america/america-latina/2018/01/12/revelan-una-carta-del-papa-francisco-en-la-que-expone-el-plan-del-vaticano-para-lidiar-con-los-abusos-sexuales-de-un-cura-en-chile/

REAZIONE:E CHE CENTRA UN BAMBINO DI POCHI ANNI CON “LOS ZURDOS”?

E SE LA MONSTRUOSA MENTE DI UN CLERIGO PENSA CHE LA LOTTA POLITICA GIUSTIFICHI ATTACARE DONNE,NO NATI,O BAMBINI PERCHE FARLO SESSUALMENTE,PERCHE LA PEDOFILIA CLERICALE?
NO,LA PEDOFILIA CLERICALE E’ UNA DEVIAZIONE ETICO-MORALE STRUTTURALE DEL SISTEMA CHIESA.E NON RICONOSCE REGIME POLITICO,FRONTIERE O CONDIZIONE SOCIOECONOMICA E CULTURALE,E’ UN SELVAGISMO,UNA DEVIAZIONE DI CONDOTTA RISULTANTE DEI NUOVI SINCRETISMI SUL SOTTOSFONDO DELLA AUTARCHIA ECCLESIASTICA.

15 GENNAIO 2018:NEOLIBERALISMO NEEL CALCIO MONDIALE IL MILAN E LA NAZIONALE,PERCHE E’ L’ORA DEL GIUBILEO

-SU LA REPUBBLICA:
Vendita Milan, il procuratore Greco: “Nessun procedimento penale sulla compravendita del club”

Silvio Berlusconi con Mister Li (ansa)

Secca smentita della procura di Milano sulle indiscrezioni uscite oggi sul quotidiano La Stampa a proposito di un’indagine sulla cessione della società a un prezzo gonfiato e il successivo rientro di una “cifra sostanziosa”

“Allo stato non esistono procedimenti penali relativi alla compravendita dell’AC Milan”, così il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, ex del pool Mani Pulite, ha smentito la notizia comparsa oggi su alcuni quotidiani su un’indagine della procura milanese sulla cessione della società a un prezzo gonfiato e il successivo rientro di una “cifra sostanziosa”. “Ipotizzato il reato di riciclaggio. Nuova tegola giudiziaria sulla campagna di Berlusconi”, si legge sul quotidiano La Stampa. La società rossonera è passata ad aprile 2017 dalle mani del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi all’imprenditore cinese Yonghong Li.

“Non c’è un fascicolo, nemmeno a modello 45” prosegue Greco con una smentita su tutta la linea e aggiungendo: “Se un fascicolo esistesse lo avrei assegnato al nuovo dipartimento del dottor De Pasquale e ne sarei quindi informato”.

Secondo i quotidiani La Stampa e il Secolo XIX, la Procura di Milano avrebbe avviato l’indagine dopo aver constatato che la vendita del Milan era avvenuta ad un prezzo di almeno 300 milioni di euro (su 720) superiore al reale valore della società. Da lì erano partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari. Infine, “in gran segreto, nei giorni scorsi, i pm – si legge sui quotidiani – hanno avviato un’inchiesta che tra le varie ipotesi comporta anche verifiche sul reato di riciclaggio”.

A coordinare l’inchiesta, secondo La Stampa smentita dalla procura, sarebbe il pm Fabio De Pasquale, lo stesso che in passato aveva indagato Berlusconi per la frode fiscale sui diritti tv ma che lo aveva anche difeso nella vicenda della scalata ostile di Vivendi a Mediaset.

Nel confermare di avere incontrato più volte nei mesi scorsi Niccolò Ghedini “anche per la vicenda Vivendi”, il procuratore di Milano Francesco Greco ha sottolineato che “nessun deposito di atti è avvenuto” sulla vendita del Milan da parte dello storico legale di Fininvest e di Silvio Berlusconi. “Noi interveniamo se c’e’ una denuncia, qualcosa”, ha aggiunto il capo della Procura. Greco ha spiegato poi che Ghedini gli aveva illustrato “step by step” i passaggi della trattativa per la compravendita del Milan e che “veniva per dire che loro si rimettevano alla valutazione degli organi istituzionali sulla legittimità o meno di questa vendita”. Anche Ghedini, in questa ricostruzione di Greco, aveva delle perplessità sull’identita’ degli acquirenti ma poi l’Uif (Unita’ di Informazione Finanziaria) aveva dato il via libera all’operazione dopo avere analizzato le carte consegnate dagli intermediari.

Intanto l’avvocato Ghedini annuncia in una nota provvedimenti contro il quotidiano di Torino che ha dato la notizia per la “pervicace volontà diffamatoria” nei confronti di Silvio Berlusconi allo scopo di interferire nella campagna elettorale. “Saranno ovviamente esperite tutte le azioni del caso” conclude. La testata tuttavia conferma la veridicità della notizia in una nota della direzione dove si legge: “Dopo aver svolto opportuni controlli circa l’esistenza di un’indagine sull’operazione, di cui siamo venuti a conoscenza da due fonti distinte, confermiamo quanto scritto”

Anche Marina Belusconi è intervenuta sulla vicenda con una nota diffusa dalla Finivest: “Il tempo sembra passare invano per certi metodi di intendere lo scontro politico e per chi di questi metodi da vent’anni è ostinato protagonista. La falsificazione di cui stamane si sono resi responsabili due quotidiani controllati dal gruppo De Benedetti, “La Stampa” e “Il Secolo XIX”, lascia indignati ed esterrefatti per la sua gravità”

http:milano.repubblica.it/cronaca/2018/01/13/news/la_procura_di_milano_smentisce_le_notizie_sull_indagine-186415599/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P7-S1.6-T1

REAZIONE:LE PAROLE CHIAVE DI QUESTA NOTIZIA SONO PIU TRASCENDENTI DELLA NOTIZIA STESSA  E VVANNO CERCATE ALTROVE:

1-NELIBERALISMO:LA OPERAZIONE DI RECICLAGGIO DI DENARO HA TUTTA L’ARIA DI ESSERE VERA PERCHE AL DI LA DI CIO CHE DICA IL MANI PULITE E’ LA PROPIA CINA CHI HA CACCIATO E MESSO SOTTO PROCESSO I RISPONSABILI CINESI DI QUESTA OPERAZIONE.IL PARERE DELLE AUTORITA COMUNISTI CINESI SONO CHIARISSIMI:NON CI INTERESSA TUTTA LA OPERATIVA DI INVESTIMENTI CINESI NEL CALCIO ITALIANO.NE ALTROVE,NON SONO PRIORITA PER LA CINA.QUINDI LA CINA NON HA INTERESSE NEL PARTECIPARE AL NEOLIBERALISMO APRODATO NEL CALCIO.(MALGRADO IL SUO PRESIDENTE SIA STATO COINVOLTO NEL PANAMA PAPERS.IL BURO POLITICO DEL PARTITO COMUNISTA NON LA PENSA COME LUI,E…….MI RACCOMANDO,IL MILAN NON VA COMPRATO)

QUESTO SNOBAMENTO DEI TORINESI PER PARTE DEL MANI PULITE GRECO VA CERCATO FORSE IN UNO SCONTRO ALL’INTERO DELLA GIUSTIZIA.

MA COMUNQUE SIA IL DATO POLITICO ELETTORALE DI RILIEVO QUESTA VOLTA NON VA CERCATO SOLO NELLA MORALE SPORTIVA INSTITUZIONALE-ECONOMICA MA PURAMENTE SPORTIVA CALCISTICA:IL MILAN ORMAI E’ AL TRAMONTO,NON E’ PIU PROTAGONISTA DEL CALCIO ITALIANO E QUINDI POSSIAMO CANTARE VITTORIA DOPPIAMENTE PERCHE NON SERVE PIU COME CANTIERE DOVE BERLUSCONI POSSA RISCUOTERE VOTI.

2-IDEOSINCRAZIA:ECCO LA SECONDA PAROLA CHIAVE DELLA NOTIZIA PERCHE NON SOLO IL MILAN HA SPARITO DEL CALCIO ITALIANO,ANCHE LA NAZIONALE.ITALIA NON PARTECIPERA DEL MONDIALE DI RUSSIA PERCHE IL CALCIO NON FORMA PARTE DELLA NOSTRA IDEOSINCRAZIA.SOLO E’ STATO UNA MONTATURA PROPAGANDISTICA DELLA ITALIA FASCISTA IMPERIALE DI MUSSOLINI DURATA FINO AD OGGI MA FINALMENTE CI SIAMO SINCERATI,E LA CADUTA SIA INSTITUZIONALE CHE SPORTIVA DEL MILAN HA SEGNATO LA FINE DELLA SAGA CALCISTICA MUSSSOLINIANA.

3-EQUILIBRIO DINAMICO:QUESTA E’ LA TERZA PAROLA CHIAVE DELLA VICENDA CALCISTICA ATTUALE SIA DELL’ITALIA CHE MONDIALE.EQUILIBRIO DINAMICO ERA QUELLO CHE VENIVA MESSO IN ATTO DURANTE LA GUERRA FREDDA DAI DUE BLOCCHI COINVOLTI,E PER TANTO IL CALCIO CHE NON E’ MAI STATO UN FORTE DELLA IDEOSINCRAZIA SOVIETICA VENIVA APOGGIATO DALLO STATO A MODO DI COMPETIZIONE PROPAGANDISTICA CONTRO GLI ATLETI DI OCCIDENTE E IL FATTO CHE QUESTO MONDIALE SI SVOLGA IN RUSSIA DEVE CERCARSI NON NELLA ESPANSIONE DEL CALCIO MA NELLA SCONFITTA E CACCIATA DI OCCIDENTE DEL NEOLIBERALISMO CHE AVEVA TROVATO COME ULTIMA SPONDA  DOVE APRODARE IL CALCIO DEVENUTO FUORI CONTROLLO.

SI SA PUTIN HA INTERESSE IN ACCOGLIERE TUTTO IL MARCIUME CHE NON TROVA PIU POSTO IN OCCIDENTE.SA DELLA SCONFITTA RUSSA DOPO LA CADUTA DELL’IMPERO SOVIETICO E PRETENDE RILANCIARLA PROPONENDOLA COME TERRA SICURA PER CHI IN OCCIDENTE NON TROVA PIU POSTO,COSI HA SUCCESSO CON DEPARDIEU E TANTI ALTRI CAPITALISTI NEOLIBERALI CHE NON TROVANO POSTO IN OCCIDENTE,COSI HA SUCCESSO CON ASSAD E IL SUO REGIME DA PUTIN SALVATO E DIFESO,E COSI VIA.IL MONDIALE IN RUSSIA E’ IL SIMBOLO DELLA SCONFITTA DEL NEOLIBERALISMO E LA SUA FUGA VERSO POSTI PIU SICURI SOTTO IL SOLE,ED E’ IL SIMBOLO DELLA SCONFITTA E DECADENZA DELL’IMPERO RUSSO.UN NOSTALGICO FOSILE DELLA STRATEGIA SOVIETICA DELLA GUERRA FREDDA SOPRAVISSUTO IN UN GIOCO DI MASSA.

IL CALCIO NON FORMA PARTE DELLA NOSTRA IDEOSINCRAZIA(E NE MENO DI QUELLA CINESE)NON CI INTERESSA,E NON CI INTERESSA IL MONDIALE RUSSO FATTO CON I TRANSFUGA DI OCCIDENTE.

4-OLIMPISMO:QUESTA E’ LA PAROLA CHIAVE IMPORTANTE DI OCCIDENTE IN QUESTA VICENDA:LA MORALE SPORTIVA E LO SPIRITO SPORTIVO STORICO DEVE CERCARSE NELL’OLIMPISMO E NEI SUOI PROSSIMI GIOCHI A SVOLGERSI IN FRANCIA E NEGLI USA IN LOS ANGELES,CIO’E’ IN OCCIDENTE.COME NELL’ANTICHITA GRECIA CHE AVEVA PERSO LA GUERRA CONTRO ROMA ANTICA HA VINTO LA PACE.UNA MODERNA LEZIONE DI CIVILTA A QUI ITALIA NON E’ STATA ESTRANEA:IN UNA EROICA ATTITUDINE LA ATTUALE SINDACO DI ROMA,VIRGINIA RAGGI HA RESPINTO ESSERE SEDE DI GIOCHI OLIMPICI PER SOSTRARSI ALLA CORRUZIONE DEL “CEMENTISMO” SPORTIVO NEOLIBERALE.(E MILANO NON E’ RIUSCITO AD “ACCIAPPARLA”)

-APPENDICE:POCHE ORE DOPO

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

Il momento dei selfie twittato da Berlusconi

Il momento dei selfie twittato da Berlusconi

L’EX CAVALIERE IN TV

Berlusconi attacca i 5 Stelle: «Peggio dei post comunisti
del ‘94» Con D’Urso: le foto

L’ex premier da Barbara D’Urso. Sul M5S: «Difficile chiamarlo partito, quasi setta che prende ordini da un vecchio comico»

Retroscena – Catering leggero e abbracci ai cameramen, il ritorno nel suo storico camerino a Cologno Galluzzo

REAZIONE:NON SOLO SALVINI E LA LEGA,IL VERO POPOLISMO ITALIANO E’ PROPIO BERLUSCONI E FORZA ITALIA CON TUTTA LA MONTATURA ELETTORALE DELLA SUA MASSA SPORTIVA CALCISTICA DEPOSITARIA DELLA SUA BANALIZAZIONE DEL MALE CHE HA BUTTATO L’ITALIA NEL RIDICOLO.LUI IL VERO COMICO DEL NOSTRO PAESE.

15 GENNAIO 2015:”LA EDUCAZIONE OCCIDENTALE E’ UN PECCATO”,BOKO HARAM

-SU LE MONDE:

Publié À 09h20
Boko Haram : « Nous ne reviendrons pas », affirment dans une vidéo des lycéennes de Chibok enlevées au Nigeria

Aucun élément n’indique quand et où ce message a été enregistré, ni si les personnes présentes, dont trois tiennent des nourrissons dans leurs bras, sont sous la contrainte.

LE MONDE avec AFP

Le groupe djihadiste nigérian Boko Haram a diffusé, lundi 15 janvier, une vidéo montrant quatorze présumées lycéennes enlevées à Chibok (nord-est) en avril 2014. « Nous sommes les filles de Chibok. (…) Par la grâce de Dieu, nous ne vous reviendrons pas », affirme une des jeunes filles apparaissant dans cette vidéo de vingt et une minutes, dont trois tiennent des nourrissons dans leurs bras. Aucun élément n’indique quand et où ce message a été enregistré, ni si les personnes présentes sont sous la contrainte.

C’est la première vidéo de ce genre depuis le mois de mai, lorsqu’une jeune femme affirmant être l’une des 219 lycéennes enlevées était apparue brandissant une arme et refusant elle aussi de rentrer chez elle. Après des semaines d’intenses négociations, 82 lycéennes kidnappées avaient par ailleurs été libérées à ce moment-là.

SUR LE MÊME SUJET
Lycéennes de Chibok : « Boko Haram voulait de l’argent, pas la libération de prisonniers »

———–
« Nous plaignons les autres filles de Chibok qui ont choisi de retourner au Nigeria. Dieu vous a bénies et vous a amenées au “califat” (…), mais à la place vous avez choisi de retourner dans la mécréance », poursuit-elle. La jeune fille s’adresse aussi à leurs parents : « Vous devez vous repentir, (…) les flammes de l’enfer sont votre destin si vous ne vous repentez pas, car Allah nous a créés pour que nous l’adorions. »

« Abubakar Shekau est notre chef »
Elle remercie également le chef du groupe djihadiste, « notre père Abubakar Shekau, qui nous a mariées. Nous vivons dans le confort, (…) Abubakar Shekau est notre chef. » Donné plusieurs fois pour mort, Shekau apparaît lui aussi sur la vidéo, tirant avec une mitrailleuse lourde avant de délivrer un sermon d’environ treize minutes.

Au total, 276 filles avaient été enlevées en avril 2014 dans leur lycée à Chibok (Etat du Borno), suscitant une vague d’indignation internationale. Cinquante-sept d’entre elles s’étaient échappées au moment de leur enlèvement et 107 ont été retrouvées, secourues ou libérées aux termes de négociations entre le gouvernement et les insurgés islamistes.

SUR LE MÊME SUJET
Boko Haram, comprendre les origines du mal

—–
Boko Haram, qui signifie « l’éducation occidentale est un péché », a mené des campagnes sanglantes contre les professeurs et les étudiants dans le nord-est du Nigeria, où ils veulent installer leur califat. Boko Haram, qui utilise les enlèvements de masse pour recruter, a enlevé des dizaines de milliers de personnes, que l’armée nigériane libère au fur et à mesure de la reprise des territoires auparavant occupés par les islamistes. Depuis 2009, le conflit a fait au moins 20 000 morts et 2,6 millions de personnes déplacées au Nigeria.

LE MONDE avec AFP

Publié À 09h20

http:mobile.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/15/boko-haram-nous-ne-reviendrons-pas-affirment-dans-une-video-des-lyceennes-de-chibok-enlevees-au-nigeria_5241942_3212.html

.

-APPPENDICE:LE DONNETTE LICEALI OSTAGGI DEL MAL TRATTO DI BOKO HARAM,LE ORIGINI DEL MALE
-SU LE MONDE:

Publié Le 28.06.2016 à 05h08
Boko Haram, comprendre les origines du mal
Le réalisateur Xavier Muntz signe une remarquable enquête sur la génèse du groupe terroriste islamiste et sa sanglante dérive. A voir ce soir, sur Arte.

Par PIERRE LEPIDI

A Dikwa, les femmes et les hommes ont trouvé refuge pendant les attaques du groupe terroriste Boko Haram

Capture d’écran du documentaire de Xavier Muntz, « Boko Haram, les origines du mal » diffusé sur Arte, le 28 juin 2016. ARTE
DOCUMENTAIRE SUR ARTE – MARDI À 22 H 55

La haine est souvent à l’origine du mal. Mais d’où vient la haine ? Dans son documentaire Boko Haram, les origines du mal, le réalisateur Xavier Muntz cherche à comprendre comment cette secte religieuse, dont le nom se traduit par « l’éducation occidentale est un péché », est devenue un groupe terroriste qui a déjà fait 32 000 morts, plus de 2 millions de personnes déplacées et qui sévit actuellement au Nigeria, au Cameroun, et aussi au Niger et au Tchad.

Le reportage, qui montre des images d’une rare violence, tient sa promesse. Il ne pouvait le faire sans remonter à la source, à Maiduguri, capitale de l’Etat de Borno et berceau du groupe djihadiste né dans les années 2000. Rythmé par l’intervention d’acteurs locaux (professeurs, directeur de programme…), de spécialistes du continent et d’images d’archives, le documentaire raconte la genèse du mouvement.

Un groupe terroriste ne peut se développer sans un chef charismatique, un gourou. Mohamed Yusuf, fondateur du mouvement qui s’appelle à ses débuts « Yusufiyya » soit « l’idéologie de Yusuf », est un excellent orateur.

« Tordre l’esprit des gens »
L’une des forces du documentaire est de donner la parole à Fulan Nasrullah, présenté comme un proche des milieux djihadistes nigérians et qui raconte avoir rencontré plusieurs fois le leader. « Yusuf était un type bien. Il avait ce don pour parler en public, cette capacité de tordre l’esprit des gens, raconte Fulan Nasrullah, filmé à contre-jour. Il dénonçait les dirigeants politiques, leur hypocrisie et le fait qu’ils manipulaient le peuple pour mieux le tromper et arriver au pouvoir. »

Mais s’inspirer du wahhabisme et du salafisme ne suffit pas pour manipuler les masses. Pour que le mouvement s’enracine, il lui faut un terreau. Boko Haram va le trouver dans l’extrême pauvreté de la région du Borno.

Si le Nigeria est la première puissance économique du continent africain, plus de la moitié de sa population vit sous le seuil de pauvreté.

Dans le nord-est du pays, le taux de scolarisation ne dépasse pas 5 %. Les habitants, et en majorité les jeunes, vont donc adhérer au discours populiste, parce qu’ils pensent que Mohamed Yusuf va enfin les défendre.

Il le fait déjà en s’occupant des orphelins et des gamins des rues. « On vend un Etat islamique rêvé où, grâce à la charia, les riches ne pourront plus détourner l’argent public », explique Marc-Antoine Pérouse de Montclos, chercheur à l’Institut de recherche pour le développement.

Accueilli en héros à Maiduguri
Dans la mosquée de Mohamed Yusuf, située près de la gare de Maiduguri, on se presse pour écouter ses prêches enflammés à la fin des années 2000. Les hommes politiques n’y sont pas insensibles. Ali Modu Sheriff, riche gouverneur de l’Etat du Borno, propose à Mohamed Yusuf d’étendre la charia, en échange d’un éventuel soutien.

Mais, une fois élu, le politique ne tient pas ses engagements. « Ils [les politiques] parlent de paix, ils font des promesses, dénonce Mohamed Yusuf dans un sermon. Mais en fait, ils n’ont pas de pitié une fois qu’ils ont pris le pouvoir. » La colère monte chez les sympathisants, le leader est emprisonné à Abuja, la capitale.

A son retour à Maiduguri, il est accueilli en héros. Mais le pouvoir qu’il prend inquiète les autorités qui multiplient les incidents avec ses fidèles. Une fusillade éclate en juillet 2009 et provoque un bain de sang : près de 1 000 personnes, en majorité des civils, perdent la vie. Mohamed Yusuf est capturé par la police et tué en pleine rue, menottes aux poignets.

Il n’en fallait pas plus pour embraser le mouvement et pour que l’aile dure, incarnée par Abubakar Shekau, ne prenne le pouvoir. Aujourd’hui contesté au sein du groupe, c’est lui qui, en mars 2015, fera allégeance à l’organisation Etat islamique (EI). C’est aussi lui qui revendiquera le rapt des 276 lycéennes de Chibok, en avril 2014 : « J’ai enlevé vos filles. Je vais les vendre au marché pour qu’elles soient traitées en esclaves et mariées de force. »

Situation sanitaire « catastrophique »
Le soutien militaire des Etats voisins (Niger, Cameroun, Tchad) et l’élection de Muhammadu Buhari à la présidence, fin mars 2015, ont amélioré la sécurité à Maiduguri, mais la situation sanitaire dans la région est « catastrophique », selon Médecins sans frontières.

Les djihadistes, estimés à 7 000 d’après la CIA, se sont notamment déplacés à Diffa, une ville au sud-est du Niger. « On ne peut pas comprendre la violence de Boko Haram si on méconnaît celle que l’armée a exercée pour le combattre dans l’Etat de Borno… Les militaires représentent autant une cause du problème qu’une solution. On leur attribue près de la moitié des 32 000 morts de civils recensées depuis le début du conflit », assure Xavier Muntz, dont le documentaire ne donne pas la parole aux membres de la secte, qu’ils soient d’anciens combattants en détention ou des repentis.

Il faut dire que les conditions de tournage ont été rudes. « Il y a toujours du danger à travailler dans la région, assure Xavier Muntz. L’armée a constamment cherché à entraver mon travail. J’ai attendu mon visa de journaliste pendant neuf mois. »

Boko Haram, les origines du mal, de Xavier Muntz et Bruno Fay (France, 2016, 55 min).

Par PIERRE LEPIDI

Publié Le 28.06.2016 à 05h08

http:mobile.lemonde.fr/afrique/article/2016/06/28/boko-haram-comprendre-les-origines-du-mal_4959484_3212.html


15 GENNAIO 2018:LADRI DI MIGRANTI
.
-TITOLARE SU LE MONDE:
PHILIPPE HUGUEN / AFP
.
Calais : des associations portent plainte contre la confiscation des biens des migrants
PubliéÀ 11h43

Volunteers ditribute meals to migrants on March 22, 2017 as the administrative court ordered to not enforce the Calais’ decrees prohibiting in certain places the distribution of meals to migrants. / AFP PHOTO / PHILIPPE HUGUEN

A la veille de la venue d’Emmanuel Macron à Calais, la tension monte dans le milieu associatif. Dépôt de plainte et refus d’assister à la réunion de demain montrent l’exaspération des humanitaires.

16 GENNAIO 2018:CON L’IMPRONTA DI LA LE PEN GARANZIA DI SUCCESSO
-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:
LEADER FRONT NATIONAL

Marine Le Pen: «Dal vostro voto scossa alla Ue. Sto con Salvini. Bene le idee dei 5 Stelle»

di Stefano Montefiori
La leader del Front national: Matteo lavora a una larga coalizione. Le scelte opposte all’Europa di oggi non smettono di avanzare. Qui i partiti sono in difficoltà, io la sola opposizione a Macron.

REAZIONE:ECCOLA RIAFFACCIARE,SE BERLUSCONI PORTA SFORTUNA,E QUESTO E’ ORMAI UN ASSIOMA INDISCUTTIBILE(POI CHIEDERLO PERFINO A RENZI),FIGURIAMOCCI LA LE PEN.SE MAI CI FOSSE STATO QUALCHE DUBBIO SULLA SUA IMPOTENZA ELETTORALE,ORA SI CHE SALVINI ,CON SOSTEGNI COSI  E’ CONCIATO PER BENE,CONSUMATO E’.

ANTIEUROPEISMO?QUESTE PAGINE PROMUOVONO LA LOTTA ONTRO LA UNIONE IN SOLITARIO DA  12 ANNI MA….VUOI FARE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO?SI CERTO QUESTA UNIONE  EUROPEA VA DISSOLTA PERCHE POCO DEMOCRATICA PERO A SPUNTARLA E’ STATA SOLO LA GRAN BRETAGNA,FARAGE UN AMICO DEL M5S,LA MIA PREDICA,CI STAI?CI STAI ALL’EUROPA VERA?

16 GENNAIO 2018:PC,RITORNO BLUFF,CONTA IL MOBILE

-SU LA STAMPA:lastampa.it

Sorpresa: le vendite dei pc tornano a crescere

Luca Scarcella

Le vendite dei pc tornano a crescere nell’ultimo trimestre dell’anno, per la prima volta in sei anni. Negli ultimi tre mesi del 2017 le unità vendute sono state 70,6 milioni, con un incremento dello 0.7% rispetto al medesimo periodo del 2016. I dati sul mercato globale dei personal computer pubblicati da Idc mostrano un quadro positivo, che fa ben sperare per la stabilità del settore. Nel conteggio sono inclusi laptop, desktop e workstation, ma non i tablet (ad eccezione dei pc convertibili con sistema operativo desktop). Sette decimi di punto percentuale possono sembrare poca cosa, ma nell’era post-pc bastano e avanzano, soprattutto se confrontati con il -1,7% atteso dagli analisti.

Nel corso dell’intero anno i pc venduti sono stati 259,5 milioni, con un calo leggerissimo dello 0,2% rispetto al 2016. Negli Stati Uniti le vendite sono scese, ma a livello globale il Giappone e i paesi emergenti dell’Asia hanno contribuito a controbilanciare il dato generale. Bene anche la Cina, con risultati positivi per le vendite di pc per il gaming . Segni di stabilità anche in Europa, dove l’imminente entrata in vigore della nuova normativa Eu sulla protezione dei dati ha accelerato i piani di aggiornamento delle flotte di pc aziendali.

Hp guida la classifica dei produttori e registra un +8,3% negli ultimi tre mesi del 2017. L’azienda guidata ha venduto più di 16 milioni di unità nel corso del Q4 (una cifra raggiunta l’ultima volta nel 2011) e ha chiuso in crescita il settimo trimestre positivo consecutivo. Lenovo mantiene il secondo posto, nonostante una leggera sofferenza sul mercato Usa, controbilanciata dai buoni risultati globali (+3,9%). Risultato simile anche per Dell. Molto bene invece Apple, che rimane al quarto posto grazie alle vendite dei Mac che fanno segnare un solido +7,3%. Perde terreno invece Asus, che viene raggiunta al quinto posto da Acer, forte dei risultati positivi nel settore gaming. Entrambe le aziende condividono il quinto posto nella classifica produttori con una quota di mercato globale del 6,4%.

FAITES INERNES 1:CONTINUATION 350

6 GENNAIO 2018:NEL MESE DI MARZO NON SI VOTA

-SU LA REPUBBLICA:
Il 4 marzo sarà “election day”: si vota sia per le politiche che per le regionali in Lazio e Lombardia

Lo ha reso noto il Viminale dopo i pareri favorevoli dei governatori Zingaretti e Maroni

05 gennaio 2018

ROMA – Il prossimo 4 marzo sarà “election day”. Gli elettori italiani saranno chiamati al voto sia per le politiche che per le regionali. Interessati due territori-chiave della penisola, Lazio e Lombardia, due regioni ad alta densità abitativa. E si voterà per il rinnovo del consiglio regionale anche in Molise e Friuli Venezia Giulia, regione che però è a statuto speciale e potrà decidere autonomamente quando votare.

A renderlo noto è il ministero dell’Interno, che ha accolto il parere favorevole di Nicola Zingaretti e Roberto Maroni, governatori rispettivamente di Lazio e Lombardia.

L’idea di votare nello stesso giorno sia per le politiche che per le regionali serve soprattutto a risparmiare risorse pubbliche. Sul piano politico secondo gli analisti ne sarebbe avvantaggiato di più il centrodestra: l’alleanza tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia  verrebbe suggellata sia a livello nazionale che locale e dunque potrebbe fare da traino nelle urne. Il Pd è più freddo, ma sia Zingaretti – ricandidato nel Lazio – che Giorgio Gori, candidato dem in Lombardia, sono per non perdere sul piano locale l’alleanza larga di centrosinistra che comprenda anche gli ex Pd di Liberi e Uguali e le altre forze di sinistra.

http:.repubblica.it/politica/2018/01/05/news/election_day_4_marzo_politiche_e_regionali-185861759/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S2.4-T1

REAZIONE:A  DIO GRAZIE IN MARZO L’TALIA CAMBIERA POCO:

1-VINCERA LA DEMOCRAZIA,SI VA ALLE URNE.

2-VINCERA IL PARTITO DEL NON-VOTO,PER QUESTO CETO POLITICO NON  SI VOTA

3-FRA QUELLI CHE METTERANNO LA SCHEDA NELLE URNE VINCERA IL PARTITO DELLA COMICITA

4-FRA IL “PARTITO DEL NON-VOTO” E QUELLI DEL “VOTO SOLO PER SCHERZARE” AVRANNO LA MAGGIORANZA,E QUESTA E’ LA VERA FOTO DELL’ITALIA.

5-LA NOSTRA GIUSTIZIA,ORA MENO POLITIZATA,(E NON GRAZIE A BERLUSCONI MA ALL’INCONTRARIO) CONTINUERA A VIGILARE E TUTELARCI DELLA CRIMINALITA ORGANIZZATA.

6-LA CULTURA DOMINANTE,E NON SOLO POLITICA,SARA ANCORA QUELLA DELLA NUOVA ERA,MAI PIU I BERLUSCONI,I LEGHISTI, L’UFFICIALISMO,ECC AVRANNO IL MONOPOLIO DELLA PAROLA,ORA OGNI UNO PUO PARLARE DALLA SUA CASA,IL PROTAGONISMO C’E’ L’HA IL POPOLO GRAZIE ALLA SCIENZA E LA TECNOLOGIA  DIVENUTE PENSIERO A SE STANTE SENZA ASSERVIMENTO A NESSUNA IDEOLOGIA O POTERE.CON TUTTI I SUOI DIFETTI STIAMO VIVENDO LA “PRIMAVERA ITALIANA” E VADA COME VADA IL 4 MARZO CAMBIERA POCO.NON SONO CONFORMISTA MA UN RIFORMISTA RIUSCITO.

.

6 GENNAIO 2018:LE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA ALLA “FAMILY LEGA”,”IN NOME DEL POPOLO ITALIANO……….”
.
-SU LA REPUBBLICA:

MILANO CRONACA
Le motivazioni della condanna: “Bossi consapevole di appropriazione di denaro pubblico”

Umberto Bossi
I giudici che hanno condannato il senatur a due anni e tre mesi sostengono che il fondatore della Lega fosse al corrente dell’uso da parte della sua famiglia di denaro preso dalle casse del partito. Renzo e Riccardo Bossi, i figli, sono stati condannati a pene minori
di FRANCO VANNI
05 Gennaio 2018
.
Il fondatore della Lega, Umberto Bossi, è stato “consapevole concorrente, se non addirittura istigatore, delle condotte di appropriazione del denaro” del partito, ma proveniente “dalle casse dello Stato”, “per coprire spese di esclusivo interesse personale” suo e della sua “famiglia”. Condotte portate avanti “nell’ambito di un movimento” cresciuto “raccogliendo consensi” come opposizione “al malcostume dei partiti tradizionali”.

Lo scrive il Tribunale di Milano nelle motivazioni della condanna a 2 anni e 3 mesi per l’ex leader del Carroccio, decisa lo scorso 10 luglio dal giudice Maria iLuisa Balzarotti dell’Ottava sezione penale. Con Umberto Bossi furono condannati il figlio Renzo, a un anno e sei mesi, e l’ex tesoriere del partito, Francesco Belsito, a 2 anni e 6 mesi. Per tutti, il reato è appropriazione indebita. Il giudice ha ritenuto che i tre (insieme a Riccardo Bossi, altro figlio di Uberto, giudicato separatamente con rito abbreviato) abbiano speso per fini privati i fondi destinati al partito. Soldi pubblici, arrivati alla Lega come rimborsi elettorali.

Milano, Riccardo Bossi in aula per il processo ‘The Family’
————-
La decisione del giudice Maria Luisa Balzarotti è arrivata al termine del processo denominato “The Family”, così ribattezzato per il nome scritto sulla cartella di documenti sequestrata allora a Belsito in cui comparivano quelle che sono state giudicate spese private della famiglia Bossi pagate però con i soldi del Carroccio arrivati anche dai rimborsi elettorali. La tesi della procura è che per Bossi “sostenere i costi della sua famiglia” con il patrimonio della Lega è stato “un modo di agire consolidato e concordato”. Nelle carte della motivazione si elencano le spese private sostenute dagli imputati per centinaia di migliaia di euro: multe, cartelle esattoriali, cene al ristorante, trattamenti di bellezza, casse di vino.
@franvanni
.
http:milano.repubblica.it/cronaca/2018/01/05/news/bossi_condannati-185861878/

REAZIONE:LA LEGA NORD E’ FINITA,O QUALCUNO CREDE CHE ESSISTA UNA LEGA DOPO I BOSSI?

