FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 336

21 GIUNIO 2017:VIA LA CINA DELL’EUROPA E LA NUOVA ERA

-SU LA STAMPA:
LaStampa.it ECONOMIA
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Lo scudo di Macron per frenare le aziende cinesi in Europa b
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Il presidente francese chiede al Consiglio Ue misure per difendere aree pñstrategiche

LAPRESSE
Il presidente francese Macron vuole mettere un argine all’invadenza cinese in Europa
Pubblicato il 21/06/2017
MARCO BRESOLIN
INVIATO A BRUXELLES
Tra due giorni inizieremo a capire se Emmanuel Macron è veramente in grado di mettersi al timone dell’Europa. Il neopresidente francese debutta domani al Consiglio europeo di Bruxelles (che durerà fino a venerdì) e si presenterà subito con un dossier che è stato uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale: il commercio internazionale. La sua priorità è nota: difendere le imprese europee, in particolare dall’avanzata degli investitori cinesi, nei «settori strategici». Anche a costo di passare per protezionista, in un’epoca in cui proprio l’Europa punta il dito contro l’America di Trump per la sua chiusura.
E sono proprio i partner europei più allergici alle barriere commerciali che il leader francese dovrà cercare di convincere. Germania e Italia sono al suo fianco, ma nelle riunioni preparatorie di questi giorni tra gli sherpa è emersa una certa resistenza soprattutto tra i Paesi nordici. Svezia, Olanda, Danimarca, Finlandia – ma la lista è più lunga – non vogliono che l’Europa sposi la linea del protezionismo. E così è partito il lavoro per limare il testo delle conclusioni del vertice. L’ultima bozza dice che «il Consiglio europeo invita la Commissione a esaminare i modi per identificare e schermare gli investimenti da Paesi terzi in settori strategici». Ma, rispetto alla prima versione del testo, il fronte del Nord è riuscito a far aggiungere che tutto avverrà «rispettando le competenze degli Stati membri».
Una fonte diplomatica spiega che una via d’uscita potrebbe essere la creazione di una sorta di legge-quadro europea che garantisca agli Stati la possibilità di intervenire per filtrare ed eventualmente frenare gli investimenti esteri. Possibilità, ma non obbligo: le singole capitali sarebbero lasciate libere di decidere autonomamente. Macron vorrebbe qualcosa di più, una sorta di scudo europeo, decisamente più solido ed efficace. Robotica, chimica, manifatturiero: questi i settori che vedono il Dragone in prima linea nelle operazioni di fusione e acquisizione delle imprese europee. Anche se il terreno di conquista preferito resta l’America, con un flusso in entrata di 385 miliardi di dollari nel 2016 (dieci volte tanto gli investimenti nell’Ue), in crescita dell’11% rispetto al 2015.

Più difficile, invece, trovare consenso tra i leader del Vecchio Continente sul Buy European Act, altro cavallo di battaglia di Macron. Il francese vorrebbe vietare l’accesso agli appalti pubblici a tutte quelle aziende che non hanno almeno il 50 percento della loro produzione in Europa. Progetto già bocciato da alcuni esponenti della Commissione (il vicepresidente Jyrki Katainen su tutti) e da diversi capi di Stato e di governo. Una misura giudicata troppo protezionistica: a Bruxelles si preferisce puntare sul concetto di «reciprocità». Gli appalti pubblici restano aperti alle imprese di quei Paesi che concedono l’accesso alle imprese europee.

L’Ue, si legge sempre nella bozza delle conclusioni, «manterrà il mercato aperto» e «combatterà il protezionismo» per «promuovere un’agenda per un commercio libero». Libero, ma «equo». Quindi con alcuni limiti: dovrà quindi proseguire il lavoro per definire «strumenti di difesa commerciale moderni e compatibili con il Wto per combattere le distorsioni». Proprio ieri la commissione Commercio internazionale dell’Europarlamento ha approvato il nuovo sistema di dazi anti-dumping, che aggira il problema del riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina. Tra le novità, l’eliminazione dell’onere della prova a carico delle imprese (spetterà agli esportatori) e l’uso dei prezzi internazionali come criterio per valutare se c’è una distorsione di mercato.

E i rapporti con Trump? Nelle conclusioni del vertice non c’è traccia dell’asse transatlantico. Anzi, l’Ue guarda altrove e punta a chiudere gli accordi commerciali con i Paesi del Mercosur, il Messico e il Giappone. Il Ttip è «congelato», dice la commissaria Cecilia Malmstroem. Per non dire sepolto.
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I campioni che dobbiamo proteggere
STEFANO LEPRI

http:.lastampa.it/2017/06/21/economia/lo-scudo-di-macron-per-frenare-le-aziende-cinesi-in-europa-WIVASlWSX2UyIQVWVxh84M/pagina.html.
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REAZIONE:BENE MACRON ALL’INIZIO,ALLO STESSO TEMPO CHE SI AVVICINA A TRUMP PROTEZIONISTA,EVITA IL Titp E METTE UN MURO ALLA CINA:UNA COOPERAZIONE USA-EUROPA ESSISSTE GIA E LA CINA HA CAMBIATO,ANZI CHE DEVENIRE UNA ECONOMIA DI MERCATO HA TRANSFORMATO LE LIBERALIZAZIONI E RIFORME IN PIU COMUNISMO E CHIARO NEOLIBERALISMO.LA VIA DELLA SETA NON E’ LA VIA DELLA NUOVA ERA ORMAI,E IL FARO VENEZIANO VERSO L’EST NON PUNTA PIU VERSO LA CINA.
SOSTITUIRE IL COMMERCIO CON NORDAMERICA PER IL MERCOSUR?E CHI CI CREDE?SONO SOLO SPECULAZIONI DI LA STAMPA,NON E’ POSSIBILE E SI TRATTA SOLO DI UNA ENNUNCIAZIONE DI DESIDERI PER PUNIRE IL BREXIT E TRUMP PROTEZIONISTA,MA QUESTO E’ DIVENUTO ANCHE FLEXIBLE E HA AMORBIDITO IL SUO PROTEZIONISMO AVVICINANDOSI ALL’EUROPA,UNA COSA SONO LE INTENZIONI POLITICHE E ALTRA LA REALTA COMMERCIALE,BUSSINESS ARE BUSSINES E IL VOLUME DI COMMERCIO CON IL MERCOSUR E’ SCARSO E MONOPRODUTTIVO SOLO CARNE,SOIA E MATERIE PRIME,TUTTE FACILMENTE SOSTITUIBILI ALTROVE.

NESSUNO CREDE INOLTRE CHE LA FRANCIA VOGLIA O POSSA VENIRE A MENO TRADIZIONALI ALLEANZE.SOLO BISOGNA CAPIRE CHE IL TEMPO DI OBAMA HA SCADUTO.

21 GIUNIO 2018:VIA CUBA DA AMERICA

-SU TGCOM24:
TGCOM24Accedi
Tgcom24 Mondo
16 GIUGNO 201712:01
Trump: annullo il precedente accordo unilaterale di Obama con Cuba
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“Alleviare le sanzioni sul turismo e sul commercio non aiuta la gente, ma arricchisce il governo”, ha spiegato il presidente americano

LEGGI DOPO
COMMENTA
“Cancello l’accordo unilaterale siglato da Obama con Cuba”. Lo afferma Donald Trump, annunciando nuove politiche per L’Avana e auspicando libere elezioni nel Paese. “L’ex inquilino della Casa Bianca non ha aiutato i cubani, ha arricchito il regime”, mette in evidenza Trump, criticando Obama anche sul piano dei diritti umani. “I dissidenti cubani hanno testimoniato come il comunismo possa distruggere una nazione”.

Trump ha quindi sottolineato come “la sua amministrazione applicherà con maggiore vigore l’embargo e il divieto sul turismo”, di fatto aggirato in molti modi dai cittadini statunitensi.

“Il primo ostacolo alla prosperità e alla libertà economica di Cuba è il controllo dei militari sull’economia – ha proseguito Trump spiegando la decisione annunciata -. I cambiamenti che imporremo noi incoraggeranno il commercio statunitense con le imprese cubane libere. Alleviare le sanzioni sul turismo e sul commercio non aiuta la gente, ma arricchisce il governo”.

L’Avana: da Trump retorica ostile – Quello di Donald Trump a Miami è stato un “discorso carico di retorica ostile”. Lo sottolinea una lunga “Dichiarazione del governo rivoluzionario” di Cuba, confermando nel contempo “la volontà di proseguire un dialogo rispettoso” con gli Usa nei temi di mutuo interesse. “Cancello l’accordo unilaterale siglato da Obama con Cuba”, aveva affermato poco prima il presidente americano, Donald Trump, annunciando nuove politiche per L’Avana.
http:.tgcom24.mediaset.it/mondo/trump-annullo-il-precedente-accordo-unilaterale-di-obama-con-cuba_3077350-201702a.shtml?google_editors_picks=true
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21 GIUNIO 2017:ECOSISTEMA,LA FOTO PORTOGHESE

-SU LE MONDE:
Le Monde
PUBLIÉ À 13H32
La photo virale qui résume le combat et les sacrifices des pompiers portugais
Par Luc Vinogradoff

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Temps de lecture : 3 min
Le centre du Portugal fait face depuis cinq jours à un immense incendie, qui a tué 64 personnes. Au plus près des flammes, beaucoup de pompiers volontaires.

Sur les réseaux sociaux, où le temps d’attention est limité par la nature même de l’environnement, l’essence d’un événement médiatique majeur se résume parfois à une image extrêmement forte, un dessin de ralliement ou une courte vidéo. Il reste souvent cela, un visuel parmi d’autres qui n’existe dans nos flux que parce qu’il est facilement partageable et reconnaissable. Dans le meilleur des cas, il peut aussi être une porte d’entrée pour comprendre la complexité de l’événement.

Dans le cas de l’immense incendie qui brûle le centre du Portugal depuis cinq jours et a tué soixante-quatre personnes, c’est une photo de pompiers exténués qui a émergé. Elle a été diffusée, le 18 juin, par Pedro Brás, un des 1 200 pompiers portugais qui se succèdent pour essayer de venir à bout des flammes. On y voit treize de ses collègues effondrés sur l’herbe, comme des mannequins, tombés dans le sommeil sans même avoir parfois enlevé leurs combinaisons.

La légende précise :

« Après une nuit et un jour de combat contre l’incendie forestier de Góis, nous avons eu droit à vingt-cinq minutes sur la plage fluviale, alors qu’elle était encore entourée de fumée. »
« J’ai pris [cette photo] près du village d’Alvares, dans la région de Góis, explique Pedro Brás au site espagnol El Pais Verne. On se reposait pendant que les véhicules remplissaient leurs réservoirs d’eau. » Il faisait partie d’un détachement de pompiers venus d’une soixantaine de kilomètres de Góis. Les sigles qui suivent son message sont ceux d’autres groupes de pompiers venus d’autres localités, comme Tondela ou Cabanas Viriato, dont sont originaires les pompiers allongés sur la photo.

Tous, comme Pedro Brás, sont des pompiers volontaires. Le Portugal en compte 40 000, la principale force de réponse aux incendies qui frappent le pays presque tous les étés.

Un écosystème numérique devient plus visible

L’image de Pedro Brás résume pour celui qui suit la tragédie loin du Portugal, derrière son écran, le sacrifice de ces pompiers, venus de loin pour se battre contre un incendie immense et imprévisible. Des pompiers éreintés par ce combat dont le seul moment de répit sont ces vingt-cinq minutes glanées en vingt-quatre heures.

La photo a d’abord été postée sur la page Facebook personnelle du pompier. Sa viralité – près de 6 000 partages et une visibilité hors du Web portugais – a été assurée par une autre page Facebook, Respeito pelos Bombeiros (« respect pour les pompiers »). Elle a été créée en 2014 et décrit sa mission simplement comme « aider les pompiers, aider ceux qui nous aident tant ».

Dans les jours qui ont suivi le départ de cet incendie « à la dimension de tragédie humaine jamais connue jusqu’ici », selon l’expression du premier ministre portugais, Respeito pelos Bombeiros est devenu un indispensable outil pour relayer des informations en temps réel et donner une visibilité à toutes les pages Facebook, de particuliers comme Pedro Brás ou de différents détachements de pompiers, parfois venus de France, qui postent leurs propres photos de l’incendie.

Elle a aussi comme utilité d’être le lieu où peuvent être démenties de fausses informations. Lorsque des articles ont rapporté que la piste criminelle était envisagée ou qu’un bombardier d’eau s’était écrasé, ils ont vite été démentis par les commentaires.

Des appels aux dons, aliments, boissons, habits ou argent sont relayés. Des messages de personnes à la recherche des proches disparus le sont aussi. En faisant défiler la page, on tombe régulièrement sur les visages des victimes de l’incendie. Des messages repris d’une autre page – Ate sempre (« à jamais ») – permettent de laisser un mot d’hommage.

La plupart des personnes mortes dans l’incendie l’ont été alors qu’elles roulaient dans leur véhicule, « englouti » lorsque le sinistre s’est violemment déclaré. On retrouve dans le bilan humain le nom d’un pompier, Gonçalo Assa, abondamment cité dans toutes ces pages Facebook, suivi du hashtag #herois (#héros).

On retrouvait le même hashtag, mais en anglais, #heroes, accompagnant d’autres images de pompiers se reposant après une intervention. C’était le 14 juin à Londres, après l’incendie de la Grenfell Tower dans lequel 79 personnes sont mortes ou présumées mortes.

Par Luc Vinogradoff
PUBLIÉ À 13H32
LIRE AUSSI
La photo virale qui résume le combat et les sacrifices des pompiers portugais
PubliéÀ 13h32
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http:mobile.lemonde.fr/big-browser/article/2017/06/21/la-photo-virale-qui-resume-le-combat-et-les-sacrifices-des-pompiers-portugais_5148998_4832693.html
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REAZIONE:DALLA FRANCIA APELLO A NON LASCIARE SOLA QUELLA NAZIONE.

22 GIUNIO 2017:NUOVA UNIONE IN EUROPA ALLO SBANDO
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it MONDO
SEZIONI
Ucraina, Tusk: estese le sanzioni economiche contro la Russia


AFP
Pubblicato il 22/06/2017
Ultima modifica il 22/06/2017 alle ore 21:06
«L’Ue estenderà le sanzioni economiche contro la Russia per la mancata attuazione degli accordi di Minsk». Lo ha twittato il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk. I leader dell’Ue hanno concordato sulla proroga delle misure dopo aver ascoltato la relazione della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron sull’implementazione degli accordi di Minsk; le sanzioni vengono estese per altri sei mesi, ha detto Tusk in conferenza stampa.
Le sanzioni a Mosca sono state introdotte dall’Ue per la prima volta il 31 luglio del 2014, inizialmente per un anno.

Intesa su lotta ai foreign fighter e fondo per la Difesa
In precedenza i leader dei 28 Paesi avevano raggiunto un accordo per approfondire gli sforzi contro i foreign fighter e per cooperare più strettamente con le industrie online: «Il terrorismo resta una minaccia importante. Chiediamo ai media – ha detto Tusk – di fare tutto il possibile per sviluppare strumenti per individuare e rimuovere automaticamente i contenuti» legati al jihadismo.

I leader «hanno concordato di istituire le cooperazioni per la difesa: è un passo storico», ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo, specificando che le cosiddette Pesco (cooperazione permanente strutturata) nella difesa europea «hanno l’ambizione di essere inclusive» per cui tutti gli stati membri sono invitati a partecipare e che «entro tre mesi» dovranno essere presentate le liste degli impegni per i progetti per le capacità militari e per la cooperazione «sul terreno».

«Oggi tutti gli Stati membri hanno concordato sulla proposta della Commissione di creare un fondo per la Difesa», ha detto in conferenza stampa, in una pausa dei lavori del Consiglio Ue, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker.
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http;lastampa.it/2017/06/22/esteri/il-consiglio-europeo-raggiunge-lintesa-su-cooperazione-militare-e-lotta-ai-foreign-fighter-E2XWluZFanngSFzaMNrYmO/pagina.html
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REAZIONE:MOTIVI NON MANCANO PER SANZIONARE LA RUSSIA MA SUGLI ACCORDI DI MINSK MANCA IL RICONOSCIMENTO UE DEL COLPO DI STATO IN UKRANIA,LE REGIONI AUTONOMI SONO LIBERI E INDIPENDENTI DALLA RUSSIA E PUTIN NON HA MAI AMESSO DI POSTARE FORZE MILITARI IN UKRANIA NE CI SONO PROVE AL RIGUARDO.CASO MAI LE SANZIONI DOVREBBERO PUNTARE A CRMEA MA LI A FARLA DA PADRONE E’ LA NUOVA ERA TRAMITE MEDVEDIEV.

MACRON SOFFRE DELLA STESSA MIOPIA DI HOLLANDE ASSECONDANDO LE INTENZIONI DELLA MERCKEL E IL CALCIOGOVERNO DI KIEV.E LA STESSA MIOPIA LO COINVOLGE NEL MANCATO SUCCESSO SULLA LOTTA AL TERRORISMO,NON E’ POSSIBILE SCONFIGERLO SENZA ALLONTANARSI DEL NEOLIBERALISMO E NON PARE SIA QUESTÁ LA ROTTA INTRPRESA DA MACRON.CASO MAI DOVREBBE ASPETTARE LE ELEZIONI TEDESCHE.TOCCA ALLA MERCKEL,CADRA.

STORICO ACCORDO DI DIFESA PER COMBATTERE I FOREIGN FIGTER?RIDICOLO UN MINISTERO DI DIFESA PER COMBATTERE UN NEMICO INTERNO,BASTA LA POLIZIA.

E RIDICOLA E’ L’INTENZIONE DI OMOLOGARE QUESTÁ UNIONE ALLA NATO.

DA VERO STRANNA QUESTÁ NUOVA UNIONE DI QUESTI «EUROPEI».

PD:LODEVOLE LE INTENZIONI DI MACRON SU DEMOCRATIZZARE UE,ANCORA NON HA UNA CONSTITUZIONE DEMOCRTICAMENTE APROVATA MA UN TRATTATO DI LISBONA SANZIONATO IN CONCILIABOLI FRA GALLI E MEZZENOTTI.

E DEMOCRATIZARSI MANCA ALLA GERMANIA PERCHE LA MERCKEL SI HA PERPETUATO SENZA AVERE I VOTI.INSOMMA SE HA QUESTO SOMMIAMO IL BREXIT QUESTA UNIONE HA SCARSA REPRESENTATIVITA E LEGITTIMITA DEMOCRATICA.

22 GIUNIO 2017:SOS TERRORISMO

ATTUALIZAZIONE

DA SETTEMBRE AD OGGI HANNO TENTATO DI VIOLARE IL MIO DOMICILIO 6 VOLTE,DUE CI SONO RIUSCITI.QUESTO E’ MOLTO GRAVE,SI PAGA CON LA PENA MASSIMA.

SIGNIFICA UNA SCALATION MOLTO PERICOLOSA MA NON HANNO PRESO MAI NESSUNO.

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FU MESSO IN FUNZIONE NEL MESE DI MAGGIO DEL 2012 MA CONTIENE IL LAVORO DAL 2005.IL MIO BLOG PIU IMPORTANTE E’ QUELLO DEI FATTI INTERNI PERCIO TUTTO QUANTO CONTIENE. E’  PUBBLICATO, ANCHE I NOMI E INDIRIZZI DEI MIEI CONTATTI,NON CI SONO MATERIALI PRIVATI DI IMPORTANZA.COMÚNQUE VERFICATI ACCURATAMENTE L’AUTENTICITA DELLE MIE PUBBLICAZIONI E CONTATTI.IO CONTINUO LE MIE PUBBLICAZIONI COME PRIMA E SE VOLETE CONTATTARMI E PARLARE,CHATTARE O FARE. VIDEOCONFERENZE CHIAMATEMI AL

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NON CI LASCIATE SOLI.

22 GIUNIO 2017:

SALA,COMANDANTE DELL’ASSALTO ALL’EXPO VA PROCESSATO
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
Sala: “Io indagato? Sono amareggiato ma continuo con il servizio alla città”


ANSA
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, 59 anni
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Pubblicato il 23/06/2017
Ultima modifica il 23/06/2017 alle ore 20:10
MANUELA MESSINA
C’è l’accusa di turbativa d’asta, oltre a quelle di falso ideologico e materiale già ipotizzate nel dicembre scorso dalla procura generale di Milano, nell’avviso di conclusione indagini notificato questa mattina, fra gli altri 7 imputati, al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Un atto che, di prassi, anticipa una richiesta di processo. E che potrebbe aprire uno scenario critico, dal punto di vista politico, per l’ex ad di Expo 2015, a poco più di un anno dalla sua elezione, certamente avvenuta sull’onda del successo mediatico fornitogli dal suo ruolo nella società dell’esposizione universale. L’accusa, rappresentata dal sostituto pg Felice Isnardi, ricostruisce così i motivi per i quali il primo cittadino avrebbe «turbato la gara» della cosiddetta Piastra, l’appalto principale di Expo 2015, dal valore di oltre 272 milioni di euro. Si legge nell’atto che Sala, «senza un provvedimento formale» avrebbe predisposto «lo stralcio della fornitura delle essenze arboree», del valore di quasi 6 milioni di euro, dal bando della Piastra.

Sala: “Non mi autosospendo, adesso vado a lavorare”

Così facendo, avrebbe escluso la fornitura degli alberi dal Progetto esecutivo e dal Capitolato d’appalto, due atti da trasmettere ai partecipanti che avevano superato la prequalifica, quella fase in cui i concorrenti a una gara pubblica inviano le proprie caratteristiche manifestando la volontà di partecipare. Inoltre, secondo l’accusa, Sala non avrebbe sottoposto a «revisione» il prezzo a base della gara d’appalto avendo «spalmato artificiosamente detto importo su altre lavorazioni, allo scopo di mantenere inalterato il valore della base d’asta». Sbarrando così la strada ad altri concorrenti. Sala, continua la procura generale, «non ha predisposto un nuovo bando di prequalifica, allo scopo di acquisire eventuali nuove manifestazioni di interesse, in relazione al diverso valore dell’appalto». Per di più, secondo la procura generale, il sindaco avrebbe agito su «pressione di esponenti politici della Regione Lombardia, ente socio di Expo 2015».

Secondo l’accusa, l’affidatario della fornitura era già stato individuato nella ditta Peverelli, da eseguire insieme alla Sesto Immobiliare – quest’ultima «all’epoca in attesa di approvazione e stipula di convenzione con la Regione lombardia per la costruzione di terreni di sua proprietà in Sesto san Giovanni, la cosiddetta Città della Salute». Rimangono poi le vecchie accuse contestata. L’ex numero uno di Expo avrebbe «attestato falsamente» che due atti, quella «sull’annullamento del verbale di nomina della commissione giudicatrice» e quella sulla «valutazione del verbale di nomina della commissione giudicatrice», siano stati formati in data 17 maggio 2012, «in data antecedente alla prima seduta pubblica della Commissione a cui avevano partecipato due commissari incompatibili».