-APPENDICE:LA CONDANNA

-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it
MILANO CRONACA

Spese personali con i soldi della Lega: 2 anni e 3 mesi a Umberto Bossi. Condannati anche il figlio Renzo e Belsito

Bossi padre e figlio ai tempi di un raduno della Lega
Processo The Family: un anno e sei mesi per “il Trota”, 2 anni e 6 mesi per l’ex tesoriere del partito. L’altro figlio di Bossi, Riccardo, era già stato condannato in abbreviato
10 Luglio 2017
——-
Sullo stesso tema
video
Rep Tv Renzo: “Allevo maiali, il Carroccio mi manca”
——-
Umberto Bossi, il figlio Renzo e l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito sono stati condannati a Milano per appropriazione indebita per aver usato i fondi del partito per spese personali. Il Senatur fondatore della Lega, è stato condannato a 2 anni e 3 mesi, un anno e 6 mesi per ‘il Trota’, 2 anni e 6 mesi per l’ex tesoriere. L’altro figlio di Bossi, Riccardo, era già stato condannato in abbreviato a un anno e otto mesi (per circa 158 mila euro di fondi sottratti dai conti del Carroccio). “Me l’aspettavo. Ma non ho nulla da rimproverarmi. E’ solo il primo grado, andiamo avanti”, questo il commento di Bossi jr che ha ammesso: “Tornassi indietro non mi candiderei”. “Sentenza ingiusta”, ha detto Belsito. Amaro il tweet di Roberto Maroni: “Mi spiace per Umberto, persona straordinaria. Mi spiace per lui, non per quelli che hanno sfruttato lui e la sua malattia in modo vergognoso”.
—-

Lega,Renzo Bossi dopo la condanna:”Ormai allevo capre e maiali ma il Carroccio mi manca”
——

La decisione del giudice Maria Luisa Balzarotti è arrivata nel processo The Family, così ribattezzato per il nome scritto sulla cartella di documenti sequestrata allora a Belsito in cui comparivano quelle che sono state giudicate spese private della famiglia Bossi pagate però con i soldi del Carroccio arrivati anche dai rimborsi elettorali. La tesi della procura è che per Bossi “sostenere i costi della sua famiglia” con il patrimonio della Lega è stato “un modo di agire consolidato e concordato”.
—–

Spese private con i soldi della Lega, Umberto Bossi condannato con il figlio Renzo e l’ex tesoriere Belsito
——
Stando alle indagini, tra il 2009 e il 2011, l’ex tesoriere della Lega si sarebbe appropriato di circa mezzo milione di euro, mentre l’ex leader del Carroccio avrebbe speso con i fondi del partito oltre 208mila euro. A Renzo sono stati addebitati, invece, più di 145mila euro, tra cui migliaia di euro in multe, tremila euro di assicurazione auto, 48mila euro per comprare una macchina (un’Audi A6) e 77mila euro per la “laurea albanese”.
—–Twitter Pubblica—
Roberto Maroni

@RobertoMaroni_
Mi spiace per Umberto, persona straordinaria. Mi piace per lui, non per quelli che hanno sfruttato lui e la sua malattia in modo vergognoso
12:54 PM – 10 luglio 2017
——-
“Ho saputo della mia laurea in Albania solo dopo questa indagine”, aveva detto in aula il ragazzo lo scorso luglio testimoniando in aula. “La Lega non ha mai pagato le mie multe né la laurea in Albania dove non sono mai stato”, ha ribadito oggi il ragazzo. “Ho creduto nel progetto del partito fino in fondo – ha aggiunto – sono stato assolto da una parte delle accuse e dopo cinque anni non ci sono ancora le prove che io abbia preso i soldi”.

La foto della laurea albanese finita negli atti dell’inchiesta
—–
Uno dei difensori di Bossi padre, Marcello Gallo, aveva chiesto al tribunale di sollevare davanti alla Consulta “la questione di legittimità costituzionale della disciplina dell’appropriazione indebita” perché, in sostanza la norma, violerebbe il principio di ragionevolezza in quanto punisce la condotta di “appropriazione di cose comuni” – come è stata da lui inquadrato l’operato degli imputati – mentre reati più gravi come l’appropriazione di oggetti smarriti o di beni avuti per errore sono stati depenalizzati. Il pm Paolo Filippini aveva chiesto proprio 2 anni e 3 mesi per l’ex leader della Lega, 1 anno e mezzo per Renzo e 2 anni e mezzo per Belsito.
.
http:milano.repubblica.it/cronaca/2017/07/10/news/spese_personali_con_i_soldi_della_lega_condannato_bossi-170459070/?ref=drnweb.repubblica.scroll-1
.

.
-APPENDICE:BUONA BEFANA PER TROTA,LAUREA IN ALBANIA

-SU LA REPUBBLICA:Repubblica.it ir
MILANO CRONACA
Processo alla famiglia Bossi, il Trota: “Non sapevo di essere laureato”

Renzo Bossi in aula

Il figlio del fondatore sulla laurea in Albania che secondo l’accusa sarebbe stata pagata con i soldi del partito
11 Luglio 2016
.
“Ho saputo della mia laurea in Albania solo dopo questa indagine”. Renzo Bossi, detto il Trota, si fa interrogare nel processo in cui è imputato per appropriazione indebita assieme al padre Umberto e prova a difendersi da tutte le accuse, compresa quella di avere acquistato un titolo di studio presso l’Università Kristal di Tirana coi soldi pubblici della Lega.

Laurea documentata nell’inchiesta ‘The family’ e della quale il pm Paolo Filippini gli chiede conto dopo che nelle dichiarazioni iniziali previste per legge, sul titolo di studio si era definito ‘diplomato’. “I documenti sulla mia laurea li ho visti solo quando sono stati pubblicati durante l’indagine – afferma il ragazzo – e sono rimasto perplesso prima di tutto perché la data di nascita scritta sul diploma di laurea è sbagliata”.

Bossi junior spiega di non aver “mai saputo” che l’ex tesoriere e coimputato Francesco Belsito si fosse attivato per fargli conseguire il titolo di studio. “Dopo il diploma parlai in famiglia della mia volontà di andare a fare l’Università in America per completare gli studi e poi tornare e dare alla causa del partito quello che avevo imparato ma poi sono entrato in Consiglio regionale, vivevo tra la Lega e il Consiglio, e non mi sono più posto il problema”.

Nella sua deposizioni Bossi junior esclude “di aver mai chiesto soldi a Belsito perché non ne avevo motivo. Non ricevevo alcuna indennità ma semmai, come tutti gli altri eletti, davo un contributo al partito”. Renzo Bossi inoltre nega di aver mai messo in conto al partito le multe prese dai due autisti che “dal 2010 mi accompagnavano” e ai quali “misi a diposizione la mia macchina: di fatto le pagai io e mi trovai a fare la rateizzazione con Equitalia e a versare 14mila euro”. “Sono accusato per una appropriazione indebita che non vedo”.

Umberto Bossi in aula

In aula anche il fondatore del Carroccio, che affida al suo difensore la lettura di una lunga dichiarazione spontanea. Il senatur spiega, una volta lasciata l’aula dell’Ottava sezione penale del Tribunale, che il partito da lui fondato “è vivo e la Lega diventerà più forte di prima nonostante i casini che ci hanno combinato e che sono sfociati in questo processo”. Bossi dice anche che “è un imbroglio. Io vivevo tranquillo perché c’era un limite di spesa di 25mila euro messe dal consiglio federale”. Un limite sotto il quale “c’era una autonomia di spesa. Poi – aggiunge – qualcuno ha sbianchettato sul documento” in mano alla banca quella cifra. “Quando mi sono dimesso nell’aprile 2011 la Lega aveva 41 milioni di euro che sono spariti”.

http:milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/11/news/processo_the_family_renzo_bossi_sulla_laurea_in_albania_non_sono_mai_stato_all_universita_-143853138/?ref=drnweb.repubblica.scroll-3

REAZIONE:CASCATO DALLE NUVOLE,!BUONA BEFANA TROTA,TI SEI LAUREATO”.

PD:BOSSI,”THE FAMILY BEFANA”:NON SANNO MAI NULLA,CASCANO DALLE NUVOLE IN TRIBUNALE.RICCARDO NON SAPEVA DI ESSERE LADRO,FIGLIO DI BOSSI E TERUN,IL TROTA NON SA DI ESSERSI LAUREATO.BUONA BEFANA AI BOSSI,SIETI IN GABIA¡¡¡¡

6 GENNAIO 2018:BUONA BEFANA

-SU LA REPUBBLICA:
REP TV EDIZIONE MILANO

Epifania nel Varesotto, a Castellanza “le Befane” del Cai scalano il campanile

VIDEO:


In quattro si sono calati dal campanile della chiesa di San Bernardo, mentre altri due l’hanno scalato dal basso: a Castellanza, nel Varesotto, il momento più atteso della giornata dell’Epifania è ormai da anni l’esibizione delle Befane del Club Alpino Italiano, organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Rione In Giò. Al termine dell’evento, gli esperti rocciatori travestiti da vecchine cariche di doni, hanno distribuito caramelle ai numerosi bambini presenti
(testo di Lucia Landoni)
06 gennaio 2018
https:video.repubblica.it/edizione/milano/epifania-nel-varesotto-a-castellanza-le-befane-del-cai-scalano-il-campanile/293841/294451

8 GENNAIO 2018:VITTORIA,MARONI SE NE VA

-TITOLARE CORRIERE DELLA SERA:

ELEZIONI 2018, IL VERTICE AD ARCORE

Centrodestra, varata l’alleanza a quattro Maroni dice addio alla Regione|Ministroo premier, la scommessa del Governatore

di Paola Di Caro e Marco Cremonesi
Dal vertice ad Arcore sì al quarto polo centrista. Accordo sul programma: via la legge Fornero, flat tax e controllo dell’immigrazione. E per la Lombardia. dopo il passo indietro del governatore leghista, ora serve un nuovo candidato
Il vertice ad Arcore sotto l’albero di NataleI programmi di Forza Italia, Lega e FdI: cosa li unisce, che cosa li divide
Berlusconi fa gli onori di casaIl nuovo simbolo di Forza Italia per le elezioni: c’è scritto «Berlusconi presidente»
Elezioni in Lombardia, se Maroni rinuncia al bis in pole position c’è l’ex sindaco di Varese Attilio Fontana

REAZIONE:IL FORFAIT DI MARONI E’ LA SOLA NOTIZIA VERA DI QUESTO TITOLARE,IL RESTO SONO SPECULAZIONI.TORNA MINISTRO?GIA DETTO, SPECULAZIONI,OTTIMISMO ECCESIVO,LE SOLITE FANFARRONATE PROPAGANDISTICHE DELLA LEGA E QUESTO CENTRODESTRA CHE SA PIU DI FUGA IN AVANTI CHE DI VERA POSSIBILITA.PRENDENDO ATTO DELLA SUA REALE POSIZIONE ATTUALE SIA PENALE CHE POLITICA E DEI SUOI VERI NUMERI ELETTORALI(E ILSOLO SONDAGGIO VALIDO E’ QUELLO DELLE URNE)MEGLIO PENSARE CHE TUTTA LA SUA COMPAGINE ¨GOVERNATIVA” E’ GIA IN GALERA O SOTTO PROCESSO,E ANCHE LUI GIA PROCESSATO RISCHIA FARE LA STESSA FINE ,SENZA DIMENTICARE CHE L’OMBRA DELLA SEVERINO GIRA INTORNO ALLA SUA TESTA.QUINDI QUESTA NON CANDIDATURA POTREBBE BENISSIMO  ESSERE UNA “USCITA DI SCENA ELEGANTE”.

FELICE ANNO NUOVO,JOYEUX ANNÉ,HAPPY NEW YEAR

1 GENNAIO 2018:E’ GIA ANNO NUOVO,FELICITA

-SU GOOGLE.NEWS:
Repubblica.it
ESTERI
Capodanno 2018, i festeggiamenti nel mondo per l’arrivo del nuovo anno

I fuochi d’artificio nella baia di Auckland, in Nuova Zelanda, la prima grande metropoli a dare il benvenuto al nuovo anno, 12 ore prima rispetto a Roma. A seguire Sydney dove, come da tradizione, c’è stato un grande spettacolo pirotecnico nella baia dell’Opera House. Poi le grandi città asiatiche, da Seul a Pechino, da Tokyo a Hong Kong. Gli ultimi a festeggiare saranno gli abitanti delle American Samoa (23 ore dopo rispetto alle vicinissime Western Samoa, tra le prime a brindare al 2018)
31 Dicembre 2017

http:.repubblica.it/esteri/2017/12/31/foto/da_auckland_alle_isole_samoa_i_festeggiamenti_nel_mondo_per_l_arrivo_del_2018-185556643/1/

3 GENNAIO 2018:BUONA EPIFANIA(BUONA BEFANA)

-NEL MONDO DI LINGUA SPAGNOLA SI CONMEMORA IL GIORNO DELLA SEGRETARIA,A TUTTE LORÓ BUONA BEFANA.

-SU GOOGLE:

Epifania 2018, arriva la Befana: ecco le IMMAGINI più divertenti per gli auguri su Whatsapp e Facebook [GALLERY]
Filomena Fotia
12 ore fa

“L’Epifania tutte le feste le porta via!“: a chiudere la fase festiva arriva appunto l’Epifania, che la Chiesa cattolica celebra il 6 gennaio.
E’ considerata una delle massime solennità, assieme a Pasqua, Natale, Pentecoste e Ascensione.
Il termine (utilizzato dai greci per indicare l’azione o la manifestazione di una divinità mediante miracoli, visioni, segni ecc., derivante dal greco “Epiphàneia”, che significa letteralmente “manifestazione”, “venuta”, “presenza divina”) si riferisce, oggi, specificamente, alla prima manifestazione pubblica della divinità con la visita dei Re Magi al Bambinello Gesù.
Con l’Epifania, il mondo cristiano ricorda, quindi, l’incontro dei Re Magi con Gesù Bambino e la loro conversione alla nuova dottrina.

Come ormai ben noto le festività vedono un’invasione di post dedicati: su Facebook e WhatsApp veniamo bombardati di frasi, immagini e video di auguri.

Dopo Natale e Capodanno, è ora il momento di chiedersi dove poter trovare immagini e gif simpatiche da inviare alle persone a noi care in occasione dell’Epifania. In alto, nella gallery, ne proponiamo una selezione da utilizzare per gli auguri su WhatsApp, Facebook, e qualsiasi altra app o piattaforma social che preferite.

Per approfondire:

6 gennaio, è il giorno dell’Epifania: le origini della Befana tra storia e leggende

http:.meteoweb.eu/foto/epifania-2018-befana-immagini-gif-auguri-whatsapp-facebook/id/1024305/

1  GENNAIO 2018:AMBIENTE
.
 -SU LE FIGARO:
Home,Actualité,Sciences & Environnement
Tempête Carmen : un mort, près de 30 départements en alerte orange
Par   Le figaro.fr
Mis à jour 
Une nouvelle tempête, «Carmen», pourrait frapper la France le 1er janvier
Si un redoux est attendu sur la France dans les prochaines heures, un coup de vent est anticipé des côtes de la Manche à la côte aquitaine pour le jour de l’An

VIDÉO – Un fort coup de vent est annoncé de la Bretagne jusqu’en Corse ce 1er janvier 2018. Un homme a été tué ce dimanche vers 13 heures par la chute d’un arbre dans les Pyrénées-Atlantiques. Voici les dernières prévisions.

Après «Ana» les 10 et 11 décembre qui a soufflé jusqu’à 161 km/h sur l’Île de Ré, puis «Bruno» les 26 et 27 décembre qui a provoqué des rafales de plus de 150 km/h au Cap Béar (Pyrénées-Orientales), la tempête Carmen est annoncée pour ce 1er janvier 2018.

» LIRE AUSSI – Les vagues de froid polaire sont bien liées au réchauffement de la planète

«Une tempête va balayer la France pour le jour de l’An, lundi, des côtes de la Manche à la côte aquitaine avant de se diriger vers le sud-est», prévoit La Chaîne météo (société du groupe Figaro). La tempête a déjà fait une première victime: un homme a été tué ce dimanche vers 13 heures à Esterençuby (Pyrénées-Atlantiques) par la chute d’un arbre sur sa voiture provoquée par des vents violents.

Dimanche après-midi, l’organisme a placé plusieurs dizaines de départements en alerte orange vents violents. Ces départements sont:

09 – Ariège , 11 – Aude , 16 – Charente, 17 – Charente-Maritime, 19 – Corrèze, 23 – Creuse, 24 – Dordogne, 29 – Finistère, 31 – Haute-Garonne, 32 – Gers, 33 – Gironde, 36 – Indre, 37 – Indre-et-Loire, 40 – Landes, 44 – Loire-Atlantique, 46 – Lot, 47 – Lot-et-Garonne, 49 – Maine-et-Loire, 56 – Morbihan, 64 – Pyrénées-Atlantiques, 65 – Hautes-Pyrénées, 79 – Deux-Sèvres, 81 – Tarn, 82 – Tarn-et-Garonne, 85 – Vendée, 86 – Vienne, 87 – Haute-Vienne.

Dans le même temps, Météo France a placé toute la façade ouest en vigilance orange, ce qui comprend une vingtaine de départements. Le centre du pays est également en vigilance, ainsi que le Val-de-Loire et la Normandie.

Voici les prévisions émises par notre partenaire:

Lundi matin, entre 8 et 12 heures, le vent soufflera en tempête de la Bretagne à l’Aquitaine avec des vents jusqu’à 120-140 km/h sur les caps, côtes et îles exposés (et localement 150 km/h entre Belle-Île et la Gironde). Dans les terres, les vents souffleront à 100-110 km/h des Pays-de-la-Loire au Poitou.

De 12 à 16 heures, ces vents violents gagnent toutes les régions allant du Val-de-Loire au Limousin avec des rafales à 100-110 km/h.

De 16 à 20 heures, c’est au tour de la Bourgogne, de l’Auvergne et de l’Occitanie d’être balayées par ces vents violents avec des rafales à 140 km/h en montagne, 100-110 km/h en plaine et localement 120 km/h entre le Midi-toulousain et le département de l’Aude.

A partir de 20 heures et jusqu’à mardi 06h, la Provence et la Corse seront balayés par des vents violents. C’est en Corse que la situation sera la plus délicate avec des rafales à 150 km/h sur les caps et côtes exposés et 130 km/h en montagne.

En fin de nuit de lundi à mardi, la tempête Carmen s’évacuera de nos frontières. Mais en raison de conditions météo qui resteront dépressionnaires, d’autres coups de vent sont prévus jusqu’en fin de semaine accompagnés d’un risque élevé de submersion littorale au moment de la pleine mer à cause des forts coefficients de marée (107 jeudi).

Aucune région ne devrait être épargnée par les rafales de vent. Carmen pourrait entraîner des dégâts dus à des chutes de toitures ou d’arbres pouvant endommager le réseau électrique. Dans le Finistère, 400 foyers étaient privés d’électricité en raison des forts vents dimanche matin.

Ce ne sera sans doute pas aussi violent que les tempêtes Lothar et Martin qui avaient frappé l’Europe entre le 26 et le 28 décembre 1999, mais il existe cependant un facteur aggravant pour la façade Atlantique: les forts coefficients de marée. De fait, «conjugués à des vents violents et à une mer très forte, ces forts coefficients entraîneront un risque de submersion au moment des pleines mers, sur les côtes de la Manche et la côte Atlantique», explique La chaîne météo.

La préfecture de Bretagne a appelé à la vigilance de samedi à lundi sur les côtes de la Manche sur son compte Twitter, et des animations du Nouvel an, notamment des baignades, ont été annulées dans la région en raison des conditions météo.


Pourquoi Carmen?

La tempête a été baptisée par Météo-France d’après une liste de noms établie par ordre alphabétique en partenariat avec les services météorologiques espagnol et portugais. L’organisme météo souligne que «donner un nom aux tempêtes permet de communiquer plus efficacement», et que des sondages ont montré que «la population est beaucoup plus attentive aux consignes de sécurité quand la menace de vent fort est clairement identifiée comme reliée à une tempête nommée».

* La chaine météo est une société du groupe Figaro

Le figaro.fr
Contenus sponsorisés
.
http:.lefigaro.fr/sciences/2017/12/29/01008-20171229ARTFIG00096-une-nouvelle-tempete-carmen-pourrait-frapper-la-france-le-1er-janvier.php
 –
-ANNESSO:METEO
 .
Home,Actualité,Sciences & Environnement
.
Les vagues de froid polaire sont bien liées au réchauffement de la planète
.
Par  Marielle Court
Mis à jour
Publié
TOPSHOT – A person looks out over the snow-covered city of Lyon on December 18, 2017. / AFP PHOTO / JEFF PACHOUD

INFOGRAPHIE – Les grands coups de froid venus de l’Arctique sont une conséquence du changement climatique.

Cela peut être quelques jours au cœur de l’hiver, parfois un peu plus. Tous les commentaires se concentrent alors sur une seule expression «il fait un froid polaire!». Les températures descendent bien en dessous de ce que l’on connaît en temps normal. Les passants qui s’aventurent dehors accumulent les couches de vêtements, les enfants se transforment en Bibendum et ceux qui doutent encore de la réalité du réchauffement climatique triomphent! À tort.

Ces terribles lames de froid qui cinglent à certains moments l’Europe viennent bien des zones arctiques. Ce fut …

Cet article est réservé aux abonnés. 85% reste à lire.

http:.lefigaro.fr/sciences/2017/12/27/01008-20171227ARTFIG00191-les-coups-de-froid-polaire-sont-lies-au-rechauffement.php

REAZIONE:PURE RESTANDO UN FERMO SOSTENITORE DELL’AMBIENTALISMO NON CREDO PIU TANTO AL CAMBIO CLIMATICO,NON CI SONO PROVE SCIENTIFICHE NE EVIDENZE DETERMINANTI CHE GIUSTIFICHINO UN TALE ALLARMISMO  CATASTROFISTA(1).E COMUNQUE SIA NON CREDO CHE I SOLI BENEFICIARIE DELL’ACCORDO DI PARIGGI DEVANO ESSERE I BRICS CON CINA IN TESTA E L’EUROPA E LA NUOVA ERA A PAGARE I COSTI MAGGIORI DELLA GUERRA AL CARBONIO.
PD:QUALSIASI SOMMIGLANZA FRA QUESTA “ONDA POLARE” CHE SCENDE DALL’ARTICO E LA SIGNORA A CAVALLO DI UNA  SCOPA AVVISTATA DALL’AEREO DI LINEA NULLA CENTRA CON LA BEFANA ED E’ SOLO CASUALITA…….
(1)E’ STATA TUTTA UNA MONTATURA DEL DEMOCRATICI,CON ALGORT,E DI OBAMA CHE SI HA MESSO DI ACCORDO CON LA CINA PER FARE PAGARE IL COSTO DELLO SMOG A EUROPA E LA NUOVA ERA,CIO’E’ LA NUOVA INDUSTRIALIZAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE DELLE TELECOMUNICAZIONE E NON SOLO.IL CAMBIO CLIMATICO NON HA PROVE SCIENTIFICHE .NE VERE NE SUFFICENTE.

-APPENDICE:

-SU LE FIGARO:

Home Actualité Sciences & Environnement
.
Les superbes images de l’éruption d’un volcan en Indonésie

Par Journaliste Figaro Le figaro.fr Journaliste Figaro AFP agence

Mis à jour le 29/12/2017 à 11:15

//players.brightcove.net/610043537001/4k4QmRz5g_default/index.html?videoId=5695462824001

Le volcan Sinabung, sur l’île indonésienne de Sumatra, a craché des flammes et une épaisse colonne de cendres brûlantes très haut dans l’atmosphère cette semaine, dans la plus grande éruption de l’année.
.
EN IMAGES – Ces derniers jours, le volcan Sinabung, sur l’île indonésienne de Sumatra, a craché des flammes et une épaisse colonne de cendres brûlantes très haut dans l’atmosphère.

Le volcan Sinabung, sur l’île indonésienne de Sumatra, a craché cette semaine des flammes et une épaisse colonne de cendres brûlantes très haut dans l’atmosphère. Un responsable local estime qu’il s’agit là de la plus grande éruption de l’année. Les dernières images envoyées par les agences sont spectaculaires.

Des milliers d’habitants alentour ont été affectés par les rejets de cendres et de fumée, mais personne n’a été sérieusement blessé dans la mesure où la zone de danger avait été évacuée, a déclaré un porte-parole de l’agence de gestion des catastrophes naturelles, Sutopo Purwo Nugroho.

This timed-exposure photo taken on December 28, 2017 shows Moung Sinabung volcano spewing lava that lights up the night sky in Karo, North Sumatra.
Mount Sinabung roared back to life in 2010 for the first time in 400 years, after another period of inactivity it erupted once more in 2013, and has remained highly active since. / AFP PHOTO / Lana PRIATNA

L’éruption de mercredi était «la plus grande éruption de l’année au regard des coulées pyroclastiques et de la surface recouverte de cendres», détruisant les cultures de centaines d’agriculteurs, a ajouté Nugroho.

Vendredi, le volcan a encore craché une colonne de cendres brûlantes atteignant jusqu’à 4 kilomètres dans l’atmosphère, un peu moins haute que deux jours auparavant, selon la même source.

Le Sinabung, entré dans une longue éruption en 2013 après au moins 400 ans de sommeil, est l’un des 129 volcans actifs en Indonésie, archipel situé sur la «ceinture de feu du Pacifique», un alignement de volcans qui bordent l’océan Pacifique en suivant un ensemble de limites de plaques tectoniques et de failles sismiques.

This timed-exposure photo taken on December 28, 2017 shows Moung Sinabung volcano spewing lava that lights up the night sky in Karo, North Sumatra.
Mount Sinabung roared back to life in 2010 for the first time in 400 years, after another period of inactivity it erupted once more in 2013, and has remained highly active since. / AFP PHOTO / Lana PRIATNA

LANA PRIATNA/AFP
Le volcan le plus actif du pays, le Merapi, situé sur l’île de Java et culminant à près de 2900 mètres d’altitude, a connu depuis 2010 une série d’éruptions qui ont provoqué la mort de plus de 350 personnes.

Un autre volcan, le mont Agung à Bali, qui gronde depuis des semaines, a entraîné l’évacuation de dizaines de milliers d’habitants alentour et provoqué la fermeture fin novembre, pendant trois jours, de l’aéroport de l’île la plus touristique d’Indonésie.

» LIRE AUSSI – Séisme meurtrier en Indonésie: alerte au tsunami

http:.lefigaro.fr/sciences/2017/12/29/01008-20171229ARTFIG00061-les-superbes-images-de-l-eruption-d-un-volcan-en-indonesie.php

2 GENNAIO 2018:MESSAGGIO PAPALE,UN ANNO IN PIU DI GUERRRE E DEGRADO UMANO,SOCIALE E….AMBIENTALE ANCHE

-SU LE FIGARO:

Le Pape déplore une année de guerres et d’injustices

Par  

Mis à jour 

Le pape François a déploré dimanche que 2017 ait été une année marquée par les guerres, les mensonges et les injustices et a invité tout un chacun à assumer la responsabilité de ses actes.

» LIRE AUSSI – Le Pape se dresse contre les «vents de guerre»

S’exprimant lors des vêpre de fin d’année dans la basilique Saint-Pierre, le souverain pontife a estimé que les êtres humains avaient «défraîchi et blessé» l’année qui s’achève «avec des oeuvres de mort, des mensonges et des injustices».

Les guerres, a-t-il dit dans son homélie, sont «le signe flagrant de cet orgueil récidiviste et absurde» de l’homme mais d’autres offenses ont causé «de nombreuses formes de dégradation humaine, sociale et environnementale».

De tout cela, a t-il souligné, «nous devons prendre nos responsabilités devant Dieu, nos frères et la Création».

Le Saint-Père n’a pas donné d’exemple précis mais il a au fil de l’année dénoncé les bombardements à l’arme chimique en Syrie, invité à faire baisser la tension géopolitique dans la péninsule coréenne, s’est rendu en Colombie pour y vanter les efforts de paix et, il y à peine un mois, en Birmanie où la minorité musulmane des Rohingyas est, selon l’ONU, persécutée.

A l’issue de ces vêpres, François est sorti sur la place Saint-Pierre, a serré des mains et posé pour des photos avant de faire une priére devant la crèche de Noël grandeur nature.

Le pape François exprime sa solidarité envers les Coptes d’Egypte
Le pape François a exprimé sa solidarité envers les Coptes d’Egypte lors de la dernière prière dominicale de l’année. Vendredi, la communauté a de nouveau été la cible d’un attentat du groupe Etat islamique. Neuf personnes sont mortes.
Le Figaro.fr avec Reuters

http:.lefigaro.fr/flash-actu/2017/12/31/97001-20171231FILWWW00094-le-pape-deplore-une-annee-de-guerres-et-d-injustices.php
.

4 GENNAIO 2017:RUSSIAGATE,EQUILIBRI IN EUROPA ORIENTALE,CRIMEA E LA NUOVA ERA

-SU LA STAMPA

Le rivelazioni dell’ex stratega in un libro. Il presidente lo insulta e lo diffida
REUTERS

Donald Trump e Steve Bannon

62
0
Pubblicato il 03/01/2018
Ultima modifica il 04/01/2018 alle ore 07:53

L’ex capo stratega della Casa Bianca, ed anima nera di Donald Trump, Steve Bannon, licenziato lo scorso agosto, «ha perso la ragione». Questa la reazione del presidente Usa dopo che Bannon ha definito in un libro in uscita nei prossimi giorni «sovversivi» gli incontri tra Donald jr ed emissari russi a giugno del 2016, aggiungendo che sono state conversazioni «antipatriottiche», perché cercavano di ottenere informazioni da usare contro la rivale democratica Hillary Clinton. E proprio per il libro i legali del presidente hanno inviato una lettera di diffida a Bannon, per aver violato un presunto accordo di non divulgazione «svelando informazioni confidenziali e facendo dichiarazioni denigratorie e in alcuni casi del tutto diffamatorie», secondo quanto scrive il New York Times.

Bannon ritiene che anche Donald Trump abbia partecipato all’incontro con esponenti russi alla Trump Tower durante la campagna elettorale, ipotizzando che il figlio Donald Jr abbia portato gli ospiti nell’ufficio del padre. «La possibilità che Donald Jr non abbia portato questi jumos (parola apparentemente inventata, ndr) su nell’ufficio del padre al 26/mo piano è zero», afferma.

«Steve Bannon non ha nulla a che fare con me o con la mia presidenza. Quando è stato licenziato non solo ha perso il lavoro ma anche la ragione. Steve era un membro dello staff che ha lavorato per me dopo che io avevo già vinto la nomination (repubblicana alla presidenziali a maggio del 2016, ndr) sconfiggendo 17 candidati spesso descritti come i più talentuosi mai riuniti dal partito Repubblicano». Così Trump ha preso definitivamente le distanze dal suo ex più fidato consigliere entrato in rotta di collisione però con «Javanka», come lui spregiativamente chiama la coppia formata dal genero Jared Kushner e la moglie e figlia prediletta del presidente, Ivanka Trump, con cui non ha mai legato e – sbagliando – ha pensato di poter contare più di loro.

L’acrimonia e il risentimento di Bannon è contenuto in un libro, «Fire and Fury: inside the Trump White House», che riferisce da dietro le quinte i colloqui con gli uomini della Amministrazione Trump, in uscita la settimana prossima, ma di cui che il quotidiano britannico Guardian ha pubblicato diversi: estratti. Il quadro non è edificante: si ha l’impressione di aver a che fare con uno staff ed un presidente che si trascinano, improvvisando, da una crisi all’altra senza un piano preciso, e soprattutto in mezzo a mille scontri e mille guerricciole interne, di quelle che logorano chi il potere ce l’ha. Un clima di sfiducia reciproca tra cordate e individualità che non risparmia nemmeno la persona dello stesso Presidente.

Il racconto, logicamente, non comincia con il discorso inaugurale del 20 gennaio 2017, ma dagli ultimi mesi della campagna elettorale. Da quando, cioè, Bannon assunse il ruolo di capo esecutivo della macchina elettorale del candidato repubblicano ormai in pieno recupero sulla democratica Hillary Clinton.

Bannon, tornato dopo la giubilazione a dirigere il suo sito di destra «Breitbart News», non ha peli sulla lingua, e infatti usa spesso un linguaggio colorito. E rivela, tra le altre cose, i dettagli dell’incontro che ebbe luogo nel giugno del 2016 alla Trump Tower. C’erano tutti gli uomini del futuro presidente: il figlio Donald Jr, il genero Jared Kushner, l’allora presidente della campagna elettorale Paul Manafort (oggi in grossi guai proprio per via dell’inchiesta del Russiagate) e l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya. Un intermediario, conferma Bannon dopo le rivelazioni del New York Times di qualche tempo fa, aveva promesso materiale che avrebbe incriminato Hillary Clinton. Si tratta esattamente si quella circostanza per cui il giovane Trump, che ebbe l’insensatezza di scrivere in una email a riguardo «Amo tutto questo», è stato successivamente messo sotto torchio dagli inquirenti americani. Nessuno dei partecipanti da parte americana sentì il bisogno di avvertire l’Fbi o l’autorità giudiziaria che alcuni cittadini russi si stavano immischiando in modo sospetto nella campagna elettorale più importante per gli Stati Uniti

http:.lastampa.it/2018/01/03/esteri/bannon-incontri-sovversivi-tra-trump-jr-e-i-russi-e-donald-si-infuria-ha-perso-la-testa-eHzpSUtlLXVORO2YAPZq7M/pagina.html

 

REAZIONE:LA NUOVA ERA NON SI OCCUPPA DI POLITICA,MA LA POLITICA SI DELLA NUOVA ERA:QUESTE PAGINE HANNO APOGGIATO LA PRESA DI CRIMEA NEL MIGLIORE INTERESSE DELLA NUOVA ERA E LA DEMOCRAZIA IN QUANTO E TANTO A PROPIZIARE IL NUOVO REGIME CRIMEO E’ DIMITRIV MEDVEDIEV,SE NON OPPOSITORE A PUTIN SI UN SOSTENITORE DELLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA,E VITTIMA DI PUTIN CHE LO HA CACCIATO DELLA PRESIDENZA,E IN QUANTO E TANTO A KIEV,UCRANIA,SI HA INSEDIATO UN TERRORISTICO REGIME NEONAZI NATO DA UN COLPO DI STATO.MA LA NUOVA ERA NON APOGGIA PUTIN E SI INVECE LE SANZIONI ECONOMICHE AL SUO REGIME CHE MI AUSPICO VENGA FATTO CADERE DALL’INTERNO CON ELEZIONE DEMCRATICHE
IN QUANTO ALLE REGIONI LIBERATE DELLA UKRANIA NON CI SONO PROVE CHE SIANO MILITARMENTE SOSTENUTI DALLA RUSSIA,SOLO UMANAMENTE,ANZI LE REGIONI DEL DONBASS PURE DICENDOSI PRO RUSSI SI PROCLAMANO EQUIDISTANTI SIA DALLA UNIONE EUROPEA CHE DEL REGIME DELL’EX-KGB PUTIN,DUE AREE POLITICHE DIVENUTE NON DEMOCRATICHE.

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 349

21 DICEMBRE 2017:BATTAGLIA DI SICILIA,AGGIORNAMENTO,MAFIA,CE DI PEGGIO……?

-SU LA REPUBBLICA:
Repubblica.it
PALERMO POLITICA
Ars, Miccichè eletto presidente al terzo tentativo: “Contrario al taglio degli stipendi, via commissione Antimafia”

Il commissario di Forza Italia gñuida il Parlamento regionale. Sospetti su alcuni dem che hanno votato con la maggioranza, Cracolici: “Ci sono 4 franchi tiratori, fatto gravissimo”. In mattinata tensioni per un deputato che mostra la scheda. Di Battista: “Dem e Fi partito unico”
di ANTONIO FRASCHILLA
16 Dicembre 2017

——– —

Sullo stesso tema

.
Sicilia, Miccichè eletto presidente dell’Ars. “Non sarò l’uomo dei tagli”

Palermo, il deputato Bulla mostra il suo voto segreto: bagarre in aula
————
Alla terza votazione, e grazie al soccorso del centrosinistra, da Sicilia futura ad alcuni deputati dem, il commissario di Forza Italia Gianfranco Miccichè è eletto presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Dopo il mancato quorum nelle due votazioni di ieri, questa mattina bastava avere la maggioranza dei voti tra i presenti. Alla fine di voti, nonostante qualche franco tiratore nelle file della maggioranza, ne sono arrivati 39.

A nulla è servito il tentativo del Movimento 5 stelle di spaccare la maggioranza votando la deputata Udc Margherita La Rocca Ruvolo. Alla fine, in soccorso del centrodestra sono arrivati i due deputati di Sicilia futura Nicola D’Agostino e Edmondo Tamajo, ma anche alcuni deputati dem: il Pd aveva deciso di contarsi e votare Nello Di Pasquale, ma alla fine i voti per questo nome sono stati 7 su 11 deputati dem. L’ex assessore dem Antonello Cracolici è durissimo: “Mi pare evidente che ci siano stati quattro franchi tiratori nel mio gruppo, un soccorso inutile perché Miccichè avrebbe vinto lo stesso con 35 voti, compresi quelli di Sicilia futura. C’è un problema politico, è evidente”. Dello stesso avviso Giusepep Lupo: “Sono dispiaciuto e amareggiato per la spaccatura del Pd in aula. I 4 deputati del Pd che hanno tradito la decisione unanime assunta dal gruppo di votare Nello Dipasquale devono vergognarsi e chiedere scusa ai cittadini che li hanno eletti. Credo che adesso bisogna ripartire rilanciando le ragioni dell’unità all’interno del partito e in particolare nei circoli sul territorio definendo una linea politica chiara che deve guidare l’azione del gruppo parlamentare all’Ars – sostiene Lupo – credo sia giunto il momento di ridare nel Pd la parola agli iscritti e agli elettori per fare chiarezza e superare ogni divisione e ambiguità”.

Applauso liberatorio in aula. Miccichè prende la parola: “Sarò il presidente di tutta l’aula, certamente sarà mio compito favorire quale sarà il percorso e il programma che hanno portato alla vittoria di Nello Musumeci. Dobbiamo avere tutti l’intelligenza e la sensibilità di capire che non si può sbagliare più: se non riusciamo oggi a salvare la Sicilia non ci riuscirà più nessuno. I siciliani ci hanno mandato qui perchè vogliono vedere qualcosa di diverso da certa politica. Dobbiamo ridare valore alla politica attraverso la trasparenza e la fiducia nelle istituzioni. Non avevo alcun intervento per questa elezione, perché sono un po’ scaramantico. Non inseguirò la demagogia, certamente dovremo continuare ad eliminare gli sprechi, ma non lo farò danneggiando questa assemblea. Non credo che una buona amministrazione possa funzionare se chi ci lavora non è contento e soddisfatto. Sono assolutamente contrario al taglio degli stipendi alti, ma da tempo il mondo ha dichiarato fallito il marxismo: non tutti gli stipendi possono essere uguali, non tutto il lavoro è uguale. In questo parlamento ci sono molti ragazzi e giovani e sarò garante dei diritti della maggioranza e dell’opposizione, ma sarò garante della trasparenza: non ci sarà un solo atto di questo parlamento che non sarà condiviso e trasparente. Ho una speranza: che con il presidente Musumeci si possa raggiungere quesitoquesto risultato”. Miccichè ha poi annunciato l’intenzione di cambiare la commissione Antimafia: “Non ha senso, deve cambiare ruolo e nome: non possiamo parlare di mafia in genereale, non ne abbiamo titolo. Puntiamo invece a guardare eventuali fenomeni corruttivi dentro la Regione. La commisisone si dovrebbe chiamare Anticorruzione e dovrebbe indagare dentro la macchina regionale”.

VIDEO

Sicilia, Miccichè eletto presidente dell’Ars. “Non sarò l’uomo dei tagli”

———

Prende la parola poi il governatore Musumeci: “Pur nella diversità dei ruoli, ci aspetta una grande sfida. Sono contento che lei abbia sottolineato il dramma che vive in questo momento la nostra terra. Lavoriamo all’etica della responsabilità per i siciliani”. All’attacco il Movimento 5 Stelle: “Quante prove servono ancora agli italiani con i paraocchi? Quante? Cosa deve succedere per smettere di votarli una volta per tutte? Miccichè, no dico, Miccichè è stato eletto Presidente dell’Ars, grazie al voto di 4 deputati del Pd. Sono la stessa cosa lo capite o no? Il Movimento si merita un’occasione. Ci infangheranno questi “inciucisti” professionisti, scrive Alessandro Di Battista.

VIDEO

Ars, deputato mostra proprio voto. Seduta sospesa e schede distrutte

—–

In mattinata era stato il caos: Antonello Cracolici del Pd aveva fatto notare che il deputato Udc Bulla aveva reso palese il suo voto facendo vedere la scheda aperta al momento dell’inserimento nell’urna. Era iniziato così uno scontro durissimo in aula e alla fine il presidente anziano Alfio Papale aveva fatto ripetere da capo la votazione.
.
http:palermo.repubblica.it/politica/2017/12/16/news/elezione_presidente_ars_micciche_eletto_al_terzo_tentativo-184309573/

.
-IL GIORNO DOPO:L’ANTIMAFIA CONFISCA I BENI DELLA GENTE DI BERLUSCONI

-SU LA STAMPA:
LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
L’Antimafia confisca dieci milioni a Matacena, ex parlamentare di Forza Italia
La confisca riguarda 12 società in Italia e all’estero, l’armatore è latitante a Dubai
ANSA


L’armatore ed ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente latitante a Dubai.

Pubblicato il 21/12/2017
Ultima modifica il 21/12/2017 alle ore 08:22
REGGIO CALABRIA
La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di sequestro e confisca di beni, emesso dalla Corte di Assise d’Appello di Reggio Calabria, nei confronti dell’ armatore ed ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente latitante a Dubai.

La confisca riguarda 12 società in Italia e all’estero, conti bancari, immobili e un traghetto in servizio nello Stretto di Messina, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

Matacena, già condannato definitivamente, nel 2014, a tre anni di reclusione dalla Corte di Cassazione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, è stato riconosciuto quale uomo politico di riferimento delle cosche reggine a salvaguardia dei loro interessi. Successivamente, è rimasto coinvolto nelle indagini svolte dalla Dia di Reggio Calabria che hanno portato all’emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere, oltre che nei suoi riguardi, anche a carico di sua moglie Chiara Rizzo, per intestazione fittizia di beni, e dell’ex Ministro dell’Interno Claudio Scajola, per averlo aiutato a sottrarsi alla cattura.

Nel giugno 2017, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della Procura Distrettuale, aveva confermato la «pericolosità sociale» di Matacena, disponendo nei suoi confronti il sequestro di alcune disponibilità finanziarie e di un immobile all’estero. Con il nuovo provvedimento, la locale Corte di Assise di Appello, evidenziando che la maggior «parte dei beni che costituiscono il patrimonio del Matacena sono frutto di attività illecite e/o di reimpiego dei loro proventi», e ravvisando «una oggettiva quanto marcata sproporzione» tra gli investimenti effettuati e i suoi redditi dichiarati, ha disposto il sequestro e la confisca di 12 sue società (per l’intero capitale sociale o in quota parte), di cui 4 con sede nel territorio nazionale (Villa San Giovanni, Reggio Calabria e Roma) e 8 all’estero (Isole Nevis, Portogallo, Panama, Liberia e Florida), nonché di disponibilità finanziarie collocate in conti esteri. Le società sono attive prevalentemente nel settore armatoriale, immobiliare e di edilizia.

Oggetto di sequestro e confisca sono anche 25 immobili aziendali, oltre ad una grossa motonave di oltre 8.100 tonnellate di stazza, utilizzata per attività di traghettamento veicoli e passeggeri nello Stretto di Messina. Il valore complessivo del patrimonio oggetto del provvedimento odierno supera i 10 milioni di euro. Le aziende sequestrate proseguiranno la loro attività con amministratori giudiziari designati dalla locale Autorità Giudiziaria.

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati
.
http:www.lastampa.it/2017/12/21/italia/politica/lantimafia-confisca-dieci-milioni-a-matacena-ex-parlamentare-di-forza-italia-AWrG7UpTpdCVwQBsB4qQkJ/pagina.html

-APPENDICE 2:BERLUSCONI FINANZIA COSA NOSTRA

-SU LA REPUBBLICA:

PALERMO CRONACA
“Berlusconi paga i boss di Cosa nostra”. Ecco l’appunto di Falcone ritrovato nel suo ufficio
Il foglio è un promemoria durante gli interrogatori del pentito Mannoia. Risale al 1989, c’è anche un riferimento all’avvocato Vito Guarrasi

di SALVO PALAZZOLO

«Cinà in buoni rapporti con Berlusconi. Berlusconi dà 20 milioni ai Grado e anche a Vittorio Mangano». La grafia è quella di Giovanni Falcone. Elegante, ordinata. Su un foglio di block notes a quadretti ha messo in fila alcuni appunti durante l’audizione del pentito Francesco Marino Mannoia. E’ il 6 novembre 1989. Il giudice ha sottolineato due volte il cognome Berlusconi, all’epoca già al culmine della sua carriera; una volta, il nome di Vittorio Mangano, lo stalliere boss della villa di Arcore. Il cognome di un altro mafioso, Cinà, compare anche una seconda volta nella pagina, cerchiato. Questi nomi non sono mai finiti nei verbali di Mannoia, che si è sempre rifiutato di fare dichiarazioni ufficiali su Silvio Berlusconi.

L’appunto è stato ritrovato alcuni giorni fa nell’ufficio-museo del giudice dal suo ex collaboratore Giovanni Paparcuri. “Il dottore Falcone prendeva degli appunti prima di verbalizzare – ha spiegato l’ispettore Maurizio Ortolan, che in quei giorni dell’89 batteva a macchina le dichiarazioni del pentito Mannoia – quando poi dettava, tagliava con un tratto di penna gli argomenti affrontati. Questo foglio, l’avrà dimenticato o lasciato in ufficio a futura memoria?”.

Le parole annotate da Falcone fra altri argomenti di mafia appaiono oggi come una conferma postuma della condanna di Marcello Dell’Utri, il braccio destro di Berlusconi che sta scontando 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. «Cinà» citato dovrebbe essere Gaetano Cinà, il mafioso molto amico dell’ex senatore di Fi, che gli annunciava al telefono (conversazione intercettata nel 1986) l’arrivo di una grande cassata con il simbolo del biscione a casa Berlusconi. Gaetano Grado è uno dei boss palermitani che più frequentava Milano negli anni Settanta. Secondo la sentenza Dell’Utri, Berlusconi avrebbe stipulato con la mafia un “patto di protezione”, nel 1974: prima, per evitare i sequestri che impazzavano su Milano, poi per «mettere a posto» i ripetitori Tv in Sicilia. E proprio questo sembra confermare l’appunto ritrovato di Falcone quando si parla di soldi che Berlusconi avrebbe dato ai mafiosi.

In un secondo foglio, Falcone annotava il nome di Vito Guarrasi, anche questo mai citato nei verbali ufficiali di Mannoia. Un altro mistero. Cosa sa il pentito Mannoia di Guarrasi, il potente avvocato di tanti affari siciliani che già negli anni Settanta era finito all’attenzione della commissione parlamentare antimafia? Guarrasi è morto il 31 luglio 1999, all’età di 85 anni. Di lui, scriveva Giuseppe D’Avanzo: «Se la memoria fosse una qualità e non un vizio dovremmo chiederci se c’è ancora e dov’è oggi Vito Guarrasi. Se ci sono, e dove, i nodi che ancora stringono la politica, l’economia, la mafia. Perché un fatto è certo, la mafia può fare a meno dei Corleonesi, dei Lima e dei Ciancimino, dei cugini Salvo, ma non può privarsi della spregiudicata e cinica sapienza dei Guarrasi». Cosa aveva scoperto il giudice Falcone?


.
http:palermo.repubblica.it/cronaca/2017/12/21/news/berlusconi_falcone_appunto_guarrasi_mafia-184725255/

REAZIONE:NON E’SOLO RIINA A DIRLO

21 DICEMBRE 2017:

VITTORIA,SCHMIDT,ERIC E’ UN NEOLIBERALE

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
ECONOMIA
Eric Schmidt, il manager che ha fatto grande Google, lascia la presidenza della holding Alphabet
10

Amministratore delegato dal 2001, ha vissuto l’arrembante crescita del colosso di Mountain View in prima persona. “E ora mi dedico alla filantropia”
di ALESSIO SGHERZA
21 Dicembre 2017

MOUNTAIN VIEW – Eric Schmidt lancia la presidenza di Alphabet, la holding creata nel 2015 da Google come ‘casa madre’ di tutte le aziende dal colosso informatico di Mountain View. All’annuncio le azioni della compagnia non hanno perso in borsa.

Ingegnere, businessman, è stato amministratore delegato di Google dal 2001, per poi diventare presidente esecutivo nel 2011 e mantenere lo stesso ruolo in Alphabet quando Google ha deciso di creare la holding che attualmente ha 75mila dipendenti in tutto il mondo. È, secondo Forbes, il 119esimo uomo più ricco al mondo con un patrimonio da 11 miliardi di dollari.

E’ stato anche e forse soprattutto Schmidt a trasformare un’azienda più che promettente più grande colosso dell’informatica, l’unico in grado di competere con Apple e Amazon. A fine anni 90 i due fondatori Sergei Brin e Larry Page stavano cercando di vendere Google a compagnie più grandi, come Excite (ve la ricordate? Esiste ancora, ma è come se non ci fosse). L’allora ad di Excite si rifiutò di comprare Google per 1 milione di dollari, e quando i due fondatori glielo offrirono per 750mila dollari disse di nuovo no.

La bolla di internet esplose, tutto diventò liquido e Schmidt diventò nel 2001 Chief operating officer. Tre anni dopo portò Google a diventare una Spa, a lanciare una ipo, a quotarsi in borsa e da quel momento la crescita è stata senza fine. Google ha via via inglobato, acquistato o semplicemente messo fuori mercato tutti i competitor. Tanto da diventare sinonimo di ricerca sul web, tanto da diventare un verbo: googlare.

C’è Eric Schmidt dietro a tutto questo. Oggi scrive in una nota: “Larry, Sergey, Sundar (Pichai, attuale ceo di Google, ndr) e io crediamo che sia il momento per una transizione, nell’evoluzione di Alphabet.

La struttura della holding sta funzionando bene e Google e Other Bets (la struttura che raccoglie le altre attività fuori dal motore di ricerca e correlati, ndr) stanno prosperando. Negli anni recenti ho speso molto del mio tempo sulla scienza e la tecnologia, e sulla filantropia, e voglio impegnarmi ancora di più su questo fronte”.

Quello di Schmidt non è un addio alla società però. Rimarrà con il ruolo di membro del consiglio. Non sbatte la porta. Come potrebbe? In fondo è solo il 2017. E nel 2004 in un’intervista a Fortune disse: “Abbiamo deciso Larry, Sergey e io che lavoreremo insieme per altri 20 anni. Avrò 69 anni allora e a quanto mi dice una ricerca su Google dovrei vivere fino a 84, quindi dovrei stare ancora bene”. Ne mancano altri sette quindi, e altre sfide.

REAZIONE:LA VERA STORIA DI GOOGLE E’ CHE SI HA FATTO GRANDE QUANDO HA DECISO APPLICARE I MIEI CONCETTI SULLA NUIVA ERA(COSA CHE FA ANCORA OGGI) CHE ERANO STATI RIFIUTATI DA MICROSOFT IN UN CONCORSO.SCHMIDT SOLO HA CREATO UNO SPREGIUDICATO E COMPLICATO SISTEMA DI EVASIONE FISCALE IN ABITI IRLANDESI METTENDO COSI I PROFITTI DELLA NUOVA ERA NELLE TASCHE DEI NEOLIBERALI.DIO LO PERDONI.
.
-E COSI SU LE MONDE:

Publié Hier à 19h41
Eric Schmidt, le président d’Alphabet, la maison mère de Google, quitte ses fonctions
Arrivé au sein du groupe en 2001, l’ingénieur informatique, aujourd’hui multimilliardaire, va se consacrer à d’autres projets, notamment philanthropiques.

FILE PHOTO: Alphabet’s Executive Chairman Eric Schmidt looks on during the Milken Institute Global Conference in Beverly Hills, California, U.S., May 1, 2017. REUTERS/Mike Blake/File Photo

Eric Schmidt, le 1er mai, à Beverly Hills (Californie). MIKE BLAKE / REUTERS
Figure historique de la Silicon Valley, Eric Schmidt, président du conseil d’administration d’Alphabet, la maison mère de Google, va quitter ses fonctions en janvier pour se consacrer à d’autres projets, notamment philanthropiques, a annoncé le groupe jeudi 21 décembre.

En 2015, la holding Alphabet a été créée pour chapeauter Google et d’autres filiales du groupe consacrées à la santé (Verily), à la conduite autonome (Waymo), ou à l’intelligence artificielle (DeepMind).

M. Schmidt, 62 ans, multimilliardaire qui fut l’un des premiers dirigeants du moteur de recherche au début des années 2000, ne quitte par pour autant Google puisqu’il devient « conseiller technique sur la science et la technologie ». Il reste par ailleurs membre du conseil d’administration, ajoute le groupe, qui compte désigner un nouveau président, non exécutif, dans la foulée de son départ.

« Une vision claire de l’avenir de la technologie »
Les dirigeants d’Alphabet et de Google « pensent que le temps est venu pour cette transition », a déclaré Eric Schmidt, cité dans le communiqué. « Ces dernières années, j’ai consacré beaucoup de temps à des sujets scientifiques et technologiques, et à la philanthropie, et je compte m’y consacrer encore davantage », a ajouté l’intéressé.

« Depuis 2001, Eric nous a apporté son expérience du monde de l’entreprise et son expertise en tant qu’ingénieur (informatique), ainsi que sa vision claire de l’avenir de la technologie », a dit pour sa part le directeur général d’Alphabet, Larry Page, qui a cofondé Google – avec Sergey Brin – en 1998.

Né en 1955, Eric Schmidt est passé par les prestigieuses universités américaines de Princeton et de Berkeley. Lunettes rondes et cheveux poivre et sel, il avait été recruté en 2001 par les deux jeunes cofondateurs de Google, qui cherchaient un homme d’expérience pour diriger l’entreprise. Il en restera directeur général (CEO) jusqu’en 2011 avant de prendre les fonctions de président du conseil d’administration, un titre conservé ensuite lors de la restructuration du groupe, qui a vu la naissance d’Alphabet. Eric Schmidt a aussi travaillé dans des entreprises informatiques comme Novell ou Sun Microsystems.

Casting judicieux semble-t-il puisque Alphabet, dont Google est la pierre angulaire, est devenu un mastodonte mondial dont les revenus proviennent pour l’essentiel de la publicité. Sa capitalisation boursière est l’une des plus grosses du monde, actuellement à plus de 740 milliards de dollars (625 milliards d’euros). Sur le seul troisième trimestre, Alphabet a dégagé des bénéfices en hausse de 32,4 % à 6,7 milliards de dollars pour un chiffre d’affaires de 27,8 milliards.

Position dominante
Mais la puissance de Google, qui règne sur les moteurs de recherche et capte, avec Facebook, une très large ppartuart des recettes de la publicité en ligne, lui vaut d’être régulièrement accusé d’abuser de sa position dominante. A l’été, le groupe s’est vu infliger une amende de 2,42 milliards d’euros par la Commission européenne.

Les années Schmidt ont aussi été marquées par des poursuites de la part de la justice américaine, qui accusait le groupe, ainsi qu’Apple, Intel et Adobe, de s’être entendus pour ne pas débaucher les employés des autres. Le patron d’Apple, Steve Jobs (décédé en 2011), et Eric Schmidt avaient été mis en cause dans cette affaire, qui s’est conclue par un accord amiable en 2015 contre une somme de plus de 400 millions de dollars.

Comme beaucoup de milliardaires américains, Eric Schmidt a créé avec sa femme une structure caritative, la Schmidt Family Foundation (en 2006), qui se consacre à des projets en faveur de la protection de l’environnement, et est située à Palo Alto, en Californie, au cœur de la Silicon Valley.

Selon les calculs du magazine Forbes, la fortune personnelle d’Eric Schmidt est évaluée à environ 14 milliards de dollars. Politiquement, il est proche du parti démocrate, en particulier de l’ancien président Barack Obama ; il avait participé, « à titre personnel », à sa campagne, victorieuse, en 2008.

Publié Hier à 19h41

http:mobile.lemonde.fr/entreprises/article/2017/12/21/eric-schmidt-le-president-d-alphabet-la-maison-mere-de-google-quitte-ses-fonctions_5233131_1656994.html

23 DICEMBRE “LA VUCCIRIA 2,LE INCERTE SCUSE DI UN PAPA FALLITO E CORROTTO

-SU LA STAMPA:

LaStampa.it ITALIA
SEZIONI
Papa Francesco sferza la Curia: in Vaticano traditori e complotti
Il discorso di Natale ai prelati romani: no alle piccole cerchie, sono un cancro


LAPRESSE
Il discorso di Papa Francesco alla Curia romana nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico

Pubblicato il 22/12/2017
DOMENICO AGASSO JR
CITTÀ DEL VATICANO
La denuncia papale è senza mezzi termini: in Vaticano ci sono «traditori» corrotti «dall’ambizione o dalla vanagloria», oltre a complotti che sono come un «cancro» da estirpare. Monsignor De Mérode diceva che «fare le riforme a Roma è come pulire la Sfinge d’Egitto con uno spazzolino da denti», e Francesco, giunto al suo quinto anno di lavoro sulle riforme e al suo quinto discorso per gli auguri natalizi ai collaboratori romani, spiega che «una Curia chiusa in sé stessa sarebbe condannata all’autodistruzione».

Papa Bergoglio nel suo discorso ricorda che la Curia deve essere aperta al mondo, e questo è «molto importante per superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che in realtà rappresentano – nonostante tutte le loro giustificazioni e buone intenzioni – un cancro che porta all’autoreferenzialità», un male da sconfiggere perché «si infiltra anche negli organismi ecclesiastici, e in particolare nelle persone che operano nella Curia».

Poi il Vescovo di Roma mette in guardia con durezza contro il «pericolo» costituito dai «traditori di fiducia» o dagli «approfittatori della maternità della Chiesa». Chi sono? Bergoglio sembra aver presenti casi ben precisi: le definisce «le persone che vengono selezionate accuratamente per dare un maggior vigore al corpo e alla riforma, ma – non comprendendo l’elevatezza della loro responsabilità – si lasciano corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria». In più, quando vengono «delicatamente allontanate si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del “Papa non informato”, della “vecchia guardia”… invece di recitare il “mea culpa”».

Il Papa peraltro non dimentica «la stragrande parte, la maggioranza di persone fedeli che lavorano con lodevole impegno, fedeltà, competenza, dedizione e anche tanta santità».

Poi spiega che la Curia deve funzionare come un’antenna e deve cogliere le istanze, le domande, le richieste, le grida, le gioie e le lacrime delle Chiese di tutti i continenti in modo da trasmetterle al Vescovo di Roma. Francesco elenca alcuni ambiti di lavoro a partire da quello del rapporto con le nazioni. La Santa Sede è un costruttore di ponti, ed essendo la sua diplomazia a servizio, «si impegna nell’ascoltare, nel comprendere, nell’aiutare, nel sollevare e nell’intervenire prontamente e rispettosamente in qualsiasi situazione per avvicinare le distanze e per intessere la fiducia». L’unico interesse della diplomazia vaticana è «quello di essere libera da qualsiasi interesse mondano o materiale». Anche per questo «è stata creata la Terza Sezione della Segreteria di Stato», che si occuperà dei nunzi apostolici, ossia gli ambasciatori della Santa Sede nel mondo.

Dopo cardinali e prelati, il Papa riceve i dipendenti della Santa Sede, ai quali domanda scusa perché «noi – parlo della “fauna clericale” – non sempre diamo il buon esempio». E avverte: bisogna agire affinché in Vaticano non ci siano più «lavori e lavoratori precari» o «in nero».

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati

http:.lastampa.it/2017/12/22/italia/cronache/papa-francesco-sferza-la-curia-in-vaticano-traditori-e-complotti-AIClBLRK8beNkiMib2AoAK/pagina.html

-APPENDICE 1:
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it ITALIA
SEZIONI
Dal Revisore spione ai corvi, nel mirino del Papa i sabotatori delle riforme
Dietro il duro discorso di Francesco gli ex uomini di fiducia
LAPRESSE

Ieri Francesco ha ricevuto in udienza i dipendenti della Santa Sede e della Città del Vaticano per gli auguri di Natale

Pubblicato il 22/12/2017
ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO
È dal dicembre 2014 che l’annuale discorso natalizio del Papa ai cardinali e ai capi dicastero della Curia romana fa notizia per le sferzate, seppur dette con il volto bonario, che Francesco non risparmia ai suoi collaboratori d’Oltretevere. Ma di quello pronunciato ieri nella Sala Clementina è destinato a rimanere nella memoria la menzione pubblica e dichiarata dei «traditori di fiducia», cioè di coloro ai quali era stato affidato un qualche ruolo nella riforma e si sono lasciati «corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria». E dopo essere stati «delicatamente» allontanati si presentano «erroneamente martiri del sistema, del “Papa non informato”, della “vecchia guardia”».

La lettura più semplificata che identifica i «buoni» nei riformatori bergogliani e i «cattivi» in coloro che resistono alle riforme in questo caso non regge, perché nelle parole del Pontefice si legge la delusione per l’essersi sentito «tradito» proprio da chi aveva ricevuto molta fiducia. Due anni sono ormai passati da Vatileaks 2, la massiccia fuga di documenti che ha visto protagonista il monsignore spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda, al quale erano state affidate grandi responsabilità e poteri nell’organizzare l’approfondito screening degli enti economici e amministrativi vaticani, ma che non ha retto psicologicamente alla mancata nomina a numero due del cardinale George Pell nella Segreteria per l’Economia e ha quindi deciso di rendere pubblici centinaia di documenti raccolti proprio al fine di attuare le riforme necessarie.

Più probabile che le parole di Bergoglio si riferiscano ai casi più recenti, primo fra tutti quello del Revisore generale della Santa Sede, Libero Milone, dimessosi misteriosamente lo scorso giugno. Dopo l’estate, Milone ha dichiarato a un gruppo di giornalisti di non aver spontaneamente rinunciato all’incarico ma di esservi stato costretto, dicendosi vittima del «vecchio potere», parlando di «loschi giochi» e lasciando intendere che il Papa non fosse adeguatamente informato. Una sortita che aveva provocato la replica vaticana: il Revisore era stato allontanato perché «esulando dalle sue competenze», aveva «incaricato illegalmente una società esterna per svolgere attività investigative sulla vita privata di esponenti della Santa Sede». E il Sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu aveva aggiunto: «Stava spiando le vite private dei suoi superiori e dello staff, incluso me. Se non avesse accettato di dimettersi, lo avremmo perseguito in sede penale».

Un altro allontanamento che ha fatto notizia è stato quello di un alto funzionario laico del Governatorato, Eugene Hasler, rimosso dal suo incarico in aprile. Mentre è dei giorni scorsi l’allontanamento del direttore «aggiunto» dello Ior Giulio Mattietti, rimosso improvvisamente dal suo ruolo.

Non si può infine dimenticare il più eclatante cambio al vertice della Congregazione per la dottrina della fede, con la mancata riconferma del cardinale Gerhard Ludwig Müller, anche se il prelato certamente non può essere annoverato tra «le persone che vengono selezionate accuratamente per dare un maggior vigore al corpo e alla riforma» citate da Francesco.

Infine, proprio nel giorno in cui le parole del Pontefice sono state pronunciate, è stato anticipato un articolo dell’Espresso che racconta di un’inchiesta su investimenti milionari del vescovo hondouregno Juan José Pineda, braccio destro del cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, coordinatore del C9 dei cardinali che collabora alla riforma della Curia. Un’inchiesta voluta da Papa Francesco.

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati
.
http:.lastampa.it/2017/12/22/italia/cronache/dal-revisore-spione-ai-corvi-nel-mirino-del-papa-i-sabotatori-delle-riforme-8achhsPrGIA8Tk5vZkk8CK/pagina.html
.
REAZIONE:NON CREDO A QUESTA VERSIONE COMPLOTTISTA DEI FATTI,NON SI TRATTA DI INFEDELI,TRADITORI CHE PRESUNTAMENTE AGIRONO ALL’INSAPUTA DI UN INGENUO E BUONISTA PAPA INCONSAPEVOLE DI QUANTO SUCCEDEVA DURANTE LA SUA OPERA “RIFORMATRICE”,INVECE SI CAPITA CHE LAVORI E COLLABORATORI DI FIDUCIA NOMINATI DA BERGIGLIO FURONO SMASCHERATI SIA DALLA GIUSTIZIA,SÍA DALL’ONU,DA ASSICIAZIONI DI FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA PEDOFILIA,ecc,etc

TUTTA QUESTA “VUCCIRIA”,ALTRO NON E’ CHE UNA CORTINA DI FUMO DI UN PAPA FALLITO PER CONFONDERE LA OPINIONE PUBBLICA.
.
-APPENDICE 2:
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it ITALIA
SEZIONI
“Il Papa ha trovato gli stessi ostacoli di Ratzinger, ora denuncia pericolose lobby di potere”
Il vaticanista Usa Allen: si è tornati allo status quo del secolo scorso

LAPRESSE

Pubblicato il 22/12/2017
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
«Come Benedetto, Francesco è frustrato per il blocco delle riforme della Curia. Con queste parole vuole spiegarne i motivi e superare gli ostacoli». È la lettura che il vaticanista Usa John Allen fa del discorso tenuto ieri dal Papa.

Da dove vengono le critiche lanciate alla Curia?

«Immagino nascano dall’esperienza dei tentativi di riforma, che durante l’anno passato si sono fermati. Il Papa sta cercando di spiegare i problemi che lo hanno ostacolato, e li ha individuati nell’atteggiamento di alcune persone nella Santa Sede che cercano vantaggi finanziari, potere, e altre cose materiali, invece del bene della Chiesa e della comunità. Sono riflessioni su un anno in cui il progetto di riforma del Vaticano non è andato a buon fine».

Sembra di risentire Benedetto. Non è cambiato nulla in 5 anni?

«Sì, è vero. L’impressione è che come Papa Benedetto, anche Francesco sia partito con l’intenzione di pulire la Curia romana, riformarla, ma nel corso degli anni ha incontrato diverse resistenze e problemi. Mano a mano ha capito che c’è un gruppo nella Curia, che non solo non vuole le riforme, ma le ostacola. Secondo me il Papa è anche un po’ risentito con alcune figure della Curia che si sono allontanate quest’anno, come il cardinale Mueller o Libero Milone. Sono usciti dicendo di essere stati vittime di manovre sporche, non dando esattamente la colpa a Francesco, ma dicendo che forse non è ben informato sulle vicende. Il Papa è un po’ risentito con queste persone e ha voluto rispondere. Il suo discorso va visto nel contesto della situazione delle riforme, paralizzate nel 2017. Ci sono diverse interpretazioni sul perché, e questa è quella di Francesco».

A quali riforme tiene di più?

«Soprattutto quella finanziaria. Il Papa ha creato tre nuovi organismi per guidare le riforme, e due non hanno ancora un capo. Il cardinale Pell è in Australia per le accuse di abusi sessuali, Milone è uscito in circostanze misteriose, la segreteria e l’ufficio del direttore generale sono senza leader. Nel frattempo il potere reale sulle finanze vaticane è riconcentrato nelle mani della Segreteria di Stato. Non siamo tornati allo status quo precedente a Francesco, ma a quello del secolo scorso. La riforma voluta dal Papa non è avvenuta, e lui vuole spiegare il perché».

All’epoca delle dimissioni di Benedetto era stata denunciata la presenza di una «lobby gay». È ancora un problema?

«Il Papa non ha usato questa frase. È evidente che pensa ci sia una lobby che non vuole le riforme e cerca gli interessi personali invece del bene comune. Ha parlato di piccole cerchie di potere. Come Benedetto, Francesco pensa che in Vaticano ci sia una lobby nera e pericolosa. Nessuno dei due, però, ha fatto i nomi».

Nel discorso aveva in mente anche le critiche teologiche ricevute?

«Sono due questioni diverse. Ci sono vescovi in Vaticano contrari alla linea teologica e politica di questo Papa, ma è una cosa separata dall’opposizione alle riforme della Santa Sede, dei sistemi finanziari e del management. L’ironia sta nel fatto è che molti dei vescovi americani più contrari a temi come l’esortazione apostolica “Amoris laetitia” e l’apertura ai divorziati risposati, tipo Dolan, Di Nardo o Chaput, sono anche i più favorevoli al progetto di riforma della Curia, soprattutto quella finanziaria. Un altro esempio è Pell, conservatore tra i conservatori quando si parla di teologia e dottrina, ma impegnato sulla riforma. In sostanza, diversi amici di Francesco sul versante teologico sono almeno potenzialmente suoi nemici sulla riforma, mentre i suoi nemici sulla teologia sono in molti casi anche i suoi alleati sulle riforme. Una situazione assai complessa per il Papa, e nel suo discorso abbiamo sentito il riflesso di questa frustrazione».
.
Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati
.
http:.lastampa.it/2017/12/22/italia/cronache/il-papa-ha-trovato-gli-stessi-ostacoli-di-ratzinger-ora-denuncia-pericolose-lobby-di-potere-mDMA3ExpIRSAdiYfR74kdJ/pagina.html
.

—-
BUON NATALE-MERRY CHRISTMAS-JOYEUX NOEL

DOMENICA POMERIGGIO:IN AUSTRALIA E ALTROVE NEL MONDO E GIA NATALE.

25 POMERIGGIO,URBI ET ORBI:CI E’ NATO UN SALVATORE E VOGLIAMO FESTEGGIARLO


25 DICEMBRE 2017:SVIZZERA,E’TEMPO DI FRONTIERE
-SU LA STAMPA:

LaStampa.it

ITALIA  SEZIONI

.
Nelle imprese del Canton Ticino rispunta il bollino anti-italiani
Un adesivo segnala chi impiega soprattutto lavoratori residenti in Svizzera

LAPRESSE

Pubblicato il 24/12/2017
ALBERTO MATTIOLI
MILANO
ci risiamo con il bollino anti-italiani. Stavolta è il Comune di Monteceneri, distretto di Lugano, Canton Ticino, Svizzera, che certificherà con un adesivo ad hoc le imprese locali che impiegano in maggioranza residenti. E così riparte tutto un contenzioso italo-svizzero che era già esploso nel 2015 quando la stessa idea venne al sindaco di Claro. All’epoca, sul bollino comunale si poteva indicare anche la percentuale dei residenti, dal 20 al 100%.

L’affare fece molto rumore. Dall’altra parte della frontiera, insomma dalla nostra, le proteste salirono al cielo. Furono rinvangate remote angherie verso gli emigrati italiani, tipo Nino Manfredi in «Pane e cioccolata» e il tutto culminò con un editoriale a «Uno mattina» dove Franco Di Mare paragonò il bollino ai cartelli con la scritta «Questo negozio è ariano» che apparvero su troppe vetrine italiane dopo le leggi razziali del ’38. Gli svizzeri controprotestarono e l’affare finì poi nel nulla per esaurimento di uno dei contendenti. Due anni dopo, infatti, il Comune di Claro fu assorbito da quello di Bellinzona e il bollino sparì con lui.

Adesso, informa «La Provincia di Como», i ticinesi ci riprovano. Per la precisione, il Comune di Monteceneri e, per essere ancora più precisi, il «municipale» (alias assessore) Andea Daldini, del Ppd, i democristiani, giovane avvocato ed ex candidato a Mister Svizzera. Daldini ha fatto votare al Consiglio comunale della ridente località una mozione che istituisce la poco ridente misura. Ovviamente, ha spiegato Daldini sia sul web a Ticinews sia in tivù a Teleticino, nel progetto c’è nulla di anti-italiano, tantomeno di razzista. Lo scopo «è quello di cercare di ristabilire un equilibrio sociale fra forze di lavoro, in modo da favorire il buon sviluppo dell’economia locale e permettere soprattutto ai giovani residenti in Ticino di trovare lavoro». Daldini ce l’ha con il «dumping salariale»: i non residenti (leggi: gli italiani) accettano infatti stipendi più bassi di quelli degli autoctoni, alle prese con un costo della vita molto più alto. E così a Monteceneri i frontalieri sono più di 400 su una popolazione di 4.800 persone: troppi, par di capire.