«Provo solo una profonda amarezza- é stato il commento di Sala questa mattina- soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l’Italia e per Milano». E ancora: «Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città».
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http:.lastampa.it/2017/06/23/italia/politica/sala-io-indagato-sono-amareggiato-ma-continuo-con-il-servizio-alla-citt-DyuCy9lKF1bEfj8IGTbSfM/pagina.html

REAZIONE:ERA IL CANDIDATO DI RENZI MA LUI E LO SFIDANTE DI BERLUSCONI PARISI,PIU LA LEGA TRAMITE MARONI(LA REGIONE ERA SOCIO EXPO),E ORA ANCHE SALVINI,PIU FORMIGONI ,TUTTI DI ACCORDO.ANCORA,VA PROCESSATO.

OGGI ALFANO E’ CONFRONTATO CON RENZI MA ANCHE LUI C’ERA.

22 GIUNIO 2017:PORTUGALLO NON LASCIATO SOLO,TRIBUNALE ONU PER I DEVASTATORI DELLA TERRA

-SU LE MONDE:

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PUBLIÉ À 13H25
Macron promet de porter le projet de « Pacte mondial pour l’environnement » devant l’ONU
Temps de lecture : 1 min
« Je m’engage non pas simplement à venir faire un discours (…) mais à agir », a dit le chef de l’Etat devant les auteurs de ce document qui se veut un futur traité international.

Le chef de l’Etat Emmanuel Macron a promis, samedi 24 juin, qu’il défendra devant les Nations unies le « pacte mondial pour l’environnement », un texte élaboré par des juristes, personnalités politiques, experts et militants écologistes du monde entier qui veulent en faire un traité international pour la défense de l’environnement.

Un « pacte mondial pour l’environnement » remis à Emmanuel Macron
À l’issue d’une journée de présentation à la Sorbonne, M. Macron a dit :

« Sur la base de cet avant-projet de pacte mondial pour l’environnement, je m’engage non pas simplement à venir faire un discours (…) mais à agir. Le processus (…) pour faire ratifier ce pacte mondial sera lent, difficile (…) Sur le plan planétaire, nous devons franchir une nouvelle étape après l’accord de Paris [sur le climat, signé en 2015] ».
Ce document d’une trentaine d’articles se présente comme un « texte ombrelle » – couvrant aussi bien le climat, les océans, la biodiversité ou la santé – qui reprend la plupart des principes déjà adoptés dans des déclarations :

droit à une vie saine de la déclaration de Rio de 1992.
droit d’accès à l’information environnementale de la convention d’Aarhus de 1998.
évaluation des impacts sur l’environnement de la convention d’Espoo de 1991.
principe du pollueur-payeur.
À la différence des textes internationaux actuels sur l’environnement qui, comme la Déclaration de Rio de 1992, sont purement déclaratifs, ce « pacte mondial » a pour ambition de pouvoir être invoqué contre les États devant des juridictions, selon le vœu de ses promoteurs. Autrement dit, ses auteurs veulent qu’il ait valeur obligatoire.

Laurent Fabius, président en exercice du Conseil constitutionnel et ancien président de la COP21, a qualifié ce texte de « compromis, à la fois solide et réaliste, posant des principes généraux et transversaux qui doivent s’appliquer au droit environnemental ».

PUBLIÉ À 13H25

http:mobile.lemonde.fr/climat/article/2017/06/24/macron-promet-de-porter-le-projet-de-pacte-mondial-pour-l-environnement-devant-l-onu_5150639_1652612.html
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REAZIONE:PURE LA FRANCIA PUO.

22 GIUNIO 2017:FIRST ITALIANS

-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:

CASA POUND SCENDE IN PIAZZA.IN MIGLIAIA A ROMA CONTRO LO ‘IUS SOLI’,PRIMA GLI ITALIANI.

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 335

12 GIUNIO 2017:AMINISTRATVE,HA VINTO IL PARTITO DEL NON VOTO
-SU LA REPUBBLICA
Repubblica.it
POLITICA
Elezioni amministrative, affluenza definitiva al 60,07%

Beppe Grillo al seggio elettorale
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In nove milioni chiamati alle urne per eleggere mille sindaci. Interessati anche quattro capoluoghi di Regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila. Partecipazione più bassa rispetto alle precedenti elezioni. Alle 12 l’affluenza era al 19,36%, mentre alle 19 al 42,35%. Nel Napoletano 321 tessere elettorali valide in una abitazione. All’interno un facsimile con il nome di un candidato sindaco
11 Giugno 2017
È il giorno delle elezioni amministrative per 1.004 città italiane dove si vota per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. I seggi delle 10.822 sezioni in cui erano chiamati al voto oltre 9 milioni di elettori si sono chiusi alle 23. Spazio adesso alle operazioni di spoglio, per stabilire i vincitori di questa tornata elettorale e i qualificati per i ballottaggi del 25 giugno.

COME SI VOTA

Al voto sono interessati quattro capoluoghi di regione: Palermo, Genova, L’Aquila e Catanzaro. E 21 capoluoghi di provincia: Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto, Trapani.

LO SPOGLIO IN DIRETTA

L’affluenza. Secondo quanto rilevato dal Viminale, l’affluenza definitiva si è attestata al 60,07%, in calo rispetto alla tornata elettorale del 2012. Il dato non tiene conto dei comuni di Friuli Venezia Giulia e Sicilia, gestiti direttamente dalle due Regioni.

Per quanto riguarda le città capoluogo di regione, alta l’affluenza a L’Aquila (70,38%), seppur in calo rispetto al 74,92% delle precedenti elezioni. Buona affluenza anche a Catanzaro (67,87%), anche qui in calo rispetto al precedente 72,17%. A Palermo ha votato il 52,6% degli aventi diritto. Alle comunali del 2012 aveva votato il 63,19%. A Genova invece meno della metà degli elettori si sono recati alle urne: 49,13%, in calo rispetto al 56,2% delle precedenti elezioni.

Alle 19, in tutta Italia si era recato alle urne il 42,35% degli aventi diritto, mentre alle 12 l’affluenza era del 19,36%. Dati che avevano dato l’impressione di una crescita della partecipazione rispetto alle tornate amministrative più recenti, quando però si votava anche il lunedì.

L’appello di Grillo. “Oggi, insieme a nove milioni di italiani, sono chiamato al voto per scegliere il sindaco della mia città. Invito tutti ad andare a votare: è importante! – scrive Beppe Grillo sul suo blog – Il Movimento 5 Stelle è presente con le sue liste in 225 comuni ed è la forza politica nazionale più presente a questa tornata – prosegue – Il Pd infatti si presenta con il suo simbolo in appena 134 comuni. Faccio un grande in bocca al lupo a tutti i nostri candidati sindaci e consiglieri. Andate a votare!”.

Il leader M5s intorno alle 12,30 si è presentato al seggio 617 di Sant’Ilario, all’interno dell’Istituto Agrario Marsano, per votare. “Voi dovete stare fuori da questa Repubblica, dovete sbloccare la democrazia andando in un altro Paese”, ha detto ai giornalisti in attesa. Poche parole all’uscita anche con un sondaggista della Rai-Istituto Piepoli, che chiedeva di compilare la scheda per gli exit poll. “Il voto è segreto, lei lo sa”, ha risposto Grillo allontanandosi a bordo del suo scooter.

In casa 321 tessere elettorali. I carabinieri hanno scoperto durante una perquisizione a casa di un incensurato a Sant’Antimo, nel Napoletano, 321 tessere elettorali, tutte valide. All’interno delle schede era stato inserito un facsimile che indicava il nome di un candidato sindaco ed il nome di un candidato consigliere. L’uomo e altre due persone che erano nell’abitazione con lui sono stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata a conseguire vantaggi elettorali. Adesso i militari dell’Arma stanno convocando in caserma i legittimi titolari delle tessere elettorali per chiedere chiarimenti.

Intanto il voto a Sant’Antimo prosegue. Al momento non si conoscono i nomi degli arrestati né è stato reso noto il nome dei candidati indicati nei facsimile di scheda contenuti nelle tessere elettorali.

http:repubblica.it/politica/2017/06/11/news/elezioni_amministrative_2017-167789256/?ref=drnr2-1

REAZIONE:E’ SI ESTO IL DATO VERAMENTE RILEVANTE DI QUESTO VOTO.ALTRE CONCLUSSIONI:

-DICONO CHE SI TORNA AL BIPOLARISMO PERCHE GRILLO E’ STATO SCONFITTO,NON E’ VERO PERCHE NON E’ VERO CHE GRILLO E’ ANTISISTEMA,QUESTÁ LEGISLATURA E’ STATA MESSA IN ATTO CON I SUOI  VOTI A BERSANI.CASO MAI L’ABANDONO DI GRILLO INSIEME ALL’ASSENTEISMO RIFLETTE IL RIFIUTO A QUESTO CETO POLITICO.E COSI LO DIMOSTRA LA PARABOLA ASCENDENTE DI PIZZAROTTI A PARMA.
-DICONO CHE SALVINI SI SENTE SODISFATTO PER CERTA RIMONTA DEL CENTRODESTRA,NON E’ VERO,AL DI LA DELLA SCARSA LEGGITTIMITA E IMPORTANZA DI QUESTO VOTO,LA VERA IMPENNATA DELLA LEGA E’ INSIGNIFICANTE.E COSI LO DIMOSTRA LA SCONFITTA DEI PRINCIPALI CANDIDATI COME TOSI A VERONA.

-IL DATO PIU CHIARO E’ LA SCOMPOSIZIONE DEL PD E LA VERIFICA CHE RENZI ORMAI E’ CADAVERE POLITI CO.

PER FINIRE ASPETTATI I BALLOTAGGI E VEDRETE COME QUESTE VERITA SI APPROFONDISCONO.LO DICE LA TENDENZA.


-APPENDICE:VOX POPOLI VOX DEI
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Lato Boralevi Il versante emotivo dell’attualità


Perché Lampedusa non ha più voluto la sua eroina?


ANSA
Giusi Nicolini, 56 anni

Pubblicato il 12/06/2017
Ultima modifica il 12/06/2017 alle ore 14:27
ANTONELLA BORALEVI
Giusi Nicolini, appassionata, educata, colta, bella, efficace, lavoratrice è da anni praticamente dappertutto: sui media, con interviste, ritratti, copertine, servizi fotografici, interventi, talk show, commenti, convegni; a ritirare il premio Unesco per la pace; con Matteo Renzi a cena da Obama alla Casa Bianca, come “simbolo della eccellenza italiana”. Una gloria di Lampedusa additata a esempio per il mondo.

Poi arrivano le elezioni. Lampedusa vota. E per sindaco sceglie Salvatore Martello, che era stato sindaco quindici anni fa: 1566 voti contro i 908 di Giusi Nicolini. Strano, no? Il sindaco guida i suoi concittadini, ne incarna i valori e le speranze, si occupa della qualità della loro vita, è una bandiera e un punto di riferimento. Giusi Nicolini era una bandiera e un punto di riferimento, sempre presente, sempre parlante.

Tutti i commentatori, tutti i giornalisti, tutti i politici la lodavano, la ringraziavano, la portavano a esempio. Mai una voce contraria. Solo lodi, ovazioni, premi. Ma allora perchè i lampedusani non la vogliono? Saranno invidiosi di tanta popolarità? Avranno valutato sul campo il lavoro della sindaca? Avrà disturbato gli interessi di qualcuno? A me pare, magari sbaglio, che la mancata conferma di una sindaca celebrata come una eroina qualche domanda ci costringa a farcela.

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REAZIONE:SI,SI HA DISTURBATO GLI INTERESSI DI 400 MARTIRI CHE IL PAPA E RENZI AVEVANO PROMESSO FUNERALI DI STATO E POI NON SE NE FECE NULLA.LA GLORIA NON E’ANDATA ALLA SUA MEMORIA.

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Lampedusa boccia la sindaca Nicolini, simbolo di accoglienza e premio Unesco per la pace LAPRESSE.-

12 GIUNIO 2017:I RENZI,LA GIUSTIZIA LA FA IL POPOLO
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A Rignano sull’Arno il candidato di Renzi va verso la sconfitta


ANSA
Pubblicato il 12/06/2017
Ultima modifica il 12/06/2017 alle ore 01:13
Lo spoglio non è ancora definitivo ma il risultato sembra ormai scontato. Il sindaco di Rignano sull’Arno (Firenze) Daniele Lorenzini, alla testa della lista civica Insieme per Rignano, va verso la conferma alla guida del paese che ha dato i natali al segretario del Pd Matteo Renzi.
Lorenzini, che nel 2012 era stato eletto dal Pd, a metà scrutinio ha ottenuto 1.109 voti contro i 629 raccolti dalla candidata dei democratici, Eva Uccella. Se la tendenza sarà confermata la scelta di Lorenzini di andare contro il suo vecchio partito e contro Tiziano Renzi, segretario del circolo anche se attualmente autosospeso, ha dato i suoi frutti.

In Toscana significativo il dato dell’affluenza: i votanti sono stati il 56,7% degli aventi diritto, circa il 4% in meno rispetto alle ultime amministrative. A Lucca è di poco superiore al 49% mentre a Pistoia alle 23 aveva votato il 55,62% mentre a Carrara il 58,2%.
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ANSA
Tiziano Renzi si autosospende da segretario del circolo Pd di Rignano

13 GIUNIO 2017:ELEZIONI IN FRANCIA,ATTUALIZAZIONE
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LaStampa.it MONDO
SEZIONI
Per Macron un successo spettacolare, ma nell’astensione record c’è la sfiducia del Paese


LAPRESSE
Pubblicato il 11/06/2017
Ultima modifica il 11/06/2017 alle ore 21:14
CESARE MARTINETTI
Emmanuel Macron trionfa, il Front National delude, la sinistra è ai minimi storici. Al primo turno delle elezioni legislative di oggi, il partito del neo presidente francese arriva largamente in testa con il 32 per cento dei voti. Al secondo posto i gollisti con il 22, il partito di Marine Le Pen crolla al 14 per cento. La sinistra è ai minimi: il partito socialista avrà un decimo di deputati rispetto a quanti ne aveva all’Assemblée, l’estrema sinistra non conferma il risultato del suo leader Mélenchon alle presidenziali. Tradotto in deputati tutto ciò significa che la “République en marche” di Macron dovrebbe avere poco meno di 400 deputati (su 577) il che significa una larghissima maggioranza assoluta. La metà donne e due terzi matricole assolute in parlamento. È un rinnovamento mai visto della classe politica francese.
È un successo spettacolare, inedito nella Quinta Repubblica, ottenuto dal presidente più giovane (Macron ha 39 anni) che appena due mesi fa appariva come un candidato con molte incognite e che si presentava alle elezioni con un movimento entrato nella politica francese da appena un anno.

I risultati dovranno essere confermati domenica prossima nel secondo turno e i ballottaggi che si svolgeranno in tutti i collegi. Ma la meccanica del sistema elettorale francese, con i risultati di ieri, non lasciano speranze agli avversari.

Il primo partito di opposizione saranno i gollisti che dovrebbero avere un centinaio di deputati, i socialisti una trentina. Risultato catastrofico per Marine Le Pen, nonostante il successo personale nella circoscrizione dove risulta al primo posto, ma nel resto della Francia le percentuali sono tali che permetteranno al Front National di ottenerenon più di dieci deputati.

Il risultato è il successo di questo primo mese all’Eliseo di Emmanuel Macron, condotto con una determinazione lucida, sul piano interno e anche su quello internazionale sul quale il giovane presidente si sta costruendo l’immagine di anti-Trump: lo si è visto quando all’annuncio dell’abbandono degli impegni di Parigi sul clima da parte della Casa Bianca, Macron ha fatto appello agli scienziati americani perché vengano in Francia a proseguire i loro studi. Un appello che ha sollecitato l’orgoglio patriottico francese come non accadeva da anni.

Sul voto di oggi va comunque registrata un’astensione record: più del 50 per cento. Ciò significa che l’opposizione si esprimerà presto con movimenti sociali che si annunciano già oggi imponenti: la sfiducia nella politica tradizionale è all’altezza dei consensi registrati dal presidente. Soprattutto nell’annunciata nuova riforma del lavoro. Ma Emmanuel Macron lo sa molto bene.
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Francia, Macron verso il trionfo nelle legislative. Per le proiezioni En Marche è al 32,6% REUTERS
PAOLO LEVI

REAZIONE:HA VINTO IL VOTO MODERATO,GLI EXTREMI TAGLITI-FUORI NE LA LE PEN NE MELENCHON.
.P

14 GIUNIO 2017:CONCORDIA BREXIT-UNIONE EUROPEA
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it MONDO
SEZIONI
Macron e May annunciano un piano d’azione contro terrorismo

REUTERS
Pubblicato il 13/06/2017
Ultima modifica il 14/06/2017 alle ore 10:37
PAOLO LEVI
PARIGI
«La porta resta aperta»: dai giardini dell’Eliseo il presidente francese, Emmanuel Macron, tende la mano alla Gran Bretagna di Theresa May. Brexit? «Fino a che il negoziato non sarà finito la porta resterà sempre aperta, anche se la decisione è stata presa dal popolo sovrano britannico e va rispettata», ha affermato il presidente, rispondendo alla domanda di un giornalista nella conferenza stampa congiunta con la leader di Londra.

La May era giunta intorno alle 18:45 nel palazzo presidenziale a bordo di una grossa jeep Land Rover con tanto di Union Jack, un mezzo piuttosto inconsueto nel cortile dell’Eliseo. Dopo la stretta di mano di rito, i due si sono ritirati nelle segrete stanze per un colloquio di circa un’ora e mezza prima della conferenza stampa finale allestita (altro fatto inedito) sul prato immacolato dei giardini interni. Parlando di Brexit, Macron ha spiegato che «non si tratta di sapere se si torna o meno sulla decisione» presa dei britannici nel referendum dello scorso anno. E però, ha insistito quasi esprimendo un desiderio impossibile, «finché i negoziati non saranno conclusi ci sarà sempre la possibilità di aprire la porta». «I tempi della Brexit non cambiano, i negoziati cominceranno la prossima settimana», ha garantito la May, dopo un primo appello di Macron a non perdere tempo. «Da parte mia – aveva detto lui – il metodo è chiaro: voglio che il negoziato sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e sulle nostre relazioni future cominci il più presto possibile e venga condotto in modo coordinato con la Commissione europea».

Theresa May: “Negoziati al via la settimana prossima”

LAPRESSE

La premier britannica ha poi detto di voler comunque mantenere uno «stretto» rapporto di «cooperazione» con l’Ue, su temi come il commercio o la lotta al terrorismo. Del resto, sempre a Parigi, i due hanno annunciato un nuovo piano d’azione contro la propaganda jihadiista su internet e nelle chat tipo Telegram. Un piano – ha precisato Macron – «aperto a tutti i partner Ue».

Macron e May si sono poi recati allo Stade de France, per l’amichevole blindata – 1.100 gli agenti schierati, oltre che forze speciali del Raid e sistemi di sorveglianza anti-drone – tra Francia e Inghilterra. Domenica scorsa, il padrone di casa ha incassato una valanga di voti nel primo turno delle elezioni per il rinnovo dell’Assemblée Nationale mentre oltre-Manica, May, ha subito un pesante rovescio elettorale. L’intermezzo parigino ha rappresentato per lei una pausa del suo faticoso tentativo di mettere insieme una maggioranza dopo il risultato deludente delle elezioni anticipate da lei stessa volute l’8 giugno.

Per la cronaca spiccia, all’Eliseo, indossava un paio di ballerine con un vezzoso fiocchetto in punta e tante labbra rosso fuoco disegnate su tutta la tomaia. Un paio di scarpe cui il primo ministro mostra di essere affezionata perché non è la prima volta che le indossa in occasioni ufficiali. Sobrio, in compenso l’abbigliamento sfoggiato: pantaloni neri e giacca ghiaccio corta davanti e con un unico bottone. Nulla da, segnalare invece, per Macron, con indosso un banale abito scuro presidenziale.
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REAZIONE:ACCORDO PER LA LOTTA AL TERRORISTA DI INTERNET.

GUARDA ANCHE:LAPRESSEBREXIT
Theresa May: “Negoziati al via la settimana prossima”

14 GIUNIO 2017:PANAMA PANAMA…..

1-AGGIORNAMENTO DEL PROCESSO A BERLUSCONI-LAVITOLA
-SU LA REPUBBLICA
Repubblica.it
NAPOLI CRONACA
Arrestato in Florida Ricardo Martinelli, ex presidente panamense, famoso in Italkia per i suoi affari con Lavitola

Ricardo Martinelli
“Non è un tangentaro, ma un gaudente come Berlusconi”, così l’ex editore e direttore dell’Avanti, parlava di uno dei suoi amici più influenti, il discusso capo di Stato panamense
di DARIO DEL PORTO
13 Giugno 2017
L’Interpol ha messo fine all’esilio dorato a Miami dell’ex presidente panamense Ricardo Martinelli. L’esponente politico centroamericano, divento celebre in Italia per i controversi affari con l’ex direttore ed editore dell’Avanti Valter Lavitola, è stato arrestato in Florida dalla polizia statunitense, come riportato dalle agenzie di stampa internazionali e confermato dai suoi avvocati. Martinelli, che è stato presidente tra il 2009 e il 2014, è accusato di intercettazioni illegali ai danni di oppositori politici. Si sarebbe servito anche di un dispositivo israeliano per controllare i suoi concittadini.

“Non è un tangentaro, ma un gaudente come Berlusconi”. Così, interrogato in carcere dai magistrati napoletani la sera del 12 aprile 2012, lo definiva Lavitola, con il quale per anni aveva gestito interessi milionari prima che entrambi venissero travolti dalle inchieste giudiziarie. Per i suoi rapporti con Martinelli, Lavitola deve ancora affrontare un processo, l’ennesimo, istruito dai Pm di Napoli Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli: a novembre è fissata l’udienza preliminare che vede l’imprenditore napoletano di corruzione internazionale per l’appalto riguardante la realizzazione di quattro carceri modulari a Panama.

Una commessa da 76 milioni di dollari che avrebbe dovuto essere effettuata nell’ambito dell’accordo intergovernativo sulla sicurezza fra Italia e Panama. Secondo l’accusa, al presidente Martinelli, all’allora ministro della giustizia del paese centroamericani e ad altri politici locali sarebbe stata promessa una tangente di 20 milioni di dollari e la fornitura di un elicottero con interni in pelle Hermes. Nella ricostruzione della procura, a Martinelli sarebbero state poi materialmente versate su indicazione di Lavitola tre somme di danaro in tre distinte occasioni: 64 mila dollari in contanti consegnati tra ottobre e novembre 2010 a un suo cugino omonimo, Frank Martinelli, altri 60 mila dollari bonificati su un conto a Miami intestato a un imprenditore ritenuto vicino al leader politico e 530 mila euro versati su un conto in Brasile e ritenuti destinati a Martinelli e al suo entourage.

Assistito dagli avvocati Marianna Febbraio e Sergio Cola, Lavitola si prepara a difendersi in udienza preliminare dall’accusa di corruzione internazionale di cui invece Martinelli non risponde perché la legge impedisce di processare in Italia il pubblico ufficiale di uno stato estero accusato di questo reato.