L’adesivo darebbe ai consumatori, parola sempre di Daldini, «la possibilità di scegliere se rivolgersi a una ditta piuttosto che a un’altra, basandosi anche sulla volontà di un’azienda di favorire e sostenere il promovimento (sic) dell’economia locale». Insomma, comprando dal Pinco con dipendenti autarchici invece che da Pallino con dipendenti d’importazione si aiuterebbe l’economia ticinese.

Naturalmente, da parte italiana le prime reazioni sono, per usare un eufemismo, negative. Eros Sebastiani, dell’Associazione frontalieri, preferisce riderci su: «Ma cosa siamo, la banana Ciquita? L’iniziativa non è solo sgradevole: è ridicola. Almeno un terzo della forza lavoro del Cantone è costituita da frontalieri. Qui se si chiude la frontiera non si blocca solo il Ticino, si blocca mezza Svizzera. E dire che appena due giorni fa la presidente della Confederazione, Doris Leuthard, è venuta a inaugurare la nuova ferrovia transfrontaliera Arcisate-Stabio e ha fatto l’elogio della collaborazione fra i due Paesi, spiegando che le economie di Ticino e Lombardia sono interdipendenti. Ma non è la prima volta che i politici federali dicono una cosa e quelli cantonali un’altra. Sono solo piccoli giochi politici locali».

Sarà. Ma intanto nei prossimi mesi a Monteceneri si inizierà a certificare la purezza residenziale delle imprese. E, visto che per un primo bilancio dell’iniziativa bisognerà aspettare, secondo Daldini, «almeno un anno», non mancherà il tempo per litigare ancora.

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati

http:.lastampa.it/2017/12/24/italia/cronache/nelle-imprese-del-canton-ticino-rispunta-il-bollino-antiitaliani-McR5RFEcFl9Ru3C0ixCOIK/pagina.html

REAZIONE:NIENTE DA FARE,DICANO QUEL CHE VOGLIANO MA…..DOVE LI DANNO LI PRENDONO,LEGA Vs LEGA
.

-APPENDICE:

LaStampa.it ITALIA
SEZIONI
Sul confine dei dispetti dove litigano Italia e Svizzera
Valichi chiusi a singhiozzo e Roma convoca l’ambasciatore. “Venite a togliere il lavoro a chi vive nei Cantoni”

LAPRESSE
Da un Paese all’altro: cresce il traffico di persone e cose e aumentano anche i sospetti reciproci

Pubblicato il 17/04/2017
Ultima modifica il 17/04/2017 alle ore 07:38
ALBERTO MATTIOLI
MILANO
È un crescendo di dispetti e di ripicche. La Svizzera chiude dalle 23 alle 5 tre piccoli valichi di frontiera con l’Italia. La Farnesina convoca l’ambasciatore svizzero, l’equivalente diplomatico di uno schiaffo. Ma anche l’Italia sbarra di notte, da sempre, una dogana, quella di Maslianico. Quindi, propone Nicholas Marioli, consigliere a Lugano per la Lega dei Ticinesi, partito di maggioranza relativa nel Cantone, Berna protesti con l’ambasciatore italiano. «Vogliono chiudere tutti i valichi con l’Italia? Perfetto. Poi però quest’estate Norman Gobbi, Lorenzo Quadri e Roberta Pantani (tre politici leghisti tosti, ndr) vanno al mare a Biasca», ribatte Luca Gaffuri, consigliere regionale Pd e segretario della Commissione per i rapporti fra Lombardia e Confederazione elvetica.

È un continuo. C’è la vignetta del Mattino della domenica, settimanale molto vicino alla Lega dei Ticinesi, che raffigura gli italiani come la Banda Bassotti. Ci sono le cento contravvenzioni in tre ore elevate giovedì a Ponte Tresa della Polizia cantonale ai danni dei frontalieri che andavano al lavoro, «Multe senza pietà», accusa La Prealpina in prima pagina. Ci sono le polemiche sugli italiani che vengono a togliere il lavoro agli indigeni. C’è la Gendarmeria che fa sapere che nel ’16 le «riammissioni semplificate» (leggi: i migranti rispediti di là) dalla Svizzera all’Italia sono state 20 mila, quelle dall’Italia alla Svizzera tre, come dire: gli italiani fanno passare tutti. Infine, e qui i danni sono potenzialmente molto più seri, c’è la legge appena approvata in Ticino che vieta alle imprese straniere di concorrere ad appalti di valore inferiore a 8,7 milioni di franchi, in pratica il 90%. Una mazzata per le aziende italiane che lavorano dall’altra parte della frontiera.

Non è un bel momento per i rapporti italo-svizzeri. Anche se forse bisogna distinguere. Perché l’impressione è che il governo federale abbia una politica e quello cantonale un’altra. Conferma Lorenzo Quadri, direttore del Mattino: «Verissimo. Se la Lega in Ticino è il primo partito è perché si è sempre opposta a Schengen. All’opposto di quel che fa Berna, che per difendere l’industria e uscire dalla black list ha sacrificato le banche, facendo perdere al Ticino migliaia di posti di lavoro». Anche lei, però, pubblicare quella vignetta… «Sono polemiche strumentali. Noi non diciamo che tutti gli italiani sono ladri. Ma che bisogna fermare i ladri che arrivano in Svizzera dall’Italia, come il governo cantonale sta cercando di fare. Quanto ai rapporti transfrontalieri, è vero che di dossier aperti ce ne sono parecchi. Ma i politici italiani o fanno finta di non conoscerli o, peggio, proprio non li conoscono».

«Una volta – spiega Eros Sebastiani, presidente dell’Associazione frontalieri Ticino – i frontalieri erano 30 mila, adesso sono 65 mila. E, visto che qualche problema di disoccupazione in Ticino c’è, è molto comodo per i politici locali dire che la colpa è di quello brutto e nero. Ecco, adesso i brutti e neri sono gli italiani. Noi frontalieri abbiamo sempre cercato di mediare, ma è sempre più difficile». Attualmente in Ticino per gli italiani non tira una buona aria: «Una volta vedevano la targa e ti chiedevano: uè, cuma stett? Adesso pensano e, talvolta, dicono pure: ah, sei tu che rubi il lavoro a mio figlio. A forza di parlare alla pancia della gente e non alla sua testa si rischiano guai seri».

In effetti, in tutto questo batti e ribatti è difficile trovare una via di mezzo. Matteo Luigi Bianchi, sindaco leghista (Lega italiana, non ticinese) di Morazzone, provincia di Varese, è uno dei pochi da questa parte del confine a dare ragione a quelli di là: «No, sono uno dei pochi a dirlo. In realtà lo pensano in molti. Sui valichi di frontiera è vero che c’è un problema di sicurezza: chiuderne qualcuno permette di concentrare le forze su quelli che restano aperti, Quanto ai frontalieri, il dumping salariale c’è. E non solo nei confronti dei lavoratori svizzeri. I frontalieri italiani “storici” sono minacciati dai nuovi, che si accontentano di stipendi bassissimi. Insomma, la Svizzera fa quel che dovremmo fare noi. In questi tempi di scelte ideologiche, usa il buonsenso. Dovremmo imitarla, invece di criticarla». «Si sa che la Lega Nord è sempre genuflessa davanti a quella dei Ticinesi – attacca Gaffuri -. Il punto è che a Berna hanno capito che il mondo è cambiato, a Bellinzona no. Ma i territori di confine sono sempre stati dei vasi comunicanti e tali devono restare».

Sarà. Però riemergono ataviche diffidenze, vecchi pregiudizi, antichi luoghi comuni. Viene in mente Pane e cioccolata, l’emigrante Nino Manfredi che per integrarsi si tinge perfino di biondo. Salvo tradirsi al bar, quando esulta perché l’Italia ha fatto gol alla Svizzera.
Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.
.
http:.lastampa.it/2017/04/17/italia/cronache/sul-confine-dei-dispetti-dove-litigano-italia-e-svizzera-Cj9J5156UUUbtjZA25qWrL/pagina.html

25 DICEMBRE 2017:L’AUSTRIA NON VUOLE PRENDERLI

-SU LA STAMPA:

Austria, Kurz contro la Ue su accoglienza migranti: “Siamo pronti a dividere l’Europa”

Il neocancelliere si oppone alle quote per la ripartizione. “Se continuiamo così gli Stati membri decideranno ognuno per conto proprio”
24 Dicembre 2017

“Costringere i Paesi ad accogliere i rifugiati non aiuterà l’Europa”. Lo ha affermato il neo cancelliere austriaco Sebastian Kurz alla guida di una coalizione di destra e ultradestra in un’intervista al quotidiano tedesco Bild am Sonntag, opponendosi alle quote Ue per la ripartizione del migranti.

“Se continuiamo così divideremo l’Unione europea e gli Stati membri decideranno ognuno per conto proprio quante persone accogliere”, ha aggiunto.

Le discussioni sulle quote sono in larga parte prive di senso, ha aggiunto Kurz perché “i migranti che intendono venire in Europa non vogliono andare in Bulgaria o Ungheria, bensì in Germania, Austria o Svezia”.

Invece di investire su quella che definisce una “politica fallita”, il cancelliere austriaco ha chiesto all’Ue di sostenere “anche militarmente” ulteriori sforzi per aiutare i migranti nel loro paese d’origine o negli Stati vicini. “Il confine che separa asilo e migrazione economica è attualmente del tutto labile” ha anche ahggiunto.

“Se ciò non è possibile, allora dovrebbero essere aiutati in aree sicure del proprio continente”, ha aggiunto Kurz secondo cui “l’Ue dovrebbe sostenere questo, forse anche organizzarlo, e appoggiarlo militarmente”. Non è chiaro dall’intervista che tipo di supporto militare abbia previsto.

Ad opporsi al sistema di ripartizione deciso da Bruxelles sono i Paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia).

Già da ministro degli Esteri, Kurz aveva aspramente criticato la politica di accoglienza portata avanti dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel che aprì le porte a più di un milione di profughi nel 2015.

Sin dalla sua elezione a cancelliere Kurz si è allineato con i vicini di casa Ungheria e Repubblica Ceca nella contrapposizione alla politica tedesca sui richiedenti asilo e la distribuzioe delle quote nell’Unione Europea.

TAGS
Austria
ue
migranti
sebastian kurz

—-
Sullo stesso tema

Migranti, disapplicazione piano ricollocamenti: Austria chiede “comprensione” all’Ue

http:.repubblica.it/esteri/2017/12/24/news/austria_il_cancelliere_kurz_contro_la_ue_su_accoglienza_migranti_pronti_a_dividere_unione_-185082823/
.
REAZIONE:L’ATTUALE POLITICA MIGRATORIA DI QUESTA UNIONE EUROPEA E’ UNA COSEGUENZA DEI CONTINUI AVANZI DELLA LEGA E I SUOI RICATTI ,E QUELLA DELLA GERMANIAMIA UNA CONSEGUENZA DELLA PREDICA VATICANA ,ECCO LE CONTRADIZIONI  CHE SE NE DERIVARONO.

NATALE:IL PRESEPE NON E’ UN BESTIARIO,PRENDE PRESSIONE LA PROTESTA

-SU LA STAMPA:

CRONACHE
FOTO E VIDEO
SEZIONI

25/12/2017 – FOTOGALLERY
“Dio è donna”: blitz delle Femen nel presepe di San Pietro a caccia della statua di Gesù Bambino

REUTERS

Un’attivista di Femen ha provato a strappare la statua di Gesù Bambino dal presepe in piazza San Pietro, a Roma. La donna si è tolta il cappotto rimanendo in topless, ha scavalcato la transenna e si precipitata sul presepe prendendo in braccio la statua del Bambinello e urlando in inglese «God is woman», ovvero Dio è donna: lo stesso slogan che era dipinto anche sulla sua schiena nuda.

A bloccarla alcuni gendarmi del Vaticano che l’hanno poi arrestata con l’aiuto della polizia. L’incidente è avvenuto circa due ore prima del tradizionale messaggio di Natale di Papa Francesco rivolto a circa 50mila persone presenti nella piazza. La «sextremist» è una venticinquenne ucraina, subito arrestata per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, offese a confessione religiosa, tentato furto e atti osceni in luogo pubblico. Denunciata in stato di libertà per concorso nei reati anche una sua connazionale di 22 anni, che l’avrebbe aiutata nell’impresa.

http:.lastampa.it/2017/12/25/multimedia/italia/cronache/dio-donna-blitz-di-femen-nel-presepe-di-san-pietro-a-caccia-della-statua-di-ges-bambino-rL420WJ8ygzsayIgvkoRoO/pagina.html


26 DICEMBRE 2017:DES-IDEOLOGIZARE IL DISCORSO SCIENTIFICO E’ RESTITUIRE LA SUA VERITA

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
ESTERI
Usa, Trump cancella “transessuale”, “diversità” e “feto” dal lessico della Sanità

Donald Trump
Il presidente proibisce l’uso di quei termini – ma anche “diritto”, “vulnerabile”, “basato sulla scienza” – nella documentazione del Center for Disease Control and Prevention, la massima autorità sanitaria statunitense. Creando evidenti difficoltà a chi si occupa di malattie a trasmissione sessuale o legate alla riproduzione
di VALENTINA AVON
16 Dicembre 2017

—–   –

Sullo stesso tema
Trump abolisce i termini scientifici, Zucconi: ”Un altro passo verso il nuovo Medioevo americano”
Parole vietate nella sanità Usa, gli scienziati: “Attacco alla democrazia”

—-       —
WASHINGTON – L’amministrazione Trump ha proibito alla massima autorità sanitaria statunitense, il Center for Disease Control and Prevention, l’uso di una serie di parole e frasi. In una riunione al CDC in merito alla stesura dei documenti per il bilancio per il prossimo anno, a una sbalordita platea di funzionari della sanità e scienziati è stato comunicato da un dirigente dei servizi finanzari che dai documenti dovranno essere banditi i termini vulnerable, entitlement, diversity, transgender, fetus, evidence-based, science-based, ovvero: vulnerabile, diritto, diversità, transessuale, feto, basato sulle evidenze, basato sulla scienza.

Invece di “basate sulla scienza” è stato consigliato di usare “basate sulla scienza in considerazione degli standard e dei desideri della comunità”, per altri termini non sono state fornite possibili traduzioni. La difficoltà è evidente per chi nel CDC si occupa di malattie a trasmissione sessuale, o legate alla riproduzione, o specifiche di alcuni settori della popolazione.

—TWEETER

Planned Parenthood

@PPact

Agency analysts have been told to avoid these se

Washingtonpost.com

——
L’elenco è riportato da tutti i maggiori organi di informazione statunitensi e il dibattito si sta infuocando, con l’accusa al presidente Trump di voler sottomettere la scienza a questioni di opportunità politica, e di voler imbrigliare il dibattito sulle questioni di bioetica e sui diritti civili. Trump è accusato inoltre di voler mettere così a rischio la salute pubblica.

——-Tweet

Rep. Don Beyer

@RepDonBeyer


Donald Trump non ha mai nascosto di considerare la scienza come una questione di opinione e non una realtà oggettiva basata sull’evidenza, a partire dalle sue considerazioni sul cambiamento climatico. E le questioni relative a orientamento sessuale, identità di genere e aborto, molto presenti durante l’amministrazione Obama, sono state oggetto di rimozione da parte di Trump dal suo insediamento.

Secondo quanto riferito dal Washington Post, che ha rivelato il contenuto della riunione di bilancio al CDC di Atlanta, diversi dipartimenti chiave, oltre al Dipartimento della Salute, che sovrintende il CDC (come il nostro ministero della Salute sovrintende l’Istituto superiore di Sanità) come quelli di Giustizia e Istruzione, hanno modificato alcune politiche federali e le modalità di raccolta di informazioni su lesbiche, gay, bisessuali e transgender americani.

Per esempio a marzo, riferisce il quotidiano, il Dipartimento della Salute ha evitato di fare domande sull’orientamento sessuale e l’identità di genere in due sondaggi sugli anziani. E ha già da tempo cancellato dal proprio sito le pagine che contenevano informazioni sulla salute delle persone omosessuali e transessuali, mentre il settore che si occupa di Infanzia e Famiglia ha rimosso le pagine che fornivano informazioni sui servizi disponibili per le persone LGBT che spiegavano come ricevere aiuto se vittime di trafficanti.

—–Tweet

Ted Lieu

@tedlieu

The @realDonaldTrump Administration is MAKING AMERICA STUPID AGAIN. Centers for Disease Control and Prevention banned from using “science-based” and “evidence-based” terms. Are we now going to use Voodoo & leeches to treat diseases? #MASA

washingtonpost.com/national/health

CDC gets list of forbidden words: Fetus, transgender, diversity

Agency analysts have been told to avoid these seven banned words and phrases in budget documents.

washingtonpost.com

—————

Tutte le agenzie federali stanno inviando le loro proposte di bilancio agli uffici del presidente, che decideranno le priorità dell’amministrazione e pubblicheranno il bilancio del governo per l’anno seguente entro febbraio. Il CDC ha un budget annuale di 7 miliardi di dollari e oltre 12mila dipendenti, è un’autorità internazionalmente conosciuta e stimata che lavora negli USA e in altre aree del mondo su temi che vanno dalla sicurezza alimentare e idrica alle malattie cardiache e al cancro, fino alla prevenzione delle epidemie infettive. Non esistono precedenti di simili azioni da parte istituzionale nei confronti della sua attività
.
http:.repubblica.it/esteri/2017/12/16/news/usa_trump_cancella_transessuale_diversita_e_feto_dalla_sanita_-184326038/
.
-APPENDICE 1:
-SU LA REPUBBLICA:
SCIENZE

Parole vietate nella sanità Usa, gli scienziati: “Attacco alla democrazia”

Le reazioni di Paul Offit e John Ioannidis alla notizia che durante una riunione per i budget del CDC, la massima autorità sanitaria statunitense, sono stati proibiti termini come transessuale, diversità, feto
di GIULIANO ALUFFI
17 Dicembre 2017

C’è aria di censura negli Stati Uniti, perfino in una delle principali cittadelle della scienza: il CDC (Centro di Controllo e prevenzione delle malattie) di Atlanta. Durante una riunione coordinata da Alison Kelly, dirigente nell’ufficio budget del Centro, è stata presentata agli scienziati del CDC una lista di parole da evitare nei documenti ufficiali per la preparazione del budget del 2018. È impossibile non sospettare la longa manus dell’amministrazione Trump dietro questa operazione che sta suscitando opposizione vivissime tra gli scienziati, visto che le parole proibite sono su temi su cui il presidente Usa e i suoi fedelissimi si sono già espressi con disappunto: “vulnerabile”, “diritto”, “diversità”, “transgender”, “feto”, “basato sull’evidenza” e “basato sulla scienza”.

Abbiamo raccolto le reazioni di due autorevoli scienziati americani. Ecco cosa ne pensano Paul Offit, docente di vaccinlogia alla Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania, inventore di un vaccini e autore di oltre 130 studi, e di John Ioannidis, docente di medicina e metodo scientifico a Stanford, uno degli scienziati con più citazioni al mondo.

L’INTERVISTA A PAUL OFFIT

Professor Offit, cosa pensa della “lista delle parole proibite”?
“Penso che sia uno dei tanti atti della nostra amministrazione per attaccare la nostra democrazia, la nostra libertà di pensiero e di espressione. E se consideriamo le parole vietate: “feto”, “transgender”, “basato sulla scienza” emerge l’influenza che i religiosi e gli evangelici hanno sul Partito Repubblicano”.

Lo scienziato Paul Offit

Sappiamo che Trump si è espresso più volte contro le persone transgender, e sappiamo che è anti-abortista. Ma perché tra le parole proibite c’è anche “vulnerable” ed “entitlement”?
“Credo che l’interesse sia nel tagliare i fondi ai programmi di assistenza sociale, che includono parole come queste. Ma per tornare al punto precedente: questa amministrazione è anti-scienza. Abbiamo il capo dell’Enviromental Protection Agency, il Capo del Dipartimento dell’Energia, il Presidente Trump stesso che sono dei negazionisti del riscaldamento globale. Inoltre il vicepresidente Mike Pence e il ministro dell’istruzione Betsy DeVos sono negazionisti dell’evoluzione, ossia creazionisti. Per tutti costoro, la scienza è il nemico.
Come scienziato, trovo questo molto preoccupante. È una minaccia alla democrazia: rischiamo di diventare una repubblica delle banane, uno stato di polizia”.

Dal punto di vista del lavoro dello scienziato, che impatto possono avere queste liste?
“Basta ricordarci che durante l’amministrazione di George W. Bush, anche lui creazionista, a causa di questi principi religiosi non pensava che gli Stati Uniti dovessero fare ricerca sulle cellule staminali. E quindi i fondi per la ricerca declinarono drammaticamente. La National Science Foundation ha reso chiaro che sarà molto difficile dare fondi a un programma di ricerca o una richiesta di fondi che usa il termine “cambiamento climatico”. E qualche giorno fa sul Washington Post è stata pubblicata la notizia che l’Environmental Protection Agency ha assunto una società di consulenza per indagare se tra i dipendenti dell’agenzia ci siano persone che hanno espresso sentimenti anti Trump. Penso che questo possa avere un impatto sul modo in cui facciamo scienza e medicina negli Stati Uniti? Certo. La mia ricerca è stata finanziata dal National Institutes of Health per 25 anni, se il NIH rendesse esplicito che ci sono progetti di ricerca che non vuole finanziare perché politicamente “scomodi”, allora molti scienziati si asterrebbero da fare quelle ricerche perché saprebbero di non poter avere fondi. Penso che gli americani si opporranno a queste cose, ma i Repubblicani le stanno lasciando accadere”.

La lista dei termini proibiti suggerisce di rimpiazzare “basato sulla scienza” con “Il CDC basa le sue raccomandazioni sulla scienza in considerazione degli standard e dei desideri della comunità”. Lei è stato membro di un comitato del CDC: che significa quella parafrasi?
C’è dello humour in questo: il CDC è un’organizzazione che fa scienza. Cercare di negarlo con una parafrasi è ridicolo. Penso di sapere da dove viene. Mike Pence, quando era governatore dell’Indiana, non permise al Dipartimento della Salute dell’Indiana di parlare del vaccino dello Human Papilloma Virus. Perché Pence, come molti fondamentalisti religiosi, pensava che bisognasse astenersi dal sesso al di fuori del matrimonio e riteneva il papilloma virus, e l’eventuale cancro conseguente, come una sorta di punizione per i trasgressori. Ogni volta che qualcuno del dipartimento doveva tenere un discorso, doveva prima far vedere le slide del discorso all’ufficio di Pence, che si assicurava non si parlasse di malattie sessualmente trasmissibili. Questa è censura. Inoltre lui, durante un’emergenza Aids in una contea dell’Indiana, vietò un programma di distribuzione di siringhe. Lui ha certe credenze, e se ne lascia guidare nell’azione politica. Per Pence la scienza è soltanto un’altra voce al tavolo, una voce come un’altra. E’ una prospettiva inquietante: la scienza ci ha trasportati dall’oscurità all’era dell’Illuminismo, e non dovremmo tornare indietro.

L’INTERVISTA A JOHN IOANNIDIS

Professor Ioannidis, cosa pensa della “lista delle parole proibite”?
“Sono completamente stupefatto che questo sia accaduto. È qualcosa di incredibile, che raggiunge dimensioni che uno non si sarebbe immaginato, riguardo al discorso scientifico: evitare delle parole come se stessimo parlando di qualche imperativo morale che cerca di strangolare la scienza. Penso che sia molto triste. Al momento non è ancora chiaro da chi venga l’idea e chi abbia compilato la lista: l’articolo sul Washington Post non lo specifica. Ma chiunque sia responsabile di questa lista dovrebbe dimettersi. Spero che si tratti solo di qualche farsesco errore di comunicazione, perché non posso credere che una direttiva del genere abbia speranza di essere applicata. Non possiamo proprio eliminare queste parole dal vocabolario: sono parole estremamente utili”.

Lo scienziato John Ioannidis

Da un punto di vista pratico, quanto questa lista di proscrizione “linguistica” può minare la scienza?
“Se la prendiamo letteralmente, molti scienziati non potrebbero fare ricerca. Me compreso. Se va sul mio profilo, vedrà che la mia ricerca in difesa del metodo scientifico è descritta usando le frasi “basato sulla scienza” e “basato sull’evidenza scientifica”. Se non potessi più usarle, non saprei nemmeno dire su cosa faccio ricerca. Una situazione orwelliana. Questa lista è stata emanata per regolare il linguaggio da usare nelle discussioni di budget. Quindi: non è che queste parole siano state proibite nell’ambito della ricerca – potrei continuare a usarle nei miei paper e nei miei discorsi – ma non dovrei usarle nelle richieste di fondi alle autorità federali e nelle discussioni di budget. Cosa che è altrettanto grave. Purtroppo i movimenti antiscientifici hanno “invaso” i posti di potere in molte parti del mondo”.

Cosa significa questa lista?
“Forse che quando parliamo con le persone al potere dovremmo usare questi termini per non infastidirli? Dovremmo usare parole da bambini, per essere divertenti? Mi spiace, ma queste sono le cose di cui si occupa la scienza, e loro dovrebbero saperlo. Perché dovremmo nasconderle?”.

Ma perché parole come vulnerable o entitlement?
“Penso che uno dovrebbe diventare paranoico per capire perché queste parole dovrebbero essere vietate. Non riesco a diventarlo. E anche per parole su cui affermazioni ideologiche sono state espresse, direi che è ancora più imperativo usare le parole su cui si dibatte, perché altrimenti non può nemmeno esserci dibattito né comunicazione. Io non sono d’accordo con molte delle posizioni antiscientifiche che ultimamente hanno visto la luce in America e altrove, ma penso che vietare l’uso delle parole sia il modo più sbagliato per dibattere. Dobbiamo usare anche, anzi soprattutto, le parole sulle quali non siamo d’accordo”.

La lista dei termini proibiti suggerisce di rimpiazzare “basato sulla scienza” con “Il CDC basa le sue raccomandazioni sulla scienza in considerazione degli standard e dei desideri della comunità”. Che significa?
“Non ho proprio idea e non posso interpretare ciò che non ha senso. Il fatto che l’inglese sia una lingua molto ricca è un bene, che ci dà i mezzi per esprimerci nel modo più accurato possibile, usando termini e definizioni appropriate. Se dovessimo usare tutti un linguaggio “ortodosso”, se tutti dovessimo conformarci alle stesse parole, il discorso scientifico diventerebbe enormemente povero. Per essere onesto: molti degli enti che erogano fondi hanno parole d’ordine che devi usare nel descrivere i tuoi progetti se speri che quel certo ente te li approvi. Spesso i curriculum di certi colleghi o le pagine web dei loro progetti mettono in evidenza, strategicamente, proprio quelle parole. È già un segno di conformismo, di compiacenza verso il potere e di restringimento degli orizzonti di ricerca. E questa non è una cosa nuova. Ma non si era mai arrivati al punto di bandire o sconsigliare l’uso di certi termini”.

Come dovrebbero reagire gli scienziati?
“Non possiamo tollerare una cosa del genere. È necessario che chi ha proposto questa lista venga allo scoperto e subito dopo si dimetta”.
.
http:.repubblica.it/scienze/2017/12/17/news/la_lista_delle_parole_vietate_nella_sanita_usa-184430510/?ref=drnr1-2
.
-APPENDICE 2:
-SU LA REPUBBLICA:

REP TV TRUMP PRESIDENTE
Trump abolisce i termini scientifici, Zucconi: ”Un altro passo verso il nuovo Medioevo americano”

“Basato sulla scienza”, “transessuale”, “feto”: sono solo alcuni dei termini che l’amministrazione Trump ha deciso di abolire dal vocabolario della Center for Disease Control and Prevention, la massima autorità sanitaria statunitense. Creando evidenti difficoltà a chi si occupa di malattie a trasmissione sessuale o legate alla riproduzione. Il commento di Vittorio Zucconi
16 dicembre 2017
https:video.repubblica.it/dossier/trump-presidente/trump-abolisce-i-termini-scientifici-zucconi–un-altro-passo-verso-il-nuovo-medioevo-americano/292527/293139?ref=drnr1-1

REAZIONE:IO SONO UN MEDICO PSICHIATRA E PIU AMPIAMENTE MI CONSIDERO UNO SCIENZIATO CON UN PENSIERO,UN DISCORSO E UNA PRAXIS SCIENTIFCA,CIO’,E’ BASATO SUL METODO SPERIMENTALE,CON UNA IPOTESI A DIMOSTRARE BASATA, SULLA EVIDENZIA E LA LOGICA,E CON  UNA DIMOSTRAZIONE DERIVATA DELLA PROVA SPERIMENTALE.

INSOMMA SONIO UNO SCIENZATO CLASSICO.

DETTO QUESTO CREDO NON AVERE DETTO ALTRO CHE COSE OVVIE,EVIDENTI CHE TU E IO COMPRENDIAMO SENZA SFORZO MENTALE,AUTOMATICAMENTE.

MA LA MIA SPERIENZA MI HA INSEGNATO ALCUNE COSE:DA UNA PARTE CHE PERFINO IL DISCORSO SCIENTIFICO PIU PURO E ESSATTO E’ VULNERABILE ALLO SPIRITO ANTISCIENTIFICO CHE LO CONTAMINA,LO TRANSFORMA E PER TANTO LO SVIRTUA E SNATURALIZZA, DALL’ALTRO,CHE LA SCIENZA ANCHE PUO ESSERE SOGETTA ALLE OPINIONI E LA SUA VERITA ALLORA SCATURISCE NON DALLA PROVA EMPIRICA OGETTIVA  EVIDENTE MA DI UNA SPECIE DI CONSENSO POPOLARE.

HO IMPARATO ANCHE CHE A VOLTE LA VERITA SCIENTIFICA E’ SOGETTA ALLA MODA.

DOVE PIU SI VEDONO  QUESTI DEVIAZIONI DEI PRINCIPI BASICHE,PURI E DURI DELLA SCIENZA E’ LA MEDICINA.DICONO ALCUNI CHE SIA UN ARTE,MA AFATTO NON LO E’,SUCCEDE SOLTANTO CHE NON ESSENDO UNA SCIENZA PURA(LE INTEGRA UN PO’ TUTTE)NE ESSATTA,RICHIEDE UN MAGGIORE SFORZO INTERPRETATIVO DEL PENSIERO SCIENTIFICO.(QUANTO PIU ESSATTA SÍANO  GLI ASPETTI SCIETIFICI CHIAMATI IN CAUSA MENO RICHIEDE DEL INTERVENTO INTERPRETATIVO DELLO SCIENZATO,CIO’E’ IL MEDICO).E DA TUTTE LE SPECIALIA MEDICHE QUELLA PIU INESSATTA,OPINABILE E’ LA PSICHIATRIA,LA PIU NUOVA,MENO SVILUPATA E INESPLORATA DI TUTTE LE SPECIALITA MEDICHE.

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 348

7 DICEMBRE 2017:NON COMMANDA BERLUSCONI LA ZANICCHI,RESTA
-SU YOU TUBE:

REAZIONE:IVA ZANICCHI E’ UNA SIGNORA CON TUTTE LE LETTERE,LA MINETTI E’ LA “NANA” DEL PIANETA PROSTIBULARIO DI BERLUSCONI,CIO’E’LA SUA MANO DESTRA NEL CONTROLLO E SOTTOMISSIONE ALLA SCHIAVITU DELLE SUE “ALLIEVE”,UNA MOSTRUOSITA DI DONNA CHE LA VERBA FIORITA TANTO SEVERA COME PERVERSA DI BERLUSCONI NON PUO NASCONDERE.MERITA ERGASTOLO E NON VISIBILITA MEDIATICA.


8 DICEMBRE 2017:SOTTOSVILUPPO  ANCHE FARMACEUTICO

-SU MERCOPRESS:

Uno su dieci prodotti medicali nei paesi in via di sviluppo è inferiore alla media o falsificato
Mercoledì 29 novembre 2017 – 06:15 UTC

“I medicinali scadenti e falsificati colpiscono in particolare le comunità più vulnerabili”, afferma il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS.

.
Secondo una nuova ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), uno su dieci prodotti medici circolanti in paesi a basso e medio reddito è alquanto inferiore o falsificato. Ciò significa che le persone assumono medicinali che non trattano o prevengono le malattie.

Non solo si tratta di uno spreco di denaro per individui e sistemi sanitari che acquistano questi prodotti, ma prodotti medici scadenti o contraffatti possono causare gravi malattie o addirittura la morte.

“I medicinali scadenti e falsificati colpiscono in particolare le comunità più vulnerabili”, afferma il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. “Immagina una madre che rinuncia al cibo o ad altri bisogni fondamentali per pagare il trattamento di suo figlio, ignaro che le medicine siano scadenti o contraffatte e che quel trattamento causi la morte del figlio. Questo è inaccettabile. I paesi hanno concordato misure a livello globale – è ora di tradurle in azioni concrete “.

Dal 2013, l’OMS ha ricevuto 1500 segnalazioni di casi di prodotti scadenti o contraffatti. Di questi, anti-malaria e antibiotici sono i più comunemente riportati. La maggior parte delle relazioni (42%) proviene dall’Africa subsahariana, il 21% dalle Americhe e il 21% dalla regione europea.

Questa è probabilmente solo una piccola parte del problema totale e molti casi potrebbero non essere segnalati. Ad esempio, solo l’8% delle segnalazioni di prodotti non conformi o falsificati all’OMS provenivano dalla regione del Pacifico occidentale dell’OMS, il 6% dal Mediterraneo orientale e solo il 2% dalla regione del Sud-Est asiatico.

“Molti di questi prodotti, come gli antibiotici, sono vitali per la sopravvivenza e il benessere delle persone”, afferma la dott.ssa Mariângela Simão, vicedirettore generale per l’accesso ai medicinali, vaccini e prodotti farmaceutici presso l’OMS. “I medicinali scadenti o falsificati non solo hanno un impatto tragico sui singoli pazienti e sulle loro famiglie, ma rappresentano anche una minaccia alla resistenza antimicrobica, aggiungendo la preoccupante tendenza dei medicinali a perdere il loro potere terapeutico”.

Prima del 2013, non c’era alcuna segnalazione globale di queste informazioni. Da quando l’OMS ha istituito il Sistema di sorveglianza e monitoraggio globale per prodotti scadenti e contraffatti, molti paesi sono ora attivi nella segnalazione di medicinali sospetti, vaccini e dispositivi medici. L’OMS ha addestrato 550 regolatori di 141 paesi per rilevare e rispondere a questo problema. Man mano che più persone vengono addestrate, più casi vengono segnalati all’OMS.

L’OMS ha ricevuto segnalazioni di prodotti medici scadenti o contraffatti che vanno dal trattamento del cancro alla contraccezione. Non sono limitati a farmaci di alto valore o nomi di marchi noti e sono suddivisi in modo quasi uniforme tra prodotti generici e brevettati.

In concomitanza con il primo rapporto del Sistema di sorveglianza e monitoraggio globale, l’OMS pubblica una ricerca che stima un tasso di fallimento del 10,5% in tutti i prodotti medici utilizzati nei paesi a basso e medio reddito.

Questo studio si è basato su oltre 100 articoli di ricerca pubblicati su indagini di qualità medica condotte in 88 paesi a basso e medio reddito che hanno coinvolto 48.000 campioni di medicinali. La mancanza di dati accurati significa che queste stime sono solo un’indicazione della portata del problema. Sono necessarie ulteriori ricerche per stimare in modo più accurato la minaccia rappresentata da prodotti medici non conformi e falsificati.

Sulla base di stime del 10% di medicinali scadenti e falsificati, un esercizio di modellizzazione sviluppato dall’Università di Edimburgo stima che ogni anno da 72.000 a 169.000 bambini possono morire di polmonite a causa di antibiotici scadenti e falsificati. Un secondo modello realizzato dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine stima che 116.000 (64.000 – 158.000) ulteriori morti per malaria potrebbero essere causate ogni anno da antimalaria scadente e falsificata nell’Africa sub-sahariana, con un costo di US $ 38,5 milioni a pazienti e operatori sanitari per ulteriori cure a causa del fallimento del trattamento.

I prodotti medici scadenti raggiungono i pazienti quando gli strumenti e la capacità tecnica per applicare gli standard di qualità nella produzione, nella fornitura e nella distribuzione sono limitati. I prodotti falsificati, d’altro canto, tendono a circolare laddove regolamentazione e governance inadeguate sono aggravate da pratiche non etiche da parte di grossisti, distributori, dettaglianti e operatori sanitari. Un’alta percentuale di casi segnalati all’OMS si verificano in paesi con accesso limitato a prodotti medici.

I moderni modelli di acquisto come le farmacie online possono facilmente eludere la supervisione regolamentare. Questi sono particolarmente popolari nei paesi ad alto reddito, ma sono necessarie ulteriori ricerche per determinare la proporzione e l’impatto delle vendite di prodotti medici scadenti o contraffatti.

La globalizzazione sta rendendo più difficile la regolamentazione dei prodotti medici. Molti falsificatori fabbricano e stampano imballaggi in paesi diversi, spediscono componenti a destinazione finale dove vengono assemblati e distribuiti. A volte, società offshore e conti bancari sono stati utilizzati per facilitare la vendita di medicinali falsificati.

“La conclusione è che questo è un problema globale”, afferma Dr Simão. “I paesi devono valutare la portata del problema a casa e cooperare a livello regionale e globale per prevenire il traffico di questi prodotti e migliorare l’individuazione e la risposta”.

http:en.mercopress.com/2017/11/29/one-in-ten-medical-products-in-developing-countries-is-substandard-or-falsified

REAZIONE:INCRIMINATI FARMACIE E LABORATORI.
.

8  DICEMBRE 2017:VITTORIA SUL JOBS ACT,PAGARE L’INDENNIZZAZIONE

-SU LA REPUBBLICA;

LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
Resa dei conti sul Jobs act, blitz della minoranza Pd e il governo finisce battuto
Più risarcimenti ai licenziati. Marcia indietro dopo il flop con Pisapia

Lo strappo in Commissione Lavoro è avvenuto anche sulla riforma dell’Inps

Pubblicato il 08/12/2017
CARLO BERTINI
ROMA
«Ma che davvero volete mandare sotto il governo a due mesi dalle elezioni sul Jobs act?», aveva chiesto incredula, alla riunione del gruppo Pd della commissione Lavoro, Irene Tinagli, ex Scelta Civica, fiera sostenitrice dell’attuale impianto della riforma. Ma è quello che puntualmente è avvenuto ieri: il governo, nella persona di Luigi Bobba, sottosegretario del ministro Poletti, chiede il ritiro e poi si dichiara contrario a due emendamenti della commissione. Uno sulla governance dell’Inps (che introduce una riforma ordinamentale tramite la legge di bilancio), l’altro sul raddoppio degli indennizzi ai lavoratori per i licenziamenti senza giusta causa. Il presidente della Commissione, Cesare Damiano, però non lo ritira e il testo viene approvato con i voti Pd.

La materia è bollente ed è entrata due settimane fa nella trattativa con Giuliano Pisapia. Non solo: con la premessa «non rinneghiamo ciò che abbiamo fatto», nella dichiarazione di voto contro il ripristino dell’articolo 18 chiesto da Mdp, Ettore Rosato in aula alla Camera aveva detto che il Pd era disponibile a ragionare, dati alla mano, su un aumento degli indennizzi, se fosse stato utile per la coalizione. Insomma era il punto di mediazione con la sinistra.

LEGGI ANCHE – Le illusioni dei partitini svaniscono (L. Annunziata)

Ma ieri è deflagrato il cortocircuito: Damiano è uno dei big della minoranza che fa capo a Orlando. Con questa piattaforma, mirata a rendere meno conveniente per le imprese licenziare, ha accompagnato Fassino quando tentò di far entrare Mdp nella coalizione. E ora la rivendica. Quando la trattativa con Pisapia era al suo apice, dal governo informalmente vi fu una cauta apertura su questa correzione al Jobs act, sgradita alle imprese. «Ma oggi che con Pisapia è finita la storia, il governo tira i remi in barca e non accetta più una modifica che Renzi non ha mai amato», ammette un pezzo grosso del Pd per spiegare cosa sia successo.

Fatto sta che il Partito democratico in Commissione va in ordine sparso e il risultato è un caos: al momento clou, esponenti della maggioranza Pd di varie correnti, Rotta, Gribaudo, Tinagli, Di Salvo, Lavagno, Arlotti, Rostellato, non votano il raddoppio da 4 a 8 mesi delle mensilità minime e da 24 a 36 di quelle massime come risarcimento per i licenziati nelle aziende con più di 15 dipendenti. L’emendamento a prima firma Damiano dunque passa però con i voti degli altri membri della commissione, che fanno capo tutti alla minoranza. Un fattaccio tutto «interna corporis» al Pd, visto che in Commissione non c’era nessuno delle opposizioni, presenti solo Prataviera e Auci del Misto. «La minoranza ha forzato la mano sapendo che il governo sarebbe andato sotto», commenta una deputata sdegnata. La Rotta è imbarazzata. «Speriamo che tutto si chiarisca, non esiste che Commissione e governo vadano in due direzioni diverse».

Il paradosso è che i deputati della maggioranza Pd che non sono contrari sul merito, non potendo andare contro il governo per gli evidenti riflessi politici, preferiscono non partecipare allo scrutinio. Ma non lasciano agli atti un voto contrario.

Anche tra i renziani meno ortodossi c’è chi sostiene che «non si possono fare ritorsioni per quanto successo con Pisapia e bisogna correggere il Jobs act». Fatto sta che questo emendamento non si trasformerà in norma: la Commissione Bilancio boccerà tutto. «Abbiamo voluto dare un segnale di correzione all’attuale normativa perchè oggi licenziare costa troppo poco ed è troppo facile», dice soddisfatto Damiano. Ma al di là della bandiera piantata dalla minoranza Pd, il caso è sintomatico della confusione che regna sovrana tra i dem dopo il flop delle trattative a sinistra.

http:lastampa.it/2017/12/08/italia/politica/resa-dei-conti-sul-jobs-act-blitz-della-minoranza-pd-e-il-governo-finisce-battuto-yB9YVdj3fS26pZI5mZ7M1O/pagina.html

REAZIONE;L’AZIONE DI GOVERNO DE RENZI E I TELEMACO SI SGRETOLA CADE A PEZZI,E IL NEOLIBERALISMO IN DISFATTA SI BATTE IN RETIRATA.

HO AVUTO RAGIONE CON LA MIA PREDICA IN SOLITARIO CONTRO IL JOBS ACT:LASCIAMOLO ANCORA PARLARE A RENZI,A NEMICO CHE FUGGE PONTE DI ARGENTO,DICEVA IL GENIALE MILITARE GIUSEPPE NAPOLEON BONAPARTE

9 DICEMBRE 2017:DEGRADO,GANG DI ISPANOS SNOBBA MILANO

-SU POLIZIA DI STATO.IT:
Araldo Polizia di Stato
Ufficio stampa
Archivio notizie
.
Milano: “pandilla” di rapinatori sudamericani scoperta dalla polizia
.

.
Sono responsabili di violentissime aggressioni a volte per consumare rapine, altre per un motivo futile come un apprezzamento su di una donna. Sono i dieci sud americani appartenenti ad una pandilla, una banda affiliata ai “Latin king”, un gruppo internazionale di criminali originario del centro sud America.

Almeno sette gli episodi contestati ai giovani, tutti avvenuti nella zona Brenta di Milano, commessi tra l’estate del 2016 e lo scorso ottobre. Per due giovani, al termine delle indagini è stato disposto l’arresto, per gli altri otto la denuncia in stato di libertà.

Già nel 2013, sempre la questura di Milano, nello stesso quartiere, aveva denunciato diversi ragazzi di origine sudamericana aggregati in una pandilla e affiliati alla medesima banda internazionale.

I giovani indagati nell’operazione di questa mattina si sono contraddistinti per la brutalità con la quale picchiavano con calci e pugni le loro vittime causando lesioni anche gravi.

Le indagini sono state effettuate anche attraverso le pagine Facebook dei criminali sulle quali compaiono, in foto, con indosso lo stesso abbigliamento con il quale si sono resi responsabili delle rapine.

In alcuni casi le vittime conoscevano, almeno con il soprannome, alcuni degli aggressori
04/12/2017
.
http:.poliziadistato.it/articolo/225a253e573555d543744197

-APPENDICE:
LA RIVISTA

Ecco le gang latinoamericane che si fanno la guerra a Milano

L’approfondimento di Rossana Miranda

A Milano, gli scontri tra gang latinoamericane (Mara Salvatrucha, Barrio 18, Latin King) hanno causato un’altra vittima: Antonio Rafael Ramirez, 37 anni, dominicano. L’uomo è stato gambizzato e accoltellato da due killer, a piazzale Loreto. Ramirez era finito in una guerra per il controllo del traffico di droga nella zona.

IL CRIMINE DI PIAZZALE LORETO

Dalle prime indagini sembra che Ramirez abbia sfidato la legge dei Trinitarios, la gang della quale farebbero parte i due assassini. Il primo arrestato è “El Gato”, un salvadoregno di 32 anni, di nomeJosé Hernandez Cabrera. Lui  sarebbe a capo della gang Barrio 18, i rivali di Mara Salvatrucha, quelli che, secondo il Corriere della sera, non possono mettere piede tra piazzale Loreto e la Tangenziale Est.

LA MAPPA DELLE GANG A MILANO

Quella “geografia di check point senza vessilli, bar e locali conquistati o proibiti” – si legge sul Corriere – ha lasciato dieci morti negli ultimi quindici anni a Milano. Intanto, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ammesso l’esistenza del problema e che servono più addetti alla sicurezza: “Adesso, terminato il Giubileo, mi auguro – ed è questo il fronte su cui proverò a lavorare – che parte dei militari che erano impiegati per il progetto strade sicure a Roma vengano qua. È una via che sto considerando”.

CATENA CRIMINALE NELLE GRANDI CITTÀ

Secondo Fabio Armao, sociologo e docente ordinario all’Università di Torino, curatore della ricerca “Gangcity” sulle gang e le periferie, “il dispiegamento dell’esercito può avere l’effetto placebo di una sicurezza ritrovata, ma anche alimentare il senso di precarietà, nonché il timore di essere criminalizzati per il quartiere e i suoi abitanti da parte delle istituzioni e dei concittadini. Soprattutto, la presenza dell’esercito, non coglie minimamente nel segno”. “Milano, come tutte le grandi città – ha spiegato Armao a La Voce d’Italia – deve confrontarsi con un’invadenza crescente da parte dei vari marchi della criminalità organizzata. ‘Ndrangheta e maras latino-americane costituiscono i due estremi di una sorta di catena criminale: sono gruppi dotati di un diverso livello di radicamento nel territorio, un diverso grado di strutturazione e una diversa audience di riferimento”.

MARA SALVATRUCHA

Tra tutte le gang latinoamericane presenti a Milano, la più famosa è Mara Salvatrucha, chiamata anche M13. Si tratta di un’organizzazione criminale di origine centroamericana, ma con tentacoli ben saldi in Europa e Stati Uniti.

I membri di Mara Salvatrucha si tatuano i simboli della tribù sul viso, in modo da non potere mai lasciare l’organizzazione senza essere riconosciuti. Tra i riti di iniziazione ci sono i pestaggi, mentre per le donne lo stupro. Nel Salvador, Guatemala e Honduras, invece, è necessario uccidere qualcuno per entrare a fare parte della gang.

NUOVI TERRORISTI

Tutto è cominciato 22 anni fa nel cosiddetto “Triangolo del Nord” del Centroamerica, quando piccoli gruppi di persone emarginate socialmente si sono unite per spacciare droga e dedicarsi all’estorsione. Ora Mara Salvatrucha è diventata una struttura di criminalità organizzata transnazionale, con base in Honduras, El Salvador e Guatemala, e con filiali in Messico, Spagna, Italia e circa 35 stati degli Stati Uniti. La gang conta 70mila membri solo in America latina.

Dopo mesi violenti (solo nel 2015 si sono registrati 3828 omicidi), la Corte Suprema di Giustizia di El Salvador ha deciso di dichiarare “gruppi terroristici” le gang Mara Salvatrucha e Barrio 18: “La sala conclude che sono gruppi terroristici le organizzazioni Mara Salvatrucha o MS-13 e (Barrio) 18 o Mara 18, e qualsiasi organizzazione criminale che cerchi di prendere con la violenza il potere che resta allo Stato sovrano”, si legge nella sentenza.  Nel 2012, il dipartimento del Tesoro americano ha qualificato Mara Salvatrucha come “organizzazione criminale transnazionale”.

BARRIO 18

La principale organizzazione rivale di Mara Salvatrucha si chiama Barrio 18. Opera in Centroamerica, Canada, Stati Uniti ed Europa. È nata negli anni ’70 a Los Angeles, dopo la secessione dalla gang Clanton 14th Street, ed è diventata famosa per avere aggredito un gruppo di poliziotti che avevano assaltato un autista afroamericano chiamato Rodney King. All’inizio, Barrio 18 era composta da immigranti messicani stabilitisi nel Sud della California, ma con il tempo si è andata diversificando. Oggi negli Stati Uniti l’organizzazione vanta circa 50mila membri in 20 stati.

Barrio 18 mantiene rapporti con i narcotrafficanti messicani e collabora con Los Zetas (qui l’articolo di Formiche.net) e il Cartel de Sinaloa. Nel 2005, una parte di Barrio 18 si è divisa, prendendo il nome di Revolucionarios.

Secondo alcuni studiosi centroamericani, tra il 2008 e il 2013, in El Salvador, i membri di Barrio 18 sono aumentati del 134 per cento. Nel 2014, il 50 per cento degli omicidi nel Paese sono stati compiuti da Barrio 18 e Mara Salvatrucha.

LATIN KING

Anche i Latin King sono nati negli Stati Uniti, più precisamente a Chicago. Alcuni studi condotti sulla gang sostengono che questa sia nata dalla necessità di combattere la discriminazione e creare una comunità in un ambiente estraneo. Nel manifesto dell’Almighty Latin Kings and Queens Nation (ALKQN) sono state codificate le usanze, i rituali e i modi di comportamento del gruppo criminale.

Secondo i comandamenti dei Latin King: “Saltare una riunione senza giustificazione comporta una multa e un castigo; arrivare in ritardo a una riunione senza una giustificazione comporta un castigo fisico a 360 gradi; rispettare fratelli e sorelle; non arrivare ubriaco o drogato a qualunque attività; tutti fratelli devono avere un aspetto fisico e igienico impeccabile; ogni fratello deve versare una quota settimanale”. Nonostante questo, in poco tempo, l’orgoglio “latino” ha fatto spazio al traffico di droga, oggi principale attività dell’organizzazione.

Latin King Chicago, Latin King New York, Trebol, Bloods, Comando, Latin Forever e Trinitarios sono altre delle pandillas che si dividono il territorio milanese.

MINACCIA TRANSNAZIONALE

Thomas Bruneau, vicepresidente della Global Academic Professionals e professore della Naval Postgraduate School del Dipartimento di Sicurezza Nazionale americano, spiega che le gang latinoamericane costituiscono una minaccia alla sicurezza transnazionale: “Esauriscono le capacità del governo collassando il sistema di sicurezza e giudiziario; sfidano la legittimità dello Stato; agiscono come governi alternativi; dominano il settore economico informale e si infiltrano nella polizia e nel governo”. Per Max G. Manwaring, ricercatore del Strategic Studies Institute degli Stati Uniti, “l’incapacità del governo di allargare la sua presenza sovrana attraverso il territorio nazionale, lascia un vuoto che gang, cartelli della droga, insorgenti di sinistra, sostenitori dell’estrema destra politica, e lo stesso governo, cercano di riempire per avere più potere”
http:formiche.net/2016/11/17/mara-salvatrucha-milano/

-APPENDICE 2:

-SU RAINEWS.IT:

ITALIA

Milano
Capotreno aggredito, Maroni: “Se necessario sparare”

Il governatore della Lombardia commenta la brutale aggressione a colpi di machete a un capotreno e ad un suo collega sul passante ferroviario a Milano ad opera di due sudamericani Tweet Milano, capotreno e macchinista aggrediti con machete 12 giugno 2015″

Chiederemo di mettere i militari e la polizia per contrastare questi fenomeni” sui treni: lo ha detto il governatore Roberto Maroni commentando la brutale aggressione a colpi di machete a un capotreno e ad un suo collega sul passante ferroviario a Milano ad opera di due sudamericani. Fino anche a sparare? “Sì certo – ha risposto -, è legittima difesa, voglio qualcuno che impedisca queste cose e se è necessario sparare, spari”.  Parole che arrivano dopo quelle, altrettanto dure, del capogruppo della Lega Nord al Senato, Gian Marco Centinaio: “I provvedimenti indultivi di questo governo e un ministro dell’Interno inesistente hanno messo il Paese in mano ai criminali”. Centinaio presenterà un’interrogazione parlamentare in merito alla vicenda al ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Ormai i cittadini italiani e gli onesti lavoratori sono ostaggiodi delinquenti che girano indisturbati con un macete e di rom che ti ammazzano alla guida di una macchina tranquilli bche tanto resteranno impuniti. È una vergogna inaccettabile di cui è direttamente responsabile questo governo di incompetenti che sta gettando il Paese nel caos”, conclude.

– See more at: http:.rainews.it/dl/rainews/articoli/capotreno-maroni-sparare-d7031e89-549f-47e6-b8d4-59febd7f1b87.html


9 NOVEMBRE 2017:A COMO BLITZ DEGLI SKINHEAD VENETI

-SU IL FATTO QUOTIDIANO:

Cronaca
Skinhead di estrema destra fanno irruzione nella riunione di Como senza frontiere: “Nessun rispetto per voi”

di F. Q. | 29 novembre 2017

Un gruppo di estremisti di destra, dell’associazione Veneto fronte skinhead, ha fatto irruzione interrompendo l’assemblea della rete di associazioni Como senza frontiere. Lo denuncia, con una nota (e un video pubblicato sul canale di Ecoinformazione Arci) la federazione provinciale di Rifondazione comunista. “Un gruppo di fascisti ha fatto irruzione e ha obbligato la platea all’ascolto della lettura di un volantino delirante sul tema della cosiddetta invasione“. L’incontro si stava tenendo al chiostrino di Sant’Eufemia. “Da tempo – si legge nella nota di Rc – denunciamo una pericolosissima deriva di stampo fascista a Como, in Lombardia, in Italia ed in Europa e purtroppo spessissimo sottovalutata dalle istituzioni”. Non si sono comunque registrati problemi di ordine pubblico, il gruppo neofascista ha lasciato il chiostrino pochi minuti dopo l’irruzione. “Hanno cercato di intimidirci ma non ci sono riusciti – è il commento della portavoce di Como senza frontiere Annamaria Francescato riportata da QuiComo – Abbiamo ricevuto moltissimi messaggi di solidarietà che confortano il nostro operato. Di certo non cambieremo nulla rispetto alle nostre attività e continueremo la nostra battaglia antifascista”. Sull’evento è in corso un’attività investigativa per identificare tutti i componenti dell’associazione ‘Veneto Fronte Skinheads‘ presenti. Tutti verranno denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di violenza privata. Il video diffuso sul web ha consentito alla Digos di identificare già quattro dei partecipanti al blitz.
https:.ilfattoquotidiano.it/2017/11/29/como-skinhead-fanno-irruzione-una-riunione-di-associazioni-per-migranti-nessun-rispetto-per-voi/4008152/

REAZIONE:A QUALI IMMIGRATI SI RIFERISCONO NON LO DICONO,MA….PERCHE VENIRE DI COSI LONTANO,300Km,A OCCUPARE UN POSTO DI IMMIGRANTI?: PROPIO A COMO PERCHE E’LA PATRIA DI MANZONI IL SIMBOLO MORALE DELLA LOTTA DEL NORD CONTRO LA OCCUPAZIONE BORBONICA? TORNERO A LEGGERE I PROMESSI SPOSI.(1)
(1)E A FARE QUELLA RETTOSIGMOIDOSCOPIA CHE ANCORA HO IN AGENDA NELL’OSPEDALE ALLESSANDRO MANZONI DI COMO CHE SI PRENDE CURA DELLA MIA SALUTE

PD:I VERI STRANIERI SIETE VOI(E NON SOLO METAFORICAMENTE),SIETI CITTADINI SUDITI DELLA PATRIA SEPARATISTA DELLA LEGA NORD E AVETE PRETESO FARE DEGLI ITALIANI TUTTI DEI VERI STRANIERI NEL SUO PROPIO PAESE.NON CI SIETE RIUSCITI MALGRADO I VOSTRI COLPI PROPAGANDISTICI E IL GRANDE SISTEMA DI MEZZI DI DIFUSSIONI.E NON CI RIUSCIRETE MAI.

9 DICEMBRE 2017:BS AS IN GRADO DI ESSERE LA CAPITALE GLOBALE DEI SOLDI
-SU MERCOPRESS:

L’Argentina come presidente del G20 combatterà il protezionismo e si impegna a mantenere il presidente Macri U
Venerdì 1 ° dicembre 2017 – 06:42 UTC Ar

Macri e le sue politiche favorevoli al mercato hanno detto che la sedia del G20 è stata un’occasione per contrassegnare l’ascesa del paese come un “luogo importante” globale e rafforzare il profilo dell’America Latina.

“Stiamo per mettere al centro del G20 le aspirazioni e le preoccupazioni della regione in via di sviluppo, che è ansiosa di nuove opportunità”, ha detto Macri.

La difesa della globalizzazione arriva quando la presidenza di Trump e l’uscita dall’UE del Regno Unito in sospeso hanno sollevato dubbi sull’impegno delle principali economie nel libero scambio.

I leader mondiali hanno trasmesso messaggi di supporto: il presidente Xi ha inviato una lettera ufficiale e il primo ministro giapponese Abe e Merkel hanno comunicato il loro sostegno tramite l’indirizzo video.
.
Il presidente Mauricio Macri ha ospitato il lancio ufficiale della presidenza argentina del G20, il principale forum mondiale per la cooperazione economica, politica e finanziaria globale. Nel suo discorso inaugurale, Macri ha affermato che l’Argentina è impegnata “a costruire un consenso per uno sviluppo equo e sostenibile” e utilizzerà il suo ruolo di primo paese sudamericano a presiedere il gruppo G20 delle principali economie per combattere il protezionismo.

Il presidente argentino e il suo governo favorevole al mercato hanno detto che la sedia del G20 è stata un’occasione per contrassegnare l’ascesa del paese come un “luogo importante” nel mondo e rafforzare il profilo dell’America Latina.

“Metteremo al centro del G20 le aspirazioni e le preoccupazioni della regione in via di sviluppo, che è ansiosa di nuove opportunità”, ha detto Macri durante l’evento del giovedì a Buenos Aires che inaugura formalmente la presidenza del G20 in Argentina.

La difesa a 360 gradi della globalizzazione arriva in un momento in cui la presidenza di Donald Trump negli Stati Uniti e l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea hanno sollevato dubbi sull’impegno delle principali economie nel libero commercio.

Prima che il presidente Macri salisse sul podio, i leader mondiali trasmettevano messaggi speciali di sostegno alla presidenza del G20 argentino. Il presidente Xi Xinping della Cina ha inviato una lettera ufficiale, mentre il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno espresso il loro sostegno tramite l’indirizzo video.

“Una parte importante di ciò che stiamo facendo al G20 ha a che fare con l’obiettivo principale che abbiamo in Argentina: ridurre la povertà”, ha detto, sottolineando le tre priorità della presidenza argentina, il futuro del lavoro e dell’occupazione, le infrastrutture per lo sviluppo e la sicurezza alimentare.

“Il G20 è più di un semplice vertice”, ha spiegato il Capo del gabinetto Marcos Peña, “è composto da oltre 50 incontri che si terranno in 10 diverse città, accogliendo 20.000 persone provenienti da oltre 30 paesi”, ha dichiarato al momento del lancio.

Questa sarà la prima presidenza del G20 in Sud America e per l’Argentina un’opportunità per aiutare la politica globale artigianale che Peña ha spiegato agli ospiti dell’auditorium.

“L’evento di oggi rappresenta l’unione di tutte le aree di governo, in modo che tutte le nostre istituzioni e i nostri stessi cittadini sentano che stiamo lavorando come una squadra per garantire che il G20 dia un contributo prezioso al mondo, all’umanità e al nostro paese “.

“Il G20 è il luogo ideale per continuare a riaffermare i benefici di maggiori legami commerciali, specialmente per paesi come l’Argentina che vogliono esportare i loro prodotti agricoli”, ha detto il Ministro del Tesoro Nicolas Dujovne in una conferenza stampa dopo il discorso di Macri.

L’Argentina ospiterà oltre una dozzina di eventi legati al G20 nel prossimo anno, culminati in un vertice dei leader a fine novembre 2018. A partire dalla crisi finanziaria globale del 2008, il G20 è stato il forum principale per i leader mondiali per coordinare gli affari economici politica. L’ultima presidenza era detenuta dalla Germania.

I vertici del G20 spesso attirano le proteste e possono essere bersaglio di attacchi. Il capo del governo Marcos Pena ha detto che l’Argentina ha preparato piani di sicurezza per diversi mesi, con la cooperazione di altri paesi. “L’Argentina è un posto molto sicuro”.
.
http:en.mercopress.com/2017/12/01/argentina-as-g20-chair-will-combat-protectionism-pledges-president-macri
.

.
-APPENDICE,IL GIORNO DOPO BERGOGLIO L’EROE DEI DUE MUNDI:

NAPOLI CAPITALE DEL FASTFOOD (PIZZAMUNDI),E DEL SOGNO MERIDIONALE(EFETTO MARADO’,CALABRO E SIRACUSA):DIEGUITO VENDICATORE SUDISTA CONTRO IL MILAN DI BERLUSCONI,E…… IL SUD TERRA DI PROMISSIONE,SECONDO GENTILONI(BERGOGLIO PERMETTENDO,SI CAPISCE…)

-SU LA REPPUBBLICA:
Repubblica.it
NAPOLI CRONACA
.
Mezzogiorno Gentiloni:”Condizioni per creare lavoro al Sud”

Foto Ciro De luca
Il premier a Napoli, scontri in piazza tra manifestanti e polizia, un fermato
di OTTAVIO LUCARELLI
11 Dicembre 2017

Investire al Sud conviene, ora più che mai. Ne è certo il premier Paolo Gentiloni oggi a Napoli. “Dobbiamo far sì che andare a studiare o a lavorare all’estero non sia una triste condanna ma una scelta reversibile. Noi incoraggiamo gli studenti stranieri a venire a studiare in italia”. Esordisce il presidente del Consiglio. “Non ci lamentiamo che ci siano spinte o occasioni di lavorare all’estero ma vogliamo che siano frutto di una libera scelta e non del fatto che le nostre terre non danno altre occasioni”, sottolinea.

“La sfida del lavoro per i giovani del Sud esiste da lungo tempo, ma il contesto europeo e globale dell’economia, oggi ci dà l’occasione per dare risposte – assicura il premier- Adesso e non tra tre anni abbiamo. Condizioni per investire e creare al Sud che sono di una convenienza senza precedenti. Chi oggi ha questo obiettivo lo può fare a condizioni che non sono mai state così vantaggiose”.

Il premier Gentiloni a Napoli, però, è stato accolto proprio da studenti e movimenti di disoccupati. I manifestanti non sono tanti, ma chi protesta tenta di rompere il cordone delle forze dell’ordine, la polizia reagisce e carica, respingendo i manifestanti e allontanandoli in direzione del porto. Lanciato anche un fumogeno. Fermata una persona.


 Napoli Gentiloni, Calenda e De Vincenzi: scontri manifestanti-polizia

—–

Gli scontri sono avvenuti davanti al Teatro Mercadante. Esposti anche striscioni per il lavoro e contro la buona scuola, Contro il premier slogan: ‘Via da Napoli’.

——

Gentiloni a Napoli, affisso striscione dei disoccupati

——-

Il convegno, “Avere 20 anni al Sud: le ragioni per restare e per tornare”, organizzato da “Il Mattino”, è inizia senza ritardo.

Gentiloni parla anche della legge di bilancio (“non rinunciamo alle nostre priorità annegandole in una nuvola di segnali da indirizzare nelle parti più svariate”) e della Cassa del Mezzogiorno (“Nessuno ripropone la stagione della Cassa del mezzogiorno, ma non si può rinunciare a politiche speciali di investimenti per il sud, la ricetta non può essere quella di negare l’esistenza di una questione meridionale”).

———-

Pizza patrimonio Unesco, pizzaiuoli in festa

———

E ovviamente di Napoli: “Napoli è sempre stata una città con le sue radici ma con la sua cultura capace di parlare al mondo, di avere una singolarissima vocazione globale”. “A questa Napoli – aggiunge – ci rivolgiamo quando parliamo dell’occasione che abbiamo davanti per dare risposte e lavoro ai giovani. Questa Napoli che ha fatto l’orgoglio dell’italia con il riconoscimento Unesco alla pizza”.
.
http:napoli.repubblica.it/cronaca/2017/12/11/news/gentiloni_a_napoli_protesta_manifestanti_interviene_polizia-183751809/
.

REAZIONE:SERIOSAMENTE PARLANDO,IL POPOLO NAPOLITANO NON CI STA.E NE MENO LA NUOVA ERA(CIO’E’ IO):IL POPOLO ITALIANO NEL REFERENDUM HA GIA DETTO NO A QUESTI “PAOLONI”.SONO LORO IL VERO PERICOLO CHE HANNO FATTO IL GOLPE DELLE LARGHE INTESE CHE CON RENZI HANNO “GOVERNATO”QUESTI HANNI E HANNO PERMESSO SIA IL NEOLIBERALISMO CHE A BERLUSCONI(PATTO DEL NAZZARENO)E LA LEGA AVANZARE NELLE SUE MANOVRE:IL SALVA BANCHE,IL JOBS ACT,IL POSESSO DEI TRADIZIONALI MEZZI STAMPA DEL EXCAVALLIERE,LA SUA OFFENSIVA CONTRO LA GIUSTIZIA,E LA STRUMENTALIZAZIONE DEGLI IMMIGRATI IRREGOLARE NEL RICATTO A EUROPA PER PARTE DI BOSSI ED ERDOGAN,CON IL CONSENTIMENTI COMPLICE DELLA MERCKEL,SOLO PER MENZIONARE POCHI MOSTRUOSITA POLITICHE.ED E’ STATO QUESTO GOVERNO DI RENZI,BOSCHI PAOLONI,ECC QUELLO CHE HA  PERMESSO GIOCANDO ALLA OPPOSIZIONE L’AVANZAMENTO ELETTORALE DEL CENTRODESTRA CON QUELLE RIDICOLI “RIFORME” DEL REFERENDUM.

PD:E TUTTAVIA CE DEL PEGGIO:QUESTI BUONI A NULLA DI RENZI,FRANCESCHINI,NAPOLITANO,LA BOSCHI,ECC,I PAOLONI IN SOMMA HANNO PRESO IN GIRO E SOTTOSTIMATO IL POPOLO ITALIANO GOVERNANDO CON PICCOLI PREMIAZIONI DA KERMESSE,ELEMOSINE INSOMMA, MENTRE ALTRI SI ARRICHIVANO, PARLANDO DI INESSISTENTI POSTI DI LAVORO E AUMENTO DEL REDITO FAMIGLIARE ED ALTRE BELLEZZE DEL GENERE.INSOMMA ITALIA IN kUNA REPUBBLICA DELLE BANANE HANNO TRANSFORMATO QUESTI TELEMACO.

13 DICEMBRE 2017:BSAS,NIENTE ACCORDO MERCOSUR-UE

-SU MERCOPRESS:

Il Mercosur / UE è mai stato così vicino, ma l’accordo deve ancora essere compreso, forse nel 2018
Mercoledì, 13 dicembre 2017 – 08:03 UTC

Il ministro brasiliano Aloysio Nunes ha detto che le due parti hanno scambiato note su quanto ciascuno era disposto a cedere e il Mercosur stava aspettando che l’UE rispondesse
Il ministro brasiliano Aloysio Nunes ha detto che le due parti hanno scambiato note su quanto ciascuno era disposto a cedere e il Mercosur stava aspettando che l’UE rispondesse
“Abbiamo fatto un buon avanzamento, ma ci sono ancora scorte oggi”, ha detto Malmstrom martedì mattina. “Vediamo la fine di questo.”
“Abbiamo fatto un buon avanzamento, ma ci sono ancora scorte oggi”, ha detto Malmstrom martedì mattina. “Vediamo la fine di questo.”
I colloqui tra l’Unione europea e il Mercosur si estenderanno probabilmente al prossimo anno dopo che i negoziatori europei hanno affermato di aver bisogno di più tempo per rispondere alle offerte migliorate, ha detto una fonte dai negoziatori del Mercosur.

I delegati del Mercosur speravano di annunciare un cosiddetto accordo politico che delinea i punti chiave dell’affare questa settimana alla conferenza ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) a Buenos Aires o durante l’incontro del blocco di libero scambio a Brasilia la settimana prossima, ha detto la fonte.

“L’UE ha detto di non essere in grado di ricambiare e sarebbe meglio in grado di rispondere l’anno prossimo”, ha detto la fonte.

Martedì, il ministro degli Esteri brasiliano Aloysio Nunes ha detto che le due parti avevano scambiato note su quanto ciascuno era disposto a cedere e il Mercosur stava aspettando che l’UE rispondesse alla sua proposta. La commissaria europea al commercio, Cecilia Malmstrom, ha detto ai giornalisti che l’accordo potrebbe arrivare all’inizio del nuovo anno.

“Abbiamo fatto un buon avanzamento, ma ci sono ancora scorte oggi”, ha detto Malmstrom martedì mattina. “Vediamo la fine di questo.”

La resistenza di alcuni Stati membri dell’UE, come l’Irlanda e la Francia, alle importazioni agricole, ha ritardato la negoziazione del patto commerciale che mira a liberalizzare gli scambi e gli investimenti, i servizi e l’accesso agli appalti pubblici.

I membri del Mercosur Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay hanno spinto per un miglioramento dell’offerta dell’UE di importazioni esenti da dazi per 70.000 tonnellate all’anno di carne bovina e 600.000 tonnellate di etanolo all’anno. Si lamentano che è inferiore all’offerta di carne da 100.000 tonnellate prodotta dall’UE nel 2004, anche se i negoziatori dell’UE dicono che oggi gli europei mangiano meno carne.

L’UE non ha presentato un’offerta migliore per entrambi i prodotti durante l’attuale round, ha detto la fonte Mercosur.

“C’è molta pressione dal settore agricolo europeo”, ha detto la fonte. “L’UE sta lavorando con il settore agricolo e i suoi stati membri per raggiungere un luogo in cui è in grado di contraccambiare

REAZIONE:ARGENTINA,BRASILE,PARAGUAY,URUGUAY,IL MERCOSUR IN GENERE PRETENDONO VENDERE CARNE ALLA UE APROFITANDO DELLA NUOVA SITUAZIONE DOPO IL BREXIT.GLI EUROPEI NON CONSUMIAMO CARNE ROSSA ABBASTANZA(NON CÈ QUESTA ABITUDINE)E INOLTRE QUESTE ESPORTAZIONI DEL MERCOSUR FANNO CONCORRENZA CON LA PROPIA PRODUZIONE(ED ESPORTAZIONE)DI CARNE ROSSA.

-APPENDICE:

Irlandesi e francesi sostengono che “una vittoria per il Mercosur in agricoltura è una perdita per gli agricoltori dell’UE”

Martedì 12 dicembre 2017 – 09:02 UTC

“La pressione per concludere i colloqui non può essere a scapito del settore agricolo europeo”, ha avvertito la signora McGuinness.