La Procura di Napoli però indaga ancora sull’ex presidente per un’altra vicenda, la presunta tentata estorsione ai danni di Impregilo, per la quale Lavitola ha riportato già una condanna in primo grado. Attraverso Lavitola, Martinelli aveva reclamato dall’ azienda italiana la costruzione di un ospedale pediatrico in base a un impegno informale che a suo avviso era stato assunto al momento della partecipazione alla gara per la realizzazione del metrò nel paese centroamericano.

A farsi “ambasciatore” di questa richiesta era stato il premier italiano dell’epoca, Silvio Berlusconi, che sarà sentito come teste nel processo a carico di Lavitola. La sera del 2 agosto 2011, dieci minuti alle 20, Berlusconi telefonò a Massimo Ponzellini, in quel momento numero uno di Impregilo: “Sulla questione ospedali dovete trovare l’ accordo con Panama – disse Berlusconi nella conversazione intercettata – Altrimenti il presidente del Panama rilascerà alle 19.30 di questa sera ora panamense una dichiarazione per bloccare l’ opera di Impregilo sullo stretto con grave tracollo pensano conseguente in borsa per Impregilo. Io ti passo l’ informazione così come me l’ hanno lasciata scritta a seguito questo qui è quel tale Lavitola, no, amico del presidente di Panama. Mi ha telefonato sei volte, mi ha trovato alla fine mi ha lasciato detto questo”.

Per il caso delle intercettazioni illegali, la Corte di Giustizia panamense aveva Chievo l’arresto di Martinelli il 21 dicembre 2015. Ora anche per lui inizia una nuova storia.

affari e politica
Ricardo Martinelli
Panama-napoli

2 commenti
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1 giorno fa
gimachi
Un altro unto da Berlusconi che va in galera.
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1 giorno fa
GINO LUPETTO
da anni si sapeva che era legato alle mafie italiane – ha origini italiuane- i miei amici in Panama city mi dicevano che era il presidente piu corrotto degli ultimi anni
http:napoli.repubblica.it/cronaca/2017/06/13/news/ricardo_martinelli_non_e_un_tangentaro_ma_un_gaudente_come_berlusconi_-167976135/

2-NEOLIBERALISMO CINESE CONTRO TRUMP
-SU LA REPUBBLICA:
Repubblica.it
Cina, un colpo a Trump: cade la diga di Panama, Pechino conquista il Canale

Isabel de Saint Malo, vicepresidente e ministra degli Esteri panamense, con il collega Wang Yi si scambiano gli accordi diplomatici


Panama ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con Taiwan per stringere un legame con la Cina, che allarga sempre più la sua sfera di influenza sull’America del Sud. Un avamposto fondamentale per allargare la Via della seta, mentre la Casa Bianca minaccia di ridiscutere il Nafta

dal nostro corrispondente ANGELO AQUARO
13 Giugno, 2017

PECHINO – “Oh mamaçyta Panama dov’è”: e chi l’avrebbe mai detto che Ivano Fossati avesse anche doti di preveggenza geopolitica? “Signori ancora del tè / Il nostro porto di attracco darà segno di sé”. E adesso hai voglia a ordinarne del tè, ora che in quel porto attraccano appunto i cinesi, quelli della terraferma. Ciao ciao Taiwan: il Canale volta le spalle all’isola che reclama la propria indipendenza e si getta tra le mani di mamma Cina. Ecco che cosa significa lo storico voltafaccia di Panama a Taiwan: la via della seta di Xi Jinping si spinge ancora più a ovest, alle porte dell’America di Donald Trump, la Cina seconda potenza mondiale occupa il Canale che poco più di un secolo fa, 15 agosto 1914, era stato aperto proprio con la benedizione (e la costruzione) degli Usa. Allora ci passavano mille imbarcazioni all’anno: alla fine del decennio scorso erano oltre 15mila. Ma il passaggio più importante e recente, nei 77 chilometri percorribili in sei ore, porta una data che con il senno di poi cambierà tutto: 26 giugno 2016, un mostro dei trasporti targato Cosco Shipping, cioè il colosso delle spedizioni made in China, è la prima imbarcazione a tagliare il Canale appena rinnovato. Un segnale chiaro e forte, sottolineato dalla presenza di una delegazione di una trentina di politicanti e supermanager di banche e big industriali. Un segnale che aveva infatti inquietato mica poco Tsai Ing-wen, la leader di Taiwan che non si piega a Pechino e che proprio pochi giorni prima aveva scelto lo stato del Canale per la sua prima visita da presidente.

Adesso sono rimaste praticamente una ventina le nazioni che riconoscono Taiwan come Cina: in Europa c’è soltanto il Vaticano, in Africa il Burkina Faso e lo Swaziland, in America del Sud c’è il Paraguay. Soltanto in America Centrale resta appunto il gruppone delle isole che non ha seguito il resto del mondo: come perfino l’allora nemico numero uno, gli Stati Uniti d’America, fecero con Richard Nixon, dopo che già l’Onu nel 1971 aveva mollato Taipei per scegliere Pechino. Ma un conto era Sao Tome, che pure ha tradito Taiwan per la Cina popolare qualche settimana fa. E un conto sono il Belize, il Nicaragua, l’Honduras, Haiti piegata prima dal terremoto e poi dal colera: ma volete mettere l’importanza di “annettersi” Panama. Il Canale è la porta per quel Sudamerica che Xi il Grande ha già deciso sarà il prossimo terreno di conquista della nuova via della Seta che non conosce confini. Basta qualche numero: se il commercio tra Usa e America del Sud dal 2000 a oggi è raddoppiato, quello con la Cina è cresciuto addirittura per 22 volte. La mano larga di Pechino si riconosce anche nella concessione dei prestiti: 231 milioni nel 2005, 30 miliardi dieci anni dopo. Più chiaro di così. Il Brookings Institute ha realizzato perfino una sorta di libro rosso per illustrare i rischi, per l’economia americana, dell’avanzata appunto della Cina Rossa fin lassù.

E d’altronde: Donald Trump minaccia di ridiscutere il Nafta, gli accordi commerciali interamericani? Ecco Pechino pronta a cavalcare la leadership dei paesi del Pacifico: l’Oceano che parte dal Mar della Cina e si estende appunto fino a Cile e Argentina. La caduta di Panama, dunque, non è solo l’ultimo colpo ai sogni di indipendenza di Taiwan: è l’ultima sfida della Cina all’egemonia americana in terra, oh yes, d’America. “Oh mamaçyta Panama dov’è”: è dove finisce l’America, e ricomincia la Cina.
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REAZIONE:NON SOLO NEL CALCIO HA FUGGITO IL NEOLIBERALISMO,ANCHE NEL COMUNISMO CINESE PER ESSEMPIO.LA CINA ORMAI NON E’ NUOVA ERA.

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14 GIUNIO 2017:TRAPANI,FUORI FAZIO
-SU LA STAMPA:
LoaStampa.it POLITICA
SEZIONI
Il candidato indagato Fazio abbandona la corsa a Trapani: “Non votatemi”
In campagna elettorale ha trascorso due settimane agli arresti domiciliari


ANSA
Nella combo da sinistra Pietro Savona, candidato del Partito democratico, e Girolamo Fazio, sostenuto da 5 liste civiche
Pubblicato il 13/06/2017
Ultima modifica il 13/06/2017 alle ore 18:50
RINO GIACALONE
TRAPANI
È mancato lo slogan pre elettorale “vi stupiremo con effetti speciali” ma questo è quello che è successo e che sta ancora accadendo attorno alle elezioni amministrative a Trapani, segnate dalle indagini nei confronti di due dei cinque candidati, e quelli più accreditati, l’ex sottosegretario D’Alì e il deputato regionale Fazio, separati dentro la casa del centrodestra e in Forza Italia. Politica, affari, mazzette e almeno per una delle indagini, la mafia in piena scena. D’Alì oggetto di una richiesta di misura di prevenzione, per non avere rispettato la distanza di sicurezza dai famigerati Messina Denaro, Fazio arrestato (ai domiciliari dal 19 maggio al 3 giugno) per la maxi corruzione che avrebbe favorito il monopolio navale siciliano alla famiglia degli armatori Morace. Nessuno dei due però ha fatto mai fino all’11 giugno un passo indietro, e Trapani ha votato con un clima “pesante”.
Ma ci sono state evoluzioni. Se D’Alì è finito fuori gioco perchè bocciato dagli elettori, arrivato terzo con il 23 per cento, è notizia di oggi pomeriggio quella del ritiro dalla corsa elettorale dell’on. Fazio, appena approdato con il maggior numero di preferenze, oltre 10 mila, circa il 34 per cento, al turno di ballottaggio del prossimo 25 giugno. Suo avversario è risultato il “dem” Pietro Savona che è riuscito a superare col 26 per cento l’altro competitor il senatore di Forza Italia Tonino D’Alì. Nel giorno del risultato elettorale del primo turno però Fazio ha avuto guastata la festa dalla notizia del ricorso presentato dalla Procura di Trapani contro la sua scarcerazione disposta dal gip dopo un secondo interrogatorio, i pm lo rivogliono ai domiciliari.

L’udienza è fissata proprio per l’indomani del 25 giugno, giorno fissato per il ballottaggio. Dopo 48 ore di riflessioni, oggi dunque la sua decisione, “non presa prima – ha spiegato Fazio – per rispetto ai candidati delle mie liste”. Il ritiro dal ballottaggio, lo ha comunicato prima ai suoi sostenitori, consiglieri eletti e candidati tutti, e poi alla stampa. È però una dichiarazione politica che non verrà formalizzata alla commissione elettorale, se così fosse stato avrebbe aperto le porte del ballottaggio a D’Alì, un vantaggio che al suo ex mentore Fazio non ha voluto assolutamente concedere: “Non intendo con la rinuncia formale rimettere in gioco liste o persone bocciate dagli elettori”. Dunque una decisione politica e si sa che in politica tutto può cambiare in poche ore, ma Fazio risponde secco, “se eletto mi dimetterò, mi sarei dimesso da sindaco anche se fossi stato eletto al primo turno”.

Fazio ha insistito parecchio sul suo ritiro dalla politica e ha annunciato anche le sue dimissioni da parlamentare regionale e la rinuncia al seggio consiliare che gli spetta in caso di vittoria di Savona. Indubbiamente una mossa che lo libera dal pericolo di inquinamento delle prove e reiterazione del reato ma lui chiosa: “Non ho paura di essere arrestato di nuovo”. Ha scritto ai trapanesi Fazio e ha letto la lettera in conferenza stampa. “Non voglio essere causa di cattiva pubblicità per la città”. Ma intanto c’è di vero che quello che è accaduto a Trapani dal 19 maggio in poi ha mostrato atteggiamenti che hanno fatto paura a tanti , candidati che hanno mostrato atteggiamenti arroganti e di pura sfida anche nei confronti di organi dello Stato, pur non avendo utilizzato critiche dirette ma alzando la mira solo nei confronti della stampa, Fazio oggi ha parlato di “gogna mediatica e di certa stampa che lo ha dipinto come un mostro e un grande corrotto”. Stando così le cose l’evoluzione dei fatti si potrebbe dire che forse gli effetti speciali non sono ancora terminati. Fazio infatti resta candidato al ballottaggio e ha solo invitato la città a non votarlo.
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LEGGI ANCHE
ANSA
Trapani, al ballottaggio Fazio e Savona
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http:lastampa.it/2017/06/13/italia/politica/il-candidato-indagato-fazio-abbandona-la-corsa-a-trapani-non-votatemi-qPYHUP4ltEeKlVMcQ4uruN/pagina.html


15 GIUNIO 2017:IL PREMIER TURCO ATTACA LA LIBERTA DI ESPRESSIONE IN USA
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-SU LE MONDE:
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PUBLIÉ HIER À 23H04
Mandats d’arrêt américains contre des agents de sécurité du président turc
Le Monde avec AFP
Temps de lecture : 2 min


Douze membres du service de sécurité de Recep Tayyip Erdogan sont soupçonnés d’avoir agressé des manifestants kurdes pacifiques en mai à Washington.
Le président turc Recep Tayyip Erdogan lors d’un discours à Ankara, le 15 juin. AP
Douze mandats d’arrêt à l’encontre d’agents de sécurité du président turc Recep Tayyip Erdogan accusés de violences ont été émis par les Etats-Unis, jeudi 15 juin. Cette affaire vient s’ajouter à une longue série de discordes entre Ankara et Washington, dont les relations se sont fortement détériorées ces derniers mois. Les deux pays, alliés au sein de l’OTAN, sont en désaccord notamment sur le soutien américain aux milices kurdes de Syrie, considérées comme « terroristes » par le pouvoir turc.

A la recherche des gardes du corps d’Erdogan qui ont tabassé des manifestants aux Etats-Unis
Etats-Unis: affrontements violents entre les gardes du corps d’Erdogan et des manifestants
Les douze gardes du corps et policiers de M. Erdogan visés par ces procédures sont soupçonnés d’avoir agressé des manifestants kurdes pacifiques, en marge d’une visite du président à Washington. Les faits se sont déroulés dans la soirée du 16 mai devant la résidence de l’ambassadeur de Turquie, où l’homme fort d’Ankara s’était rendu après son entretien à la Maison Blanche avec son homologue Donald Trump.

L’ambassadeur des Etats-Unis « invité »

Les mandats d’arrêt envoient « un message clair selon lequel les Etats-Unis ne tolèrent pas que des individus utilisent l’intimidation et la violence pour étouffer la liberté d’expression et l’expression politique légitime », s’est félicité le secrétaire d’Etat Rex Tillerson, dans une déclaration lue par un porte-parole. Son ministère « déterminera si des mesures additionnelles sont nécessaires », a-t-il en outre prévenu.

De son côté, Recep Tayyip Erdogan a condamné avec virulence ces procédures, promettant de se battre « politiquement et juridiquement » contre celles-ci. Son ministère des affaires étrangères a par ailleurs « invité » – et non « convoqué » – jeudi l’ambassadeur des Etats-Unis à Ankara pour lui faire part de sa désapprobation. « Il [lui] a été transmis que la décision des autorités américaines est mauvaise, biaisée et manque de base légale. »

« Hans et Georges vont me protéger ? »

Selon le chef de la police de Washington Peter Newsham, les gardes du corps ont été identifiés sur des enregistrements. La rixe a résulté, selon lui, d’une « attaque brutale visant des manifestants pacifiques » et a fait une dizaine de blessés, dont un policier. D’après les témoignages et vidéos, des agents de sécurité turcs ont agressé des protestataires, les frappant même lorsqu’ils étaient à terre.

M. Erdogan, lui, a accusé la police locale de n’avoir « rien fait » alors que des groupes « terroristes » faisaient « une manifestation à 50 mètres de [lui] ». « Si ce n’était pour me protéger, pourquoi est-ce que j’emmènerais mes gardes avec moi aux Etats-Unis ? C’est Hans et Georges qui vont me protéger ? », a-t-il déclaré jeudi soir dans un discours télévisé, recourant à deux prénoms qu’il utilise régulièrement pour fustiger l’Occident.

htttp:mobile.lemonde.fr/international/article/2017/06/16/les-gardes-du-corps-d-erdogan-au-c-ur-d-une-nouvelle-brouille-entre-ankara-et-washington_5145302_3210.html

REAZIONE:USA E’ UN PAESE AUTONOMO E LA COMUNE APPARTENENZA ALLA NATO NON AUTORIZZA A ERDOGAN A FARE REPRESSIONE PER MANO PROPIA

CURDI TERRORISTI?ERDOGAN VEDE TERRORISTI DA PER TUTTO MA GUARDI LA PAGLIA NELL’OCCHIO PROPIO,HA FATTO  CONNIVENZA CON I  FOREIGN FIGHTER DELL’IS FIN CHE HA RICEVUTO SOLDI DAI SUOI RICATTI ALL’UNIONE EUROPEA,E IO NON CREDO AI LUPI SOLITARI.COMUNQUE SIA STA DI FATTO CHE I CURDI COMBATTONO LO STATO ISLAMICO E SONO ALLEATI USA.E IN ULTIMA RATIO IN UN PAESE AUTONOMO NON TOCCA A LUI DECIDERE CHI E’ TERRORISTA,SOLO RISPETTI LA LIBERTA DI ESPRESSIONE.

ELEMENTAL.


19 APRILE 2017:IL PAPA E LA CORRUZIONE
-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
VATICANO
Vaticano, si studia la scomunica contro i corrotti: “Sforzo per creare una cultura della giustizia”

Dopo il “Dibattito internazionale sulla corruzione” del 15 giugno, la Santa Sede conferma: “Necessità di approfondire la questione”
17 Giugno 2017

1′ di lettura
Dopo la scomunica ai mafiosi, il Vaticano sta studiando la possibilità di allargare la pena canonica anche al tema della corruzione. È quello che emerge dall’attività del gruppo di lavoro che si è riunito il 15 giugno scorso nel primo “Dibattito internazionale sulla corruzione” nello Stato Pontificio. I membri dell’apposita consulta del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale hanno infatti analizzato l’intreccio della corruzione con le mafie e il crimine organizzato, assieme a circa 50 tra magistrati antimafia e anticorruzione, vescovi, istituzioni e studiosi di ogni genere.

Nel 2014, durante una messa a Sibari (Cosenza) davanti a duecentomila persone, Papa Francesco pronunciò uno storico discorso annunciando la scomunica per coloro che appartengono alla criminalità organizzata. Un tema che fa molto discutere e che adesso sembra volersi allargare anche alla piaga della corruzione.

“La lotta alla corruzione e alle mafie, si è detto, è una questione non solo di legalità, ma di civiltà”, sottolinea un comunicato del Vaticano. Per questo il gruppo di lavoro che ha dato vita al seminario “sta provvedendo all’elaborazione di un testo condiviso che guiderà i lavori successivi e le future iniziative. Tra queste, si segnala al momento la necessità di approfondire, a livello internazionale e di dottrina giuridica della Chiesa, la questione relativa alla scomunica per corruzione e associazione mafiosa”.

Il cardinale Peter Turkson ha motivato così questa riunione: “Abbiamo pensato questo incontro per far fronte a un fenomeno che conduce a calpestare la dignità della persona. Noi vogliamo affermare che non si può mai calpestare, negare, ostacolare la dignità delle persone. Quindi spetta a noi, con questo Dicastero, saper proteggere e promuovere il rispetto per la dignità della persona. E per questo cerchiamo di attirare l’attenzione su questo argomento”.

Per l’arcivescovo Silvano M.Tomasi, l’obiettivo è “sensibilizzare l’opinione pubblica, identificare passi concreti che possano aiutare ad arrivare a delle politiche e delle leggi eventualmente che prevengano la corruzione, perché la corruzione è come un tarlo che si infiltra nei processi di sviluppo per i Paesi poveri o nei Paesi ricchi, che rovina le relazioni tra istituzioni e tra persone. Quindi lo sforzo che stiamo facendo è quello di creare una mentalità, una cultura della giustizia che combatta la corruzione per provvedere al bene comune”.
Vaticano
corruzione
mafia
scomunica
Sullo stesso tema:
Papa Francesco, nuovo monito ai mafiosi: “Convertitevi!”
REAZIONE:DOBBIAMO CREDERCI?VEDI VIDEO.

NON SOLO GLI AUTOTTONI DI AMERICA,LA CONQUISTA CONTINUA

TERRORIFICO,PEGGIO DI STALIN SE FOSSE VERO
-APPENDICE,VIDEO:


19 GIUNIO 2017:AMERICA AVVISA
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it ECONOMIA
SEZIONI
Effetto Trump in laguna. Lite tra europei e americani


ANSA
Pubblicato il 18/06/2017
Ultima modifica il 18/06/2017 alle ore 07:34
TEODORO CHIARIELLI
INVIATO A VENEZIA
L’effetto Trump sbarca in laguna col suo strascico di inevitabili polemiche e frizzanti contrapposizioni. Risale fra le calli e si insinua fra gli ovattati saloni dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia dove si è tenuto il Workshop annuale, a porte chiuse, del Consiglio per le relazioni tra Italia e Stati Uniti presieduto da Sergio Marchionne.
Metti una sera a cena all’hotel Monaco & Gran Canal dove l’allegra brigata si trasferisce per l’appuntamento di gala, anche se il dress code recita: «business attire», abbigliamento formale. I camerieri sono schierati, gli enormi vassoi pronti per servire il salmone marinato. Ma prima è prevista la prolusione di Kim Holmes, già segretario di Stato aggiunto con George W. Bush e attualmente vicepresidente della Heritage Foundation. È repubblicano, ma non è della stretta cerchia di Donald Trump.
Parte pacato, Holmes, spiega che bisogna distinguere fra quello che il presidente dice e quello che fa. Poi, però, il suo tono si impenna e l’aria un po’ sonnecchiosa ai tavoli diventa improvvisamente elettrica. Holmes dice al parterre di imprenditori, politici ed economisti che l’Europa non deve allontanarsi dagli Stati Uniti, per non finire sotto il tallone della Germania. Se lo farà, chiosa, ne pagherà le conseguenze. E la Brexit? Un modello da seguire.
Apriti cielo. Esplode il mugugno. «Leso europeismo». La platea si divide. C’è chi rinfaccia lo sbarco in Normandia. Un francese sibila a denti stretti: «Che fa, ci minaccia?». Il banchiere Lorenzo Bini Smaghi, ex Bce, non ci sta. Punta l’indice accusatorio verso Holmes, chiede la parola. «Cosa farebbero gli americani se un leader europeo andasse a dire loro quello che lei ha detto qua?». Applausi. Soprattutto dalle eleganti signore presenti che poi correranno a congratularsi con il banchiere italiano. Fioccano le richieste d’intervento, Holmes replica. I camerieri, sempre con i vassoi col salmone in mano, danno chiari segnali di nervosismo oltre che di cedimento. Si agitano anche un paio di funzionari del consolato Usa. Marchionne, con ampi gesti, invita a «tagliare».
Finalmente si mangia. Arriva il rombo con salsa di olive su letto di patate, innaffiato da vini Ceretto. Un po’ freddo, vista l’attesa. Alla fine via di corsa perché alle 23 il ristorante chiude. L’indomani mattina, ieri, Bini Smaghi, «alfiere dell’Europa», commenta sornione: «Tutto si è svolto nell’ambito di uno scambio educato di vedute». Noblesse oblige.
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http:.lastampa.it/2017/06/18/economia/effetto-trump-in-laguna-lite-tra-europei-e-americani-a0hJXtID05IgHluxfUcNLI/pagina.html

REAZIONE:LESO EUROPEISMO?

19 GIUNIO 2017:LA BANDIERA DELLA COMMON WEALTH ONDEARA IN GIBILTERRA DOPO IL BREXIT

-SU MERCOPRESS:
MercoPress. South Atlantic News Agency
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Gibraltar will switch the EU flag for Commonwealth flag after Brexit

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Wednesday, May 24th 2017 – 09:22 UTC

“Brexit is an obvious dominating political issue because of the interplay that Gibraltar has with the UK and with the rest of the EU,” Mr Picardo said.