L’eurodeputata irlandese e vicepresidente del Parlamento europeo Mairead McGuinness sta rappresentando il Parlamento europeo nell’assemblea ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) in Argentina, che è iniziata domenica, e ha avvertito che correre verso un accordo Mercosur / Unione europea avrebbe DI compromettere l’industria delle carni bovine dell’UE.

La McGuinness ha espresso la convinzione che l’Argentina stia spingendo per i progressi sui negoziati del Mercosur e vorrebbe annunciare che è stato concluso un accordo quando il Consiglio ministeriale si concluderà mercoledì sera. Ma lei ha sottolineato, “correre verso un accordo per una scadenza non è appropriato”.

Attualmente, l’UE ha offerto il blocco commerciale fino a 70.000 tonnellate di accesso alla carne bovina in Europa, un’offerta che è stata ampiamente condannata dai politici in Irlanda e Francia, nonché dalle organizzazioni agricole.

“La pressione per concludere i colloqui non può essere a scapito del settore agricolo europeo – una vittoria per il Mercosur in agricoltura è una perdita per gli agricoltori dell’UE”, ha avvertito la signora McGuinness.

“La carne bovina è un grosso problema per l’Irlanda, con la preoccupazione che le concessioni già sul tavolo delle carni bovine abbiano un impatto negativo sul mercato delle carni bovine dell’UE e, a sua volta, sui prezzi ai produttori.

“Oggi a Buenos Aires ho incontrato un rappresentante del settore agricolo francese che ha espresso chiaramente come un accordo con il Mercosur non sarebbe nell’interesse degli agricoltori dell’UE e delle regioni rurali.

“Correre per un accordo per una scadenza non è appropriato e sarà controproducente”, ha concluso.
http:en.mercopress.com/2017/12/12/irish-and-french-argue-a-win-for-mercosur-in-agriculture-is-a-loss-for-eu-farmers


14 DICEMBRE 2017:UN PIANO B PER UN ETERNO PREMIER(DOPO DI ME IL DILUVIO)

-SU IL GIORNALE:

Berlusconi e l’ipotesi stallo: “Resti Gentiloni poi si rivoti”

14 Dicembre 2017
Il Cavaliere: “Senza maggioranza si torni alle urne con campagna elettorale di tre mesi. Ma vinceremo noi”
Fabrizio De Feo

«La soluzione più corretta» è che «resti al governo Gentiloni», per «almeno tre mesi per il disbrigo degli affari correnti». Silvio Berlusconi risponde presente a quella che è ormai una consolidata tradizione pre-natalizia: la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa, Soli al comando, dedicato ai grandi della Terra al Tempio di Adriano. Anche se in serata arriva una precisazione del leader di Forza Italia. «Leggo interpretazioni fantasiose. In realtà ho detto una cosa assolutamente ovvia: io sono sicuro che nella prossima legislatura ci sarà una maggioranza di centrodestra che esprimerà un governo. Ho aggiunto che se però questa maggioranza non ci fosse, e quindi un nuovo governo non si potesse formare, si dovrebbe tornare a votare dopo tre mesi. In questo caso, rimarrebbe evidentemente in carica il governo Gentiloni, per il disbrigo degli affari correnti. È quanto prevede la Costituzione, non è un’indicazione politica, né tanto meno un auspicio». Insomma nessun governo tecnico, ma una nuova campagna elettorale e ritorno al voto.

Berlusconi rivela di aver letto nottetempo il nuovo volume di Vespa e di giudicarlo il migliore in assoluto tra quelli scritti dal conduttore di Porta a Porta. «Grazie per la 24esima presentazione a cui partecipa di un mio libro», dice Vespa. «Non sono riuscito a dormire» racconta Berlusconi. «Sono stato in piedi fino alle sei del mattino. Mi sono letto la parte dei grandi dittatori. Vedo che ci hanno messo Hitler e anche Mussolini, che forse un dittatore proprio non era nel suo piccolo». Il moderatore Antonio Polito prova a stuzzicarlo, ma il Cavaliere minimizza: «La mia è solo una battuta di spirito, sapete che cerco sempre un pretesto per farmi attaccare dai giornalisti». E rivela che tra «i grandi della Terra» descritti nel volume quello che preferisce è l’ex premier britannico Winston Churchill: «Sono sempre stato affascinato Churchill, architetto della vittoria dell’Occidente contro la dittatura in Germania di Hitler. Invito a leggere questo libro perché in questa maniera molti giovani possono avere più consapevolezza di cosa sia la democrazia e la libertà rispetto ai poteri tirannici».

In sala sono schierati tanti deputati e senatori azzurri. In apertura c’è anche un fuori programma. Una donna si alza in piedi e inizia a urlare: «Non ho un lavoro, nessuno mi sta a sentire, sono un’attrice eppure io sono brava!». Pronta la replica del Presidente di Forza Italia, imperturbabile: «Lei ha perfettamente ragione signora, ora mi segno quello che lei sta dicendo».

Le domande si concentrano sulle prospettive politiche del centrodestra e sul rinnovamento di Forza Italia. «Sono convinto che Forza Italia supererà il 30%. Attorno a me avverto un tale sentimento di stima, rispetto e amicizia, che, alle prossime politiche non c’ nessuna possibilità di una non vittoria del centrodestra. Non lo dico senza aver approfondito, l’ho fatto con la nostra società di indagini. Sono convinto che la nostra coalizione vincerà. Quella che non ci sia una maggioranza dopo il voto è una ipotesi assurda, nei sondaggi siamo avanti dieci punti e potremo governare». Sulle liste che Forza Italia metterà in campo Berlusconi fa una «rivelazione»: «In Forza Italia c’è la convinzione che il partito deve rinnovarsi, molti hanno detto di non volersi ricandidare. Quanti? Ora volete sapere un po’ troppo». Quando gli viene chiesto un giudizio su Carlo Calenda come possibile premier, la risposta suona come una chiusura. «Non lo conosco e il rinnovamento a cui pensiamo è quello di scegliere delle persone che non abbiano mai fatto politica».

Sollecitato su un riavvicinamento con Angelino Alfano la replica è tranchant. «Non c’è nessuna possibilità. I parlamentari che decideranno di schierarsi con il centrodestra non entreranno in Forza Italia ma nel quarto movimento». Tra questi Maurizio Lupi. «Mi fa piacere, è persona perbene, ragionevole che non ho mai visto esplodere giudizi molto negativi contro gli altri. Però dovrà spiegare a se stesso e agli altri perché ha deciso di sostenere un governo di sinistra», chiosa il Cavaliere

http:m.ilgiornale.it/news/2017/12/14/berlusconi-e-lipotesi-stallo-resti-gentiloni-poi-si-rivoti/1473980/

REAZIONE:L’ETERNO PREMIER NON SARA GENTILONI MA IL PROPIO BERLUSCONI:L’IPOTESI E’SEMPLICE,BERLUSCONI NON VUOLE VOTARE,BERLUSCONI SA CHE NON ARRIVERA(QUANTO MENO IN TEMPO)IL NULLA OSTA ANTI-SEVERINO DELLA UE E NON SARA CANDIDATO,E SA CHE FI NON VINCERA(NON PASSA DEL SOLITO 12,13 PER CENTO) E NEMENO IL CD,E SA CHE CASOMAI VINCESSI NON AVRA MAGGIORANZA,IL M5S E’ AVVIATO ALLA VITTORIA.LA SOLA EMNUNCIAZIONE DI QUESTO PIANO B CI RIVELA CHE BERLUSCONI SCOMETTE A CHE NON CI SIA UN NUOVO PREMIER ELETTO DIRETTAMENTE DAL VOTO POPOLARE E LUI RESTA L’ULTIMO,L’ETERNO PREMIER.
RIVOTARE?ERA ANCHE L’INTENZIONE DI BERSANI MA………QUELLO DEL TITOLO.


18 DICEMBRE 2017:GERUSALEMME CAPITALE DI ISRAEL,LA VUCCIRIA

-SU LA STAMPA:
SEZIONI
“Gerusalemme, serve la volontà di trovare insieme una soluzioneˮ
Intervista con l’amministratore apostolico del Patriarcato dei latini, l’arcivescovo Pizzaballa: dopo la decisione di Trump, «una nota positiva, in tutto questo bailamme di ipotesi, c’è: si ritorna a parlare della Città Santa e della sua centralità»

L’amministratore apostolico del Patriarcato dei latini, l’arcivescovo Pizzaballa

Pubblicato il 17/12/2017
ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO
«Il modo in cui è stata presentata la mossa del presidente Trump su Gerusalemme, e il suo contesto, non aiutano» a costruire serenità e fiducia necessarie al processo di pace. Ma «una nota positiva, in tutto questo bailamme di ipotesi, c’è: si ritorna a parlare di Gerusalemme e della sua centralità». Lo dice in questa intervista l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, il quale sostiene che per la Città Santa «il problema non sta nell’individuare soluzioni, ma nella volontà reale di trovare insieme una soluzione».

La mossa di Trump su Gerusalemme ha provocato reazioni di rivolta. Come la giudica?

«È difficile giudicare fino in fondo quel gesto, senza conoscere le motivazioni che lo hanno spinto e che spero con il tempo emergano e facciano chiarezza su questa strana vicenda. Il modo in cui è stata presentata e il suo contesto, in ogni caso, non aiutano in questo momento a costruire quel contesto di serenità e di fiducia necessario al processo di pace e alla costruzione di prospettive, che possono essere solo nella condivisione e non nell’esclusione. È chiaro che ora sarà molto più difficile ricreare la fiducia necessaria per incontrarsi. Già lo vediamo nelle reazioni delle cancellerie dei Paesi arabi e non solo».

Secondo lei è possibile che l’iniziativa americana e l’asse degli USA con i sauditi rimescoli le carte aprendo vere prospettive per un accordo?

«Non so se questa iniziativa porterà a qualcosa di nuovo e diverso. Solo con il tempo capiremo. Certo, il processo di pace ha bisogno di qualche elemento nuovo e di un nuovo spirito. Onestamente non so se questa mossa vada in quella direzione. Ripeto, ce lo dirà il tempo. In questo momento è difficile pensarlo. Una nota positiva, però, in tutto questo bailamme di ipotesi c’è: si ritorna a parlare di Gerusalemme e della sua centralità. Spero che non sia un fuoco di paglia e che la riflessione su significato di questa città per miliardi di persone nel mondo possa tornare a nutrire a lungo le discussioni non solo in ambito politico, ma anche in quello religioso e culturale».

Trump non ha parlato di Gerusalemme capitale “unica e indivisibile” dello Stato di Israele. Secondo lei c’è ancora la possibilità di un accordo che porti ad avere due capitali – una israeliana e l’altra palestinese – nella stessa città?

«Non c’è altra via, credo. La possibilità c’è ancora, certo, anche se più difficile, poiché è stata ferita ancora di più la fiducia necessaria tra tutte le parti per arrivare ad un accordo. Non so se c’è una sorpresa nel cappello… lo vedremo. Per come stanno le cose ora, tutto è ancora possibile, ma più difficile».

Molte voci di leader cristiani, poco valorizzate dai media occidentali, si sono levate contro l’iniziativa americana. Perché?

«La Città Santa sta a cuore a tutti, è un simbolo religioso, storico, culturale. Israeliani e Palestinesi la rivendicano come loro capitale politica. Ma anche per i cristiani è un simbolo spirituale irrinunciabile. È il luogo che ci richiama all’universalità e all’unità. Gerusalemme è in un certo senso anche nostra o, forse meglio, anche noi cristiani apparteniamo a questa città e siamo parte costitutiva della sua identità inclusiva. Come ho già detto molte altre volte, i cristiani hanno la necessità di riappropriarsi del significato di questa città per la loro vita di fede».

Gerusalemme è una città simbolo che sta al cuore di tre grandi religioni: oltre all’irrisolta questione dell’una o delle due capitali, c’è il problema della convivenza e dell’accesso ai Luoghi Santi che si concentrano in poche centinaia di metri quadrati nello stesso luogo. Come se ne esce, secondo lei?

«Con buona volontà se ne può uscire. Sono già state studiate nel passato diverse proposte. Il cosiddetto “recinto sacro”, indivisibile, non è un tabù insormontabile da affrontare. Il problema non sta nell’individuare soluzioni, ma nella volontà reale di trovare insieme una soluzione. Se c’è volontà, si troverà anche la via».

http:.lastampa.it/2017/12/17/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/gerusalemme-serve-la-volont-di-trovare-insieme-una-soluzione-7tASnPR2pt6m6oUfuYa4mL/pagina.html

.
-APPENDICE:….E SI!!!!,ANCHE I CRISTIANI DICONO LA SUA…….”NINNA-NANNA”(GERUSALEMME CAPITALE DI ISRAEL)

-SU MERCOPRESS:

MercoPress. South Atlantic News Agency

Il Regno Unito non è d’accordo con gli Stati Uniti: Gerusalemme dovrebbe essere la capitale condivisa degli stati israeliano e palestinese
Venerdì, 8 dicembre 2017 – 01:10 UTC Articolo completo di 11 commenti

In linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza, consideriamo Gerusalemme Est come parte dei Territori palestinesi occupati, ha detto la PM Theresa May.
.
Il primo ministro Theresa May ha detto che la Gran Bretagna non è d’accordo con la decisione degli Stati Uniti di trasferire la propria ambasciata a Gerusalemme, come capitale israeliana, e sottolinea che Gerusalemme dovrebbe essere la capitale condivisa degli stati israeliano e palestinese. Ha aggiunto che l’ambasciata del Regno Unito in Israele ha sede a Tel Aviv e non ci sono piani per spostarla.

PM Theresa May ha rilasciato la seguente dichiarazione sul problema:

“Non siamo d’accordo con la decisione degli Stati Uniti di spostare la propria ambasciata a Gerusalemme e riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana prima di un accordo sullo status finale. Riteniamo che non sia di aiuto in termini di prospettive di pace nella regione. L’Ambasciata britannica in Israele ha sede a Tel Aviv e non abbiamo intenzione di spostarla.

“La nostra posizione sullo status di Gerusalemme è chiara e di vecchia data: dovrebbe essere determinata in una soluzione negoziata tra israeliani e palestinesi, e Gerusalemme dovrebbe alla fine essere la capitale condivisa degli stati israeliano e palestinese. In linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza, consideriamo Gerusalemme Est come parte dei Territori palestinesi occupati.

“Condividiamo il desiderio del Presidente Trump di porre fine a questo conflitto. Accogliamo con favore il suo impegno oggi per una soluzione a due stati negoziata tra le parti, e constatiamo l’importanza del suo chiaro riconoscimento che lo status finale di Gerusalemme, compresi i confini sovrani all’interno della città, deve essere oggetto di negoziati tra israeliani e palestinesi .

“Incoraggiamo l’amministrazione americana a presentare proposte dettagliate per una soluzione israelo-palestinese. Per avere le migliori possibilità di successo, il processo di pace deve essere condotto in un’atmosfera libera dalla violenza. Invitiamo tutte le parti a lavorare insieme per mantenere la calma “.

-SULLO STESSO ARGOMENTO:

Le nazioni islamiche richiedono il riconoscimento dello Stato di Palestina e Gerusalemme Est come capitale occupata
.
http:en.mercopress.com/2017/12/08/uk-disagrees-with-us-jerusalem-should-be-the-shared-capital-of-the-israeli-and-palestinian-states

-ANNESSO:

REAZIONE:

21 DICEMBRE 2017:PEDOFILIA,MORTO CARDINALE LAW

-SU LA REPUBBLICA:

Muore Law, il cardinale di Boston che coprì i pedofili nello scandalo del “caso Spotlight”

Il cardinale Bernard Francis Law nel 2002, quando ancora era a Boston
Aveva 86 anni, nel 2002 fu costretto a dimettersi e venne chiamato a Roma da Giovanni Paolo II a fare l’arciprete di Santa Maria Maggiore. Da tempo faceva vita riservata
di ANDREA GUALTIERI
20 Dicembre 2017

Il cardinale Bernard Francis Law è morto all’età di 86 anni. L’annuncio arriva quando è ancora notte in Vaticano, ma è solo tarda serata a Boston, la città nella quale la Chiesa mondiale visse il primo e più deflagrante scandalo contemporaneo legato alla pedofilia.

E Law fu proprio l’arcivescovo di quella diocesi negli anni incriminati, quelli che vanno dal 1984 al 2002: su di lui pesa l’accusa di aver coperto in modo costante e sistematico gli abusi commessi dai sacerdoti.

È Law il presule raccontato nel celebre film Il caso Spotlight, che ha vinto l’Oscar riportando sul grande schermo la storica inchiesta del Boston Globe, dove un gruppo di giornalisti condusse un’inchiesta – che valse poi il premio Pulitzer – per ricostruire le proporzioni del fenomeno delle molestie e la rete di coperture messe in piedi dalla curia.

Law, in particolare, era solito spostare i sacerdoti colpevoli di reati sessuali da una parrocchia ad un’altra, senza prendere provvedimenti risolutivi e senza avvisare la polizia.

Un meccanismo che ha permesso il ripetersi di abusi per anni. Il 13 dicembre 2002, travolto dallo scandalo, l’arcivescovo si è dimesso dall’incarico. Al suo posto arrivò il cardinale Sean Patrick O’Malley, che si è reso protagonista di un’opera di risanamento fino a diventare uno dei massimi referenti ecclesiastici della lotta alla pedofilia.

Ma Law, nel frattempo, non venne messo in disparte: Giovanni Paolo II nel 2004 lo portò a Roma nominandolo arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, incarico insignificante dal punto di vista operativo ma ancora rilevante per prestigio onorifico. Gli permise tra l’altro, appena un anno dopo, di essere in prima fila nella cerimonia solenne per le esequie del papa polacco.

E da cardinale elettore, Law partecipò anche al successivo conclave che scelse Benedetto XVI.

Nel 2011, al compimento degli ottanta anni, la sua qualifica decadde – insieme alla facoltà di partecipare ai futuri conclavi – e gli rimase quella di arciprete emerito della basilica.

La sua vita si chiuse nel riserbo ma tornò alla ribalta dopo l’elezione di papa Francesco, perché la prima visita del pontefice appena eletto avvenne proprio a Santa Maria Maggiore.

Padre Federico Lombardi, all’epoca direttore della Sala stampa vaticana, fu costretto a smentire che Bergoglio avesse allontanato il porporato dal passato inquietante. E spiegò alla stampa mondiale: “Il cardinale Law era presente in modo discreto nella cappella insieme ai membri del capitolo e ai confessori, essendo stato fino a poco tempo fa l’arciprete di Santa Maria Maggiore. Poi è tornato a casa sua: niente da aggiungere”.

Casa sua era nel Palazzo della Cancelleria, edificio del Vaticano alle spalle di Campo de’ Fiori. Lì rimase rintanato anche nei giorni in cui il film di Tom McCarthy spopolava nei cinema e conquistava la statuetta a Hollywood.

Gli ultimi giorni della sua vita, invece, Law li ha vissuti in ospedale per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

http;repubblica.it/vaticano/2017/12/20/news/muore_law_il_cardinale_di_boston_che_copri_i_pedofili_nello_scandalo_raccontato_da_spotlight-184649210/

REAZIONE:HOLLYWOOD,IL GIORNALISMO D’INCHIESTA,IL VATICANO E IL PAPA VENUTO DALLA FINE DEL MONDO.

IL SUO CASO HA APERTO LA NUOVA ERA DI PEDOFILIA ECCLESIASTICA.

.

21 DICEMBRE 2017:RIDICOLO E INFONDATO ATTACCO ALLARMISTICO ALLA SCIENZA(E LA NUOVA ERA)PER PARTE DELL’OSCURANTISMO E IL GIORNALISMO SENSAZIONALISTA

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it

SALUTE RICERCA
Smartphone, l’uso eccessivo provoca uno squilibrio nel cervello degli adolescenti
L’ossessione per cellulari e web modificherebbe i rapporti tra neurotrasmettitori. E’ il risultato di uno studio sudcoreano presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America. Ma la terapia comportamentale ristabilisce l’equilibrio

di TINA SIMONIELLO

NON È solo questione di poco studio, scarso sonno e ridotta socialità: oltre ai comportamenti, la dipendenza da smartphone e internet modifica la chimica del cervello degli adolescenti che ne sono vittime. Uno studio sudcoreano presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America realizzato da ricercatori dell’università di Seul ha dimostrato che l’incapacità di stare lontani da portatili o web – anche solo per qualche ora pena uno stato di malessere, agitazione e ansia  – provocherebbe uno squilibrio nei rapporti tra neurotrasmettitori, le molecole che veicolano le informazioni tra le cellule del sistema nervoso.

·LE DIEMENSIONI DEL PROBLEMA. In un recente studio del Pew Research Center, il think tank statunitense che studia problemi sociali negli Usa e globali, ha dichiarato che non potrebbe vivere senza il proprio smartphone il 46% degli americani. Una percentuale che probabilmente è un’iperbole, ma che delle dimensioni del problema rende bene l’idea. Secondo una stima dell’università di Granada presentata al Congresso mondiale di psichiatria dinamica dello scorso aprile, la fascia di età più colpita dall’ossessione per la connessione perenne sarebbe quella tra i 18 e i 25 anni. E per l’ente di ricerca britannico YouGov più di sei ragazzi su dieci tra i 18 e i 29 anni vanno a letto accompagnati dal loro telefono.

LEGGI Quando la dipendenza da smartphone diventa malattia

·IN ITALIA UN ADOLESCENTE SU 4 È SEMPRE ONLINE.  Nel 2016 Telefono azzurro e Doxakids hanno realizzato una ricerca su 600 ragazzi nella fascia d’età 12-18 anni in tutta Italia. E’ emerso che 17 ragazzi su 100 non riescono a staccarsi da smartphone e social, che 1 su 4 è sempre online, che il 45% si connette più volte al giorno, che il 78% chatta su whatsapp continuamente, e infine – probabilmente il dato più inquietante – che il 21% si sveglia di notte per controllare l’arrivo di eventuali nuovi messaggi.

·I SINTOMI. Ad essere colpiti da smartphone addiction sarebbero soprattutto i giovani con bassa autostima e difficoltà relazionali, secondo gli specialisti che si occupano di questa forma emergente di dipendenza. I cui sintomi, scatenati magari dall’assenza di rete o da cellulare scarico, sono soprattutto ansia e agitazione, ma nei casi davvero gravi anche tremori, vertigini, tachicardia.

·LO STUDIO

Questi sono quindi i segni visibili della smartphone addiction. Ma quali sono quelli biochimici? Per rispondere alla domanda i ricercatori di Seul hanno applicato  la spettroscopia con risonanza magnetica o Mrs, una tecnica radio-neurologica piuttosto recente che misura i metaboliti cerebrali. In particolare hanno valutato due neurotrasmettitori: Gaba e Glx. Gaba, o acido gamma aminobutirrico, è una molecola che inibisce o rallenta i segnali cerebrali e che è stata già associata in precedenti studi a stati di ansia. Glx, cioè glutammato-glutammina, renderebbe invece  i neuroni elettricamente più eccitati , come spiegano gli autori della ricerca in una nota. Lo studio ha coinvolto 19 teenagers, maschi e femmine, di circa 15 anni e mezzo con diagnosi di dipendenza da internet o da smartphone ottenuta con test a punteggio che misurano quanto l’uso di internet e smartphone influisce sulla routine quotidiana, sulle relazioni sociali, sulla produttività, sul ritmo sonno-veglia e sulle emozioni. Test ai quali gli adolescenti addicted hanno raggiunto i punteggi più alti: in termini di depressione, ansia, insonnia, impulsività. Tutti i ragazzi coinvolti nello studio più 19 coetanei non addicted (i controlli sani), sono stati sottoposti a Mrs: i controlli una sola volta, e gli addicted due volte, prima e dopo 9 settimane di terapia cognitivo-comportamentale.

·TROPPO GABA MA LA PSICOTERAPIA FUNZIONA. I risultati? Uno cattivo e uno buono. Il primo: il rapporto tra Gaba e Glx è stato significativamente più alto nel cervello dei giovani con dipendenza, e più la dipendenza era grave (punteggi più altri ai test) più era alto il Gaba. In particolare lo era nella corteccia cingolata anteriore, un’area coinvolta negli strati di stress e associata a diversi disturbi neuropsicologici. Un eccessivo livello di Gaba può provocare diversi effetti collaterali, per esempio stati di ansietà o sonnolenza, hanno riferito i ricercatori dello studio. Il risultato buono è che la terapia cognitivo-comportamentale riesce a normalizzare o a ridurre il rapporto Gaba/Glx. Insomma uno squilibrio c’è, ma la cura funziona. E si vede alla risonanza magnetica.

Per Hyung Suk Seo, professore di neuroradiologia a Seul e primo autore della ricerca, sebbene siano necessari altri studi per comprendere le implicazioni cliniche dei risultati ottenuti, un Gaba alto nella corteccia cingolata anteriore si può correlare alla perdita funzionale di regolazione dei processi di elaborazione all’interno di reti neurali cognitive ed emozionali.  “L’aumento dei livelli di Gaba  – ha poi concluso il neuroradiologo – e la compromissione dell’equilibrio tra Gaba e glutammato nella corteccia cingolata anteriore possono contribuire alla comprensione della fisiopatologia e del trattamento delle dipendenze”.

http:.lastampa.it/2017/12/20/tecnologia/news/la-francia-vieta-a-whatsapp-di-condividere-i-dati-con-facebook-KHX3qgvkrWE82K5Bb7By3J/pagina.html

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 347

21 NOVEMBRE 2017:NE CENTRODESTRA NE CENTROSINISTRA E’ ANCHE UNA MASSIMA EUROPEA.

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
MILANO CRONACA

Agenzia del Farmaco, Milano perde al fotofinish. Gentiloni: “Una beffa”, Sala: “Che botta”

Roberto Maroni e Beppe Sala alla conferenza stampa congiunta

Alla fine hanno deciso non i voti ma la fortuna. Fiano (Pd): “Non si può decidere così”. Il vaffa all’Europa di Calderoli
di ALESSIA GALLIONE
20 Novembre 2017

Una beffa. Solo una beffa. Politici e amministratori (premier compreso) continuano a ripeterlo. Impossibile, per tutti, trovare altri termini per descrivere una sconfitta decretata soltanto dalla sorte. Perché, alla fine, è questo che è successo a Bruxelles. Dove, dopo i giudizi tecnici dati in precedenza al dossier di candaditaura, dopo due votazioni dei ministri degli Affari generali che hanno visto Milano guidare la classifica, la città che ospiterà Ema, l’Agenzia del Farmaco, in procinto di lasciare Londra dopo la Brexit, è stata affidata ad Amasterdam da un bussolotto. Così Paolo Gentiloni, il presidente del Consiglio su Twitter: “Una candidatura solida sconfitta da un sorteggio. Che beffa!” sono alcune delle parole usate sul social.

Milano, infatti, era arrivata prima alle prime due votazioni, poi pari era stato un pareggio (13 punti a 13) con Amsterdam, che è stata più fortunata. Due buste, un sorteggio. E la beffa. Il presidente della Regione Roberto Maroni e il sindaco Beppe Sala, in una conferenza stampa congiunta al Pirellone, la sede che avrebbe dovuto ospitare Ema, hanno dichiarato: “C’è grande delusione ma anche la consapevolezza che si è fatto tutto quello che si poteva per avere un dossier di candidatura molto competitivo, lo si è visto nelle prime due votazioni. Dispiace, eravamo prontissimi”.

VIDEO:

Video Maroni: “Paradigma di come funziona l’Europa”

———–

Subito dopo, Sala ha parlato al Consiglio comunale. E anche lì, di fronte alla città, ha detto: “Le votazioni successive sono state figlie di accordi politici. Purtroppo possiamo dire che è assurdo il sistema del bussolotto, ma è così. Non è un sistema che il nostro Paese aveva visto di buon occhio, tutte considerazioni che vengono dopo. E’ un’occasione importante persa, ma è stata comunque una dimostrazione della forza della nostra città. Milano è una non capitale che compete con le capitali andate al ballottaggio. Dobbiamo essere fieri. Poi, è chiaro che la delusione è stata fortissima, è stata una botta”.

In ballo c’era un indotto da 1,7 miliardi l’anno

Il primo commento in ordine di tempo, era stato quello dell’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran: “E’ stata una grande prova corale, i sorteggi sono così”. Emanuele Fiano, deputato Pd milanese invece: “Una follia che un’assegnazione così importante venga decisa in Europa per sorteggio”. Il leghista Roberto Calderoli era stato il più lapidario: “Vince Amsterdam? Europa vaff..”. Ripredendo, più o meno, il tono del suo segretario Matteo Salvini, che nel pomeriggio (dunque prima dell’esito del voto) aveva detto: “Se l’Europa non riconoscerà a Milano la sede di Ema, sarà solo l’ennesima prova che Bruxelles esiste solo quando deve chiederci soldi”.

Anche la deputata Pd Lia Quartapelle, che ha lavorato in queste settimane partecipando a diverse missioni all’estero, dice: “Non abbiamo nulla da rimproverarci. Ci siamo spesi tutte le carte fino in fondo”. Le diplomazie italiane hanno lavorato fino all’ultimo secondo utile per conquistare il maggior numero di consensi possibili. Al primo round Milano aveva ottenuto 25 punti, 12 al secondo. Per vincere ne servivano 14. Milano ci aveva creduto davvero, anche perché la grande paura di vedersi superare da Bratislava (data per favorita alla vigilia dai bookmaker), era svanita già al termine del primo round, visto che la capitale slovacca era uscita subito dai giochi
.
http:milano.repubblica.it/cronaca/2017/11/20/news/ema_agenzia_del_farmaco_milano_brexit-181630239/
.

22 NOVEMBRE 2017:IL VENETO CAMBIA,SAPPADA TORNA

-SU LA REPUBBLICA:
Sappada lascia il Veneto e torna al Friuli Venezia Giulia: la Camera ha deciso

Via libera definito al passaggio del comune da una regione all’altra, ma sulla decisione si scatena la polemica. Dure critiche del presidente del Veneto Luca Zaia: “Di questo passo daremo uno sbocco sul mare al Trentino”
22 Novembre 2017
.
Via libero definitivo per il comune di Sappada, che dalla regione Veneto può passare al Friuli Venezia Giulia. Il ddl è stato approvato in mattinata dalla Camera con 257 sì e 20 no. 74 deputati – appartenenti a Forza Italia, Mdp e Direzione Italia – hanno preferito astenersi.

Il comune può ritornare quindi alla sua regione originaria, da cui è stata separata nel 1852, ma il voto finale in parlamento ha scatenato subito le polemiche. “A Roma si continua a banalizzare, si pensa che la cura, che sarebbe l’autonomia, si possa sostituire con amputazioni ad hoc” – è il primo commento del presidente della regione Veneto Luca Zaia -, non è un caso se 2,4 milioni di veneti sono andati a votare per il referendum sull’autonomia”. Ma la scelta a Roma – ribadisce – è di usare come cura l’amputazione, invece di riconoscere che quella veneta è una questione cruciale. Oggi se ne va Sappada. Domani sarà Cortina d’Ampezzo, poi chissà. Di questo passo daremo uno sbocco al mare al Trentino”.

Il presidente ha sottolineato come lo statuto speciale delle regioni confinanti stia danneggiando sempre più il Veneto, che per mancanza di requisito non può diventarlo: “Bisogna prendere atto che il Veneto è l’unico a confinare con due regioni a statuto speciale e fare una riflessione: i comuni che ci chiedono di andarsene lo fanno solo verso Friuli e Trentino, nessuno ci chiede di passare in Lombardia o in Emilia Romagna. Bisognerebbe spiegare il perché”.

Ovviamente, di parere opposto Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia: “Sappada non entra nella nostra regione come una bandierina sulla carta geografica, ma accolta come il ritorno di una gente rimasta a lungo staccata dal suo ceppo. Aver conseguito questo risultato è una delle gratificazioni profonde di questa mia legislatura. Il voto di oggi è un atto di giustizia reso alla comunità di Sappada. Confido che da qui in avanti il clima sarà molto più sereno e saranno archiviate polemiche e contrapposizioni”.

“Mandi Sapade! Benrivt tal Fril.Hallo Plodn! Zurück in Friaul. Ciao Sappada! Bentornata al Friuli, la Patrie dal Fril – ha commentato il deputato Gian Luigi Gigli, di Democrazia Solidale – ; esprimiamo dunque grande soddisfazione per il rispetto della volontà popolare dei sappadini con la definitiva approvazione della legge”.

“Non discuto la legittimità della aspirazione di quel comune e la fondatezza delle ragioni storiche e culturali che la supportano. Tuttavia trovo discutibile l’opportunità del provvedimento in questa fase, anche in presenza di altre analoghe questioni aperte nel territorio della regione del Veneto, in particolare nel bellunese, che da sempre richiede una soluzione alla sua esigenza di autogoverno. Ma sopratutto è mia convinzione che sarebbe in ogni caso servita una legge costituzionale” ha dichiarato Lorenzo Dellai, deputato di Des-Cd.

Il ddl passa ora alla firma del Quirinale per il vaglio di costituzionalità legato al fatto che Sappada si appresta a passare da una Regione a statuto ordinario a una a statuto speciale. Contro la decisione della Camera, si è espresso il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta che, in una dichiarazione firmata con Francesco Paolo Sisto – capogruppo nella Commissione affari costituzionali di Montecitorio – ha parlato di “brutta pagina della storia democratica del nostro Paese”.

“La regione Veneto, organo riconosciuto dalla nostra carta fondamentale, aveva diritto di esprimere, come da giurisprudenza costituzionale, un parere formale in merito a questo provvedimento, parere che non è stato possibile formulare a causa dei tempi strettissimi concessi dal Presidente della commissione affari costituzionali di Montecitorio, Andrea Mazziotti di Celso. La maggioranza, altri gruppi parlamentari e la stessa presidente Boldrini non hanno ritenuto di dover concedere ad un tema così delicato un ulteriore margine di approfondimento e di riflessione. Una decisione che non condividiamo e che contestiamo nel merito e nel metodo. Per queste ragioni FI si è astenuta oggi in aula e già nelle prossime ore invierà una lettera al presidente della repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere al capo dello stato di non firmare la legge appena votata e di rimandare alle Camere il provvedimento, difendendo così la Costituzione e la correttezza delle procedure democratiche”.

http:repubblica.it/politica/2017/11/22/news/la_camera_ha_deciso_sappada_puo_tornare_al_friuli_venezia_giulia-181808992/

REAZIONE:LA NUOVA ERA VALE,IL VENETO E’ FUORI.VIVA LA REPUBBLICA,VIVA L’ITALIA.
.

.
-IL GIORNO DOPO:PERCHE NO?
-SU MUNDO HISPANICO:

Ivanka Trump y Chelsea Clinton defienden derecho de hija de Obama a intimidad

By Agencia EFE
noviembre 24, 2017 7:20 PM
.
Ivanka Trump y Chelsea Clinton defendieron hoy el derecho a la intimidad de Malia Obama, hija mayor del expresidente Barack Obama, después de que varios medios publicaran esta semana imágenes sobre la vida privada de la joven.

La defensa se produjo tras la divulgación de imágenes y un video de Malia Obama, que tiene 19 años y actualmente cursa estudios en la Universidad de Harvard, que aparentemente muestran a la chica besando a un joven y fumando mientras hace anillos con el humo.

“Se debería permitir a Malia Obama la misma privacidad que a sus pares de su misma edad. Ella es una joven adulta y un ciudadano privado, y debería estar prohibido” cualquier intromisión en su vida, afirmó en Twitter Ivanka Trump, la hija mayor del presidente Donald Trump.

TWEET

Malia Obama should be allowed the same privacy as her school aged peers. She is a young adult and private citizen, and should be OFF limits.

— Ivanka Trump (@IvankaTrump) 24 de noviembre de 2017

——–

En parecidos términos se manifestó Chelsea Clinton, hija del expresidente Bill Clinton y la ex secretaria de Estado Hillary Clinton.

“La vida privada de Malia Obama, como una mujer joven, una estudiante universitaria, un ciudadano privado no debería ser tu cebo de clicks. Sean mejores”, escribió Chelsea Clinton en la misma red social.

TWEET

Malia Obama’s private life, as a young woman, a college student, a private citizen, should not be your clickbait. Be better.

— Chelsea Clinton (@ChelseaClinton) 24 de noviembre de 2017

———-
La hija de los Clinton defendió el pasado agosto al hijo menor de Trump, Barron, de 11 años, después de que la web de información conservadora The Daily Caller criticara al niño por su forma de vestir.

Desde que Obama dejó la Casa Blanca el pasado 20 de enero, Malia se ha dejado ver en público con su padre en alguna ocasión, como cuando ambos acudieron en febrero juntos en Nueva York a la representación de la obra “The Price” en Broadway.

https:.google.com.uy/amp/s/mundohispanico.com/noticias/nacionales/ivanka-trump-y-chelsea-clinton-defienden-derecho-de-hija-de-obama-a-intimidad/amp#ampshare=https://mundohispanico.com/noticias/nacionales/ivanka-trump-y-chelsea-clinton-defienden-derecho-de-hija-de-obama-a-intimidad

.

-IL GIORNO DOPO 2:VIA JARED
-SU HISPAN TV:
HispanTV
TV EN DIRECTO PROGRAMACIÓN
AMÉRICA DEL NORTE / EE.UU.

.
Trump pidió a Ivanka y Jared que abandonararan la Casa Blanca


Jared Kushner (izda.), yerno y alto asesor del presidente Donald Trump, e Ivanka Trump, 11 de septiembre de 2017.
Publicada: viernes, 24 de noviembre de 2017 9:32
Actualizada: viernes, 24 de noviembre de 2017 10:22

El presidente de EE.UU., Donald Trump, pidió a su hija Ivanka y su yerno Jared Kushner, ambos sus altos asesores, abandonar la Casa Blanca, revela un informe.

“Él [Trump] sigue presionándolos para que se fueran”, dice una fuente cercana a la Casa Blanca al periódico estadounidense Vanity Fair, que publicó la información esta semana.

Según la fuente consultada, cuyo nombre no se reveló, Trump exigió a Ivanka y Jared que regresaran a Nueva York para escapar de la cobertura negativa de la prensa, alimentando así los rumores de una relación tensa entre su yerno y su asesor principal.

Esto viene después de que la revista Politico informara de que Trump ha expresado sus preocupaciones frente a otros miembros de la Casa Blanca, diciéndole a su hija y Jared: “Cariño, te están matando, este es un mal negocio”.

‘Kushner debe renunciar antes de revelarse su contacto con Rusia’ | HISPANTV
Abogados de la Casa Blanca, preocupados por ser revelado contactos con Rusia de Jared Kushner, yerno y asesor del presidente de EE.UU., sopesan su renuncia.

———-

Mientras tanto, Vanity Fair asegura que la influencia de Kushner en la Casa Blanca parece estar disminuyendo, ya que el jefe de personal John Kelly ha “cortado sus alas” con un sistema que baja los contactos de otros con el presidente.

De acuerdo con los reportes, el general Kelly creó un nuevo sistema bajo el cual todos los asesores, incluyendo a Ivanka y Kushner, están obligados a pajsar por Kelly para llegar al inquilino de la Casa Blanca, en un intento por restaurar el orden.

Los informes provenientes de la Casa Blanca aseguran que Kelly no estaba contento por la visita que realizó Kushner a Arabia Saudí en octubre pasado, donde se reunió con el príncipe heredero Mohamad Bin Salman.

Además, se dice que el jefe de Estado de EE.UU. no estaba contento con Kushner por aconsejarle que despidiera a James Comey, director del Buró Federal de Investigación (FBI, por sus siglas en inglés) y también por reunirse con un agente ruso, causándole muchos problemas a su Administración.

Los informes subrayan que Kushner está cada vez más preocupado por la investigación que está liderando el fiscal especial Robert Mueller sobre los vínculos de entornos de Trump con el Gobierno de Rusia para encontrar rastros de una posible influencia rusa en las elecciones presidenciales del 8 de noviembre de 2016.

Los expertos legales declaran que el hecho de que Kushner no entregó su declaración jurada de información financiera y todos sus contactos extranjeros en formularios de autorización de seguridad nacional podría convertirlo en un sujeto de investigación para Mueller, exdirector del FBI.

Uno de los contactos extranjeros que Kushner ha agregado a sus formularios incluye a la abogada rusa Natalia Veselnitskaya, quien estuvo en la reunión mantenida en la Torre Trump en 2016 con Paul Manafort, exgerente de campaña de Trump.
zss/ktg/hnb
.
http:.hispantv.com/noticias/ee-uu-/360533/trump-pedir-ivanka-jared-kushner-abandonar-casa-blanca
.
REAZIONE:LA VITA PRIVATA DI JARED E’ CATTIVO ESSEMPIO DA EVITARE.

.


23 NOVEMBRE 2017:PENSANDO ALLE POLITICHE LA BATTAGLIA DI SICILIA

1-IL DNA DI UNA FAMIGLIA….FONDAMENTALMENTE DEGENERATO,TERRA DI CHAMPIONS,PANAMITO PAPERS(AL JULIUS BAR DI MONTECARLO) IN MANETTE

-SU LA REPUBBLICA:

Messina, Genovese jr. indagato per riciclaggio ed evasione fiscale. Sequestrato patrimonio da 30 milioni di euro

La nuova bufera giudiziaria sulla famiglia del deputato Francantonio coinvolge anche il neodeputato regionale. Gli sarebbero stati trasferiti tutti i beni per sottrarli alla giustizia e al fisco
di ALESSANDRA ZINITI
23 Novembre 2017

Un nuovo ciclone giudiziario travolge la famiglia Genovese a Messina coinvolgendo anche il neo baby deputato appena eletto al Parlamento regionale siciliano con quasi 18.000 preferenze. Riciclaggio ed evasione fiscali i reati ipotizzati nell’avviso di garanzia notificato questa mattina a Luigi Genovese insieme al sequestro di un ingente patrimonio di famiglia, per più di 30 milioni di euro, tra contanti e immobili che il deputato Francantonio Genovese, condannato a 11 anni di reclusione per lo scandalo della formazione professionale in Sicilia, avrebbe cercato di sottrarre al sequestro penale ma anche il fisco con quello che i magistrati della Dda guidata dal procuratore Maurizio de Lucia definiscono una “reiterazione criminale con pervicacia di un piano articolato e strategico”.

———

LEGGI “Sono abbastanza incensurato”

———–

Più di venticinque milioni di euro in contanti su un conto intestato ad una società panamense offshore all’istituto di credito Julius Bar di Montecarlo, altri conti all’Unicredit, alla Banca di credito peloritano di Messina, il sequestro della villa di Ganzirri dove la famiglia abita, di alcuni appartamenti tra Roma, Messina e Taormina, le quote societarie della L&A e della Gepa, trasferite al figlio Luigi, il patrimonio al quale la Guardia di Finanza di Messina ha posto i sigilli in esecuzione del provvedimento disposto dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dai sostituti Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti con il visto del procuratore De Lucia.

Già negli anni scorsi, le indagini della Guardia di Finanza avevano scoperto l’esistenza di conti all’estero nella disponibilità di FrancantGrandangoloonio Genovese e della moglie Chiara Schirò sui quali erano stati movimentati fondi provenienti da evasione fiscale commessa dal padre del deputato, Luigi Genovese. Una polizza per 16 milioni di euro era stata accesa presso il Credit Suisse, ma poi nel 2015, dopo la condanna di Francantonio Genovese al processo “Corsi d’oro”, l’istituto di credito svizzero aveva fatto sapere che quel cliente era indesiderato e buona parte dei fondi erano stati trasferiti a Montecarlo.

L’anno scorso, con una girandola di movimenti bancari, Genovese era riuscito a far rientrare in Italia parte delle somme per pagare una minima quantità delle sanzioni nel contempo comminate dall’Agenzia delle entrate che vantava un credito di venti milioni di euro.

Proprio per mettere al riparo il patrimonio, secondo la Dda di Messina, Francantonio Genovese nel 2016 avrebbe ideato una strategia che prevedeva il trasferimento di denaro a diversi familiari, figli, sorella, nipoti, la compravendita di immobili da alcune società scatole vuote che a lui facevano riferimento e le cui quote sono state cedute, in toto, al figlio Luigi, il neodeputato eletto all’Assemblea Regionale Siciliana tre settimane fa.

Una cessione fittizia naturalmente per far sì che Francantonio Genovese diventasse sostanzialmente nullatenente.

I provvedimenti della magistratura, oltre ai Genovese padre e figlio, riguardano anche la sorella del deputato Rosalia Genovese e il nipote Marco Lampuri

.
http:palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/23/news/messina_genovese_jr_indagato_per_riciclaggio_ed_evasione_fiscale_sequestrato_patrimonio_da_30_milioni_di_euro-181843817/
-APPENDICE:

-SU LA REPUBBLICA:

Il viaggio da predestinato di Genovese jr: “Ho ereditato valori, non voti”

Luigi Genovese

.
Papà, mamma e zio condannati: a 21 anni lo studente universitario si è trovato candidato quasi per forza. “Sono abbastanza incensurato”, diceva. Il voto del 5 novembre è stato un plebiscito: 18 mila preferenze. Le stesse dell’ultimllo parente che si era confrontato con le urne.
di EMANUELE LAURIA
23 Novembre 2017

In molti, ora, dicono che fosse scritto. Che con un padre, una madre, uno zio condannati e tu in pista per non perdere il tesoretto elettorale di famiglia, almeno le critiche le devi accettare. E magari non solo quelle.

Ma certo non si aspettava, Luigi Genovese, di finire nella lista degli indagati. Almeno non cosi presto, appena 18 giorni dopo le elezioni. E a soli 21 anni.

“Sono abbastanza incensurato”, diceva alla vigilia della campagna elettorale il rampollo di Francantonio, lo studente universitario della Luiss che con orgoglio e un pizzico di ironia si è misurato per la prima volta con le urne e con l’etichetta di predestinato. “Se prendo 18 mila voti come mio zio nel 2012 direte che è tutto merito della famiglia. Ma se ne prendo assai meno magari la conclusione sarà che non sono all’altezza”, ragionava Genovese jr. prima di mettersi in cammino.

Ne ha presi 18 mila, ovviamente, perché per Francantonio la raccolta del consenso è scienza, non fantascienza. E via a festeggiare sulle note di “We ariie the champions”, in una Messina che ha riconosciuto ancora il rassicurante fascino del potere.

Il papà deputato con la solita aria un po’ stralunata, nel giorno del brindisi:; “Perché cercate me, io non c’entro nulla…”. E lui, Luigi, pronto ad attaccare di fino: “I veri impresentabili sono i 5 Stelle con il loro linguaggio volgare”.

Il governatore Nello Musumeci non voleva la sua ingombrante candidatura: “I miei voti sono stati decisivi per la sua elezione”. ha rammentato “Genovesino” a spoglio appena concluso. Con quel tono insieme pacato e ambizioso che fa parte del dna di famiglia: Genovese Luigi di Genovese Francantonio, nipote di Genovese Luigi e pronipote di Gullotti Antonino. E poi il santo, padre Annibale di Francia, antenato di parte materna. “Io non ho ereditato voti ma valori”, ripete il neodeputato. Il papà, tornato in auge anche grazie a questo exploit, in questi giorni tratta con Gianfranco Micciché la nomina di un assessore gradito alla casa. Quest’ultimo “incidente”, forse, renderà più difficile l’operazione. Ma la saga dei Genovese non finisce certo qui.

http:palermo.repubblica.it/politica/2017/11/23/news/il_viaggio_da_predestinato_di_genovesino_-181888407/?ref=drnweb.repubblica.scroll-1
.

-APPENDICE 2:NE CENTRODESTRA NE CENTROSINISTRA

PALERMO CRONACA

Formazione, Genovese condannato a undici anni
Insieme al parlamentare di Forza Italia sono state condannate altre ventuno persone. Tra queste il cognato di Genovese, Franco Rinaldi e le rispettive mogli

dal nostro inviato ALESSANDRA ZINITI

MESSINA – Una condanna pesantissima, cosi come aveva chiesto la pubblica accusa. Undici anni di reclusione per il parlamentare di Forza Italia Francantonio Genovese, ritenuto il capo di quell’associazione per delinquere che per molti anni ha drenato risorse regionali per 60 milioni di euro destinati alla Formazione professionale.
Dopo dieci ore di camera di consiglio, la prima sezione del tribunale di Messina presieduta da Silvana Grasso ha pronunciato l’atteso verdetto del processo per i cosiddetti ‘Corsi d’oro’ della Formazione professionale.Tutti colpevoli i 22 imputati. Tra questi, oltre a Genovese, anche il cognato Franco Rinaldi, deputato regionale di Forza Italia, condannato a 2 anni e mezzo di reclusione cosi come le mogli di Genovese e dello stesso Rinaldi, le sorelle Chiara ed Elena Schiro’, rispettivamente a 3 anni e mezzo e 6 anni e mezzo.I due parlamentari sono stati condannati anche all’interdizione dai pubblici uffici per tutta la durata della pena. Il tribunale ha condannato Genovese anche ad una multa da ventimila euro e ha disposto l confisca dei beni gia precedentemente sequestrati come garanzi del risasrcimento del danno alle parti civili tra cui la Regione siciliana e l’assessorato regionale alla Formazione. Il danno verra’ poi quantificato in sede civile.Genovese, che questa mattina era in aula subito prima che il tribunale si ritirasse in camera di consiglio, ha preferito aspettare a casa con i familiari l’esito della sentenza che gli e’ stato comunicato al telefono dall’avvocato messinese Favazzo.Dopo due anni di processo e quasi uno passato tra la cella del carcere di Gazzi e gli arresti domiciliari, Genovese incassa ora una dura condanna, al culmine della vicenda giudiziaria che lo ha portato a transitare dalle file del Pd a quelle di Forza Italia, dopo che i colleghi del Partito democratico votarono favorevolmente all’autorizzazione del suo arresto.Il processo è quello dei “Corsi d’oro della formazione professionale” e ruota attorno alla galassia di enti controllati da Genovese e dai suoi familiari che negli anni hanno drenato decine e decine di milioni di euro destinati alla formazione professionale. Associazione per delinquere, truffa, riciclaggio, frode fiscale, peculato i reati contestati a Genovese.
Tra i condannati anche il deputato regionale Franco Rinaldi, anche lui passato nelle file di Forza Italia. La Regione siciliana si era costituita parte civilehttp:palermo.repubblica.it/cronaca/2017/01/23/news/formazione_genovese_condannato_a_undici_anni-156717658/

2-CHI E’ L’IMPRESENTABILE?

-SU LA STAMPA:

LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
Il candidato M5S in Sicilia arrestato per estorsione che diceva: “Da una parte gli onesti, noi, dall’altra tutti i partiti”
Fabrizio La Gaipa, imprenditore, aveva corso con i grillini nella lista di Cancelleri

Fabrizio La Gaipa con Di Maio, Di Battista e Cancelleri (la foto è presa dal profilo Facebook pubblico di La Gaipa)

Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 15:59
JACOPO IACOBONI
Fabrizio La Gaipa, 42 anni, imprenditore alberghiero di Agrigento, candidato alle scorse regionali con il M5S nella lista di Giancarlo Cancelleri, è stato arrestato per tentata estorsione ai danni di alcuni suoi dipendenti, e è ora agli arresti domiciliari. Secondo l’inchiesta – che nasce da sei esposti in Procura e, fanno sapere gli inquirenti, ha trovato riscontri solidi – avrebbe costretto alcuni dipendenti a firmare false buste paga, e in più avrebbe commesso seri illeciti nelle dichiarazioni al fisco . Non male, per un uomo del partito che gridava «onestà onestà» e vantava una sorta di presunta diversità morale.

Ma chi è La Gaipa? Il personaggio merita di essere raccontato meglio, amante di Pirandello e dei film di George Clooney, tutto dedito all’arte, al turismo colto e alla promozione della Sicilia «e del bello», proprietario di un albergo agrigentino di lusso, il “Costazzurra Museum&Spa”, dove facevano massaggi con antichi strumenti in terracotta, già presidente del Consorzio turistico Valle dei Templi. La Gaipa deve aver intrattenuto un buon rapporto con Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, ritratti in foto – ci viene in aiuto il profilo Facebook (attenti, a queste foto su Facebook) di La Gaipa – sorridenti e abbronzatissimi accanto a lui e a Giancarlo Cancelleri. La foto è stata pubblicata nell’ottobre scorso, quando i big del Movimento si sono felicemente fermati a chiacchierare con lui e a immortalarsi, a margine di un buffet, segno di una certa vicinanza di La Gaipa al gruppetto leader del Movimento, quello di Di Maio e Cancelleri, che ha ottenuto un buonissimo risultato in termini di voti in Sicilia ma non è riuscito a portare Cancelleri alla presidenza della Regione.

VIDEO:

Meloni commenta l’arresto di La Gaipa: “Del M5S i più impresentabili”

La notizia del suo arresto, con gravissime accuse, stride un po’ – va detto – col quadretto di La Gaipa che tendevano a consegnarci le sue patinate e pensose interviste pubbliche. Prendiamone una rilasciata ad “Agrigento Oggi”, di neanche un mese fa. La Gaipa vi appariva come l’imprenditore in camicia bianca tutto dedito a creare posti di lavoro «per il bene dei nostri figli»: «Assistiamo – diceva – a un gravissimo impoverimento sociale causato dalla fortissima emigrazione. Ormai praticamente ogni famiglia ha uno o più figli che sono dovuti andare a cercare una prospettiva migliore lontano da questa terra. Dobbiamo tornare a dare opportunità ai nostri figli. Bisogna creare posti di lavoro ed oggi l’unica opportunità è offerta dalle aziende, specie quelle piccole e medie che rappresentano la spina dorsale dell’economia dell’Isola». La Procura ritiene però che i metodi da lui usati non fossero il massimo bene dei nostri figli. La Gaipa si scagliava contro «decenni di malgoverno» che hanno costretto «tutta la Sicilia si trova a vivere una condizione di profonda crisi». Arringava contro «il totale abbandono» della provincia agrigentina. Sosteneva che solo il programma M5S, e il suo in particolare, avrebbero potuto risollevarla: si rinasce solo «ridando dignità ai cittadini dell’agrigentino attraverso il completamento delle opere pubbliche e il ritorno ad una cultura del bello. Solo in questa maniera si creeranno i presupposti per una rinascita sociale ed economica vera e duratura».

Ma è negli slogan finali, che La Gaipa si superava, mettendo da una parte gli onesti, lui e il M5S, dall’altra tutti gli altri: «Mi pare evidente che in queste elezioni si combatta una battaglia in cui da una parte ci sono i cittadini e dall’altra la vecchia politica che ci ha portato alla situazione insostenibile in cui siamo». Concludeva che «l’unico alleato del Movimento 5 Stelle sono i cittadini onesti e liberi». Parole onestamente profetiche.
Licenza Creative Commons

http:.lastampa.it/2017/11/14/italia/politica/candidato-ms-in-sicilia-arrestato-per-estorsione-y3l2YnPt07JNMar2pTvBBJ/pagina.html

3-COSI SU CORRIERE DELLA SERA:

Corriere della Sera
CRONACA
Mezzogiorno, 23 novembre 2017 – 09:25
 .
«Fondi esteri per 16 milioni»: indagato a Messina Luigi Genovese, neo eletto all’Ars
Pdi Chiara Marasca

Fondi esteri per sedici milioni di euro schermati da una polizza accesa attraverso un conto svizzero presso la società Credit Suisse Bermuda. Con le accuse di evasione fiscale e riciclaggio è indagato a Messina Luigi Genovese, 21 anni, recordman di preferenze alle ultime regionali siciliane, eletto all’Ars nelle file di Forza Italia. Luigi è figlio dell’ex deputato Francantonio, condannato a 11 anni per corruzione, anche lui indagato in questa inchiesta, coordinata dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia. I finanzieri del comando provinciale di Messina stanno procedendo all’esecuzione del sequestro di società di capitali, conti correnti, beni mobili ed immobili e azioni riconducibili ai due politici e ai loro familiari. Durissimo il giudizio del gip, per il quale «la personalità e i ruoli degli indagati, gravi fatti pregressi in qualche modo collegati, il contesto nazionale e locale in cui si incastonano i reati, il livello delle somme e beni oggetto di richieste e la costante valenza penale dei comportamenti, forniscono un quadro di gravità eccezionale».

Le accuse:

Luigi Genovese, secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo determinante nelle operazioni societarie fatte dal padre Francantonio per riciclare, complessivamente, circa 30 milioni di euro. Per la Finanza, che ha condotto l’indagine, i Genovese avrebbero usato quella che nel gergo si chiama la «tecnica dell’altalena». Per mettere al riparo 16 milioni provento del riciclaggio e per sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte e delle sanzioni amministrative collezionate, che hanno raggiunto circa 25 milioni di euro, Francantonio Genovese si è spogliato di tutto il patrimonio finanziario, immobiliare e mobiliare a lui riconducibile, attraverso la società schermo GE.FIN. s.r.l. (ora L&A Group s.r.l.) e Ge.Pa. s.r.l., di cui deteneva il 99% ed il 45% delle quote sociali, trasferendolo al figlio Luigi insieme a denaro proveniente dal precedente riciclaggio.

http:video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/video-embed/55f50c8a-d04b-11e7-8b14-5fe28be65572?playerType=article&autoPlay=false&mobile=true
Genovese jr: «Condotta lineare e regolare: lo dimostrerò»

«Sto già valutando insieme al mio legale di fiducia le iniziative da assumere in sede giudiziaria, certo di dimostrare la linearità e la regolarità della condotta mia e dei miei congiunti, nella gestione dei beni di famiglia», ha affermato Luigi Genovese. «Anche se la tempistica di questo provvedimento», prosegue, «può apparire sospetta, voglio credere che non vi sia alcuna connessione con la mia recente elezione all’Assemblea Regionale Siciliana. Per questo non consentirò nessuna eventuale strumentalizzazione in chiave politica. Ringrazio le centinaia di persone che già in queste ore mi hanno manifestato grande solidarietà e affetto»Francantonio GenoveseFrancantonio Genovese

Genovese senior

Francantonio Genovese, dopo una carriera politica a livello regionale, è approdato alla Camera dei Deputati nel 2008, eletto con il Partito democratico. Nel 2015 però ha abbandonato i dem transitando in Forza Italia e portandosi dietro decine di consiglieri comunali e di circoscrizione di Messina che facevano riferimento alla sua area politica. Il cambio di casacca è arrivato dopo la decisione dei deputati del suo partito di autorizzarne l’arresto: il politico era indagato per associazione per delinquere, truffa, riciclaggio, frode fiscale e peculato, perché, secondo l’accusa, con enti controllati da lui e dai suoi familiari aveva truffato la Regione siciliana. Si tratta della vicenda sfociata nel cosiddetto processo «Corsi d’oro» che il 22 gennaio scorso ha visto Genovese condannato in primo grado a 11 anni di reclusione. Il politico messinese è però rimasto deputato, perché per questi reati la legge Severino non prevede la decadenza.

http:video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/video-embed/879ab4de-d072-11e7-8b14-5fe28be65572?playerType=article&autoPlay=false&mobile=true

È il quarto neo deputato indagato

Il figlio Luigi ha debuttato in politica candidandosi direttamente all’Ars, dove alle elezioni del 5 novembre scorso è risultato eletto con circa 18mila preferenze, il più votato nella provincia di Messina. Genovese jr è il quarto neodeputato dell’Assemblea regionale siciliana a finire inquisito. Il record temporale lo detiene un altro messinese, Cateno De Luca , arrestato appena due giorni dopo il voto, accusato di aver messo in piedi un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una rilevante evasione fiscale di circa un milione 750 mila euro. De Luca è stato eletto all’Ars con 5418 preferenze, nella lista messinese di Udc-Sicilia Vera ed era tra quelli considerati impresentabili dal M5s. Par condicio giudiziaria: dopo De Luca è toccato al centrosinistra, con l’avviso di garanzia a Edy Tamajo, che alle regionali siciliane ha corso in «Sicilia futura», formazione che fa capo all’ex ministro Salvatore Cardinale. Tamajo è accusato dai pm di Palermo di aver comprato parte dei consensi ottenuti pagando 25 euro a voto. Riccardo Savona, eletto con Forza Italia, è indagato invece per truffe su compravendite immobiliari. Secondo l’accusa lui e la moglie avrebbero “simulato” la vendita di case con l’obiettivo di farsi consegnare il denaro. Oltre una ventina le vittime del presunto raggiro.

Ars, già sei i deputati nella bufera Ars, già sei i deputati nella bufera giudiziaria

Le operazioniAltri due neo deputati, poi, benché non indagati, sarebbero coinvolti in vicende all’attenzione dei magistrati inquirenti. In un servizio delle Iene una donna ha raccontato di avere ricevuto in campagna elettorale una promessa di 50 euro in cambio del voto per Antonio Castro, di Forza Italia, il quale ha replicato tramite i suoi legali di essere vittima di un’informazione «aggressiva e scandalistica». E sempre a Catania un altro «mister preferenze», Luca Sammartino, eletto con oltre 30 mila voti nella lista del Pd, ha annunciato querele per un video diffuso dal M5s in cui viene ipotizzato che un’anziana donna interdetta, ricoverata in una casa di cura, sia stata indotta a votare per Sammartino. Su questa vicenda la Procura ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti dopo la denuncia presentata dal figlio della donna.

Cancelleri: avevo avvertito Musumeci

«Avevamo detto che moralmente era sbagliato, invitando Musumeci e Fi a non candidare persone del genere perché avrebbero ereditato cose poco edificanti, a prendere le distanze», ha commentato Giancarlo Cancelleri in diretta Facebook, parlando di Luigi Genovese, indagato dalla procura di Messina per riciclaggio di denaro

.
http:corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/cronaca/17_novembre_23/messina-indagato-riciclaggio-luigi-genovese-neo-eletto-all-ars-d34cad48-d026-11e7-8b14-5fe28be65572.shtml

-APPENDICE:SU CORRIERE DELLA SERA:

 Corriere della Sera
POLITICA
Mezzogiorno, 6 novembre 2017 – 17:48
 .
Sicilia, boom di voti per Genovese jr: a 21 anni debutta in politica e va all’Ars
di Gianluca Rossellini

Dopo il nonno, il padre ora anche il figlio: Luigi Genovese figlio di Francantonio Genovese, condannato a 11 anni di carcere in primo grado nel processo messinese «Corsi d’oro» sullo scandalo della formazione professionale regionale, è diventato infatti a soli 21 anni deputato regionale di Forza Italia. Ha raggiunto quasi 18 mila voti nella provincia di Messina risultando in assoluto uno dei più votati della Sicilia. Più volte additato tra gli “impresentabili” durante la campagna elettorale, Luigi Genovese, secondo anno di Giurisprudenza alla Luiss, è andato avanti per la sua strada puntando su imprese, start up e innovazione. Ma utili sono stati soprattutto i voti del padre Francantonio che, dopo il carcere preventivo e la condanna di primo grado, non si è rassegnato a lasciare la politica ma ha lasciato il Pd passando a Fi. Con lui sono passati nel partito di Berlusconi anche decine di consiglieri comunali e circoscrizionali facendo così mutare anche gli equilibri al comune di Messina. Ora, dopo il nonno Luigi e lo zio, il più volte ministro Antonino Pietro Gullotti, anche il giovane rampollo figlio di Francantonio Genovese debutta in politica direttamente da deputato regionale, senza fare gavetta. Ma lui è tranquillo e ha più volte dichiarato, durante le interviste, «non avrò problemi perché seguirò i consigli di mio padre»

.
http:corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/politica/17_novembre_06/messina-boom-voti-genovese-jr-debutto-all-ars-il-figlio-dell-ex-deputato-7ff013be-c311-11e7-b6ac-dc5d5d317d53.shtml

-APPENDICE 2:

Corriere della Sera
CRONACA

LA SENTENZA

Mezzogiorno, 23 gennaio 2017 – 20:35
Formazione, deputato Fi Genovese
condannato a 11 anni di carcere
di Gianluca Rossellini
.
Il tribunale di Messina, nell’ambito del processo Corsi d’oro 2, ha condannato il parlamentare ex Pd ora con Forza Italia, Francantonio Genovese, a 11 anni di reclusione e il cognato Franco Rinaldi deputato regionale di Fi all’Ars a 2 anni e sei mesi. Nel processo sono stati condannati altri 21 indagati. Secondo l’accusa gli indagati, grazie a prestazioni simulate e spese “gonfiate” relative agli affitti, al noleggio delle attrezzature e alla pulizia dei locali in cui venivano tenuti i corsi di formazione, avrebbero ottenuto finanziamenti più cospicui per i corsi di formazione approvati dalla Regione Sicilia e finanziati con fondi regionali, statali ed europei. Genovese, ex sindaco di Messina ed ex segretario regionale e deputato del Pd, sarebbe stato l’organizzatore di questo sistema utilizzato per ottenere i fondi regionali della formazione con fatture “gonfiate” fino al 600%. In questo modo gli enti che facevano capo a Genovese e venivano gestiti da alcuni suoi uomini fidati si sarebbero accaparrati decine di milioni di euro di finanziamenti.
Richiesta di arresto
L’arresto di Genovese era stato richiesto dal gip di Messina nel marzo del 2014 e Il 15 maggio, la Camera, dopo uno scontro tra il Pd e il M5S sul rinvio del voto, autorizzò la richiesta di arresto nei confronti di Genovese con 371 si, 39 no e 13 astenuti. Dopo una settimana in carcere, Genovese andò ai domiciliari il 21 maggio 2014. Il parlamentare ritornò in carcere il 15 gennaio 2015, dopo la decisione definitiva della Cassazione. Il 31 luglio 2015 venne scarcerato e trasferito nuovamente ai domiciliari Il deputato tornò libero il 26 novembre 2015 per la scadenza del termine massimo di custodia cautelare in carcere. Nella requisitoria il pm Sebastiano Ardita aveva sottolineato la «gravità dei reati, sia per le responsabilità pubbliche di chi li commette, sia perché sottraggono importate risorse in un settore strategico e vitale come la formazione professionale, con tanti giovani in cerca di lavoro», creando «effetti sociali e danni» che sono «immaginabili in una Sicilia martoriata dal disagio, dalla disoccupazione e dalla alternative illecite al lavoro negato».
http:corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/cronaca/17_gennaio_23/formazione-deputato-fi-genovese-condannato-11-anni-carcere-7160096e-e1a1-11e6-b3d3-cd3faf34d4d9.shtml

-APPENDICE 3:

Corriere della Sera
CRONACA
MESSINA

Mezzogiorno, 8 novembre 2017 – 09:10
Sicilia, evasione fiscale: arrestato il neodeputato Cateno De Luca

Appena eletto all’Ars e già arrestato. Cateno De Luca, messinese, neo deputato all’Assemblea regionale siciliana è finito ai domiciliari in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Messina a conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Messina. I carabinieri e la guardia di Finanza, hanno arrestato, ai domiciliari, anche il presidente della Fenapi (federazione piccoli imprenditori) Carmelo Satra: i due sarebbero stati promotori di un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una rilevante evasione fiscale di circa un milione 750 mila euro. De Luca è stato eletto all’Ars con 5418 preferenze, nella lista messinese di Udc – Sicilia Vera. Il neo deputato era tra quelli considerati impresentabili dal M5s.
Le indagini
Attraverso le indagini, dicono gli investigatori, è stato individuato un complesso reticolo societario facente capo alla Federazione nazionale autonoma piccoli imprenditori ed alla società Caf Fenapi s.r.l., riconducibile a De Luca e Satta utilizzato, nel corso del tempo, per un sofisticato sistema di fatturazioni fittizie finalizzate all’evasione delle imposte dirette ed indirette. «Lo schema evasivo – dicono gli inquirenti – emerso prevedeva l’imputazione di costi inesistenti, da parte della Federazione Nazionale a vantaggio del Caf Fenapi s.r.l., individuato quale principale centro degli interessi economici del sodalizio criminale. La frode si è sviluppata basandosi sul trasferimento di materia imponibile dal Caf alla Federazione nazionale, in virtù del regime fiscale di favore applicato a quest’ultima, che ha determinato un notevole risparmio di imposta». Nell’ambito dell’indagine sono state denunciate otto persone ed è stata disposta l’esecuzione del sequestro preventivo per equivalente fino all’ammontare dell’indebito risparmio di imposta, sia nei confronti degli arrestati che nei confronti della società Caf Fenapi, nei cui confronti è stata applicata la normativa in materia di responsabilità amministrativa degli enti.
Gli altri indagati
Oltre al deputato regionale Cateno De Luca e al suo collaboratore Carmelo Satta, sono coinvolti nell’inchiesta su una maxi evasione fiscale Cristina e Floretana Triolo, Antonino Bartolotta, Giuseppe Ciatto, Domenico Magistro, Francesco Vito, Carmelina Cassaniti e Fabio Nicita. Per loro, tutti denunciati, non è stata chiesta la misura cautelare. Le Triolo sono due collaboratrici di De Luca e lavorano anche al Fenapi, Ciatto è un commercialista che fa le dichiarazioni fiscali del Caf Fenapi, Nicita è il vicepresidente del cda del Fenapi, Cassaniti legale rappresentante del Caf Fenapi, Bartolotta è uno stretto collaboratore di De Luca, Magistro è presidente del collegio sindacale del Caf Fenapi e Vito è il responsabile dell’area fiscale del Caf.
Bindi: fatto gravissimo, era tra gli impresentabili
«Questo è un fatto gravissimo ma non è il primo, auguriamoci che possa essere uno degli ultimi», ha affermato la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, in riferimento all’arresto di Cateno De Luca. «L’esito della nostra inchiesta sarà reso noto non appena completato. Il nome di De Luca – ha sottolineato Bindi, in riferimento al lavoro della Commissione sugli impresentabili, a margine di un convegno alla Fondazione Luigi Sturzo – era un nome non solo segnalatoci dal candidato Cancelleri, ma anche dalla prefettura e dalla procura competente. È l’ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l’elettorato attivo e passivo nel nostro Paese sono insufficienti, non solo per i tempi lasciati a disposizione delle commissioni elettorali per valutare la regolarità della situazione giuridica dei candidati, in base alle leggi, e in particolare alla legge Severino. Ma forse», ha aggiunto Bindi, esiste anche una contraddizione all’interno della stessa legge per la distinzione tra incandidabilità ed ineleggibilità». Per Bindi «è evidente che chi è candidabile ma non eleggibile comunque droga il risultato delle elezioni, perché il consenso raccolto, anche nel caso in cui la persona di fatto ineleggibile non venisse eletta, interviene ad alterare il risultato».
.
http:corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/cronaca/17_novembre_08/sicilia-evasione-fiscale-arrestato-neodeputato-cateno-de-luca-fb36ff1e-c457-11e7-b640-03b6aabdaba2.shtml

27 NOVEMBRE 2017:BERLUSCONI A GIUDIZIO PER RUBY TER(CLEOPATRA)

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
TORINO CRONACA

La Procura di Torino chiede il rinvio a giudizio di Berlusconi per il processo Ruby Ter

Roberta Bonasia alle finali di Miss Italia 2010

Il fascicolo trasferito da Milano per competenza territoriale coinvolge anche una modella di Nichelino
24 Novembre 2017

— — ——

Sullo stesso tema
Gare truccate e voto di scambio, coinvolta la parlamentare del Pd Camilla Sgambato
Messina, il Riesame annulla misure per Cateno De Luca

——  –
Una richiesta di rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi è stata depositata dalla Procura di Torino.