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“Brexit is an obvious dominating political issue because of the interplay that Gibraltar has with the UK and with the rest of the EU,” Mr Picardo said.
Gibraltar will switch the EU flag for the Commonwealth flag as it seeks to forge “strong and enduring” trade relationships around the world after Brexit, Chief Minister Fabian Picardo said. The Chief Minister was speaking at the opening of a conference focusing on Brexit and the importance of the Commonwealth to the UK and Gibraltar’s futures.

Close to 40 parliamentarians from 11 Commonwealth countries are attending the 47th Regional Conference of the British Islands and Mediterranean Region [BIMR] in Gibraltar.

The theme of the conference is strengthening the role of the BIMR region considering the role of small branches post-Brexit.

“Brexit is an obvious dominating political issue because of the interplay that Gibraltar has with the UK and with the rest of the EU,” Mr Picardo said. “We have a land border not just with one Member State but with the EU itself, the whole continent.”

“Of course the effects of Brexit on Gibraltar will be difficult to manage, but I’m sure that as a community we will demonstrate that we have the ability and resilience to sustain the worst challenges that can be brought to our shores of that I have absolutely no lack of confidence.”

“We should do so only by exploiting the relationships we have with friends around the whole and many of those friendships we share around the world we share because of the Commonwealth. Relationships across the Commonwealth are what’s going to make Gibraltar strong and enduring in trade.”

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Categories: Politics, International.
Tags: Brexit, British Islands and Mediterranean Region (BIMR), Commonwealth countries, Commonwealth flag, Fabian Picardo, Gibraltar, United Kingdom.

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19 GIUNIO 2017:MACRON A MAGGIORANZA,LE PEN FLOP
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it MONDO
SEZIONI
Il Parlamento è di Macron. Maggioranza per le riforme
Successo di En Marche! Repubblicani seconda forza. Astensione record. Male il Fn, ma per la prima volta eletta Le Pen. Sono donne metà dei deputati


AP
Emmanuel Macron ha votato ieri mattina a Le Touquet
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Pubblicato il 19/06/2017
PAOLO LEVI
PARIGI
Pieni poteri al nuovo «Re di Francia» Emmanuel Macron. La République en Marche (Lrm), il partito nato dal movimento fondato solo un anno fa dal leader europeista di 39 anni, realizza un risultato storico nel secondo turno delle elezioni politiche macchiate da un record di astensione, stimata oltre il 56%, il livello più alto nella storia della Quinta Repubblica.
Il neo-presidente che a maggio sconfisse Marine Le Pen nella corsa all’Eliseo ottiene una maggioranza schiacciante anche se non si tratta dello tsunami pronosticato dai sondaggisti. Dopo la valanga di una settimana fa, i francesi gli impongono una correzione e lasciano in vita gli altri partiti. Secondo le proiezioni di Elabe, il partito del presidente ottiene la maggioranza assoluta anche senza l’apporto degli alleati centristi del MoDem. Per Macron, era la condizione fondamentale realizzare quel treno di riforme «social-liberali» promesse durante le presidenziali, a cominciare dalla riforma del lavoro. En Marche! è a quota 395-425 seggi (ben oltre i 288 necessari per la maggioranza assoluta). Battuti e divisi, i Républicains restano in piedi con 100-125 deputati, con cui dovranno guidare l’opposizione alla nuova guardia macronista, in molto casi novizi della politica o alla prima esperienza in parlamento. Nell’anno zero della Francia naufraga il sogno di Marine Le Pen di formare un gruppo all’Assemblea. Ma ieri la candidata del Front National si è presa una piccola rinvincita trionfando nel feudo di Hénin-Beaumont ed accedendo per la prima volta nel parlamento francese (finora conduceva le sue battaglie da quello europeo) con altri cinque compagni di partito tra cui il compagno Louis Aliot. Resta fuori il vicepresidente del Fronte promotore della linea anti-euro Florian Philippot.

L’impresa di formare un gruppo riesce invece ai radicali di gauche di Jean-Luc Melenchon, che avranno una trentina di rappresentanti. Invertita – a basse quote – la tendenza delle presidenziali, con i socialisti – rieltto Valls – a circa 50 seggi, decisamente avanti alla France Insoumise, anche se – dinanzi al peggior risultato di sempre – il segretario socialista Jean-Christophe Cambadelis non ha atteso neppure le proiezioni per dimettersi.

Ieri sera, nel quartier generale di En Marche! a Parigi, si è brindato al prossimo quinquennato sulla stessa terrazza da cui si affacciò Macron nella notte del trionfo all’Eliseo. «Un anno fa nessuno avrebbe immaginato un tale rinnovamento politico. Lo dobbiamo al presidente Macron, ma lo dobbiamo anche ai francesi», esulta il premier, Edouard Philippe.

Quanto all’astensione record, osserva che «non si tratta mai di una buona notizia» ma il governo «la interpreta come un obbligo di avere successo».

La nuova Assemblea con un’ondata di esordienti e quasi tutta nuova avrà anche una quasi parità uomo-donna: a scrutinio in corso 246 su 577 deputati sono donne.
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Alcuni diritti riservati.
http:.lastampa.it/2017/06/19/esteri/il-parlamento-di-macron-maggioranza-per-le-riforme-7CF4LNjQ0Gn3JXdXzT0qOM/pagina.html

LEGGI ANCHE:
AFP
La Francia al ballottaggio, scarsa l’affluenza. Macron verso un trionfo annunciato
REAZIONE:HO DETTO PRMA DELLE ELEZIONI CHE NON VI ERA MOTIVI PER METTERSI IN ANSIA PER LA LE PEN E IL TEMPO MI HA DATO RAGIONE,FINITO LO TSUNAMI FRONTISTA.

21 GIUNIO 2017:OPERATIVO MARE NOSTRUM,ATTUALIZAZIONE

-SU LA REPUBBLICA:

Repubblica.it
REP TV EDIZIONE PALERMO
Trapani, nella città dove serve un miracolo per eleggere un Sindico.

-VIDEO NON RIPORTATO

Nelle elezioni più pazze del mondo si tenta la carta finale: big e testimonial per portare il 50 per cento dei trapanesi alle urne ed evitare il commissariamento. Un’affluenza di almeno 30 mila elettori, secondo una lgge siciliana, serve infatti a Pietro Savona del Pd, unico candidato rimasto in corsa, a vincere. “Occorre un miracolo”, dicono Roberto Giachetti e Davide Faraone.- Un “miracolo” necessario dopo la mossa dell’ex sfidante Girolamo Fazio, indagato per corruzione, che si è ritirato dal ballottaggio nel momento utile per escludere da un ripescaggio l’odiato senatore forzista Antonio D’Alì e per lasciare solo l’uomo del Pd contro il quorum. (di Emanuele Lauria e Giorgio Ruta)
20 giugno 2017

http:video.repubblica.it/edizione/palermo/trapani-nella-citta-dove-serve-un-miracolo-per-eleggere-un-sindaco/279167?video
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REAZIONE:MIRACOLO NON CI SARA.TRAPANI SARA COMMISSARIATA E A NOVEMBRE ANCHE CROCIETTA,TRADITORE DELLA NOSTRA AUTONOMIA CON MONTI,SARA SOSTITOITO,QUELLO DEL TITOLO.

…..

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 334

2 GIUNIO 2017:EFETTO TRUMP
-SU LA STAMPA
LaStampa.it POLITICA
SEZIONI
Zaia posta una foto con un calciatore di colore. Commenti razzisti e insulti: “Così perdi punti”
Il governatore mette due volte l’immagine su Fb: dimostriamo che il Veneto non è razzista
Mi

ANSA
Questa la prima foto pubblicata da Luca Zaia sul suo profilo Facebook con la scritta: «Con Isaac Donkor, giocatore dell’Inter in prestito al Cesena»
Pubblicato il 03/06/2017
Ultima modifica il 03/06/2017 alle ore 17:25
DAV. LES.
TORINO
Due giorni fa ha postato su Facebook una foto che lo ritraeva con Isaac Donkor, giocatore 21enne dell’Inter in prestito al Cesena. E la sua bacheca è stata invasa di commenti razzisti e offese. Protagonista dell’episodio Luca Zaia, governatore del Veneto. Che oggi ha deciso di proporre di nuovo la stessa foto corredata da queste righe: «Vogliamo cogliere tutti una buona occasione per dimostrare che il Veneto non è razzista? Ripubblico la mia foto con Isaac per sottolineare che quando una persona si comporta bene, è onesta, rispetta le regole e i nostri valori, lavora, nessun distinguo è ammesso in base al colore della pelle».
Tra razzismo e offese
Oggi i «leoni da tastiera» (così li ha definiti lo stesso Zaia, ndr) sembrano più mansueti. Ma la prima foto ha scatenato un putiferio. «Arriverà il giorno che pur di governare andrete ad elemosinare anche i loro voti», scrive Giovanni, mentre per Marco la Lega dà «con troppa facilità la possibilità di vivere in Italia. Viva il metodo australiano». Qualcuno non usa mezzi termini e si lancia in commenti razzisti: «Ma sto qua è appena arrivato con il barcone dall’Africa, altro che Inter». O ancora: «Sembra sbarcato da un gommone», per finire con «un profugo, Zaia perdi punti».
La reazione di Zaia
Zaia incassa anche molti commenti positivi tra i simpatizzanti del Carroccio. «Grande Luca, un leghista non ti attaccherebbe mai per questa foto, ma Facebook dà la possibilità a tutti di scrivere e anche farsi passare per uno del nostro movimento. Continua così», scrive Luca. Il governatore veneto, nel ribadire che «lo rifarebbe mille volte», sostiene che a scatenare i post più velenosi, più che l’immagine in sé, sia stata l’assenza delle strisce nerazzurre sulla t-shirt indossata da Donkor. «Forse le critiche – ipotizza – dipendono dal fatto che nella foto con me non aveva la maglia dell’Inter? Se l’avesse avuta non avrebbero aperto bocca».

Il calciatore: “Non vale la pena rispondere”
L’unico a prendere tutta la vicenda con molta filosofia è proprio Isaac Donkor, che vive da 14 anni con la sua famiglia nel Trevigiano, dopo aver lasciato il Ghana. Valore sul mercato del calciatore: 700 mila euro. «Ormai ci sono abituato e non ci faccio più caso – taglia corto -. Se non rispondo è perché non vale la pena sprecare energie per certa gente. Non rovineranno il mio ritorno a casa per le vacanze, perché è da qui che vengo». In compenso da oggi Zaia ha un nuovo simpatizzante politico. Alla domanda se lo voterebbe dopo quanto accaduto, il calciatore risponde senza esitare: «Subito, per com’è come persona. Ho parlato con lui e mi è piaciuto molto. Nei miei confronti, poi, è stato eccezionale».

http:lastampa.it/2017/06/03/italia/politica/zaia-posta-una-foto-con-un-calciatore-di-colore-commenti-razzisti-e-insulti-cos-perdi-punti-x4t94vzTmUD8EwyBo0tgxM/pagina.html

2 GIUNIO 2017:DAL SUD O DAL NORD

-SU LE MONDE:

PUBLIÉ LE 01.06.2017 À 07H51
Les dirigeants nordiques surfent sur la viralité de la boule de cristal saoudienne
Par Big Browser
Les mains posées sur un ballon de football, les premiers ministres nordiques prennent la pose et se moquent ouvertement d’une photo similaire de Donald Trump, lors d’un voyage en Arabie saoudite.

Les premiers ministres nordiques sont farceurs. Ils n’ont pas résisté à lancer un petit clin d’œil moqueur au président des Etats-Unis, Donald Trump. C’est donc le visage radieux qu’Erna Solberg (Norvège), Stefan Löfven (Suède), Lars Løkke Rasmussen (Danemark), Juha Sipilä (Finlande) et Bjarni Benediktsson (Islande), positionnés en cercle, ont été immortalisés les mains posées sur un ballon de football.

 

Le cliché rappelle, bien sûr, la célèbre photo officielle de Donald Trump lors de sa visite en Arabie saoudite le 20 mai, lorsqu’ posait, en compagnie du roi Salmane d’Arabie saoudite et du président égyptien, Al-Sissi, les mains sur un globe lumineux qui les irradie d’une lumière blanchâtre. La scène était surréaliste, presque sortie d’un film de James Bond.

En réalité, cette boule ressemblant étrangement à une boule de cristal est un globe terrestre. En la touchant, Donald Trump, le roi Salmane Ben Abdelaziz Al-Saoud et Abdel Fattah Al-Sissi matérialisaient symboliquement l’ouverture du Centre mondial pour la lutte contre l’idéologie extrémiste, une plate-forme moderne de renseignement de combat contre l’islamisme à Riyad.

La première ministre norvégienne, Erna Soldberg, n’a pas hésité à partager le cliché avec ses homologues complices sur son compte Facebook. On y voit donc un montage des deux photos superposées où il est écrit une légende légèrement provocatrice :

« Qui règne sur la planète ? Riyad contre Bergen. J’ignore ce que ceux de la photo du haut pensaient. Mais sur la photo du bas, ce sont les cinq premiers ministres nordiques qui tiennent un ballon avec les objectifs de développement durable. Nous espérons que cela sera une feuille de route pour l’avenir »
Mais le cliché n’avait pas été pris en premier lieu pour se moquer du président des Etats-Unis, jure le porte-parole officiel du gouvernement, Sigbjorn Aanes :

« C’était au départ un moyen amusant de promouvoir les objectifs de développement durable des Nations unies. C’est seulement après qu’Erna Soldberg a réalisé que cette photo était similaire à celle de Donald Trump. »
Par Big Browser
PUBLIÉ LE 01.06.2017 À 07H51

http:mobile.lemonde.fr/big-browser/article/2017/06/01/les-dirigeants-nordiques-surfent-sur-la-viralite-de-la-boule-de-cristal-saoudienne_5137151_4832693.html

7 GIUNIO 2017:NECESSARIO E’ CAPO VERDE

-SU MERCOPRESS:

Falklands/UK airbridge has reduced flight time with re-route via Cape Verde
Friday, May 26th 2017 – 07:49 UTCFull article3 comments

The Brize Norton/Falklands MPA Airbridge has had a bumpy ride over recent weeks with delays on north and south-bound flights
The Brize Norton/Falklands MPA Airbridge has had a bumpy ride over recent weeks with delays on north and south-bound flights
The United Kingdom MoD (Ministry of Defense) announced on Thursday that plans were in place to trial the Falkland Islands Airbridge flight via Sal, Cape Verde, on a temporary basis which would result in a shorter overall flight time and improved passenger experience.

The Brize Norton/Falklands MPA Airbridge has had a bumpy ride over recent weeks with delays on north and south-bound flights since it had been diverted to Dakar, Senegal, for works to be carried out on the runway at the usual stopover point of Ascension Island.

A military spokesperson said that during this period the MoD had continued to look into longer term options to best meet the needs of the UK and Falkland Islands and as part of this process it was planned to trial going via Cape Verde, “on a temporary basis.”

The spokesperson said there were many factors to take into consideration regarding the Airbridge and the MoD was working hard to establish the best possible route for the longer term. The final decision for a longer term refueling location for the Airbridge is expected in due course.

Last Friday, CBFSAI Brigadier Baz Bennett explained that there had been a prolonged period of poor weather in the form of ‘rotors’ caused by a high pressure front, leading to a very long spell of north or north westerly wind.

The rotor winds lasted well into the weekend meaning that Mount Pleasant airfield could not operate and several delayed flights were combined and arrived in the Falklands on Monday.

The Airbridge is currently on schedule to arrive at Mount Pleasant today (Friday) at 3.20pm and depart on Saturday at 10am.

While recent delays attracted some criticism from frustrated users, there was equal support for the link with the UK from others who highlighted the high safety standards of the RAF. (Penguin News).
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Roger Lorton
Cape Verde (Cabo Verde) Islands? Aren’t they members of the non-aligned movement at the UN that is supposed to support Argentina’s pretensions to the Falklands? A member of the African Union which supposedly supports Argentina’s claims?

Perhaps they just need the money?

Still, an interesting connection.

May 26th, 2017 – 09:37 am +3
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LEPRecon
Roger

Remember that all these bodies that supposedly ‘support’ Argentina actually only support a ‘peaceful’ conclusion to any dispute.

To an Argentine that reads as: “they support us 100%”.
Whereas to the rest of the world it reads as: “feck off Argentina, we’re really not interested.”

And this has been proved time and time again when these countries that supposedly ‘support’ Argentina suddenly start cooperating with the British over things, such as this air link.

May 27th, 2017 – 10:32 am +2
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Livepeanuts
Perhaps all Cristina’s efforts are going to pot .. crumbling .. arm twisting is forgotten.

May 26th, 2017 – 10:03 am +1
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REAZIONE:QUESTO E’ UNA DERIVA DEL CONFRONTO FRA I BRITTANICI E’ L’AMERICA LATINA CHE IN BLOCCO HA RESPINTO OGNI POSSIBILITA DI PONTI FRA IL SUO TERRITORIO E LE ISOLE.MA QUESTA SOLUZIONE E’ STATA SEMPRE A PORTATA DI MANO QUINDI MI AUGURO CHE SIANO CADUTE LE DIFFIDENZE CHE REALI O. INVENTATI SONO STATE INCORAGGIATI DALLE IMPLICANZE NEOLIBERALI DEL PROGETTO DI GOVERNO CAMERON PRE-BREXIT.

QUESTIONE DI SOLDI?LO CREDA CHI VUOLE MINIMIZZARE LA VICENDA.

-APPENDICE SULLO STESSO GIORNALE ONLINE
-TITOLARE:
Theresa May puts tackling suspected terrorists above human rights laws

Wednesday, June 7th 2017 – 06:26 UTC
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REAZIONE:BASTA IPOCRESIE E CALCOLI POLITICI SI APPLICHI AI TERRORISTI LO STESSO METODO DELL’ANTIMAFIA,SI COLPISCA I MANDANTI(FORSE NON SONO TUTTI NELL’ISLAM)

7 GIUNIO 2017,22:00 PM ORA DI MONTEVIDEO URUGUAY:SOS TERRORISMO

ALLE ORE 20:00 PM HANNO TENTATO ASSALTARE IL MIO DOMICILIO IN DOMINGO BASSO 6303,ESQUINA SANTA MARIA,VILLA COLON,NUOVAMENTE LA STESSA PERSONA CHE MI HA RUBATO IL COMPUTER.MI SONO MESSO A GRIDARE E SI HA ALLONTANATO DOPO DI VOLERME SPINGERMI DENTRO PER LA FORZA INUTILMENTE.FATTA DENUNCIA POLIZIALE NON HANNO PRESO NESSUNO.PREGO VENIRE IN SOCCORSO QUESTA NOTTE. NON LASCIARE ME E MIA MADRE DA SOLI.

-IL GIORNO DOPO:

RINGRAZIO LE MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA:UN CORAGGIOSO VICINO CHE SI HA FATTO PRESENTE AI MIEI GRIDI,A IGNOTI CHE HANNO PERCORSO LA ZONA TUTTA LA NOTTATA E AL SERVIZIO. POLIZIALE 911 CHE HA VENUTO OGNI VOLTA CHE E’ STATO SOLLECITATO.

PREOCUPA LA MANCANZA DI OPERATIVITA DELLE AUTORITA E LA PREDICA DEI CERTI FORMATORI DI OPINIONE SUI MEZZI PER LA SUA INSENSIBILITA DI FRONTE ALLA DELINQUENZA OGNI GIORNO PIU DIFUSA E AL FENOMENO TERRORISTA,QUESTO PAESE HA ACETTATO I REFUGGIATI DI GUANTANAMO E INTEGRATO GLI EXGUERRIGLIERI.

PREOCCUPA ANCHE LA CONNIVENZA CON LE INCITAZIONI ALLA VIOLENZA E LA DIFUSIONE DI SENTIMENTI XENOFOBI LEGATI AL CALCIO,IERI GIOCAVA LA NAZIONALE DI FOOTBALL CONTRO L’ITALIA IN NIZZA,FRANCIA E LA NAZIONALE GIOVANILE NEL CAMPEONATO MONDIALE DI COREA.

MIA MADRE E IO ABBIAMO VALUTATO LA POSSIBILITA DI LASCIARE DEFINITIVAMENTE QUESTO PAESE.

-IL GIORNO DOPO:NON LASCIATECI SOLI

8 GIUNIO 2017:VITTORIA,E’ BREXIT

-SU LE MONDE:

ÉDITION GLOBALE
Europe
International Europe Européennes 2014 Allemagne Belgique
Dépouillement d’un bureau de vote, à Glasgow en Ecosse, le 8 juin.
Législatives au Royaume-Uni : les conservateurs en tête, mais sans majorité absolue
Selon les projections, la première ministre perd sa majorité absolue, mais les conservateurs restent en tête. Le leader du Labour l’a appelée à la démission.
LES FAITS,LE LIVE

Le Monde il y a 18 minutes

Derniers résultats

Sur les 645 sièges sur 650 attribués à ce stade :
– 314 reviennent au Parti conservateur (- 16) ;
– 261 au Parti travailliste (+ 32) ;
– 35 au Parti national écossais (SNP, – 19) ;
– 12 aux libéraux-démocrates (+ 3) ;
– 10 au Parti unioniste démocrate (+2) ;
– 1 au parti Vert ;
– 12 aux autres partis.

Le Monde il y a 28 minutes

Ne disposant plus de majorité absolue, les conservateurs doivent désormais composer une coalition avec un autre parti ou se résoudre à former un gouvernement minoritaire. Dans les deux cas, les négociations pourraient retarder le calendrier du Brexit.

Le Monde il y a 37 minutes

URGENT
Après ce camouflet, Theresa May a prévu de s’exprimer à 11 heures (10 heures à Londres), selon la chaîne de radio LBC.

Le Monde il y a 37 minutes

Le point à 8 heures

Theresa May a perdu son pari. La première ministre avait convoqué des élections anticipées, jeudi 8 juin, espérant conforter sa majorité au Parlement et être en position de force pour négocier la sortie du Royaume-Uni de l’Union européenne. Un mauvais calcul.

Selon les tout derniers résultats, le Parti conservateur, bien qu’en tête des élections, ne conservera pas la majorité absolue (326 sièges de députés) au Parlement.C’est une victoire pour le leader travailliste Jeremy Corbyn, dont le parti gagne au moins 30 sièges.

Sur les 642 sièges sur 650 attribués à ce stade :
– 312 reviennent au Parti conservateur (-18) ;
– 260 au Parti travailliste (+ 31) ;
– 35 au Parti national écossais (SNP, – 19) ;
– 12 aux libéraux-démocrates (+ 3) ;
– 10 au Parti unioniste démocrate (+2) ;
– 1 au parti Vert ;
– 12 aux autres partis.

Ce résultat ouvre une période de turbulences politiques en Grande-Bretagne, qui pourraient compliquer les négociations en vue du Brexit.

Le Monde le 9 juin à 02h43

Bonjour et bienvenue dans ce live consacré aux résultats des législatives anticipées britanniques.

http:mobile.lemonde.fr/europe/live/2017/06/09/legislatives-au-royaume-uni-les-conservateurs-en-tete-mais-sans-majorite-absolue_5141112_3214.html
REAZIONE:LE  COSE A POSTO

THERESA MAY EREDITA UNA MAGGIORANZA DA CAMERON.MA CAMERON MALGRADO HA AVVIATO IL REFERENDUM NON ERA UN CANDIDATO BREXIT,APOGGIAVA IL NO.QUINDI LA SIGNORA MAY E’ IL PRIMO CANDIDATO PRO BREXIT SPLICITAMENTE,DIRETTAMENTE VOTATO DAI BRITTANICI:QUELLO DEL TITOLO.

NON AVRA UNA MAGGIORANZA ASSOLUTA?’FA NIENTE.

!ELEMENTAL DEAR WATSON!


8 GIUNIO 2017:ATTUALIZAZIONE PEDOFILIA IN FRANCIA

-SU LE FIGARO
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Pédophilie : l’ex-évêque d’Orléans rattrapé par son silence
Mis à jour le 08/06/2017 à 22:52
André Fort en 2016.


André Fort en 2016. Crédits photo : Capture d’écran YouTube
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André Fort a été mis en examen, ce jeudi, pour non-dénonciation d’actes pédophiles. Les victimes présumées lui reprochent de ne pas avoir dénoncé des actes pédophiles de l’abbé Pierre de Castelet, alors qu’il en avait été informé personnellement dès 2010.
Plusieurs années après avoir été informé par une victime présumée d’attouchements sexuels de la part d’un prêtre de son diocèse, l’ancien évêque d’Orléans, André Fort, qui a occupé ce poste de 2002 à 2010, a été mis en examen ce jeudi matin par un juge d’instruction à la suite d’une décision de la chambre d’instruction d’Orléans.
Trois victimes présumées se sont portées partie civile dans cette affaire. Elles lui reprochent de n’avoir pas dénoncé des actes pédophiles de l’abbé Pierre de Castelet, mis en examen en 2012 après un signalement par l’actuel évêque d’Orléans, Mgr Jacques Blaquart.
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«André Fort m’a reçu dans son bureau en 2010 à Orléans. Il m’a promis de prendre des mesures, mais un an après l’abbé était toujours là»
Olivier Savignac, victime présumée de l’abbé Pierre de Castelet

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Selon Mgr Blaquart, ses prédécesseurs avaient eu connaissance de ses agissements et avaient pris «des mesures conservatoires» contre le prêtre

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Selon Mgr Blaquart, ses prédécesseurs avaient eu connaissance de ses agissements et avaient pris «des mesures conservatoires» contre le prêtre, aujourd’hui âgé de 66 ans, pour éviter qu’il soit seul en contact avec des jeunes. «Ils n’avaient pas porté plainte», avait regretté le prélat. Bien avant des mesures prises l’année dernière par la conférence des évêques de France, le diocèse d’Orléans, à la demande de son évêque Jacques Blaquart, a été le premier à mettre en place une cellule d’écoute pour les victimes de prêtres pédophiles.
Il s’agit du premier évêque mis en examen pour non dénonciation d’actes pédophiles depuis Mgr Pierre Pican, évêque émérite de Bayeux. Ce dernier avait été condamné en 2001 à trois mois d’emprisonnement avec sursis pour non-dénonciation des faits de pédophilie commis par un prêtre de son diocèse de Bayeux, l’abbé René Bissey, auquel la cour d’assises du Calvados avait infligé 18 ans de réclusion en octobre 2000. Cette affaire avait conduit la Conférence des évêques de France à engager un chantier de lutte contre les abus sexuels dans l’Église, relancé en 2016 après de nouvelles accusations, notamment dans le diocèse de Lyon gouverné par le cardinal Philippe Barbarin.

(Avec AFP)
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Juliette Mickiewicz

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Thématique : Pédophilie,Suivre,France
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Riche passé cet évêque, car il était intervenu en son temps sur le préservatif et son usage et selon son avis technique de prélat il s’était étendu sur le fait que le latex laissait passer le virus VIH… s’attirant une verte réplique d’un professeur de médecine spécialiste des maladies infectieuses. Après cette compétence en physique-chimie et infectiologie, l’évêque retraité va pouvoir se mettre au droit pénal et recourir au consultant pontifical dame Boutin
Le 09/06/2017 à 00:39

http:lefigaro.fr/actualite-france/2017/06/08/01016-20170608ARTFIG00401-pedophilie-l-ex-eveque-d-orleans-rattrape-par-son-silence.php
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REAZIONE:IL VESCOVO DI ORLEANS A PROCESSO.E’ UNA DERIVA DI QUEL GIUDIZIO AL CARDINALE BARBARIN

8 GIUNIO 2017:ATTUALIZAZIONE BENGAZY

-SU THE WASHINGTON TIMES

Families want to know what happened in Benghazi

Obama administration not telling whole story, they say

By Guy Taylor – The Washington Times – Tuesday, December 4, 2012
The father of a former Navy SEAL killed in the Sept. 11 terrorist attack on the U.S. Consulate in Benghazi, Libya, says he learned the details of his son’s bravery not from the Obama administration, but in an email from an American whose life was saved by his son.

Tyrone Woods, 41, was found “slumped over his machine gun, which was caked with blood,” Charles Woods, the former SEAL’s father, said during a telephone interview from his home in Hawaii.

“He had continued to fire until he had no blood left and was unable to fire anymore,” Mr. Woods said.n

He did not identify the email’s sender but said he later spoke with the person who “told me how Ty died.”

Washington politics has largely shifted attention from what actually happened nearly three months ago in the Benghazi attack, in which U.S. Ambassador J. Christopher Stevens, former SEAL Glen Doherty and State Department officer Sean Smith also were slain.

Republicans have accused the Obama administration of attributing the attack to spontaneous protests over a U.S.-made anti-Islam video, and not terrorists, in order to maintain the president’s foreign policy image before Election Day.


The White House and congressional Democrats have accused Republicans of exploiting the situation for political gain.

For family members such as Mr. Woods, the need to know what occurred in Benghazi is as real today as it was the moment they learned that their loved ones had perished.

Some are angry at the Obama administration, and even the most politically neutral among them say they are dispirited by the way the incident has been spun by Democrats, Republicans and news media.

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‘Deserve far better’

“The frustration is that all of the energy is focused on who to blame within our own government,” said Kate Quigley, sister of Glen Doherty, who was 42 when he died in Benghazi.

“There’s been so much finger-pointing back and forth, and somebody like Glen was completely bipartisan in his job. What he did was try to save American lives, whether he was protecting Republicans or Democrats, that did not matter,” Mrs. Quigley said in a telephone interview from her home in Marblehead, Mass.

“As a family, we decided early on not to get involved in the politics of it,” Mrs. Quigley said. “We’re not looking to lay blame at the hands of the U.S. government. When it comes to blame, in our eyes, we’re fully putting that on the shoulders of the terrorists who planned and executed the attack.

“If Glen were here, he’d be the first one to reach across party lines and redirect the attention to where it needs to go, which is stopping these individuals and making sure all of our consulates and embassies are safe,” she said.

Mrs. Quigley said her family is frustrated with how “the press continues to refer to the individuals of the attack as four dead Americans, without really looking at who these individuals are.”

“My brother gave 17 years of service, with 10 as a Navy SEAL. He and the others deserve far better than to be referred to that way,” she said, adding that if the public and the media really want to know who her brother was, they should visit, glendohertyfoundation.org, the website of a foundation that the family established in his name.

Her comments echo those of Stevens’ father, who spoke to a reporter in mid-October as the Benghazi incident was becoming an increasingly heated political battle between President Obama and Republican presidential nominee Mitt Romney.

“It would really be abhorrent to make this into a campaign issue,” Jan Stevens, 77, told Bloomberg News, adding that politicians should await the findings of a formal investigation before making accusations or judgments.

A detailed account

Other family members have been far less tempered in their remarks.

Some have voiced anger toward the Obama administration, accusing the White House of not taking their losses seriously, hiding information from them and even attempting to steer media attention from the details of the attack to dim the spotlight on any administration wrongdoing.

Appearing on CNN’s “Anderson Cooper 360” on Oct. 10, Pat Smith, the mother of Sean Smith, who was 35 when he died in Benghazi, said top administration officials paid her a lot of lip service but never revealed to her the details of her son’s last hours.

“I told them, ‘Please, don’t give me any baloney that comes through with this political stuff. I don’t want political stuff. You can keep your political. Just tell me the truth, what happened?’” Mrs. Smith said during the broadcast, adding that at that time — a month after the attack — she still did not know how her son was killed.

“Today, I just heard something more that he died of smoke inhalation,” she said. “I don’t even know if that’s true or not.”

Mrs. Smith also said Defense Secretary Leon E. Panetta “actually took my face in his hands and he said, ‘Trust me, I will tell you what happened.’ And so far, he’s told me nothing. Nothing at all. And I want to know.”

Attempts to reach Mrs. Smith were unsuccessful.

Mr. Woods, meanwhile, has gone perhaps furthest in raising questions about how the administration responded to the Benghazi attack.

He told The Washington Times that the person who contacted him about the attack explained in detail how his son’s death was preceded by a series of mortar rounds.

“The first one was well short of the building, the second and third landed in front of the building, and the fourth one went up and landed on the roof,” Mr. Woods said. “That’s what killed Ty.”

The round slammed into the roof where the former SEAL was positioned, and “I was told that if it had been a heavier round, it would have gone through the roof and exploded inside the building where 30 or so Americans were being protected by Ty and by Glen,” he said.

Noting that Tyrone Woods left behind “a newborn baby and a beautiful wife,” Mr. Woods said his son was “a hero who was willing to sacrifice his life.”

Mr. Woods repeated assertions that he has made to other news organizations during recent weeks — that the White House is involved in a “100 percent cover-up” because “no effort whatsoever was made to rescue” his son and the other Americans who were killed.

Copyright © 2017 The Washington Times, LLC. Click here for reprint permission.

http:m.washingtontimes.com/news/2012/dec/4/families-want-to-know-what-happened-in-benghazi-ob/
REAZIONE:OBAMA NON RACCONTA TUTTA LA STORIA.

11 GIUNIO 2017:SI WALL STREET
-SU LA REPUBBLICA:
Repubblica.it
ECONOMIA
Gli Usa iniziano a smontare la stretta di Obama su Wall Street


I monitor di Wall Street durante la testimonianza dell’ex direttore del Fbi, James Comey

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Approvata alla Camera la revisione alla legge Dodd Frank, che fu varata nel 2010 dopo la crisi finanziaria: a rischio l’Autorità che protegge i consumatori dalle frodi e la separazione tra le attività di custodia dei soldi dei clienti dal trading
09 Giugno 2017
1′ di lettura
MILANO – La Camera Usa, a maggioranza repubblicana, ha approvato la revisione della legge Dodd Frank, la riforma di Wall Street, varata su imput di Barack Obama nel 2010, dopo la crisi finanziaria del 2008. I deputati che hanno votato a favore sono 233 contro 186 no, un repubblicano ha votato contro. Nel febbraio scorso Donald Trump ha firmato due decreti per il riesame della regolamentazione finanziaria, la quale ora dovrà passare al Senato, dove l’approvazione sarà più difficile.

Uno dei pilastri del Dodd Frank Act è la creazione della Consumer Financial Protection Agency, l’autorità che ha il compito di proteggere i consumatori Usa da possibili frodi o informazioni fuorvianti nei settori della finanza, del debito, delle carte di credito e dei mutui. Inoltre la Dodd Frank richiede alle banche di dotarsi di più capitali per evitare un leverage eccessivo e istituisce il Financial Stability Oversight Council, che ha lo scopo di individuare i possibili rischi sistemici presenti nel sistema finanziario, le cosiddette ‘to big to fail’, tramite un monitoraggio che si estende anche al settore degli hedge fund.

La Dodd Frank ha come obiettivo dichiarato ma non realizzato quello di vietare il trading proprietario e cioè di applicare la cosiddetta “Volcker Rule”, che si propone di evitare che le banche utilizzino i depositi dei clienti per fare trading sui mercati finanziari con operazioni rischiose. Ancora non è chiaro quale sarà la revisione della regolamentazione finanziaria imposta da Trump, ma sicuramente nel mirino entreranno la Consumer Financial Protection Agency, il Financial Stability Oversight Council e la “Volcker Rule”.
Wall Street
Dodd-Frank Act
http:.repubblica.it/economia/2017/06/09/news/gli_usa_iniziano_a_smontare_la_stretta_di_obama_su_wall_street-167654177/

11 GIUNIO 2017:TRUMP,DIETROFONT SU CUBA
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it MONDO
SEZIONI
Trump prepara la svolta anche con Cuba: il 16 giugno l’annuncio del passo indietro


AP
Pubblicato il 10/06/2017
Ultima modifica il 10/06/2017 alle ore 12:07
Il presidente Usa Donald Trump si prepara a ufficializzare la svolta nella posizione degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. Trump, ha appreso il Miami Herald da fonti vicine al presidente, sarà a Miami venerdì prossimo per annunciare la nuova linea della sua amministrazione nei confronti dell’Avana.
La decisione di presentare a Miami la marcia indietro Usa sull’apertura decisa da Barack Obama è significativa data la presenza di molti esuli il cui sostegno alle elezioni di novembre è stato determinante per la vittoria in Florida e alla Casa Bianca.
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11 GIUNIO 2017:BREXIT,MAY VA
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it MONDO
SEZIONI
May ha già pronto il governo ma tra i Tory cresce la fronda
Per restare in sella la premier si allea con gli unionisti dell’Irlanda del Nord. “Andiamo avanti, Brexit e sicurezza nostri obECiettivi”. Maggioranza di soli 2 voti
AP
Pubblicato il 10/06/2017
Ultima modifica il 10/06/2017 alle ore 13:04
CLAUDIO GALLO
INVIATO A LONDRA
La perseveranza di Theresa May sta colorandosi, ora dopo ora, di caparbietà e ostinazione. Aggrappata alla sua poltrona nonostante abbia perso dodici seggi, si affida per governare a un’incerta alleanza con il partito Unionista nordirlandese di estrema destra, che le porta in dote una maggioranza di due voti (qualcosa di più con la defezione del Sinn Feinn e l’appoggio dell’unionista indipendente Lady Sylvia Hermon).
Molti inglesi erano andati a dormire pensando di svegliarsi con un nuovo premier e invece, ieri mattina, lei era ancora lì più battagliera che mai anche se sempre più sola. A metà mattinata ha visto la Regina a Buckingham Palace per dirle che avrebbe continuato. E’ rispuntata al 10 di Downing Street per dire la stessa cosa a un’enorme bruco colorato irto di teste, microfoni e teleobiettivi che diffondeva la sua immagine ai quattro lati del mondo.

GUARDA – La mappa del voto

Completo color cobalto, le occhiaie più segnate del solito nonostante il trucco, Philips, il marito banchiere accanto, ha spiegato che il suo nuovo governo garantirà «certezza e una guida in questi tempi critici. Condurremo il Paese attraverso la trattativa cruciale per la Brexit che partirà tra dieci giorni». Si è scusata con i suoi deputati che hanno perso il seggio, «ci rifletterò», ha detto. Se n’è andata dicendo: «E ora al lavoro».

LEGGI ANCHE – May perde la maggioranza, per il nuovo governo spunta l’alleanza con gli unionisti del Dup

Le certezze che può offrire sono però legate al patto con gli Unionisti del Dup, una formazione legata storicamente ai gruppi armati protestanti. «I nostri due partiti – ha detto – hanno avuto per molti anni una stretta relazione». Il vicedirettore del Guardian Paul Johnson ha sintetizzato con un tweet che cos’è il Dup secondo lui: «Nega il riscaldamento globale, anti-aborto, anti-gay, pro-Brexit». È vero, May parte per la grande guerra della Brexit con un alleato che preferisce stare non troppo lontano dall’Europa e mantenere aperto il confine con Dublino. Per annacquare la loro strategia i nordirlandesi pretenderanno di certo un prezzo di fondi e risorse da destinare al loro Paese. L’ex ministro della Giustizia il conservatore Dominic Raab ha spiegato che era «l’unica strada percorribile». Molti tory credono però che non fosse necessario affrontarla sotto la guida di chi ha «perso» le elezioni.

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Il partito di maggioranza è sotto choc, ancora ieri sera era in corso la terza riconta delle schede nel seggio di Kensington, nel centro dorato di Londra, tradizionale roccaforte tory. Una fonte attendibile ha detto che nella seconda il Labour risultava avanti di sette voti. Amber Rudd, il ministro dell’Interno candidata a diventare l’astro nascente del governo, ha conservato il seggio di Hastings & Rye per un soffio. Ha ringraziato gli elettori con una faccia da funerale. È stata riconfermata nel nuovo governo, stessa poltrona, niente ministero dell’Economia, come si ipotizzava alla vigilia del voto. Sarebbe stata la prima donna a ricoprire quell’incarico.

Messi da parte frettolosamente i piani per un grande rimpasto, May manterrà i cinque ministri chiave: Hammond all’Economia. Johnson agli Esteri, Fallon alla Difesa, Davis segretario alla Brexit più la Rudd. Se avesse vinto bene, alcuni sarebbero andati a casa. David Davis è particolarmente sotto tiro nel partito perché è considerato l’uomo che ha spinto la premier alle elezioni anticipate. Nella squadra, è atteso il ritorno dell’ex ministro dell’Interno Michael Gove, anche se i suoi rapporti con Boris Johnson potrebbero essere difficili. Si parla anche dell’ex ministro Iain Duncan Smith. La deputata conservatrice Heidi Allen che ha mantenuto il suo seggio nel Cambridgeshire per soli 16 mila voti, ha pronosticato che «il governo durerà sei mesi». Non è un bell’inizio.

Dice lo scrittore George Monbiot, opinionista sul «Guardian»: «Non riesco a immaginare come May possa mantenere la stabilità, data il dissenso nelle sue stesse file e l’orrore diffuso che questa nazione tollerante prova per il fanatismo del Dup. Non è nella posizione per poter affrontare i tremendi pericoli e le complessità del negoziato per la Brexit. Non sarei sorpreso se il suo governo durasse pochi mesi prima di collassare. Allora si tornerebbe a votare».
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REAZIONE:I NEMICI DEL BREXIT IRRAZIONALMENTE,TESTARDAMENTE INSISTONO MA ORA MAY E’INVESTITA DA LEGGITIMñO E DEMOCRATICO MANDATO POPOLARE PER DIRIGGERE IL DECOLLO DALL’UNIONE EUROPEA.

11 GIUNIO 2017:PUTIN IN GRAVISSIMO FRANCO SCALATION CONTRO LA SICUREZZA TEDESCA,E’GUERRA FREDDA?
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SEZIONI
Minaccia nel cuore dell’Europa, Putin punta i missili su Berlino
Il presidente schiera nell’enclave di Kaliningrad i vettori Iskander. L’ex generale Usa Rutherford: «Violazione gratuita dei trattati del 1987»


Guardando le immagini satellitari o ascoltando le trasmissioni radio sopra Kaliningrad, si scopre una sorta di buco nero: nessuno sa cosa succeda, per questo i Paesi confinanti sono molto preoccupati

Pubblicato il 11/06/2017
Ultima modifica il 11/06/2017 alle ore 07:25
STEFANO STEFANINI
WASHINGTON
Scacciato dal Trattato sulle forze nucleari intermedie (Inf) del 1987, lo spettro dei missili torna nel cuore dell’Europa. La Russia schiera S 400, Iskander e Topom M a Kaliningrad, l’enclave russa incuneata fra Lituania e Polonia. Possono portare testate nucleari. Gli Iskander possono raggiungere Berlino e sfiorare Copenaghen e Stoccolma. Date le caratteristiche non balistiche le capacità d’intercettazione e difesa sono praticamente inesistenti.
Sullo spiegamento Washington e la Nato hanno pochi dubbi. Le capitali europee non ne parlano ma lo sanno bene. Mosca del resto non lo nega. Al contrario ne fa parte integrante della propria strategia militare in Europa.

Il generale John Rutherford Allen non ha peli sulla lingua: «La Nato e i suoi membri hanno motivo di preoccuparsi di questa violazione gratuita del Trattato Inf. La Nato dovrà prendere in considerazione misure per difendersi da questa nuova minaccia russa». Ex capo della coalizione internazionale anti-Isis, ora dirige uno studio sull’adattamento dell’Alleanza Atlantica agli scenari contemporanei di sicurezza, cui partecipa anche l’ex ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola. Le sfide sono molte, dalla guerra informatica ai flussi migratori. Il rapporto finale uscirà a fine anno, ma l’analisi di questo strappo russo è chiara: la Russia ha identificato un tallone d’Achille della Nato nell’incapacità di saldare l’indivisibilità della sicurezza alla deterrenza nucleare.
I missili di Kaliningrad non possono essere considerati una risposta alle misure della Nato. È la versione russa; sul piano militare è risibile. Missili e testate atomiche, da una parte, e quattro battaglioni dall’altra, sono incommensurabili. Intanto Mosca aveva messo in cantiere lo spiegamento da prima. Ma soprattutto per numeri, mezzi e minime infrastrutture, la «Enhanced Forward Presence» serve soprattutto a scoraggiare; non potrebbe difendere contro la massiccia superiorità convenzionale russa.

Si può sostenere che i missili di Kaliningrad siano un deterrente che garantisce a Mosca il corridoio di sicurezza verso il Baltico. Nessuno lo minaccia: non esistono piani o esercitazioni offensive Nato contro Kaliningrad. Tuttavia si trova nel mezzo della Nato e dell’Ue e nella percezione russa di sicurezza, insofferente della contiguità territoriale, Kaliningrad è a rischio per definizione.

Ma questo non basterebbe a mettere in discussione un architrave di sicurezza in Europa. Firmato da Mikhail Gorbaciov e Ronald Reagan in epilogo di Guerra Fredda, il Trattato Inf fu il primo grande passo verso la riduzione degli armamenti nucleari e convenzionali. Eliminare i missili a breve-media gittata (furono fisicamente distrutti) significava escludere la possibilità di annientamento nucleare senza preavviso. Lo spiegamento di Kaliningrad è un passo indietro di quarant’anni. Costringerebbe anche la Nato a rivedere la propria dottrina di deterrenza nucleare.

Da Kim Jong-un ci aspettiamo l’irresponsabilità. Non da Vladimir Putin. Il presidente russo ha l’abilità di far perdere l’equilibrio agli avversari con mosse a sorpresa, spesso alzando la posta in gioco. Crimea e Siria sono esempi da manuale. A Kaliningrad gioca però d’azzardo con giocattoli pericolosi. Sta inoltre conducendo la Russia sul sentiero dell’inaffidabilità, delle favole di hacker russi «patriottici», della violazione dei patti e delle carte truccate, dalla geopolitica allo sport. Non stupisce la mezza comprensione per la decisione di Trump di ritirarsi dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici: solidarietà fra chi non si sente legato dal rispetto dei patti.

Lo strappo all’Inf rende la deterrenza ancor più indispensabile. Secondo Victoria Nuland, ambasciatrice alla Nato di George W. Bush, Assistant Secretary per l’Europa di Obama, «lo spiegamento di missili russi a Kaliningrad rende più imperativo per la Nato riaffermare l’impegno alla difesa collettiva e all’articolo 5 del Trattato di Washington».