Il procedimento è uno dei filoni della cosiddetta inchiesta ‘Ruby ter’ ed è stato originato dalla decisione presa il 29 aprile 2016 da un gup di Milano di ‘spacchettare’ il processo principale e di trasferire gli atti a sette diverse procure per competenza territoriale. Berlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari insieme a Roberta Bonasia, 32 anni, di Nichelino, ex infermiera poi diventata modella.

Il giudice milanese aveva ritenuto determinante il luogo in cui ha la sede l’Istituto bancario dove arrivò il bonifico. Bonasia, ora 32 anni, ex infermiera, poi modella e soubrette, ricevette del denaro da Berlusconi, secondo le accuse della Procura di Milano, per rendere dichiarazioni non veritiere nei procedimenti giudiziari sulle cene di Arcore. E il bonifico fu fatto su una banca torinese.

Bonasia aveva vinto nel 2010 il titolo di Miss Torino e ha poi partecipato al concorso nazionale di Miss Italia. Nelle intercettazioni si era fatto cenno a lei quale possibile “compagna” del presidente del Consiglio: una circostanza che era però stata smentita dagli interessati

http:torino.repubblica.it/cronaca/2017/11/24/news/la_procura_di_torino_chiede_il_rinvio_a_giudizio_di_brlusconi_per_il_processo_ruby_ter-181990777/

-APPENDICE

-SU LA REPUBBLICA

TORINO CRONACA

Torino, chiusa inchiesta su Berlusconi per corruzione in atti giudiziari nel “caso Ruby”Silvio Berlusconi e Roberta Bonasia

L’ex premier, secondo le accuse, avrebbe dato denaro alla soubrette Bonasia “per farle rendere dichiarazioni non veritiere” sulle cene ad Arcore

La procura di Torino ha formalmente chiuso le indagini preliminari su Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. L’atto è stato notificato alle parti in causa. Il procedimento è legato al caso Ruby. Lo scorso 29 aprile un gup del tribunale di Milano aveva disposto la trasmissione degli atti nel capoluogo piemontese per la parte che riguardava le posizioni dell’ex presidente del Consiglio e di Roberta Bonasia, di Nichelino (Torino), anche lei indagata, per competenza territoriale: il giudice aveva ritenuto determinante il luogo in cui ha la sede l’Istituto bancario dove arrivò il bonifico. Bonasia, ora 32 anni, ex infermiera, poi modella o , oe soubrette, ricevette del denaro da Berlusconi, secondo le accuse della Procura di Milano, per rendere dichiarazioni non veritiere nei procedimenti giudiziari sulle cene di Arcore. Bonasia aveva vinto nel 2010 il titolo di Miss Torino e ha poi partecipato al concorso nazionale di Miss Italia. Nelle intercettazioni si era fatto cenno a lei quale possibile “compagna” del presidente del Consiglio: una circostanza che era però stata smenttita dagli interessati

.
“Una torinese la fidanzata del premier”

http:torino.repubblica.it/cronaca/2017/04/20/news/torino_chiusa_inchiesta_su_berlusconi_per_corruzione_in_atti_giudiziari_nel_caso_ruby_-163457512/

-APPENDICE:”…Come un cavallo……”(VIDEO)

REAZIONE:

.
27 NOVEMBRE 2017:MACRON SI PRENDE LA CITY
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it MONDO
SEZIONI
LA STAMPA PREMIUM
Per leggere La Stampa Premium è necessario essere abbonati.
SCOPRI L’OFFERTA
ACQUISTA
ESTERI
AP

.
Articolo tratto dall’edizione in edicola il giorno 25/11/2017.
Parigi vuole una City in riva alla Senna
Macron punta a sfilare a Londra il primato sulla finanza. E vara norme per attrarre le banche
Non bastavano il primato sui congressi, il record mondiale di turisti, le sedi di sette organizzazioni internazionali tra cui l’Ocse o l’Unesco, l’assegnazione dei mondiali di Rugby del 2023 o le Olimpiadi de 2024. Dopo gli anni neri della crisi e del terrorismo, la Parigi «pigliatutto» del presidente (ed ex banchiere d’affari), Emmanuel Macron, sogna di sostituire Londra come principale piazza finanziaria europea. A dare nuovo smalto ai francesi, in questa ritrovata voglia di grandeur, è stata …continua
PAOLO LEVI
http:.lastampa.it/2017/11/25/esteri/parigi-vuole-una-city-in-riva-alla-senna-10F8zLGTpWxMBTQnftafWK/premium.html

27 NOVEMBRE 2017:TOTO RIINA CHIEDE GALERA A VITA PER BERLUSCONI
-SU YOUTUBE:

.
REAZIONE:MENTRE LA GIUSTIZIA ACCUSA BERLUSCONI DI ESSERE IL MANDANTE DELLE STRAGGI DI FIRENZE ED ALTRE,TOTO RIINA LO ACCUSA DI FINANZIARE COSA NOSTRA E CHIEDE GALERA A VITA.

28 NOVEMBRE 2017:BERLUSCONI CHIEDE GALLITELLI CANDIDATO PREMIER

-SU LA STAMPA:

LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
LA STAMPA PREMIUM
Per leggere La Stampa Premium è necessario essere abbonati.
SCOPRI L’OFFERTA
ACQUISTA
POLITICA
ANSA

Articolo tratto dall’edizione in edicola il giorno 28/11/2017.
Il generale spiazzato dalla sua candidatura. E Forza Italia frena
Gallitelli era stato sondato come ministro
Mai si sarebbe aspettato di finire di colpo nel tritacarne politico-mediatico, l’ex generale Leonardo Gallitelli, comandante dell’Arma per 6 anni, dal 2009 al 2015, uomo silenzioso, ecumenico e prudente quanto nessun altro. Mai. Epperò come esternare la propria sorpresa, quando ti candidano a possibile premier del Paese? E in così illustre compagnia, per di più, assieme a Sergio Marchionne e Mario Draghi. Così, nelle telefonate del giorno dopo, l’ex comandante è parso lusingato, ma non proprio f…continua
FRANCESCO BRUGNETTI
http:.lastampa.it/2017/11/28/italia/politica/il-generale-spiazzato-dalla-sua-candidatura-e-forza-italia-frena-WSpmMgZrAV6DW1Qb9otNgI/premium.html

.
-APPENDICE:

SALVINI NON SCHERZA,NIENTE GALLITELLI,BERLUSCONI FACCIA IL “CAPO AL MILAN

REAZIONE:FINALMENTE RIINA E’ RIUSCITO A SMONTARE POST-MORTEM LA CANDIDATURA GALLITELLI.

29 NOVEMBRE 2017:NORD O NON NORD,VIA LA LEGA

-SU IL MESSAGERO:

Sicilia, Musumeci lascia Salvini fuori dalla giunta. La Lega: senza assessori, via dalla maggioranza

2 Martedì 28 Novembre 2017 16:25;
La dichiarazione suona più come un aut aut. Senza un posto in giunta la Lega è pronta a lasciare la maggioranza targata Musumeci. Uno strappo ormai praticamente certo, a meno di novità dell’ultimora, testimoniato anche dalla decisione di Angelo Attaguile, segretario nazionale del movimento Noi con Salvini e deputato del Carroccio, di non partecipare stasera all’incontro convocato dal neo governatore Nello Musumeci per fare il punto sulla Giunta ormai pronta al debutto ufficiale. «Non ci sarò, non ho nulla su cui confrontarmi, ho già espresso pubblicamente la posizione del partito e Musumeci ha fatto scelte diverse» dice Attaguile, confermando di aver chiesto anche ad Alessandro Pagano, segretario della Sicilia occidentale della Lega-Noi con Salvini, di disertare il vertice. «Se andrà lo farà a titolo personale» avverte.

Il rospo che la Lega pare non voler mandare giù è la decisione del presidente della Regione di escludere dalla sua squadra proprio il partito di Salvini, per fare posto a Fratelli d’Italia. «Gli accordi in campagna elettorale erano diversi e non sono stati rispettati» spiega Attaguile, ricordando «l’impegno in prima persona» di Matteo Salvini, che nell’Isola «ci ha messo la faccia, spendendosi in prima persona». Il ragionamento della Lega è noto da tempo. Dopo l’esclusione dal listino del presidente, il posto in giunta era un atto dovuto. Di più. Promesso durante la difficile campagna elettorale, durante la quale il partito di Salvini, insieme a Fratelli d’Italia si è sempre schierato a fianco di Musumeci, prima ancora che sul nome dell’ex presidente della Provincia di Catania convergesse anche Forza Italia.

«Vedremo cosa Musumeci deciderà domani – aggiunge Attaguile indicando un tempo strettissimo per la presentazione della Giunta – e dopo ovviamente Salvini farà le sue valutazioni». Perché, è il ragionamento del segretario nazionale di Noi con Salvini, «non c’è dubbio che la vicenda siciliana ha un risvolto nazionale. Musumeci non può dire ‘decido iò, serve un confronto democratico con i partiti – prosegue -. Invece quello a cui assistiamo è un gioco da vecchia politica. Metodi che non ci piacciono. Si va alla ricerca di poltrone e si resta prigionieri di vecchi sistemi. Noi abbiamo una prospettiva diversa e come Lega avremmo apportato un’immagine e una linea politica differente». «In giunta? Saremmo stati delle sentinelle – conclude Attaguile -. Invece questi metodi di Musumeci non li capisco e non li condivido. Il governatore farà le sue valutazioni nelle prossime ore e noi le nostre. Poi Salvini esprimerà la posizione del partito».

http:m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-3395106.html
.
REAZIONE:E CI PROVI PURE A GOVERNARE LA SICILIA CON SALVINI.

SALVINI SULLA SICILIA NON HA IDEE CHIARE:GLIELO SPIEGO IO,CON O SENZA LA PAROLA NORD,SEMPRE LEGA DEL TERRITORIO NORD E’,SI TRATTA SOLTANTO DI UNA QUESTIONE SEMANTICA.E COSI IN SICILIA NON ESSISTE,NE MENO QUEL POCHETTINO VENUTO FUORI  NELLE PRESIDENZIALI REGIONALI.LA LEGA DEL NORD NON GOVERNERA MAI IN PRIMA PERSONA SULL’ISOLA.QUANDO I FATTI DI LAMPEDUSA E LA ALLEANZA CON GHEDAFY SI TRATTAVA DI BOSSI E MARONI CON CARICHE IN UN GOVERNO BERLUSCONI.

29 NOVEMBRE 2017:SEPARATISMO CORSO

-SU LA REPUBBLICA:

Indipendentismo
Viaggio nella Corsica che sogna l’autonomia

28 NOVEMBRE 2017
Il 3 dicembre l’isola va al voto e i nazionalisti sono favoriti. “Ma non siamo come la Catalogna”
DALLA NOSTRA INVIATA ANAIS GINORI
CONDIVIDI
Di che cosa stiamo parlando La Francia teme un effetto Catalogna sul voto in Corsica previsto domenica 3 dicembre. I 230mila abitanti dell’isola devono eleggere i 63 consiglieri della nuova struttura del governo regionale e la lista unitaria “Pé a Corsica”, composta dai “nazionalisti” che chiedono più autonomia, è data per favorita contro la lista appoggiata dal presidente francese Emmanuel Macron. AJACCIO. Un tiepido sole attraversa le palme del.
.
https:rep.repubblica.it/pwa/generale/2017/11/28/news/viaggio_nella_corsica_che_sogna_l_autonomia-182459054/
.
REAZIONE:LA NUOVA ERA CON IL SEPARATISMO CORSO,E FORSE STA ARRIVANDO L’ORA CHE LA SICILIA FACCIA LO STESSO.


30 NOVEMBRE 2017:NIENTE NAVI PER SALVINI
-SU LA REPUBBLICA:
Repubblitca.it

POLITICA
Salvini: “No candidati a capocchia. Pronto a fare il premier”
Matteo Salvini
Il segretario della Lega a Circo Massimo su Radio Capital: “Da Berlusconi poca trasparenza: voglio un contratto in dieci punti sul programma”. “No a governo succursale di Berlino”. “Grave no di Fi contro rito abbreviato per stupri”. “Mister Friuli senegalese? Non mi scandalizzo”

ROMA –Matteo Salvini scatenato contro Silvio Berlusconi, nell’intervista al Circo Massimo di Radio Capital, dalla legge sul rito abbreviato alla situazione in Sicilia passando per il programma del centrodestra in vista delle elezioni e il rapporto con Angela Merkel. “Incredibile, chiedete a Forza Italia cosa è successo”.

Così il leader della Lega commenta il mancato appoggio di Forza Italia alla legge voluta dalla Lega ma sostenuta anche dal Pd, che per i reati più gravi a cominciare da omicidi e stupri esclude il rito abbreviato e gli sconti di pena. “Era una proposta di legge intelligente – dice Salvini – ma FI non vota nel nome di un garantismo che non c’entra nulla, in questo caso”.
—-

Elezioni,Salvini:”Berlusconi lancia un candidato ogni quarto d’ora.Non è serio”
——
È grave. Per non parlare poi del no della sinistra. La presidente Laura Boldrini parla di diritti delle donne ma con quale faccia lo fa se quando si tolgono gli sconti di pena per quei reati poi la sinistra si oppone”.

Dopo il lancio della candidatura a premier dell’ex comandante dell’Arma Dino Gallitelli, Salvini dice che non ha avuto tempo di parlare con Berlusconi per avere spiegazioni. “Comunque – aggiunge – è la quinta che lancia. Quindi chiedo a tutti i colleghi della Lega che fanno campagna elettorale di essere seri. Promettere poco e mantenere tanto. Quando uno lancia un candidato ogni quarto d’ora non fa una operazione di concretezza e trasparenza”.

Quando gli si chiede di commentare l’imitazione di Maurizio Crozza che fa dire a Silvio Berlusconi che Salvini è certamente un candidato premier ma dopo “il guardiano del faro di Ventotene”, il leader della Lega sostiene che nelle parole del comico “ci può essere un fondo di verità ma la decisione verrà presa dai cittadini italiani la domenica del voto. Da parte mia mi sento pronto. Ma quando sento Berlusconi che vuole coinvolgere Scelta Civica dico che non è serio. Non possiamo tirare su tutti e fare l’Arca di Noè e poi litigare il giorno dopo”.

Salvini propone a Berlusconi di fare “un programma in dieci punti”, dopo il contratto con gli italiani il contratto con Berlusconi, perché “lo fecero già in passato e allora facciamolo anche adesso. Se non è il notaio va bene il macellaio, il benzinaio, dove vuole lui”. Alla domanda se è preoccupato per la tenuta della coalizione Salvini risponde “non voglio vincere solo per il gusto di vincere ma per aver la possibilità di cambiare il Paese per cinque anni e non per litigare”.

“Dico che è meglio tirare fuori i problemi prima”. “Oggi per esempio – aggiunge il leader della Lega – vado a Bruxelles e il rapporto con l’Europa è un problema. Se Berlusconi ha come punto di riferimento Angela Merkel è una cosa da chiarire. Non voglio andare al governo per fare la succursale di Berlino”.

Riferendosi a precedenti governi di centrodestra Salvini dice che “in passato si faceva finta di niente, si vinceva ma poi ci hanno mandato a casa”. Berlusconi però tira per la sua strada e non sembra ascoltare Salvini che commenta: “tra persone ci si deve ascoltare e io non lancio candidati a capocchia per avere tre titoli sui giornali. Si stila prima il programma poi si fa la lista dei ministri. Berlusconi ha già dato la composizione del governo, un dibattito surreale, lo invito a smettere. Voglio prima il programma, nero su bianco, prima delle elezioni”.

Altro tema di scontro, la Giunta alla Regione Sicilia. “Non ci vogliono inserire in giunti? Prendiamo atto. Noi non abbiamo chiesto niente a nessuno. Io ritengo Nello Musumecivalido e onesto ma se hanno ritehnuto di preferire per la Giunta uomini di Raffaele Lombardo Salvatore Cuffaro lasciando fuori noi, ci hanno fatto un favore, in un certo senso. Musumeci continuerò a stimarlo ma se nella sua squadra si preferisce il vecchio rispetto al nuovo, il nuovo sta alla finestra”.
——

“Sicilia, Salvini: “Preferiscono il vecchio al nuovo. Alle prossime elezioni solo persone pulite”
——
Salvini spiega di essere “preoccupato dal fatto che subito dopo il voto ci siano stati indagati e arrestati. “Questo – è l’avvertimento del leader della Lega – non dovrà riaccadere a livello nazionale. Questo è un appello che lancio a Berlusconi già da oggi. Vanno candidate persone pulite e specchiate. Pretrenderò che la fedina penale faccia fede e non si candidi ‘laqualunque'”.

Sul tema delle fake news il leader leghista definisce Renzi “alla canna del gas. Controlla tutte le tv, sbircia su Facebook ma io non ho mai pubblicato mezza notizia falsa. Se poi ci sono attivisti che hanno simpatia sia per noi sia per il Movimento Cinque Stelle e anima siti riportando notizie vere mi domando dove sia il problema. Marco Mignogna, per esempio, non lo conosco ma da quello che leggo penso sia una persona onesta che non fa nulla di male”.

Salvini poi torna sulle polemiche sollevate dalla sua frase sul biotestamento: “ieri sono usciti i dati sui nuovi nati in Italia ed è l’anno peggiore da 150 anni: è un Paese che si sta spegnendo, che si sta avviando a morire, dove scappano sia i giovani che i pensionati. Sono ferme in Parlamento decine e decine di proposte di legge su asili niokdo gratis, su sostegno alla maternità, sulla riforma di Elsa Fornero: ho semplicemente detto sì, ragioniamo sulla buona mortie, ma mi sarebbe piaciuto che il Parlamento avesse avuto un minuto per esaminare una delle proposte di legge della Lega su chi sta vivendo. È un ragionamento così strano?”.
——–

Sicilia, Salvini: “Preferiscono il vecchio al nuovo. Alle prossime elezioni solo persone pulite”
————–
“Sono pronto a farmi carico di essere brutto e cattivo – aggiunge il leader della Lega – pur di portare avanti battaglie di civiltà, per chi vuole morire, per chi vuole vivere e per chi vuole nascere. Su fine vita siamo disponibili a ragionare, vorremmo capire se e quando si voterà; quando decideranno di votarla, ne riparleremo. Stanno affrontando adesso questa legge perché evidenemente qualcuno non sa fare il proprio mestiere in Parlamento, gestendo male i tempi, litigando su ius soli, biotestamento, le droghe…”.

“Nel merito della legge, come regione Lombardia stiamo aiutando l’apertura di hospice per accompagnare chi è alla fine: abbiamo poco da imparare su questo. Ma ci sono milioni di italiani che vorrebbero sopravvivere e questo Parlamento se ne sta fregando. Preferiscono parlare di ius soli, che è una legge inutile e dannosa”.

Poi sull’altro caso che ha suscitato molte polemiche, quello del senegfalese Alioune Diouf  che ha vinto il concorso di Mister Friuli, Salvini si smarca dai commenti xenofobi e dice “non mi scandalizzo per un concorso di bellezza, dovrebbe essere lagato anche alle radici del territorio ma magari lui è più friulano di tanti friulani. Semmai, a proposito di ius soli, questo ragazzo è la manifestazione evidente che senza cittadinanza non perdi neanche mezzo diritto. Penso che la cittadinanza sia una scelta rilevante, che va presa pensandoci, meritandola e scegliendola a 18 anni”.

Infine sull’esonero di VincenzoMontella al Milan: “ieri ho mandato un messaggio a Ringhio (Gennaro Gattuso). Farà meglio di Montella, non ci vuole molto”.

http:.repubblica.it/politica/2017/11/29/news/circo_massimo_matteo_salvini_lega_nord_elezioni_politiche_silvio_berlusconi_radio_capital_centrodestra_forza_italia-182503754/
.
-REAZIONE:
1-NELL’ARCA DI NOE NON PUO E NON VUOLE SALIRE

2-E POICHE IL PRIMO PARTITO IN SICILIA,ROMA,ECC,CIOE IN TUTTA ITALIA E’ QUELLO DEL NON-VOTO E IL M5S CON LA DEA NEFERTITI A ROMA,SALVINI NON PUO SALIRE IN NESSUNA NAVE:

PD:IO MI CHEDO,DA DOVE PRENDE SALVINI QUESTE SPINTE TRIONFALISTI,LA LEGA E LUI NON HANNO MAI PASSATO DE TRE PER CENTO,DICE DI GOVERNARE TRE REGIONI AL NORD MA FACCIA BENE I CONTI PERCHE PROPIO AL NORD NE HA PERSI PIU DI QUANTI NE HA VINTO.E POI NESSUNO DEVE DIMENTICARE CHE LA CARICA DI GOVERNARORE IN ITALIA E’PRESSA POCO CHE SIMBOLICA,E IL VERO POTERE CE L’ANNO I COMUNI.SI PENSI CHE LA EXPO LA HA ORGANIZZATO IL COMUNE DI MILANO E NON LA REGIONE LOMBARDA.AH…..SE IL VENETO,LA LOMBARDIA E ALTRE FOSSERO AUTONOME E CI FOSSE IL FEDERALISMO……(SOGNARE SEMPRE SI PUO,NON SI SA MAI….)
.
-APPENDICE:SICILIA,AGGIORNAMENTI
-SU LA REPUBBLICA:
Repubblica.it
PALERMO POLITICA

Giunta regionale, giochi fatti: Lombardo avrà un assessore, fuori la Lega di Salvini

Trovato l’accordo. Tra stasera e domani Musumeci potrebbe firmare le nomine
di ANTONIO FRASCHILLA
27 Novembre 2017

Alla fine la spunta Raffaele Lombardo, che avrà un assessore di riferimento. Mentre rimane fuori la Lega di Salvini, che si dovrà accontentare di una carica di prestigio all’Assemblea regionale. Per il resto, tra qualche area sconfitta e qualche mugugno, la nuova giunta targata Nello Musumeci è pronta e sarà ufficializzata nelle prossime ore. Ieri è stato raggiunto l’accordo sui nomi nei vari partiti, che non daranno alcuna rosa al presidente. Tradotto: i nomi scelti sono questi. Musumeci ha resistito ad alcune proposte, a onore del vero, e i partiti ne hanno preso atto evitando bracci di ferro. Ieri il varo della giunta si è sbloccato dopo che in casa Forza Italia sono stati sciolti gli ultimi nodi. Il commissario dei forzisti, Gianfranco Miccichè, ha incontrato il gruppo dei deputati all’Ars, che hanno scelto come guida a Sala d’Ercole Giuseppe Milazzo. Tre i nomi scelti in casa azzurra per il governo: Marco Falcone, che dovrebbe avere la delega all’Agricoltura, Bernadette Grasso, con la delega agli Enti Locali, ed Edy Bandiera, sponsorizzato dall’ex ministra Stefania Prestigiacomo, che potrebbe andare al Turismo.

Pur di avere sponda in aula per lalla sua elezione, e anche in vista della Politiche, Miccichè ha ceduto un posto in quota Forza Italia a Lombardo: per gli autonomisti entrerà nel governo Mariella Ippolito.

L’articolo completo sul giornale in edicola e nell’edizione digitale
.
http:palermo.repubblica.it/politica/2017/11/27/news/giunta_regionale_giochi_fatti_lombardo_avra_un_assessore_fuori_la_lega_di_salvini-182341030/


1 DICEMBRE 2017:PIANOMAN
-SU LA STAMPA:

LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
Silvio Berlusconi rinviato a giudizio nel terzo processo su Ruby
ANSA

Pubblicato il 30/11/2017
Ultima modifica il 30/11/2017 alle ore 20:39
L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio a Siena con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Il Gup del tribunale di Siena Roberta Malavasi ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura nell’ambito dell’inchiesta Ruby ter giunta a Siena da Milano per competenza territoriale. A Siena, infatti, si sarebbe compiuto il reato secondo cui Berlusconi avrebbe pagato Danilo Mariani, pianista delle feste di Arcore, per indurlo a falsa testimonianza sul caso «olgettine».

Il procedimento a Siena che vede Silvio Berlusconi rinviato a giudizio con l’accusa di corruzione in atti giudiziari è fissato per il primo febbraio. Nell’udienza di oggi il Gup Roberta Malavasi ha respinto le eccezioni preliminari presentate dalla difesa dell’ex premier, gli avvocati Franco Coppi del foro di Roma, Federico Cecconi di Milano e Enrico De Martino di Siena, sull’incompetenza territoriale e sull’inutilizzabilità di alcune intercettazioni telefoniche.

A giudizio con l’accusa di falsa testimonianza anche il pianista di Arcore Danilo Mariani, senese, difeso dagli avvocati Salvatore Pino del foro di Milano e Fanni Zoi di Siena. Secondo l’accusa i bonifici mensili da 3mila euro effettuati da Berlusconi a Mariani come `rimborsi spesa´ sarebbero invece dei pagamenti per indurre il pianista di Arcore a falsa testimonianza sul caso olgettine. Berlusconi era assente oggi in aula.
http:.lastampa.it/2017/11/30/italia/politica/silvio-berlusconi-rinviato-a-giudizio-nel-terzo-processo-su-ruby-E9LuGYEdCR3nGOco1YumgP/pagina.html

-APPENDICE:ALTRO CHE PROCESSO ARCHIVIATO,SPACHETTATO E SMISTATO IN MOLTI SEDI GIUDIZIARI,7.
.
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
Berlusconi di nuovo indagato: “Continuava a pagare le ragazze”
Nuove accuse all’ex premier: corruzione in atti giudiziari
ANSA

Silvio Berlusconi
Pubblicato il 26/01/2017
Ultima modifica il 27/01/2017 alle ore 07:54
Al quarto piano del Palazzo di Giustizia di Milano viene precisato che non si può parlare di un `Ruby quater´, ma il dato di fatto è che Silvio Berlusconi è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione in atti giudiziari dalla Procura per alcune consegne di denaro in contanti, avvenute fino a due mesi fa, a quattro ex protagoniste delle serate hard ad Arcore, attraverso il ragioniere Giuseppe Spinelli. Un nuovo filone di indagini, dunque, che gli inquirenti, comunque, puntano a riunire con il procedimento `Ruby ter´ nel quale l’ex premier rischia di essere rinviato a giudizio sabato prossimo.

Da quanto si è saputo, il nuovo fascicolo per corruzione in atti giudiziari (già nei mesi scorsi si era iniziato a parlare del `Ruby quater´) a carico dell’ex premier e di Elisa Toti, Aris Espinosa, Miriam Loddo e Giovanna Rigato, anche loro già coinvolte nel caso `Ruby ter´, è scaturito da alcuni approfondimenti investigativi nell’ambito dell’inchiesta, sempre coordinata dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, per una presunta tentata estorsione nei confronti dello stesso Berlusconi da parte di Rigato, che avrebbe cercato di ottenere con minacce fino ad un milione di euro dal leader di FI.

In particolare, gli inquirenti di recente avrebbero ascoltato a verbale Spinelli – ragioniere di fiducia di Berlusconi e già addetto in passato ai versamenti alle ragazze (nelle intercettazioni lo chiamavano «spinaus»), passate dal «Bunga Bunga» a Villa San Martino al banco dei testimoni nei processi sul caso Ruby – proprio in relazione agli ultimi sospetti pagamenti `cash´ (una decina per cifre che variano dai duemila ai tremila euro) alle quattro giovani e che sarebbero andati avanti fino allo scorso novembre.

In sede di udienza preliminare del `Ruby ter´, tra l’altro, nei mesi scorsi, le posizioni di Toti e Espinosa erano state trasmesse dal gup per competenza territoriale a Monza, quella dell’ex `meteorina´ Loddo a Pescara e quella dell’ex protagonista del Grande Fratello, Rigato, a Treviso. Ora i pm hanno già chiesto o sono pronti a chiedere alle tre Procure la restituzione degli atti, perché con gli ultimi presunti versamenti corruttivi che sarebbero stati effettuati a Milano la competenza si radicherebbe di nuovo nel capoluogo lombardo.

A breve potrebbe arrivare l’avviso di chiusura indagini di questo nuovo filone perché gli inquirenti vorrebbero riuscire a riunirlo, se ci saranno i tempi tecnici, a quello principale nel quale l’ex Cavaliere è accusato di aver comprato il silenzio o la reticenza delle ragazze-testimoni, Ruby compresa, con un totale di circa 10 milioni di euro (circa 7 milioni alla sola Karima El Mahroug). Versamenti che il leader di Forza Italia, assolto quasi due anni fa in via definitiva dalle accuse di concussione e prostituzione minorile, ha sempre qualificato, invece, come «atti di liberalità» e «generosità» nei confronti di ragazze che hanno avuto la vita «rovinata» dal clamore dei processi.

Per l’ex presidente del Consiglio, intanto, sabato 28 gennaio, con una `singolare´ concomitanza, tra l’altro, con l’inaugurazione dell’Anno giudiziario anche a Milano, si terrà l’udienza preliminare davanti al gup Carlo Ottone De Marchi che dovrà decidere se mandarlo a processo o meno. Sono già a dibattimento nel filone `ter´, invece, Karima El Mahroug e altri 22 imputati, tra cui anche la senatrice Maria Rosaria Rossi, con la prossima udienza fissata per il 3 luglio.

Oggi, infine, si è saputo anche che Berlusconi dovrà testimoniare in un processo per bancarotta a carico di Emilio Fede sulla vicenda di un prestito di quasi 3 milioni che l’ex Cavaliere fece a Lele Mora, anche lui coinvolto con l’ex direttore del Tg4 nel processo `Ruby bis´.
Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati
http:.lastampa.it/2017/01/26/italia/politica/berlusconi-di-nuovo-indagato-continuava-a-pagare-le-ragazze-lSbltQHqKXNpR4VEx2UC5H/pagina.html

2 DICEMBRE 2017:NE SUD NE SKINHEAD-NAZISKIN

-SU LA STAMPA:

LaStampa.it ITALIA
SEZIONI
LA STAMPA PREMIUM
Per leggere La Stampa Premium è necessario essere abbonati.
SCOPRI L’OFFERTA
ACQUISTA
CRONACHE
LAPRESSE

Articolo tratto dall’edizione in edicola il giorno 03/12/2017.

Bossi punge Salvini “No a Sud e fascisti”
Quelle tre sillabe, Sal-vi-ni, non le pronuncia mai nessuno. Sempre e solo «il segretario». Il leader dell’opposizione, Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, scandisce: «Il segretario ha vinto il congresso ed è legittimato a fare delle scelte – e qui qualche mugugno, in platea, è chiaramente percepibile -, ma non a cancellare chi dissente: io non voglio morire postfasista», e giù applausi. Poi sfotte: «Volevo proporre un minuto di silenzio per l’epilogo delle elezioni s…continua
ALBERTO MATTIOLI
http:.lastampa.it/2017/12/03/italia/cronache/bossi-punge-salvini-no-a-sud-e-fascisti-MBp77HWIxyz1n2j5eP2xKL/premium.html

-APPENDICE:
-SU LA REPUBBLICA:
Repubblica.it
POLITICA

Salvini assolve gli skinhead: “Sono quattro ragazzi, il problema è l’immigrazione”

Matteo Salvini durante la conferenza stampa a Castel Volturno
.
Il leader della Lega risponde a Maroni: “Faccia il suo mestiere”
01 Dicembre 2017

Sullo stesso tema
Scuole e periferie, l’onda nera che vuole prendersi Milano
Renzi: “Il problema delle banche non era il Pd”
.
ROMA – “ll problema vero non sono i quattro ragazzi che hanno fatto irruzione, ma un’immigrazione fuori controllo, voluta da qualcuno, organizzata e alimentata da una certa sinistra che fa favori ai poteri forti e cerca lo scontro sociale”. Il leader della Lega Matteo Salvini, che in un primo tempo sembrava aver preso le distanze dall’irruzione del gruppo di naziskin nel centro pro-migranti di Como, torna all’attacco contro le politiche sui migranti dei governi di centrosinistra.

E lo fa a Castel Volturno, nel casertano, cittadina di forte immigrazione dove il segretario del Carroccio è arrivato all’alba per andare “a caccia di caporali” che portano gli extracomunitari a lavorare nei campi per pochi euro al giorno.

Salvini risponde anche al governatore lombardo Roberto Maroni, che in un’intervista a Repubblica ha condannato l’episodio di Como: “Maroni fa bene il presidente della Regione, ma ognuno deve fare il suo mestiere”.

“Il 10 dicembre a Roma abbiamo organizzato una manifestazione nazionale su legalità, sicurezza, protezione per i confini e interesse per gli italiani. Solo l’Italia sta subendo un’immigrazione simile, senza reagire, anzi incentivandola” conclude il leader della Lega.
http:.repubblica.it/politica/2017/12/01/news/como_blitz_naziskin_salvini_immigrazione-182702362/
REAZIONE:MA…QUALE IMMIGRAZIONE,MATTEO?

-APPENDICE:A BOSSI NON PIACE IL VENETO
-SU LA REPUBBLICA:
Repubblica.it
REP TV CRONACA
Skinheads a Como, Bossi: “La Lega non cerchi quei voti”

“Il mondo è pieno di matti, diciamo che quei voti la Lega non deve cercarli”: lo ha detto il presidente della Lega, Umberto Bossi, interpellato sul caso degli skinheads di Como al suo arrivo alla riunione della minoranza del partito a Chignolo Po in provincia di Pavia. “Io – ha rivendicato Bossi – sono di una famiglia di antifascisti, antifascisti combattenti non chiacchieroni: mia cugina è morta sul Monte Rosa. La penso come Spinelli, che considerava lo stato nazione il male assoluto anche se penso che qualcosa di buono lo abbia fatto come contenitore della democrazia”.

di Francesco Gilioli
02 dicembre 2017
https:video.repubblica.it/cronaca/lega-i-fedelissimi-di-bossi-rispolverano-lo-slogan-bruciamo-il-tricolore/291271/291880?video

REAZIONE:C’E’ UNA LOTTA INTERNA FRA LEGHISTI LOMBARDI(PADANIA) E VENETI(LA ELITTE NORDISTA DEGLI SKINHEAD)PER LA SUPREMAZIA NEONAZI.LA LEGA E’ NATA NEL VENETO.INOLTRE COMO E LA CITTA DI MANZONI QUINDI LA CAPITALE MORALE DELLA LOTTA DI LIBERAZIONE DEL NORD CONTRO L’ASSOLUTISMO BORBONICO CHE SEGNO LA FINE DEL MEDIOEVO E LA NASCITA DEGLI STATI MODERNI,QUELLI CHE BOSSI INVOCANDO SPINELLI CHIAMA “MALE TOTALE”(ANCHE QUESTO DOBBIAMO FUMARCI !!!!!!,E’COERENTE CON IL SUO SEPARATISMO).E COMO  PER QUESTO E’  ANCHE,OVVIAMENTE,IL BERSAGLIO NATURALE DEI TESTE RASATE VENETI.
-APPENDICE 2:
-SU LA REPUBBLICA:
Repubblica.it
REP TV CRONACA
Lega, i fedelissimi di Bossi rispolverano lo slogan: “Bruciamo il tricolore”

A Chignolo Po in provincia di Pavia si è radunata la minoranza della Lega Nord che si riconosce nelle posizioni dell’assessore lombardo all’Agricoltura, Giovanni Fava, sfidante sconfitto da Matteo Salvini al congresso del partito. Terminati gli interventi, tra cui quello del presidente, Umberto Bossi, alcuni dei presenti in sala ha intonato lo slogan: “Bruciamo il tricolore”.

di Francesco Gilioli
02 dicembre 2017
https:video.repubblica.it/cronaca/lega-i-fedelissimi-di-bossi-rispolverano-lo-slogan-bruciamo-il-tricolore/291271/291880?video