Si rafforza anche la necessità di confrontare Mosca in un dialogo serrato. Recentemente, un ex-ufficiale dell’Fsb (già Kgb) mi diceva: «alla Russia, non basta un accordo sull’Ucraina; occorre un’intesa più ampia, che comprenda la difesa anti-missile», da sempre – è del 1983 il discorso di Reagan sulle «guerre stellari» – spina nel fianco di Mosca.

Nell’ottica russa, i missili di Kaliningrad aggirano le difese anti-missilistiche della Nato e salvaguardano così la parità nucleare strategica con gli Usa. Per Washington e per l’Alleanza, la difesa anti-missile protegge da «piccoli» aggressori come Iran o Corea del Nord; non potrebbe fermare l’enorme arsenale russo. Mosca resta però tenacemente abbarbicata al mito della parità; non vuole trovarsi con una capacità in meno. È ora che le due parti parlino seriamente, prima di avvitarsi in una nuova, pericolosa, imprevedibile escalation.
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AP
“Più forze nucleari”: la nuova sintonia fra Putin e Trump

http:.lastampa.it/2017/06/11/esteri/minaccia-nel-cuore-delleuropa-putin-punta-i-missili-su-berlino-cs2iu4T8zJy2GY87SeljkJ/pagina.html

REAZIONE:E’ IL PRIMO SCONTRO SUL NUCLARE DAL DOPO MURO.
PERICOLOSISSIMI GIOCHI DI GUERRA.

DOMENICA DE ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN ITALIA,EDITORIALE

OGGI GLI ITALIANI SONO CHIAMATI A PRONUNCIARSE PER L’ELEZIONE DI MILLE COMUNI FRA QUI DUE IMPORTANTI CAPO LUOGHI COME GENOVA E PALERMO.

POICHE IL GOVERNO GENTILONI E’ GOLPISTA QUESTE ELEZIONI NON AVREBBERO DOVUTO SVOLGERSI,E PIU CHE MAI DOPO IL REFERENDUM CHE’ E’ STATO UNA DELIGITTIMAZIONE DI TUTTO IL CETO LARGHE INTESE.LE VERE ELEZIONI A PORTARE AVANTI SONO QUELLI NAZIONALI PER MANDARE A CASA TUTTI.PERO IL CETO POLITICO TUTTO SI HA ALLINEATO DIETRO IL PARTTO UNICO,PD:HANNO PER PRMO INSISTITO CON DELLE RIFORME ELETTORALI IMPOSSIBILI,INNECESSARI E GIA BOCCIATI SIA DALLA CORTE CONSTITUZIONALE CHE DAL POPOLO,E POI SONO VENUTI FUORI I SOLITI TOTEM DELLA POLITICA ITALIANA LARGHE INTESE,CIO’E’ BERLUSCONI E NAPOLITANO A QUI SI HA ALLINEATO RENZI,E TRADENDO LA COMUNE VOLONTA DEGLI ITALIANI SPINGONO PER ALLUNGARE LA LEGISLATURA ORMAI SULLA SCADENZA NATURALE.IL VEROGOGNOSO SCOPO E’ SIA PERPETUARSI NEL POTERE ILLEGITTIMAMENTE CHE PRENDERE A NOVEMBRE UN SOSTANZIOSO RETIRO PENSIONISTICO.

IN QUESTO CONTESTO QUESTE ELEZIONI ALTRO NON SONO CHE UNA PARVENZA DI UNA ORMAI IMPOSSIBILE LEGITTIMAZIONE DEMOCRATICA DI QUESTA PARVENZA DI GOVERNO.

E QUESTO VIENE DIMOSTRATO ANCHE DA QUESTI FATTI:

SONO LE 6 POMERIGGIO A L’AFFLUENZA ALLE URNE E MENO DEL 20 PER CENTO.

I LEADER NON SI SONO COINVOLTI E HANNO DISSERTATO SIA LA GUIDA CHE LA PRESENZA IN PIAZZA E LE LISTE CIVICHE SONO NUMEROSISSIME.

7 COMUNI NON HANNO AVUTO CANDIDATI E FURONO COMMISSARIATI.

I SUGGERIMENTI DELL’ANTIMAFIA SONO STATI IGNORATI.

INSOMMA COME AL SOLITO QUESTO CETO POLITICO GOLPISTA LARGHE INTESE E’ STATO SFIDUCIATO SIA NELLE. PIAZZE CHE NELLE URNE:HA VINTO IL PARTITO DEL NON-VOTO.
-VEDI NOTA
-SU LA STAMPA:
LaStampa.it ITALIA
SEZIONI
La grande fuga dei partiti. Boom di liste civiche nelle sfide per i sindaci
Anche i leader hanno latitato nella campagna elettorale. Solo Grillo si è speso in qualche piazza, ma alla fine


ANSA
Alcuni candidati hanno chiesto ai partiti di stare in disparte

Pubblicato il 11/06/2017
Ultima modifica il 11/06/2017 alle ore 07:21
FABIO MARTINI
ROMA
Nella sua ultima esternazione-video, venerdì da Facebook, Matteo Renzi si è congedato così: «Un grande in bocca a lupo a tutti candidati-sindaco, soprattutto a quelli del Pd…». Un Renzi insolitamente ecumenico che augura buona fortuna anche ai candidati degli altri partiti è una roba non si vede tutti i giorni. Un tono distaccato ribadito nelle sue ultime parole: «Domenica si vota… Cos’è? 8-23? Di solito è 7-23… Guardate su Internet, per evitare che vi dia un’informazione sbagliata…». Il Renzi che ostenta ecumenismo ed affetta ignoranza sulle modalità di voto è l’espressione più plateale del dato più caratteristico delle elezioni amministrative: l’esibita, fortissima distanza che (quasi) tutti i leader e tutti i partiti hanno assunto verso questa consultazione che pure interessa dieci milioni di italiani. Una “fuga” di leader, partiti e candidati “politici” senza precedenti negli ultimi decenni.
Big assenteisti
Timore, oramai, di mischiarsi in mezzo alla gente? Timore di mettere anticipatamente la “faccia” su risultati sgraditi? Le risposte non possono essere univoche, ogni leader coltiva paure e speranze diverse, ma alcuni dati sono eclatanti. Per certi versi clamorosi. Il primo riguarda le liste presentate: su un totale di 3.939, ben 2.902 sono civiche e per arrivare al primo partito, bisogna scalare assai. Il Movimento Cinque Stelle ha presentato 181 liste, il Pd 134, la Lega 123, Forza Italia 108, Fratelli d’Italia 73 e così via. E il secondo dato eclatante riguarda la partecipazione dei leader alla campagna elettorale: Matteo Renzi non si è visto nelle principali “piazze” – Genova, Palermo, le città venete – un’assenza senza precedenti. Con ragioni in parte inconfessabili: a Genova, la città politicamente più significativa di questo test elettorale, il candidato sostenuto dal Pd, Gianni Crivello, di fatto è stato “indicato” dalla “Ditta”, in particolare da quella parte del partito che sta un po’ dentro e un po’ fuori. Quanto a Silvio Berlusconi, da tempo, centellina energie e presenze, preferisce farsi vivo con comizi-telefonate e dunque i suoi forfait non fanno più notizia.

Il rush finale di Grillo
Interessante invece la parabola di Beppe Grillo: dopo aver evitato qualsiasi apparizione pubblica, negli ultimi giorni di campagna elettorale il comico-capopartito si è fatto vedere in Piemonte, a Taranto dove si era avventurato in solitudine già nel gennaio 2013, e in Sicilia. A Palermo il suo comizio allo Zen è stato affollatissimo, con un’affluenza fuori dell’ordinario, come ha raccontato «Radio Radicale». E alla fine Grillo si è fatto vedere anche nella sua città, Genova, della quale sembrava essersi «dimenticato». Test difficile nella città dove si è prodotto l’episodio più eclatante di “autoritarismo” pentastellato, con la cancellazione della votazione tra gli iscritti, che avevano scelto come candidata-sindaco, Marika Cassimatis, non gradita però da Grillo che l’ha destituita platealmente e senza il bisogno di motivazioni, con Luca Pirondini.

Alla fine il comico-leader ha deciso di metterci la faccia e in piazza Matteotti ha provato ad esorcizzare una presenza non straripante di folla: «Il nostro successo è inversamente proporzionale alla presenza nelle piazze: se non venite in piazza, ci votate di nascosto». E Grillo ha anche detto chiaro quel che alcuni dei suoi vociferavano per giustificare la “latitanza” del capo: «Genova è la mia città, il mio modo di volervi bene è stare qua», ma «non voglio che vinca Luca perché poi so cosa succede: sarete tutti davanti al mio cancello a Sant’Ilario a rompere…».

I partiti «circondati»
L’altro dato, in linea ma in progressione rispetto a precedenti consultazioni amministrative, è la liquefazione dei partiti tradizionali: nei principali Comuni Pd, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, centristi, Mdp di Bersani sono presenti con propri simboli, ma risultano letteralmente circondati da liste civiche. E spesso i partiti tradizionali rinunciano a presentarsi con candidati “propri” e preferiscono esponenti della società civile. Per il Pd anche in città “rosse”. Come a Piacenza e Parma. Ma anche a Padova dove il candidato sostenuto dal Pd è un imprenditore che non ha nulla a che fare col partito. E a Genova Gianni Crivello si è presentato con queste parole: «Sono molti anni che non ho una tessera di partito…». Per non parlare di Palermo, dove Leoluca Orlando ha chiesto (ed ottenuto) che il Pd rinunciasse a presentare il proprio simbolo, confluendo in una della liste pro-sindaco. E a Verona il sindaco uscente Flavio Tosi ha candidato la propria fidanzata, Patrizia Bisinella, senatrice che a Roma appoggia il governo Gentiloni, o comunque non vota la sfiducia.

Liste «pazze»
Una complessiva deriva anti-partitica che ha dato la stura a liste dai nomi originali. Dai «110 e Lodi» del capoluogo lombardo, a «Rinascimento sia» (Lucca), dalle «Giovani Stelle» di Cassano Magnago, il paese natale di Umberto Bossi. Fino a «Forza Schiappa», lista di sostegno a Mondragone di un candidato che ovviamente di cognome fa Schiappa.
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http:.lastampa.it/2017/06/11/italia/cronache/la-grande-fuga-dei-partiti-boom-di-liste-civiche-nelle-sfide-per-i-sindaci-4wZcXFISu6IK90UVTkxIVI/pagina.html

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 332

16 MAGGIO 2017:SIAMO IN ANSIA PERCHE RENZI  INIZI LA RISCOSSA

-SU LA STAMPA:lastampa.it

Incontro con Obama e Michelle. E Renzi prepara la riscossa
paolo colonnello

Un appuntamento è già fissato, lunedì 8 maggio a Milano. A un altro, con le rispettive mogli, si sta lavorando: dovrebbe essere una decina di giorni dopo, in Toscana. Matteo Renzi ci si è dedicato nelle settimane scorse, tra un impegno e l’altro di campagna per le primarie. Nella speranza che saranno i primi incontri internazionali da segretario rieletto del Pd: quelli con l’ex presidente americano Barack Obama, al suo primo tour in Europa dopo l’abbandono della Casa Bianca.

Quello dell’8 maggio «è un incontro non ufficiale, ho piacere che Obama venga in Italia e vado volentieri a Milano a salutarlo», ha spiegato Renzi ad alcuni amici. In questi mesi, racconta chi gli è vicino, un canale con il predecessore di Trump è rimasto aperto dopo che, da premier, era stato l’ultimo ospite straniero alla Casa Bianca. Era ottobre: Renzi si presentò accompagnato dalla moglie Agnese e una parata di talenti italiani (dalla campionessa paraolimpica di scherma Bebe Vio alla sindaca di Lampedusa Giusy Nicolini, fresco premio per la pace Unesco, a Roberto Benigni); Obama lo accolse con un largo sorriso e parole di sostegno per l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre.

Da allora, Renzi ha perso il referendum e la guida del governo; Obama ha finito il mandato ed è tornato alla vita di «comune» cittadino. Ora però è con un viaggio in Europa che torna alla vita pubblica, in chiave anti-Trump, spiegano analisti americani: prima tappa, Milano, la terza edizione di Seeds & Chips, il Global food innovation summit, dove, accompagnato dal suo cuoco personale alla Casa bianca, Sam Kass, il 9 maggio alle 14 terrà un intervento sugli effetti del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare.

Atterrerà nel capoluogo lombardo il giorno prima, lunedì 8, tra imponenti misure di sicurezza, e alloggerà in un lussuoso hotel a cinque stelle del centro città: lì ha già ottenuto un appuntamento Renzi, «prendiamo un caffè insieme», minimizza coi collaboratori, felice di reincontrare un leader politico di cui, ha detto pochi giorni fa, se fosse quindicenne terrebbe il poster in camera. Nei giorni meneghini è previsto anche che il sindaco, Beppe Sala, gli consegni il sigillo della città: per motivi di sicurezza, ancora da chiarire se la cerimonia si potrà tenere a Palazzo Marino o altrove.

Ma non è il solo incontro con l’ex commander in chief che l’aspirante segretario rieletto del Pd ha messo in agenda. Dopo l’impegno milanese, infatti, Obama resterà in Europa: il 25 maggio è in programma un incontro con la cancelliera Angela Merkel a Berlino, mentre il 26, in concomitanza con l’apertura del G7 a Taormina, lui si recherà nella Scozia anti-Brexit. È prima di questi appuntamenti, in una data ancora da designare con certezza – potrebbe essere venerdì 19 o martedì 23 – che si sta lavorando a un nuovo incontro tra i due. Questa volta esteso alle mogli, perché Michelle dovrebbe raggiungere il marito dagli Stati Uniti.

Destinazione, la Toscana di Renzi, che lo stesso ex presidente e consorte hanno visitato in passato, «ci siamo stati con Michelle: bei tempi, non avevamo figli», ha avuto modo di scherzare lui una volta. Probabilmente, l’incontro sarà a Firenze, la città di cui l’ex presidente del Consiglio è stato sindaco, ma non è escluso che si terrà invece in un borgo fuori città. Un incontro a quattro, forse un’onorificenza da consegnare al leader democratico, premio Nobel per la pace, che «ha cambiato la storia di questo pianeta», come ripete Renzi.

Oggi, l’ex segretario ricandidato cercherà di vincere le primarie. Già proiettato ai primi appuntamenti da leader riconfermato.

http:lastampa.it/2017/04/30/italia/politica/incontro-con-obama-e-michelle-e-renzi-prepara-la-riscossa-oMHd1jD4YT26EsRR36ebzN/pagina.html

REAZIONE:MISSIONE IMPOSIBILE:

-APPENDICE:ANCHE QUESTA RISCOSSA DI SALVINI VOGLIAMO

-SU LA REPUBBLICA:

Primarie Lega, Salvini dopo la vittoria: “Avanti senza alleanze con Alfano, anche in Lombardia”

Primarie Lega, Salvini dopo la vittoria:
Matteo Salvini (ansa)

Dopo aver vinto con l’82,7% dei voti, il rieletto segretario del Carroccio detta la linea a Maroni. “Non sono un uomo solo al comando”, dice. E sui migranti: “Fermare gli sbarchi anche fisicamente”

15 maggio 2017

La sua leadership è stata confermata senza ombra di dubbi, con quell’82,7% dei consensi che deve tenere conto, però, di una affluenza non proprio di massa nei seggi allestiti per le primarie. Ed è con quel risultato acquisito che adesso Matteo Salvini manda un messaggio chiaro agli oppositori interni del suo partito e anche a chi, nel centrodestra, ha messo in dubbio la sua linea: “Il popolo della Lega si è espresso: con ieri si chiude il capitolo di Salvini uomo solo al comando e di chi dice che la linea lepenista non gli piace: è evidente che è stata avvalorata la battaglia federalista, identitaria e sovranista della Lega”. Si va avanti così, quindi, “senza alleanze con Alfano” e continuando la battaglia contro gli sbarchi dei migranti. “Stiamo cercando – avverte – ogni azione possibile per bloccarli anche fisicamente, con metodi legali e quasi legali, con le buone e non”. Poi ai microfoni di Radio Padania, dove ha commentato i 68 arresti dell’operazione anti ‘ndrangheta legata al Cara di Isola di Capo Rizzuto, ha aggiunto: “Vedremo di adottare ogni mezzo possibile per fermare questa invasione. Siamo di fronte a un tentativo di pulizia etnica”.

Miganti, Salvini: “In atto un tentativo di sostituzione etnica da parte degli immigrati”

“Non cambio nome né camicia”, assicura adesso il segretario. Nessuna marcia indietro, insomma, soprattutto dopo le critiche che erano piovute nei giorni scorsi sul segretario leghista e sul suo appoggio senza se e senza ma a Marine Le Pen, la grande sconfitta delle elezioni presidenziali francesi. Critiche arrivate anche dai nomi più illustri del Carroccio, come il governatore della Lombardia (ed ex segretario) Roberto Maroni e dal fondatore Umberto Bossi che al seggio di via Bellerio non aveva usato mezzi termini: “Se vince Salvini la Lega è finita”, ipotizzando anche un abbandono della sua creatura proprio in contrasto con la linea salviniana.

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Lega, Salvini: ”Non sono più l’uomo solo al comando”

Risponde il segretario: “Spero che Bossi non lasci, mi auguro non solo che nessuno esca, ma sono sicuro che tanti altri arriveranno”. Ma – riallacciandosi alla sua polemica dei giorni scorsi contro quel pezzo di Lega che “rimpiange le cene di Arcore” e preferisce restare accodata a Forza Italia – aggiunge: “Se qualcuno ha fatto accordi politici con qualcun altro faccia quello che ritiene: se Bossi vuole bene alla Lega guardi bene questi numeri e ci aiuti a dare battaglia. Altrimenti, non posso mettere il guinzaglio a nessuno”

.https:facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmatteo.salvini1%2Fposts%2F10211325603869443&width=500
Il voto alle primarie – anche se Salvini ammette: “La prossima volta faremo in modo che si esprimano tante persone in più” – certifica quindi che quella linea non è ‘solo’ di Salvini, scelto dal 95% dei votanti in Liguria e dal 78% in Lombardia, la terra del suo sfidante, l’assessore regionale Gianni Fava. E quindi, adessi, è il momento del rilancio: “La Lega è pronta a votare qualsiasi legge maggioritaria, anche con il mago Merlino”, avverte, con un messaggio diretto anche ai centristi del ministro Angelino Alfano. “Chi regge il moccolo a Renzi e alla Boschi non può essere alleato della Lega né a livello nazionale né regionale, quindi nemmeno in Lombardia. In Veneto Zaia governa con una maggioranza schiacciante senza gli alfaniani”. Un avviso per Maroni, quindi, in vista delle elezioni Regionali del 2018? “Non si può fare una cosa a Roma e un’altra qui: a livello locale ho lasciato libertà di scelta, ma a livellopolitico nazionale e regionale la scelta passa da me, e la Lega non sarà alleata di Alfano”. Risponde a distanza Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare, il movimento di Alfano: “Noi vogliamo sapere se l’interlocutore è Maroni o Marine Le Pen, che nulla ha a che fare con la nostra storia di governo, con la nostra storia e nemmeno con la storia della Lega: le preclusioni non ci interessano, noi non cerchiamo nessuno e nessuno deve cercare noi”.

http:milano.repubblica.it/cronaca/2017/05/15/news/matteo_salvini_primarie_lega_milano-165497256/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P7-S1.6-T1
REAZIONE:POICHE BOSSI HA RAGIONE ALLA FINE DELLA DOPPIA RISCOSSA CI TROVEREMO SENZA PD NE LEGA.(E SI SA CHE ALFANO E BERLUSCONI SONO  CADAVERI POLITICI)
 AVANTI E BENVENUTO TRUMP A SIGONELLA,IN SICILIA,E A ROMA.
18 MAGGIO 2017:”LO SPORT FUORI CONTROLLO”,VITTORIA
-SU LE MONDE:
Idées
édition abonné
« Il faut sauver le sport de la corruption et du crime organisé »

Dans une tribune au « Monde », l’avocat spécialisé en droit du sport Thierry Granturo estime que le développement du « sport-business » accroît la nécessité d’une régulation publique des activités des grandes fédérations.

Le Monde | 17.05.2017 à 12h29 | Par Thierry Granturco (Avocat aux barreaux de Paris et Bruxelles, ancien footballeur, est spécialisé en droit du sport)

image: http:s1.lemde.fr/image/2017/05/17/534×0/5129054_7_54ae_2017-05-11-abf8c9f-303d88e468df4b66ae593594143f0_fe75d76b170e8f81a6817114fc492358.jpg« Le football n’est pas qu’un sport. Ce n’est pas qu’un “business”. C’est une économie ». (Photo : le président de la FIFA Gianni Infantino prend la parole durant le congrès de la fédération internationale de football amateur, quelques jours après la décision du conseil (le gouvernement) de l’instance de remplacer les deux coresponsables de son comité d’éthique dit « indépendant ». A Manama (Bahreïn), le mardi 10 mai).

TRIBUNE. Scandale sans précédent à la Fédération internationale de football amateur, corruption à l’Association internationale des fédérations d’athlétisme, dopage d’Etat en Russie, détournement de fonds à la Fédération sud-américaine de football, truquage de matches de football, de tennis et même d’e-sports, corruption au Brésil lors de la Coupe du monde de football 2014 et des Jeux olympiques (JO) 2016, soupçons de fraude fiscale dans le foot anglais… Il ne se passe plus une semaine sans qu’une nouvelle affaire de corruption ou de dopage ne vienne salir une discipline sportive. Comment en est-on arrivé là ?

Alors que Paris, appuyé par les pouvoirs publics français, s’efforce de séduire le Comité international olympique (CIO) pour organiser les JO de 2024, il est bon de rappeler l’une des causes principales de ces dérives : l’autonomie du sport. C’est ce principe qui permet aux dirigeants sportifs d’être indépendants du pouvoir politique et, dans une certaine mesure, du pouvoir judiciaire.

C’est cette autonomie qui a généré, chez eux, de très mauvaises habitudes. Les fédérations nationales et internationales sont gérées d’une manière défiant tous les principes de bonne gouvernance : non-respect des grands principes du droit, contrôle interne défaillant, contrôle externe complaisant, élections taillées sur mesure, mandats multiples… Certains patrons de fédérations sportives ont une longévité qu’on leur envie en Biélorussie ou en Corée du Nord.

Changements drastiquesHier, on pouvait entendre le CIO affirmer avec force que « l’autonomie est une nécessité (…) car elle garantit la préservation des valeurs du sport (…), l’intégrité des compétitions (…), l’éducation des jeunes et la contribution au bien-être de tous (…), contribuant ainsi à sa crédibilité et à sa légitimité » (cité dans L’Autonomie du sport en Europe, de Jean-Loup Chappelet, Conseil de l’Europe, 2010)….

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En savoir plus sur http:.lemonde.fr/idees/article/2017/05/17/il-faut-sauver-le-sport-de-la-corruption-et-du-crime-organise_5129056_3232.html

REAZIONE:CON IL TITOLO “IL CALCIO FUORI CONTROLLO” MI SONO BATTUTO IN SOLITARIO PER ANNI DA QUESTE PAGINE CONTRO IL NEOLIBERALISMO CHE IN FUGA SCONFITTO DALLA POLITICA E’ APRODATO NELL’ULTIMO REFUGIO  FAVORVOLE,LO SPORT.OGGI IL RICONOSCIMENTO DI QUESTO ARGOMENTO IN QUESTA NOTA MI VIENE A DARE RAGIONE.E QUESTA PREDICA SARA  CORONATA CON L’ASSEGNAZIONE A PARIGI COME SEDE DEI GIOCHI OLIMPICI,VEDI DI  SEGUITO:
1-TITOLARE SU LA REPUBBLICA:
Parigi 2024, Los Angeles 2028. Milano: addio sogno olimpico …
repubblica.it/…/parigi_2024_los_angeles_2028_milano_addio_sogno_olimpico-1…

2 giorni fa – Il 13 settembre il Comitato olimpico internazionale decide l’assegnazione dei Giochi estivi del 2024: se vince Parigi, Milano è (quasi) inutile …

2-SU CLASSEURACTIV.IT:
Giochi Olimpici 2024, per Parigi è (quasi) fatta – Class EurActiv
classeuractiv.it/…/giochi-olimpici-2024-per-parigi-e-quasi-fatta-20170516085149207…

3 giorni fa – Una cena riservatissima con gli ultimi tre presidenti della Repubblica – Sarkozy, Hollande e Macron – dovrebbe aver convinto il Cio che Parigi è …

REAZIONE:VENGA RICONOSCIUTO ANCHE IL CONTRIBUTO MORALIZZANTE SULLO SPORT A VIRGINIA RAGGI:SI ALL’OLIMPISMO,SI ALLO SPORT, NO AL NEOLIBERALISMO.
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-APPENDICE:FOOTBALL,MONACO CHAMPION DE FRANCE.PARIS SAINT GERMAIN HA PERSO
-TITOLARE SU LE MONDE:
Ligue 1 : comment Monaco, champion de France, a gagné son duel …
world-302.fr.planethoster.net/…/ligue-1-comment-monaco-cha…
Traduci questa pagina

1 giorno fa – Source : Le Monde – Actualités similaires … … Ligue 1 : comment Monaco, champion de France, a gagné son duel face au PSG. Posted on …

19 MAGGIO 2017:GIU LE MANI DAL MOBILE DI VOLO EUROPEO

-SU LE MONDE:lemonde.fr

Ordinateurs bannis des avions : l’Europe tente de résister aux pressions américaines

Washington voudrait interdire les ordinateurs portables dans les cabines des avions en provenance d’Europe. Une réunion s’est tenue mercredi à Bruxelles.

Ce fut une réunion à propos de laquelle, à l’évidence, la Commission européenne se voulait la plus discrète possible. Tenue à Bruxelles, mercredi 17 mai, elle visait officiellement à parler, dans le cadre de la « longue coopération » entre les autorités américaines et européennes, des « nouvelles menaces » terroristes et de la sécurité aérienne. En fait, il s’agissait d’évoquer l’éventuelle interdiction, pour les passagers européens se rendant aux Etats-Unis, d’emporter en cabine leur ordinateur portable, leur tablette ou leur lecteur de DVD.

En mars, les Etats-Unis avaient annoncé une telle mesure visant les vols en provenance de dix aéroports de pays arabes et de Turquie, en invoquant un risque d’attentats à l’explosif. Elle découlait des informations qui auraient été transmises aux autorités américaines par Israël, un pays « ami ». Ce sont ces renseignements au sujet de possibles nouvelles menaces de l’Etat islamique que le président Donald Trump a apparemment communiqués à la Russie – sans en parler immédiatement aux Européens, à la grande colère de certains d’entre eux.

Aucune décision n’a été prise

Mercredi, deux commissaires, Dimitris Avramopoulos (affaires intérieures) et Violeta Bulc (tryansports), des experts de sept pays (France, Allemagne, Italie, Espagne, Royaume-Uni, Irlande et Pays-Bas), ainsi que la vice-ministre américaine du département de la sécurité intérieure, Elaine Duke, étaient autour de la table. Les responsables de la Commission auraient refusé toute décision unilatérale et rapporté, selon un porte-parole, que les preuves avancées jusqu’ici par les Etats-Unis leur semblaient insuffisantes.

La rencontre s’est dès lors soldée par un très bref communiqué évoquant seulement un « échange d’informations » sur la meilleure manière de protéger les passagers tout en assurant la fluidité du trafic aérien. Une autre réunion aura lieu la semaine prochaine à Washington.

« Les Etats-Unis n’ont formulé aucune demande et aucune décision n’a été prise », assurait mercredi soir une source à la Commission. L’embarras des Européens est évident, et la décision des Etats-Unis apparemment bien établie : les premiers veulent éviter ce qu’un expert qualifie de « risque de désastre économique », les seconds entendent visiblement imposer une mesure générale d’interdiction ne visant « pas seulement les Européens », comme l’a précisé mardi un porte-parole du département Homeland Security à la presse de son pays.

Les mesures adoptées jusqu’ici par l’administration Trump pour des compagnies arabes concernent 350 vols hebdomadaires, mais on dénombre plus de 3 600 vols partant chaque semaine de 59 aéroports européens vers les Etats-Unis, selon le Conseil international des aéroports (AIC). Et on estime que quelque 90 % des passagers transportent des appareils qui pourraient être bannis.

Difficultés, retards et coûts

Le département américain de la sécurité intérieure se dit « conscient » des difficultés, retards et coûts – près de 900 millions d’euros, d’après l’Organisation du transport aérien international, IATA – que pourrait entraîner une mesure générale d’interdiction mais affirme que la sécurité des passagers doit être la vraie priorité. Les professionnels du secteur objectent que c’est le stockage de nombreuses batteries au lithium dans les soutes qui rendrait en fait les vols moins sûrs.

Alexandre de Juniac, le patron français de l’IATA, a selon l’agence Bloombergécrit aux responsables américains et européens pour lui faire part de ses « nombreuses préoccupations ». Il propose des mesures alternatives, comme l’utilisation de nouveaux détecteurs d’explosifs, de chiens renifleurs ou de programmes permettant de mieux identifier les passagers « à risques ».

Les responsables des institutions européennes espèrent encore prévenir une mesure générale d’interdiction. Celle-ci devait en fait être annoncée dès la semaine dernière, selon des sources américaines. « L’usage de scanners corporels, l’interdiction de liquides, la présence de policiers à bord ou la transmission obligatoire des données sur les passagers : toutes ces mesures nous ont été imposées sous la menace de réinstaurer des visas », souligne l’eurodéputée libérale Sophie in’t Veld. Elle estime que la plupart d’entre elles n’ont servi à rien.

http:.lemonde.fr/ameriques/article/2017/05/18/ordinateurs-bannis-des-avions-l-europe-tente-de-resister-aux-pressions-americaines_5129594_3222.html

REAZIONE:E’ COSI RISULTA ANCHE UN ATTACO BRUTTALE ALLA NUOVA ERA.

E’ PIU PERICOLOSA UNA BATTERIA DI LITIO DA UN PAIO DI SCARPE SPORTIVE ADIDAS?

21 MAGGIO 2017:TRAPANI,NON E’ MAFIA,E’ PEGGIO:’ L’ANTIMAFIA DEI MAFIOSI,GIU LE MANI DAL MARE NOSTRUM

-SU LA STAMPA:lastampa.it

“Norma taglia Iva in cambio di Rolex”, si dimette la sottosegretaria Vicari. Anche Crocetta indagato a Trapani
Laura Anello

Lo hanno chiamato “sistema Trapani”. È un sistema, illegale, dove politica e affari vanno a braccetto. Per tante cose. E tante volte per favorire Cosa nostra che in questa terra ha come capo quello che resta l’imprendibile capo mafia Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993. Gli ultimi risultati circa l’operatività di questo “sistema”, la Procura di Palermo ed i carabinieri li hanno trovati…in mare. L’hanno chiamata operazione “Mare Nostrum”, un mare di mazzette e corruzione per favorire l’armatore Ettore Morace nella conquista di quello che è diventato l’assoluto monopolio del traffico navale veloce in Sicilia esercitato dalla sua società, la Liberty Lines. E riscuotere così senza tanti problemi gli ingenti contributi pubblici, oltre 50 milioni di euro all’anno. Partendo da Trapani dove longa manus dell’armatore fin dentro gli uffici della Regione Sicilia per la Procura di Palermo è stato l’attuale deputato regionale del gruppo misto Mimmo Fazio, vice presidente dell’antimafia regionale, sindaco di Trapani dal 2001 al 2012 e proprio in questi giorni nuovamente candidato alla carica di primo cittadino.

Accusati di corruzione Morace da stamane è in carcere, Fazio ai domiciliari, ha dovuto interrompere la sua campagna elettorale, ampiamente finanziata, sostengono i pm della Dda di Palermo, dall’armatore Morace, pronto a pagare i costi tipografici di manifesti e volantini, per 10 mila euro, come se si fosse trattato di materiale destinato alla Liberty Lines. Fazio che sarebbe stato agevolato in assunzioni e favori vari. Per i pm ha fatto “mercimonio” del suo incarico parlamentare. Un “sistema” con importanti agganci. I ndagati sono infatti il Governatore Rosario Crocetta e il sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari, che ha annunciato le dimissioni. Per loro l’accusa è quella di concorso in corruzione. Il Governatore Crocetta è chiamato in causa a proposito dei bandi per l’assegnazione delle tratte sociali sulle rotte per le isole minori siciliane che sarebbero stati fatti assecondando i voleri dell’armatore Morace e andando contro pareri di dirigenti regionali come la dott. Dorotea Piazza, minacciata dall’on. Fazio e le cui dichiarazioni hanno dato il via alle indagini.

Il sottosegretario Vicari si sarebbe adoperata per riconoscere alle compagnie armatrici nell’ultima finanziaria nazionale un abbattimento sull’Iva. In cambio per lei un Rolex e i carabinieri hanno intercettato l’esponente di governo ringraziare Morace del pensiero. I magistrati hanno riscontrato tutto, a presentare l’emendamento alla Finanziaria nazionale del 2016 è stato l’on. Garofalo, e la Vicari poi parlando con Morace prese tutto il merito.

Ma si parla anche del ministro De Vincenti all’interno dell’operazione “Mare Nostrum”. Fa capolino un affare concluso oltre un anno addietro dall’armatore Morace e cioè l’acquisizione della flotta della ex Siremar. Una vicenda complessa che ha visto la Liberty Lines prevalere su un’altra società, ora disciolta, la Compagnia delle Isole, che poteva diventare pericolosa concorrente del gruppo Morace. Intercettato a parlare con suo padre, Ettore Morace è stato ascoltato informarlo di un pranzo appena avuto a Filicudi con l’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, oggi ministro con delega al Mezzogiorno; per stessa ammissione di Ettore Morace , De Vincenti l’avrebbe aiutato nella conquista del gruppo Siremar. Su questa vendita da oltre un anno risulta presentata una interrogazione da parte del deputato Pd Davide Mattiello, che ha palesato interessi che arriverebbero sino al noto latitante Matacena.

Altro Rolex a Marcello Di Caterina, altro indagato, ex capo della segreteria del ministro Lupi, anche lui si sarebbe dato parecchio da fare per agevolare Morace, Di Caterina è anche tanto amico di Crocetta da pagargli un soggiorno sull’isola di Filicudi, così confida all’armatore Morace in una occasione per fargli capire che lui ha buoni agganci con uomini di governo. È indagato anche Massimo Finocchiaro, uomo vicinissimo a Crocetta, nella sua segreteria particolare, anche lui intercettato mentre si interessava parecchio di tutelare gli interessi dell’armatore Morace.

Tra gli indagati c’è l’ex giudice amministrativo Raffaele De Lipsis, che, su richiesta dell’on. Fazio avrebbe pressato l’attuale presidente del Cga siciliano, Claudio Zucchelli, per garantire l’accoglimento di un ricorso presentato dall’armatore Morace, e Fazio addirittura si sarebbe messo a disposizione per portare dalla parte di Morace anche il presidente dell’Antitrust, l’avv. Giovanni Pitruzzella. Ai domiciliari è finito Giuseppe Montalto, segretario particolare dell’assessore regionale ai Trasporti , Giovanni Pistorio. Montalto è un altro punto di riferimento dell’armatore Morace. Sarebbe tutta opera sua la bocciatura di un consulente alla commissione Ambiente del Parlamento Regionale. La scelta era caduta sul comandante Pino Prestigiacomo, inviso a Morace. Montalto è stato intercettato ad assicurare all’armatore che avrebbe “ammazzato politicamente” il soggetto, ed è stato sentito a portare anche dalle proprie ragioni il deputato 5 Stelle Sergio tancredi. In cambio poi a Morace, Montalto ha chiesto la nomina del giornalista Pietro Messina a capo ufficio stampa della Liberty Lines.

Tra gli indagati altri funzionari dell’amministrazione regionale come Marianna Caronia e Salvatrice Severino. Situazione incandescente dunque a Trapani dove in 24 ore la campagna elettorale in corso ha visto colpiti dall’azione giudiziaria due dei cinque candidati e poi proprio quelli più accreditati per la vittoria, oltre a Fazio anche il senatore Tonino D’Alì proposto dalla Dda di Palermo per la sorveglianza speciale, soggetto pericoloso per via dei suoi contatti con Cosa nostra. Situazione incandescente che ha indotto l’ufficio di presidenza della commissione nazionale antimafia a convocare in audizione a San Macuto il prefetto Giuseppe Priolo, per il prossimo 24 maggio. I contraccolpi elettorali sembrano non essere finiti, potrebbe arrivare in queste ore la proposta di commissariamento per inquinamento mafioso del Comune di Castelvetrano dove come per Trapani si dovrebbe votare il prossimo 11 giugno.

– DALL’ARCHIVIO: “Trapani è come la Corea del Nord”

http:lastampa.it/2017/05/19/italia/cronache/blitz-anticorruzione-in-sicilia-tra-gli-arrestati-il-candidato-sindaco-al-comune-di-trapani-FAlFgue4fF92oHX9iNSpnI/pagina.html

REAZIONE:IL PIU GRANDE ARMATORE DEL MEDITERRANEO E PADRONE CON IL FIGLIO DEL TRAPANI DI CALCIO LEVI LI MANI DAL MARE NOSTRUM.

FAZIO,MONTALTO,CROCIETTA,D’ALI,ECC,ECC,SI DEVONO DIMETTERE E L’ANTIMAFIA DEVE DISSOLVERSI NON E’ QUESTA LA SOLA VOLTA CHE SI TROVA COINVOLTA CON LA MALA VITA E LA CORRUZIONE SE NO SIN DAI TEMPI DI DI PIETRO E CON LUI LA HA CONDANNATO ANCHE IL VOTO POPOLARE.STOP ALLA COREA DEL NORD,GIU LE MANI DAL MARE NOSTRUM.IL CALCIO E IL SUO NEOLIBERALISMO,VERBIGRAZIA IL CAPITALISMO SELVAGGIO,SONO IMPOSIZIONI FORANEI,ARTFICIALMENTE IMPORTATI CHE INTEGRANO IL PEGGIO DELLA SOCIETA(BASSI FONDI,MALA VITA,VIOLENZA,CRIMINALITA,TRAFICO DI PERSONE,DROGA,ECC)ESTRANEI ALLA MODERNA IDEOSINCRAZIA DELLA NOSTRA MILLENARIA CIVILTA(NEOCLASSICA),E INOLTRE FATTORE DI ALLIENAZIONE COMPORTAMENTALE E ANNESTESIA CULTURALE DELLA NOSTRA GIOVENTU.

-E COSI  SU LA REPUBBLICA:

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 331

FAITES INTERNES 1:CONTINUATION 330

1 MAGGIO 2017:E’ MENTIROSO IL TRIONFO DI RENZI

-TITOLARE LA REPUBBLICA:

Primarie PD – Risultati in tempo reale

*Voti raccolti: 392.163

*Ultimo aggiornamento: ore 23:30 – Stima: Quorum/Youtrend per SkyTG24

Matteo Renzi,71,1%

Andrea Orlando,21,1%

Michele Emiliano,7,8%

Primarie Pd

Il trionfo di Renzi: “Nuovo inizio, Pd sia unito”.

2 milioni al voto, “ora battere populismi” video

Prima mossa: “Alleanze, ma non con partiti”

Rep Tv “Coalizione con cittadini”· Foto “Grande responsabilità”.
· L’ex premier: “Grazie Orlando e Emiliano, imparare anche da voi”
· Annullati voti Gela e Nardò. Grillo: “Viva il voto online”Lo speciale
di ALBERTO CUSTODERO E GOFFREDO DE MARCHIS. Video e foto a cura del VISUALDESK

-APPENDICE:

Brexit, la Ue compatta: i 27 approvano all’unanimità le linee per il negoziatoBrexit, la Ue compatta: i 27 approvano all'unanimità le linee per il negoziatoPaolo Gentiloni con Angela Merkel (ap)

Tusk: “Mandato solido ed equo approvato all’unanimità”. Juncker: “Londra si fa delle illusioni”. Schaeuble: “Nulla è gratis, i britannici lo sappiano”

dal nostro corrispondente ALBERTO D’ARGENIO

29 aprile 2017

I negoziati partiranno solo dopo la formazione del nuovo governo britannico all’indomani del voto anticipato dell’8 giugno. Ma gli europei si portano avanti e fissano i loro principi negoziali. Prima si definiranno i termini del divorzio, solo dopo si parlerà dei futuri rapporti tra Unione e Regno Unito. Un vantaggio tattico per l’Unione, con la May che invece vorrebbe legare le due parti del negoziato per avvantaggiarsi verso gli ex partner. Per divorzio gli europei intendono: diritti dei cittadini comunitari residenti in Gran Bretagna (per Bruxelles dovranno avere la residenza a vita chi vive nel territorio di sua Maestà da almeno 5 anni), gestione dei confini e conto d’addio. Fin qui le stime prevedevano che gli impegni finanziari presi da Londra nei prossimi anni, e che per gli europei dovranno essere onorati anche dopo la Brexit, ammontassero a 60 miliardi (gli inglesi calcolano una parcella inferiore alla metà). Ma il conto potrebbe essere più salato e non a caso il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha sottolineato che quella circolata è solo “una stima prudenziale”.

Lo stesso Juncker ha poi ammonito Londra: “C’è la sensazione che qualcuno in Gran Bretagna si faccia delle illusioni, deve essere detto chiaramente che è tempo sprecato”. Parole non casuali visto che mercoledì scorso il lussemburghese è stato protagonista di una cena a Downing Street con la May che, stando a fonti diplomatiche europee, sarebbe andata maluccio: gli inglesi, questo il resoconto filtrato a Bruxelles, continuano a pensare di poter imporre le loro priorità nel negoziato, tanto sul conto finale del divorzio quanto sui tempi e i modi dei negoziati. Non si può dimenticare che per Londra fondamentale è l’accesso della City al mercato europeo, impossibile per i Ventisette se gli inglesi nel nome della hard Brexit usciranno dal mercato interno e dunque rifiuteranno di accettarne gli obblighi tra i quali la libertà di circolazione e stabilimento al suo interno. Insomma, per gli europei è ora che i britannici capiscano che il negoziato si svolge 27 contro 1 e che non possono pensare di condurlo a modo loro o di poter uscire dal club europeo conservando i benefici della membership.

I negoziati, che dovranno chiudersi entro due anni, avranno un ritmo forsennato. Sei riunioni a settimana, interminabili notti in bianco per tutto il circo europeo: funzionari, leader e stampa. L’obiettivo dei Ventisette è di chiudere la prima parte, quella sul divorzio, entro ottobre 2018. Sarà un’impresa viste le centinaia di settori da regolare – l’integrazione europea è ormai entrata in profondità nei nostri paesi – per sganciare il Regno Unito dall’Unione. Come testimonia il premier Paolo Gentiloni: “Ci sarà una complicazione tecnica-economica straordinaria”. Una volta raggiunto l’accordo si dovrà attendere il voto del Parlamento europeo entro marzo 2019, con Strasburgo che avrà l’ultima parola. Il presidente dell’assemblea, Antonio Tajani, ricorda che “senza un accordo sui cittadini residenti” dall’aula non arriverà alcun via libera.

Ma resta lo spettro di una rottura senza intesa: a quel punto sarebbe il caos e i futuri rapporti tra Ue e britannici sarebbero regolati dal Wto. Un incubo per entrambe le parti. A far sperare diversi osservatori è che il voto dell’8 giugno rinforzi la May permettendole poi di ammorbidire il suo approccio negoziale. D’altra parte gli interessi economici di Londra pressano per un buon accordo. Difficile invece sperare che sull’onda dei sondaggi britannici che tra i sudditi di sua Maestà danno i favorevoli al divorzio in calo, ci possa essere una clamorosa marcia indietro di Londra: “Mai dire mai nel lungo termine, magari nei prossimi 20 anni, ma è del tutto fuori dal realismo politico immaginare un ripensamento a breve”, l’analisi di Gentiloni

http:repubblica.it/esteri/2017/04/29/news/brexit_ue_linee_guida-164198011/?ref=nrct-4
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REAZIONE:UE COMPATTA?FINITE LE CONTRADIZIONI EST-OVEST,NORD-SUD?CI SCOMETTA.
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-APPENDICE:MACRON EUROSCETTICO?

france24.com

Macron pledges sanctions against Poland if elected

Europe

Macron pledges sanctions against Poland if elected© Eric Feferberg, AFP | Macron at a campaign stop in Amiens on April 26, 2017.

Text by NEWS WIRES

Latest update : 2017-04-28

French centrist Emmanuel Macron said on Thursday France would push for European Union sanctions against Poland if he is elected president, signalling he wanted to take the lead in defending the bloc’s democratic values.

Macron, a pro-EU candidate who topped the first round of voting in France’s two-part presidential election, is tipped to win a run-off against eurosceptic far-right leader Marine Le Pen on May 7.

He told several regional newspapers in an interview that he would pursue a tougher line with Poland and other countries which he believed were infringing EU principles.

“When the rights and values of the European Union are not respected, I want sanctions to be taken,” he said.

Poland’s nationalist-minded government has been embroiled in a dispute with the EU for over a year after a series of reforms which according to Brussels weaken the independence of the judiciary and risk undermining democratic checks and balances.

The European Commission has so far stopped short of any further action, and is seeking the views of member states.

“In the three months after I’m elected, there will be a decision on Poland,” Macron was quoted as saying in an interview with several regional newspapers, including Ouest-France and the Voix du Nord.

“You cannot have a European Union which argues over every single decimal place on the issue of budgets with each country, and which, when you have an EU member which acts like Poland or Hungary on issues linked to universities and learning, or refugees, or fundamental values, decides to do nothing.”

Poland has come under fire for instance for refusing to host refugees under an EU-wide plan to alleviate the pressure on countries like Greece and Italy who have borne the brunt of arrivals.

Hungary has been strongly criticised over bills drafted by the right-wing government to tighten rules on non-governmental organisations and foreign universities.

Macron’s criticism of Warsaw comes a day after a row over plans to close a Whirlpool tumble-dryer factory in France as production shifts to Poland took centre-stage in the presidential campaign, with both candidates visiting the factory.

Macron alluded to the problem of social dumping – a hot-button issue in France, which refers to companies employing cheaper labour from other EU countries or moving production to lower-wage countries – though he added that he could not bring sanctions in that area.

“You cannot have a country that plays on the fiscal and social gaps in the European Union and which is infringing European principles,” Macron said.

France’s place in Europe has turned into one of the central themes of the presidential campaign.

Le Pen, who is far behind Macron in opinion polls, says she would try to negotiate a radical overhaul of France’s EU membership during the first six months of her presidency and then hold a referendum on whether to quit the EU.

Macron, meanwhile, has sought to reinforce his credentials as a leader who would have a strong voice within Europe, as a defender of human rights for instance.

“It’s an issue that’s close to his heart,” Clement Beaune, Macron’s adviser on European affairs, told Reuters. “He’s saying: you cannot ask for there to be budget rules and very precise sanctions on that and then not do anything on more important issues like values.”

Beaune added that Macron was seeking to send a message of “strength and credibility” on European values to Russia, the United States and the rest of Europe.

(REUTERS)

Date created : 2017-04-28

http:france24.com/en/20170428-macron-pledges-sanctions-against-poland-elected

1 MAGGIO 2017:VITTORIA SULLO SMARTWATCH,LA NUOVA ERA DOMINA EGEMONICA

-SU BUSSINESS INSIDER:

it.businessinsider.com

Lo smartwatch è già morto
–Business Insider Italia

Tre anni fa, gli smartwatch dovevano essere il nuovo fenomeno.
Dovevano essere la piattaforma sulla quale sarebbero state costruite le prossime grandi applicazioni e social network. Ci avrebbero dovuto liberare dagli smartphone. Ci si aspettava che passassero dall’essere un sogno per nerd a una realtà di massa.

Niente di tutto ciò si è avverato.

Anzi, è stato l’opposto. Il mercato per la tecnologia da polso si è dimostrato follemente instabile, mietendo vittime molto più velocemente di quanto siano andate a gambe all’aria alcune società in seguito all’introduzione dell’iPhone.

La scorsa settimana Pebble, la startup largamente responsabile per avere alimentato l’interesse per gli smartwatch già nel 2012, si è auto-venduta a Fitbit per quattro soldi. I suoi prodotti futuri sono stati annullati e il supporto per i prodotti attualmente in circolazione finirà presto.

Poi c’è Android Wear, il sistema operativo di Google per gli smartwatch. Google ha dovuto posticipare la prossima versione di Wear al 2017, e diversi partner hanno abbandonato i loro piani di realizzare nuovi smartwatch Android quest’anno. Motorola ha persino detto di aver fermato i suoi piani di produzione di smartwatch per un tempo indefinito.
E ci sono stati segnali di difficoltà in tutto il settore, dall’un tempo trendy Jawbone a giganti come Intel.

Gli smartwatch e gli altri gadget tecnologici indossabili hanno avuto tempo più che sufficiente per dimostrarsi dei prodotti tecnologici validi, ma le uniche società a conoscere un qualche successo sono state Apple e Fitbit (anche se Fitbit ha avuto le sue difficoltà dal momento che il suo intero business ruota attorno l’instabile mercato della tecnologia da indossare).

È tempo di ammettere che, per quanto l’industria tecnologica sia stata entusiasta qualche anno fa rispetto agli indossabili, i gadget che abbiamo ottenuto o non sono stati all’altezza delle aspettative, o non sono riusciti a stupire abbastanza persone da diventare grandi successi. Nel migliore dei casi sono prodotti di nicchia, ottimi per guru del fitness e per geek a cui piace ricevere email direttamente sul polso.

I segnali, tra l’altro, c’erano fin dall’inizio, a volerli (o saperli) cogliere. Mentre Pebble ha avuto un incredibile debutto su Kickstarter, non ha mai venduto abbastanza orologi per arrivare alla diffusione di massa e ha superato il traguardo di 1 milione di pezzi soltanto dopo circa 2 anni. La Apple ha fallito nello spiegare adeguatamente perché avesse creato uno smartwatch e a cosa servisse, per finire – quest’anno – col focalizzarsi piuttosto sulle capacità dell’Apple Watch di monitoraggio dell’attività fisica. Fitbit è stato una montagna russa di successi minori e grandi delusioni.

Recentemente ho parlato con una persone che conosce bene l’attività di Pebble, che mi ha detto come i segnali di problemi reali abbiano iniziato a farsi vedere in questo periodo dello scorso anno, quando la società registrò scarse vendite durante il weekend di vacanza tra il Black Friday e il Cyber Monday, non riuscendo a superare le cifre dell’anno precedente. La società ha immediatamente capito di non poter estendere i propri prodotti a un pubblico mainstream, sebbene gli esperti del settore tecnologico fossero ancora esaltati rispetto agli smartwatch. Le cose non sono mai migliorate.

Alcuni possono aver pensato che questo sia successo perché si trattava della primo scontro di Pebble con l’Apple Watch. La mia lettura è un po’ diversa: la gente non vuole uno smartwatch, vuole un Apple Watch.
Non esiste un mercato per smartwatch. Esistono solo Apple e Fitbit.

https:it.businessinsider.com/apple-watch-wearable-lo-smartwatch-e-gia-morto/

REAZIONE:LO SMARTWATCH E’ UN INDOSSABILE,E PER TANTO UNA CREAZIONE ISPIRATA AL MIO CONCETTO INTEGRATIVO,MA E’ UN INDOSSABILE “EVERSIVO” IN QUANTO VOLEVA CAPOVOLGERE L’EQUAZIONE E SPIAZZARE IL RESTO DELLA TECNOLOGIA DELLE TELECOMUNICAZIONI,COMPRESO LO SMARTPHONE,LE TABLET E LE LAPTOP,METTENDO LA NUOVA ERA AL SERVIZIO DELLO SMARTWATCH. LI E’ ANDATA MALE,VEDI PERCHE E COME DI SEGUITO:

http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2014/01/telecomunicazioni-mie.html

PD:EVIDENTEMENTE DA QUESTE PAGINE LA NUOVA ERA GETTA LE NORME SULLE SUE CREAZIONI,NULLA SI VENDE SI CREA O SI FABRICA AL DI FUORI DEIMIEI CONCETTI.

AH……NON HO MAI AVUTO INTENZIONE DI NUOCERE L’INDUSTRIA DELL’OROLOGGIO.SE QUESTA E’ STATA TOCCATA E’ SEMPLICEMENTE UNA NATUALE CONSEGUENZA DEL PROGREDIRE DELLE TECNOLOGIE DELLE TELECOMUNICAZIONI.

2 MAGGIO 2017:PANAMA PAPERS A MALTA

-SU LE MONDE:lemonde.fr

Malte : le premier ministre convoque des législatives anticipées en raison des « Panama papers »

Après son ministre de l’énergie et son chef de cabinet, c’est son épouse qui est soupçonnée depuis quelques jours d’être la détentrice d’un compte off-shore.

Le premier ministre maltais, Joseph Muscat (gauche), cédant à la pression autour de l’implication de ses proches dans le scandale des « Panama papers », a convoqué lundi 1er mai des élections législatives anticipées.

Selon le site Politico, il a demandé à la présidente Marie-Louise Coleiro Preca de dissoudre le Parlement et d’organiser des élections le 3 juin. Chef du parti travailliste depuis 2008, élu à la tête du gouvernement en 2013, M. Muscat, 43 ans, remet ainsi son mandat en jeu un an plus tôt que prévu, alors que Malte assure la présidence tournante de l’Union européenne jusqu’au 30 juin.

Une enquête visant son épouse

« Tout le monde sait les attaques qui ont été lancées contre moi et ma famille ces derniers jours. Je n’ai rien à redouter parce que je suis propre », a déclaré M. Muscat devant une large foule réunie à La Valette, pour la traditionnelle manifestation du 1er-Mai.

Après son ministre de l’énergie et son chef de cabinet, c’est pourtant son épouse qui est soupçonnée depuis quelques jours d’être la détentrice d’un compte off-shore révélé dans le cadre du scandale des « Panama papers ».

Si détenir un tel compte n’est pas illégal, cela reste associé à une volonté d’évasion fiscale ou de blanchiment d’argent. Michelle Muscat a vigoureusement démenti les allégations. Une enquête judiciaire a été ouverte, mais elle ne devrait pas rendre ses conclusions avant l’élection.

http:lemonde.fr/europe/article/2017/05/01/malte-le-premier-ministre-convoque-des-legislatives-anticipees-en-raison-des-panama-papers_5120622_3214.html

3 MAGGIO 2017:LA LE PEN E IL FRONTE NAZIONALE CONTRO LA POLIZIA

-SU THE HUFFINGTON POST:huffingtonpost.fr

Marine Le Pen “étonnée” de la réaction de Trump, Marion Maréchal “déçue”

INTERNATIONAL – La frappe américaine en Syrie, déclenchée jeudi soir par Donald Trump en réponse à l’attaque chimique présumée du régime de Bachar al-Assad, a fait réagir les politiques français ce vendredi 7 avril. A commencer par le Front national, qui s’était réjoui de l’élection de Donald Trump et entretient des liens étroits avec la Russie, alliée du régime syrien.

Marine Le Pen s’est ainsi déclarée, ce vendredi 7 avril, “étonnée” de la décision du président américain, qui devient ainsi à nouveau “gendarme du monde”.

“Est-ce que c’est trop demander d’attendre les résultats d’une enquête?”

“Je suis un peu étonnée, parce que Trump avait indiqué à plusieurs reprises qu’il n’entendait plus faire des Etats-Unis le gendarme du monde, et c’est exactement ce qu’il a fait hier”, a affirmé la candidate Front National à l’élection présidentielle sur France 2.

“Est-ce que c’est trop demander d’attendre les résultats d’une enquête internationale indépendante avant d’opérer ce genre de frappe?”, s’est interrogée Marine Le Pen qui réagissait aux frappes lancées par les Etats-Unis dans la nuit de jeudi à vendredi en Syrie.

“Ce que je voudrais, c’est qu’on ne retrouve pas le même scénario que celui qu’on a pu voir en Irak, en Libye, qui en réalité sont des processus qui ont entraîné le chaos, qui ont fini par conforter le fondamentalisme islamiste” et le terrorisme, a-t-elle ajouté.

“Ce qui s’est passé est épouvantable, je le condamne de la manière la plus claire qui soit mais est-ce qu’on peut attendre d’avoir les résultats d’une enquête internationale?”, a-t-elle répété.

Marion Maréchal Le Pen regrette une décision “précipitée”

Mardi, un raid imputé à l’armée syrienne contre la localité de Khan Cheikhoun (nord-ouest) a fait au moins 86 morts, dont 27 enfants, et provoqué une indignation internationale.

Marine Le Pen a laissé entendre qu’il fallait continuer à parler au président syrien Bachar al-Assad “tant qu’il n’y a personne d’autre de crédible”. “Ce qu’on peut faire, c’est organiser des élections. Il faut respecter la souveraineté des états, il faut s’assurer qu’il puisse y avoir des élections libres”, a-t-elle répété.

Dans une adresse solennelle à la télévision depuis sa résidence en Floride, Donald Trump a justifié les frappes américaines en accusant “le dictateur syrien Bachar al-Assad (d’avoir) lancé une horrible attaque avec des armes chimiques contre des civils innocents en utilisant un agent neurotoxique mortel”.

Ce vendredi matin, une autre figure du FN, la députée du Vaucluse Marion Maréchal Le Pen, a fait part sur France Info de sa “déception”. “Je pense qu’il y a des intérêts politiciens derrière, c’est un peu dommage pour l’équilibre du monde”, a concédé l’élue.

“La frappe américaine est en contradiction avec les propos de Donald Trump sur la non-ingérence dans ces pays”, a poursuivi Marion Maréchal Le Pen. “Il y a un soupçon unanime à l’égard de Bachar al-Assad, mais il faudrait une enquête indépendante internationale sur l’attaque de mardi”, a-t-elle ajouté au sujet de cette décision “précipitée”.

http:huffingtonpost.fr/2017/04/07/marine-le-pen-etonnee-de-la-reaction-de-donald-trump_a_22029688/

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3 MAGGIO 2017:I PAPARAZZI DI BERLUSCONI DEVONO PAGARE ALLA COPPIA REALE INGLESA

-SU THE HUFFINGTON POST:

huffingtonpost.fr

Kate et William demandent beaucoup d’argent à Closer pour les photos seins nus

JUSTICE – Un montant royal. Kate Middleton et son époux le prince William demandent 1,5 million d’euros de dommages et intérêts à “Closer”, qui avait publié en 2012 des photos de la duchesse seins nus, a déclaré l’un des avocats du magazine people lors du procès, mardi à Nanterre.

Les photos, volées lors de vacances en Provence, montrent pourtant “une image valorisante du couple”, a soutenu Me Paul-Albert Iweins, dénonçant “un raisonnement anglo-saxon de dommages et intérêts punitifs”. Par ailleurs, selon l’avocat du journal La Provence, jugé pour avoir publié une photo de la duchesse en maillot, Kate et William réclament 50.000 euros au journal régional.

Laissant le tribunal correctionnel “apprécier le quantum”, le procureur a lui requis un peu plus tôt des “amendes très significatives” contre Laurence Pieau, directrice de la rédaction de “Closer”, Ernesto Mauri, à l’époque président du groupe de presse Mondadori propriétaire du titre, et deux photographes d’une agence people soupçonnés d’avoir pris les photos “topless”, Cyril Moreau et Dominique Jacovides, tous jugés pour atteinte à l’intimité de la vie privée ou complicité.

Pour la photo publiée dans “La Provence” et qui “sans être indécente, sans être vulgaire, ne devait pas paraître”, le représentant de l’accusation a requis des amendes avec sursis contre Marc Auburtin, alors directeur de publication du quotidien régional, et Valérie Suau, la photographe – qui a nié avoir pris des clichés seins nus.

http:huffingtonpost.fr/2017/05/02/kate-et-william-demandent-beaucoup-dargent-a-closer-pour-les-ph_a_22065606/

3 MAGGIO 2017:ZOOFILIA IN NORD-VEGGIA

-SU TELERAMA.FR:television.telerama.fr

 Global zapping
En Norvège, l’amour c’est vraiment bestial – Télévision
Bertrand Villegas

Après “L’amour est dans le pré”, qui fait les beaux jours de M6, la Norvège invente un nouveau concept pour former des couples. Nez sensible s’abstenir.

Récapitulons les épisodes précédents : depuis un an ou deux, les producteurs télé du monde entier ont pété un câble et cherchent désespérément à coller aux nouveaux modes de drague des cibles jeunes qui se résument en deux mots anglais, match et swipe, et une application, Tinder. Match : c’est la croyance selon laquelle la science peut nous pré-assembler en fonction de nos profils déclarés. Swipe : c’est le comportement qui consiste à juger un célibataire en un clin d’œil et un coup d’index sur son smartphone. La love story des jeunes avec le petit écran étant fatiguée, les producteurs font des pieds et des mains pour les reconquérir. Résultat : des programmes où l’on a vu successivement des célibataires se marier, se mettre tout nus, s’embrasser — sans se connaître ni d’Eve ni d’Adam, ni se parler.

Et voilà qu’en cette rentrée nous vient de Norvège un vent d’air frais dans le dating — quoique imprégné d’odeurs corporelles. C’est déjà en Norvège qu’avait explosé, il y a dix ans, ce qui est devenu depuis le succès indépassable à ce jour du genre, L’amour est dans le pré, et il sentait déjà bon la nature et le purin. La chaîne publique NRK1 vient de lancer un programme qu’on peut traduire par « Quand la chimie est bonne », rebaptisé Attraction animale pour le marché international. Comme souvent lorsque les producteurs ont peur de pousser le bouchon un peu loin en abordant un divertissement insensé au premier degré, l’émission est présentée comme une « expérience scientifique » (toujours ce mythe de la science qui fait le match) : le prétexte étant ici de savoir si l’on peut se fier à la nature pour trouver un partenaire. Maren, notre cobaye, une célibataire d’une trentaine d’années, doit choisir entre sept hommes à partir de tests biologiques inspirés du monde animal ou de la recherche sur les humains. Concrètement, au fil des semaines, et c’est là que le spectacle commence, elle sélectionne sur l’odeur, le son, le goût, l’apparence, le statut et le langage corporel.

La première expérience serait inspirée du comportement de reproduction des tigres. On apprend que, lorsqu’elles sont en chaleur, les tigresses laissent des traces d’urine pour attirer les mâles. Et si jamais l’homme était proche du tigre ? Testons. On demande aux sept prétendants mâles d’uriner dans un bocal. L’urine regorge d’informations, paraît-il : « Autant qu’un profil sur un site de rencontres », assure l’animateur pour donner à Maren du cœur à l’ouvrage. Eh bien non, elle ne boit pas cul sec l’urine des prétendants : elle doit juste la humer comme un œnologue du bon vin. C’est de l’urine du matin, l’odeur est passée, assure l’animateur qui s’y connaît. La célibataire renifle de la plus claire à la plus foncée, qu’elle trouve un peu aigre et acide. Le prétendant est recalé.

Attraction animale sur NRK1 en Norvège – Le test de l’urine

Deuxième expérience : la célibataire a les yeux bandés et doit coller son nez sur le corps de chacun des prétendants torses nus. Le premier, Jon, fleure bon, frais, un peu sucré avec une pointe d’agrume… Aisselles, élastique du caleçon… la célibataire fond : « On ne croirait pas que tu n’es pas douché depuis plusieurs jours. »  C’est beau l’amour. Ou plutôt l’attraction.

Attraction animale sur NRK1 en Norvège – Le test de l’odeur

La semaine suivante, après le tigre, c’est le lion : les prétendants doivent rugir pour séduire. Chaque semaine, le candidat le moins bien noté quitte l’aventure. Et après sept semaines à l’avenant, le verdict tombe : la célibataire doit choisir entre son cœur et leurs odeurs, entre l’homme qui lui correspond le plus scientifiquement et celui pour lequel elle éprouve des sentiments. Les avancées de la science n’interdisent donc pas la liberté de conscience.

http:television.telerama.fr/television/en-norvege-l-amour-c-est-vraiment-bestial,147134.php

3 MAGGIO 2017:VINCE MACRON

-SU LE MONDE:lemonde.fr

Enquête Cevipof : Emmanuel Macron est en position de force, malgré des fragilités

Le candidat d’En marche ! est crédité de 59 % des intentions de vote, contre 41 % à Marine Le Pen, dans la dernière enquête du Cevipof, menée par Ipsos Sopra-Steria auprès de 13 742 personnes

LE MONDE | 03.05.2017 à 06h40 • Mis à jour le 03.05.2017 à 09h15 | Par Gérard CourtoisMeeting d'Emmanuel Macron au Paris Event Center à La Villette à Paris, le 1er mai 2017 - 2017©Jean-Claude Coutausse / french-politics pour Le MondeMeeting d’Emmanuel Macron au Paris Event Center à La Villette à Paris, le 1er mai 2017 – 2017©Jean-Claude Coutausse / french-politics pour Le Monde JEAN CLAUDE COUTAUSSE / FRENCH-POLITICS POUR LE MONDE

C’est peu de dire que la vague d’entre-deux-tours de l’enquête électorale du Centre de recherches de Science Po (Cevipof) était attendue. L’ampleur du panel d’électeurs interrogés par Ipsos Sopra-Steria depuis novembre 2015 a conféré jusqu’à présent une grande fiabilité à ces sondages. Cette nouvelle vague, réalisée par Internet les 30 avril et 1er mai, porte sur un échantillon national représentatif de 13 742 personnes inscrites sur les listes électorales, dont 8 936 certaines d’aller voter le 7 mai et exprimant une intention de vote.

Intérêt et mobilisation Assez logiquement à l’approche d’un second tour, l’intérêt des Français pour cette élection a progressé : très stable, autour de 80 % pendant les trois mois d’avant premier tour, il est désormais de 85 %, avec des pointes à 91 % chez les électeurs des deux finalistes, Marine Le Pen (Front national) et Emmanuel Macron (En marche !).

De même, l’indice de participation au scrutin du 7 mai est de 76 %, en progression de 4 points par rapport à la précédente enquête des 16 et 17 avril. Ce sont les électeurs du premier tour de Mme Le Pen (87 %) et de M. Macron (88 %) qui sont les plus déterminés à aller voter, contre 76 % des électeurs de François Fillon (Les Républicains), 73 % de ceux de Benoît Hamon (Parti socialiste) et seulement 66 % de ceux de Jean-Luc Mélenchon (La France insoumise).

Macron en position de force Les intentions de vote pour le 7 mai n’ont pas fondamentalement changé depuis que les résultats du premier tour sont connus. Lors de la précédente enquête du Cevipof, réalisée mi-avril, le candidat d’En marche ! était crédité de 61 % des intentions de vote dans l’hypothèse d’un duel avec la candidate du FN. A moins d’une semaine du second tour, il reste crédité de 59 % contre 41 % à Mme Le Pen. La solidité de ces choix est très forte : 91 % des électeurs qui ont l’intention de voter Macron assurent que leur choix est…

http:lemonde.fr/election-presidentielle-2017/article/2017/05/03/selon-notre-sondage-emmanuel-macron-est-en-position-de-force-malgre-des-fragilites_5121280_4854003.html

6 MAGGIO 2017:PUTIN-MERCKEL,ORA GLI EUROPEI NON SI INTROMETTANO CON LA RUSSIA

-SU IL MESSAGGERO:

Putin incontra Merkel: «Ue non si intrometta in affari Russia»

Vladimir Putin e Angela Merkel hanno affrontato il tema delle proteste in Russia e il presidente russo ha sottolineato che la reazione delle forze dell’ordine è stata «più moderata e liberale» che in alcuni Paesi europei. Putin poi ha sottolineato che come la Russia «non interviene negli affari interni di altri Paesi»: sarebbe il caso, ha sottolineato, che gli altri «non s’intromettessero» nella vita politica interna russa.

«Vorrei ci fossero le condizioni per togliere le sanzioni» alla Russia, che passano per «l’attuazione degli accordi di Minsk» sull’Ucraina. Così la cancelliera tedesca Angela Merkel in conferenza stampa con Vladimir Putin. Merkel ha sottolineato «l’importanza» del lavoro del Quartetto Normandia, «molto difficile» e che ha registrato anche «passi indietro», ma nonostante tutto il processo «va avanti».

La cancelliera tedesca Angela Merkel, esprimendo la sua preoccupazione per le notizie relative a violenze e abusi a danno di omosessuali, in particolare in Cecenia, ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin di «usare la sua influenza» per mettere fine a queste violazioni. Nell’incontro di oggi a Sochi, Merkel ha anche sottolineato l’importante ruolo svolto dalle organizzazioni non governative nella società civile e ribadito il diritto delle persone a riunirsi e manifestare come «parte fondamentale della società civile».

Martedì 2 Maggio 2017 – Ultimo aggiornamento: 03-05-2017 20:18

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